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Wednesday, February 27, 2019

Gli Australiani della Po Valley: abbiamo ottenuto autorizzazioni per trivellare in Emilia Romagna



15 Gennaio 2019

I petrolieri annunciano di avere avuto approvazioni 
per nuove trivelle vicino a Bologna. 











Last month, the Italian Government granted the Selva field a preliminary award for the Production Concession and Selva remains on course to begin first production in 2020.

Po Valley
Scritto il giorno 8 Febbraio 2019

Cioe' hanno ricevuto permessi preliminari a Gennaio 2019


The preliminary award of the Selva production 
licence is a key and major regulatory milestone 
in advancing our Selva project towards production. 

Selva will be generating significant cash flow for Po Valley

CEO Michael Masterman
Po Valley


Ora non e' che uno vuole infierire sul M5S o sulle loro promesse che continuano a sciogliersi sotto il sole di primavera.

Ma sono varie settimane che cerco di capire cosa succede alla concessione Podere Gallina, e al campo minerario Selva Mazzeni, in Emilia Romagna, di proprieta' della Po Valley d'Australia.

Ne avevo scritto subito dopo l'insediamento del Ministro Sergio Costa: gli Australiani avevano fatto domanda di trivelle nel Giugno 2018.  Il post e' qui. 

Ho seguito un po la vicenda nel corso dei mesi, ma nonostante mi ci sia davvero impegnata, dai siti ministeriali M5S/Lega e' impossibile capire qualsiasi cosa, perche' le pagine interattive, con la storia delle concessioni, i loro iter, e le mappe sono scomparse.

E sono scomparse da mesi.

Fosse stato il PD avremmo tutti gridato alla censura!

Cosi tutto quello che posso fare e' di leggere i comunicati agli investitori fatti ormai piu' di un mese fa dalla Po Valley Energy d'Australia e che sono alquanto inquietanti.  Si, la Po Valley, quelli che dicevano, per bocca del loro rappresentante Pierluigi Vecchia, che volevano trivellare in Emilia Romagna per motivi affettivi!

Adesso tutto questo affetto viene riversato sulla concessione Podere Gallina e sul campo Selva Malvezzi non lontano da Bologna. Il giorno 15 Gennaio 2019 quelli della Po Valley dicono di avere ricevuto una prima autorizzazione a trivellare il loro primo pozzo produttivo.

Ehhh??

Ma come... non avevamo una moratoria?

Chi ha firmato questa autorizzazione? 

Non aveva detto il Ministro Costa che non avebbe firmato trivella alcuna?
Lo sa il Ministro Costa che questa Po Valley ha avuto questa non meglio precisata autorizzazione?

Perche' nessuno ne ha parlato?

Perche' l'ho dovuto scovare io dall'altro lato del pianeta?

Come detto, dai siti ministeriali non si capisce niente perche' non c'e' niente, e io non so se siano stati censurati, oscurati, o nascosti.

Ma la stampa internazionale non offre nascondigli ed e' chiara. Il governo ha approvato. 

E si, gli ho pure scritto a quelli del ministero ma danno risposte che non sono risposte, ma del tipo: occorre aspettare. Ma aspettare cosa? E quanti mesi? E perche' non potevano tenere su le pagine vecchie che era l'unica cosa buona che funzionava sotto Galletti e Franceschini? 

Come detto, in mancanza di altre informazioni, ci atteniamo a quelle dei petrolieri.

Selva e' per il 63% della Po Valley,  il restante 20% e' della United Oil and Gas britannica e per il 17% della Prospex Oil and Gas, britannica anche lei.

La Po Valley dice che ha sottomesso i documenti al governo italiano a meta' anno 2018 (sotto il governo Lega/M5S? non e chiaro) e che dopo questa prima approvazione del Gennaio 2019 (da chi? per cosa?) le approvazioni finali arriveranno all'inizio del 2020.

Si aspettano di completare pozzo ed oleodotto entro la fine del 2020. Il CEO Micheal Masterman dice che l'approvazione di Gennaio 2019 e' una "pietra miliare" nell'avanzamento del loro progetto trivellante.

Ma cosa vogliono fare qui? Prima ispezioni sismiche in 3D, poi trivellare alla ricerca di gas.  La stima e' di circa 330 milioni di metri cubi in giacimento e ci si aspetta di estrarre 150 mila metri cubi al giorno. E siccome Selva e' vicino all'altro campo petrolifero Podere Maiar gia' trivellato nel 2017 e pure questo dentro la concessione Podere Gallina l'idea ulteriore e' di costruire un impianto per il trattamento di gas a Podere Maiar e una connessione sotterranea di un chilometro per collegare i pozzi delle due concessioni alla rete nazionale.

E non finisce qua. Dicono che si vogliono allargare con altre ispezioni sismiche perche' pensano che ci siano altri idrocarburi a Selva Est, Fondo Perino, Selva Sud,  Riccardina, Cembalina tutti dentro o vicino a Podere Gallina. Cosi, visto che ci siamo.. facciamo ispezioni sismiche dove capita capita.

Gia' prevedono che da Selva Est a 7 km da Selva Mazzeni ci sara' circa 1 miliardo di metri cubi di gas.

La concessione Podere Gallina  si estende per 330 kmq. 

Perche' fanno questo? Che domande. Ecco qui la voce della verita':


e cioe' si aspettano un "flusso significativo di denaro" da Selva e dall'Italia specie perche' in Italia i prezzi del gas, secondo loro, sono cresciuti del 50% nel 2018. 

... E come potevamo non sospettarlo, e' sempre il vile denaro!

Gli affari sono particolarmente appetibili perche' l'Italia continua ad importare il 90% del suo gas e ovviamente questi furbacchioni della Po Valley invece di dire spingiamo di piu' con le rinnovabili ci tirano ancora la panzana che dobbiamo continuare a trivellare, trivellare, trivellare per arrivare al "gas di transizione" verso l'energia pulita.

Ma quanto dura questa transizione? Ma non lo sanno questi che nel resto del pianeta in molte parti si parla e si programma per il 100% rinnovabili? Che il gas-transizione era solo una maschera per continuare con gli idrocarburi, in un modo o nell'altro?

Ma che gli importa. Andiamo avanti con i buchi, come i tossici.

La Po Valley ha rilevato diverse vecchie concessioni nel Nord Italia, quasi tutte un tempo dell'ENI e dicono che questo e' il sesto successo che ottengono, nel riportare in vita campi gia' dati per esausti.
Per esempio, Selva e' stata operata dall'ENI per 35 anni, e da qui sono stati gia' estratti circa 2 miliardi di metri cubi di gas da 15 pozzi. 

