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Wednesday, December 11, 2013

La Geologia per l'esplorazione petrolifera in Italia








Viene da chiedersi, quindi, quale sia il motivo per il quale una società proveniente dall'altra parte del mondo abbia deciso di installare proprio nelle nostre zone le centrali di produzione. “Le motivazioni sono di tipo geologico, economico e affettivo"

  Pierluigi Vecchia, Po Valley (Australia)


Credo che sarebbe piaciuto a moltissimi esserci il giorno 6 Dicembre 2013 a Roma al convegno "La geologia per l'esplorazione petrolifera".

Nelle intenzioni degli organizzatori, l’evento serviva per dare “la possibilità di fare conoscere lo status della ricerca e della produzione di idrocarburi in Italia” ma sopratutto per “rispondere alla frequente disinformazione sul tema, per esempio sui danni ambientali e il rischio sismico indotti dall’attività esplorativa (vedi terremoto di Ferrara, fracking, etc.).” 

Il convegno voleva avviare un “dibattito su queste tematiche e di elaborare un documento che metta al corrente la società civile delle potenzialità dell’Italia per una ripresa delle attività esplorative.”

Uno direbbe, va bene, saranno presenti figure professionali di ambo le opinioni, chi pensa che il petrolio – poco e scadente d’Italia – sia un toccasana per il nostro paese  il giardino d’Europa, e poi quelli che invece pensano che i danni ambientali e sociali siano veri, e gravi. E chissa’ magari anche sentire tutti quei poveretti che ci vivono  con le trivelle, nelle proprie comunita’, tutti i santi giorni.

Altrimenti che dibattito e’?


E cosi’ vediamo chi c’era.

Si parte con Carlo Doglioni, il Presidente della Societa' Geologica Italiana che pero' sul proprio
Presidente Società Geologica Italiana
Presidente Società Geologica Italiana
sito Linkedin dice anche di essere "la persona in carica per la Gas Plus Italiana", in un progetto in collaborazione per l'Albania.

La persona in carica per la Gas Plus Italiana.

Di lui si ricorda questo memorabile intervento sul blog del Movimento 5 Stelle di Matera.

Carlo Doglioni ha anche dato il suo "contributo specialistico" a supporto del progetto di Stoccaggio di Rivara, in Emilia Romagna. Per amor di patria, certo.

Il nostro eroe vanta anche collaborazioni con ENI, ENEL ed AGIP nel corso degli anni. 

Passiamo a Gian Vito Graziano, il Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi, che circa un anno fa diceva di essere molto scettico sulle correlazioni fra sismi e trivellazioni, sebbene ci siano stati fior fiori di documenti e di studi a mostrarlo - con trivelle da petrolio, da geotermia, da gas - su Science, su PNAS, e nelle case dei residenti dell'Ohio, del Texas, del Colorado, dell'Arkansas, e sebbene lo dica lo stesso USGS, il servizio geologico degli USA, e sebbene lo dicano gli stessi petrolieri!

E' il turno di Roberto Gambini e di Fernanda Panvini dell'ENEL Longanesi Development, anche loro con interessi trivellanti in giro per l'Italia.

Il Gambini e' il Vicepresidente del reparto esplorazione e gestione dei giacimenti dell'Enel Longanesi Development.  In passato ha lavorato per Shell ed ENI. Devo aggiungere dell'altro?



Roberto Gambini, Fernanda Panvini

La ENEL Longanesi development ha in concessione i permessi Bosconero in Piemonte, Casale Cocchi in Emilia Romagna, Porto Maggiore in Emilia Romagna, San Marco in Emilia Romagna e Jolanda di Savoia in Emilia Romagna.



Arriva poi Pierluigi Vecchia, il mio preferito. Quello che vuole trivellare l'Emilia Romagna per motivi di carattere "geologico, economico e affettivo".

Sono sicura che gli emiliani stanno per svenire di fronte a tutto questo affetto.

Poi ci sono Piero Casero, Stefano Paoloni, Daria Fortunati, new entries della COGEID - la Compagnia Generale Idrocarburi - che parlano di

"Il progetto di esplorazione petrolifera “ Gesualdo 1” (Appennino Irpino): un esempio di disinformazione mediatica"

E perche' dicono questo?  Perche' non c'erano loro a fare propaganda ai petrolieri? Perche' c'e' li come un giaguaro Franco Ortolani a spiegare alla gente che non e' proprio una bella cosa bucare un territorio fraglie?

Piero Casero ci fa sapere dal suo curriculum  che nella sua carriera ha lavorato come consulente e in altri ruoli per la Esso, la Elf, la Total. Per quest'ultima ha lavorato in vari ruoli dal 1982 al 2001. Ha applicato la sua conoscenza ai campi minerari di Colombia, Venezuela, Cuba, Ecuador, Romania, Tunisia ed in Italia.

Evidentemente gli dispiaceva non essere potuto intervenire in Irpinia.

