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Saturday, June 17, 2017

Stoccaggio gas di Minerbio: ampliamento centrale e aumento della pressione - nel cuore dell'Emilia









"perdite fisiologiche che possono avere valori dell'ordine di grandezza dell'uno per mille, equivalenti quindi ad una consistente quantita' di metri cubi di gas persi annualmente"


L"uno per mille l'anno fa 14 mila metri cubi l'anno di metano che finiscono in atmosfera.

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Ma niente paura: qui viene prescritto che i colori dell'impianto devono essere piu' neutri, per omogenizzarsi con i colori del centro storico del paese, e quindi, che vuoi che sia il gas che fuoriesce.

Quello e' gia' incolore, e quindi si omogenizza bene con l'atmosfera!

  

Minerbio, provincia di Bologna.

Sorge qui il piu grande impianto di stoccaggio d'Italia. Circa 2.5 miliardi di metri cubi di gas stoccati  dal 1981.

La citta' riceve circa 65mila euro l'anno sottoforma di royalties.

Nessuno si lamenta, tanto meno gli amministratori che nel corso degli anni hanno ripetutamente ricordato il tuttapposto.

Il sindaco Lorenzo Minganti a suo tempo rassicuro' che i pericoli di esplosioni e di "palle di fuoco" sono sciocchezze, anche se ci se c'e' da "tenere d’occhio le emissioni dai macchinari impiegati per l’estrazione e l’immissione del gas nel sottosuolo, la rete di condotte sotterranee"

Minganti rassicuro' tutti pure che il terremoto del 2012 non ebbe effetti a Minerbio ma che “ben diversa e' la questione di Rivara, poiché l’azienda multinazionale vorrebbe adoperare una concavita' sotterranea che al momento ospita acqua, mentre quella che abbiamo a Minerbio è un reservoir già naturalmente predisposto per il gas”.

Una concavita' sotterranea? Gia' predisposta per il gas? Chissa' che vuol dire. 

Ad ogni modo, eccoci qui. Un altro regalo del duo Dario Franceschini e Gianluca Galletti - l'aumento della pressione di stoccaggio a Minerbio.

Passera' a 1.07 volte la pressione massima; cioe' se prima mettevo 100, ora metto 107, schiacciando di piu' il gas. Per fare questo ci sara' bisogno di una serie di nuove "linee" per un totale di 1170 metri, dal diametro di 6 inch. Un inch e' 2.5 centimetri, per qui queste pose saranno di circa 15 centimetri di diametro.

In totale qui ogni giorno verranno pompati 20 milioni di metri cubici di gas, mentre il vicino impianto esistente ne produrra' 63 milioni.  

Chissa' cosa ne pensa Minganti.

Secondo i nostri ministri tale tipo di impianto e' sottoposto alle procedure di sicurezza per il controllo di pericoli da incidente rilevante che prevede incontri con il pubblico.

Ci saranno incontri pubblici?
Ci sono stati?
Chi relazionera'?

Non si sa. Si sa pero' che tutti hanno detto si.

La regione Emilia Romagna ha dato il tuttapposto, ovviamente il ministero dei beni culturali ha detto si, e cosi tutte le varie commissioni tecniche VIA interpellate.

E ovviamente c'e' anche qui la litania di giustificazioni, di tuttapposti, e il tentativo di sminuire tutto quello che c'e' nel circondario, come dire: fa gia' tutto schifo, rendiamolo gia' piu' schifoso.

Dicono infatti: 

1. A 2.2 km ci sono siti protetti: il Sito di Interesse Comunitario e la Zona protetta speciale "Biotipi e Ripristini Ambientali di Budrio e di Minerbio" mentre invece a 3.6 km ce n'e' un altro, chiamato "Biotipi e Ripristini Ambientali di Bentivoglio, San Pietro in Casale, Malarbergo e Baricella".

Pero' che vuoi che sia. La Commissione ha deciso che non ci sono e non ci saranno "effetti di disturbo sulle componenti biotiche".

2. C'e' stata una sola osservazione di un solo eroico cittadino, alla quale la Stogit ha potuto rispondere, controdedurre e zittire. Come sempre, i prepotenti trivellatori hanno il diritto di avere la prima e l'ultima parola!

Si vede che a Minganti gli sta bene cosi. Chissa, piu royalties?

3. L'aumento della pressione non comportera' l'aumento della superficie occupata a Minerbio, ma solo un aumento delle ore di funzionamento dell'impianto.

Non possono mancare le prescrizioni!

Come sempre, ci saranno reti di monitoraggio sismico, e pure microsismico che dovra' coinvolgere l'ARPA locale. Questa rete dovra' scovare i terremoti di magnitudo 0.9 in su, e dare indicazioni di "eventuale sismicita' indotta dalle attivita' di stoccaggio".

Notare che fra le righe ricordano pure loro che le attivita' di stoccaggio *possono* portare a terremoti.

Questo monitoraggio dovra' essere fatto in un area di 5km dall'area di stoccaggio e occorrera' installare una "serie di moduli strumentali".

Ci dovranno pure essere modelli matematici con "tutti i dati disponibili". Tutti i dati disponibili? E che vuol dire? E che siamo Mandrake???

Il modello dovra' essere in 3D, dovra' identificare le vie di fuga del gas,  e indentificare le perdite fisiologiche del pozzo, che puo' essere dell'uno per mille l'anno. Occorrera' prendere almeno un anno prima del cambio delle pressioni per poter fare raffronti. Questi dati devono comprendere le attuali fughe di gas.

Cioe': gia' ci sono e non sappiamo quantificarle. Perfetto. 

E qui secondo me sta, fra le righe una delle cose piu' gravi di questo permesso, che in realta' era' stato gia' scritto su altri testi: la stima della perdita dell'1 per mille di gas.

Se e' cosi per Minerbio e per tutta l'Italia vuol dire che ogni anno escono in atmosfera circa 14mila metri cubi di metano, cosi, in modo normale. Abbiamo infatti circa 14 milioni metri cubi di gas stoccati sottoterra. E' grave che non se ne parli, e che nessuno studi gli effetti di queste perdite "fisiologiche" sui residenti.