Nell'area ci sono 5000 pozzi, fra attivi e dismessi.

Sergio Costa, lei ha qualcosa da dire?

Perche' le pagine ministeriali sono scomparse?

Perche' non ci e' dato vedere cosa e' stato firmato e da chi? 

Perche' lei non ha mai sentito il bisogno di parlare alla gente di questa concessione che va in giro da giugno 2018 e di cui io stessa ho scritto otto mesi fa?

Chi lo dira' alla gente di Bologna?

Cosa puo' spiegarci lei?

Le sembra normale che debba essere un volontario dall'altro lato del pianeta a suonare l'allarme, o a seguire le vicende a mo' di giornalista investigativo per amor di patria?

E no, guardi, l'ignoranza, cioe' dire "non lo sapevo", non e' giustificabile. Se lo so io cittadino normale, lo *deve* sapere lei, ministro dell'ambiente.
 
E' bello e facile fare i proclami, ma poi occorre mantenere le promesse, spiegare alla gente e soprattutto non censurare le pagine dei siti ministeriali.  A tuttora, e ho letto tutti i comunicati possibili delle ditte in questione, non e' ancora chiaro chi ha firmato questa autorizzazione e perche'.

Potrei sbagliarmi ma il fatto resta che i siti MISE non contengono piu' informazione alcuna e che uno non sa dove deve andare a leggere - trasparenza zero.

Spero di sentire da lei e dai nostri politici che ne sara' di Podere Gallina e dei nuovi bucatori australiani.

PS: Anche le pagine del Ministero dell'Ambiente sono state oscurate. Ecco qui cosa compare
















Thursday, August 9, 2018

Geologi e petrolieri del Surrey, UK: non trivellate, ci sono i terremoti!







Siamo in Surrey, contea nel Regno Unito.

Della sismicita' indotta abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Ma questa e' una delle prime volte che sento che un gruppo di geologi "ufficiali" chiede al governo di passare una moratoria nel Surrey contro le trivelle a causa dei terremoti che le trivelle esistenti hanno gia' causato in Surrey.

Fra loro... un petroliere!

Ce li vediamo, che dire, quelli dell'INGV a dire che non si deve trivellare in Basilicata?

Oppure i petrol-geologi della Aleanna, o Pierluigi Vecchia a dire di non bucare in Emilia Romagna?

Io non ce li vedo!

Qui in Surrey si parla di uno sciame sismico che molti temono sia collegato alle operazioni petrolifere in zona. E' importante notare che non si tratta di fracking, quanto di operazioni petrolifere "tradizionali".

Come quelle che si fanno anche in Italia.

Ci sono stati qui nel Surrey 12 terremoti di magnitudo 3.0 nel corso di quattro mesi di trivelle. Qualcosa di mai visto almeno in 50 anni.

Gli epicentri dei terremoti distano poco da siti esplorativi di petrolio e di gas. I residenti di Newdigate, Dorking, Horley e Charlwood paragonano i tremori a delle esplosioni.
 
E cosi, quattro geologi hanno iniziato una campagna di attivismo. Dicono che potrebbe esserci una faglia sismica non precedentemente identificata quando alle compagnie petrolifere e' stato dato il permesso di bucare.

E cosi i quattro geologi scrivono una lettera a  The Times che dice che

“L'inaspettato arrivo dei terremoti, come registrato dal British Geological Survey di dal 1 Aprile ad oggi richiede una spiegazione e ci porta ad essere preoccupati per la sicurezza.  Ci sono qui due siti estrattivi: Horse Hill and Brockham. Non e' possibile eliminare un legame fra i terremoti e alcuno dei due siti ed e' necessaria una completa evaluazione del rischio pubblico."

I geologi sono particolarmente preoccupati del rischio di un pozzo che possa perdere materiale chimico o idrocarburi in caso di un terremoto, perche' potrebbero esserci contaminazioni del sottosuolo.

Chiedono al segretario dell'energia del Regno Unito, Greg Clark di vietare le trivelle, i test petroliferi, la reiniezione di materiale speso per dare tempo agli esperti di capire cosa stia succedendo.

Fra i firmataria addirittura Richard Selley, un petrol-geologo che e' in favore del fracking!

Nel Regno Unito gia' nel 2011 fu approvata una moratoria dopo che le trivelle della ditta Cuadrilla portarono a sismicita' indotta nei pressi della cittadina di Blackpool. Ma nel Surrey non si fa fracking, solo trivelle "normali".

La ditta britannica  UK Oil and Gas, che gestisce il sito Horse Hill dice che le loro attivita' sono limitate. Dal canto suo Paul Vonk, direttore della Angus Energy, che invece gestisce il vicino sito Brockham dice che da un punto fi vista scientifico e anche fisico e' "impossiible" che le lotro trivelle abbiano causato sismi.

Insomma, non e' colpa di nessuno!

Intanto il British Geological Survey ha installato monitor per determinare l'origine precisa dei terremoti; ma nel fratttempo residenti e i quattro geologi dicono che occorre fermare tutto, almeno per il momento.

Intanto che appuriamo cosa ci portano le trivelle, possiamo stare certi che dal sole, come sempre, zero terremoti. 




Sunday, May 13, 2018

Oklahoma al fracking: dal 2010 ad oggi 2,724 terremoti di magnitudo superiore a tre. Uno al giorno.





I numeri sono semplici quanto chiari.

Oklahoma, fino al 2009: uno o due terremoti l’anno di intensita’ superiore alla magnitudo 3.0

Oklahoma, dal 2010 ad oggi: 2,724 terremoti in totale, circa uno al giorno, di intensita’ superiore alla magnitudo 3.0.

Per il 2018 siamo a quota 62.

L’anno record e’ stato il 2015, con la bellezza di 903 terremoti di intensita’ superiore a 3.0, cioe’ piu’ di due al giorno!

Perche’?

Ognuno puo’ invocare la divinita’ che meglio gradisce, ma l’evidenza punta in una sola direzione: trivelle, trivelle, e trivelle ancora. Da gas, da petrolio, da reiniezione.

E questo lo dice Jeremy Boak, il capo del Geological Survey dell’Oklahoma, una sorta di ente geologico statale. La maggior parte dei terremoti, nello specific sono dovuti alla iniezione di materiale di scarto sottoterra, altri, inferiori in numero, attribuibili direttamente al fracking, durante il quale le operazioni di immissione di fluidi di perforazione ad alta pressione porta a dissesti e squilibri che poi scatenano sismi.

