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Sunday, July 16, 2017

Le suore inaugurano cappella sacra lungo il percorso di un oleodotto per fermarlo







It's not just about this pipeline.
It's about drawing awareness to what fossil fuel usage has done to the poor, 
to communities, and to the planet."

"We see this as a moral, religious, and spiritual stand"

Suor Sara Dwyer
“This just goes totally against everything we believe in
 we believe in sustenance of all creation,”  


"We just wanted to symbolize, really, what is already there: 
This is holy ground,”
Suor Janet McCann,





Un'altra storia di Davide contro Golia, con tanta creativita' e immaginazione.

Siamo a Lancaster, Pennsylvania, dove un gruppo di suore il giorno 9 Luglio 2017 ha dedicato una cappella in un campo agricolo. La cerimonia e' stata guidata da Suor Janet Mc Cann.



E' una cappella semplice, anzi, non ha neanche le mura vere e proprie, solo delle panchine benedette e ed un altare. Ma lo scopo e' ben preciso: fermare la costruzione di un oleodotto fra quegli stessi campi.  La cappella all'aria aperta e' il modo in cui le "Adorers of the Blood of Christ" un gruppo di suore cattoliche ha deciso di protestare contro la decisione della Atlantic Sunrise Pipeline di costruire un oleodotto per il trasporto di gas, tagliando 183 miglia attraverso la Pennsylvania.

L'ordine delle "Adorers of the Blood of Christ",  ha circa 2000 suore in giro per il mondo, e la loro missione e' quella della protezione ambientale e dell'attivismo.  Come ordine hanno protestato impianti idrolettrici in Brasile e progetti di miniere aurifere in Guatemala.

Non ne avevo mai sentito parlare prima ed e' proprio una bella cosa sentire di queste suore, che paiono tutte non giovanissime, facciano attivismo per la loro terra, e per la terra di tutti.

Il campo su cui sorge la cappella appartiene alle suore e viene coltivata da terzi, ma il governo ha dato alla ditta che vuole costruire l'oleodotto, la Williams Partners, il permesso di costruire tramite esproprio. 

In teoria le suore non hanno dunque piu voce in capitolo. Ci sara' una udienza il giorno 17 Luglio, ma le suore hanno voluto protestare in questo modo, oltre che con la causa federale, secondo la quale le loro liberta' religiose sono state infrante dai petrolieri e dall'esproprio.
Attorno a loro il gruppo attivista piu' largo Lancaster Against Pipelines  che hanno aiutato le suore ad organizzarsi. L'idea e' che se questa Williams Partners proprio vuole la terra, dovranno spuntarla in tribuale e poi distruggere altare e banchi benedetti.

Secondo le suore la loro protesta "religiosa" e' perche' l'oledotto viola i loro principi etici, in quanto
la terra, secondo cio' che insegna la Bibbia e' un santuario da essere protetto. 

Dicono che non e' solo la questione oleodotto, quanto tutte le conseguenze nefaste dell'industria del petrolio e del gas, sull'ambiente, sui poveri, alle comunita'. Ovviamente i petrolieri sparano numeri grandiosi: l'oleodotto portera' energia a ben 7 milioni di case e portera' lavoro ai residenti.

La cosa strana e' in genere, negli USA, l'esproprio si usa per costruire scuole e strade, per opere di utlita' pubblica, e non per opere private, come in questo caso, dove i vantaggi andranno solo a quelli della Williams Partners.

Ad ogni modo, in 300 sono venuti all'inaugurazione della cappella il giorno 9 Luglio e c'e' stato da allora un viavai di persone di ogni credo religioso che ha lasciato dei fiocchetti in segno di solidarieta'.

Ovviamente non sappiamo se questa azione fermera' i petrolieri, ma e' bello, sempre, sentire di comunita' che resistono il mostro.

Sunday, August 23, 2015

La Forest Oil, poi Sabine Oil, poi .. bancarotta






Eccoci qui al funerale e speriamo alla seppellitura della Forest Oil Corporation, quelli che volevano trivellare Bomba. 

Inizia tutto verso la fine del 2014, quando la Forest Oil, piegata in due da debiti, affari andati a male, e dal crollo del prezzo del petrolio, decise di unire le sue forze con la Sabine Oil & Gas Corporation,  che non stava messa cosi bene neanche lei. Magari pensavano che pur zoppicando tutte e due, in qualche modo potessero risollevarsi assieme. La Sabine Oil assorbi' la Forest Oil.

Ma il matrimonio fra le due non e' stato sufficiente a superare la tempesta, e cosi a Luglio del 2015 anche la Sabine Oil si e' arresa e ha chiesto che le venisse applicata la cosiddetta protezione della Chapter 11 -- e cioe' un periodo di protezione dai creditori che si da a compagnie in difficolta' per darle modo di riorganizzarsi. E' una sorta di coma indotto prima della bancarotta finale. Qualche volta le ditte riescono a riorganizzarsi sotto questo Chapter 11, altre volte no.

In questi otto mesi del 2015 la Sabine fusasi con la Forest ha venduto concessioni, tagliato le spese e i salari, ma non ci sono riusciti:

“Given the severity of the current market conditions and their impact on the company’s cash flow situation, the company has been unable to right-size its balance sheet through cost-cutting and self-help measures alone”

scrive il Chief Financial Officer Michael Magilton. La Sabine ha dichiarato di avere 2.5 miliardi di dollari in concessioni e proprieta', e 2.9 in debiti.
E' interessante pure capire come sono arrivati fin qui. La Sabine a un certo punto ha *denunciato* alcuni investitori che giocavano con le loro sorti e la causa e' ancora aperta.

Infatti, grazie ad alcuni investitori, la fusione fra la Forest Oil e la Sabine Oil ha avuto dei ritardi, che hanno fatto si che alcune delle concessioni perdessero valore. Fu annunciata gia' nel Maggio 2014 e invece venne eseguita soloa Dicembre 2014. Perche' gli investitori hanno fatto questo? Perche' nello stesso tempo questi simpaticoni degli investitori stavano anche *scommettendo* che la fusione fallisse. Cioe' avevano tutto l'interesse speculativo a che la fusione fra la Sabine e la Forest andasse a male. Allo stesso tempo, visto che hanno tasche profonde gli investitori hanno anche comprato azioni della Forest Oil e della Sabine Oil, in modo da poter controllare le tempestiche della fusione e mettere lo zampino fra le ruote.

