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Tuesday, October 8, 2019

Siberia: si scioglie il permafrost, e il gas metano scoppia e ribolle dal sottosuolo





Fontane di metano e crateri causati dallo scoppio del 
metano intrappolato un tempo nel permafrost. 


Sono scene apocalittiche su cui occorre riflettere e mostrare ai nostri amici negazionisti dei cambiamenti climatici.

Siamo in Siberia dove un gruppo di scienziati ha scoperto un area di mare dove appunto il gas metano ribolle in superficie. Gli studiosi, guidati da Igor Semiletov, della Tomsk Polytechnic University hanno ribattezzato il fenomeno, fontane metanifere. Tutto questo e' una conseguenza spettacolare, inusuale e che non promette niente di buono per il pianeta, del permafrost che si scioglie sotto la coltre marina.

Il permafrost, in sostanza e' terreno che e' permanentemente congelato e che lo e' stato in alcuni casi per decine di migliaia di anni. Secondo le stime del National Snow and Ice Data Center, il permafrost in questo momento copre circa 22.5 milioni di chilometri quadrati dell'emisfero settentrionale del pianeta.

Ma il permafrost con se porta materiale organico sedimentato, e quando questo permafrost si scioglie, come succede sempre piu di frequente, questi composti organici rilasciano metano, un gas serra molto piu' potente della CO2.

Si crea cosi un feedback loop: la neve si scioglie a causa dei gas serra e dei cambiamenti climatici, ce piu' metano nell'atmosfera, ancora piu' neve si scioglie e ancora piu' metano in atmosfera. Insomma un circolo vizioso.

Molto di questo permafrost si trova in Siberia ed e' qui che iniziano a venire alla luce gli strani effetti dei cambiamenti climatici sul permafrost, con immagini di terra tremante, di bolle di metano, e ora di fontane al metano. Per esempio un video e' qui. 

Il permafrost e' anche presente sotto gli oceani, e infatti anche qui iniziano a venire a galla strani fenomeni: per esempio nel 2017 sono stati scoperte centiania di crateri al disotto del Barents Sea, fra la Norvegia e la Russia.  Questi crateri erano frutto del metano che accumulava e che poi scoppiava quando la pressione diventava troppo alta.

Le concentrazioni di metano in atmosfera in questi luoghi vicino allo scioglimento del permafrost possono essere anche di sei o sette volte maggiori rispetto al normale. 

E la fontana di metano? Beh, Semiletov dice che non ha mai visto una cosa simile prima d'ora.

Qui le concentrazioni di metano sono ben nove volte superiori rispetto al normale.

Sono scene apocalittiche che abbiamo creato noi, esseri umani.









Thursday, March 8, 2018

Ohio: pozzo ExxonMobil esplode e rilascia metano senza sosta per tre settimane



 





Succede in Ohio, nella contea di Belmont, nel sud dello stato

Il giorno 15 Febbraio 2018 un pozzo della ditta XTO, sussidiaria della Exxon Mobil, e' esploso, si e' incendiato, e sono state rilasciate in atmosfera sostanze tossiche. Sopratutto il pozzo ha iniziato a rilasciare metano senza sosta e non si e' fermato piu' per tre settimane.

Cento persone sono state evauate.

Ci sono volute tre settimane per far fermare il flusso di gas metano che si e' arrestato il giorno 7 Marzo 2018. Il tasso di emissione e' stato stimato in piu' di 9 milioni di metri cubi di gas al giorno. Fanno quasi 200 milioni di metri cubi di gas finiti in ambiente. Per di piu' sono finite nei fiumi della zona grandi quantita' di acque di scarto sature di acidi e altre sostanze tossiche. Si parla di circa 20mila litri.

Non ne ha parlato quasi nessuno.

Una delle cose piu' difficili e' che questo pozzo da cui si faceva fracking era datato, non c'erano misure di sicurezza moderne e le valvole di sicurezza non hanno funzionato.

Sempre tuttapposto.








Thursday, May 18, 2017

La Aleanna Resources buca la provincia di Ferrara -- Trava 2




Trava 2, Ferrara, Italia
Il paese piu bello del mondo, al petrolio, nel 2017 




Quelli della Aleanna Resources fanno gran festa, con comunicati e foto su Facebook. Hanno pure fatto il video con il drone, per far vedere quanto piu' bella e' l'Italia con le trivelle.

