.

.
Showing posts with label pressione. Show all posts
Showing posts with label pressione. Show all posts

Tuesday, April 16, 2019

Cina: sismicita' indotta da trivelle di magnitudo 5.7 e 5.3 R








La notizia arriva direttamente dalla rivista scientifica Seismological Research Letters, e ha per titolo
"The December 2018 ML 5.7 and January 2019 ML 5.3 Earthquakes in South Sichuan Basin Induced by Shale Gas Hydraulic Fracturing".

Mi sembra chiaro, no? 

Cioe' in Cina, nella regione del South Sichuan c'e' stata sismicita' indotta dal fracking di magnitudo 5.7 a Dicembre 2018 e di magnitudo 5.3 a Gennaio 2019.

E questo non lo dice la D'Orsogna, lo dice appunto una rivista peer-reviewed. Io sono solo dieci anni e piu' che continuo a martellare queste cose, perche' non voglio che ci siano dubbi.

L'evidenza monta in tutto il pianeta; le trivelle non portano niente di buono a nessuno dei residenti, e qui ne abbiamo l'ultima prova.

Occorre dirlo a Salvini e a quegli altri yes-men che lo circondano in tema trivelle, fra cui i governatori di Basilicata, Abruzzo, rispettivamente Vito Bardi e Marco Marsilio.

L'articolo in questione parla di due terremoti violenti in Cina, di cui abbiamo a malapena sentito parlare ma che ha causato forti danni a case e strutture in zona.

Il terremoto di dicembre (5.7 magnitudo) e' stato il piu' pericoloso, anche se meno intenso: ha ferito e ha causato danni, si stima, per 8 miliardi di euro e con 630 evacuati. L'altro terremoto si e' verificato un mese dopo a otto chilometri di distanza.

Il colpevole di questi terremoti e' il Changning shale gas block dove si trivella e si pratica fracking dal 2010. I pozzi di reiniezione invece sono arrivati nel 2014.

E voila' guarda caso, proprio nel 2014 l'incidenza delle scosse di terremoto e l'intensita' associata e' aumentata drammaticamente.  

Qui si stima che la causa dei terremoti sia stato l'insieme delle cose: cioe' il fracking in se, e anche la reiniezione, almeno a sentire l'autore principale dello studio, Xinglin Lei del Geological Survey del Giappone.

Gli epicentri dei terremoti sono stati localizzati, e la loro profondita' non e' risultata troppo elevata, cosa che li rende compatibili con l'origine antropica: erano a due e dieci chilometri sotto la crosta terrestre, nella norma per sismicita' indotta.

Le scosse invece sono perfettamente correlate con l'attivita' di iniezione nei mesi di dicembre e gennaio 2019, sia nello spazio che nel tempo. La maggior parte dell'attivita' sismica si e' verificata in concomitanza con le azioni umane, con poche scosse di assestamento. Gli sbalzi di pressione sotterranea causati dalle trivelle e dalla reinizione hanno riattivato vecchie faglie dormienti o sconosciute. L'attivita' sismica si quieta invece dopo le attivita' petrolifere.

Non ci possono essere dubbi perche' tutto cade a pennello.

Trivelli o reinietti; la terra trema, e trema forte.
Ti fermi, si fermano anche i tremori.

Le trivelle hanno continuato pero' a pompare in altre parti dello Sichuan, in particolare nella contea di Rongxian e nella citta' di Zigong. Il 24 e il 25 Febbraio 2019 ci sono state tre scosse, tutte superiori al grado quattro della scala Richter. Il piu' grave di magnitudo 4.9 ha ucciso due persone, ferito una dozzina e causato vari danni agli edifici della citta'. Sono stati evacuati in 130 mila.
Non si sa ancora l'origine esatta di questi altri due terremoti, ma la gente non ha aspettato: sono scesi in piazza in 3000 a chiedere sicurezza e ad un fermo temporaneo alle trivelle. Il fermo e' stato accordato, ma non si sa fino a quando durera'.