Simpatici questi investitori, eh? Ma dopotutto sono petrolieri, e come sempre, chi la fa l'aspetti. Personalmente considerato il trattamento che la Forest Oil ha riservato a Bomba non provo alcun dispiacere. 
Nel frattempo, messa in standyby la fusione, il prezzo del petrolio continuava a calare e ogni giorno perso era un passo in piu' verso il fallimento, cosicche' quando la fusione Forest-Sabine finalmente c'e' stata, e' stato troppo tardi. 

Sic transit gloria della Forest Oil, fondata con cotanta speranza nel 1916 in Pennsylvania e quotata in borsa dal 1969. La Sabine Oil invece con uffici ad Houston e' stata fondata nel 2007.
Adios. 
Il caso e' noto come ``Sabine Oil & Gas Corp., 15-11835, U.S. Bankruptcy Court, Southern District of New York (Manhattan)".

Monday, June 1, 2015

Il fracking e il gas radon radioattivo nelle case



Eccoci qui.

Quando pensi che le trivelle non possano portare altri tipi di guai - sismicita' indotta, inquinamento di acqua e di aria, democrazie malate, acquiferi contaminati, arriva qualche novita'.

Un nuovo studio mostra una correlazione fra la presenza di pozzi estrattivi in cui si esegue fracking per estrarre gas naturale e livelli inaspettati e pericolosi di gas radon nelle case vicino ai pozzi stessi.  Il radon e' un gas incolore, insapore e radioattivo che causa il cancro ai polmoni.

Joan A. Casey e i suoi collaboratori della John Hopkins Bloomberg School of Public Health, hanno riportato su ``Environmental Health Perspective" che analizzando la bellezza di 860,000 edifici fra il 1989 ed il 2013, si e' potuto verificare che ogni volta che le operazioni di fracking arrivavano in una determinata zona, le case e gli edifici immediatamente riportavano tassi elevati di radon. I picchi maggiori si sono avuti nel 2004 -- proprio l'anno di inizio del fracking.

Nel 42 percento dei casi i valori erano oltre i limiti di sicurezza.

Secondo Joan A Casey:

"By drilling 7,000 holes in the ground, the fracking industry may have changed the geology and created new pathways for radon to rise to the surface"

E cioe': elementare Watson. Fai 7000 buchi di qua e di la, e alla fine in qualche modo dai la possibilita' a questi gas tossici intrappolati sottoterra di venire in superificie e di adagiarsi nei polomoni della gente.

Non ci vuole la laurea in geologia!

Non e' la prima volta che succede perche' gia' in Colorado successe la stessa cosa.  Allo stesso modo il U.S. Geological Survey nel 2012, riporto' alti livelli di radon nell'acqua dello stato di New York e della Pennsylvania vicino al Marcellus Shale, zona di trivelle e di fracking.
 
Come sempre i petrolieri dicono che e' tuttapposto e che mai e poi mai il radon in superificie. Dicono pure che tutto questo in Pennsylvania "e' naturale".

Si, si. A me capita tutti i giorni di aprire la finestra e di sentire il radon che mi viene in casa!

Monday, November 24, 2014

Basilicata: Radioattivita' nove volte superiore ai limiti - a titolo meramente esemplificativo



A titolo meramente esemplificativo, per I'acqua potabile il livello di riferímento 
fissato dalla direttiva UE per la
concentrazione alfa totale è pari a 0.1 Bq/L 
e i valori misurati nei campioni prelevati nel caso
in oggetto risultano circa nove volte superiori.

Basilicata: radioattivita' nove volte superiore al normale, che vuoi che sia!

Tutto si puo' scaricare qui

A volte penso a Cassandra e, ammesso che sia veramente esisitita, a come se sentisse nel vedere e sentire le cose che diceva trasformarsi in realta'. Predico queste cose sull'inquinamento e sul petrolio da anni ed anni ormai e alla fine, tutto si avvera,  esattamente come e' gia' successo in ogni angolo del pianeta dove il petrolio e' diventato di casa. La Basilicata non fa eccezione.

Non si deve essere sorpresi quindi se hanno trovato rifiuti radioattivi a Tecnoparco, dove arrivano gli scarti petroliferi del centro oli di Viggiano. E' noto da anni ed anni ed anni che fra i fluidi di perforazione ci sono componenti radioattivi, e che l'azione stessa del trivellare riporta in superficie composti radioattivi naturalmente presenti nel sottosuolo. Quegli stessi che madre natura aveva ben pensato di seppellire, e tenere lontano dalle nostre vite. E noi come dei beceri, lo riportiamo in superficie.

E dove puo' finire questa robaccia se non nelle nostre acque e nei nostri campi? 

Semmai occorre chiedersi dove fossero tutti gli enti preposti a salvaguardare, a monitorare, a controllare in tutti questi anni - e anche tutti questi accademici dell'ultima che urlano *dopo* che il petrolio e' diventato di moda, ma che *prima* dormivano tranquilli.

Ad ogni modo, eccoci qui. La cronaca di un morto annunciato.

L'Arpab lo chiama screening - anche qui, gli piace l'inglese - ma e' solo una analisi di quattro campioni prelevati a Tecnoparco di fanghi e di acque di scarto provenienti dal Centro Oli della Val D'Agri di Viggiano.

Dicono che "da fonti bibliografiche" risulta che i rifiuti (acque di produzione, fanghi e tubíni delle condutture) prodotti da attività estrattive (pozzi petroliferi o estrazione gas naturale) possono contenere significative concentrazioni di radionuclidi naturali, come effetto delle estrazioni dal sottosuolo e anche attraverso il veicolamento delle acque dagli strati profondi.

E quindi fanno i controlli - della serie, meglio tardi che mai!