Le cose a dire il vero sono un po migliorate dal 2015, perche’ in quell’anno gli enti predisposti hanno deciso di limitare i volumi ammessi di reiniezione sotterranea di scarti da petrolio. Pero' anche se in misura minore continuano a iniettare. E quindi, anche se in misura minore rispetto al 2015, i terremoti ci sono ancora. Appunto 62 dal primo dell'anno.

Sono per lo piu' "episodici" nel senso che si concentrano in determinate zone e in particolari periodi, come degli sciami sismici.

Il principale terremoto mai registrato qui e' stato nel Settembre del 2016, con magnitudo 5.8 nella citta' di Pawnee, un anno dopo le nuove regole del 2015.

I terremoti dovuti direttamente al fracking sono concentrati nelle zone cosiddette del South Central Oklahoma Oil Province nel centro-sud dello stato e nel Sooner Trend Anadarko Canadian and Kingfisher (STACK) play, nel centro dello stato.

In tutto il resto dello stato invece i terremoti sono dovuti alla reinizeione.

La roccia sotterranea dell'Oklahoma si chiama Arbuckle ed e' qui dove viene reniettata, ad alta pressione, la monnezza petrolifera. Sotto l'Arbuckle siede roccia non sedimentaria, principalmente granite dove invece stanno le faglie sismiche.

Ed e' qui il problema.

Se i petrolieri lo sapessero o no, la monnezza liquida inettata nello strato superiore, riesce ad infiltrarsi in quella inferiore, nella roccia non sedimentaria, attraversata da faglie sismiche. Questi fluidi scombussano le pressioni sotterranee e i loro equilibri e portano all'aumento dello scivolamento delle faglie l'una sull'altra, e a instabilita'.

Ovviamente tutto questo non succede dall'oggi al domani, ma ci sono sempre dei periodi di intervallo fra la reiniezione e il sisma -- sei mesi? un anno? di piu'? -- proprio per tutti i complicati processi geologici che devono accadere in mezzo. A volte non succede niente, nel senso che il sottosuolo trova un altro equilibrio senza generare scosse forte, ma non e' sempre cosi'.

Il risultato?

Appunto quel numero: 2,724 terremoti dal 2010 ad oggi.

Fra il 2004 e 2008 i volumi di monnezza sono raddoppiati.

Ovviamente non e' facile fare previsioni, perche' tante sono le variabili: la profondita' del pozzo, la durata delle attivita', l'orientazione delle faglie, la permeabilita' della roccia, i precisi dettagli del sottosuolo, l'idrodinamica dei fluidi e la loro composizione. Per esempio non si sa se i terremoti attuali siano figlie delle attivita' pre-2015 o se siano dovute alle trivelle attuali.

Di certo e' che piu' inietti piu' aumenti il rischio.

Intanto i petrolieri si sono fatti furbi, e iniziano a trivellare i loro pozzi di reiniezione ... lontani dall'Arbuckle.

Mica fessi.



Friday, April 27, 2018

Corea del Sud: terremoto di magnitudo 5.5 da fracking per geotermia













“It would be a very a remarkable coincidence 
if this earthquake were to be unrelated 
to the activity at the site, 
given that it occurred so close to it. 
My own personal view is that it is highly likely there is a connection.”

Robert Westaway, Glasgow University



E' successo il 15 Novembre 2017, presso la citta' di Pohang, in Corea del Sud.

Un terremoto di magnitudo 5.5 ha sconvolto la zona, non abituata a tremori simili. E infatti non c'erano tracce di scosse cosi' forti in questo angolo di Corea fino ad allora.

Sono rimasti feriti in 82, e decine e decine di edifici sono stati danneggiati.
E' stato il secondo terremoto piu' forte della storia della Corea. 

E adesso un articolo su Science, appena pubblicato, dove viene avanzata la possibilita' che questa scossa sia dovuta alle trivelle. Per la precisione al fracking, cioe' all'iniezione ad alta pressione di liquidi e composti chimici per "fratturare idricamente" la roccia, spaccarla, e far uscire gas o altre sostanze dalle piccole cavita' di roccie porose chiame scisti.

Solo che in questo caso non si voleva raccogliere gas metano e nemmeno petrolio da queste cavita' ma fluidi e vapori utili per creare energia geotermica.

In quetso caso, sono state iniettate sottoterra migliaia e migliaia di liquidi per fare fratturazione idraulica, a circa 4 chilometri sotto la crosta terrestre. Il fracking e' sato effettuato fra gli inizi del 2016 e il Settembre 2017, un anno e mezzo circa.

Pohang non e' lontata dai siti trivellanti.

Vivono qui 500mila persone.

Dopo due mesi, voila', il terremoto e lungo il corso di due settimane, altre 46 scosse di assestamento. Tutti i terremoti sono avvenuti a meno di due chilometri dal sito del fracking. Tutte le scosse avevano epicentro alla stessa profondita' delle iniezioni per il fracking.

Le correlazioni spazio-temporali sono veramente troppo apparenti da poter essere ignorate.

E poi ci sono immagini da satellite che confermano che il terremoto principale, quello di magnitudo 5.5, ha sollevato la terra di circa 5 centimetri. La zona prima delle scosse del 2017 non era considerata sismica.

Oltre all'articolo menzionato in alto, ce ne sono altri, di altri gruppi, che arrivano alla stessa conclusione: c'e' stata la mano dell'uomo nello stimolare questo terremoto, il secondo piu' forte della storia recente della Corea. 

Le inieizioni di materiale trivellante da fracking causa trivelle per due motivi: uno perche' vengono lubrificate le faglie naturali, favorendo i movimenti sotterranei, e due perche' si possono creare squilibri in zone di equilibrio precario, favorendo movimenti in una direzione o in un altra.

Ma come si fa a decidere se un terremoto e' "naturale" o "indotto"?   Gia' nel 1993 due sismologi americani, i padri della sismcita' indotta, Scott Davis and Cliff Frohlich pubblicano un elenco di sei criteri base. Fra questi, il fatto che, ovviamente, terremoti e siti disturbati dall'uomo siano vicini nello spazio e nel tempo.

Nel caso di di Pohang pero' mancano un criterio: ci sono due mesi fra la fine delle trivelle e l'inizio delle scosse. Secondo gli autori questo e' probabilmente causa di alcune reazioni chimiche stimolate dal fracking che hanno fatto dissolvere la roccia sottostante, rompendo gli equilibri esistenti, e portando a movimenti forti. Le reazioni chimiche non sono state immediate, ma c'e' voluto del tempo, portando a questi ritardi nelle scosse.

Un altro aspetto inquietante dei terremoti di Pohang e' che siccome la stimolazione iniziale non era sufficente, hanno pompato sempre di piu' le pressioni dei fluidi da fracking, e alla fine, aumenta aumenta, non solo e' stato generato fluido geotermico, ma pure i terremoti. In una citta' di 500mila persone!

