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Wednesday, August 5, 2015

Renzi scrive ai parlamentari del PD




Caro Renzi,

lei scrive un sacco di fandonie. Non entro nel merito scuola, nel merito corruzione, nel merito mafie, nel merito tasse, nel merito immigrazione, nel merito degrado, anche se ci sarebbero da dire tante cose anche li. Resto in tema ambiente, per il quale continuo a digitare da anni, senza vacanze, senza stancarmi, senza paura.

A differenza dei parlamentari, gli attivisti non sono mai in vacanza. Lavorano gratis, Agosto o non Agosto. Non vengono pagati cifre da capogiro come i politici italiani e per distruggere il paese. Sono sempre li che cercano di capire, che non riescono ad accettare gli schifi immondi che ogni giorno regalate all'Italia. Pensavo che non si potesse fare peggio di Berlusconi e di Passera, ma il suo governo, caro Renzi, mi ha smentita.

Se mi volto indietro e provo a ripercorrere il cammino dell'anno appena trascorso vedo solo catastrofi petrolifere. Lo Sblocca Italia da lei tanto decantato oltre a sbloccare le trivelle e bloccare il cervello di chi l'ha votato, ha ucciso la democrazia. Adesso siete voi politicanti romani che potete scegliere per noi che fare dei nostri campi e dei nostri mari.

Ma che ne sapete voi? Ma chi pensate di essere?

Lo sappiamo tutti quanto ignorante sia la classe politica italiana, gente che rarissimamente conosce i territori e che firma le carte senza amore, senza conoscenza, senza interesse per la collettivita'. Solo per i propri tornaconti.

Che ne sa la Guidi o Galletti o la Vicari o Passera o lei stesso caro Renzi del mare di Monopoli?  Delle mucche di Zibido? Della costa dei trabocchi? Delle colline di Treviso? Della paura del terremoto degli emiliani? Di Ravenna che sprofonda?

Non ne sapete niente.

Se penso all'agosto del 2016, rabbrividisco. Lei caro Matteo Renzi non sa cosa sia la democrazia, e per me almeno, e' lampante e chiaro che e' una persona arrogante, insensibile, falsa. Si vede che non ha spessore. L'ho capito quando invece di ringraziare tutti quelli che si spaccano in quattro per salvare l'Italia dalle nuove Ilva, lei li ha chiamati con sprezzo "comitatini.  L' ho capito quando ho scovato le sue parole al convegno sul clima a NY pronunciate proprio mentre si preparava lo Sblocca Italia.

La recitava bene. 

Alla fine, a me dispiace solo per le colline, e per l'acqua, e per i pesci e per le persone che non hanno colpa di dover vivere in mezzo ai buchi, e ai fumi, e al petrolio.

Io non ce li ho i figli. Ho passato quasi dieci anni a informare mezza Italia su sismicita' indotta, airgun, idrogeno solforato, fanghi, osservazioni, royalties, e l'ho fatto prima ancora che si buttassero in questa mischia persone con secondi fini, associazioni che a lungo hanno dormito e che si svegliano solo adesso perche' il petrolio fa chic. Non c'e' stato tempo per molto altro nella mia vita. Forse non ce li avro' mai i figli.  E va bene cosi.

Ma lei si' che ce li ha. E la mia domanda e' molto semplice: vorrebbe lei mandare a vivere i suoi figli vicino alle trivelle? A farsi il bagno in mezzo alla monnezza petrolifera? Cosa gli dite lei ed Agnese dei cambiamenti climatici? E se tutte queste cose non vanno bene per i figli di Agnese e Matteo Renzi, perche' vanno bene per i figli degli altri?

Si. Il futuro dei figli degli Italiani e' in mano a voi parlamentari, e sono puzzolenti e sporche di vile petrolio.

Sunday, September 7, 2014

Renzi e petrolio: la norma la faccio io, anzi l'ho gia' fatta.

Gela, 2014. Spiaggie al petrolio

Viggiano, 2014. Atmosfera all'H2S.

Lo sviluppo di Matteo Renzi nel 2014.
More of the same.



 Il futuro del nostro paese è lontano dai combustibili fossili: 
il futuro del nostro paese è l'efficienza energetica, 
l'innovazione e l'uso delle rinnovabili.

21 Novembre 2012, Le Scienze

“Quando io penso che siamo in una crisi energetica che voi tutti conoscete, e abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata o in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno, io dico eh bè, vorrà dire che perderò qualche voto ma la norma per sbloccare e per tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo paese di vincere la sfida energetica, io la norma la faccio, anzi l’ho già fatta. Vada come deve andare”.

6 Settembre 2014, Rubinetterie Bresciane, Gussago (Brescia)


Evviva la coerenza!
 
Interessante che Matteo Renzi vada a parlare di trivelle lucane e siciliane -- con un pizzico di arroganza non lontano dal "ghe penso mi" di un altro primo ministro italiano -- a Brescia e che non abbia il coraggio di annunciarle direttamente ne ai lucani, ne ai siciliani. 

Perche' Matteo Renzi non va a dire queste cose, per dirne una, a Gela, dove l'industria petrolifera ha portato tumori, malattie e malformazioni a residenti e lavoratori, inclusi i bambini,  fuori da ogni limite di tolleranza e di decenza? Basta solo fare google "Gela ENI petrolchimico" e viene fuori ogni sorta di schifo. Invito veramente tutti quelli che pensano che il petrolio sia la panacea ai nostri mali ad andarci a Gela e a vedere li quanto lavoro e quanto progresso abbia portato loro l'ENI che li opera da decenni.  O che, come disse a me l'ENI tanti anni fa,  "quelli sono effetti collaterali"?

