.

.
Showing posts with label bordolano. Show all posts
Showing posts with label bordolano. Show all posts

Thursday, August 17, 2017

San Gervasio, Brescia: approvate trivelle su sorgente sismogenetica contro il parere dei comuni interessati






"Pur valutando che non vi possa essere alcuna interferenza con l'attivita', il proponente dovra' concordare con ARPA locale un piano di opportuno monitoraggio e di allarme in caso di contaminazioni accidentali

Ministero dell'Ambiente, sulle trivelle di Brescia.


Sogemont?

E chi e' costei?

Non lo sappiamo, ma sappiamo che avra' il diritto di trivellare in provincia di Brescia.

Anzi, su una sorgente sismogenetica, chiamata ITCS002 secondo quanto riporta l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia. Questa faglia puo generare terremoti di intensita' massima 6.1.

Per la precisione, questa Sogemont mettera' in produzione un pozzo di metano detto San Gervasio con la realizzazione di condotte per il trasporto del metano estratto.

Dai siti ministeriali viene fuori solo che questa Sogemont ha sede a Pisticci, Matera, e che almeno a quanto scritto in data odierna, 17 Agosto, il permesso San Gervasio e' dell'ENI al 100%.

Chissa' sara una spinoff dell'ENI?

Ad ogni modo, i comuni interessati sono Bassano Bresciano, Leno, San Gervasio Bresciano, Alfianello, Manerbio, Cigole, Pontevico, Milzano, Verolavecchia, Verolanuova, Pavone del Mella.

Notare bene che la zona e' gia' un concentrato di aree di stoccaggio metano, con gli impianti di stoccaggio di Bordolano e di Bagnolo Mella. Quindi San Gervasio sara' un altra fonte di perturbazione e di stress per i delicati equilibri sotterranei.

Ma che importa, alla fine non c'e' quasi niente che ferma i nostri eroi ministeriali.

E infatti, ormai questi decreti approvativi di Gianluca Galletti e di Dario Franceschini li conosciamo bene.

Finiscono quasi sempre nello stesso modo: non ci sono qui zone di pregio, fa tutto schifo, non "esiste alcuna possibilita' di interferenza diretta o indiretta tra le attivita' di realizzazione delle opere e delle attivita' di progetto e le aree di interesse ambientale o naturalistiche presenti".

E' come se l'Italia tutta fosse un deserto.

E quindi trivelliamo.

Anzi decretiamo la "compatibilita' ambientale" di un pozzo di petrolio alle porte di Brescia.

Come sempre, ci sono le prescrizioni: dovranno fare monitoraggio e studiare l'ambiente prima che si inizi a bucarlo. Sorgenti idriche, composizione chimica delle acque, e rumori dovranno essere identificati per capire come le trivelle li impatteranno.

Dovra' essere studiata la subsidenza del terreno, con rapporti biannuali.

Dovra' essere predisposta una rete antisismica che possa valutare terremoti di magnitudo 0.5 in su, e che possa identificare l'epicentro con una tolleranza di pochi centinaia di metri di errore. I dati dovranno essere trasmessi in tempo reale.

Dovranno essere usate le strade che causeranno minor danni alla viabilita' stradale, considerato che si tratta di mezzi pesanti.

Le luci dovranno essere posizionate in modo da non dare fastidio alla fauna, ma ai potranno superare i 70 decibel di rumore. Vuol dire che sara' fortissimo il rumore.

Infine, uno dei territori, il comune di Cigole, e' caratterizzato dalla presenza di reperti archeologici, e quindi ci vorra' la supervisione di un esperto della Sopraintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio.

Quindi tuttapposto?

Tuttapposto proprio niente, perche' tutte queste cose servono, a mio parere, solo per dare una parvenza di controllo e di normalita'.

In realta' nessuno sa cosa accadra' alle falde idriche, alla stabilita' del sottosuolo, all'aria che respiriamo con queste operazioni programmate e con il loro risvolti "accidentali".