Guardatelo, ci prendono anche in giro, con il loro rispetto dell'ambiente e dei luoghi. Tutte balle, ma che importa, ci sono riusciti. 

Che dire, fermarli si puo, ma lo si deve volere. Evidentemente qui non lo si e' voluto.

Certo e' un pozzo esplorativo, e ci vorranno altri permessi per tirare fuori il gas, ma l'infrastruttura e' li, e ogni passo che le facciamo fare e' un passo in piu' verso l'obiettivo finale. Come la monaca di Monza -- ogni si temporaneo, rende il si finale sempre piu' impossibile da evitare. 

E cosi regaliamo un altro pezzo d'Italia a chissa' chi, nel 2017, quando tutto il resto del mondo guarda al sole e al vento.

In due frasi: Concessione Corte dei Signori, metano, 1400 metri di profondita' nel sottosuolo, Trava 2, Ostellato in provincia di Ferrara, Aleanna Resources. 

Tutti i dettagli sono al link di sopra. Sono stanca e non ho voglia di ripeterli qui. Ma uno si che lo scrivo:

"Il progetto interessa direttamente il sito Natura IT 4060008 ZPS Valle del Mezzano"

Li abbiamo veramente lasciati trivellare dentro le aree protette.

La Aleanna ha altri 31 progetti in Italia.

Non li capisco gli italiani. Non li capiro' mai.
 









Sunday, May 7, 2017

Franceschini e Galletti approvano quattro nuovi pozzi e un impianto di stoccaggio selvaggio a Ripalta, Crema






Ripalta, le altre zone di stoccaggio e le faglie sismogenetiche

 Ripalta oggi

Impianto di stoccaggio a Bordolano, durante le prove.
Tutta salute.


Eccoci qui.

Il nostro governo a cui non importa niente di sole, vento, efficenza energetica continua a propinarci impianti fossili ogni giorno. Dalle trivelle in Molise, alle trivelle in Emilia Romagna, adesso allo stoccaggio-super in Lombardia da parte della Stogit.

Siamo a Ripalta, alle porte di Crema.

Esiste gia' qui un impianto di stoccaggio Stogit.

Metto gas ad alta pressione d'estate, lo stocco; e poi lo tiro fuori d'inverno quando serve.

Bene. Solo che adesso, siccome siamo sempre piu' greedy in questa nazione, cioe' non ci basta mai, dobbiamo aumentare la pressione di stoccaggio, bucare altri pozzi per metterci dentro piu gas, e costruire altri impianti.

Questa richiesta va avanti dal 2012, e adesso, il 7 Aprile 2017 arriva il si dello scellerato governo italiano.

Ad approvare il tutto sono sempre gli stessi, e cioe' i ministri Dario Franceschini e Gianluca Galletti, dei beni culturali e del turismo.

Evviva.

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L'Italia e' un paese fraglie, lo sappiamo tutti.

Il consumo di gas e' in continuo calo, per colpa della crisi, delle rinnovabili.

E' risaputo che questi impianti possono causare sismicita' indotta piu' o meno forte, e sportamenti del suolo.

Cui prodest aumentare il gas che possiamo stoccare sottoterra? Non c'e' un momento in cui dire basta? O dobbiamo sempre e comunque continuare a violentare madre natura, in questo caso schiacciando ancora piu' gas nella sua pancia?

Perche'? Perche' invece non tirare fuori un progetto di solarizzaione potente d'Italia? Le strade al sole? I tetti di tutti i capannoni al sole? L'efficenza energetica? I treni al sole?

Perche' vogliamo sempre essere gli ultimi e lasciare ai cittadini pericoli e danni?

Importa a qualcuno tutto questo?

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Ma iniziamo dall'inizio.

Intanto qui a Ripalta si vuole aumentare la pressione di stoccaggio nei pozzi gia' esistenti. Cioe' se prima mettevamo 100, ora ne metteremo 110. Si perche' adesso la pressione massima consentita sara' 1.1 volte la pressione di fondo; cioe' quella considerata normale in questi pozzi.

E' semplicemente un modo per schiacciare un po piu di gas nello stesso pozzo. Uno deve gia' qui pensare che proprio buono questo non e', o che quantomeno e' rischioso. Aumento in modo non-naturale la pressione in un pozzo. Cosa succedera' al sottosuolo? Soprattutto, questi pozzi saranno poi svuotati e quindi ci saranno periodi di ultra-pompaggio e periodi di vuoto. Sappiamo veramente prevedere che non succedera' niente di grave, mai, a nessuno con tutti questi sbalzi di pressione sotterranea, nel corso di mesi, anni e decenni?