Andiamo avanti, in questo bollettino dell'assurdo.

Se si arriva a scosse di intensita 2.2 occorre usare "tutti gli accorgimenti opportuni" per  riportare la sismicita' sotto tale valore.

Puo' dirci il ministero quali sono questi accorgiementi?

Vanno bene i riti vodoo?

Se invece si arriva a mangitudo 3, allora li interviene il ministero dello sviluppo economico per capire cosa succede ai fluidi e ad indentificare se ci possano essere spostamenti dell'acquifero di fondo.

Cosa? Potrebbe essere che questo stoccaggio sposti gli acquiferi del sottosuolo! E lo diciamo cosi, in tre righe? Spero che il sindaco di Minerbio lo sappia, e sopratutto che lo sappia la gente di Minerbio.

Ad ogni modo, se succede tutto questo, scosse superiori alla magnitudo 3, ci dovra' pensare il ministero dell'economia a fare chiarezza. Certo, sono sicura che spiegheranno tutto e rimetteranno tuttappposto. Altro che gli stregoni vodoo.

Si dovranno misurare le concentrazioni di composti organici volatili (alcuni dei quali cancerogeni), nitrati, ozono e monossido di carbonio.

Anche qui ci sara' il "mascheramento" dell'area centrale con alberi, che dovranno essere "autoctoni".
E anche qui sono importantissime le scelte dei colori dell'impianto.

Dicono questo:

"poiche' il colore chiaro dei manufatti impiantistici esistenti li rende molto visibili e dissonanti rispetto alla vista che dalla via Palio si ha della Rocca Isola e del centro storico con il volume emergente della chiesa di San Giovanni Battista, si prescrive che tale colore venga sostituito con un colore piu' neutro, in modo da omogenizzarsi con i colori sullo sfondo del centro di Minerbio".

Ma davvero?

Ah, se fossero altrettanto preoccupati di quei 14mila metri cubi l'anno che escono in atmosfera!!

Vedono la pagliuzza e non la trave.

Ma non e' finita qui.

"anche per i cluster A,B,C risultando necessaria una mitigazione cromatica dei manufatti attualmente di colore verde brillante che li rende molto visibili sopratutto nella stagione invernale si prescrive che detta mitigazione venga attuata applicando un tono di verde piu' neutro rispetto ai colori dominanti del paesaggio circostante"

E dunque, basta un verde piu verdino, e siamo apposto.
Come detto, il gas che fuoriesce non e' sottoposto a prescrizioni, perche' quello e' incolore.

Anche qui, si parla di operazioni di scavo, con appositi archeologi da Bologna. Ma non capisco: dicevano che semplicemente si aumentava la pressione di stoccaggio non che erano necessari altri scavi.  E quindi a che serve l'archeologo di Bologna?
 
Lo sa la destra cio' che scrive la sinistra?
Mistero.

Insomma, un sacco di bla bla bla, di verdino, di mitigazione cromatica, di modelli che tengano conto di tutto, di interventi del ministero, e di misteriosi incontri con il pubblico.

Cio' che manca e' il semplice buonsenso: a chi serve tutto questo gas, se siamo in fase di declino nel suo consumo? Possible che il terremoto del 2012 non abbia insegnato nulla, e cioe' che il terreno e' fraglie da quelle parti e che continuare a stuzzicarlo, con o senza prescrizioni, non portera' niente di buono?

Il sindaco di Minerbio veramente non ha niente da dire?

Mi sa che il profumo delle royalties e' piu' forte del profumo di quell'uno per mille di gas che finsice in atmosfera.












Monday, July 27, 2015

Nuove trivelle in Emilia. Il terremoto del 2012 non ha insegnato niente

 nei pressi dell'epicentro del 2012
Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro, Cavezzo. 
magnitudo 3.5, ma nessun problema. 

Tuttapposto.


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"It is therefore concluded that the seismic process that began before May 20th, 2012 
and continued with the sequence of earthquakes in May-June 2012 
is statistically correlated with increases 
in production and injection in the Cavone oil field."


Rapporto della Commissione Ichese, pagina 176, 2013


Non ci riusciamo proprio in questa nazione ad usare il buonsenso, la prevenzione, la precauzione.

A tre anni dai terremoti dell'Emilia del 2012, passato il furore mediatico, la debacle sulla commissione Ichese e la paura, si torna a trivellare. 

Era stata la giunta regionale del precedente governatore emiliano Vasco Errani a decidere di sospendere le autorizzazioni petrolifere in regione nel 2014, per trovare una "gestione ottimale delle attivita' di sfruttamento del sottosuolo" su raccomandazione della commissione Ichese. Si decide di fermare in particolare il pozzo di reiniezione del Cavone, lo stesso pozzo attorno al quale si cristallizzarono tutti i dubbi per la sismicita' indotta.

Nel giro di un anno e pochi mesi si sono susseguite intese, laboratori sperimentali, linee guida, e colpi di scena che alla hanno decretato il tuttapposto e che, in merito al Cavone, "non vi è alcuna ragione fisica per sospettare che le variazioni di pressione agli ipocentri derivanti dalle attività di produzione e iniezione del campo di cavone abbiano innescato la sequenza del maggio 2012".

E cosi, in questi giorni, la giunta regionale dell'attuale presidente Stefano Bonaccini decide di "sbloccare" le procedure petrolifere rimaste in limbo dal 2014. Ma niente paura: per la proposta di deposito di gas di Rivara e' stato dato un "no secco" all'uso "dell'acquifero profondo di Rivara per qualsiasi finalità di stoccaggio".

Quindi per altre concessioni, di ricerca e di stoccaggio si puo' andare avanti mentre il progetto della Rivara Gas Storage a San Felice, in provincia di Modena, no. Il senatore Stefano Vaccari afferma che il tutto garantira' la tutela del territorio e avviera' "un percorso di approfondimento serio con il lavoro della commissione Ichese e le sperimentazioni avviate su alcuni siti, tra cui quello del Cavone".

