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Tuesday, April 30, 2013

Italia: 352 pozzi di stoccaggio di gas. Passera: non bastano.

L'insaziabile Passera continua con i suoi deliri. Il giorno 13 Febbraio 2013 ha infatti firmato due decreti ministeriali per "liberalizzare il mercato" e per dare all'Italia un ruolo maggiore come "hub" sud-europeo del gas.

E cosi, in Italia adesso parte la moda dello stoccaggio del gas. E se prima c'erano solo Stogit ed Edison, adesso siamo invasi da piccole e grandi ditte dai nomi sconosciuti, anche loro affamate di bucare il nostro sottosuolo.

Ci saranno nuovi pozzi per tutto lo stivale, maggiore pressione in quelli gia' esistenti, VIA che non servono.

E che importa se li ci sono case, vita e persone?

Se uno va sulla pagina dei petrolieri "petrolio e gas punto it" si parla di 12 campi di stoccaggio gia' sparsi per l'Italia - in Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.



In realta' le concessioni sono 15 (tra l'altro se uno clicca sul link di cui sopra neanche si apre!) e non 12, e dimenticano la Basilicata.  Della serie, non lo sanno neanche loro cosa dicono. Questi campi corrispondono a circa 352 pozzi di gas attivi. 

Nel loro complesso questi 352 pozzi stoccano gia' circa 15 miliardi di metri cubi di gas. In Italia ne consumiano 80 miliardi l'anno - cifra in decrescita a causa della crisi e dell'aumento dell'uso delle rinnovabili.

E quindi, abbiamo sotto i nostri piedi due mesi di fabbisogno nazionale di gas belli gia' stoccati. Uno direbbe: beh, hanno 350 pozzi, una nazione cosi piccola, un territorio fragile e densamente abitato, sismico, turistico, assolato, e due mesi di gas stoccato sottoterra, perche' gliene serve stoccare di piu'?

E invece si, secondo il nostro governo, occorre stoccarne ancora. Infatti, ci sono richieste per altre 8 concessioni di stoccaggio con Passera che continua a firmare e ad approvare come un forsennato.

Fra queste nuove concessioni di stoccaggio anche Rivara Stoccaggio, quella del terremoto in Emilia.

Nemmeno il terrremoto li ferma.

Le altre nuove concessioni di stoccaggio sono proposte in in Lombardia (Bagnolo Mella e Romanengo), Abruzzo (Poggiofiorito), nelle Marche (Palazzo Moroni e San Benedetto), in Basilicata (Serra Pizzuta), in Molise (Sinarca).

Ora, la mia domanda e': servono veramente questi altri centri di stoccaggio? 352 pozzi non ci bastano? La popolazione non cresce, il consumo decresce.

Se uno fa la media, ciascuna concessione porta con se circa 23 pozzi - altre otto concessioni significano piu o meno circa altri 180 pozzi sparsi lungo lo stivale.

Cui prodest?

(Oltre a Passera ed ai suoi amici?)

Le 15 concessioni esistenti sono qui elencate:

e sono qui 










Ecco invece la lista dei 352 pozzi gia esistenti














Si vede che gli piacciono i buchi a Passera.













Tuesday, June 12, 2012

Pensieri


Il sito di stoccaggio di Rivara, Emilia Romagna


Mi sono arrivati tanti commenti ed email in questi giorni sul fracking, il terremoto, e un sacco di cose del tipo "non e' dimostrato che in Italia il fracking si faccia su larga scala".

Beh, e' proprio qui il problema - cosa aspettiamo per regolamentarlo?

Innanzitutto, mi dispiace moltissimo che ci sia dovuto essere del dolore di un popolo intero per aprire un dialogo nazionale sulla questione trivelle, fracking, stoccaggio, ma spero che qualcosa di buono possa vernirne fuori: delle *regole* solide, su cosa si puo' e cosa non si puo' fare sopraterra, sottoterra, in Italia.

Credo che anche se il terremoto dell'Emilia dovesse essere un fatto del tutto naturale, non e' saggio aggiungere a cio' che madre natura ci ha dato altri rischi, altri stuzziacamenti, altre occasioni per danzare.

E' per questo che si deve programmare, legislare, *decidere prima* che ci siano le tragedie e prendendo ad esempio gli altri, quelli che hanno gia' legislato in materia, quelli che hanno gia' sperimentato gli effetti delle trivelle - che sia l'inquinamento galoppante in Basilicata, che siano le falde acquifere inquinate dal fracking negli stati centrali USA, che sia la Francia che ha bannato il fracking, che siano i morti della piattaforma Paguro, 50 anni fa.

Io credo che occorra seguire l'evidenza scientifica, il principio di precauzione e il semplice buon senso, invece che le balle che ci propinano quelli dell'ENI, Assomineraria e tutte le altre compagnie a cui interessa solo speculare.