E dopo che abbiamo misurato sismicita' e susbisdenza ed inquinamento dell'aria e dell'acqua, che facciamo? Come torniamo indietro?

E infatti queste cose i comuni interessati le hanno capite e hanno per la maggior parte detto NO.

Eccoli qui, tutti i comuni che hanno espresso contrarieta' o forti dubbi su questo progetto:

Comune di Alfianello (Brescia)
Comune di Pavone del Mella (Brescia)
Comune di Pontevico (Brescia)
Comune di Manerbio (Brescia)
Comune di Verolavecchia (Brescia)
Comune di Leno (Brescia)
Comune di San Gervasio Bresciano (Brescia)
Comune di Cigole (Brescia)

Ma come sempre, la Sogemont ha scritto altre paginette di "controdeduzioni" e tuttapposto. Anche queste le abbiamo viste piu volte: il trivellante propone, i cittadini dicono no, il trivellante fa finta di riaggiustare un po le cose e voila'.

Il permesso e' accordato.

Cioe' il trivellante, in questo caso la misteriosa e sconosciuta Sogemont (con sede a Matera!) ha la prima e l'ultima parola su un territorio di Brescia.

Non e' giusto, e non e' democratico questo.

Qualcuno mi deve spiegare qual'e' la logica che spinge un ministero, una nazione, a prendere le decisioni contro il parere dei comuni e dei cittadini interessati in favore di una micro ditta sconosciuta?

Non c'e' logica, e se c'e' e' una logica sporca, inquinata, ingiusta, disgustosa.

Perche' la Sogemont e' piu' importante dei cittadini del Bresciano? Che ne sanno questi qui di Matera delle peculiarita', delle ambizioni, dei desideri di chi vive a Brescia?

E perche' Galletti e Franceschini sono sordi alle richieste del territorio?

E cosi torniamo alla domanda iniziale: chi e' la Sogemont? Perche' vuole venire a mettere a soqquadro queste cittadine del Bresciano?

Dal loro sito emerge che sono "Sogemont Srl Rifiuti di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche"
cioe' altra monnezza!

Interessante che dal loro sito si descrivono come "Lorem Ispum" che e' quello che si mette nei siti precomprati per riempire spazio. Vuol dire che chiunque gli abbia messo su la pagina web non sapeva cio' che faceva!

E noi vogliamo dare a questi della Sogemont, con il loro Lorem Ipsum e con la loro esperienza nel recupero materiali elettronici, il nostro territorio allo scopo di trivelle?

Fuori da ogni logica, davvero.






























Sunday, May 7, 2017

Franceschini e Galletti approvano quattro nuovi pozzi e un impianto di stoccaggio selvaggio a Ripalta, Crema






Ripalta, le altre zone di stoccaggio e le faglie sismogenetiche

 Ripalta oggi

Impianto di stoccaggio a Bordolano, durante le prove.
Tutta salute.


Eccoci qui.

Il nostro governo a cui non importa niente di sole, vento, efficenza energetica continua a propinarci impianti fossili ogni giorno. Dalle trivelle in Molise, alle trivelle in Emilia Romagna, adesso allo stoccaggio-super in Lombardia da parte della Stogit.

Siamo a Ripalta, alle porte di Crema.

Esiste gia' qui un impianto di stoccaggio Stogit.

Metto gas ad alta pressione d'estate, lo stocco; e poi lo tiro fuori d'inverno quando serve.

Bene. Solo che adesso, siccome siamo sempre piu' greedy in questa nazione, cioe' non ci basta mai, dobbiamo aumentare la pressione di stoccaggio, bucare altri pozzi per metterci dentro piu gas, e costruire altri impianti.

Questa richiesta va avanti dal 2012, e adesso, il 7 Aprile 2017 arriva il si dello scellerato governo italiano.

Ad approvare il tutto sono sempre gli stessi, e cioe' i ministri Dario Franceschini e Gianluca Galletti, dei beni culturali e del turismo.

Evviva.