Chi ce lo assicura che e' tuttapposto?

E poi, siccome il greedy-ness non si ferma, dobbiamo pure costruire quattro nuovi pozzi con interventi strutturali fra di loro e collegarli con quello che gia' esiste. 

Dicono loro stessi, quelli del ministero, che tali impianti sono soggetti a pericoli di incidente rilevante e che per questo occorre una consultazione con il pubblico.

C'e' stata?

Chi ha spiegato -- ma per davvero, perche' la Stogit non conta, visto che e' di parte e nessuno sano di mente dovrebbe mai credere all'oste che spiega quant'e' buono il suo vino! -- alla gente le conseguenze e la necessita' di questo impianto?

Cosa ne guadagna la gente di Ripalta?

Chi lo sa.

Di certo la Stogit vuole stoccare piu' gas e quindi costruiranno i pozzi Ripalta 64 dir, 65 66 67 or
che sono dettate da "specifiche esigenze progettuali" e consentiranno una "migliore distribuzione areale dei volumi di gas in tutte le condizioni operative".

Si aumentara' la portata a 35 Standard Metri Cubi al giorno.

Cioe' si sistemano come meglio gli sta a loro. Mica sono fessi.

Nei dintorni, a 4,500 metri ci sono due siti di importanza comunitari, "La Zerbaglia" e "Garzaie del Parco Adda Sud" pero' si dice che e' tuttapposto, come sempre.

In questo caso "si puo' escludere con ragionevole certezza che sia interventi necessari per la realizzazione della nuova configurazione impiantistica, sia le attivita' conseguenti all'esercizio in sovrapressione delle infrastrutture della Concessione Ripalta Stoccaggio" comportino il verificarsi di incidenze significative sulle specie floro-faunistiche e sugli ecosistemi tutelati.

L'unica osservazione e' giunta dal comune di Ripalta Guerina.

Cosa dicevano?

Il sindaco di allora, Gian Pietro Denti diceva che il suo comune esprimeva scetticismo e preoccupazione verso questo progetto. Ma al governo non gliene importa niente.

E la regione Lombardia?

Furbi, loro.

Avevano sospeso ogni giudizio fino alla fine dei lavori della commissione Ichese, che in seguito ai terremoti dell'Emilia Romagna del 2012, doveva accertarne la natura specifica, e determinare se questi terremoti erano dovuti ad operazioni petrolifere e/o metanifere e/o di stoccaggio in zona.

Al 3 Febbraio  2017 *nessun riscontro e' pervenuto da parte della regione Lombardia*.

Cioe' la regione Lombardia dice che non ha niente da dire.

Si arrangi chi puo' a Ripalta.

Furbi, no? Prima si nascondono dietro il dover aspettare quello che decide Ichese e poi, passato sufficentemente tempo, si dimenticano.

E cosi, tutto approvato.

Come sempre arrivano le prescrizioni farsa, per cementificare il tuttapposto.

1. A Ripalta ci vorra' una rete di monitoraggio sismico e microsismico con sensibilita' di magnitudo 0.5, che dovra' coprire un raggio di 5km dai pozzi, che dovra' essere attivata un anno prima dei nuovi lavori. Tutti i risultati dovranno essere noti entro 72 ore dall'evento per poter individuare la sismicita' indotta.

72 ore sono 3 giorni.

2. In caso si arrivi a sismicita' di 2.2 il gestore (cioe' la Stogit) dovra' usare *tutti gli accorgimenti* necessari per riportare la sismicita' a valori inferiore a tale valore.

Come sempre, e che qui c'abbiamo il Mago Silvan?  Cosa esattamente si deve per fermare la sismicita' indotta? Uno puo' anche fermare lo stoccaggio e le operazioni di pompaggio e di immissione, ma alla fine, la natura va per conto suo, ed una volta che uno ha innescato un fenomeno come la sismicita' del sottosuolo, non e' che i dettami di Galletti e di Franceschini o le preghiere della Stogit, riportano le cose alla normalita'.

Il sottosuolo e la natura seguono le proprie leggi, e non gli ordini della Stogit o del Ministero.

Quindi cosa dovra' fare la Stogit, non e' chiaro. 

Ma continuiamo a leggere. Questo era per il caso di magnitudo 2.2.