Lo stesso discorso si ripete per Viggiano - puzze, inquinamento, fiammate in atmosfera che ogni tanto mandano la gente in ospedale e ogni volta vengono definite "anomalie di funzionamento"?

Sicilia e Basilciata si contendono, assieme alla Calabria, ogni anno il titolo di regione piu' povera dello stivale. E' evidente che tutto questo lavoro e sviluppo il petrolio non l'ha portato.

Come detto ad nauseam non e' solo il petrolio, ma tutto cio' che gli ruota intorno: emissioni in atmosfera, rifiuti tossici da smaltire, oleodotti, desolforatori, raffinerie, scoppi e perdite, trasformazione di territori agricoli o boschivi in aree industriali con gravi ricadute ambientali ed occupazionali e che distruggono tutto il resto e la democrazia avvelenata. Ovviamente i risultati della petrolizzazione non si vedono il giorno dopo, ma dopo anni, ed e' per questo che e' facile fare demagogia da Brescia.  I pozzi sono altrove e le malattie verranno piu' avanti.

Ma lei dovrebbe saperlo meglio di me, caro Matteo: qui non si tratta di perdere voti, quanto di perdere vite preziose di persone innocenti che non hanno fatto niente di male se non nascere in posti petrolizzati. E' facile per Matteo Renzi parlare cosi.  Le trivelle non tangono lui, i suoi risparmi, la sua famiglia. Scommetto che parlerebbe diversamente se si decidesse di  trivellare le colline fiorentine a duecento metri da casa sua.

E poi, non fa ridere Renzi che parla di trivelle lucane che ci porteranno a "vincere la sfida energetica". Ma quale sfida? E con chi?  Di progetti petroliferi ne ho letti tanti, e non mi sovviene che ci siano clausole secondo le quali il petrolio estratto in Basilicata resti in Basilicata e sia venduto a prezzo di favore ai lucani. E neanche agli italiani. No, le multinazionali estraggono per vendere dove gli sta piu comodo, non certo per far vincere "la sfida energetica" all'Italia. Semmai faranno vincere la "sfida di Wall Street" agli azionisti sparsi nel mondo.

Tutto questo lascia avviliti e affranti per la piccolezza intellettuale e per l'ignoranza di chi parla.

In Basilicata non c'e' "un sacco di petrolio". In Basilicata c'e' un giacimento di petrolio che facilmente
potrebbe essere lasciato sottoterra se decidessimo di usare al meglio tutto il resto: risparmio energetico, rinnovabili e intelligenza, come diceva lo stesso Matteo Renzi meno di due anni fa.

Ma perche' Renzi ha cambiato idea? Perche' ce l'ha su con i comitatini? Non lo so, ma la mia piccola esperienza nei palazzi romani mi porta ad immaginare che non sia facile resistere alle lobby, alle pressioni e alle voci di tutti quelli che con il petrolio hanno da guadagnarci sopra. Sono organizzati, hanno le tasche profonde, e non hanno niente altro da fare.  Ecco allora che e' piu' facile cedere ai petrolieri e compari, e prendersela con i "comitatini", che chiamati cosi sono solo enti astratti, e non persone, madri e padri di famiglia che vogliono sono l'aria sana.

In tutto questa faccenda mi fanno un po tenerezza -- per essere gentili -- i vari governatori di Basilicata e di Sicilia. Cosa diranno? Avranno il coraggio di andare contro il primo ministro e le sue scellerate politiche o invece se ne staranno buoni ad obbedire e a far quadrare il cerchio, sacrificando le proprie genti e i propri mari e i propri campi? Veramente Marcello Pittella e Rosario Crocetta non riescono a vedere la realta' lampante di Gela e di Viggiano? Veramente ne vogliono delle altre per le loro regioni?

Ma la persona che io vorrei interpellare piu' di tutte e' Mrs. Agnese Renzi. Non hanno figli costoro?
Veramente pensano che il futuro dell'Italia e del pianeta sia ancora nel fare buchi? Non lo vede che l'Italia e' tutta densamente abitata e che non esiste una sola localita' da trivellare senza rovinare l'ambiente e l'abitato circostante? Che ne pensa Angese Renzi *da mamma* alle trivelle? Da mamma che vuole dare sicuramente ai propri figli tutto quello che di buono gli si puo' dare: la serenita', una buona istruzione, viaggi, l'apertura al mondo, il diritto di realizzarsi.

...e l'aria pulita? Perche' quella no? Senza l'aria sana non c'e' niente altro. Perche'  i bambini di Gela e di Viggiano e delle citta' al petrolio presenti e future non meritano l'aria pulita? Chi sono i petrolieri per poter prepotentemente prendersi i nostri campi, la nostra aria, la nostra salute? 

Matteo Renzi conclude con "Vada come deve andare" . No.  Qui non si tratta di una partita di calcio, qui si tratta di vita che e' troppo preziosa per farci giochi ed esperimenti sopra da parte di un primo ministro improvvisato e che due anni fa diceva una cosa e ora ne dice un altra.