-----

L'Italia e' un paese fraglie, lo sappiamo tutti.

Il consumo di gas e' in continuo calo, per colpa della crisi, delle rinnovabili.

E' risaputo che questi impianti possono causare sismicita' indotta piu' o meno forte, e sportamenti del suolo.

Cui prodest aumentare il gas che possiamo stoccare sottoterra? Non c'e' un momento in cui dire basta? O dobbiamo sempre e comunque continuare a violentare madre natura, in questo caso schiacciando ancora piu' gas nella sua pancia?

Perche'? Perche' invece non tirare fuori un progetto di solarizzaione potente d'Italia? Le strade al sole? I tetti di tutti i capannoni al sole? L'efficenza energetica? I treni al sole?

Perche' vogliamo sempre essere gli ultimi e lasciare ai cittadini pericoli e danni?

Importa a qualcuno tutto questo?

 ----

Ma iniziamo dall'inizio.

Intanto qui a Ripalta si vuole aumentare la pressione di stoccaggio nei pozzi gia' esistenti. Cioe' se prima mettevamo 100, ora ne metteremo 110. Si perche' adesso la pressione massima consentita sara' 1.1 volte la pressione di fondo; cioe' quella considerata normale in questi pozzi.

E' semplicemente un modo per schiacciare un po piu di gas nello stesso pozzo. Uno deve gia' qui pensare che proprio buono questo non e', o che quantomeno e' rischioso. Aumento in modo non-naturale la pressione in un pozzo. Cosa succedera' al sottosuolo? Soprattutto, questi pozzi saranno poi svuotati e quindi ci saranno periodi di ultra-pompaggio e periodi di vuoto. Sappiamo veramente prevedere che non succedera' niente di grave, mai, a nessuno con tutti questi sbalzi di pressione sotterranea, nel corso di mesi, anni e decenni?

Chi ce lo assicura che e' tuttapposto?

E poi, siccome il greedy-ness non si ferma, dobbiamo pure costruire quattro nuovi pozzi con interventi strutturali fra di loro e collegarli con quello che gia' esiste. 

Dicono loro stessi, quelli del ministero, che tali impianti sono soggetti a pericoli di incidente rilevante e che per questo occorre una consultazione con il pubblico.

C'e' stata?

Chi ha spiegato -- ma per davvero, perche' la Stogit non conta, visto che e' di parte e nessuno sano di mente dovrebbe mai credere all'oste che spiega quant'e' buono il suo vino! -- alla gente le conseguenze e la necessita' di questo impianto?

Cosa ne guadagna la gente di Ripalta?

Chi lo sa.

Di certo la Stogit vuole stoccare piu' gas e quindi costruiranno i pozzi Ripalta 64 dir, 65 66 67 or
che sono dettate da "specifiche esigenze progettuali" e consentiranno una "migliore distribuzione areale dei volumi di gas in tutte le condizioni operative".

Si aumentara' la portata a 35 Standard Metri Cubi al giorno.

Cioe' si sistemano come meglio gli sta a loro. Mica sono fessi.

Nei dintorni, a 4,500 metri ci sono due siti di importanza comunitari, "La Zerbaglia" e "Garzaie del Parco Adda Sud" pero' si dice che e' tuttapposto, come sempre.

In questo caso "si puo' escludere con ragionevole certezza che sia interventi necessari per la realizzazione della nuova configurazione impiantistica, sia le attivita' conseguenti all'esercizio in sovrapressione delle infrastrutture della Concessione Ripalta Stoccaggio" comportino il verificarsi di incidenze significative sulle specie floro-faunistiche e sugli ecosistemi tutelati.

L'unica osservazione e' giunta dal comune di Ripalta Guerina.

Cosa dicevano?

Il sindaco di allora, Gian Pietro Denti diceva che il suo comune esprimeva scetticismo e preoccupazione verso questo progetto. Ma al governo non gliene importa niente.

E la regione Lombardia?

Furbi, loro.