I tre fanno parte della Compagnia Generale Idrocarburi, come detto. Eccola qui.

Compagnia Generale Idrocarburi SpA provides oil and gas exploration and production services. The company was founded in 2001 and is based in Rome, Italy.

Hanno pure dei titoli minerari, da soli e in Joint Venture in Lombardia, Emilia Romagna (Castelverde), in Molise (Colle Ginestre), in Piemonte e Lombardia (Corana), in Irpinia (Nusco), in Lombardia ed Emilia Romagna (Codogno), e nelle Marche (Villa Gigli).

Cosa altro possono dire se non che trivellare e' cosa buona e giusta e che quando uno osa andare contro i buchi selvaggi e' un caso di "disinformazione mediatica"?

Notare che il pozzo Gesualdo e' proprio nella loro concessione Nusco - ma va che c'e' disinformazione mediatica!!!!






Last but not least, Davide Scrocca, del Consiglio Nazionale delle Ricerche
che invece parla di "Giacimenti di idrocarburi e sismicita' stimolata, una revisione (Italia-Centro Settentrionale)". Questo mi sarebbe molto piaciuto sentirlo e sopratutto sapere di che "revisione"
si tratta.

Qui ci sono sue slide di un altro intervento, dallo stesso titolo, se possono essere utili a qualcuno per capire. 

Ad ogni modo, la sua tesi, da quel che mi pare di capire, e' un sofisticato tuttapposto. Ecco cosa dice nelle conclusioni delle sue slide:

"Caviaga: dubbi sulla effettiva interpretazione come terremoto innescato da attività
estrattiva"

"Le ipotesi su un eventuale innesco del terremoto dell'Emilia del maggio 2012 sono in realtà prive di oggettivi elementi di supporto"

"In italia, dai database sismologici disponibili e per i principali giacimenti on-shore, si hanno scarse evidenze  di sismicità stimolata chiaramente attribuibile alle attivita' estrattive con magnitudo superiore alla soglia percepibile dalla popolazione:estrattive con magnitudo superiore alla soglia percepibile dalla popolazione"

E certo, Caloi, quello di Caviaga, e' morto! Ma scusi, ma perche' mai l'Italia dovrebbe essere diversa da tutti gli altri?  E il punto non e' degli elementi oggettivi o non, il punto e' e' saggio CONTINUARE a bucare il territorio alla cieca dietro il paravento dei piccoli giacimenti, dietro il fatto che non e' "mai" successo e quindi andiamo avanti come struzzi?

Ma vaglielo a spiegare.  

Poi pero' in extremis aggiunge che occorre continuare a "studiare"  specie in Val D'Agri dove invece sono previsti grandi giacimenti e la reiniezione di fluidi nel sottosuolo.

Qui invece c'e' un articolo scritto dallo stesso Scrocca assieme alla Malta Oil, che altro non e' se non una sussidiaria della Mediterannean Oil and Gas. L'articolo e' scritto con Sergio Morandi!

Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei, eh?



Giacimenti di idrocarburi e sismicità stimolata: una revisione (Italia centro-settentrionale) - See more at: http://www.socgeol.it/206/2222/news/la_geologia_per_l_esplorazione_petrolifera_in_italia.html#sthash.ElOQw6cg.dpuf
E quindi tutti i signori intervenuti lavoravano o hanno lavorato per societa' o in collaborazione che hanno interesse a trivellare l'Italia" : Pierluigi Vecchia, Davide Scrocca, Piero Casero, Stefano Paoloni, Daria Fortunati, Roberto Gambini e Fernanda Panvini e Carlo Doglioni.

E poi alla fine c'e' il dibattito.

Ma quale dibattito sara' mai stato?

Mi sembrano tutti della stessa linea di principio: trivella e lascia trivellare, possibilmente in casa di altri.




Monday, October 14, 2013

Perdite di petrolio in North Dakota - ma non diciamolo a Piero Angela


Scoppia oleodotto da fracking.

3 milioni di litri di petrolio nei campi di grano.

Il maggiore incidente della storia del North Dakota.









Chissa' se Piero Angela ne parlera' a Superquark nella prossima puntata dedicata al petorlio e al fracking.

Eccoci qui, nel North Dakota, la terra promessa del fracking, come l'aveva dipinta il Piero nazionale in televisione.

Il giorno 29 Settembre 2013, Steve Jensen, contadino che raccoglieva il grano, scopre petrolio che fuoriesce gorgeggiante dal terreno creando gettiti di venti centimetri di altezza.

Grano al petrolio. Che vuoi che sia.

Si tratta di un oleodotto della Tesoro che trasporta il petrolio  - fraccato - dal Bakken Shale alla citta' di Columbus che ha avuto una perdita, rilasciando 20,000 barili di petrolio - e cioe' di oltre 3 miloni di litri fra i campi.

Una delle maggiori perdite di petrolio nella storia dello stato del North Dakota.