Arriva poi l'assessore alle attività produttive Palma Costi che invece ricorda che l'Emilia Romagna e' stata fra le prime regioni ad avere concordato con il ministero dello Sviluppo economico, "un accordo operativo per l’adozione di nuove linee guida" con un " gruppo di lavoro composto di 6 unità, 3 tecnici dell’Emilia Romagna e 3 del ministero, i quali potranno decidere se concedere il via libera alle istanze”.

Ci scommettiamo che le approvano tutte?

I petrolieri non aspettano altro, ed infatti, subito l'Enel Longanesi presenta la richiesta di trivellare il pozzo per idrocarburi liquidi e gassosi Malerbina 1dir in provincia di Ferrara. Anche la Northsun richiede di poter mettere in produzione il suo pozzo Gradizza 1, in provincia di Ferrara. 

Sono quindi i soliti tarallucci e vino italici. Facciamo passare un po di tempo, calmiamo le acque, diamogli qualche contentino e poi torniamo allo status quo. Ma le domande restano: e il principio di precauzione? E gli altri impianti di stoccaggio proposti per la regione Emilia Romagna? Quelli li lasciamo andare avanti? Fermiamo solo Rivara a causa del clamore mediatico? Perche' gli altri no?  Sono figli di una concessione minore? Chi ci assicura che non ci saranno altri problemi negli anni a venire con gli altri pozzi di estrazione e di stoccaggio? O dobbiamo aspettare un altro terremoto?  E ancora, se veramente non c'e' alcuna "ragione fisica" per sospettare che le attivita' del Cavone siano collegate ai sismi del 2012, perche' non andare avanti anche con Rivara? Se e' tutto sicuro, anche Rivara dovrebbe esserlo no? 

Gli altri impianti di stoccaggio per l'Emilia Romagna, realizzati o realizzandi sono per la Stogit Alfonsine Stoccaggio a Ravenna con 11 pozzi,  Cortemaggiore Stoccaggio a Piacenza con 40 pozzi,  Minerbio Stoccaggio a Bologna con 51 pozzi,  Sabbioncello Stoccaggio a Ferrara con 32 pozzi. E poi c'e' San Potito e Cotignola Stoccaggio a Ravenna con 11 pozzi della Edison e della BluGas.

Vorrebbero far quadrare il cerchio, ma qui a comandare non e' ne Bocaccini, ne Vaccari, ne la Edison ne la Stogit. A comandare e' la natura. E noi siamo dei folli a pensare di poterla manipolare a piacimento solo perche' ci sono quattro spiccioli da tirar fuori.

Intanto esce proprio in questi giorni su Science un articolo che documenta l'impressionante aumento di terremoti indotti dall'oil and gas negli USA dal 2009 ad oggi in zone anche non sismiche dovute alla reiniezione. In Italia si sa,  mai e' successo e mai succedera' che i petrolieri possano turbare il nostro territorio ballerino. In Italia, il sottosuolo e' speciale.

Qui l'articolo su Science.




Monday, May 12, 2014

Il fracking su Report di Milena Gabanelli


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 Un sacco di gente mi scrive sulla puntata di Report e sul perche' non c'ero. Non lo so. 
Occorre chiedere al pseudo giornalista Roberto Pozzan ed alla Gabanelli.
Pero' di certo il mio blog l'hanno letto, eccome!

***

Oggi 14 Maggio 2014 mi ha scritto il diretto interessato Roberto Pozzan per dirmi
che temeva che io volessi approfittarne per fare un viaggio negli USA a spese della RAI
(a questa vilta' neppure i petrolieri sono mai arrivati)

Vivo negli USA e anche se dal petrolio non si ho guadagnato ne soldi
ne carriere politiche i soldi per un volo LAX-Ohio ce li ho.

Per telefono il Pozzan mi dava del tu, come se fossimo amici di vecchia data.
Per email si passa al lei, si vergognava?

Mi ha scritto e telefonato sia negli USA che in Italia ma poi mi scrive che non aveva
i miei recapiti e che e' per questo che non poteva contattarmi!!

Dalla puntata dei fracking si vedeva nel retro il mio blog.

Cara Milena, complimenti per il "giornalista" che si e' scelta.


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Il giorno di Thanksgiving, a fine Novembre 2013 ero a casa che "cucinavo". Erano venuti a trovarmi mio fratello ed altri amici, e sarebbero poi venute a cena varie persone, fra cui Pierluigi. Non mi sono cimentata con un tacchino intero, ma eravamo alle prese con un pollo ruspante - una impresa piu' modesta.

Durante la mattina fra patate da sbucciare e cranberry sauce da improvvisare, mi chiama il giornalista Roberto Pozzan di Report che mi aveva gia' contattata per email e a cui avevo dato i miei recapiti. Mi dice che la Gabanelli gli aveva dato l'OK per una trasmissione sul fracking da mandare in onda in primavera e che quindi voleva farsi una "chiaccherata" con me.

Mi fa tante domande, e siamo rimasti al telefono per quasi due ore. Gli indico il mio blog e gli dico che e' tutto li. Gli dico di Rivara e che ci sono altri casi di fracking in Italia. Gli dico che ho scritto in lungo e in largo di cosa accade negli USA, della correlazione con la sismicita' indotta, delle proteste che si susseguono fra New York e California e con tutto quello che c'e' in mezzo. Una telefonata cordiale, che lascia intendere che ci sara' un dopo.

E poi?

Poi non l'ho piu sentito. Scomparso.

Ieri domenica 11 Maggio, dopo sei mesi, mi chiama per dirmi che la sua trasmissione andra' in onda stasera. Non ho ben capito perche' volesse comunicarmi questa notizia, e infatti l'ho sentito un po imbarazzato.

Ho tagliato corto perche' non sapevo cosa dire e perche' mi feriva sentire quelle parole di circostanza.

Nonostante parli di fracking da anni, non sono stata considerata degna di apparire in questo programma.