Che fare?

Certo la prima cosa e' non trivellare, per fluidi geotermici, per petrolio, per gas, per qualsiasi cosa vicino a centri abitati.  E questo specie perche' non e' ben chiaro quale sia la relazione fra fluidi  da fracking pompati sotto terra e l'energia rilasciata. E poi, il buon senso ci obbliga sempre a pensare di trovare energia piu' sana, che non abbisogni di fare buchi in profondita' e che sia associata a tutti questi rischi.

Perche' racconto questa storia? Perche' ci insegna tante cose.

Perche' anche se e quando crediamo di conoscere e di poter prevedere la natura, lei ci mostra che non e' cosi, e siamo dei presuntuosi a pensare di poter sempre vincere noi. La natura segue le sue leggi e i suoi criteri, e se stuzzicata, risponde. Alla fine a pagare il prezzo non sono stati gli ingegneri o chi trivellava, quanto quelle 82 persone rimaste ferite, e tutto il paese di Pohang preso dalla paura e con gli edifici inagibili.

Perche' e' stata qui l'ingordigia di chi trivellava che ha aumentato le pressioni dei fluidi da fracking finche' non sono riusciti ad arrivare all'obiettivo, senza chiedersi se potevano esserci conseguenze, se era il caso di fermarsi, se davvero questo fluidi geotermico gli serviva cosi tanto da mettere a rischio una intera citta'. 

Perche' l'area era non sismica e l'azione dell'uomo ha portato ad un terremoto di magnitudo 5.5.

Perche' come sempre, occorre far tesoro delle esperienze degli altri.

L'Italia come Pohang e' densamente popolata. Ma differenza di Pohang e' sismica, tutta. A differenza di Pohang ha una storia archiettonica datata, che la rende piu' fraglie e delicata.  Non possiamo assolutamente permetterci di bucare e stimolare e pompare materiale da e nel sottosuolo in questa nazione.

Tutte queste tecniche di super-sfruttamento del sottosuolo un giorno portano il conto,
e la domanda e' sempre: cui prodest?








Sunday, April 15, 2018

Marche: terremoti, faglie attive e approvazione di estrazione di gas






erano già state dichiarate inagibili, così come il 100 per cento degli edifici pubblici, a seguito delle scosse che hanno colpito il Centro Italia e le Marche negli ultimi anni. 

Secondo Alessandro Amato, esperto dell’INGV da Ottobre 2016 a oggi 
ci sono state oltre 86 mila scosse, molte delle quali di magnitudo inferiore a 2.
"Sembra che la zona interessata dalla sequenza sismica si stia spostando 
nella zona settentrionale.





Il giorno 9 Aprile 2018 c'e' stata una scossa di terremoto nelle Marche, con epicentro a Muccia, in provincia di Macerata. Il terremoto e' stato di magnitudo 4.7.

Il giorno 5 Aprile 2018 il duetto Gianluca Galletti e Dario Franceschini, che ancora siedono nei palazzi romani e ancora decidono del nostro territorio, del nostro mare e delle nostre montagne, autorizza altra estrazione di gas da Santa Maria Nuova, in provincia di Ancona.

Le due localita', Muccia e Santa Maria Nuova distano circa 80 chilometri l'una dall'altra.

Non e' un controsenso?
Non e' ignoranza?
Non e' cattiveria? 

Il Centro Italia ormai sono anni che sente la terra tremare. Siamo qui in presenza di faglie attive, la cui attivita' puo' perdurare a lungo. A Muccia, gia' quasi completamente devastata da terremoti di anni passati, e' crollato pure il campanile della chiesa. Il terremoto si e' sentito anche in regioni limitrofe.

E' evidente che si tratta di un territorio ballerino di per conto suo, con l'INGV che parla di 86mila scosse, quasi tutte di magnitudo inferiore a 2, negli scorsi 18 mesi.

Ha senso trivellare ed estrarre gas da un territorio cosi instabile?

Le trivelle della Gas Plus Italiana sono state progettate per una concessione che porta lo stesso nome della citta' di Santa Maria Nuova, e l'iter va avanti dal 2016.

L'approvazione, ironicamente arriva il giorno 5 Aprile 2018, proprio qualche giorno prima del terremoto.

A circa 5.4 chilometri di distanza dal pozzo c'e' un sito di interesse comunitario, dal nome "Fiume Esimo in localita' Ripa Bianca", ma come sempre, non ci sono, secondo trivellatori, ministeri e burocrati vari, pericoli di alcun genere.

E come sempre la lista di prescrizioni-salva apparenze e' lunga e ridicola: monitoraggio delle caratteristiche fisiche e chimiche dell'acqua, "quantomeno fino all'acquifero nella zona di transizione fra acque dolci ed acque salate", un piano di allarme, il monitoraggio della subsidenza, il monitoraggio "microsismico" in collaborazione con l'INGV con un valore di soglia di magnitudo 0.5 e con un area di spazzolamento fra i 5 e i 10 chilometri.

Dovranno stare attenti al rumore che emetteranno, e a possibili fughe di gas, dovranno controllare i "carri bombolai" ed avere tutte le autorizzazioni dei comuni limitrofi. Dovranno pure comunicare agli enti archeologici le date dei loro lavori.

Chicca finale: "i manufatti fuori terra dovranno essere realizzati con coloriture delle terre naturali nella gamma degli ocra".

Ora e' evidente che questa autorizzazione, del giorno 5 Aprile 2018 non ha portato al terremoto del giorno 9 Aprile 2018.

Ma queste vicende di terremoti, che si susseguono nel corso dei mesi e degli anni, nell'Italia centrale in particolare, ci ricorda che il nostro territorio e' fragile, e' delicato, e' caratterizzato da strutture ancora piu' fragili, per storia e per geografia, e che le trivelle certo non miglioreranno la situazione. La zona e' anche soggetta a smottamenti, a dissesti.

A suo tempo lessi tutta la documentazione della Gas Plus con le loro proposte e il testo e' qui in basso. Ricordo che di eventi sismici si parlo' poco, e con estrema leggerezza. Il famoso tuttapposto.

E ora, quattro giorni dopo l'approvazione di Santa Maria Nuova arriva un terremoto di magnitudo 4.7 a 80 chilometri di distanza.

Come possiamo essere sicuri che il tuttapposto della Gas Plus sia sufficente? Come possiamo essere sicuri che queste prescrizioni del governo possano garantire la sicurezza di persone e case? La pace mentale dei residenti?

Davvero il monitoraggio microsismico e' la risposta?