Non e' che i cittadini o le autorita' devono dimostrare che fracking, trivelle e stoccaggi sono dannosi, sono i petrolieri che devono dimostrare il contrario!

L'onere della prova sta a loro!

Io credo che il fracking vada esplicitamente vietato dall'Italia, *prima* che si inizi a farlo su grande scala, e considerato che ci sono vari casi in cui gia' ci si prepara a farlo, come scovato da questo blog.
La Francia l'ha fatto. La Bulgaria l'ha fatto. E noi?  


Io credo che il limite marino delle trivelle attuali - 5 miglia - sia ridicolo, e che occorra *chiudere il Mare Adriatico* alle operazioni petrolifere - considerato che negli USA - a parte il Golfo del Messico, il limite e' di 100 miglia, e considerati i problemi di subsidenza che l'Italia ha gia' sperimentato.

Io credo che occorra una moratoria precauzionale su *tutti* gli altri depositi di stoccaggio in programmazione per l'Italia, visto che ce ne sono altri 9 in progetto, oltre ai 14 gia' esistenti, per capire, fino a che non sia super cristallino, trasparente come acqua che le operazioni preliminari dello stoccaggio dalla Erg-Independent Resources siano assolutamente scollegate al terremoto.


Sono queste le "istanze" di concessioni di stoccaggio, oltre a quella di Rivara.



Bagnolo Mella Stoccaggio
Edison Stoccaggio, GDF Suez Energia Italia Retragas Storengy SA
Bagnolo Mella, Capriano del Colle, Dello, Offlaga
(Lombardia - Brescia)








Cugno Le Macine Stoccaggio 
Geogasstock 
Grottole, Ferrandina, Salandra 
(Basilicata - Matera)




Palazzo Moroni Stoccaggio
Edison
Sant'Elpido a Mare
(Marche, Ascoli Piceno)








Poggio Fiorito Stoccaggio  - San Martino (CH)
Gas Plus Italiana
Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Filetto, San Martino sulla Marrucina,Vacri
(Abruzzo - Chieti)






Rivara Stoccaggio
Independent Gas Management
Mirandola, Finale Emilia, Medolla, San Felice Sul Panaro, Camposanto, Crevalcuore
(Emilia Romagna - Bologna, Modena)






Romanengo Stoccaggio
Enel Trade
Casaletto di Sopra, Izano, Offalengo, Romanengo, Salvirola, Soncino, Ticengo
(Lombardia - Cremona)






San Benedetto Stoccaggio 
San Benedetto del Tronto, Monteprandone
Acea - Gas Plus Storage - Gaz De France International
(Marche - Ascoli Piceno)






Serra Pizzuta Stoccaggio 
Geogasstock
Pisticci 
(Basilicata - Matera)








Sinarca Stoccaggio
Guglionesi, Monteciflone, Montenero di Bisaccia, Palata
Edison GasPlus Italia
(Molise - Campobasso)





Notare i proponenti - dal Suez, fino all'Inghilterra. Notare le citta' scelte - sismiche di zona 1, marine, turistiche, agricole, densamente abitate.

I motivi di leggi piu' feree contro il trivellamento selvaggio non sono solo il terremoto - ma un insieme molto piu' quotidiano del terremoto - l'abbassarsi del terreno, l'aria avvelenata, le falde inquinate, la monnezza tossica sparsa di qua e di la, il proliferare di struttura petrolifera, le possibili perdite, i possibili scoppi, il mancato rispetto della democrazia - e basta come sempre andare in Basilicata per vederlo.

Se fossi io direi: tutto quello che abbiamo bucato in Italia ce lo teniamo, lo monitoriamo, gli mettiamo tasse e multe salate ogni volta che fanno cose illegali, ma da oggi poi niente piu' buchi.

Abbiamo trivellato questo pianeta per 150 anni.

Fino a quando potremmo continuare a farlo?

In Italia - ma nel mondo - il petrolio ed il gas facili li abbiamo gia' usati - di Cortomaggiore c'e' n'era uno solo. Adesso ci mettiamo a fraccare le miniere dismesse? Ci mettiamo a trivellare i parchi? Ci mettiamo a trivellare i campi?

Ci mettiamo a trivellare a 10 miglia da Venezia? Al largo del Gargano, delle isole Tremiti, di Pantelleria?

A 200 metri dagli ospedali come in Basilicata?

Siamo cosi disperati?  E non e' fantascienza. Sono tutti progetti attuali, esistenti. E perche' no a piazza San Pietro, davanti al duomo di Milano o dentro villa Borghese?

Ogni giorno ci viene ricordato che i cambiamenti climatici estremi sono dovuti al consumo di fonti fossili, e che se andiamo avanti cosi il pianeta scoppia. 

Il tempo del petrolio e' finito.

E no, non finira' la nostra civilta': il genere umano e' sempre andato avanti e non indietro.

Occorre solo avere il coraggio di dire basta e di incamminarsi oggi verso una fossil-fuel free society.