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Thursday, August 17, 2017

San Gervasio, Brescia: approvate trivelle su sorgente sismogenetica contro il parere dei comuni interessati






"Pur valutando che non vi possa essere alcuna interferenza con l'attivita', il proponente dovra' concordare con ARPA locale un piano di opportuno monitoraggio e di allarme in caso di contaminazioni accidentali

Ministero dell'Ambiente, sulle trivelle di Brescia.


Sogemont?

E chi e' costei?

Non lo sappiamo, ma sappiamo che avra' il diritto di trivellare in provincia di Brescia.

Anzi, su una sorgente sismogenetica, chiamata ITCS002 secondo quanto riporta l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia. Questa faglia puo generare terremoti di intensita' massima 6.1.

Per la precisione, questa Sogemont mettera' in produzione un pozzo di metano detto San Gervasio con la realizzazione di condotte per il trasporto del metano estratto.

Dai siti ministeriali viene fuori solo che questa Sogemont ha sede a Pisticci, Matera, e che almeno a quanto scritto in data odierna, 17 Agosto, il permesso San Gervasio e' dell'ENI al 100%.

Chissa' sara una spinoff dell'ENI?

Ad ogni modo, i comuni interessati sono Bassano Bresciano, Leno, San Gervasio Bresciano, Alfianello, Manerbio, Cigole, Pontevico, Milzano, Verolavecchia, Verolanuova, Pavone del Mella.

Notare bene che la zona e' gia' un concentrato di aree di stoccaggio metano, con gli impianti di stoccaggio di Bordolano e di Bagnolo Mella. Quindi San Gervasio sara' un altra fonte di perturbazione e di stress per i delicati equilibri sotterranei.

Ma che importa, alla fine non c'e' quasi niente che ferma i nostri eroi ministeriali.

E infatti, ormai questi decreti approvativi di Gianluca Galletti e di Dario Franceschini li conosciamo bene.

Finiscono quasi sempre nello stesso modo: non ci sono qui zone di pregio, fa tutto schifo, non "esiste alcuna possibilita' di interferenza diretta o indiretta tra le attivita' di realizzazione delle opere e delle attivita' di progetto e le aree di interesse ambientale o naturalistiche presenti".

E' come se l'Italia tutta fosse un deserto.

E quindi trivelliamo.

Anzi decretiamo la "compatibilita' ambientale" di un pozzo di petrolio alle porte di Brescia.

Come sempre, ci sono le prescrizioni: dovranno fare monitoraggio e studiare l'ambiente prima che si inizi a bucarlo. Sorgenti idriche, composizione chimica delle acque, e rumori dovranno essere identificati per capire come le trivelle li impatteranno.

Dovra' essere studiata la subsidenza del terreno, con rapporti biannuali.

Dovra' essere predisposta una rete antisismica che possa valutare terremoti di magnitudo 0.5 in su, e che possa identificare l'epicentro con una tolleranza di pochi centinaia di metri di errore. I dati dovranno essere trasmessi in tempo reale.

Dovranno essere usate le strade che causeranno minor danni alla viabilita' stradale, considerato che si tratta di mezzi pesanti.

Le luci dovranno essere posizionate in modo da non dare fastidio alla fauna, ma ai potranno superare i 70 decibel di rumore. Vuol dire che sara' fortissimo il rumore.

Infine, uno dei territori, il comune di Cigole, e' caratterizzato dalla presenza di reperti archeologici, e quindi ci vorra' la supervisione di un esperto della Sopraintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio.

Quindi tuttapposto?

Tuttapposto proprio niente, perche' tutte queste cose servono, a mio parere, solo per dare una parvenza di controllo e di normalita'.

In realta' nessuno sa cosa accadra' alle falde idriche, alla stabilita' del sottosuolo, all'aria che respiriamo con queste operazioni programmate e con il loro risvolti "accidentali".

E dopo che abbiamo misurato sismicita' e susbisdenza ed inquinamento dell'aria e dell'acqua, che facciamo? Come torniamo indietro?

E infatti queste cose i comuni interessati le hanno capite e hanno per la maggior parte detto NO.

