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Friday, June 21, 2013

Bordolano - le fiamme dello stoccaggio



Il tuttapposto della Stogit: non si ravvisa quindi
alcuna situazione di emergenza.
E' tutto normale.

Notare che la Stogit notifica i Vigili del Fuoco di Quinzano D'Oglio
ma ... a Quinzano D'Oglio i vigili del fuoco non ci sono:
sono andati via verso la fine degli anni sessanta!!

Aspettiamo Godot!
 




5 Novembre 2014:

Sette nuovi pozzi perforati da Halliburton e Schlumberger sono
vicini o sopra faglie sismogenetiche con previsione di pressione di 240 bar. Resistera' a queste pressioni di immissione ogni sei
mesi per venti anni, il tappo "franco" di 44 m?


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Il fuoco ritorna protagonista a Bordolano dopo l'incendio a seguito della eruzione di un pozzo nel lontano marzo-aprile 1952.

Dal 27 maggio scorso un semplice fax di Stogit al Comune di Bordolano avvisa che "al Cluster B ubicato nel Comune di Bordolano, dal 29 maggio al 7 giugno 2013 si svolgeranno attività tali da comportare l'accensione di una fiaccola per la combustione controllata di gas metano proveniente dagli impianti.

Tale attività viene svolta dai nostri tecnici in totale sicurezza nell'arco delle 24 ore, e non si ravvisa quindi alcuna situazione di emergenza."

Nessun riferimento al Piano di Emergenza Esterna che manca dal 2010 da quando è entrato in funzione il "Cluster B", una delle strutture con il "Cluster A" e la "centrale di stoccaggio da 52MW" che fanno parte del "Progetto centrale e stoccaggio" per immettere nel sottosuolo, nei vecchi pozzi depleti, 1.200milioni di metri cubi di metano a ciclo, alternando ogni sei mesi cicli di immissione e di estrazione: nessuno sà dire con quali effetti per il sottosuolo che si estende anche su una sorgente sismogenica composita attiva, la ITCS 002, secondo i dati dell'INGV, nonostante la zona sia stata coinvolta nel terremto di Soncino-Romanengo del 12 maggio 1802.

Bordolano, un Comune in provincia di Cremona, nel Parco Oglio Nord è coinvolto con altri 15 Comuni, cinque dei quali in provincia di Brescia, nel "Progetto centrale e stoccaggio di metano-Stogti di Bordolano".

Il territorio coinvolto è di 135 kmq con 55.000 abitanti, per la gran parte del tutto disinformati: da queste parti la Convenzione di Aarhus che prevede informazione, partecipazione e consultazione dei cittadini sui progetti energetici che toccano i loro territori, è del tutto ignorata.

E, dopo l'avviso via fax di Stogit, il Sindaco di Bordolano ha risolto la "questione informazione" ai cittadini affliggendo un solo volantino alla bacheca del Comune: risultato?

Cittadini spaventati dal potente sibilo emerso dalle profondità del sottosuolo e dalla colonna di fiamme alte non meno di 20 metri sprigionatesi "dalla fiaccola per la combustione controllata di gas metano". Tutto sotto controllo?

Ma c'è davvero bisogno di importare ancora così tanto gas metano in Italia quando i consumi energetici e del metano stanno diminuendo dagli 85 miliardi di m3 di qualche anno fa ai 75-73 miliardi di m3 di oggi? Addirittura ci sono progetti per lo stoccaggio in sovrapressione a Sergnano (105%) a Ripalta Cremasca (110%), a Settala, di stoccaggi a Romanengo-ITIS 104 (vicina a Soncino-terremto 1802), a Capriano del Colle (sisma 1111 e 1222)-Bagnolo Mella a 30 km da Salò (ITIS 069, sisma 1901 e 2004), a Cornegliano Laudense dove nel 1951 si verificò un terremto a causa della eruzione di un pozzo: per la gran parte si tratta di stoccaggi situati sulle sorgenti sismogeniche attive ITCS 002, ITCS 072 e ITCS 010, capaci di sismi fra Magnitudo 5.5 e magnitudo 6.1 in ogni punto della loro estensione.

La Lombardia quarta regione europea per PIL, ha bisogno di vedere a rischio il proprio territorio senza un piano generale sugli stoccaggi, senza un piano ed un programma energetico.

I Comuni coinvolti in Lombardi adai progetti degli stoccaggi sono 116 con circa unmilione (1 milione!!!) di ignari cittadini che non conoscono cosa si nasconde sotto i loro piedi. Le principali città coinvolte? Brescia, Sesto San Giovanni, Monza, Cinisello Balzamo, Crema, Lodi... L'attività di stoccagio è considerata a rischio di incidente rilevante, soggetta alla "Direttiva Seveso"-D.lgs 334/1999: in nessun impianto oggi in funzione (Brugherio, Settala, sergnano, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Bordolano-Cluster B) è presente il Piano di Emergenza Esterna: nè i cittadini, nè i soccorritori sanno cosa fare in caso di incidente rilevante.

Non male, nella Lombardia del 2013! Quale futuro li aspetta?

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