O non e' forse il caso di arrendersi alla natura, all'intelligenza, al buonsenso, e decidere che non e' il caso di continuare a stuzzicare cosi follemente le dinamiche geologiche? A decidere che la sismicita' naturale ce la teniamo, ma che tutto il resto, inclusi i sospetti e i rischi e le possibilita' di sismicita' indotta per quanto remote, e' meglio non accollarceli?

Galletti e Franceschini non credono al principio di precauzione?  O non gliene importa niente? O hanno amici da accontentare dentro la Gas Plus?

Quale che sia la risposta, ai miei occhi e' veramente insensato e schifoso questo modo di gestire la cosa pubblica.

Vergogna a loro due, e che lascino il posto a gente piu' competente, piu' innamorata dell'Italia e della sua gente.


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Qui quanto scritto su questo blog nel Dicembre 2016 sullo stesso pozzo, per una idea piu' chiara di cio' che fara' la Gas Plus a Santa Maria Nuova


L’ipotesi di messa in produzione dell’esistente 
pozzo risulta essere l’unica alternativa progettuale possibile
Cioe' o trivelle o morte!


Siamo in provincia di Ancona, in localita' Santa Maria Nuova. Ottantuno chilometri quadrati fra Ancona e Macerata. Qui i nostri amici della Gas Plus, a cui piace trivellare e stoccare gas in giro per l'Italia, hanno deciso che vogliono estrarre gas.

Leggo il loro documento di valutazione ambientale.

Come sempre, le cose che dicono, che siano Gas Plus, che siano ENI, fanno un po sorridere e tanto piangere.

Le loro motivazioni possono essere riassunte cosi': un pozzo di gas fra i campi e' cosa buona e giusta.

Nel caso specifico la Gas Plus ci fa sapere che il loro progetto

"contribuirebbe alla valorizzazione delle risorse energetiche nazionali, incrementerebbe la competitività del settore adottando le migliori tecnologie disponibili, nel rispetto dell’ambiente e concorrerebbe alla riduzione della dipendenza dell’Italia dagli approvvigionamenti provenienti dall’estero". 

Ammazza quante cose fa questo pozzo!

Valorizza le risorse nazionali, aumenta la competitivita' del settore, ci rende meno dipendenti dall'estero e rispetta pure l'ambiente!

Praticamente il pozzo del mago Silvan.

Ma... un pannello solare sulle case di tutti no, eh?

Poi aggingono che addirittura il progetto e' in accordo con i provvedimenti di tipo ambientale mirati alla riduzione dell’emissione di gas serra in atmosfera

perche'

il gas naturale, al confronto con tutti gli altri vettori energetici fossili, è quello più rispettoso dell'ambiente con una produzione di gas a effetto serra minore rispetto all’olio combustibile.

Ah pure!

Questo pozzo e' praticamente un toccasana perche' addirittura combatte l'effetto serra. Dovrebbero avercelo tutti nel giardino dietro casa, non solo i signori della foto su in alto che niente di male hanno fatto per avere un pozzo letteralmente dietro casa.

Ma secondo l'ottica di Gas Plus, dobbiamo per forza essere fossili. E certo -- sono una ditta di fossili, fossili sono nati, fossili vedono e fossili vogliono restare. Fossili di idee, di fatti, di visone. E fossili vogliono pure morire, costi quel che costi.

E infatti dicono che il non trivellare implicherebbe 

il mancato utilizzo di una risorsa la cui disponibilità è già stata verificata

 e non saremo in linea con le 

azioni e gli obiettivi intrapresi, in campo energetico, a livello nazionale e regionale volti a favorire l’indipendenza dall’approvvigionamento energetico internazionale.

Come dire, il micro pozzo di Ancona ci salvera' dall'importazione di gas russo!

Cara Gas Plus, questa nazione dovrebbe mirare al 100% di sole e di vento, e non di trivelle per "l'indipendenza energetica". La vera indipendenza energetica e' quella che ci si produce in loco, sui tetti, dal vento, senza distruggere l'ambiente e i polmoni del vicinato. 

Continuo a leggere.

Il progetto si trova in una area ad alta percettività visiva relativa alle vie di comunicazione ferroviarie, autostradali e stradali di maggiore intensità di traffico per cui i piani della regione Marche pervedono valorizzazione delle visuali panoramiche.

Ma niente problema, quelli della Gas Plus decidono che il pozzo non si vede mica poi tanto e quindi la percezione visiva non cambia. Dicono che 

l’area pozzo risulta poco o per nulla visibile dalle strade limitrofe,

Tuttapposto.

Ancora, ci sono altri vincoli e zone speciali:

- Area di eccezionale valore geologico/geomorfologico a circa 350 metri a sud del pozzo;

- Centro storico e nucleo storico della frazione Collina a circa 700 metri a nord del pozzo;

- Centro storico capoluogo del Comune di S. Maria Nuova a circa 2000 metri dal pozzo;

- Vincoli paesaggistico-ambientali legati alla fascia di rispetto fluviale del Fiume Musone a circa 1.2 chilometri a sud del pozzo.

- Zona di ambientamento fauna selvatica e Centro pubblico di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale "La Scarpara" di 249 ettari a circa 150 metri ad ovest del pozzo

- Zona di ripopolamento e cattura San Filippo di 1.028 ettari a circa 1.5 chilometri a sud dal pozzo

- Ambito territoriale non insediativo delle Zone Territoriali Omogenee "bacino del rio Capora" in area trivellanda dove sono vietate la costruzione di recinzioni delle proprietà se non con siepi e materiali di tipo e colori tradizionali e i movimenti di terra che alterino in modo sostanziale il profilo del terreno.

Ma anche qui, e' tuttapposto a causa della "limitata estensione delle attivita' previste", il rischio idrogelogico o di dissesti qui non ci sono, l'area non ha alcun elemento paesaggistico-ambientale di rilievo e si adotteranno tutte le opportune misure mitigative al fine di evitare possibili disturbi alla fauna selvatica presente. 

Tuttapposto. 

Le attività in progetto non interferiranno con l’area di versante in dissesto più prossima all’area pozzo, con rischio medio (R2) e pericolosità elevata (P3), che si colloca a circa 300 metri.  

Come se la geologia dopo 300 metri si fermasse.

E la zona di ripopolamento?

Gli animali saranno cacciati via e poi dipingeranno il recinto secondo i colori naturali. Ipse dixit.

E il movimento di terra?

No problem: le attività di scotico e movimentazione terra saranno minime e quindi il profilo del terreno già pianeggiante, non verrà alterato.