Eccoli qui, tutti i comuni che hanno espresso contrarieta' o forti dubbi su questo progetto:

Comune di Alfianello (Brescia)
Comune di Pavone del Mella (Brescia)
Comune di Pontevico (Brescia)
Comune di Manerbio (Brescia)
Comune di Verolavecchia (Brescia)
Comune di Leno (Brescia)
Comune di San Gervasio Bresciano (Brescia)
Comune di Cigole (Brescia)

Ma come sempre, la Sogemont ha scritto altre paginette di "controdeduzioni" e tuttapposto. Anche queste le abbiamo viste piu volte: il trivellante propone, i cittadini dicono no, il trivellante fa finta di riaggiustare un po le cose e voila'.

Il permesso e' accordato.

Cioe' il trivellante, in questo caso la misteriosa e sconosciuta Sogemont (con sede a Matera!) ha la prima e l'ultima parola su un territorio di Brescia.

Non e' giusto, e non e' democratico questo.

Qualcuno mi deve spiegare qual'e' la logica che spinge un ministero, una nazione, a prendere le decisioni contro il parere dei comuni e dei cittadini interessati in favore di una micro ditta sconosciuta?

Non c'e' logica, e se c'e' e' una logica sporca, inquinata, ingiusta, disgustosa.

Perche' la Sogemont e' piu' importante dei cittadini del Bresciano? Che ne sanno questi qui di Matera delle peculiarita', delle ambizioni, dei desideri di chi vive a Brescia?

E perche' Galletti e Franceschini sono sordi alle richieste del territorio?

E cosi torniamo alla domanda iniziale: chi e' la Sogemont? Perche' vuole venire a mettere a soqquadro queste cittadine del Bresciano?

Dal loro sito emerge che sono "Sogemont Srl Rifiuti di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche"
cioe' altra monnezza!

Interessante che dal loro sito si descrivono come "Lorem Ispum" che e' quello che si mette nei siti precomprati per riempire spazio. Vuol dire che chiunque gli abbia messo su la pagina web non sapeva cio' che faceva!

E noi vogliamo dare a questi della Sogemont, con il loro Lorem Ipsum e con la loro esperienza nel recupero materiali elettronici, il nostro territorio allo scopo di trivelle?

Fuori da ogni logica, davvero.






























Sunday, September 7, 2014

Renzi e petrolio: la norma la faccio io, anzi l'ho gia' fatta.

Gela, 2014. Spiaggie al petrolio

Viggiano, 2014. Atmosfera all'H2S.

Lo sviluppo di Matteo Renzi nel 2014.
More of the same.



 Il futuro del nostro paese è lontano dai combustibili fossili: 
il futuro del nostro paese è l'efficienza energetica, 
l'innovazione e l'uso delle rinnovabili.

21 Novembre 2012, Le Scienze

“Quando io penso che siamo in una crisi energetica che voi tutti conoscete, e abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata o in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno, io dico eh bè, vorrà dire che perderò qualche voto ma la norma per sbloccare e per tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo paese di vincere la sfida energetica, io la norma la faccio, anzi l’ho già fatta. Vada come deve andare”.

6 Settembre 2014, Rubinetterie Bresciane, Gussago (Brescia)


Evviva la coerenza!
 
Interessante che Matteo Renzi vada a parlare di trivelle lucane e siciliane -- con un pizzico di arroganza non lontano dal "ghe penso mi" di un altro primo ministro italiano -- a Brescia e che non abbia il coraggio di annunciarle direttamente ne ai lucani, ne ai siciliani. 

Perche' Matteo Renzi non va a dire queste cose, per dirne una, a Gela, dove l'industria petrolifera ha portato tumori, malattie e malformazioni a residenti e lavoratori, inclusi i bambini,  fuori da ogni limite di tolleranza e di decenza? Basta solo fare google "Gela ENI petrolchimico" e viene fuori ogni sorta di schifo. Invito veramente tutti quelli che pensano che il petrolio sia la panacea ai nostri mali ad andarci a Gela e a vedere li quanto lavoro e quanto progresso abbia portato loro l'ENI che li opera da decenni.  O che, come disse a me l'ENI tanti anni fa,  "quelli sono effetti collaterali"?

Lo stesso discorso si ripete per Viggiano - puzze, inquinamento, fiammate in atmosfera che ogni tanto mandano la gente in ospedale e ogni volta vengono definite "anomalie di funzionamento"?

Sicilia e Basilciata si contendono, assieme alla Calabria, ogni anno il titolo di regione piu' povera dello stivale. E' evidente che tutto questo lavoro e sviluppo il petrolio non l'ha portato.