Ovviamente la Cina non e' proprio la culla dell'attivismo, ma in questo caso la paura e la consapevolezza potrebbero portare ad azioni forti da parte degli attivisti. Ma dall'altro lato ci sono interessi altrettanto forti: una enorme richiesta di energia in un paese in continua crescita; la voglia di produrlo in casa invece che importarlo, e incentivi da parte del governo. 

Si stima che la crescita della richiesta di gas continuera' fino al 2020.

Il problema e' che in Cina non ci sono fonti di gas "convenzionale" e che occorre fare ricorso a gas piu' scomodo da estrarre, che abbisogna di metodi piu' impattatnti e piu' distruttivi: appunto lo shale gas, dove che la roccia che lo contiene deve essere fratturato per estrarlo (da qui il nome fracking), da
metano negli strati di carbone e dal tight gas, ancora piu' intrappolato nella roccia da necessitare di fracking estremo.

E di questo gas "non-convenzionale" la Cina ne ha parecchio.  Hanno iniziato ad esplorare nel 2004, e il primo pozzo e' diventato attivo nel 2009. Nel 2012 hanno presentato un progetto quinquennale 
con sussidi e target di produzione. A trivellare le ditte nazionali CNPC e Sinopec.
Oggi, nel 2019 sono indietro rispetto ai piani del 2012, a causa di imprevisti e della difficolta' di estrarre questo gas cosi intrappolato nella roccia. 

E' il gas del Sichuan quello che e' considerato il meno difficile ed e' qui che si concentrano le maggiori operazioni. Pero' e' anche la zona maggiormente popolata, e un area gia' sismica. Anzi, solo dieci anni fa ci fu un mega terremoto che porto a piu' di 69mila vittime. Secondo vari sondaggi la gente gia' sapeva dei pericoli del fracking ed erano scettici dall'inizio, appunto per la sismicita' indotta, l'inquinamento di aria e di acqua, e gli usi spropositati di acqua.

Come dire, l'era di internet per tutti fa sapere a tutti che le trivelle sono una disgrazia per i residenti. Ma al governo questo non importa: il piano quinquennale dal 2018 al 2023 prevede ancora piu' fracking.

Basti solo pensare che nel 2018 la petrolditta CNPC  ha trivellato la bellezza di 330 pozzi nello Sichuan. Fino al 2017 ne avevano trivellato in totale solo 210.

E se ce il tuttapposto italiano, figuriamoci il tuttapposto cinese!

Sono subito partiti con la promessa di una review scientifica, per assicurarsi della sicurezza delle trivelle, hanno promesso che ci saranno seismologi presenti in ogni attivita' sismica per monitorare, e che ci saranno adeguate valutazioni di impatto ambientale, e che l'acqua per le trivelle verra' estratta in concomitanza con la disponibilita' locale, con la geologia e in modo da bilanciare le richieste dei residenti.

Sono ovviamente film gia' visti che si traducono in una sola parola, o due: balle cinesi!

E che il sismologo che guarda ferma i terremoti? O che gli impatti ambientali mai diranno che i loro pozzi fanno venire i terremoti? O che quando l'acqua e' poca i petrolieri volontariamente fermeranno le trivelle per farci fare il te ai residenti? 

Suvvia! Non siamo mica all'asilo!

Come sempre, occorre non farceli venire dall'inizio, e questo vale in Cina, in Italia e se vogliamo salvarlo, sul pianeta intero.

Wednesday, November 23, 2016

Alberta: cinque anni di terremoti indotti dal fracking




L'evidenza c'era gia' ma adesso arriva la rivista Science e non la D'Orsogna a confermarlo:  l'attivita' sismica nel nord dell'Alberta negli scorsi cinque anni e' dovuta alle operazioni di fracking.

Non di reiniezione di fluidi nel sottosuolo, ma proprio dalla pratica dell'inettare sottoterra concentrati ad alta pressione di fluidi e composti chimici e tossici.