Dicono infatti che il buco gia' esiste dal 1988 e quindi, loro semplicemente andranno a tirarne fuori il gas. Quindi la Gas Plus trivellera' magicamente, senza movimentazione di terra di alcun genere.

Pero' si scopre poi che

- La porzione occidentale dell’area pozzo ricade in “ambito di tutela di crinali e versanti” nelle quali si vieta la realizzazione di “nuove attività estrattive, discariche depositi e stoccaggi di materiali non agricoli, salvo i casi di interventi compresi nei recuperi ambientali. 

Cioe' vogliono trivellare in un area in cui si vieta la realizzazione di nuove attivita' estrattive. Come puo' essere che non ci possono essere attivita' estrattive e questi qui possono trivellare?

Sono speciali?

Dicono che le loro attivita' saranno principalmente circoscritte alla sola area di piazzale.

Ma non interessa niente che ci sia un piazzale o una fontana. E' vietato estrarre? E allora lo e' per tutti, e per qualsiasi tipo di suolo o di piazzale che sia.

Non e' che la Gas Plus e' speciale.

Aggiungono che per sicurezza potrebbe esserci una lieve spianatura e riprofilatura del piede del versante che sostanzialmente non modificherà l’assetto morfologico naturale dei crinali. Se necessario, in fase di cantiere, saranno realizzate opere di contenimento naturali dei crinali presenti in prossimità dell’ingresso all’area pozzo, come “fascinate” o seminazione di particolari arbusti autoctoni, aventi anch’essi lo scopo di mettere in sicurezza i pendii individuati. 

Pertanto, il progetto non interferirà con la suddetta area di tutela crinali e versanti.

Quindi, tutti tranquilli: l'assetto morfologico dei canali non sara' cambiato.

Ma ... lo spianare e i riprofilare un intero versante non sono movimenti di terreno?
Avevano detto che non ne facevano!

E poi se era solo un piazzale, come fanno ad essere preoccupati dell'intero versante? 

Veramente credono questi siano interventi "lievi"?

E poi ancora: fanno questi interventi ai pendii perche' gia' sanno che le trivelle sono pericolose e quindi occorre intervenire in modo preventivo?

E perche' allora non considerano *seriamente* l'opzione ZERO: niente trivelle, niente rischi, niente spianamenti, niente riprofili?

Perche'? Vedi sopra: fossili nascono e fossili vedono. E se vedono green e solo il green del denaro.

Continuo a leggere. Risulta pure che nelle vicinanze del pozzo ci sono:

- emergenze geologiche, ad una distanza minima di 270 metri a sud

- corpi idrici Fosso della Scarpara a circa 380 metri ad ovest, Rio Caporà a circa 875 metri ad estil fiume Musone a circa 1,2 km a sud;

- versanti (pendenza superiore al 30%), a circa 195 e 450 metri a nord;

- manufatto storico, a circa 380 metri a nordest;

- fonti idriche la più delle quali si colloca a circa 380 metri a nordest dal pozzo;

- alcuni percorso pedo-ciclabili, il più vicino dei quali si colloca a circa 520 metri a sud,

- settori “a” (particolari ambienti naturali) a circa 360 m a Sud;

-  area occupata dal depuratore “e”, a circa 880 m a Nordovest;

- aree di versante in dissesto, così come recepite dal PAI e dalla Carta Geomorfologica Regionale

Ma va tutto bene, queste aree "non interferiranno con le attività in progetto previste".

Cioe' non sono loro che interferiscono con la natura,  e' la natura che non interferisce con le loro trivelle!

Per altri motivi di preoccupazione come il rumore, non ci sono problemi. E' -- manco a dirlo! -- tuttapposto. Anzi, c'e' completa conformità e aggiungono in allegato i risultati della simulazione acustica che certifica il tutto.

Ma... in fase di cantiere la Gas Plus Italiana potrebbe valutare richiesta di deroga dai limiti acustici comunali per motivi eccezionali e documentabili se si verifica una impossibilità di rispettare i limiti acustici!

Come dire: ma allora perche' dire che c'e' completa conformità?  Rispetteranno le regole finche' non le rispetteranno piu'.

Si premurano di dirci che non ci sono cimiteri nelle vicinanze.

E quindi visto che e' tuttapposto, si evince che l’area pozzo non ricade in alcun ambito naturalistico-ambientale soggetto a particolari prescrizioni di tutela.

Invece alcuni elementi soggetti a vincoli di tutela, data la distanza dal sito e la tipologia di attività previste (circoscritte alla sola area pozzo), non saranno interessate dalle attività in progetto.

E dunque, in barba ai dissesti, al divieto di nuove attivita' estrattive, alla tutela dei pendii,  la messa in produzione del pozzo risulta pienamente coerente con i contenuti della normativa energetica nazionale regionale e comunale vigente. 
 
Perfetto.

E poi ovviamente c'e' da considerare tutta l'infrastuttura del caso. Dicono:

Durante il processo di trattamento gas, tutti i liquidi di separazione ed essicazione gas
raccolti (costituiti soprattutto da acqua salata e minime tracce di idrocarburi) saranno
convogliati alla vasca di raccolta liquidi di drenaggio, il cui contenuto verrà periodicamente
prelevato da apposita autocisterna e portato a smaltimento.

  
Ma come fanno a sapere che i loro fluidi di perforazione sono fatti solo di acqua salata con "minime tracce di idrocarburi"? Chi gliel'ha detto? Qual'e' la percentuale di idrogeno solforato in questo pozzo? Chi smaltira' tali "acque salate"? Dove? Perche non ci dicono esattamente cosa c'e' in cio' che manderanno giu' per trivellare e che sara' mescolato con la loro acqua salata? Veramente credono che basta mettere assieme acqua e sale per trivellare? Davvero non ci saranno additivi chimici di nessun genere?

Useranno sale da cucina?

Credono che siamo scemi?

Ma quanto gas ci dara' poi Santa Maria?

Non e' ben chiaro. Ma dicono questo:

si stima che la fase di produzione del pozzo possa durare circa 20 anni, con una portata iniziale di circa 7.100 Sm3/g.

Ora tutto questo e' ingannevole.

La portata inziale significa il primo giorno? La prima settimana? Il primo mese? E dopo? Non si sa. Quindi non possiamo sapere esattamente quanto gas ce sotto a Santa Maria.

Ma diamogli il beneficio del dubbio.

Seppure fossero 7,100 metri cubi al giorno per i prossimi 20 anni si parla di circa 50 milioni di metri cubi in totale.

Ne consumiamo circa 68 miliardi l'anno. Facendo la divisione viene fuori che nel migliore dei casi da Santa Maria avremo gas per ... 0.25 giorni. Cioe' 6 ore!

