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Monday, September 7, 2015

La senatrice Laura Puppato, l'air gun e le trivelle







Laura Puppato e' o e' stata Presidente del Forum Ambiente del Partito Democratico

Dopo qualche giorno su Facebook le ho risposto quanto segue.

Questi pensano veramente che far politica sia 
come bere l'aranciata in riva al mare

Non ha mai risposto.

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Cara Laura, vedo il suo messaggio su Twitter. 

Grazie. 

Io pero' non credo che sia sufficente votare si o no, mandare un tweet a me e sentirsi la coscienza a posto. Contano i risultati e non le intenzioni. 

Lei e' del PD. 

Probabilmente conosce Renzi di persona e tanta altra gente li dentro. 

Li ha sensibilizzati? 

E' andata a parlare con Renzi tutti i santi giorni? 

Gleil'ha spiegato? 

Ha cercato di fare fronte comune con le persone di tutti gli altri partiti? 

E' andata in TV a parlare del perche' no alle trivelle? 

In poche parole, si e' esposta, si e' data da fare per creare una coscienza collettiva anche dentro i palazzi di Roma, ma per davvero? 

A lei e' chiesto molto piu' che ai normali cittadini, lo sa? 

Perche' ai nostri occhi lei ha il potere, ed e' parte del gruppo di pochi fortunati che decidono le cose in Italia. Vedo che adesso lei va in Montello, in Veneto, a Treviso. 

Io ci sono stata 1 mese fa. 

Arrivano a trivellare anche li, grazie al governo di cui lei e' parte. 

Cosa dire a queste persone? 

Che adesso Renzi gli porta la Shell in casa? 

Si,proprio la Shell. 

E non sto qui a parlare dello scempio Ombrina. 

Una raffineria nel mare a 9km da riva non ce la mette nessuno nel mondo civile. Ma proprio nessuno. 

Cosa ha fatto lei, da leader, per questo?

Non si puo' essere ambientalisti, come lei scrive sul suo profilo, e restare timidi di fronte agli scempi, non metterci piu' vigore. 

Sono questi tempi difficili, in cui occorre essere decisi, spingere, volerle le cose. 

Spero che possa fare un po di piu' per quella, che alla fine, e' la sua nazione e che non merita di essere trivellata da quasi nessuna parte. 

Buon lavoro. 

MR

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Ad oggi 7 Settembre 2015 attendo ancora risposta. 

Monday, July 27, 2015

Nuove trivelle in Emilia. Il terremoto del 2012 non ha insegnato niente

 nei pressi dell'epicentro del 2012
Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro, Cavezzo. 
magnitudo 3.5, ma nessun problema. 

Tuttapposto.


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"It is therefore concluded that the seismic process that began before May 20th, 2012 
and continued with the sequence of earthquakes in May-June 2012 
is statistically correlated with increases 
in production and injection in the Cavone oil field."


Rapporto della Commissione Ichese, pagina 176, 2013


Non ci riusciamo proprio in questa nazione ad usare il buonsenso, la prevenzione, la precauzione.

A tre anni dai terremoti dell'Emilia del 2012, passato il furore mediatico, la debacle sulla commissione Ichese e la paura, si torna a trivellare. 

Era stata la giunta regionale del precedente governatore emiliano Vasco Errani a decidere di sospendere le autorizzazioni petrolifere in regione nel 2014, per trovare una "gestione ottimale delle attivita' di sfruttamento del sottosuolo" su raccomandazione della commissione Ichese. Si decide di fermare in particolare il pozzo di reiniezione del Cavone, lo stesso pozzo attorno al quale si cristallizzarono tutti i dubbi per la sismicita' indotta.

Nel giro di un anno e pochi mesi si sono susseguite intese, laboratori sperimentali, linee guida, e colpi di scena che alla hanno decretato il tuttapposto e che, in merito al Cavone, "non vi è alcuna ragione fisica per sospettare che le variazioni di pressione agli ipocentri derivanti dalle attività di produzione e iniezione del campo di cavone abbiano innescato la sequenza del maggio 2012".

E cosi, in questi giorni, la giunta regionale dell'attuale presidente Stefano Bonaccini decide di "sbloccare" le procedure petrolifere rimaste in limbo dal 2014. Ma niente paura: per la proposta di deposito di gas di Rivara e' stato dato un "no secco" all'uso "dell'acquifero profondo di Rivara per qualsiasi finalità di stoccaggio".

Quindi per altre concessioni, di ricerca e di stoccaggio si puo' andare avanti mentre il progetto della Rivara Gas Storage a San Felice, in provincia di Modena, no. Il senatore Stefano Vaccari afferma che il tutto garantira' la tutela del territorio e avviera' "un percorso di approfondimento serio con il lavoro della commissione Ichese e le sperimentazioni avviate su alcuni siti, tra cui quello del Cavone".

Arriva poi l'assessore alle attività produttive Palma Costi che invece ricorda che l'Emilia Romagna e' stata fra le prime regioni ad avere concordato con il ministero dello Sviluppo economico, "un accordo operativo per l’adozione di nuove linee guida" con un " gruppo di lavoro composto di 6 unità, 3 tecnici dell’Emilia Romagna e 3 del ministero, i quali potranno decidere se concedere il via libera alle istanze”.

Ci scommettiamo che le approvano tutte?

I petrolieri non aspettano altro, ed infatti, subito l'Enel Longanesi presenta la richiesta di trivellare il pozzo per idrocarburi liquidi e gassosi Malerbina 1dir in provincia di Ferrara. Anche la Northsun richiede di poter mettere in produzione il suo pozzo Gradizza 1, in provincia di Ferrara. 

Sono quindi i soliti tarallucci e vino italici. Facciamo passare un po di tempo, calmiamo le acque, diamogli qualche contentino e poi torniamo allo status quo. Ma le domande restano: e il principio di precauzione? E gli altri impianti di stoccaggio proposti per la regione Emilia Romagna? Quelli li lasciamo andare avanti? Fermiamo solo Rivara a causa del clamore mediatico? Perche' gli altri no?  Sono figli di una concessione minore? Chi ci assicura che non ci saranno altri problemi negli anni a venire con gli altri pozzi di estrazione e di stoccaggio? O dobbiamo aspettare un altro terremoto?  E ancora, se veramente non c'e' alcuna "ragione fisica" per sospettare che le attivita' del Cavone siano collegate ai sismi del 2012, perche' non andare avanti anche con Rivara? Se e' tutto sicuro, anche Rivara dovrebbe esserlo no? 