Se invece si arriva a magnitudo 3, allora occorre che intervenga il ministro direttamente ad accertarsi che "venga effettuata l'acquisizione in continuo dei dati di pressione di testa e/o fondo pozzo in corrispondenza di uno o piu' pozzi significativi ai fini della valutazione del comportamento dei fluidi e degli eventuali spostamenti degli acquiferi di fondo"

Eehhh??? Cioe' mettono in considerazione la possibilita' che ci possano essere terremoto di magnitudo 3.0 e che si possano spostare gli acquiferi di fondo??

Sanno cosa fanno?

Non lo so.

3. Poi ancora, la Stogit dovra' monitorare le acque di falda, visto che si e' vicini all'alveo fluviale, specie con il pozzo Ripalta 10, perche' ci possono essere delle riasalite di gas.

Mmh. Il gas nell'acqua del fiume, e nelle falde idriche.

Il tutto dovra' essere concordato con la regione Lombardia,
La quale non si e' neppure scomodata di dare il suo parere, figuriamoci quanto gliene importi!

4. La Stogit dovra' anche costruire un pozzo apposta per il montoraggio, e dovra' presentare un modello matematico in cui si dovranno usare tutti i dati disponibili, e che dovra' essere usato per capire quali possano essere le vie di fuga del gas.

E' qui, perso nei meandri dei deliri del ministero che viene fuori qualcosa di interessante.
Si dice che le "perdite fisiologiche" (cioe' normali) possono essere dell'1 per 1000.

L'uno per mille. 

Pensiamoci un attimo. Secondo la Stampa, in Italia in estate stocchiamo circa 9 miliardi di metri cubi di gas, in inverno ne restano circa 4 miliardi. Facciamo che in media sono 5 in tutto l'anno.

Se *tutti i pozzi di stoccaggio* perdono l'uno per mille, questo vuol dire che in Italia perdiamo circa 5 milioni di metri cubi di gas l'anno, che finiscono in atmosfera!

Ai miei occhi queste cose sono scandalose, ma non ne parla nessuno.

La regione Lombardia non ha avuto niente da dire, e poi vanno in tilt per lo smog di Milano.

I residenti hanno avuto poco da dire, ma queste sono cifre assolutamente spaventose per quel che mi riguarda.

Ma a quanto pare, a nessuno si alzano i capelli dall'orrore, per cui questi qui vanno avanti indisturbati. 

5. La Stogit dovra' piantare alberi. Preferiblmente autoctoni per il "mascheramento dell'area centrale". Si dovra' monitorare per la presenza di nitrati e di composti organici volatili nell'aria.
Si dovra' controllare il rumore, con magari eventi di mitigazione, ci dovranno essere coordinamenti con la sovraintendenza archeologica, e tutto dovra' essere adeguatamente condiviso con la popolazione.

Tuttapposto.

Un altra area di Italia regalata ai petrolieri.

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Qui la situazione stoccaggio in Lombardia:


Bordolano (Stogit) 


Sorgente sismogenica ITCS002; Eruzione con incendio del pozzo n. 2 da marzo ad aprile 1952; 
Terremoto di Soncino del 12 maggio 1802. Si sono qui sentite distintamente le scosse del 20 maggio 2013, del 29 maggio 2013 e del 3 giugno 2013 in Emilia Romagna. La societa' Schlumberger e la Halliburton hanno perforato qui quattro pozzi al "Cluster B" e tre pozzi al "Cluster A". Si prevede di stoccare 1.2 miliardi di metri cubi di metano. Lo stocccaggio e' collegato con metanodotto da Poggio Renatico a Cremona-Bordolano-Sergnano.


Romanengo (Enel Stoccaggio)

Sorgente sismogenica ITCS002; Stoccaggio di metano per circa 800 milioni di metri cubi nella zona
dell'epicentro del terremto del 12 maggio 1802, noto come "terremoto di Soncino" per le
distruzioni che ha provocato.  Soncino, e' una splendida cittadina ricca di importanti monumenti artistici di grande valore storico e architettonico (compreso un magnifico Castello Sforzesco, il santuario della Madonna delle Grazie, l'unica torre ettagonale d'Europa). Lo stoccaggio di Romanengo comprende anche il Comune di Offanengo.