Come detto ad nauseam non e' solo il petrolio, ma tutto cio' che gli ruota intorno: emissioni in atmosfera, rifiuti tossici da smaltire, oleodotti, desolforatori, raffinerie, scoppi e perdite, trasformazione di territori agricoli o boschivi in aree industriali con gravi ricadute ambientali ed occupazionali e che distruggono tutto il resto e la democrazia avvelenata. Ovviamente i risultati della petrolizzazione non si vedono il giorno dopo, ma dopo anni, ed e' per questo che e' facile fare demagogia da Brescia.  I pozzi sono altrove e le malattie verranno piu' avanti.

Ma lei dovrebbe saperlo meglio di me, caro Matteo: qui non si tratta di perdere voti, quanto di perdere vite preziose di persone innocenti che non hanno fatto niente di male se non nascere in posti petrolizzati. E' facile per Matteo Renzi parlare cosi.  Le trivelle non tangono lui, i suoi risparmi, la sua famiglia. Scommetto che parlerebbe diversamente se si decidesse di  trivellare le colline fiorentine a duecento metri da casa sua.

E poi, non fa ridere Renzi che parla di trivelle lucane che ci porteranno a "vincere la sfida energetica". Ma quale sfida? E con chi?  Di progetti petroliferi ne ho letti tanti, e non mi sovviene che ci siano clausole secondo le quali il petrolio estratto in Basilicata resti in Basilicata e sia venduto a prezzo di favore ai lucani. E neanche agli italiani. No, le multinazionali estraggono per vendere dove gli sta piu comodo, non certo per far vincere "la sfida energetica" all'Italia. Semmai faranno vincere la "sfida di Wall Street" agli azionisti sparsi nel mondo.

Tutto questo lascia avviliti e affranti per la piccolezza intellettuale e per l'ignoranza di chi parla.

In Basilicata non c'e' "un sacco di petrolio". In Basilicata c'e' un giacimento di petrolio che facilmente
potrebbe essere lasciato sottoterra se decidessimo di usare al meglio tutto il resto: risparmio energetico, rinnovabili e intelligenza, come diceva lo stesso Matteo Renzi meno di due anni fa.

Ma perche' Renzi ha cambiato idea? Perche' ce l'ha su con i comitatini? Non lo so, ma la mia piccola esperienza nei palazzi romani mi porta ad immaginare che non sia facile resistere alle lobby, alle pressioni e alle voci di tutti quelli che con il petrolio hanno da guadagnarci sopra. Sono organizzati, hanno le tasche profonde, e non hanno niente altro da fare.  Ecco allora che e' piu' facile cedere ai petrolieri e compari, e prendersela con i "comitatini", che chiamati cosi sono solo enti astratti, e non persone, madri e padri di famiglia che vogliono sono l'aria sana.

In tutto questa faccenda mi fanno un po tenerezza -- per essere gentili -- i vari governatori di Basilicata e di Sicilia. Cosa diranno? Avranno il coraggio di andare contro il primo ministro e le sue scellerate politiche o invece se ne staranno buoni ad obbedire e a far quadrare il cerchio, sacrificando le proprie genti e i propri mari e i propri campi? Veramente Marcello Pittella e Rosario Crocetta non riescono a vedere la realta' lampante di Gela e di Viggiano? Veramente ne vogliono delle altre per le loro regioni?

Ma la persona che io vorrei interpellare piu' di tutte e' Mrs. Agnese Renzi. Non hanno figli costoro?
Veramente pensano che il futuro dell'Italia e del pianeta sia ancora nel fare buchi? Non lo vede che l'Italia e' tutta densamente abitata e che non esiste una sola localita' da trivellare senza rovinare l'ambiente e l'abitato circostante? Che ne pensa Angese Renzi *da mamma* alle trivelle? Da mamma che vuole dare sicuramente ai propri figli tutto quello che di buono gli si puo' dare: la serenita', una buona istruzione, viaggi, l'apertura al mondo, il diritto di realizzarsi.

...e l'aria pulita? Perche' quella no? Senza l'aria sana non c'e' niente altro. Perche'  i bambini di Gela e di Viggiano e delle citta' al petrolio presenti e future non meritano l'aria pulita? Chi sono i petrolieri per poter prepotentemente prendersi i nostri campi, la nostra aria, la nostra salute? 

Matteo Renzi conclude con "Vada come deve andare" . No.  Qui non si tratta di una partita di calcio, qui si tratta di vita che e' troppo preziosa per farci giochi ed esperimenti sopra da parte di un primo ministro improvvisato e che due anni fa diceva una cosa e ora ne dice un altra.