Gli altri impianti di stoccaggio per l'Emilia Romagna, realizzati o realizzandi sono per la Stogit Alfonsine Stoccaggio a Ravenna con 11 pozzi,  Cortemaggiore Stoccaggio a Piacenza con 40 pozzi,  Minerbio Stoccaggio a Bologna con 51 pozzi,  Sabbioncello Stoccaggio a Ferrara con 32 pozzi. E poi c'e' San Potito e Cotignola Stoccaggio a Ravenna con 11 pozzi della Edison e della BluGas.

Vorrebbero far quadrare il cerchio, ma qui a comandare non e' ne Bocaccini, ne Vaccari, ne la Edison ne la Stogit. A comandare e' la natura. E noi siamo dei folli a pensare di poterla manipolare a piacimento solo perche' ci sono quattro spiccioli da tirar fuori.

Intanto esce proprio in questi giorni su Science un articolo che documenta l'impressionante aumento di terremoti indotti dall'oil and gas negli USA dal 2009 ad oggi in zone anche non sismiche dovute alla reiniezione. In Italia si sa,  mai e' successo e mai succedera' che i petrolieri possano turbare il nostro territorio ballerino. In Italia, il sottosuolo e' speciale.

Qui l'articolo su Science.




Monday, March 23, 2015

L'Europa investe nella "conoscenza" del fracking -- con Halliburton come partner






** Grazie a Matilde Brunetti **
** Grazue a Francoise Lienhard **

“Il più grande programma di Ricerca e Innovazione dell'Unione Europea di sempre, con 80 miliardi di euro di finanziamenti per 7 anni (dal 2014 al 2020)”


Cosi' si definisce il bando UE Horizon 2020, pensato per essere al centro del piano Europeo per “una crescita e un'occupazione intelligente, sostenibile e inclusiva”. 
 
Mmh. Interessante. Vediamo allora dove sta tutta questa occupazione intelligente, sostenibile ed inclusiva.

Beh... ben due dei progetti premiati hanno come obiettivo di ricerca ... il fracking! Si proprio cosi, fra gli Horizon del futuro ci sono circa 11.6 milioni di euro che verrano usati dalle universita' di Edinburgh e di Londra per studiare gli impatti delle attività di fracking sull'ambiente. Questi gruppi di sapientoni daranno una "valutazione indipendente" degli impatti ambientali del fracking.

Buoni soldi.

Come se l'esperienza di tutte le comunita' al fracking negli USA ed il divieto passato dallo stato di New York dopo indagini mediche ed ambientali durate tre anni, non fossero mai esistiti.

Interessante il commento del direttore generale della Commissione Europea sulla Ricerca e sull'Innovazione, Robert-Jan Smits

“For the very first time, we have launched a dedicated action which will support researchers and scientists in their quest to understand, prevent and mitigate the potential environmental impacts and risks of shale gas exploration and exploitation"

Notare che dice che "per la prima volta" abbiamo esperti che aiuteranno a capire, a prevenire e a mitigare gli effetti del fracking.

Come si mitiga un terremoto? 

In realta' secondo me, questi hanno l'obiettivo di rendere tutto asettico - il famoso tuttapposto. Un tuttapposto che ci costera' quasi 12 milioni di euro.

Il tutto si e' svolto in un convegno dal titolo: ‘Shale gas in a low-carbon Europe: the role of research’ a Bruxelles, il 24 Febbraio 2015.  Anche qui la malafede.  Io avrei fatto: The sun in a low-carbon Europe: the role of research, se vogliamo essere proprio low carbon.

Il fracking con il low carbon non c'entra niente.

Ma l'amico Smits a chi faceva obiezioni diceva che questo fa solo parte dell'informazione e che si deve non farsi prendere dalle "emozioni e dalle paure" ma che ci vogliono dati e numeri:

"we must address concerns with sound scientific evidence - taking the debate away from emotions and fears, and basing it on facts and figures,”

Ah certo. Quando facciamo le nostre belle presentazioncine e dopo che abbiamo sperperato un po di denaro pubblico sara' tutto piu freddo,  l'acqua sara' meno inquinata, i tumori meno aggressivi, e i terremoti meno gravi.

Interessante anche il commento di un professore dal nome italiano Alberto Striolo, che lavora a Londra che dice

 “We’re working with Halliburton on our project but it won’t receive any EU funds”

Rido per non piangere. Come se la Halliburton avesse bisogno di 12 milioni di euro. Alberto, se non l'avesse capito, alla Halliburton non servono i soldi. Alla Halliburton serve lo stampo di una universita' qualsiasi per dire che e' tuttapposto! E che questo lo dica un "ente indipendente".
E la sfido io a trovare qualsiasi cosa dalla sua collaborazione con loro che vada contro il loro interessi.

E cosa fara' Striolo assieme alla Halliburton? Per tre anni studiera' la migrazione della monnezza del fracking sottoterra. Ad Edinburgo invece studieranno gli impatti del fracking in superficie, sotto la guida di Christopher McDermott. Altri studi saranno eseguiti dall'universita' di Uppsala in Finlandia e della Pennsylvania State University, negli USA.

Fra le altre cose che faranno un inventorio di tutti i depositi di shale gas in Europa, "una priorita'" per i ricercatori.  Mmh. Sara'. Ma... non li dovevano fare prima di bucare questi studi cosi prioritari?

Li fanno adesso che la Chevron e' gai' arrivata e si e' gia' ritirata dalla Polonia e pure dalla Romania! Anche la Exxon Mobil la Total e la Marathon Oil si sono ritirate dalla Polonia. Addirittura la BP ha annunicato che non vedono nessuna produzione significativa di shale gas in Europa almeno fino al 2035!

Cosa diranno di nuovo questi studi, considerato che ci sono gia' altri enti che finanziano lo studio di shale gas, per la precisione ReFINE nel Regno Unito,  Blue Gas programme in Polonia, TKI Gas in Olanda, e tutto lo European Energy Research Alliance .

La Royal Society del Regno Unito ha rilasciato un rapporto nel 2012 in cui  in 2012; e l'Helmholtz Centre for Environmental Research in Germany che hanno anche loro rilasciato uno studio simile.