 Sergnano (Stogit)

Sorgente sismogenica ITCS002; per la prima volta il Ministero dell'Ambiente emette un decreto (il 532 del 15 ottobre 2012) con il quale  si ammette che lo stoccaggio puo' causare scosse di magnitudo 3.0. In questo caso fu approvata una sovrapressione del 105% con un 5% in piu' per includere altri
3-400 milioni di metricubi di metano sottoterra. Oltre al comune di Sergnano e' qui incluso il territorio di Offanengo che fa gia' parte di Romanengo stoccaggio. Ci sono qui gia' circa 2.5 miliardi di metri cubi di metano. 


Bagnolo Mella (Edison e Gaz de France Suez/A2a)

Sorgente sismogenica ITCS002 e del Monte Netto, il progetto stoccaggio del 2011 era di 800 milioni di metri cubi poi aumentato a 1.5 miliardi. Il  sindaco di Bagnolo Mella nel 2013 diede parere favorevole allo stoccaggio. L'impianto e' collegato al metanodotto Tarvisio-Zimella-Sergnano-Cervignano d'Adda. A soli 10 km dalla centrale di stoccaggio di Capriano del Colle c'e' la citta' di Brescia.


Cornegliano Laudense (Ital Gas Storage)

A 5 km da Lodi, impianto di stoccaggio di 2.5 miliardi di metri cubi. Nel 1951 ci furono qui terremoti a causa dell'attivita' metanifera.




Monday, September 12, 2016

l'INGV: estrarre metano significa che non ci saranno terremoti. No, non e' Lercio.




I risultati illustrano che la presenza di giacimenti 
produttivi indica che le sottostanti faglie sismogeniche 
non sono in grado di generare forti terremoti. 



Oddio.

Non so se siano risate o lacrime. Ma come ci pensano a certe cose?

Ecco qui. Studi recenti dell'INGV dicono che "la presenza di giacimenti produttivi indica che le sottostanti faglie sismogeniche non sono in grado di generare forti terremoti."

Ovviamente solo il Italia, eh?

E' un articolo pubblicato su "Le Scienze" del 12 Novembre 2015, a sua volta estratto da un altro articolo sulla rivista ``Natural Hazards and Earth System Science"  della European Geophysical Union. 

Quello che e' interessante e' che l'articolo si apre con la seguente domanda:

"Come conciliare l'opportunità di utilizzare le risorse energetiche che il territorio offre con il diritto alla sicurezza di tutti i cittadini?"

Come dire: dobbiamo per forza "conciliare" e trovare un modo per fare coesistere queste "risorse" energetiche con il ricordo, la paura e i danni del terremoto del Maggio 2012. E qui, in questo articolo, c'e' la risposta.

Infatti quale altro metodo migliore che non un bell'articolo dell'INGV dove e', ovviamente,  tuttapposto? E anzi, il titolo dice chiaramente che la presenza di giacimenti di metano sono una "assicurazione" contro i terremoti.

Addirittura.

Ad annunciare cotanta scienza, un gruppo dell' INGV come detto prima e dell'OGS, che stanno per Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale: Marco Mucciarelli e Federica Donda dell'OGS di Trieste e Gianluca Valensise dell'INGV di Roma.

Dicono di aver scoperato un meccanismo che lega la presenza di giacimenti di metano ai processi geologici che hanno permesso l'accumulo di metano, e che al contempo generano i terremoti.

Il nostro trio dice ha scelto un sito in Pianura Padana  di 10,000 chilometri quadrati attualmente adibito ad estrazione di metano e che e' soggetta a terremoti, incluso quelli del 2012.

Hanno poi preso in considerazione 455 pozzi produttivi ed improduttivi e li hanno messi in correlazione con i terremoti del 2012 e quelli piu' remoti del 1570 a Ferrara e del 1624 ad Argenta.

Cosa trovano?

Anticorrelazione. E cioe' che i pozzi sopra alle faglie sono improduttivi.

Per i pozzi che sono lontano dalle faglie invece sono produttivi il 46%.

Come mai? Semplice.

Testauli parole

 "un forte terremoto è necessariamente causato dallo scorrimento relativo dei blocchi di roccia che formano una faglia di grandi dimensioni. E attraverso terremoti successivi questa faglia può fratturare il serbatoio naturale che contiene il metano, causandone la dispersione e rendendo improduttivo il giacimento. I giacimenti produttivi si troverebbero invece sopra faglie più piccole, in grado di causare solo terremoti più modesti, o in corrispondenza di faglie più grandi ma incapaci di generare terremoti per la particolare natura delle rocce che le formano”

Non ho ben capito la logica: un terremoto porta alla faglia che "frattura" un serbatoio naturale?