Ecco cosa dicono:

"A titolo meramente esemplificativo, per I'acqua potabile il livello di riferímento fissato dalla direttiva UE per la concentrazione alfa totale è pari a 0.1 Bq/L e i valori misurati nei campioni prelevati nel caso in oggetto risultano circa nove volte superiori"

E quindi, a titolo meramente esemplificativo, cosa vogliamo fare?

Chi ripulira' il tutto? Dove finira' l'acqua? Chi berra' l'acqua? Le strutture di Tecnoparco sono capaci di eliminare le componenti radioattive? Chi paghera' le multe? Chi chiedera' scusa alla gente per avergli avvelenato l'acqua? Che vuol dire a titolo "meramente esemplificativo"? E a titolo meramente attivo cosa facciamo?

Ed ecco perche' gli scempi si fermano prima del tempo e non dopo che sono gia' successi: ci vogliono anni per solo fare le analisi e poi, alla fine,tutto si risolve in una paginetta, mentre chi vive li vicino ha respirato radioattivita' e veleni. E tutto questo schifo non si toglie mica con interventini spiccioli, ci vogliono anni e soldi, e volonta' politica che nessuno ha.

Che dire. Io dico solo che ovunque li si cercheranno, si troveranno scarti inquinanti e tossici - che sia Pisticci, che sia Cercemaggiore, che sia la Pennsylvania, perche' e' la natura stessa del petrolio di portare con se inquinamento e distruzione - dell'ambiente, dei polmoni, della democrazia.











Tuesday, March 18, 2014

I pozzi di gas e i difetti alla nascita










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Vediamo adesso cosa hanno da dire i negazionisti.

Le operazioni petrolifere, di qualsiasi genere, sono associate ad agenti dannosi alla salute perche' inquinanti - i composti organici volatitli, il benzene, i nitrati, gli idrocarburi policiclici aromatici.
Queste cose, si sanno da decenni, sono dannose alla salute. La stessa American Petroleum Institute nel 1948 concluse che la concentrazione giusta di benzene in atmosfera per garantire la salute umana e' esattamente zero.

Bene, adesso un gruppo di ricercatori della Colorado School of Public Health, guidato da Lisa McKenzie,  ha analizzato 124,842 nascite fra il 1996 and 2009 in zone rurali del Colorado e ha messo in relazioni le nascite di bambini con difetti e pozzi dove si estrae gas naturale.

Il risultato?

Beh, se sei incinta, forse e' meglio vivere altrove che vicino a pozzi di metano.


Le mamme che vivevano vicino a posti in cui c'erano pozzi di metano avevano le probabilita' doppie di avere un bambino con un difetto ai tubi neurali, rispetto alle mamme che vivevano a dieci miglia da pozzi di gas. 

I Neural Tube Defects (NTD) sono malattie congenite dovute ad aperture nel cervello o nel midollo spinale durante la fase di sviluppo embrionale. Fra i Neural Tube Defects: anencefalia, encefaloceles, hydranencephaly, iniencephaly, schizencephaly, e la spina bifida.

Allo stesso modo, le mamme che vivevano vicino a pozzi di gas avevano la probabilita' del 30% in piu' di avere figli con difetti al cuore, principale causa della mortalita' infantile.

Non e' ben chiaro quale esattamente sia il meccanismo che porti a questi problemi (aria contaminata? acqua contaminata?) ma il risultato e' certo: chi vive vicino a questi pozzi da fracking ha maggiori probabilita' di avere figli con difetti alla nascita.

A Gennaio 2014 ci fu uno studio simile in Pennsylvania, condotto da Janet Currie (Princeton University), Katherine Meckel (Columbia University) e John Deutch e Michael Greenstone (Massachusetts Institute of Technology), dove invece si studiarono le nascite dal 2004 al 2011 per studiare lo stato di salute dei bambini nati in un raggio di 2.5 chilometri da pozzi da fracking.  Trovarono che vivere vicino a pozzi di gas naturale aumentava le probabilita' di basso peso alla nascita, molto probabilmente a causa dell'inquinamento dell'aria.


I petrolieri dissero che i bambini si ammalano di piu vicino ai pozzi perche' il fracking cambia la distribuzione demografica nei dintorni dei pozzi e le madri che scelgono di vivere li vicino sono gia' malate per conto loro.

E poi gli asini volano.



Monday, February 17, 2014

Dopo lo scoppio, la Chevron offre la pizza a tutti







Qualche giorno fa e' scoppiato l'ennesimo pozzo in Pennsylvania, era della Chevron.

Ne abbiamo parlato qui - e' stato uno scoppio orribile con un lavoratore disperso che si presume morto, e con le fiamme che sono rimaste ad ardere incontrollato per ben cinque giorni.

Oggi i cittadini di Bobtown, nelle vicinanze del pozzo scoppiato, ricevono il loro premio per tutto quello che hanno sopportato - esalazioni, rumori, fiammate, paura,

Una pizza!

La Chevron manda infatti una lettera a tutti i cittadini. Dentro la busta un messaggio:

Chevron recognizes the effect this has had on the community. We value being a responsible member of this community and will continue to strive to achieve incident-free operations. We are committed to taking action to safeguard our neighbors, our employees, our contractors and the environment.

La Chevron riconosce gli effetti che questo ha avuto nella comunita’. Ci teniamo ad essere parte responsabile di questa comunita’ e continueremo a cercare di portare avanti operazioni senza incidenti. Ci prendiamo l’impegno di agire per la sicurezza dei nostri vicini, dei nostri impiegati e dell’ambiente.


E poi un buono sconto per andarsi a prendere la pizza a "Bobtown Pizza".

Ti danno la pizza large ed una bottiglia di bevande gassate da due litri.

Ti inquinano l'aria e i polmoni ma ti riempiono la pancia.

Qui la lettera Chevron e il buono pizza e coca cola.


Qui le immagini dello scoppio della Pennsylvania dell'11 Febbraio (in cambio della pizza)
It was a horrific event on every level. One worker at the rig was not found and is presumed dead. The fire -- who posed enormous risks to rescue workers and to the surrounding community -- burned intensely for five days before it was finally extinguished. Despite reassurances, neighbors surely worried whether toxins were released in the fiery aftermath.