Avevano sospeso ogni giudizio fino alla fine dei lavori della commissione Ichese, che in seguito ai terremoti dell'Emilia Romagna del 2012, doveva accertarne la natura specifica, e determinare se questi terremoti erano dovuti ad operazioni petrolifere e/o metanifere e/o di stoccaggio in zona.

Al 3 Febbraio  2017 *nessun riscontro e' pervenuto da parte della regione Lombardia*.

Cioe' la regione Lombardia dice che non ha niente da dire.

Si arrangi chi puo' a Ripalta.

Furbi, no? Prima si nascondono dietro il dover aspettare quello che decide Ichese e poi, passato sufficentemente tempo, si dimenticano.

E cosi, tutto approvato.

Come sempre arrivano le prescrizioni farsa, per cementificare il tuttapposto.

1. A Ripalta ci vorra' una rete di monitoraggio sismico e microsismico con sensibilita' di magnitudo 0.5, che dovra' coprire un raggio di 5km dai pozzi, che dovra' essere attivata un anno prima dei nuovi lavori. Tutti i risultati dovranno essere noti entro 72 ore dall'evento per poter individuare la sismicita' indotta.

72 ore sono 3 giorni.

2. In caso si arrivi a sismicita' di 2.2 il gestore (cioe' la Stogit) dovra' usare *tutti gli accorgimenti* necessari per riportare la sismicita' a valori inferiore a tale valore.

Come sempre, e che qui c'abbiamo il Mago Silvan?  Cosa esattamente si deve per fermare la sismicita' indotta? Uno puo' anche fermare lo stoccaggio e le operazioni di pompaggio e di immissione, ma alla fine, la natura va per conto suo, ed una volta che uno ha innescato un fenomeno come la sismicita' del sottosuolo, non e' che i dettami di Galletti e di Franceschini o le preghiere della Stogit, riportano le cose alla normalita'.

Il sottosuolo e la natura seguono le proprie leggi, e non gli ordini della Stogit o del Ministero.

Quindi cosa dovra' fare la Stogit, non e' chiaro. 

Ma continuiamo a leggere. Questo era per il caso di magnitudo 2.2.

Se invece si arriva a magnitudo 3, allora occorre che intervenga il ministro direttamente ad accertarsi che "venga effettuata l'acquisizione in continuo dei dati di pressione di testa e/o fondo pozzo in corrispondenza di uno o piu' pozzi significativi ai fini della valutazione del comportamento dei fluidi e degli eventuali spostamenti degli acquiferi di fondo"

Eehhh??? Cioe' mettono in considerazione la possibilita' che ci possano essere terremoto di magnitudo 3.0 e che si possano spostare gli acquiferi di fondo??

Sanno cosa fanno?

Non lo so.

3. Poi ancora, la Stogit dovra' monitorare le acque di falda, visto che si e' vicini all'alveo fluviale, specie con il pozzo Ripalta 10, perche' ci possono essere delle riasalite di gas.

Mmh. Il gas nell'acqua del fiume, e nelle falde idriche.

Il tutto dovra' essere concordato con la regione Lombardia,
La quale non si e' neppure scomodata di dare il suo parere, figuriamoci quanto gliene importi!

4. La Stogit dovra' anche costruire un pozzo apposta per il montoraggio, e dovra' presentare un modello matematico in cui si dovranno usare tutti i dati disponibili, e che dovra' essere usato per capire quali possano essere le vie di fuga del gas.

E' qui, perso nei meandri dei deliri del ministero che viene fuori qualcosa di interessante.
Si dice che le "perdite fisiologiche" (cioe' normali) possono essere dell'1 per 1000.

L'uno per mille. 

Pensiamoci un attimo. Secondo la Stampa, in Italia in estate stocchiamo circa 9 miliardi di metri cubi di gas, in inverno ne restano circa 4 miliardi. Facciamo che in media sono 5 in tutto l'anno.