L'articolo e' stato scritto da due ricercatori dell'Universita' di Calgary,  Xuewei Bao e David Eaton che nel loro scritto "Fault activation by hydraulic fracturing in western Canada"hanno analizzato piu' di 900 terremoti vicino a siti di estrazione di gas di scisto a Duvernay nell' area cosiddetta di Fox Creek.

Le scosse sono iniziate circa cinque anni fa, ma sono diventate piu' intense a partire dal dicembre del 2014. Includono un sisma di magnitudo 4.8, il piu' forte mai registrato nella storia per induzione da fracking nel Canada e nel mondo.

La causa dei terremoti e' da attribuirsi all'aumento della pressione sottterranea man mano che il prcesso di fracking continuava nel tempo; sia in termini di spaccatura della roccia sotterranea (e quindi in termini di cambi della geologia del sottosuolo) che in termini dei cambi di pressione dovuti agli enormi volumi di fluidi iniettati per spaccare la roccia. Gli effetti delle spaccature sono immediati, quelli dovuti ai residui di fluidi che restano nel sottosuolo dopo che la roccia si e' spaccata possono svilupparsi nel tempo.

E infatti in una delle zone terremotate, facendo un raffronto di correlazione temporale fra trivelle e terremoti, emerge che le scosse venivano registrate subito, al massimo entro un mese dall'attivita' di fracking; in una altra zona invece gli effetti dell'attivita' umana erano piu' diluiti nel tempo, con tremori che persistevano anche per vari mesi.

Nel primo caso e' il fracking a causare i terremoti; nel secondo sono i fluidi. 

Il fracking in se e' una vera e propria micro-esplosione istantanea che cambia subito la geolgia, cosi se ci sono faglie gia' criticamente sotto pressione, quando arriva il fracking, voila', l'energia aggiunta e' sufficente a rilascaire un terremoto subito. I fluidi invece possono dare origine a scosse su archi temporali piu' lunghi: visto che restano nel sottosuolo a lungo, la pressione che applicano e' cumulativa nel tempo e i terremoti possono arrivare anche mesi dopo l'iniezione.  In questo caso,
le faglie possono riattivarsi se i fluidi infiltrano i microspazi che puntellano la roccia porosa e la pressione porta piano piano a slittamento e a frizione aggiunta delle roccie sotterranee.

Quello che pero' emerge e' che se la geologia del territorio e' gia' sotto stress, anche piccoli cambi di pressione -- da fracking o da fluidi -- hanno il potere di causare scosse consistenti.

Secondo Bao ed Eaton, gli effetti di fluidi e fracking possono attivarsi anche a distanze superiori ad un chilometro dalle zone estattive. 

E cosi abbiamo sismicita' indotta da reiniezione di fluidi in Oklahoma e Kansas, da trivelle in Texas e in California, da fracking in Alberta, nel Regno Unito, da estrazione di gas in Olanda e da impianti di stoccaggio in Spagna.

Solo in Italia tutto questo non succedera' mai e poi mai.


Wednesday, August 21, 2013

Concessioni trivelle e stoccaggio: Golfo di Taranto, Ragusa, Pesaro, Ravenna, Vasto

E cosi, mentre in parlamento quelli della commissione ambiente si trastullano, le concessioni in mare e gli stoccaggi vanno avanti. Alcune di queste richieste sono proprio sottocosta, altro che articolo 35.

Ecco qui, direttamente dai siti ministeriali: Ragusa, Golfo di Taranto, Pesaro-Urbino, Ravenna e Vasto. 


1. GOLFO DI TARANTO




Permesso di ricerca idrocarburi D 68 FR-TU - Transunion Petroleum Italia

Acquisizione di dati geofisici con air-gun tra Policoro (Matera) e Trebisacce (Cosenza). 620 chilometri quadrati.