Of course, living near a fracking rig in Pennsylvania -- the state that Gov. Corbett has promised will become "the Texas of natural gas" -- isn't a picnic under the best of circumstances; scores of neighbors have complained about polluted drinking water or foul odors or ailing pets and livestock, of headaches and nausea and skin rashes.
But the people of Bobtown who endured the Chevron blast got a sweet -- or rather savory -- consolation prize for all that agita.
Pizza, pizza!. OK. actually just...pizza.
Local residents were delivered a note (pictured above), dated Sunday, from the Chevron Community Outreach Team. It states in part:
Chevron recognizes the effect this has had on the community.  We value being a responsible member of this community and will continue to strive to achieve incident-free operations.  We are committed to taking action to safeguard our neighbors, our employees, our contractors and the environment…
Tucked inside the envelope was a gift certificate to Bobtown Pizza, courtesy of Chevron. It entitles the resident to a free large pizza, and before you say something like, “Boy, is that chintzy,” you should know that was just the beginning, that the coupon also entitles the holder to a 2-liter soda.
Is there a catch? Well, sort of – the certificate is good for a "special combo only." Remember, Chevron's yearly profits declined in 2013 and the firm made just barely over $21 billion. You weren't really expected pepperoni, too, were you? (Note: the pizza certificates were first reported by No Fracking Way and Raging Chicken Press -- I called (!!) the pizza shop and confirmed that about 100 of the certificates were distributed by Chevron.)
Of course, a cynic would argue that a lifetime supply of pizza -- even with those cheesy breadsticks thrown in -- wouldn't be worth the health risks of having a massive fracking rig next door. On the other hand, I see a possible new marketing campaign for Chevron: We guarantee your fracking rig won't explode, or your pizza is free!

Read more at http://www.philly.com/philly/blogs/attytood/Chevron-Endure-our-fracking-fire-and-the-pizzas-on-us.html#oimMfj5xk6kDvKVQ.99

Tuesday, January 7, 2014

Inquinamento falde acquifere da petrolio ora ufficiale



In Pennsylvania, Ohio, West Virginia, Texas ci sono stati centinaia e centinaia di casi di inquinamento delle falde acquifere dovute a trivellazioni da petrolio e gas, con e senza fracking.

Il report dell'AP conferma che tutte le rassicurazioni dell'industria del petrolio -- abbiamo le cementificazioni perfette, trivelliamo piu' in profondita' degli strati di acqua sotterranei e dunque non li intacchiamo -- non sono poi cosi attendibili.

In Pennsylvania ci sono stati 398 segnalazioni di inquinamento di falda nel 2013, e 499 in 2012.
Di questi almeno cento sono stati confermati dalle autorita' negli scorsi anni. Fra le famiglie interessate i McMickens che hanno ricevuto, assieme a due famiglie confinanti, $1.6 milioni di dollari dall'industria del petrolio per i danni subiti.

Non e' stato facile per l'AP ottenere i dati.  Gia' dal 2011 il Pennsylvania Department of Environmental Protection cerco' di impedire alla stampa e alle associazioni di cittadini di accedere ai file relativi alle segnalazioni di inquinamento di falda. In tribunale hanno detto di non tenere il conto e di non sapere dove vengano messe tutte le lettere arrivate dal pubblico. Sono stati piu' trasparenti invece in Texas. Ad ogni modo, grazie alla persistenza dei giornalisti dell'AP si e' appurato che
  • Su 5,000 pozzi in Pennsylvania sono stati confermati almeno 106 casi di inquinamento di pozzi artesiani. Su altri pozzi si sta ancora lavorando.
  • In Ohio ci sono state 37 segnalazioni nel 2010, 54 nel 2011, 59 nel 2012 e 40 nei primi undici mesi del 2013.  Di questi casi, sei sono stati confermati dalle autorita' e altre quattordici sono ancora in via di esame.
  • In West Virginia ci sono state 122 segnalazioni di inquinamento negli scorsi quattro anni. Di questi casi, 4 sono stati considerati gravi.
  • In Texas ci sono state 2,000 segnalazioni di irregolarita' delle operazioni petrolifere fra cui 62 di inquinamento di pozzi artesiani.Negli scorsi 10 anni nessuna di queste violazioni e' stata confermata dalle autorita' texane.

La notizia e' poi rimbalzata su tutte le maggiori testate USA.

Qui ABC.

Qui USA Today

Qui CBS

Qui NBC

In Italia, l'agenzia di stampa AGI e' del 100% di proprieta' dell'ENI.

Chissa' quante indagini fanno sull'inquinamento da petrolio nelle regioni italiane.

Friday, January 3, 2014

La Exxon-Mobil a processo per inquinamento da monnezza da fracking





Qualche tempo fa abbiamo parlato del caso di Kathleen Kane, l'Attorney General della Pennsylvania che ha denunciato una sussidiaria dell'Exxon per riversamenti illegali di monnezza da fracking.

Bene, oggi 3 Gennaio 2014 e' stato deciso che questa sussidiaria della Exxon Mobil Corporation, la XTO Energy, dovra' sottostare a processo criminale per avere riversato decine di migliaia di galloni di rifiuti petroliferi in un sito dimesso della Pennsylvania nel 2010.

L'ha deciso il Magisterial District Judge James G. Carn, secondo cui tutte e otto le accuse contro la Exxon sono buone per essere mandate a processo. Parliamo di violazioni al "Clean Streams Law" e al "Solid Waste Management Act", leggi per la pulizia dei fiumi e per la gestione dei rifiuti.

Secondo le accuse, nel 2010 la Exxon aveva volontariamente aperto una valvola da una tanica di monnezza, inquinando il terreno con 240,000 litri di rifiuti da fracking. 

La Exxon si era giustificata dicendo che "non c'erano effetti negativi" sull'ambiente e che una condanna avrebbe scoraggiato le ditte del petrolio ad una buona gestione dell'ambiente.

Dicono proprio cosi:

“The criminal charges filed by the Attorney General are unprecedented and an abuse of prosecutorial discretion. There was no intentional, reckless, or negligent misconduct by XTO. The incident did not result in significant or lasting environmental harm. Charging XTO under these circumstances could discourage good environmental practices, such as recycling. The action tells oil and gas operators that setting up infrastructure to recycle produced water exposes them to the risk of significant legal and financial penalties should a small release occur”

"Small" i miei stivali.