E va bene, vediamo cosa altro dobbiamo studiare su questo benedetto fracking.
Ah. La Halliburton e' stata pioniera nell'industria dello shale gas, tanto che la legge del nostro beneamato Bush che apre le porte del sottosuolo USA alle trivelle del fracking, esentandolo dalle norme ambientali,  e' chiamata  “Halliburton loophole".

Ma perche' essere malizioni, sicuramente e' tutto fatto per amore della conoscenza, non ho dubbi.





Thursday, November 6, 2014

La legge sul petrolio









Era una sera di Luglio di un anno fa, ero appena arrivata in albergo a Roma dalla Sardegna.

Ero stanca, ma sorpresa di quanto bella fosse la Roma di chi puo' permettersi di viverla da dentro, fra palazzi di altre epoche, rovine degli antichi romani, strade chiuse al traffico, chiese misteriose ed eleganti negozietti.

Pensai che i nostri politici non sono mica scemi e che si sono sistemati bene. Grazie che non riescono a capire i problemi degli altri, uno che vive per trenta anni cosi, al riparo da ogni bruttura dei nostri tempi, come puo' capire cosa succede fuori il raccordo anulare?

E poi mi misi all'opera. Non c'era molto tempo perche' l'indomani c'era l'incontro con gli altri che il M5S, con la coordinazione di Vito Petrocelli, aveva cercato di riunire per fare questa benedetta proposta di legge sul petrolio. L'idea e' che visto che non possiamo vietare il petrolio in tutta Italia, almeno decidiamo delle regole ferree. 

In realta' avevo pensato per tutto il viaggio a cosa scrivere, e mi ero presa appunti di tutto quello che mi aveva dato fastidio sul modo di fare in Italia con le varie commissioni VIA,  i permessi, la monnezza che non si sa dove va a finire, gli annunci segreti, le multe che non sono multe, e cosi' mi ero fatta una lista di cosa avrei cambiato se potessi decidere io.

Per esempio mi e' sempre seccato che i petrolieri potessero avere la possibilita' di fare controdeduzioni, in una sorta di rimpallo ingiusto: loro hanno soldi e tempo, e noi cittadini abbiamo altri lavori.

Tu fai una proposta per trivellare? Bene, io posso rispondere e finisce li. Una chance a testa. Non devono esserci controdeduzioni perche' se no non finisce mai. E sopratutto non devono essere loro ad avere l'ultima parola.

A one shot game.

Altre cose per me importanti era di capire come facevano in altri paesi, e quindi mi sono messa un po a cercare come funzionava li - ad esempio e' venuto fuori che in Australia le distanze minime dei pozzi sono di circa 2km dalle case. Ho anche cercato di includere cose che ho visto funzionavano bene in California, con Prop. 65 e tutte le informazioni in rete.

Il risultato sono quelle paginette che sono in alto. Chiaro, semplici, puntuali, senza troppi giochi di parole. Ci sono pure degli errori di battitura, ma e' tutto parte della storia.

Poi ci siamo incontrati.  Un sacco di parole, qualcuno si e' preso degli impegni, ci sono state varie discussioni, anche colorite. Dopo due giorni, ciascuno e' tornato al proprio tran tran quotidiano.

Passa piu di un anno, con tanti piccoli e grandi retroscena su cui sorvolo perche' alla fine ciascuno sa chi e' che e cosa vuole. E alla fine perche' quello di cui sei fatto viene fuori e non puoi ingannare tutti, sempre. Fatto sta che in silenzio ho continuato a lavorare su questa cosa, e ogni volta che mi e' stato chiesto qualcosa ho cercato di essere *costruttiva* e non distruttiva.

Il risultato e' la proposta di legge del M5S che e' stata messa in rete negli scorsi giorni per la discussione, e a cui tutti possono partecipare. La speranza e' appunto di essere costruttivi e non demolitori.

Noto che tanti paragrafi ed idee sono arrivati dal mio testo originale: ne sono orgogliosa e sento di avere fatto qualcosa di buono anche se non sono fra i firmatari di questa legge. La legge stessa e' chiara e semplice e lineare e si capisce.

Verra' approvata? Non lo so. So che ho dato il meglio che potevo, a gratis,  senza cercare poltrone e senza sbandierare prima del tempo, e spero che sara' utile. C'e' voluto dell'amore e del lavoro per fare tutto questo.

Grazie al senatore Vito Petrocelli e a Enzo Palazzo per avere avuto l'idea e per aver cercato di attuarla nel concreto.










Friday, October 31, 2014

Maria Stella Bianchi e compari PD della Commissione Ambiente: si allo Sblocca Italia

Maria Stella Bianchi, PD - contro il petrolio a parole 
e nelle sue inutili risoluzioni e poi nei fatti vota si allo Sblocca Italia.

Non posso veramente crederci.

Non lo capisco. Sono una persona razionale, coerente, che quando da la parola la mantiene, leale e che cerca di guadare sempre alle cose piu grandi.

Ed eccoci qui. Dopo Ermete Realacci presidente della VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici che vota a favore dello Sblocca Italia, decido di guardare come hanno votato gli altri della commissione ambiente.

E scopro delle cose oscene a dir poco, del tutto incoerenti, e false.

Maria Stella Bianchi,  del PD, quella che scriveva risoluzioni su Ombrina e contro il petrolio copiando i miei testi, che sbandierava la sua opposizone alle trivelle che poi vota a favore dello Sblocca Italia. Come non si vergogni e' un mistero per me.

Tino Iannuzzi,  del PD, vice presidente della Commissione Ambiente, anche lui vota si allo Sblocca Italia.

Tommaso Ginoble, dell'Abruzzo e del PD pure lui, nonche' segretario della stessa Commissione Ambiente, vota a favore dello Sblocca Trivelle.

Gli altri della Commissione Ambiente a votare a favore dello Sblocca Italia? Li metto fra un attimo, voglio pero' qui ringraziare Angelo Cera della Puglia - che non conosco - perche' ha votato fuori dalle fila del suo partito (Scelta Civica per l'Italia) e che ha votato no allo Sblocca Italia. Tutti quelli del Movimento 5 Stelle hanno votato no, come pure quelli di Forza Italia. Grazie anche a loro.


Ecco qui i membri della *Commissione Ambiente* che votano contro l'ambiente!!!