Regioni interessate: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia
Province interessate: Cosenza, Crotone, Lecce, Matera, Taranto
Comuni interessati: Albidona, Alliste, Amendolara, Bernalda, Calopezzati, Cariati, Cassano all'Ionio, Castellaneta, Castrignano del Capo, Ciro', Ciro' Marina, Corigliano Calabro, Crosia, Crucoli, Galatone, Gallipoli, Ginosa, Leporano, Lizzano, Mandatoriccio, Manduria, Maruggio, Massafra, Montegiordano, Morciano di Leuca, Nardo', Nova Siri, Palagiano, Patu', Pietrapaola, Pisticci, Policoro, Porto Cesareo, Pulsano, Racale, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Rossano, Rotondella, Salve, Sannicola, Scala Coeli, Scanzano Jonico, Taranto, Taviano, Torricella, Trebisacce, Ugento, Villapiana

Scadenza osservazioni di contrarieta': 3 Settembre 2013


2. GOLFO DI TARANTO 



Permesso di ricerca idrocarburi D 79 FR-EN.
ENEL Longanesi Development S.r.l.

Acquisizione sismica a mare attraverso "strumentazione idonea all’individuazione di accumuli di idrocarburi gassosi" nel Golfo di Taranto. 750 chilometri quadrati

Regioni, province e comuni interessati sono gli stessi della Transunion Petroleum Italia nel punto 1.

Scadenza osservazioni di contrarieta':  6 Settembre 2013


3. RAGUSA


Permesso di ricerca idrocarburi D 361 CR-TU
Transunion Petroleum Italia S.r.l.

Acquisizione dati Sgeofisici con air-gun nei pressi di Gela, Scoglitti e Punta Braccetto in provincia di Ragusa. 497 chilometri quadrati.

Regione interessata: Sicilia
Province interessate: Ragusa
Comuni interessati: Acate, Gela, Modica, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria

Scadenza osservazioni di contrarieta': 3 Settembre 2013


   
4. PESARO-URBINO


Coltivazione di idrocarburi A.C12.AG (BIANCA e LUISELLA)
ENI SPA Exploration and Production

Installazione di piattaforma di gas, perforazione di 8 nuovi pozzi, 3 condotte sottomarine per il trasporto del gas dalla piattaforma Bianca-Luisella alla piattaforma Brenda. 140 chilometri quadrati.

Regione interessata: Marche
Province interessate: Pesaro_Urbino
Comune interessato: Pesaro

Scadenza osservazioni di contrarieta': 17 Settembre 2013


5. RAVENNA 








Realizzazione nuovo impianto di stoccaggio gas di Alfonsine
STOGIT S.p.A.
Regione interessata: Emilia Romagna
Province interessate: Ravenna
Comuni interessati: Alfonsine, Lugo

Scadenza osservazioni di contrarieta' : 13 Settembre 2013


6.  VASTO


Concessione Fiume Treste Stoccaggio
Ampliamento capacità di stoccaggio, incremento della pressione massima di esercizio del 10%, perforazione di 4 nuovi pozzi.
STOGIT S.p.A.

Regioni: Abruzzo, Molise
Province: Campobasso, Chieti
Comuni: Cupello, Lentella, Montenero di Bisaccia


Evviva l'Italia al petrolio!

Friday, June 21, 2013

Bordolano - le fiamme dello stoccaggio




Il tuttapposto della Stogit: non si ravvisa quindi
alcuna situazione di emergenza.
E' tutto normale.

Notare che la Stogit notifica i Vigili del Fuoco di Quinzano D'Oglio
ma ... a Quinzano D'Oglio i vigili del fuoco non ci sono:
sono andati via verso la fine degli anni sessanta!!

Aspettiamo Godot!




5 Novembre 2014:

Sette nuovi pozzi perforati da Halliburton e Schlumberger sono
vicini o sopra faglie sismogenetiche con previsione di pressione di 240 bar. Resistera' a queste pressioni di immissione ogni sei
mesi per venti anni, il tappo "franco" di 44 m?


---------------------

Il fuoco ritorna protagonista a Bordolano dopo l'incendio a seguito della eruzione di un pozzo nel lontano marzo-aprile 1952.