"Le accuse criminali presentate dall'Attorney General sono senza precedenti e sono un abuso di discrezione dell'accusa. Non c'e' stato alcun comportamento intenzionale, pericoloso o negligente da parte della XTO. L'incidente non ha causato danni ambientali significativi o durevoli. Condannare la XTO in queste circostanze potrebbe scoraggiare buone pratiche ambientali, come il reciclaggio. Questa azione legale dice agli operatori del petrolio e del gas che mettere su infrastruttura per reciclare le acque di produzione li espone al rischio significativo di pene legali e finanziarie nel caso in cui ci possano essere delle piccole perdite."

Fanno veramente pieta'.

Ci possono credere solo loro.
 


http://thinkprogress.org/climate/2014/01/03/3115991/exxon-criminal-charges-fracking-spill/

Thursday, December 26, 2013

Erie County, New York: no al fracking


Divieti fracking nello stato di New York al 20 Dicembre 2013

 Divieti fracking nello stato di New York al 14 Agosto 2012


Un altro piccolo passo in avanti nei divieti di fracking negli USA.

Il giorno 12 Dicembre 2013 la contea di Erie, nello stato di New York, ha vietato il fracking su tutti i terreni di proprieta' della contea. Il voto e' stato approvato per 9-2.

La legge vieta anche l'introduzione di qualsiasi tipo di monnezza da fracking nelle aziende delle contea, come ad esempio i depuratori e lo spargimento di qualsiasi tipo di "sotto-prodotto" del fracking sulle strade - vedi sale sulle strade durante le nevicate.

La persona che sta dietro questa vittoria si chiama Rita Yelda ed e' membro del gruppo Food and Water Watch e del Western New York Drilling Defense. I due che hanno votato no alla legge anti-fracking, Joseph Lorigo e Edward Rath, dicono che era una legge scritta di fretta, ambigua e non necessaria.

Niente di nuovo sotto il sole!

E infatti siccome non sa cosa dire Lorigo dice

“We don’t need another invalid law that’s going to open us up to litigation that’s going to cost the county possibly hundreds of thousands of dollars in legal fees”

"Non ci serve un altra legge invalida che ci apre le porte ad altre cause e che causera' alla contea centinaia di migliaia di dollari in spese legali".

E poi ancora, Chris Collins, altro politico interessato alle trivelle, che invece dice che il divieto di fracking e' "anti-job and anti-business".

Al che gli risponde Charley Bowman, presiedente del Renewable Energy Task Force del West New York Peace Center che gli ricorda che l'industria del fracking ha creato meno di 6,000 posti di lavoro in Pennsylvania.

Ne avevano promessi 88,0000.

Dai pozzi gia' fraccati in Pennsylvania la produzione di gas e' in calo del 30% per pozzo. La produzione di metano cala perche' come per tutte le energie fossili, la produzione di petrolio o di gas e' temporanea. Fra qualche anno di quei 6,000 posti di lavoro ne rimarranno zero.

Per non parlare di tutti i capoccioni pro-business - la Goldman Sachs investe ogni anno $4 miliardi di dollari in energia rinnovabile.  Samsung ha invece aperto un centro di energia rinnovabile al suono di $5 miliardi di dollari in Ontario, Canada, dove si producono elementi per pale eoliche e pannelli solari.

Amen.

Sunday, October 6, 2013

Tutti i numeri del fracking made in the USA, 2012

 “The numbers don't lie.  
Fracking has taken a dirty and 
destructive toll on our environment".
John Rumpler, Environment America 

Il giorno 3 ottobre 2013 the Environment America Research and Policy Center ha pubblicato un rapporto dal titolo "Fracking by the Numbers,"che raccoglie tutti i dati sul fracking negli USA.
Eccoli:
 280 miliardi di galloni di acqua di scarto generata nel solo 2012, 
fanno 1000 miliardi di litri di monnezza tossica
450,000 tonnellate di inquinanti dispersi in atmosferanel 2012

250 miliardi di galloni di acqua potabile usata dal 2005
fanno 1000 miliardi di acqua che non torneranno piu' potabili
360,000 acri di terreno inquinato dal 2005

100 millioni di metri cubi di materiale che 
causa cambiamenti climatici emessi in atmosfera

Sono numeri da capogiro.

Tutto questo ha conseguenze gravi sui residenti, che si ammalano di vari problemi di salute, sulla contaminazione di acqua potabile da ogni genere di monnezza, sugli animali, sulle strade rovinate dal passaggio ripetuto di mezzi pesanti.
Le conslusioni del rapporto sono disarmanti.

Given the scale and severity of fracking’s myriad impacts, constructing a regulatory regime sufficient to protect the environment and public health from dirty drilling seems implausible. In states where fracking is already underway, an immediate moratorium is in order. In all other states, banning fracking is the prudent and necessary course to protect the environment and public health.

Data la portata e la gravita' della miriade di problemi collegati al fracking, la realizzazione di un regime di regolamentazioni che possa proteggere l'ambiente e la salute pubblica dalle trivelle appare non plausibile. Negli stati dove il fracking e' gia' in atto, una moratoria immediata e' necessaria. Negli altri, il divieto totale e' la scelta prudente e necessaria per proteggere l'ambiente e la salute pubblica.

E Obama?

Obama che e' pur sempre un politico, sta ancora considerando la possibilita' di aprire terreni federali pubblici alle trivelle.  Fra questi posti il White River National Forest in Colorado e il Delaware River basin, che danno da bere a 15 milioni di persone.

Ci sono stati oltre UN MILIONE di commenti e di osservazioni di contrarieta' e ci si auspica che Obama ascolti la voce della ragione e del buon senso.

Un milione di commenti.

Il documento si conclude cosi:

The numbers on fracking add up to an environmental nightmare. For our environment and for public health, we need to put a stop to fracking. It’s time for our federal officials to step up; they can start by keeping fracking out of our forests and away from our parks, and closing the loophole exempting toxic fracking waste from our nation’s hazardous waste law.