Cioe' tutto questo spianare, dipingere, movimentazione di terra, vasche di contenimento per... neanche mezza giornata di gas da spalmare in venti anni!

Proprio l'indipendenza energetica, eh? 

Lo sappiamo tutti che questo pozzo non portera' niente di buono a nessuno 

Ma... e il rischio? E se ci sono problemi? Lo dicono anche loro che ci possono essere emergenze ed insicurezze. Se e' vero che ci sono li vicino ferrovie ed autostrade cosa facciamo se ci sono scoppi, o incidenti? E il gas estratto dove andra' a finire? L'autostrada e le ferrovie saranno sicure?


Santa Maria proteggici tu.









Saturday, February 17, 2018

Torre Alfina, Acquapendente (VT): Gentiloni sfida Galletti e boccia le trivelle geotermiche








Il documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri dove Paolo Gentiloni firma il no alle trivelle di Torre Alfina, Acquapendente.

27 Dicembre 2017


L'area in questione con le centrali e i proposti pozzi geotermici


L'area e' fortemente sismica.
Dal 2005 ad oggi 13 terremoti di magnitudo 2.5 o piu'. 
Il piu' forte di 4.1 nel 2016.



La ITW LKW Geotermia Italia
capitale sociale 1 milione di euro.


La Commissione VIA del Ministro dell'Ambiente che il 2 Agosto 2017 da parere positivo in alto,
e in basso lo stesso Ministero dell'Ambiente che da parere negativo il 24 Gennaio 2018
dopo che Gentiloni ha detto no.

Cambiano parere in 5 mesi!




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Quante bugie, quanti intrighi, quanta piccolezza,
che brutta Italia.

E' dovuto intervenire Paolo Gentiloni a bocciare il progetto.

Ma alla fine in qualche modo e' tutto salvo.

Le parole piu' belle nei vari documenti sono che il diniego e' stato:

"in considerazione della qualita' di bellezza panoramica e della bellezza d'insieme"

Tutta l'Italia e' cosi, o dovrebbe essere cosi.

Per una volta, bravo Gentilioni.

.... il giardino del mondo, no?

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Si chiama Torre Alfina, fa parte del comune di Acquapendente con 5655 anime ed e' in provincia di Viterbo.

Secondo il database HiQuake, con la lista della sismicita' indotta mondiale, nel 1977 a Torre Alfina ci fu un terremoto indotto di magnitudo 3 a causa di trivelle geotermiche.

Il rischio sismico ufficiale di Acquapendente e' 2, "zona dove possono verificarsi forti terremoti" secondo l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con Delibera della Giunta Regionale del Lazio n. 387 del 22 maggio 2009.

La classifica parte da 4, dove i terremoti sono rari, passa a 3, per zone che "possono essere soggette e forti terremoti, ma che sono rari", si arriva a 2, con appunto "zone dove possono verificarsi forti terremoti", e culmina con 1, la piu' pericolosa dove "possono verificarsi terremoti fortissimi".

Acquapendente e' appunto nella seconda categoria piu' pericolosa.

E infatti ogni tanto ci sono terremoti, con epicentro vicini, oppure proprio ad Acquapendente. Nel 2016, per esempio si parlo' pure di evacuazione dell'ospedale, scosse ripetute. 

Dal 2005 ad oggi ci sono stati 18 terremoti con magnitudo maggiore di 2.5 con picchi massimi di 4.1, e a 20 chilometri da Acquapendente.

In 13 anni.

Ora, non scrivo tutto questo per allarmismo, ma solo per mettere il tutto in prospettiva, di quanto fragile sia il nostro territorio, e come siano rapaci gli avvoltoi che vogliono distruggere la nostra nazione.

E il fatto che abbiano anche solo pensato di trivellare, e quindi di mettere a soqquadro i naturali equilibri di questa zona, e' veramente strabiliante.

Facciamo un qualche passo indietro.

A proporre di trivellare Torre Alfina (Acquapendente) e' stata la carneadica ITW LKW Geotermia Italia. Chi sono questi? E chi lo sa. 

E certo che chi lo sa. E infatti, dal loro stesso sito dicono di nascere nel 2010. Sono quindi una societa' recente, e non si sa bene chi ci sia dietro. Si sa pero'  che hanno "l’intento di rispondere all’esigenza di generare energia geotermoelettrica con una tecnologia ed un processo produttivo, che garantisca le emissioni nulle in atmosfera, con qualsiasi fluido geotermico ricercato".

Emissioni nulle!

A loro non si applica il secondo principio della termodinamica dunque!

Dicno di specializzarsi in impianti geotermoelettrici e di collaborare con enti di ricerca per "pianificare uno sviluppo sostenibile di energia da fonte geotermica per i fabbisogni di riduzione di CO2, produzione di calore per raffreddamento/riscaldamento di edifici e processi produttivi industriali ed artigianali, e per il fabbisogno energetico di piccoli centri abitati."

Hanno un "valido management aziendale e di un gruppo di consulenti ricercatori di lunga esperienza nei settori di studio come: geologia, idrogeologia,  vulcanologia, ingegneria energetica, ingegneria di perforazione, architettura e ingegneria del paesaggio, ingegneria per le reti di distribuzione di elettricità e di calore."

Quello che non c'hanno sono gli esperti di lingua italiana, visto che nel loro sito hanno pure.... errori grammaticali.

La loro sede centrale e' a Torino, la sede operativa a Roma e il loro capitale sociale e' di ... un milione di euro.  Il prezzo di una villetta.

E' evidente che sono principianti.

Un milione di euro sono tanti soldi per me e per chi legge, ma non sono niente per una ditta che vuole trivellare zone delicate, sismiche e pericolose.

Per Torre Alfina prevedevano di generare elettricita' usando fluidi geotermici alla temperatura di 140 gradi cenigradi trivellando due o tre ("al massimo") pozzi a un chilometro di profondita' per poi generare energia elettrica di 5 MW.  Un'altra centrale simile sarebbe stata costruita a Castel Giorgio, in provincia di Terni, Umbria, non lontano da Torre Alfina.

Una volta usato il fluido sarebbe stato reiniettato sottoterra attraverso un unico pozzo di reniezione reiniezione previsto a Castel Giorgio. Qui sarebbero arrivati i fluidi spesi sia da Castel Giorgio che da Tore Alfina.

Ovviamente, dall'alto del loro milione di euro prevedevano un sistema di protezione ambientale con "vari elementi di sicurezza e controllo delle condotte di reiniezione, monitoraggio delle condizioni di reiniezione nei pozzi reiniettivi, oltre ad un sistema di monitoraggio sismico del territorio."

E quante cose devono fare con un milione di euro?