Dal 27 maggio scorso un semplice fax di Stogit al Comune di Bordolano avvisa che "al Cluster B ubicato nel Comune di Bordolano, dal 29 maggio al 7 giugno 2013 si svolgeranno attività tali da comportare l'accensione di una fiaccola per la combustione controllata di gas metano proveniente dagli impianti.

Tale attività viene svolta dai nostri tecnici in totale sicurezza nell'arco delle 24 ore, e non si ravvisa quindi alcuna situazione di emergenza."

Nessun riferimento al Piano di Emergenza Esterna che manca dal 2010 da quando è entrato in funzione il "Cluster B", una delle strutture con il "Cluster A" e la "centrale di stoccaggio da 52MW" che fanno parte del "Progetto centrale e stoccaggio" per immettere nel sottosuolo, nei vecchi pozzi depleti, 1.200milioni di metri cubi di metano a ciclo, alternando ogni sei mesi cicli di immissione e di estrazione: nessuno sà dire con quali effetti per il sottosuolo che si estende anche su una sorgente sismogenica composita attiva, la ITCS 002, secondo i dati dell'INGV, nonostante la zona sia stata coinvolta nel terremto di Soncino-Romanengo del 12 maggio 1802.

Bordolano, un Comune in provincia di Cremona, nel Parco Oglio Nord è coinvolto con altri 15 Comuni, cinque dei quali in provincia di Brescia, nel "Progetto centrale e stoccaggio di metano-Stogti di Bordolano".

Il territorio coinvolto è di 135 kmq con 55.000 abitanti, per la gran parte del tutto disinformati: da queste parti la Convenzione di Aarhus che prevede informazione, partecipazione e consultazione dei cittadini sui progetti energetici che toccano i loro territori, è del tutto ignorata.

E, dopo l'avviso via fax di Stogit, il Sindaco di Bordolano ha risolto la "questione informazione" ai cittadini affliggendo un solo volantino alla bacheca del Comune: risultato?

Cittadini spaventati dal potente sibilo emerso dalle profondità del sottosuolo e dalla colonna di fiamme alte non meno di 20 metri sprigionatesi "dalla fiaccola per la combustione controllata di gas metano". Tutto sotto controllo?

Ma c'è davvero bisogno di importare ancora così tanto gas metano in Italia quando i consumi energetici e del metano stanno diminuendo dagli 85 miliardi di m3 di qualche anno fa ai 75-73 miliardi di m3 di oggi? Addirittura ci sono progetti per lo stoccaggio in sovrapressione a Sergnano (105%) a Ripalta Cremasca (110%), a Settala, di stoccaggi a Romanengo-ITIS 104 (vicina a Soncino-terremto 1802), a Capriano del Colle (sisma 1111 e 1222)-Bagnolo Mella a 30 km da Salò (ITIS 069, sisma 1901 e 2004), a Cornegliano Laudense dove nel 1951 si verificò un terremto a causa della eruzione di un pozzo: per la gran parte si tratta di stoccaggi situati sulle sorgenti sismogeniche attive ITCS 002, ITCS 072 e ITCS 010, capaci di sismi fra Magnitudo 5.5 e magnitudo 6.1 in ogni punto della loro estensione.

La Lombardia quarta regione europea per PIL, ha bisogno di vedere a rischio il proprio territorio senza un piano generale sugli stoccaggi, senza un piano ed un programma energetico.

I Comuni coinvolti in Lombardi adai progetti degli stoccaggi sono 116 con circa unmilione (1 milione!!!) di ignari cittadini che non conoscono cosa si nasconde sotto i loro piedi. Le principali città coinvolte? Brescia, Sesto San Giovanni, Monza, Cinisello Balzamo, Crema, Lodi... L'attività di stoccagio è considerata a rischio di incidente rilevante, soggetta alla "Direttiva Seveso"-D.lgs 334/1999: in nessun impianto oggi in funzione (Brugherio, Settala, sergnano, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Bordolano-Cluster B) è presente il Piano di Emergenza Esterna: nè i cittadini, nè i soccorritori sanno cosa fare in caso di incidente rilevante.