Eh?

Vogliono dire che il terremoto porta la faglia a spaccare il giacimento e che quindi dopo il metano fuoriesce? E che quindi, dopo che si e' svuotato non resta piu' niente e quindi il giacimento e' inproduttivo?

Ma di questa supposta spaccatura iniziale non ci dobbiamo preoccupare? O le spaccature sono gia' tutte successe millenni fa?

E che vuol dire che i giacimenti produttivi sopra le faglie naturali sono "incapaci di generare terremoti per la particolare natura delle rocce che le formano"? Qual'e' questa particolare natura? E davvero loro sanno che se tu estrai, riempi, reinietti, per anni ed anni, questa roccia mai e poi mai avra' problemi?

Solo in Italia abbiamo questa roccia speciale?

E ancora, che vuol dire che i giacimenti produttivi sono sulle faglie piu piccole in grado di causare "terremoti piu' modesti". Che vuol dire piu' modesti? Di che intensita'? Loro possono garantire una soglia? Qual'e' questa soglia? E se si, come fanno a sapere che non verra' mai superata?

E poi interessante che interpretino questa supposta anticorrelazione a loro favore. Se vi ricordate,  quando si e' parlato di correlazione a ICHESE, subito tutti a dire "correlation is not causation", cioe' che la correlazione trivelle/terremoti non significa che le trivelle causino i terremoti.  Solo che le due cosa, per puro caso, sono correlate, e seguono gli stessi andamenti spazio-temporali.

Ma se per ICHESE la correlazione non significava trivelle e reiniezione=teremoti, perche' qui invece l'anticorrelazione significa trivelle - niente terremoti?

Mistero della fede.

Comunque.

Dopo avere speigato questo "meccanismo assicurativo" contro i terremoti, gli autori di Le Scienze
spiegano che ovviamente questo ha ricadute applicative.

E cioe' che le faglie che potrebbero scatenare terremoti sono solo quelli dove i giacimenti di metano non sono produttivi.

D'altro canto,

``un giacimento produttivo non può trovarsi al di sopra di una faglia in grado di produrre un forte terremoto - dunque pericolosa - e ovviamente non vi è alcun interesse economico a sfruttare giacimenti quasi certamente improduttivi."

Ah! Eccoci qui. Tuttapposto allora! Siccome i giacimenti produttivi non possono *assolutamente* stare sopra ad una faglia attiva, li possiamo sfruttare perche' non sono pericolosi! Dunque ecco qui la conciliazione tanto agognata: possiamo ora``riconciliare l’utilizzo delle risorse energetiche del territorio con il sacrosanto diritto alla sicurezza per tutti i cittadini."

Tuttapposto allora!

Trivelliamo dappertutto! 

Ci rassicura "Le Scienze!"


Questi studi, sono finanziati dalle tasse del contribuente italiano, che non solo deve sentire che in Italia, unico paese al mondo, la sismicita' indotta non esiste e non esistera' mai, ma anzi, che trivellare ed estrarre metano e' una assicurazione contro i terremoti!

Senza parole.

Si vede che l'EPA, l'USGS, il Prof. Cliff Frohlich del Texas, la Schlumberger che annuncia la sismicita' indotta nei suoi campi di gas in Russia, e pure la Exxon e la Shell che hanno pagato 5 miliardi di dollari agli olandesi per avere innescato terremoti a Groningen con le loro trivelle, quelli non capsicono niente e ci vuole lo studio dell'INGV a chiarare le cose e a farci stare tranquilli.

Senza parole.

Ma il fatto e' che nonostante quelli che io reputo deliri,  noi altri persone di buon senso sappiamo che la verita e' un altra.

Le trivelle, la reiniezione possono causare terremoti, non sempre e non dapprtutto, ma possono.  Possono anche non innescarla, certo. Ma le dinamiche del sottosuolo sono troppo sconosciute affinche' noi possiamo veramente predite cosa accadra' fra 5, 10, 20, 30 anni di trivelle e di reniezione. Quindi, il rischio esiste, e sta a noi decidere se e per cosa ne valga la pena.

Tutto qui. A mio modesto parere non esiste nessuna "assicurazione" contro i terremoti, e men che meno puo' esserlo un pozzo di gas.

Con tutti i suoi difetti, God bless American Science.