Se *tutti i pozzi di stoccaggio* perdono l'uno per mille, questo vuol dire che in Italia perdiamo circa 5 milioni di metri cubi di gas l'anno, che finiscono in atmosfera!

Ai miei occhi queste cose sono scandalose, ma non ne parla nessuno.

La regione Lombardia non ha avuto niente da dire, e poi vanno in tilt per lo smog di Milano.

I residenti hanno avuto poco da dire, ma queste sono cifre assolutamente spaventose per quel che mi riguarda.

Ma a quanto pare, a nessuno si alzano i capelli dall'orrore, per cui questi qui vanno avanti indisturbati. 

5. La Stogit dovra' piantare alberi. Preferiblmente autoctoni per il "mascheramento dell'area centrale". Si dovra' monitorare per la presenza di nitrati e di composti organici volatili nell'aria.
Si dovra' controllare il rumore, con magari eventi di mitigazione, ci dovranno essere coordinamenti con la sovraintendenza archeologica, e tutto dovra' essere adeguatamente condiviso con la popolazione.

Tuttapposto.

Un altra area di Italia regalata ai petrolieri.

 ------


Qui la situazione stoccaggio in Lombardia:


Bordolano (Stogit) 


Sorgente sismogenica ITCS002; Eruzione con incendio del pozzo n. 2 da marzo ad aprile 1952; 
Terremoto di Soncino del 12 maggio 1802. Si sono qui sentite distintamente le scosse del 20 maggio 2013, del 29 maggio 2013 e del 3 giugno 2013 in Emilia Romagna. La societa' Schlumberger e la Halliburton hanno perforato qui quattro pozzi al "Cluster B" e tre pozzi al "Cluster A". Si prevede di stoccare 1.2 miliardi di metri cubi di metano. Lo stocccaggio e' collegato con metanodotto da Poggio Renatico a Cremona-Bordolano-Sergnano.


Romanengo (Enel Stoccaggio)

Sorgente sismogenica ITCS002; Stoccaggio di metano per circa 800 milioni di metri cubi nella zona
dell'epicentro del terremto del 12 maggio 1802, noto come "terremoto di Soncino" per le
distruzioni che ha provocato.  Soncino, e' una splendida cittadina ricca di importanti monumenti artistici di grande valore storico e architettonico (compreso un magnifico Castello Sforzesco, il santuario della Madonna delle Grazie, l'unica torre ettagonale d'Europa). Lo stoccaggio di Romanengo comprende anche il Comune di Offanengo.

 Sergnano (Stogit)

Sorgente sismogenica ITCS002; per la prima volta il Ministero dell'Ambiente emette un decreto (il 532 del 15 ottobre 2012) con il quale  si ammette che lo stoccaggio puo' causare scosse di magnitudo 3.0. In questo caso fu approvata una sovrapressione del 105% con un 5% in piu' per includere altri
3-400 milioni di metricubi di metano sottoterra. Oltre al comune di Sergnano e' qui incluso il territorio di Offanengo che fa gia' parte di Romanengo stoccaggio. Ci sono qui gia' circa 2.5 miliardi di metri cubi di metano. 


Bagnolo Mella (Edison e Gaz de France Suez/A2a)

Sorgente sismogenica ITCS002 e del Monte Netto, il progetto stoccaggio del 2011 era di 800 milioni di metri cubi poi aumentato a 1.5 miliardi. Il  sindaco di Bagnolo Mella nel 2013 diede parere favorevole allo stoccaggio. L'impianto e' collegato al metanodotto Tarvisio-Zimella-Sergnano-Cervignano d'Adda. A soli 10 km dalla centrale di stoccaggio di Capriano del Colle c'e' la citta' di Brescia.


Cornegliano Laudense (Ital Gas Storage)

A 5 km da Lodi, impianto di stoccaggio di 2.5 miliardi di metri cubi. Nel 1951 ci furono qui terremoti a causa dell'attivita' metanifera.