Non male, nella Lombardia del 2013! Quale futuro li aspetta?

Qui altre notizie piu' dettagliate

Tuesday, May 14, 2013

Fracking a Foggia?




The hydraulic fracturing stimulation technique pumping energized fluids introduced in the Roseto-Montestillo field has proved to be very successful in recovering well productivity

ENI Exploration & Production, 15-17 Aprile 2013, Cairo


Durante il periodo 15-17 Aprile 2013 un gruppo di ricercatori ENI ha presentato un lavoro dal titolo "Revitalizing Mature Gas Field Using Energized Fracturing Technology In South Italy" presso la 2013 North Africa Technical Conference and Exhibition a Il Cairo, Egitto.

Gli autori, Luis E. Granado, Roberta Garritano, Raffaele Perfetto, Roberto Lorefice, Roberto L. Ceccarelli, tutti dell'ENI, affermano di avere "rivitalizzato" un pozzo di gas gia' sfruttato in passato usando nuovissime tecniche di fratturazione idraulica che incluono l'uso di fluidi "energizzanti" a base di zirconati.

Il campo scelto e' quello di Roseto-Montestillo, nei pressi di Lucera e la concessione e' la Tertiveri.

Nel testo si dice che a causa della delicatezza delle operazioni, si sono dovuti usare molti accorgimenti in tutte le fasi di progettazione, trivellamento, completamento e successiva stimolazione dei pozzi.  E' stato necessario usare "elevatissime pressioni di pompaggio" e hanno avuto problemi con i proppanti, che servono a mantenere aperte le fessure dopo le operazioni di fracking. Alla fine pero' sono arrivati ad "ottimi guadagni" in produttivita' e allo stesso tempo hanno ridotto il quantitativo dei fluidi di perforazione.

Purtroppo l'unico sito da cui la notizia e' reperibile e' quello della "Society of Petroleum Engineers"
e i dettagli sono pochi.

Dai siti ministeriali non vi e' traccia di tale intervento: i pozzi nella concessione Tertiveri sono elencati tutti come in produzione o non produttivi e non vi sono altre specifiche.

Le domande che ci si pongono allora sono sempre le stesse:

Perche' queste cose le dobbiamo apprendere dalla "Society of Petroleum Engineers" in un convegno al Cairo e non da appositi enti informativi italiani?

L'ENI aveva i permessi per fare fracking? Cosa esattamente hanno pompato nel sottosuolo? Quanto tempo sono durate queste operazioni? Quando e' successo? La gente lo sapeva?  In quali altre localita' si vuole fare fracking in Italia?

I nostri ministri lo sanno cos'e' il fracking?

E veramente vogliamo andare avanti cosi, a casaccio? Che chi prima arriva fa un po quel che gli pare e poi lo dobbiamo venire a sapere da una mezza paginetta di un convegno in Egitto? E se non c'era il convegno quando l'avremmo saputo?

Cosa aspettiamo ad aprire un dialogo nazionale, non solo sul fracking ma in generale sul modo in cui intendiamo proteggere (o non proteggere) il sottosuolo dalle trivelle - di petrolio, gas, con fracking, senza fracking, in mare, in terra o per stoccaggi di dubbia utilita'?

Infine: perche' non seguiamo l'esempio della Francia che ha vietato il fracking gia' nel 2011?







Friday, August 3, 2012

3 metri sopra il cielo - di fracking



Geyser artificiale di metano ed acqua, dovuta a fuga di fluidi del fracking iniettati ad alta pressione nel sottosuolo, Pennsylvania 2012


Gas flaring di esalazioni di metano da fracking, Pennsylvania 2012


Geyser artificiale di metano ed acqua, dovuta a fuga di fluidi del fracking iniettati ad alta pressione nel sottosuolo, Pennsylvania 2012


Una delle ditte che fa fracking in Pennsylvania si chiama Chesapeake Energy. Chesapeake e' una baia nel Maryland, dove ci si affaccia la citta' di Annapolis e dove si mangiano i granchi. Un nome carino e rassicurante, dietro il quale sta il "piu' grande fracker del mondo "

Come tutte le ditte coinvolte nel fracking anche la Cheasapeake Energy ha avuto problemi di gas metano disciolti nell'acqua potabile, come nei video di Josh Fox.