Ci sono rimasta male perche' come ho gia' detto sarebbe stato una specie di "grazie", un modo per incoraggiarmi ad andare avanti e per sentire che tutto questo enorme lavoro non e' inutile. Come detto, adesso tutti parlano di fracking (e di acidi e di sismicita' indotta e di H2S e di fanghi e di trivelle a mare e di pesci inquinati e di cementificazioni improprie) ma li dietro c'e' un enorme lavoro di diffusione e di sensibilizzazione che in pochi hanno cercato di fare. Soprattutto, per ognuna di queste cose c'e' sempre stato un periodo iniziale di derisione, come dire: ma che dice quella esaltata, le trivelle non possono portare ai terremoti mai e comunque.

E poi invece...

Per non parlare delle cause, e dei veleni con tutti questi galletti improvvisati ambientalisti, o dei vari Ernesto Galli della Loggia o Ferruccio de Bortoli che si "ispirano" perche' non hanno argomenti, e poi mi chiedono di scrivere perche' non sanno cosa dire, e poi ancora mi censurano perche' certe cose non si possono dire. O dei vari Chicco Testa che invece di rispondere sul tema dei propri conflitti di interesse passa ad attaccarmi sul personale. O di gente come Mariastella Bianchi che non sa che scrivere sulle proprie risoluzioni e copia pezzi interi da me. O Sergio Morandi della Medoigas che cerca di usare i tribunali contro di me.

Perche' dunque questo trattamento da parte di Report?

Leggo la locandina della puntata. Dicono cose come: abbiamo fatto un viaggio in vari stati americani, c'e' la sismicita' indotta, ci sono controversie, i politici sono informati in Italia su questi argomenti?

C'e' qualcosa di diverso da quello che ripeto da anni a questa parte? Non so, non credo. Mi pare che sia l'essenza di quello che dico da anni e anni, nonostante gli insulti e gli approfittatori di vario genere.

Di nuovo perche' questo trattamento?

Sono scomoda pure alla Gabanelli? Pensano che occorre trovare un compromesso e io sia una del "no"? O al giornalista dava fastidio che tutte queste cose sono state gia' raccontate da anni ed anni ormai e che Report arriva tardi? Oppure che non ho il patentino da geologa? Non lo so.

So solo che la prima volta che si e' parlato di fracking in Italia - con Rivara - e' stato perche' sono stata tre giorni e tre notti a indagare, gratis, per amore, e da sola. E rivedere per filo e per segno le cose riprese dal mio blog non e' stato carino.

Ecco:

Fracking a Ribolla

tutto scovato dalla sottoscritta, mentre che i capoccioni delle unviersita' italiane continuavano a ripetere che in Italia mai e poi mai c'era fracking in Italia, che le trivelle non possono mai e poi mai causare terremoti, che in Italia siamo piu' bravi e mentre che il giornalismo italiano, incluso Report,  dormiva.

Ecco qui sulla pizza Chevron
 
La prova di tutto e' che se l'avessero scovate quelli di Report queste cose, io me ne sarei rimasta a casa mia e mai mi sarei messa a fare attivismo dalla California.

Nota: questo e' quello che viene fuori dal mio contatore.  Non sempre lo guardo, non sempre conservo. Non riesco nemmeno a monitorarlo piu' di tanto, per cui molto probabilmente questa e' solo una piccola sezione del tutto. 












Tuesday, August 13, 2013

Peter Styles - il Fraccademico




Nei testi diramati dalla regione Emilia viene fuori che il costo dell'operazione "Commissione Rivara" puo' arrivare fino a 50,000 euro. Questa infatti e' la cifra che la Protezione Civile ha messo a disposizione per indagare cosa sia successo, e perche', a Rivara.

Cosa comprano 50,000 euro?

Un fraccademico.

Cosi' infatti e' soprannominato nel Regno Unito il Professor Peter Styles, "esperto di altissimo livello internazionale non coinvolto in attività e consulenze riguardanti il territorio emiliano-romagnolo" ma che nello stesso tempo fa parte dello "Shale Gas Europe", consorzio per promuovere il fracking in Europa e per farlo sembrare bello pulito e luccicante.

Ne abbiamo gia' parlato qui. Da allora ho cercato di indagare altre sue "posizioni" sul fracking e questo e' quello che scopro.

Ad esempio, eccolo qui all'opera il giorno 9 Aprile 2013 in cui scrive un articolo a favore del fracking. 

Qui invece altre dichiarazioni un anno fa alla BBC dove sosteneva di essere favorevole allo sfruttamento di shale gas nel Regno Unito.

In questi articoli dice che certo che il fracking ha causato terremoti, ma che "the magnitude and significance of these has been somewhat exaggerated", cioe' che la magnitudine e la significanza di tali terremoti e' stata un po' esagerata.

A si, e che i sismografi mentono? O che i terremoti di magnitudine 5.7 Richter in Oklahoma o di 5.3 in Colorado dovuti alla reinezione di materiale da fracking sono finti? Io credo che il Prof. Peter Styles sia cosi superficiale nelle sue parole solo perche' non e' stato a casa sua che la terra ha tremato.

Poi aggiunge

"It’s really an issue of context. If you’ve never experienced an earthquake before, you might expect that it’s always a really big deal, but in reality these are at a level that does not cause damage, and if the process is properly monitored we believe that they need not happen."

In realta' e' una questione di contesto. Se non hai mai avuto esperienza di terremoti prima, potresti pensare che e' sempre una gran cosa, ma invece sono sempre a livelli che non causano danni, e se il processo e' monitorato nel modo giusto, non devono accadere.

E certo, non causano danni per lui che pontifica! Lo vada a dire a tutti quelli che hanno sofferto per la sismicita' indotta - e che sia da fracking o dalla monnezza prodotta dal fracking e che viene poi reiniettata sottoterra, poco importa. Sempre conseguenze delle trivelle sono.  Non legge il prof. Styles, esperto di altissimo livello internazionale, gli articoli sulla sismicita' indotta dall'Olanda all'Oklahoma, da Basilea al Texas?