Sunday, November 29, 2015

Los Angeles: dalla centrale di stoccaggio di Aliso Canyon perdite di metano da tre mesi




3000 persone evacuate
2800 in lista di attesa

decine e decine di casi di perdite di sangue dal naso,
mal di testa, tremori, tosse, nausea, vomito



30,000 persone a rischio
60 denunce individuali o class action

Il pozzo che perde e' del 1953
vecchio e mal funzionante
e' a 1 miglio dalle case
 
 $7,500 dollari al mese per famiglia evacuata, 
$500 di bollette, 
$45 al giorno per persona
2700 purificatori installati nelle case di chi e' rimasto



 Update del 6 Gennaio 2016: 
dichiarato stato di emergenza.
traccie di idrogeno solforato

Puzza, 
Giramenti di testa
Evacuazioni
Nessuno sa cosa fare
Ancora 50 mila chilogrammi di metano all'ora 
che finiscono in atmosfera

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Sono due mesi che nessuno sa come fermare l'enorme flusso di metano.
Mal di testa, evacuazioni, puzze, class action, proteste.
Il pozzo continua a perdere.

E' un nuovo golfo del Messico su terraferma.

Due mesi, al ritmo di 50,000 chili di metano all'ora


 Update del 10 Dicembre 2015:
Immagini in infrarosso di Aliso Canyon quasi due mesi dopo.










Succede a Porter Ranch, nella San Fernando Valley di Los Angeles. Sorge qui un impianto di stoccaggio di gas, risalente al 1972. Ad Ottobre una fuga di metano che nessuno sa fermare. E cosi perdite e puzza invadono Porter Ranch da un mese, per ora senza soluzione.


L'impianto si chiama Aliso Canyon Storage Facility e le perdite risalgono al 23 Ottobre 2015. E' stata una fessura lungo un tubo che scorre a 3 chilometri sottoterra a portare alla fuga di gas in superficie. Non si sa bene dove sia questa fessura, si sa pero' che la tubatura, di 20 centimentri di diametro circondato da uno strato protettivo di altri 30, ha ceduto.


Dal sottosuolo arrivano in superficie la bellezza di 50 mila chilogrammi di metano l'ora, pari al 25% di tutte le emissioni dell'intero stato della California. Una quantita' enorme. Oltre al metano, dal sottosuolo arrivano mercaptani, additivi che sanno di zolfo e che causano problemi di nausea, svenimenti, bruciore agli occhi, mal di testa e perdite di sangue dal naso, come i residenti di Porter Ranch ben sanno.


Quanto tempo ci vorra' per sistemare la perdita? Non si sa. Forse uno, due, tre mesi, o almeno questo e' quello che dice la Southern California Gas Company che gestisce lo stoccaggio di Aliso Canyon. Hanno provato a fermare le perdite pompando fluidi nel sottosuolo ma non ci sono riusciti. Si pensa di trivellare un nuovo pozzo per fermare o per convogliare il metano altrove, ma ci vorranno molti mesi per completare l'opera.  Il supervisore della citta' Micheal Antonovich dice che il fatto che non si sappia quando si tornera' alla normalita' e' "insensato ed irresponsabile".

La Southern California Gas Company pero' cerca di tranquillizzare tutti perche' la puzza e le perdite non rappresentano, secondo loro, un pericolo "imminente".  Si, certo, perche' non devono respirare loro ne metano ne mercaptani! Oltre a queste sostanze, nella zona sono stati registrati alti tassi di benzene, un carcerogeno e di etano e propano. I livelli di metano sono di 616 parti per milione, contro i 2 che vengono normalmente registrati.

Le autorita' hanno ordinato alla Southern California Gas Company di rendere pubblici tutti i dati sulle perdite, fornendo video e dati strutturali. Oltre ad Aliso Canyon Storage Facility la ditta in questione gestisce altri tre campi di stoccaggio di gas nella California del Sud. Quello di Porter Ranch e' un campo dismesso di petrolio. 

Ma la gente protesta e non ci sta a respirare aria fetida e cosi' la Southern California Gas Company, ha evacuato circa 130 famiglie con altre 550 richieste da processare. Verranno mandati in alberghi nei dintorni e pagati un massimo di $250 per stanza per notte, piu' vitto e tasse.  Le multe potrebbero arrivare a 75,000 dollari al giorno. Arrivano volantini e rssicurazioni. Le proteste non si placano.