Nel 2011 infatti, un pozzo della Chesapeake in Pennsylvania e' scoppiato e ha riversato 10,000 galloni - quasi 40,000 litri - di monnezza di scarto nei fiumi e nei cami della citta' di Leroy Township. In questo caso vi furono anche sospetti di fughe di metano in atmosfera.

Multa da $190,000.

Poi un altro pozzo ebbe una perdita, contaminando l'acqua nelle case di 16 famiglie di Bradford County, anche questa in Pennsylvania. 

Multa da $600,000.

Nel Settembre 2011 allora per tranquillizzare tutti,  la Chesapeake Energy dopo aver fatto un po di studi approssimativi e avere preso un po di precauzioni superficiali, incontro' i suoi investitori per dirgli che era tuttapposto, problemi identificati e risolti.

Invece, nel Maggio 2012 dopo quasi un anno delle rassicurazioni della Chesapeake Energy, il signor Micheal Leighton che vive non lontano dai pozzi della Chesapeake, trova - guarda caso - del metano nel suo pozzo artesiano, nello scantinato di casa, e nei fiumciattoli che sgorgano sulla sua proprieta'.

Il metano era cosi' abbondante che a un certo punto hanno pensato di dover evacuare a causa delle forti esalazioni.

Un giorno addirittura, meraviglie delle meraviglie, Micheal scopri' che l'acqua dentro al suo pozzo artesiano ribolliva lungo una colonna di ben 100 piedi di altezza - 30 metri di altezza di bollore.

Scopri' anche altri 20 sguizzi di acqua e metano dai campi sulla sua proprieta':  una collezione di geyser da fracking sul territorio, con zampilli piu' o meno alti.

Come da copione, l'acqua ardeva se accesa con un fiammifero.

Come da copione, prima del fracking non c'era niente di tutto cio'.

Cosa e' successo? La spiegazione piu' semplice e' che il metano si sia inflitrato nel sottosuolo dalle pareti corrose o crepate dei pozzi del fracking, e sia arrivato nel terreno, nel pozzo artesiano di Mr. Leighton e che l'alta pressione, le migrazioni sotterraneee abbiano portato a bollori e sguizzi.

La Shell - altra ditta che fa fracking quest'area - non sta messa molto meglio.

Loro invece hanno un pozzo che da un mese intero rilascia metano e siccome non sanno che fare, decidono di fare gas flaring - lo bruciano a cielo aperto, stile Nigeria.

Nel Giugno 2012  un altro pozzo della Shell nei pressi di Union Township, nella Tioga County ebbe delle perdite, ma questa volta metano, acqua, e fluidi non migrarono nel terreno ma furono sparati direttamente in cielo - 3 metri di altezza!

La zona e' rurale e la Shell diede un ordine di evacuazione al club dei cacciatori e della piccola citta' di Union. Anche qui non sapevano che pesci pigliare, e anche qui hanno fatto gas flaring.

Si pensa che la colpa di questo geyser del fracking sia di un vecchio pozzo dismesso che funge da valvola di sfogo per i fluidi sotterranei che trovano un modo per uscire in atmosfera.

Semplicemente la pressione sottoterra e' cosi alta, che appena il metano e l'acqua trovano una via d'uscita - sfogano direttamente in cielo, e per uno zampillo di tre metri.

Intanto le mucche non vogliono bere piu' acqua. Della serie, l'acqua al metano bevitela tu!

l'EPA - una specie di Ministero per l'Ambiente, Environmental Protection Agency - dice che "ci vorra del tempo" per fermare completamente i rilasci di metano in atmosfera dal geyser e dagli altri punti.

.. E che vuoi che sia andare a vedere Old Faithful nel parco di Yellowstone... qui abbiamo il fracking!