I numeri sul fracking sono un incubo ambientale. Per il nostro ambiente e per la salute pubblica, occorre fermare il fracking. E' ora che i nostri pubblici ufficiali si diano una mossa. Possono iniziare con il tenere fuori il fracking dalle nostre foreste e dai nostri parchi e nel chiudere le scappatoie che esenzionano la monnezza tossica del fracking dalle leggi sui rifiuti speciali e nocivi.


Wednesday, October 2, 2013

Pennsylvania: acqua di fiume radioattiva


 "The occurrence of radium is alarming - this is a radioactive constituent that is likely to increase rates of genetic mutation and can be a significant radioactive health hazard for humans"

 William Schlesinger
 Cary Institute of Ecosystem Studies


Di questa storia aveva gia' parlato il New York Times qualche anno fa.

A valle di vari impianti di trattamento dei rifiuti da fracking in Pennsylvania, l'acqua e' radioattiva e presenta metalli e sali in elevate concentrazioni, nonche' traccie di cloro, solfati, e bromati.

Adesso, la nuova conferma e' venuta da ricercatori della Duke University che hanno analizzato campioni provenienti dal Josephine Brine Treatment Facility in Indiana County.

Il risultato? 

Il risultato e' che nell'acqua del Blacklick Creek a valle del depuratore Josephine il tasso di radio e' di 200 volte superiori ai campioni presi a monte dell'impianto.

Il radio e' un metallo radioattivo e causa la comparsa di leucemie,

Questo Josephine Brine Treatment Facility e' un impianto "tradizionale" cioe' disegnato per purificare l'acqua "normale", prima che arrivassero il fracking e tutte le miscele diaboliche che iniettano nel sottosuolo, e cosi' anche se parte della radioattivita' viene eliminata, restano enormi concentrazioni sia di matierale radioattivo che di altre sostanze tossiche, perche' appunto il depuratore non e' stato progettato a questo scopo.

“The treatment removes a substantial portion of the radioactivity, but it does not remove many of the other salts, including bromide,” dice infatti Avner Vengosh, professore di geochimica.

Se puo' consolare qualcuno,  l'acqua purificata viene riutilizzata per fare altro fracking, e non per il consumo umano. In realta' parte di questa acqua trova comunque la sua strada per tornare nei fiumi della zona, come appunto il Blacklick Creek con radioattivita' 200 volte superiore alla norma.

Il prof. Vengosh avverte anche che tutta questa contaminazione probabilmente sussiste anche in altre localita' al fracking.

de
Petrolieri e controllori dicono che e' tutto a norma di legge.


Tutto il mondo e' paese.

Wednesday, September 18, 2013

Moratoria fracking anche in Pennsylvania?




Senatore Jim Ferlo, Pennsylania


La Pennsylvania e' stato uno degli stati votati al sacrificio del fracking qui negli USA. La storia di questo stato e' intrisecamente legata all'industria del petrolio e del gas, visto che il primo pozzo della storia fu trivellato qui - Titusville, 1859.

Ma nell'era del fracking, le cose sono deteriorate.

In Pennsylvania la litania degli incidenti, dell'inquinamento, delle malattie e' all'ordine del giorno, e non c'e' campagna pubblicitaria o tentativo di insabbiamento dell'industria del petrolio che riesca a nasconderlo.

Ecco allora l'arrivo del senatore Jim Ferlo, originario di Pittsburgh che ha annunciato la proposta di legge di moratoria di fracking per tutti i pozzi futuri in Pennsylvania. 

Si chiama il Natural Gas Drilling Moratorium Act, Senate Bill 1100.

Dice Ferlo:

“Since the advent of the shale gas industry in Pennsylvania, I have advocated for a more cautious approach to natural gas extraction from our precious natural resources. We have seen the damage wrought by careless oil and gas drilling companies on our land, water, air, property, families and livelihoods.”

In Pennsylvania ci sono 14,000 permessi per pozzi da fracking a vari stati di trivellazione. La legge vietera', se approvata, di aggiungerne di nuovi.

“I have introduced this bill because Pennsylvanians and gas field residents all over the country have been forced to stand by and watch these infractions, and we must take a step back to deliberately and thoughtfully direct our path into the future"
 
L'idea e' di fermare tutto fino al 2017, e di intanto istituire una apposita commissione, la "Well Drilling Study Commission" che studiera' i temi legati all'inquinamento dell'acqua, e dell'aria, la formulazione delle sostanze chimiche usate durante il fracking e la loro esatta formulazione prima di presentare proposte finali.

Nel frattempo, propone Ferlo, una moratoria su ogni nuovo pozzo.

E' certo molto poco, considerato che 14,000 pozzi sono tanti, e considerata la devastazione di alcune comunita' dovuta al fracking.

Ma e' un passo, e da qualche parte si deve pure iniziare.

.. E noi?

Una moratoria anche per tutti i nuovi pozzi in Lucania?


Sunday, September 15, 2013

Primo processo penale per fiume inquinato da fracking


Kathleen Kane, attorney general di Pennsylvania
contro una sussidiaria Exxon-Mobil.


E cosi, dopo le cause per sismicita' indotta, arrivano anche quelle per l'inquinamento del suolo e del sottosuolo. E per la prima volta questa causa si svolgera' in una corte penale, e non civile.

L'attorney general della Pennsylvania si chiama Kathleen Kane e la sua decisione ha fatto rabbrividire quelli del petrolio e del gas.

La figura dell'attorney general in Italia non so se abbia un corrispondente, e' una specie di ministro o assessore della giustizia, che ciascuno stato ha per gestire le questioni legali a livello locale e non federale.

Il giorno 13 Settembre 2013, Kathleen Kane ha deciso di portare in causa la XTO Energy, Inc. una sussidiaria della Exxon-Mobile per inquinamento dell'acqua.

La XTO ha infatti rilasciato circa 50,000 galloni - 200,000 litri quasi - di rifiuti tossici e di acque di produzione da fracking nel vicino Susquehanna River.  Il tutto e' successo il 16 Novembre del 2010 e dopo piu di due mesi il fiume era ancora inquinato.

C'era dentro stronzio, cloro, bromo e bario. 