E non e' neanche per il petrolio che ci resto male, quanto per il senso di tradimento di questa gente. Ci ho perso anni della mia vita a spiegare a mezza Italia cosa fosse l'H2S e i fanghi e il fracking e la sismicta' indotta, gratis. E poi arrivano questi qui a *far finta* che gli interessi qualcosa dell'ambiente, lautamente pagati anche dalle *mie* tasse e che non hanno il coraggio di fare la cosa giusta. 

Ma che ci state a fare alla commissione ambiente? 

E chi lo deve difendere l'ambiente, se non voi? 

Ma un pizzico di integrita' ce l'avete? 

Ci credete o siete li solo per scaldare la poltrona?  Da come la vedo io, siete solo un branco di gente inutile che va dove li portano le chiacchere di Renzi e l'ombra della poltrona.


Friday, October 3, 2014

La Basilicata, l'Europa, le violazioni, l'acqua



Questo in calce e' il comunicato stampa da parte del Senatore Vito Petrocelli sulla questione petrolio e monnezza nell'acqua potabile dell'invaso del Pertusillo. Il testo e' stato depositato presso gli uffici europei a Roma con l'intento di denunciare una possibile violazione del diritto comunitario. E' stato gia' pubblicato dal sito di Basilicata 24.


 la scovai qualche tempo fa.


Grazie a questi acidi e alla trivellazione in orizzontale la 
Halliburton ha fatto guadagnare all'ENI 25 milioni di dollari  
e fatto bere monnezza ai lucani.

  
Si sapeva tutto dal 1999 ma nessuno -
di nessuna universita' lucana o non lucana,
di nessun altisonante ente nazionale, e con nessuna patente di geologo -
e nonostante i proclami
se ne era mai accorto prima.
 


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Viene depositata oggi, alla sede romana della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, a Palazzo dei Campanari, in via IV Novembre, dal capogruppo M5S al Senato, Vito Petrocelli, una denuncia per inadempimenti del diritto comunitario sul rispetto della direttiva “Acque”, la 2000/60/CE, commessi dallo Stato italiano e dalla Regione Basilicata.

I fatti riguardano la Concessione petrolifera Eni/Shell “Val d’Agri”, in Basilicata, di 660 kmq, dalla quale, al momento, si estraggono circa 90 mila barili al giorno di petrolio e 900 milioni di mc di gas (rappresentano il 6% e l’1,4% del fabbisogno nazionale). Questa concessione è al centro di un tentativo per portare le estrazioni minerarie a 130 mila barili al giorno (equivalenti a circa il 10% del fabbisogno nazionale di petrolio), aumentando sia il pescaggio dai 25 pozzi attualmente attivi e sia aumentando il numero di pozzi operativi di altre 12 unità. I pozzi in Basilicata raggiungono profondità di circa 5 km.

Si vuole che la Commissione europea per l’ambiente valuti il rischio che le perforazioni realizzate sui monti dell’Appennino lucano possano inquinare irreversibilmente le circa 650 sorgenti sotterranee che alimentano l’Agri, un fiume le cui acque attraversano un parco nazionale, alimentano la diga del Pertusillo e forniscono il circuito dell’acqua potabile e di irrigazione di due regioni, la Basilicata e la Puglia.

L’invaso del Pertusillo - che è circondato dai pozzi già attivi in Alta Val d’Agri ed è a pochi km in linea d’aria dal Centro oli di Viggiano, un impianto di desolforizzazione di 18 ettari - è da alcuni anni interessato da una periodica moria di pesci causata, secondo la perizia del Ctu nominato dalla magistratura di Potenza, da una tossina prodotta dall’alga cornuta, presente per eutrofizzazione del lago a sua volta dovuta a fosforo, nitrati, idrogeno solforato, formaldeide, diossido di zolfo, metalli pesanti e idrocarburi presenti all’interno e nei fondali del lago artificiale.

La denuncia del portavoce Petrocelli cerca di interessare la Commissione europea sulle condizioni dell’acqua in Basilicata e sui rischi sulla relativa catena alimentare umana, dovuta, secondo il senatore M5S, alla libertà di perforazione che lo Stato italiano, con la complicità della Regione Basilicata e l’indifferenza della Regione Puglia (è la principale utilizzatrice dell’acqua della Basilicata), concede alle compagnie minerarie. Alle quali è consentito perforare nei pressi di dighe, ospedali, centri abitati, aree agricole pregiate, alvei di fiumi e, soprattutto, all’interno dei bacini idrici di superficie e di profondità.

Nell’esposto dell’attuale capogruppo M5S al Senato, viene dimostrata la presenza di trivelle e pozzi all’interno dei bacini idrici, la cui funzione è quella di rimpinguare le sorgenti dei fiumi essendo aree rocciose permeabili all’acqua piovana. Un delicato ecosistema che viene ulteriormente minacciato dal rifiuto delle società di fornire sia i piani ingegneristici dei pozzi realizzati nel sottosuolo che gli studi sulla qualità ed effetti delle sostanze chimiche utilizzate.

La stessa Corte dei Conti della Basilicata, nella sua delibera numero 71/2014, nel far proprie le denuncia della ricercatrice italo americana dell’Università di Northridge della California, Maria Rita D’Orsogna, afferma che: «l’attento e costante monitoraggio dei fanghi esausti rappresenta un punto di fondamentale importanza per la tutela ambientale e la tutela della salute pubblica».

Il lavoro di raccordo di Vito Petrocelli ha usufruito dei contributi scientifici di Maria Rita d’Orsogna, del professor Franco Ortolani dell’Università di Napoli, dell’Aspo Italia (Associazione per lo studio del picco del petrolio), dell’Istituto nazionale di geodesia e vulcanologia, dei ricercatori americani Diana Papouilias e Tom Mackenzie, dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, della Regione Basilicata, dell’Istituto Mario Negri sud e di una pubblicazione scientifica dell’Eni di autori italiani, su una rivista di settore, la One Petro (già resa pubblica in precedenza dalla D’Orsogna sul suo blog), con la quale si dimostra che già nel 1999, in Val d’Agri, era noto che si sperimentavano perforazioni orizzontali non autorizzate, tipo il fracking, ricorrendo all’uso di acido cloridrico, fluoridrico e addensanti chimici vari. Sulla pelle della gente, in barba alle direttive comunitarie di tutela e nel silenzio degli organi di controllo della Regione Basilicata e del governo italiano.