E si, non ci sono stati grazie a Dio morti, ma c'e' paura, ci sono crepe nelle case, e anzi in Oklahoma ben 14 case sono crollate, c'e' perdita del valore immobiliare, per le quali magari la gente ha fatto anni ed anni di sacrifici.

Alla fine, sono cose che turbano la vita delle persone, e che la turbano ingiustamente per colpa di gente avida e prepotente.

Aggunge ancora

Most of the chemicals used are much more benign than some people think, certainly in the UK. Water and sand, which are chemicals after all, are used along with detergent, biocide and a few other constituents in very tiny amounts

La maggior parte delle sostanze chimiche usate sono molto piu' benigne di quello che si pensi, specie nel Regno Unito.  L'acqua e la sabbia, che sono sostanze chimiche alla fine di tutto, sono usati con detergenti, biocidi e altre sostanze in quantita' minime.

E va bene, vuol dire che l'acqua all'arsenico fa bene alla salute!

Alla fine, il Prof. Styles ha una risposta per tutto: quello che si pompa sottoterra e' benigno, "monitoriamo ed e' tuttapposto",  le immagini di Gasland sono finte perche' l'acqua di incendiava da sola anche prima del fracking,  si tirano fuori la stessa quantita' di acqua che di petrolio, e se facciamo tutto per bene non ci sono problemi di inquinamento.

Evviva Peter Styles, il Fraccademico di altissimo livello internazionale la cui conoscenza sara' a spese del generoso contribuente italiano.

Tuesday, December 11, 2012

Il fracking

La parola fracking e’ arrivata al grande pubblico da quando il regista americano Josh Fox ha realizzato un documentario sulle estrazioni di “gas non convenzionale” negli USA. 

Correva l’anno 2009, sebbene il fracking fosse stato inventato nel 1947, poi ottimizzato e diffuso su larga scala a partire dal 1997 nel Barnett Shale in Texas. Il fracking ha poi preso il definitivamente il sopravvento nel 2005 grazie all’amministrazione del duo petrolifero Bush-Cheney che esento’ questa pratica dalle leggi di protezione ambientale negli USA, fra cui il Safe Water Drinking Act e che apri' le terre demaniali degli stati centrali degli USA ai petrolieri.

Fracking e’ una abbreviazione di “hydraulic fracturing” che significa fratturazione idraulica. Queste due parole racchiudono tutto il concetto del fracking: frantumare la roccia usando fluidi saturi di sostanze chimiche ed iniettati nel sottosuolo ad alta pressione. Il fracking e’ un modo “non convenzionale” per estrarre gas da roccia porosa di origine argillosa detta scisti (shale in inglese), le cui vacuita’ ospitano in prevalenza metano. Con le tecniche “tradizionali” questo gas non potrebbe essere estratto, visto che il gas e’ intrappolato in una miriade di pori sotterranei e la classica trivella verticale non arriverebbe ad aprirli tutti.

Con il fracking invece, giunti ad una certa profondita’ la trivella ed i fluidi di perforazione vengono direzionati orizzontalmente e l’alta pressione innesca una serie di microsismi frantumando la roccia e lasciando sprigionare il gas. Esistono varianti per petrolio, per geotermia e per metano intrappolato in carbone invece che in scisti, detto Coal Bed Methane.




Insomma, questo fracking e’ l’ultima diavoleria inventata dai petrolieri per spremere dalla pancia della terra il piu’ idrocarburi possible.

Credo che molti associno la questione fracking ai terremoti, ed e’ vero, ma le occorrenze seppure gravi, sono rare. Ci sono invece una moltitudine di altri problemi collegati al fracking e collegati al vivere quotidiano: l'acqua che si beve, l'aria che si respira, il cibo che si mangia.

Intanto, come per quasi tutti le miscele che l'industria petrolifera inietta nel sottosuolo, non e' dato sapere esattamente cosa usano. Ci sono proppanti - per aprire e tenere aperte le fessure nel sottosuolo - ci sono acidi, biocidi, stabilizzatori, inibitori di corrosione, surfattanti, inibitori, agenti per aumentare la viscosita'.

E di cosa sono fatti?  


Fra le sostanze possibili presenti nei fluidi da fracking, secondo un rapporto della Camera USA: naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene, piombo, diesel, formadelhyde, acido solforico, thiourea, cloruro di benzile, acido nitrilotriacetico, acrylamide, ossido di propilene, ossido di etilene, acetaldehyde, Di (2-ethylhexyl) phtalati. Sono tutti cancerogeni. Fra le sostanze radioattive invece si elencano vari isotopi di antimonio, cromo, cobalto, iodio, zirconio, potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, kripton, zinco, xenon, manganese.

Bastano? 

Sul link di cui sopra - quello della camera - le miscele note occupano circa 17 pagine. Qui ci sono solo quelle che iniziano per A. Per la lista completa, basta scaricare il link ed andare a pagina 13.




 
Proprio l'altro ieri the Indenependent di Londra riporta che e' venuto fuori un misterioso componente usato per fare fracking in Texas che ha causato danni ai reni e al fegato di chi vive vicino a questi pozzi e che per ora non si sa cosa sia. Si sa solo che e' siglato EXP-F0173-11.

Ogni pozzo da fracking necessita dai 2-4 milioni di galloni di acqua per poter operare, che si traducono in 7-14 milioni di litri di acqua satura di sostanze chimiche.
 
E dove finisce il tutto? Nonostante la propaganda dei petrolieri secondo cui le cementificazioni e le impermeabilizzazioni dei pozzi sono perfetti, nessuna attivita' dell'uomo e' esente dal logorio, dall'uso, da difetti, ed evidente che continuando a pompare miscele inquinanti nel terreno, prima o poi qualcosa deve pure cedere.  E migrare. E arrivare, prima o poi, nei rubinetti delle persone.