La XTO nel 2010 aveva 212 pozzi in Pennsylvania, e ha raccimolato la bellezza di 179 violazioni alla sicurezza e alla difesa dell'ambiente.

Nel Luglio del 2013, la XTO si era messa la coscienza apposta - o cosi' credeva - pagando 100,000 dollari di multa; ripulendo il sito inquinato e rimuovendo 3,000 tonnellate di terreno contaminato. Aveva anche accettato di creare un sistema di monitoraggio e reciclaggio delle acque per un costo di 20 milioni di dollari.

Ma quello che e' diverso questa volta e' che e' in corso una causa penale ed i petrolieri non sono contenti.

Loro vorrebbero infatti pagare le loro multine quando vengono beccati e continuare con lo status quo invece che sottostare ad accuse criminali.

Ecco cosa dicono quelli della XTO:

Criminal charges are unwarranted and legally baseless because neither XTO nor any of its employees intentionally, recklessly, or negligently discharged produced water on the site"

Cioe' che siccome non l'hanno fatto apposta, non ci puo' esser una causa penale.

Eh?
 
Ma Kathleen Kane gli ha risposto che non serve dimostrare buona o cattiva fede. Hanno inquinato e basta e cinque sono i capi d'accusa.

Ovviamente anche tutto il resto dell'industria del petrolio se l'e' presa con Kathleen Kane, per paura che la stessa sorte tocchi anche a loro.

Dicono infatti che questa perdita "accidentale" crea un "clima ostile" per il business e che addiruttura se la causa va avanti, i petrolieri potrebbero andare altrove! Questo e' quello che dice Gene Barr della Pennsylvania Chamber of Business and Industry

"This decision sends a chilling message to all businesses looking to locate in Pennsylvania that they could be held criminally liable in the event of an unintentional spill by a contractor that resulted in no injury to humans or wildlife and that had no lasting impacts on the environment"

La XTO e' la prima compagnia a dovere andare a processo, dunque.

Cosa rischiano?

Beh, nel 2012 il signor Robert Allan Shipman fu condannato per avere riversato monnezza tossica in modo illegale. Gli furono dati 7 anni di probation e 1,750 ore di servizio alla comunita, oltre che una multa di quasi   $400,000 dollari.

Kathleen Kane ha fatto appello, argomentando che il signor Shipman merita la galera.

In questo caso invece la XTO potrebbe arrivare a dover pagare circa $25,000 al giorno per tutto il tempo che e' durato lo sversamento illegale. E cioe' almeno due mesi.

Vedremo come va a finire.

Friday, August 16, 2013

Fracking: 4 case su 5 con metano, etano e propano nell'acqua




Concentrazione di metano e distanza dai pozzi del fracking. 
La fascia grigia e' il valore di tolleranza.
Notare che piu' si va vicino ai pozzi, piu' si supera la soglia accettabile 
per le concentrazioni di metano nell'acqua.



Dedicato a Piero Angela - parte tre.

Non e' difficile, se lo si vuole, capire quali siano gli impatti del fracking sulle comunita' interessate e che non e' affatto tutto oro quello che luccica.

Dei problemi dell'acqua al fracking abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Negli USA trovano arsenico, selenio e stronzio nei pozzi artesiani vicini ai pozzi fraccati, in tassi anche di 18 volte superiori alla norma, in altri casi invece e' successo che addirituttura le falde idriche si sono prosciugate per la troppa acqua pompata per il fracking.

Ecco allora un altro, ennesimo caso di diritti all'acqua calpestati dai signori del fracking. I quali amanno sempre ripetere che e' tuttapposto, i lori pozzi sono uber-cementificati e quindi non ci sono perdite e tutto quello che capita di "brutto" e' solo un caso.

Beh, uno studio condotto da ricercatori della Duke University del North Carolina e dal Max Planck Institute for Biogeochemistry  mostra che l'82% delle case vicino a pozzi da fracking hanno acqua contaminata da alti tassi di metano o altri composti dell'industria petrolchimica.

L'82%.

Quattro case su cinque.

Lo studio e' stato pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, una rivista prestigiosa, qualche settimana fa.

Gli autori, Robert B. Jackson, Avner Vengosh ,Thomas H. Darrah ,Nathaniel R. Warner, Adrian Down, Robert J. Poreda, Stephen G. Osborn, Kaiguang Zhao e Jonathan D. Karr sono andati nel nord-est della Pennsylvania ed hanno testato l'acqua di 141 pozzi artesiani nel raggio di un chilometro da pozzi da fracking.

Questo e' quanto trovano:

‘Methane was detected in 82% of drinking water samples, with average concentrations six times higher for homes less than 1 km from natural gas wells. Ethane was 23 times higher in homes less that 1 km from gas wells; propane was detected in 10 water wells, all within approximately 1 km distance'.

Metano nell'82% dell'acqua - in teoria potabile - delle case, in tassi presenti anche a sei volte di piu' di quanto consentito, etano a tassi 23 volte superiore alla norma e propano in dieci pozzi.

Dai numeri non si scappa, caro Piero Angela, e lei dovrebbe vergognarsi di confondere le idee alle persone, presentando solo la parte economica e tralasciando quella umana. Presentando specchi,  spacciandole per "scienza", e pensando che noialtri siamo stupide allodole.

Non lo siamo affatto.

Piero Angela non e' un uomo di scienza.
Da questo servizio si mostra invece puro uomo del sistema.




Monday, August 5, 2013

L'oleodotto e le suore





 Sister Maria Visse, Sisters of Loretto


La ditta Williams Co. con sede a Tulsa, Oklahoma, ha in programma di costruire un oleodotto che dovrebbe partire da alcuni nuovi impianti di gas naturale da fracking in Pennsylvania fino ad arrivare al golfo del Messico.

L'oleodotto, secondo i progetti della Williams Co., dovrebbe snodarsi attraverso vari stati, fra cui il Kentucky, dove 18 sarebbero le contee impattate e che vedrebbero sorgere sotto i loro piedi un tubo con gas ad alta pressione, altamente infiammabile.