A Bruxelles, la denuncia verrà seguita dal parlamentare europeo M5S Piernicola Pedicini, il quale curerà la presentazione della stessa in una prossima seduta della Commissione UE Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare.

Sunday, August 3, 2014

Science, la commissione Ichese e gli americani





Continua su Science la discussione sui terremoti che hanno colpito l'Emilia Romagna due anni fa. Alla domanda: c'entrano le estrazioni di petrolio si o no? non c'e' risposta e tutto resta sospeso, vago, coperto da una patina sempre piu' spessa di poca trasparenza, confusione, conflitti di interesse e inciuci.

E' sempre molto triste questo modo di fare in Italia, in cui alla fine le cose devono sempre risolversi in modo opaco, dove non e' chiaro chi fa cosa, con continui colpi di scena, senza sapere cosa muove il tutto e in cui anche la scienza e' sporca. E questo non va bene, per la scienza, per la democrazia, e in questo caso specifico per il rispetto di 27 persone che sono morte.

La storia secondo Science e' questa:

L'ENI e' stata a lungo proprietaria di Societa' Padana Energia che gestisce molti dei giacimenti in Emilia Romagna. Nel 2010 vende la Societa' Padana Energia a Gas Plus per  "razionalizzare" il proprio portafoglio ed ottimizzare la sua efficienza operativa in Italia.

Verso la fine del 2012 o l'inizio del 2013, dopo i terremoti, e' l'ENI stessa a commissionare e a pagare uno studio sulla sismicita' nella zona colpita dal terremoto, studio che include misure di pressione e modelli matematici sul comportamento del sottosuolo.  All'epoca nessuno sapeva niente di questo studio. E va bene, una ditta privata puo' fare quello che vuole, ingaggiando chi vuole e studiando cosa vuole.

Nello stesso periodo iniziano i lavori della Commissione ICHESE, le cui conclusioni, sappiamo, sono che la "maggiore estrazione di petrolio e la reiniezione di acque reflue nel campo Cavone sono correlate con un aumento di attività sismica nell'anno precedente i terremoti". ICHESE conclude che "non si può escludere" una origine umana dei terremoti, ma che per essere sicuri oltre a dati statistici e' necessaria una modellazione basata sulla fisica del giacimento di petrolio.

Del rapporto ICHESE chissa' se avremmo mai sentito parlare se non fosse stato per Science che l'11 Aprile del 2014 rivela che il rapporto stesso e' in giacenza presso gli uffici della regione Emilia Romagna da due mesi senza che la popolazione ne sapesse niente. E quindi l'ex governatore Vasco Errani con la coda fra le gambe si scusa, dice che non voleva creare allarmismo, rende il rapporto pubblico e ferma le estrazioni di petrolio in zona.

Si decide allora di seguire le raccomandazioni di ICHESE e di fare questa modellistica, affidandola a nuovi "esperti americani' che avrebbero studiato gli effetti meccanici del flusso di idrocarburi nel sottosuolo attorno al campo Cavone, con particolare attenzione alla faglia Mirandola.

La commissione di esperti americani conclude -- nel giro di pochi mesi! -- che le estrazioni di petrolio dal campo Cavone non sono correlate ai terremoti del 2012.

Ma perche' non si chiamano di nuovo gli stessi membri della commissione ICHESE ad eseguire questi studi? E chi seleziona questi americani? Chi li paga? Non si sa. E poi, per fare i modelli ci vogliono i dati. E chi li tira fuori i dati?  Moltissimi dubbi su questo nuovo studio sono stati sollevati fin dall'inizio, in particolare dal professor Franco Ortolani dell'Universita' di Napoli.

Science scopre adesso che il commissionamento della commissione di esperti e il rilevamento dati sul campo Cavone sono arrivati direttamente.. dai petrolieri! I dati usati dai ricercatori americani sulle pressioni dei fluidi nei pozzi di reinizione sono quelli di Padana Energia che hanno eseguito test proprio nella primavera di quest'anno. Padana Energia ha anche chiesto ad Assomineraria di aiutarli nella raccolta dati, e ... per il rapporto finale sono stati usati studi e analisi del misterioso rapporto ENI del 2012 o 2013!

Secondo quanto riportato sul Resto Del Carlino, James Dietrich uno degli esperti statunitensi, ha assicurato che la maggior parte del rapporto degli esperti americani fu completato *prima* dei test eseguiti al Cavone e che i dati presi sul campo Cavone servivano solo per confermare quello che si era gia' concluso nel rapporto ENI.

Cioe': per fare approfondimento su un problema cosi delicato, e di interesse pubblico, e con lo spettro di ventisette morti, si chiama Padana Energia, Assomineraria e ci si basa su studi ENI di due anni prima.

Ancora, un altro esperto che vuole restare anonimo dice a Science che non era la faglia di Mirandola che andava esaminata ma quella di Medio Ferrara, a circa 20 km di distanza.

Interessante la posizione di Franco Terlizzese, direttore per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero per lo Sviluppo Economico che faceva parte del gruppo ICHESE e che quindi sottoscriveva la tesi della correlazione fra produzione di petrolio e terremoti. Adesso invece sottoscrive la tesi secondo la quale "non c'e' possibilita' fisica di correlazione" e che "si può escludere che le attivita' estrattive e di re-iniezione connesse alla concessione di coltivazione di idrocarburi di Mirandola abbiano innescato il sisma del maggio 2012".

A Science, Franco Terlizzese dice che "bisognava fare in fretta" e che anche se pare che ci sia un conflitto di interessi l'INGV ha revisionato il tutto, attenuando il possibile conflitto di interessi.

Intanto i pozzi sono tornati a pompare - i petrolieri sono salvi.

Forse e' per questo che si doveva fare in fretta?

Il testo di Science e del Resto del Carlino sono qui






Saturday, August 2, 2014

I terremoti dell'Emilia Romagna, Science e i conflitti di interesse -- ENI, Gas Plus, Padana Energia ed Assomineraria







La Commissione "americana" incaricata di studiare il giacimento Cavone

"Nuovi studi sponsorizzati dall'industria petrolifera escludono ogni legame fra i terremoti italiani e la produzione di petrolio"

1 Agosto 2014


I due terremoti mortali che hanno colpito l'Emilia Romagna nel nord dell'Italia nel 2012 continuano a generare scosse di assestamento politico. 