Per di piu', a volte lo shale del sottosuolo contiene gia' sostanze radioattive di per sonto suo, che madre natura ha nel corso dei millenni separato dal resto, e che stuzzicate dal fracking possono arrivare in superficie.
 
E cosi, ecco una perfetta inchiesta del New York Times sulle concentrazioni fuori da ogni grazia di Dio di livelli di materiale radioattivo nei pozzi artesiani vicino ai pozzi del fracking in Pennsylvania. In alcuni casi si e' arrivati 1500 volte i valori stabiliti per legge.

E non e' questo un caso isolato. L’inquinamento delle riserve acquifere in seguito ad interventi di fracking si e’ verificato anche in Texas, Ohio, Pennsylvania, Colorado, Wyoming, dove innumerevoli sono le famiglie che riportano casi di metano nell’acqua dei rubinetti che si infiammano, acqua nei pozzi artesiani color marroncino e puzzolente, assolutamente inutilizzabile e satura di inquinanti. Il risultato e' che la gente non ha piu' l'acqua potabile in casa - nella nazione piu ricca del mondo! -e  ci si ammala. Ci sono anche casi di ruscelli inquinati, morie di animali, mini-geyser di acqua e metano che schizzano anche 30 metri dal suolo a causa delle forti pressioni sotterranee. 





Fracking in vari stati USA.

Altrettanto grave per la salute pubblica e delle falde acquifere e’ il fatto che in alcuni casi i numerosi rifiuti del fracking vengono deposti sine die in vasche a cielo aperto, causando miasmi tossici e inquinamento dell’atmosfera nel circondario.

E i fluidi di scarto dove finiscono? 

Quando non finiscono nelle vasche, vengono re-immessi nel sottosuolo, sempre ad alta pressione, nei cosiddetti pozzi di reiniezione. Ed e’ proprio l’alta pressione con cui i fluidi dismessi ed inquinanti spingono sulla roccia – possibilmente su faglie sismiche note o non note – che puo’ scatenare fenomeni tellurici in zone anche non sismiche, come successo in Oklahoma, Texas, Arkansas, Ohio, negli USA, a nel British Columbia in Canada, e a Blackpool nel Regno Unito.

Ci sarebbero tante storie da raccontare di vite normali spezzate dal fracking qui negli USA mentre i grandi strateghi seduti a Washington e coccolati dai lobbisti del gas, parlano di indipendenza energetica. 


Questa ditta e’ la stessa che gestisce lo stoccaggio di gas a Rivara, vicino all’epicentro del terremoto emiliano. Altri progetti per estrarre Coal Bed Methane e per poi stoccare le vacuita’ del sottosuolo con CO2 sono previsti per le miniere dismesse del Sulcis in Sardegna e attorno a Siena.

Si dira': il nostro territorio si presta poco al fracking, queste di Ribolla e del Sulcis sono solo prove, non si deve fare allarmismo. Io invece credo che proprio perche' siamo all'inizio, e proprio perche' siamo ancora una nazione tutto sommato frack-free, occorra intervenire adesso e legislare in materia PRIMA e non DOPO.

Quanto succede negli USA non e' allarmismo, e' verita'. E mutatis mutandis sara' realta' anche in Italia se nessuno dice o fa niente.

La Francia, la Bulgaria, il Lussemburgo hanno vietato il fracking sul loro territorio. Gli stati del Quebec in Canada, del Victoria in Australia, della Cantabria in Spagna, del Vermont negli USA l'hanno vietato anche loro. L'Inghilterra ha una moratoria dopo il terremoto del 2011 a Blackpool, e cosi pure lo stato di New York. 

Ecco, evitiamo che tutto questo possa anche solo iniziare in Italia. Siamo ancora in tempo e possiamo ancora guardare al resto del mondo e imparare dagli sbagli degli altri.



Friday, August 24, 2012

Il fracking bannato dallo stato di Victoria, Australia






E cosi anche lo stato di Victoria, nell'Australia meridionale ha messo il freno al fracking. Anche lo stato del New South Wales d'Australia ha una moratoria simile.

In Australia il tipo di gas esistente e per cui si vuole usare il fracking e' detto Coal Seam Gas.

L'industria del petrolio dice che in Australia vi siano enormi riserve di questo Coal Seam Gas e che il loro sfruttamento  sara' qualcosa di semi-miracoloso: investimenti, contratti, lavoro, in tutta l'Australia. Gioia e prosperita' per tutti.

I lavori sono gia' partiti nel nord del paese, in particolare nel Queensland.

Si parla di 40,000 pozzi da fraccare, 300 giga-litri di acqua consumata, 31 milioni di rifiiuti petroliferi di scarto ed enormi emissioni di gas tossici in atmosfera in tutto il paese.

Questo per capire la portata dei progetti.

Ma Victoria e New South Wales hanno detto no. Ovviamente la Societa' Australiana di produzione ed esplorazione di petrolio dice che questa decisone dara' "il messaggio sbagliato agli investitori".


In realta' lo stato di Victoria non ha ancora visto operazioni in grande scala ed ha posto la moratoria temporanea in via preventiva. 

Come dire: fermiamoli adesso prima che sia troppo tardi. Prima che arrivino lobbisti e con loro soldi e corruzione. E cosi' e stato, cosi' neanche ci si pensa, per ora, a far fracking in quella zona.

Ma poi cos'e' questo Coal Seam Gas? e perche' ci interessa fa vicino in Italia?  Beh, il Coal Seam Gas e' quello che in altre parti del mondo si chiama Coal Bed Methane, e di cui abbiamo ampiamente parlato in questo blog come "il fratello cattivo del fracking" normale.

E non e' una definzione mia.

E' quello che in Italia la Independent Resources vuole tirare fuori a Grosseto, e la Carbosulcis in Sardegna.

In Austrialia lo bannano in maniera preventiva, in Italia non fiata una mosca sul fracking, neanche a pagarla.

I politici non sanno neanche cosa sia, Passera, Monti sono li che cercano di propinarci trivelle, pozzi, stoccaggio e rigassificatori, che differenza puo' fare l'aggiunta dell'ingrediente fracking? Non gli fa un baffo.