Tuesday, December 16, 2014

Ravenna, Cremona e la lezione di Foggia




Ravenna, centrali gas vicino alle case

 

Cremona, pozzi a 40 metri da faglie sismogenetiche!


Cinisello Balsamo, la centrale di stoccaggio attraversata dalla tangenziale

Qui la panoramica con tutto l'abitato a due passi


Stoccaggi e pozzi sulle faglie sismogenetiche.
Solo in Italia.



Foggia, il pozzo Masseria Sipari 1dir bocciato


Il giorno 10 Dicembre 2014 c'e' stata una esplosione a Ravenna, non lontano dal centro cittadino, con scoppi, botti, evacuazione e fiamme di varie decine di metri nei pressi nella centrale di smistamento del gas della SNAM. Per fortuna nessuno si e' fatto male. A me sono arrivate varie segnalazioni: 

".. è stato davvero impressionante. Abito a qualche chilometro dal posto dov'è successo e i vetri vibravano talmente forte che sembrava un vento tremendo. Ho aperto le finestre e vento non ce n'era, c'era solo un rumore stranissimo tipo quello che di sprigiona dai cannelli del gas degli operai che saldano le guaine catramate nei tetti."

"e' stato pauroso, vedevo le fiamme da casa mia, i vetri vibravano fortissimo, sembrava che ci fosse un gran vento e invece erano le fiamme" 

E non era neanche la prima volta che succede: a Settembre 2014 c'e' stata una esplosione simile non molto distante da questo scoppio, con simili fiammate, evacuazioni e paura.

E' normale tutto questo?  Io credo di no, e credo che pensi allo stesso modo qualcunque persona di buon senso. Si obiettera' che queste sono cose costruite tanti anni fa, e che il gas ci serve, e varie altre giustificazioni. Ma dalle lezioni del passato occorre pure imparare qualcosa, e la domanda e': vogliamo continuare cosi? A riempire i centri cittadini d'Italia di pozzi e di centrali e di oleodotti e di raffinierie?

E non ci sono solo centrali di smistamento in centri cittadini, ma anche pozzi di gas trivellati vicino a centri residenziale e peggio ancora, faglie sismogenetiche. A Bordolano, per esempio, in provincia di Cremona, sono stati costruiti sette nuovi pozzi di stoccaggio di gas pericolosamente vicini ad una faglia attiva. Si tratta della ITCS002, che scorre a soli duecento metri di profondita' maggiore rispetto al piu' profondo dei sette pozzi.  Secondo l'Istituto Nazionale di Vulcanologia, Sismologia e Tettonofisica, la faglia ITCS002  e' capace di generare terremoti di magnitudo massima 6.1.

O vogliamo parlare dello stoccaggio di Brugherio a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano che e' invece attraversato a meta' dalla tangenziale Nord di Milano?

Tuttapposto.

Ma alla fine, la saggezza sta nelle parole semplici e chiare del TAR della Puglia. Qui la filiale italana della Medoilgas, ditta inglese ora passata alla Rockhopper delle isole Falkland e proponente, fra l'altro di Ombrina Mare, aveva proposto di trivellare un pozzo esplorativo di gas a pochi chilometri dal centro di Foggia, come parte della concessione Torrente Celone. Chicco Testa, il noto opionista che non perde l'occasione di difendere le trivelle, e' stato nominato "non executive director" della Medoilgas nel 2012.

Siamo a circa cinque chilometri e mezzo dal centro di Foggia e il Comitato VIA espresse parere negativo, gia' il giorno 19 Giugno 2012, per la vicinanza al centro pugliese. La Medoilgas ha fatto ricorso al TAR il quale ha confermato la bocciatura di Masseria Sipari 1 dir il giorno 3 Dicembre 2014, con queste semplici parole: “il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

Chiaro e semplice.  Non e' tuttapposto - proprio per niente.