Secondo il governo italiano, una relazione scritta da sei scienziati americani mette a tacere l'ipotesi iniziale che i terremoti in zona che hanno ucciso 27 persone, potrebbero essere stati innescati da un aumento della produzione di petrolio nel vicino giacimento Cavone.

Ma alcuni ricercatori non ne sono convinti, ed esperti e pubblico allo stesso modo criticano le origini dello studio, che il governo ha richiesto dal proprietario del giacimento di petrolio.

La possibilità che le attività a Cavone potrebbero aver innescato i due terremoti, un evento di magnitudo 5.9 il 20 maggio 2012 e un evento di magnitudo 5.8 nove giorni dopo, è stata sollevata all'inizio di quest'anno nel rapporto ICHESE, da un gruppo di scienziati convocati nel dicembre del 2012 su richiesta del governo regionale dell'Emilia-Romagna, a seguito di voci locali, secondo le quali le perforazioni esplorative per un impianto di stoccaggio di gas avevano causato i terremoti.

Il gruppo ICHESE -- costituito da due italiani e tre geoscienziati stranieri oltre che dall'ingegner Franco Terlizzese, direttore delle risorse energetiche minerali presso il Ministero dello Sviluppo Economico in Italia per lo sviluppo -- ha invalidato la prima ipotesi. Lo stesso gruppo pero', scopre che la maggiore estrazione di petrolio e la reiniezione di acque reflue nel vicino campo Cavone era correlato con un aumento di attività sismica nell'anno precedente i terremoti. Il gruppo ICHESE ha cosi' concluso che per i fenomeni sismici del 20 maggio "non si può escludere" una origine umana, ma aggiungono che per essere sicuri era necessaria una modellazione basata sulla fisica del giacimento di petrolio.

La relazione ICHESE  ha generato polemiche, in parte perché il governo regionale lo ricevette a metà febbraio 2012, ma lo ha solo reso pubblico il 15 aprile, appena 4 giorni dopo che Science riporto' le principali conclusioni dello studio. Il Presidente della Regione Vasco Errani ha spiegato che aveva bisogno di tempo per effettuare "ulteriori studi" e per "non provocare allarme." La sua amministrazione sospese tutti i nuovi esplorazione di idrocarburi nella regione.

Sia il Ministero dello Sviluppo Economico e il governo regionale dicono che l'ultima relazione, scritta da importanti geologi statunitensi, risolve la controversia. I ricercatori statunitensi hanno sviluppato un modello matematico per simulare gli effetti meccanici di flusso del fluido sulle rocce e in tutto il giacimento di petrolio Cavone. Il modello si ispira anche misurazioni della pressione del fluido sul fondo del conferimento delle acque reflue ben eseguito dall'operatore del campo, Padana Energia, nel maggio e giugno di quest'anno. Gli esperti concludono che le attività a Cavone non potevano avere sufficente alterazioni in pressione e stress all'interno della crosta da poter innescare i due terremoti.

In un comunicato, il ministero cita un'analisi dall'Istituto Nazionale Italia di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che "attesta la validità" del nuovo rapporto. Anche alcuni scienziati danno applaudono al nuovo rapporto. Marco Mucciarelli, sismologo presso l'Istituto Nazionale Italia di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, dice lo studio fornisce una risposta "inequivocabile" alle incertezze sullo studio Cavone.

Altri, invece, contestano il lavoro. Nel loro modello, i ricercatori americani hanno simulato come i cambiamenti di produttivita' a Cavone avrebbero influenzato la faglia piu' vicina al campo -- Mirandola -- ma non la più lontana faglia di Medio Ferrara, a circa 20 km di distanza. Ma un esperto di sismicità indotta che desidera rimanere anonimo sottolinea che e' stato proprio a causa della faglia Medio Ferrara che si è verificato il terremoto del 20 maggio.

Nessuno degli esperti degli Stati Uniti ha risposto alle ripetute richieste di una risposta.

Nel frattempo, Franco Ortolani, geologo in pensione presso l'Università di Napoli Federico II, ha pubblicamente attaccato quello che lui chiama "una partita giocata tra le parti interessate", lamentando che il compito di gestire le nuove ricerche e prendere le misure di pressione e' stato affidato proprio alla Padana Energia. Sostiene che solo la magistratura ha l'autonomia per fare luce sulla controversia. Infatti, la scorsa settimana una serie di gruppi ambientalisti ha presentato una denuncia in diversi tribunali locali chiedendo un'inchiesta di entrambi gli studi ICHESE e quelli statunitensi.

Science ha scoperto che Padana Energia ha affidato il commissionamento della modellazione ad Assomineraria, che ha lavorato assieme con il ministero. Ma invece di commissionare uno studio nuovo di zecca, l'organismo di settore e il ministero semplicemente hanno rilasciato una versione estesa di ricerca del gruppo americano, che era stato commissionato e finanziato da ENI alla fine del 2012 o all'inizio del 2013. (L'ENI ha venduto Padana Energia alla società Gas Plus nel 2010.) Uno degli autori dello studio, James Dieterich della University of California, Riverside, ha detto la scienza che gli modellazione e test di pressione "hanno confermato le nostre conclusioni iniziali riguardanti le origini dei 2012 terremoti."

Terlizzese difende la scelta di utilizzare la ricerca americana, sostenendo che i sei scienziati di fama internazionale e già ben versato nella materia, aggiungendo che "abbiamo anche bisogno lo studio fatto in fretta." Egli riconosce che la messa in relazione di via Padana Energia "sembra un conflitto di interessi", ma dice che la revisione dall'INGV "attenuato", quel conflitto. La modellazione richiedeva sul giacimento di petrolio che solo il ministero, il governo regionale, e Padana Energia possedevano.

Amen.

Thursday, April 10, 2014

Science: I terremoti dell'Emilia Romagna probabilmente dovuti alle estrazioni di petrolio



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L'Emilia Romagna petrolizzata
 

Ecco, qui. Lo dice Science del giorno 11 Aprile 2014, e non la D'Orsogna, o Betta Sala, che ringrazio vivissimamente per avermi mandato il link e per l'impegno incessante di questi anni.