Lungo il suo percorso, l'oleodotto dovrebbe anche attraversare un campo di circa 3000 acri di proprieta' di suore dell'ordine di Loretto, ed un altro di 2500 di proprieta' di monaci dell'ordine dei trappisti. L'Abbazia del Getsemani dei monaci sorge nelle strette vicinanze del proposto tubo, mentre invece nel convento delle suore vivono circa 100 persone, fra consacrati e laici. Le loro strutture immerse nel verde sono usate spesso per ritiri spirituali, per fare meditazione e fuggire dal tran tran quotidiano. Ci vengono anche da lontano.


No.

A parlare per loro, Sister Maria Visse, che coordina le suore di Loretto, che dice che ha detto no a quelli della Williams Co. all'istante,  senza neanche pensarci su due volte, preoccupata per eventuali perdite nel terreno di materiale tossico e per l'inquinamento delle falde acquifere.

“This is just short-term money that has very dangerous potential long-term consequences"

Le fa eco Sister Claire McGowan, suora Dominicana e direttrice del "New Pioneers for a Sustainable Future in Springfield"  che dice che il progetto mettera' a rischio tutto quanto c'e' di buono in quella parte del Kentucky:

the beauty of our landscape, the abundance of good water, the health of our air, the peaceful quietness of our rural areas, and the general sense of security from unexpected disasters.

E fanno bene ad essere tutti preoccupati: uno degli impianti della Williams Co, il Geismar Olefins in Lousiana e' gia' esploso il giorno 13 giugno, causando due morti, dopo vari richiami e multe per infrazioni al codice di sicurezza. I feriti furono 77.

Sister Maria Visse dice della terra: 

 "It’s a gift. It’s not a commodity."  
E' un dono, non una commodity.

E questo, io credo vale non solo per il Kentucky, ma per il pianeta tutto.













Thursday, July 25, 2013

Fracking: una battaglia vinta


“I can’t believe it and I can’t stop crying.
This proves that people passionate and organized can actually win sometimes. 
We won’t stop until we win everywhere.”


19 Luglio 2013


E cosi, dopo aver mostrato a tutti cosa significa veramente il fracking sulla pelle delle persone con il film Gasland, Josh Fox puo' tirare un piccolo sospiro di sollievo.


Il film infatti si apre con la casa di Josh Fox in Wayne County, nella Pennsylvania del nordest, dove nel 2009 sono arrivati quelli del fracking della ditta Hess e Newfield ad offrirgli soldi in cambio di buchi.

100,000 dollari per la precisone.

Ma invece di dirgli si, Josh Fox si chiede cosa mai fosse questo fracking e fa il giro dell'America gia' martoriata dalle trivelle, raccontando storie, ponendosi domande, interrogando i potenti.

Si arriva cosi' al 2013 quando finalmente a causa del gran polverone sollevato a livello nazionale, Hess e Newfield, le ditte del fracking a casa di Josh Fox, decidono di abbandonare le concessioni gia' assegnategli in tutta Wayne County.

Tutto di un colpo sono state cancellate 1,500 concessioni su un area di 100,000 acri di terreno.

Questa e' stata la reazione di Josh Fox: “I can’t believe it and I can’t stop crying. This proves that people passionate and organized can actually win sometimes. We won’t stop until we win everywhere.”

E come e' successo il tutto?

Nel 2008 Josh Fox ando' ad una riunione dei DCS -  Damascus Citizens for Sustainability - un gruppo fondato da cittadini normali, Joe Levine, Jane Cyphers and Barbara Arrindell che appena hanno sentito l'odore delle trivelle, hanno messo la loro professionalita' a servizio della comunita':

Levine era architetto, Cyphers insegnante e Arrindell persona di scienza.

E poi hanno messo insieme una squadra di persone a raccogliere fondi, a scrivere lettere, a raccogliere informazioni, ad organizzare eventi, e a rompere le scatole a tutti. Sono stati uber professionali nel riempire spesso i vuoti e le mancanze di informazioni del governo locale.

Quando Fox ha iniziato a fare il documentario, i DCS gia' avevano contatti con altre realta' USA gia' impattate dal fracking e con personalita' di spicco del mondo scientifico, fra cui Theo Colborn, ricercatrice medico.

Levine diede a Fox una macchina e una lista di persone da intervistare. Nessuno pensava che il film avrebbe riscosso cosi tanto successo.  Gasland e' stato nominato per l'Oscar, come migliore documentario, ha ricevuto degli Emmy ed e' stato fonte di informazione per tantissime comunita' impattate dal fracking.


Grazie a tutto questo attivismo, lo stato di New York ha in atto una moratoria che dura da 5 anni ormai e cosi pure tutto il bacino del Delaware River, che e' anche da dove arriva tutta l'acqua che bevono i New Yorkesi.

Uno dei motivi che ha portato Hess e Newfield ad abbandonare il campo sono state proprio le moratorie e le lungaggini burocratiche, nonche' il fatto che essendo cosi' informata la popolazione, e sapendo dei rischi del fracking, molto probabilmente si temevano possibili denuncie e cause legali in caso di inquinamento delle acque della zona. E ovviamente c'e' il lato puramente business della questione: i prezzi del gas scendono e probabilmente i profitti non sarebbero stati tali da giustificare i rischi e le spese.

Si fermera' il quartetto di cui sopra?

No. Per tutti loro - Fox, Arrindell, Cyphers e Levine, questa e' una battaglia vinta, non la fine della guerra.

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In Italia le storie non sono poi cosi diverse. In questi anni ne ho visti tanti di gruppi, e laddove c'e' gente informata e arrabbiata in modo sano, dove si lavora in collaborazione, dove ognuno sa quali sono le sue forse e le sue debolezze, dove si lavora assieme per il bene comune, senza presunzione, succedono sempre cose meravigliose.

Il centro oli di Ortona resta sempre per me una vittoria di popolo bellissima - chi l'avrebbe mai detto che saremmo riusciti a sconfiggere l'ENI e a creare un movimento di popolo cosi' forte e cosi vivo?

Arborea, Ombrina, Bomba, le Tremiti, la Basilicata, Ravenna, l'Emilia, la Sicilia, Carpignano, il Curone, ci siamo dentro tutti assieme.