Ecco, spero che ci siano altri tribunali, ed altri funzionari che sappiano usare questa sentenza pugliese e vietare qualsiasi nuova opera petrolifera a cinque chilometri dai centri abitati, grandi o piccoli che siano. Quello che e' pericoloso per Foggia, lo e' anche per Cremona, Ravenna, Ortona, Ragusa e Rossano Calabro.  Nessuno deve vivere con l'angoscia che la centrale o il pozzo sotto casa possano scoppiare da un momento all'altro.

Le foto dei due scoppi di Ravenna - Settembre e Dicembre 2014 - sono qui.

La sentenza di Foggia completa e' qui.


 


Monday, November 17, 2014

Lo scoppio di Bordolano dell'Istituto Luce, 1952





A me piace molto la storia recente e  vedere e sentire il "come eravamo". Ecco allora un filmato-reperto storico del 23 Aprile 1952 che mi manda Ezio Corradi dalla Lombardia con lo scoppio del pozzo AGIP n. 2 di Bordolano - la "notte infernale" della pianura padana. Il video e' tratto dagli archivi dell'istituto Luce della "Settimana INCOM".

Ce ne sono altri, con il tono rassicurante e spettacolare dell'istituto Luce. Come dire, c'e' un incendio che dura per tre settimane, non si sa come andra' a finire, ma noi siamo sempre qui trionfali. Era un altro tempo - e la speranza pervadeva tutto, anche questi video.

La cosa triste e che e' qui, oggi, la Stogit ha costruito impianti di stoccaggio del gas.

Come si puo' sentire nei video dell'Istituto Luce si parla di

"Peggio che un vulcano in eruzione" - "l'inferno dura da tre settimane" - "250 chilogrammi di tritolo per cercare di spegnerlo" - "uomini in corazze di amianto" - "fuoco anche dai condotti laterali scavati per l'esistinzione" - "degna di stare al confronto con le piu' potenti esplosioni del mondo!"

Qui ancora: 

"Fiamme di 80 metri" - "rossore per un raggio di 40 chilometri" - "piu grande pozzo metanifero d'Europa" - "2000 metri di profondita'" -  "200 atmosfere" - "soffocare l'eruzione con masse di fango" - "immenso il danno" - "materiale fuso e semifuso" -  "carro armato con catene ad arpioni" -  "per parecchi mesi  qui intorno restera' il deserto" - "esalazioni"

E ancora:

"Una lingua di fuoco", "curiosi ed impauriti gli abitanti" - "invano tentativi di imbrigliare il fuoco"
- "stato di allarme continua da giorni e notti" -  "illumanete da una grande vampa" -  "l'infuocato abbraccio fra le viscere della terra e il cielo".

Chi l'ha spento? Il solito domatore di fuochi Myron Kinley che aveva spento anche l'incendio di Ragusa, nello stesso periodo. Lo chiamavano "gamba de legn"

Qui l'articolo di Cremona Oggi che racconta la storia di piu di 60 anni fa.

Friday, June 21, 2013

Bordolano - le fiamme dello stoccaggio




Il tuttapposto della Stogit: non si ravvisa quindi
alcuna situazione di emergenza.
E' tutto normale.

Notare che la Stogit notifica i Vigili del Fuoco di Quinzano D'Oglio
ma ... a Quinzano D'Oglio i vigili del fuoco non ci sono:
sono andati via verso la fine degli anni sessanta!!

Aspettiamo Godot!




5 Novembre 2014:

Sette nuovi pozzi perforati da Halliburton e Schlumberger sono
vicini o sopra faglie sismogenetiche con previsione di pressione di 240 bar. Resistera' a queste pressioni di immissione ogni sei
mesi per venti anni, il tappo "franco" di 44 m?


---------------------

Il fuoco ritorna protagonista a Bordolano dopo l'incendio a seguito della eruzione di un pozzo nel lontano marzo-aprile 1952.

Dal 27 maggio scorso un semplice fax di Stogit al Comune di Bordolano avvisa che "al Cluster B ubicato nel Comune di Bordolano, dal 29 maggio al 7 giugno 2013 si svolgeranno attività tali da comportare l'accensione di una fiaccola per la combustione controllata di gas metano proveniente dagli impianti.