Per loro e' tutto uguale e basta solo che porti PIL.

E invece saremmo ancora in tempo - siamo agli inizi e tanto si puo fare a livello mediatico, a livello di pressione popolare e a livello legislativo *preventivamente* prima che la gente scopra di avere acqua inquinata nelle case.

Che ne so, vogliamo fare che la Toscana e la Sardegna sono le prime regioni italiana a legislare che qui non si fa fracking? E questo, come dovrebbe essere sempre e in maniera intelligente, per fermare speculatori ed inquinatori prima, finche' siamo in tempo, e non quando i buchi e i disastri sono stati gia' fatti.

Proprio come a Victoria che il fracking non ancora ce l'ha ma che lo bandisce lo stesso.

In Italia e' la Basilicata che insegna: 20 anni fa quando forse c'erano margini migliori per lavorare, non si oppose quasi nessuno alla petrolizzazione sebbene fosse tutto, tutto gia' noto. Oggi hanno il 70% del territorio coperto da permessi trivellanti e sono la regione piu' povera d'Italia, con l'ENI che sghignazza correndo sulla via della banca piu' vicina.


Monday, June 18, 2012

Clini: vuole dire qualcosa su fracking-stoccaggio-trivelle?



Come sempre, se vuoi sapere qualcosa devi leggere i comunicati agli investitori. 

Corrado Clini, il nostro ministero all'ambiente, secondo me, neanche lo sa cosa sia il fracking!

Ma lo sa bene la Independent Resources - la ditta che vuole fare fracking a Ribolla e che ha anche in mano in progetto dello stoccaggio di gas di Rivara - che annuncia proprio in questi giorni che andra' avanti in Italia, con stoccaggio e fracking.

Caro governo italiano, ma cosa state facendo? Possibile che sappiate solo lavorare di rilancio?

Ma non sarebbe utile *decidere* prima che loro vengano in Italia se questo fracking si possa fare o no? Non sarebbe utile *sospendere* tutte le operazioni di questa Independent Resources, cercando di capire se le sue attivita' in Emilia siano state chiare e trasparenti e *prima* che accadano altri guai?

Direttamente dai comunicati del 18 Giugno 2012 della Independent Resources:

On its Ribolla shale gas project in Tuscany, it is still considering how it would fit into the overall corporate development programme. At this point, however, it is likely that the resource will be unlocked by Independent’s own team.


Sul suo progetto di gas da scisti in Toscana, stanno ancora esaminando come il tutto potra' far parte del suo programma di sviluppo aziendale. A questo punto, comunque, e' probaile che la risorsa sara' sfruttata dalla squadra interna della Independent.

Quindi: riassumendo, hanno fatto le prove, hanno visto che il gas da scisti c'e' e stanno cercando di capire se estrarlo da soli o con altri.  Pare che lo faranno da soli, mentre Clini e compari dormono sonni tranquilli.

Cosa aspettiamo per vietare questo fracking in Italia? Quando lo vietiamo?

Dopo che hanno gia' sperimentato in Toscana?

Dopo che hanno gia' inquinato le falde idriche? Dopo che hanno gia' costruito le vasche a cielo aperto per metterci la monnezza?

Ditemi.

Ma non c'e' solo Ribolla o Rivara nei piani della Independent Resources - c'e' pure il piano "Sibilla" di cui la Independent Resources e' entusiasta e da cui si aspettano un appetitoso "cash flow".

Cash flow =  denaro - se qualcuno dubitasse ancora quale sia lo scopo di tutto questo trivellare, fraccare, stoccare e bucare.

Dicono che all' inizio dell'anno il governo gli ha dato l'opportunita' di fare domanda per stoccare anidride carbonica nel campo Sibilla ed adesso pare che questo progetto verra' fato loro in esclusiva.

Independent Resources (LON:IRG) expects a government decision in 
Italy next month that could lead to short-tem cashflow from a 
marginal gas field and said it has secured exclusivity for its 
Sibilla carbon dioxide storage project in the Adriatic. 






Regarding the Sibilla project, the group said it involves a very 
large offshore fractured carbonate aquifer and it is associated 
with a multi-client business plan to permanently store a minimum 
400 million tonnes of CO2 over its lifetime. 




Sibilla si trova a cavallo fra Marche ed Emilia Romagna ed e' un vecchio campo dismesso dell'ENI
dal nome Santa Maria.

Secondo il sito "Zero Emissions" dell'UE, dal campo di Santa Maria si vogliono estrarre ulterirori 6 milioni di barili di petrolio nel corso di 10 anni e soprattutto si vuole iniettare nel terreno CO2 per stoccaggio derivanti dagli impianti di Marghera e da Falconara.

Si dice che i siti di stoccaggio saranno identificati sia su terraferma che in mare e che ci si aspetta di stoccare 550 tonnellate al giorno per un massimo di 1000 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Si dice anche che questi saranno i primi esperimenti su larga scala di stoccaggio geologico di anidride carbonica.

In Italia, i primi esperimenti di stoccaggio geologico di anidride carbonica, da parte di una minuscola ditta che non si sa bene se e come sia collegata ai terremoti dell'Emilia e in una nazione che non sa neanche costruire capannoni che reggano?

Sulla possibilie sismicita' indotta esattamente 10 parole e uno slash:

Seismotectonic/degassing risk studies will be done for each site.

Evviva.

Tuesday, June 12, 2012

Pensieri


Il sito di stoccaggio di Rivara, Emilia Romagna


Mi sono arrivati tanti commenti ed email in questi giorni sul fracking, il terremoto, e un sacco di cose del tipo "non e' dimostrato che in Italia il fracking si faccia su larga scala".

Beh, e' proprio qui il problema - cosa aspettiamo per regolamentarlo?

Innanzitutto, mi dispiace moltissimo che ci sia dovuto essere del dolore di un popolo intero per aprire un dialogo nazionale sulla questione trivelle, fracking, stoccaggio, ma spero che qualcosa di buono possa vernirne fuori: delle *regole* solide, su cosa si puo' e cosa non si puo' fare sopraterra, sottoterra, in Italia.