"Human Activity May Have Triggered Fatal Italian Earthquakes, Panel Says" 
"Le attivita' umane potrebbero avere causato terremoti fatali in Italia, secondo la commissione"

In an as-yet-unpublished report, an international panel of geoscientists has concluded that a pair of deadly earthquakes that struck the Italian region of Emilia-Romagna in 2012 could have been triggered by the extraction of petroleum at a local oil field. Fear of humanmade seismicity has already sparked fierce opposition against new oil and gas drilling efforts in Italy, and some say the report could lead the country's regional presidents to turn down new requests for fossil-fuel exploration.

L'articolo intero non ho potuto ancora leggerlo, perche' sono a casa (a lavorare, ma questa e' un altra storia) e ci vuole il collegamento dall'Universita' per leggerlo tutto, ma domani quando vado in ufficio lo scarico tutto, lo leggo e lo linko qui.

La prefazione dell'articolo dice che il comitato internazionale di geo-scienziati incaricato di indagare e' giunta alla conclusione che i terremoti dell'Emilia Romagna del 2012 potrebbero essere stati causati dalle estrazioni di petrolio a livello locale.

I benpensanti diranno che e' un "potrebbe" e non una cosa certa, sicura, matematica. Ma la cosa importante, secondo me, e' che non l'hanno escluso, che potrebbero esserci correlazioni e che la possibilita' di correlazione e' cosi evidente che ci esce un articolo su Science e non su Topolino.

L'autore dell'articolo, Edwin Cartlidge, aggiunge che in Italia c'e' una forte opposizione alle estrazioni di petrolio a causa dei timori di sismicita' indotta e che probabilmente questo report della comissione emiliana portera' al diniego di altre autorizzazioni petrolifere in Italia.

A me, che predico queste cose da anni, dispiace solo che sia dovuta morire tutta quella gente per quella che poteva essere semplice prevenzione: hai un territorio ballerino di per conto suo e densamente abitato? Ci sono stati vari casi di sismicita' innescata dalle operazioni petrolifere in tutto il mondo?

Il semplice buonsenso porta ad una sola conclusione: che forse e' meglio non trivellare - bucare - stoccare - stuzzicare madre natura, perche' alla fine, e' lei che comanda, che ci piaccia o no.

Nei terremoti emiliani sono morte 27 persone e in 5000 hanno perso la propria casa. 

Grazie ancora Betta Sala.

Qui considerazioni sull'articolo completo, dopo averlo letto e scaricato. Il testo e' in alto.


Saturday, February 8, 2014

Sismicita' indotta: se anche in Texas....

Trivelle di Azle, TX

Terremoti di Azle, TX 
30 dal Novembre 2013 ad oggi



Ci fanno petrolio e gas e fracking e reiniezione di rifiuti petroliferi nel sottosuolo.

Non e' una zona tradizionalmente soggetta a terremoti, ma dal Novembre 2013 ci sono stati almeno 30 terremoti di intensita' superiore al grado 2.2 della scala Richter, fino ad un massimo di 3.9 Richter.

Le autorita' dicono che non sanno perche' ci sono questi terremoti.

La gente e' arrabbiata e confusa e dicono di sapere il perche' dei terremoti: la produzione di gas naturale nel Barnett Shale della zona.

E le idee di popolo, nella loro semplicita', sono anche le piu' intelligenti.

“Something is going on. Stop drilling and see what happens,” ha detto Victoria Ball durante un incontro pubblico a Azle.

Tutti hanno applaudito.

“I do believe the injection wells are causing the majority of it.”

Frances Kulas, un altro residente.

Il direttore del Barnett Shale Energy Education Council, un nome raffinato per dire che sono i rappresentanti dei petrolieri, Ed Ireland, dice che non ci sono prove sufficenti per arrivare ad una conclusione finale.

E' un classico dei petrolieri - non dire si, non dire no, dire che "non si sa" e cosi continuare indisturbati.

Ma visto che nemmeno in Texas non si puo' negare l'innegabile, la Commissione Energia del Texas ha messo su un gruppo speciale di esperti per studiare la correlazione fra terremoti e pozzi di reiniezione di petrolio e di gas. Nel frattempo alcuni scienziati della vicina Southern Methodist University hanno installato una ventina di sensori nella zona per raccogliere dati. Tutto e' raccolto su questo sito.

La sismicita' indotta non e' nuova in Texas. Gia' nel 2008-2009 ci fu uno sciame sismico nei pressi dell'aereoporto di Dallas vicino ad un pozzo di reiniezione nell'area, nella citta' di Cleburne.

Il pozzo di reiniezione non venne piu' utilizzato dall'Agosto 2009.

Non ci furono piu' terremoti.


Read more here: http://www.star-telegram.com/2014/01/02/5457081/azle-meeting-on-earthquakes-yields.html#storylin
Ovviamente non e' la prima volta che si parla della correlazione fra terremoti e trivelle, e ci sono studi autorevolissimi, pubblicati su PNAS e su Science a confermare diversi casi di sismicita' indotta.











Wednesday, November 20, 2013

Anche Bomba e' salva!





Nota:  il 22 maggio 2014 il TAR di Pescara ha accolto il ricorso della Forest perche' il Comitato VIA presieduto da Antonio Sorgi ha espresso una motivazione "laconica e superficiale".

  Il TAR ha riconosciuto pero' il rischio di subsidenza e che il rischio e' cosi' grande "per la vastità del territorio e della popolazione che ne subirebbe le ripercussioni (si paventa infatti il possibile cedimento della diga descritta come tra le più estese d'Europa, posta a monte della valle del fiume Sangro densamente popolata e industrializzata) da giustificare l'invocazione del principio di precauzione".
Perche' succede questo?
Perche' alla regione ci sono gli incompetenti.

Antonio Sorgi, quanto purgatorio!
Gianni Chiodi -- spero che te ne torni a casa presto!

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Bomba (CH) 2009-2013
Forest Oil Corporation, RIP

Le battaglie contro i petrolieri non finiscono mai.

Ma forse, per una volta possiamo essere ottimisti.

Ieri 20 Novembre 2013 la Commissione VIA d'Abruzzo ha bocciato ancora una volte le folli richieste della Forest Oil di trivellare Bomba, zona idrogeologicamente instabile, vicino ad un centro abitato di 900 anime e di costruire una raffineria.

