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Sunday, August 3, 2014

Science, la commissione Ichese e gli americani





Continua su Science la discussione sui terremoti che hanno colpito l'Emilia Romagna due anni fa. Alla domanda: c'entrano le estrazioni di petrolio si o no? non c'e' risposta e tutto resta sospeso, vago, coperto da una patina sempre piu' spessa di poca trasparenza, confusione, conflitti di interesse e inciuci.

E' sempre molto triste questo modo di fare in Italia, in cui alla fine le cose devono sempre risolversi in modo opaco, dove non e' chiaro chi fa cosa, con continui colpi di scena, senza sapere cosa muove il tutto e in cui anche la scienza e' sporca. E questo non va bene, per la scienza, per la democrazia, e in questo caso specifico per il rispetto di 27 persone che sono morte.

La storia secondo Science e' questa:

L'ENI e' stata a lungo proprietaria di Societa' Padana Energia che gestisce molti dei giacimenti in Emilia Romagna. Nel 2010 vende la Societa' Padana Energia a Gas Plus per  "razionalizzare" il proprio portafoglio ed ottimizzare la sua efficienza operativa in Italia.

Verso la fine del 2012 o l'inizio del 2013, dopo i terremoti, e' l'ENI stessa a commissionare e a pagare uno studio sulla sismicita' nella zona colpita dal terremoto, studio che include misure di pressione e modelli matematici sul comportamento del sottosuolo.  All'epoca nessuno sapeva niente di questo studio. E va bene, una ditta privata puo' fare quello che vuole, ingaggiando chi vuole e studiando cosa vuole.

Nello stesso periodo iniziano i lavori della Commissione ICHESE, le cui conclusioni, sappiamo, sono che la "maggiore estrazione di petrolio e la reiniezione di acque reflue nel campo Cavone sono correlate con un aumento di attività sismica nell'anno precedente i terremoti". ICHESE conclude che "non si può escludere" una origine umana dei terremoti, ma che per essere sicuri oltre a dati statistici e' necessaria una modellazione basata sulla fisica del giacimento di petrolio.

Del rapporto ICHESE chissa' se avremmo mai sentito parlare se non fosse stato per Science che l'11 Aprile del 2014 rivela che il rapporto stesso e' in giacenza presso gli uffici della regione Emilia Romagna da due mesi senza che la popolazione ne sapesse niente. E quindi l'ex governatore Vasco Errani con la coda fra le gambe si scusa, dice che non voleva creare allarmismo, rende il rapporto pubblico e ferma le estrazioni di petrolio in zona.

Si decide allora di seguire le raccomandazioni di ICHESE e di fare questa modellistica, affidandola a nuovi "esperti americani' che avrebbero studiato gli effetti meccanici del flusso di idrocarburi nel sottosuolo attorno al campo Cavone, con particolare attenzione alla faglia Mirandola.

La commissione di esperti americani conclude -- nel giro di pochi mesi! -- che le estrazioni di petrolio dal campo Cavone non sono correlate ai terremoti del 2012.

Ma perche' non si chiamano di nuovo gli stessi membri della commissione ICHESE ad eseguire questi studi? E chi seleziona questi americani? Chi li paga? Non si sa. E poi, per fare i modelli ci vogliono i dati. E chi li tira fuori i dati?  Moltissimi dubbi su questo nuovo studio sono stati sollevati fin dall'inizio, in particolare dal professor Franco Ortolani dell'Universita' di Napoli.

Science scopre adesso che il commissionamento della commissione di esperti e il rilevamento dati sul campo Cavone sono arrivati direttamente.. dai petrolieri! I dati usati dai ricercatori americani sulle pressioni dei fluidi nei pozzi di reinizione sono quelli di Padana Energia che hanno eseguito test proprio nella primavera di quest'anno. Padana Energia ha anche chiesto ad Assomineraria di aiutarli nella raccolta dati, e ... per il rapporto finale sono stati usati studi e analisi del misterioso rapporto ENI del 2012 o 2013!

Secondo quanto riportato sul Resto Del Carlino, James Dietrich uno degli esperti statunitensi, ha assicurato che la maggior parte del rapporto degli esperti americani fu completato *prima* dei test eseguiti al Cavone e che i dati presi sul campo Cavone servivano solo per confermare quello che si era gia' concluso nel rapporto ENI.

Cioe': per fare approfondimento su un problema cosi delicato, e di interesse pubblico, e con lo spettro di ventisette morti, si chiama Padana Energia, Assomineraria e ci si basa su studi ENI di due anni prima.

Ancora, un altro esperto che vuole restare anonimo dice a Science che non era la faglia di Mirandola che andava esaminata ma quella di Medio Ferrara, a circa 20 km di distanza.

Interessante la posizione di Franco Terlizzese, direttore per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero per lo Sviluppo Economico che faceva parte del gruppo ICHESE e che quindi sottoscriveva la tesi della correlazione fra produzione di petrolio e terremoti. Adesso invece sottoscrive la tesi secondo la quale "non c'e' possibilita' fisica di correlazione" e che "si può escludere che le attivita' estrattive e di re-iniezione connesse alla concessione di coltivazione di idrocarburi di Mirandola abbiano innescato il sisma del maggio 2012".

A Science, Franco Terlizzese dice che "bisognava fare in fretta" e che anche se pare che ci sia un conflitto di interessi l'INGV ha revisionato il tutto, attenuando il possibile conflitto di interessi.

Intanto i pozzi sono tornati a pompare - i petrolieri sono salvi.

Forse e' per questo che si doveva fare in fretta?

Il testo di Science e del Resto del Carlino sono qui






1 comment:

Anonymous said...

Cara Maria Rita, ti linko un interessantissmo intervento del Prof. Boschi, già Presidente dell'INGV, sulla questione Cavone. Molto interessante è la parte relativa alla validazione fatta dall'INGV del rapporto americano successivo al rapporto Ichese. Albina Colella https://www.facebook.com/magnitudocinque.puntonove/posts/318099005024084