Credo che anche se il terremoto dell'Emilia dovesse essere un fatto del tutto naturale, non e' saggio aggiungere a cio' che madre natura ci ha dato altri rischi, altri stuzziacamenti, altre occasioni per danzare.

E' per questo che si deve programmare, legislare, *decidere prima* che ci siano le tragedie e prendendo ad esempio gli altri, quelli che hanno gia' legislato in materia, quelli che hanno gia' sperimentato gli effetti delle trivelle - che sia l'inquinamento galoppante in Basilicata, che siano le falde acquifere inquinate dal fracking negli stati centrali USA, che sia la Francia che ha bannato il fracking, che siano i morti della piattaforma Paguro, 50 anni fa.

Io credo che occorra seguire l'evidenza scientifica, il principio di precauzione e il semplice buon senso, invece che le balle che ci propinano quelli dell'ENI, Assomineraria e tutte le altre compagnie a cui interessa solo speculare.

Non e' che i cittadini o le autorita' devono dimostrare che fracking, trivelle e stoccaggi sono dannosi, sono i petrolieri che devono dimostrare il contrario!

L'onere della prova sta a loro!

Io credo che il fracking vada esplicitamente vietato dall'Italia, *prima* che si inizi a farlo su grande scala, e considerato che ci sono vari casi in cui gia' ci si prepara a farlo, come scovato da questo blog.
La Francia l'ha fatto. La Bulgaria l'ha fatto. E noi?  


Io credo che il limite marino delle trivelle attuali - 5 miglia - sia ridicolo, e che occorra *chiudere il Mare Adriatico* alle operazioni petrolifere - considerato che negli USA - a parte il Golfo del Messico, il limite e' di 100 miglia, e considerati i problemi di subsidenza che l'Italia ha gia' sperimentato.

Io credo che occorra una moratoria precauzionale su *tutti* gli altri depositi di stoccaggio in programmazione per l'Italia, visto che ce ne sono altri 9 in progetto, oltre ai 14 gia' esistenti, per capire, fino a che non sia super cristallino, trasparente come acqua che le operazioni preliminari dello stoccaggio dalla Erg-Independent Resources siano assolutamente scollegate al terremoto.


Sono queste le "istanze" di concessioni di stoccaggio, oltre a quella di Rivara.



Bagnolo Mella Stoccaggio
Edison Stoccaggio, GDF Suez Energia Italia Retragas Storengy SA
Bagnolo Mella, Capriano del Colle, Dello, Offlaga
(Lombardia - Brescia)








Cugno Le Macine Stoccaggio 
Geogasstock 
Grottole, Ferrandina, Salandra 
(Basilicata - Matera)




Palazzo Moroni Stoccaggio
Edison
Sant'Elpido a Mare
(Marche, Ascoli Piceno)








Poggio Fiorito Stoccaggio  - San Martino (CH)
Gas Plus Italiana
Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Filetto, San Martino sulla Marrucina,Vacri
(Abruzzo - Chieti)






Rivara Stoccaggio
Independent Gas Management
Mirandola, Finale Emilia, Medolla, San Felice Sul Panaro, Camposanto, Crevalcuore
(Emilia Romagna - Bologna, Modena)






Romanengo Stoccaggio
Enel Trade
Casaletto di Sopra, Izano, Offalengo, Romanengo, Salvirola, Soncino, Ticengo
(Lombardia - Cremona)






San Benedetto Stoccaggio 
San Benedetto del Tronto, Monteprandone
Acea - Gas Plus Storage - Gaz De France International
(Marche - Ascoli Piceno)






Serra Pizzuta Stoccaggio 
Geogasstock
Pisticci 
(Basilicata - Matera)








Sinarca Stoccaggio
Guglionesi, Monteciflone, Montenero di Bisaccia, Palata
Edison GasPlus Italia
(Molise - Campobasso)





Notare i proponenti - dal Suez, fino all'Inghilterra. Notare le citta' scelte - sismiche di zona 1, marine, turistiche, agricole, densamente abitate.

I motivi di leggi piu' feree contro il trivellamento selvaggio non sono solo il terremoto - ma un insieme molto piu' quotidiano del terremoto - l'abbassarsi del terreno, l'aria avvelenata, le falde inquinate, la monnezza tossica sparsa di qua e di la, il proliferare di struttura petrolifera, le possibili perdite, i possibili scoppi, il mancato rispetto della democrazia - e basta come sempre andare in Basilicata per vederlo.

Se fossi io direi: tutto quello che abbiamo bucato in Italia ce lo teniamo, lo monitoriamo, gli mettiamo tasse e multe salate ogni volta che fanno cose illegali, ma da oggi poi niente piu' buchi.

Abbiamo trivellato questo pianeta per 150 anni.

Fino a quando potremmo continuare a farlo?

In Italia - ma nel mondo - il petrolio ed il gas facili li abbiamo gia' usati - di Cortomaggiore c'e' n'era uno solo. Adesso ci mettiamo a fraccare le miniere dismesse? Ci mettiamo a trivellare i parchi? Ci mettiamo a trivellare i campi?

Ci mettiamo a trivellare a 10 miglia da Venezia? Al largo del Gargano, delle isole Tremiti, di Pantelleria?

A 200 metri dagli ospedali come in Basilicata?

Siamo cosi disperati?  E non e' fantascienza. Sono tutti progetti attuali, esistenti. E perche' no a piazza San Pietro, davanti al duomo di Milano o dentro villa Borghese?

Ogni giorno ci viene ricordato che i cambiamenti climatici estremi sono dovuti al consumo di fonti fossili, e che se andiamo avanti cosi il pianeta scoppia. 

Il tempo del petrolio e' finito.

E no, non finira' la nostra civilta': il genere umano e' sempre andato avanti e non indietro.

Occorre solo avere il coraggio di dire basta e di incamminarsi oggi verso una fossil-fuel free society.