Bocciata come in: i petrolieri non hanno piu' strade da percorrere per spuntarla e la prepotenza di Giorgio Mazzenga e compari finisce all'aceto.

E' un'altra storia bellissima di democrazia, e di rabbia usata in modo positivo, senza arrendersi mai, in una regione di solito pacata e non abituata a protestare.

C'entrano le imminenti elezioni regionali del 2014?
Forse, ma alla fine quel che conta e' il risultato finale. 

E' una storia che va avanti dal 2009 e che ha visto tanti alti e bassi, tutti con protagonisti l'eroico Comitato di Gestione Partecipata del Territorio guidato dalla tenacia e dalla pazienza di Massimo Colonna.

E come sempre, Fabrizia Arduini e Assunta di Florio e Lorenzo Luciano e Ilaria Giangrande e Alessio Di Florio e Ines Palena e tutti, tutti quelli che hanno messo da parte le proprie vite in questi anni per fare qualcosa di buono.

E' bellissimo.

Vorrei tanto che per una volta ci si fermasse per fare festa e per contemplare quanta strada abbiamo fatto, smuovendo il cittadino medio e creando una enorme partecipazione popolare.

E' qui la chiave, sempre: lo scandalo nelle case, al supermercato, nella vita normale ed il controbattere a questi mascalzoni del petrolio punto per punto, non lasciandogli mai neanche un centimetro.

Ombrina, arriviamo anche li!

Come sempre, a me le emozioni arrivano da dietro una tastiera, belle o brutte che siano. Ci sono abituata.

Vorrei esserci stata li all'Aquila e vedere la faccia di Giorgio Mazzenga che da anni cerca di schiacciare gli abruzzesi, e quella di Antonio Sorgi e di tutta la gente in attesa e la felicita' finale.

Ma va bene cosi.  In qualche modo, anche se non fisicamente, ci sono anche io.

Qui uno dei momenti piu' belli di questa storia: la Forest Oil che parte da Denver e va a Bomba per scoprire che la gente ne sa piu' di loro. Priceless.

Ciao Giorgio Mazzenga, buon ritorno a Milano!












Abbiamo vinto!

Tuesday, August 13, 2013

Peter Styles - il Fraccademico




Nei testi diramati dalla regione Emilia viene fuori che il costo dell'operazione "Commissione Rivara" puo' arrivare fino a 50,000 euro. Questa infatti e' la cifra che la Protezione Civile ha messo a disposizione per indagare cosa sia successo, e perche', a Rivara.

Cosa comprano 50,000 euro?

Un fraccademico.

Cosi' infatti e' soprannominato nel Regno Unito il Professor Peter Styles, "esperto di altissimo livello internazionale non coinvolto in attività e consulenze riguardanti il territorio emiliano-romagnolo" ma che nello stesso tempo fa parte dello "Shale Gas Europe", consorzio per promuovere il fracking in Europa e per farlo sembrare bello pulito e luccicante.

Ne abbiamo gia' parlato qui. Da allora ho cercato di indagare altre sue "posizioni" sul fracking e questo e' quello che scopro.

Ad esempio, eccolo qui all'opera il giorno 9 Aprile 2013 in cui scrive un articolo a favore del fracking. 

Qui invece altre dichiarazioni un anno fa alla BBC dove sosteneva di essere favorevole allo sfruttamento di shale gas nel Regno Unito.

In questi articoli dice che certo che il fracking ha causato terremoti, ma che "the magnitude and significance of these has been somewhat exaggerated", cioe' che la magnitudine e la significanza di tali terremoti e' stata un po' esagerata.

A si, e che i sismografi mentono? O che i terremoti di magnitudine 5.7 Richter in Oklahoma o di 5.3 in Colorado dovuti alla reinezione di materiale da fracking sono finti? Io credo che il Prof. Peter Styles sia cosi superficiale nelle sue parole solo perche' non e' stato a casa sua che la terra ha tremato.

Poi aggiunge

"It’s really an issue of context. If you’ve never experienced an earthquake before, you might expect that it’s always a really big deal, but in reality these are at a level that does not cause damage, and if the process is properly monitored we believe that they need not happen."

In realta' e' una questione di contesto. Se non hai mai avuto esperienza di terremoti prima, potresti pensare che e' sempre una gran cosa, ma invece sono sempre a livelli che non causano danni, e se il processo e' monitorato nel modo giusto, non devono accadere.

E certo, non causano danni per lui che pontifica! Lo vada a dire a tutti quelli che hanno sofferto per la sismicita' indotta - e che sia da fracking o dalla monnezza prodotta dal fracking e che viene poi reiniettata sottoterra, poco importa. Sempre conseguenze delle trivelle sono.  Non legge il prof. Styles, esperto di altissimo livello internazionale, gli articoli sulla sismicita' indotta dall'Olanda all'Oklahoma, da Basilea al Texas?

E si, non ci sono stati grazie a Dio morti, ma c'e' paura, ci sono crepe nelle case, e anzi in Oklahoma ben 14 case sono crollate, c'e' perdita del valore immobiliare, per le quali magari la gente ha fatto anni ed anni di sacrifici.

Alla fine, sono cose che turbano la vita delle persone, e che la turbano ingiustamente per colpa di gente avida e prepotente.

Aggunge ancora

Most of the chemicals used are much more benign than some people think, certainly in the UK. Water and sand, which are chemicals after all, are used along with detergent, biocide and a few other constituents in very tiny amounts

La maggior parte delle sostanze chimiche usate sono molto piu' benigne di quello che si pensi, specie nel Regno Unito.  L'acqua e la sabbia, che sono sostanze chimiche alla fine di tutto, sono usati con detergenti, biocidi e altre sostanze in quantita' minime.

E va bene, vuol dire che l'acqua all'arsenico fa bene alla salute!

Alla fine, il Prof. Styles ha una risposta per tutto: quello che si pompa sottoterra e' benigno, "monitoriamo ed e' tuttapposto",  le immagini di Gasland sono finte perche' l'acqua di incendiava da sola anche prima del fracking,  si tirano fuori la stessa quantita' di acqua che di petrolio, e se facciamo tutto per bene non ci sono problemi di inquinamento.

Evviva Peter Styles, il Fraccademico di altissimo livello internazionale la cui conoscenza sara' a spese del generoso contribuente italiano.