Tale attività viene svolta dai nostri tecnici in totale sicurezza nell'arco delle 24 ore, e non si ravvisa quindi alcuna situazione di emergenza."

Nessun riferimento al Piano di Emergenza Esterna che manca dal 2010 da quando è entrato in funzione il "Cluster B", una delle strutture con il "Cluster A" e la "centrale di stoccaggio da 52MW" che fanno parte del "Progetto centrale e stoccaggio" per immettere nel sottosuolo, nei vecchi pozzi depleti, 1.200milioni di metri cubi di metano a ciclo, alternando ogni sei mesi cicli di immissione e di estrazione: nessuno sà dire con quali effetti per il sottosuolo che si estende anche su una sorgente sismogenica composita attiva, la ITCS 002, secondo i dati dell'INGV, nonostante la zona sia stata coinvolta nel terremto di Soncino-Romanengo del 12 maggio 1802.

Bordolano, un Comune in provincia di Cremona, nel Parco Oglio Nord è coinvolto con altri 15 Comuni, cinque dei quali in provincia di Brescia, nel "Progetto centrale e stoccaggio di metano-Stogti di Bordolano".

Il territorio coinvolto è di 135 kmq con 55.000 abitanti, per la gran parte del tutto disinformati: da queste parti la Convenzione di Aarhus che prevede informazione, partecipazione e consultazione dei cittadini sui progetti energetici che toccano i loro territori, è del tutto ignorata.

E, dopo l'avviso via fax di Stogit, il Sindaco di Bordolano ha risolto la "questione informazione" ai cittadini affliggendo un solo volantino alla bacheca del Comune: risultato?

Cittadini spaventati dal potente sibilo emerso dalle profondità del sottosuolo e dalla colonna di fiamme alte non meno di 20 metri sprigionatesi "dalla fiaccola per la combustione controllata di gas metano". Tutto sotto controllo?

Ma c'è davvero bisogno di importare ancora così tanto gas metano in Italia quando i consumi energetici e del metano stanno diminuendo dagli 85 miliardi di m3 di qualche anno fa ai 75-73 miliardi di m3 di oggi? Addirittura ci sono progetti per lo stoccaggio in sovrapressione a Sergnano (105%) a Ripalta Cremasca (110%), a Settala, di stoccaggi a Romanengo-ITIS 104 (vicina a Soncino-terremto 1802), a Capriano del Colle (sisma 1111 e 1222)-Bagnolo Mella a 30 km da Salò (ITIS 069, sisma 1901 e 2004), a Cornegliano Laudense dove nel 1951 si verificò un terremto a causa della eruzione di un pozzo: per la gran parte si tratta di stoccaggi situati sulle sorgenti sismogeniche attive ITCS 002, ITCS 072 e ITCS 010, capaci di sismi fra Magnitudo 5.5 e magnitudo 6.1 in ogni punto della loro estensione.

La Lombardia quarta regione europea per PIL, ha bisogno di vedere a rischio il proprio territorio senza un piano generale sugli stoccaggi, senza un piano ed un programma energetico.

I Comuni coinvolti in Lombardi adai progetti degli stoccaggi sono 116 con circa unmilione (1 milione!!!) di ignari cittadini che non conoscono cosa si nasconde sotto i loro piedi. Le principali città coinvolte? Brescia, Sesto San Giovanni, Monza, Cinisello Balzamo, Crema, Lodi... L'attività di stoccagio è considerata a rischio di incidente rilevante, soggetta alla "Direttiva Seveso"-D.lgs 334/1999: in nessun impianto oggi in funzione (Brugherio, Settala, sergnano, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Bordolano-Cluster B) è presente il Piano di Emergenza Esterna: nè i cittadini, nè i soccorritori sanno cosa fare in caso di incidente rilevante.

Non male, nella Lombardia del 2013! Quale futuro li aspetta?

Qui altre notizie piu' dettagliate