Dalle lettere del ministero scopriamo che i nuovi pozzi della  ITW LKW Geotermia dovrebbero sorgere nei pressi di altri pozzi gia' trivellati dall'ENEL negli anni settanta.

Scopriamo pure che si tratta -- solo per la concessione Torre Alfina -- di cinque pozzi di estrazione.

Ma... non erano due o tre "al massimo"?

Scopriamo pure che la reinizione sarebbe stata in quattro pozzi, solo per Torre Alfina.

Ma come... non era un unico pozzo di reinizione, comune sia a Torre Alfina che a Castel Giorgio?

E infine scopriamo che la centrale di produzione doveva essere nella sede di una ex cava, chiamata Le Greppe, sottoposta a vincolo paesaggistico.

Ma che vuoi che sia un vincolo paesaggistico in Italia? Distruggiamo tutto, no?

Bene.

Parte tutto l'iter autorizzativo.

Il Ministero dell'Ambiente, di Gianluca Galletti, che come detto non ha mai incontrato una trivella che non gli piacesse, nemmeno di geotermia, ha detto si.

La regione Lazio, con presidente Nicola Zingaretti del PD, non ha mandato parere, ma "ha comunicato di non condividere il parere positivo espresso dal Ministro dell'Ambiente".

Era troppo lavoro esprimere un parere, di qualsiasi natura? O Mr. Zingaretti e la sua amminstrazione non volevano esporsi troppo? O non gleine importava piu' di tanto di Torre Alfina? Chi lo sa. Io so solo che non si amministra cosi una regione.

Ma qui succede qualcos'altro.

Il Ministero dei Beni Culturali, guidato da Dario Franceschini invece... da parere negativo! E assieme a lui danno parere negativo la Sovrintendenza per la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale.

Oddio, e ora che facciamo?

Due Ministeri, due pareri diversi. La regione Lazio che non parla.

E' allora lo stesso Ministero dei Beni Culturali, a chiedere che intervenga niente di meno che al Presidente del Consiglio dei Ministri, affinche' ad esprimersi sia direttamente il Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

Lo prevede la legge.

E cosi' e' stato, ed infatti,  il documento finale, con il no a Torre Alfina e alla ITW LKW Geotermia Italia  e' infatti firmato da Gentiloni stesso!

Nel documento, si parla di discussioni in sede di Consiglio di Ministeri, con l'Ambiente di Gianluca Galletti a difendere il suo si, e quello dei Beni Culturali di Franceschini a difendere il suo no.

Avrei pagato per esserci e vedere due Ministeri per una volta essere in disaccordo.

E alla fine... vince il no.

Niente ITW LKW Geotermia, niente trivelle, niente pozzi di qua e di la.

Firmato Paolo Gentiloni!

Il Primo Ministro italiano che direttamente boccia un progetto trivellante!

E per quale motivo viene bocciato?

Beh, sulle carte compare che il piano territoriale paesistico regionale del 2007 impone la tutela integrale del paesaggio e che, evidentemente, una centrale geoeelettrica con pozzi e cavi e infrastruttura non e' proprio compatibile con tale tutela integrale.

In particolare sorge qui l'area protetta Altopiano dell'Alfina, Monte Rufeno e Valle del Paglia. Il Ministero dei Beni Culturali aggiunge pure che il comprensorio dell'area e' di rilevante valenza paesistica perche' e' uno degli ultimi esempi in Lazio di agricoltura che e' in equilibro con l'ambiente e con valenza archeologica e storica, grazie a vari ritrovamenti di artefatti preistorici e con la presenza di edifici medievali.

La bocciatura arriva il giorno 27 Dicembre 2017.

E poi cosa succede?

Il Ministero dell'Ambiente... cambia idea!!!

La piccolezza piu' piccolezza di tutte. Il giorno 24 Gennaio 2018 infatti, emettono un nuovo parere, questa volta negativo!

Fanno ridere, ed e' evidente che questi non hanno ne spina dorsale, ne competenza per l'ambiente, ne onesta intellettuale.

Ad Agosto dicevano tuttapposto. A Gennaio dicono no, dopo il parere del Consiglio dei Minsitri,
Fa piangere e ridere allo stesso tempo. 

Non so che dire, se non che andiamo avanti con gente cosi al governo.

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Torno al testo del Consiglio dei Ministri e leggo le parole testuali firmate da Paolo Gentiloni:

l'impianto di trasformazione dell'energia geotermica all'interno della Cava Le Greppe risulta in contrasto con il recupero ambientale e paesaggistico dell'area.

Ci rifletto un po. Questo e' importante perche' si parla di recupero, cioe' di potenziale, di cosa fare per il futuro delle nostra Italia agreste e poco conosciuta.  Avrebbero potuto dire: beh, qui e' tutta campagna, mica e' la Toscana? e quindi, trivelliamo pure, invece ci si rende conto che quella campagna va difesa e protetta e recuperata perche' e' bella.

Parole semplici e brutalmente oneste.

Come detto in alto, e' tutta l'Italia che e' bella e che si porta dietro una bellezza storica, viscerale che nessuno potra' mai imitare perche' nessuno ha dietro la nostra storia, la nostra geografia.

E' questo l'unico futuro possibile per questa nazione, se vogliamo davvero uscire dalla crisi decennale: capire chi siamo, quale sia la nostra essenza, e costruire in quella direzione. Recuperiamo le campagne, abbelliamole, inventiamoci occasione per farle diventare ricchezza economica nella loro bellezza e non trasformandole in appendici industriali.

Ultimi appunti (non pensavo di scrivere cosi tanto!): Paolo Gentiloni, io non so perche' questo procedimento e' stato avviato per Torre Alfina e non per le mille altre realta' italiane. Ma so che se veramente si studiassero i luoghi e le condizioni in cui si vuole trivellare qualsiasi altro angolo d'Italia ci si rendera' conto che le stesse parole scritte per Torre Alfina valgono per la Basilicata, per il Piemonte, per l'Abruzzo, per il Veneto e per ovunque si voglia bucare la nazione.

Spero che anche il progetto di Castel Giorgio venga bocciato e per gli stessi motivi.

E ora, recuperiamo quello che c'e' da recuperare, e usiamo questa vittoria per qualcosa di migliore, di piu' sano, di piu' bello.

Sono tanti anni che scrivo questi post, e non mi stupisco mai di quanta bellezza silenziosa abbia questo paese. Non ci sono mai neanche stata nelle campagne di Viterbo, ma nello scrivere oggi pomeriggio, un Sabato un po' malaticcio, io me la immagino, la vedo, e sono felice che sia salva e che anche questo sia parte di chi sono.