Finora l'unica soluzione che hanno trovato e' stata di spruzzare dei deodoranti in citta', idea che i residenti hanno immediatamente bocciato - gia' ne basta una di puzze.

E' una storia di cui non conosciamo ancora il finale.



Anche in Italia ci viene detto che tutti gli impianti di stoccaggio sono sicuri, e che mai e poi mai potranno avere perdite, o problemi di alcun genere. Anzi, secondo chi li gestisce sono pure a prova di sisma. Sono sicura che anche a Porter Ranch tanti anni fa dissero la stessa cosa.  Ma chi poteva immaginare nel 1972 che una piccola e banale fessura quaranta anni dopo avrebbe portato a un mese di perdite di metano in atmosfera, senza che nessuno sappia oggi cosa fare? E non si tratta di un piccolo spiffero di metano -- si tratta di un quarto delle emissioni di tutto lo stato di California!

Della serie, sempre tuttapposto.











Thursday, September 3, 2015

Cody, il fracking e l'esplosione del pozzo

Cody Murray prima dell'esplosione del pozzo artesiano di casa sua che l'ha disfigurato. E' probabile che il metano sia arrivato nel pozzo artesiano a causa delle operazioni da fracking vicino casa sua. 

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Arriva un altra causa da fracking in Texas.

Riguarda Cody Murray, che un bel giorno del 2014 ha visto esplodere il pozzo artesiano di casa sua. Si sono innalzate delle fiamme di 10 metri di altezza. A farsi male, il padre di Cody che era li vicino e anche sua moglie e sua figlia. Ma quello che si e' fatto piu male di tutti e' stato Cody, 38 anni.

La sua maglietta e' arsa e con essa la sua pelle, causando ustioni gravi e cicatrici su tutto il corpo.

Cosa era successo? L'acqua era satura di metano che ha portato all'esplosione. Come ci sia arrivato il metano nel pozzo artesiano di casa di Cody e' la domanda da un milione di dollari.

Sara' difficile provare la provienza di questo metano. E' naturale, o e' da fracking? Secondo l'avvocato  il gas metano del pozzo artesiano di Cody non puo' che essere da fracking perche' mescolato nel metano ci sono tracce di sostanze chimiche presenti solo molto in profondita' e che non arriverebbero naturalmente nei pozzi artesiani.

Dopo un anno di trattamenti e di visite mediche, l'avvocato di Cody, Chris Hamilton, presenta una causa contro i petrolieri. Non ha dubbi: il metano e' arrivato nel pozzo per colpa delle trivellazioni da fracking a circa 300 metri da casa di Cody. I petrolieri sono stati denunciati per avere inquinato l'acqua sotterranea, causando la migrazione di metano nel pozzo artesiano che e' poi esploso.

Per vincere, occorre provare che il metano non poteva essere li "naturalmente" ma che doveva venire dai pozzi da fracking. Ci si aspetta allora che durante la causa ci saranno molte testimonianze di persone di scienza che hanno studiato il tema e che hanno mostrato, dati alla mano, che le trivelle possono contaminare il sottosuolo, Gli studi non mancano: come ad esempio quello dei ricercatori della Duke University che hanno mostrato la connessione fra contaminazione da metano di pozzi artesiani e la loro vicinanza a pozzi estrattivi.

Secondo l'avvocato di Cody la colpa e' delle cementificazioni difettose dei pozzi da fracking, le cui fessure hanno fatto si che il metano si propagasse nel sottosuolo. In particolare, uno dei pozzi vicino a casa di Cody andava giu' per circa 300 metri, ma le cementificazioni si sono femate a 150 metri, lasciando la parte inferiore esposta a fughe di materiale dell'ambiente circostante.  Il pozzo petrolifero in questione trivellava in orizzontale, arrivando proprio sotto al pozzo artesiano di Cody.

Nel frattempo la vita di Cody e' cambiata. Le ustioni sono talmente forti che i nervi nelle mani e nelle braccia sono diventati insensibili e cosi Cody non puo' guidare, non puo' usare utensili e dipende quasi interamente da sua moglie. Chiede compensazione per le spese mediche, per essere stato sfigurato, per la perdita del lavoro e per le sofferenze.

Chissa' come andra' a finire.

Non mi va di mettere su le foto del corpo ustionato di Cody, ma se qualcuno le vuol vedere sono qui.
Houston Chronicle, 2 Settembre 2015.