Ma come mai nessuno ne ha saputo niente dal 29 Settembre ad oggi?

Tutto e' rimasto in silenzo perche' a nessuno interessava farlo sapere al resto del mondo, un po con la scusa dell'impasse governativa qui negli USA che dura da circa 2 settimane, e un po con la scusa che e' zona rurale, i signori del petorlio sono riusciti a tenere tutto nascosto per un po.

E invece i danni sono ingenti, come si vede dalle foto di Greenpeace, piu' che dello scoppio di Mayflower, in Arkansas nel Maggio 2013.

Come sempre, non e' questione che l'infrastruttura petrolifera porta problemi, e' questione di quando li portera', perche' prima o poi tutti i pozzi, gli oleodotti, i terminali marini hanno problemi, difetti, fessure, e perdite.


Saturday, August 31, 2013

Le sfide di Piero Angela


La democrazia non può basarsi sull'ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando meglio la loro capacità di capire.

Piero Angela,
Viaggi nella scienza

Nel 2006, Piero Angela scrisse un libro che si intitolava "La sfida del secolo" in cui sosteneva che era imperativo cercare nuove fonti energetiche visto che quelle esistenti - petrolio e gas - sono in "via d'estinzione" - parole non mie.

Parlava del picco del petrolio, e diceva che occorre

1. puntare sulle energie rinnovabili, "ma senza pretendere troppo";
2. non immettere nell'ambiente inquinanti che superino la sua capacità di assorbirli;
3. non aumentare l'uso delle risorse non rinnovabili;
4. puntare sulla ricerca scientifica per migliorare l'efficienza energetica ed evitare gli sprechi inutili;
5. diminuire drasticamente le emissioni di sostanze inquinanti, anche a costo di qualche sacrificio;
6. impegnarsi affinché i paesi in via di sviluppo non ripetano le stesse fasi inquinanti del nostro sviluppo occidentale.

Da allora devono essere cambiate tante cose.

In tempi piu' recenti infatti il Piero nazionale ha cambiato rotta sull'uso delle fonti fossili e dei problemi che comportano.

Nel 2010 infatti compare uno dei primi servizi sullo shale gas a Superquark e su questa "nuova tecnologia" che "ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili". 

Dei sei punti di cui sopra, nessuna traccia.

Nel 2012 invece un nuovo servizio a Superquark sulle trivelle in Adriatico in cui si spiegava che molte specie marine "colonizzeranno le piattaforme a mare" e che queste diventano un vero e proprio "laboratorio di studio degli ecosistemi marini".

Anche qui, nessun riferimento all'inquinamento, agli scarichi in mare di materiale di risulta, alle alte concentrazioni di mercurio nei corpi dei pesci catturati vicino alle piattaforme. Nessuna riflessione sul fatto che se vogliamo fare i laboratori sugli ecosistemi marini, e' molto meglio finanziare la ricerca di base invece che pensare che saranno i petrolieri a risolverci anche le curiosita' scientifiche.
 
Quest'anno Superquark ci riprova con il fracking.

Nella puntata dell'8 Agosto 2013 Piero Angela prima e Lorenzo Pinna dopo ci parlano del gas non-convenzionale da scisti nel North Dakota come della manna scesa dal cielo. Tutto quello che si dice e' asettico, perfetto, senza problemi.

La "scienza e la tecnologia" che risolvono tutti i problemi energetici, addirituttura "ribaltando la situazione" e prospettando l'indipendenza energetica per gli USA. 

Nel servizio pero' non c'e' traccia alcuna di tutti gli effetti negativi del fracking sulle comunita', sugli enormi volumi d'acqua impiegati, sul fatto che questa acqua torni a madre natura inquinata da sostanze chimiche piu' o meno cancerogene e tossiche, su dove e come smaltire gli scarti di trivellazione.

Niente.

Si parla solo di pompe, fratturazione, sabbia, e di eventi "complessi". Mai di inquinanti.

Forse Piero Angela non lo sa, ma studio dopo studio mostrano, per esempio, la presenza di elevate concentrazioni di arsenico, stronzio, selenio, metano, etano e propano in varie localita' da fracking, in alcuni casi anche 18 volte piu' di quanto accettabile. 

Addirittura in Texas c'e' una citta' dove l'acqua di falda e' finita a causa del pompaggio eccessivo di acqua per il fracking. 

E i problemi alla salute di chi vive vicino alle trivelle o al gas che viene bruciato? E gli effetti sul bestiame? Sull'agricoltura? E la sismicita' indotta? 

Eppure ci sono molti articoli, anche su Science che ne parlano.

Non legge Science Piero Angela? 

In Arkansas dopo l'arrivo del fracking ci sono stati la bellezza di 1000 terremoti nell'arco di due anni,  in zona prima asismica e di grado anche 4.7 Richter.  C'e' addirituttura una causa in corso per sismicita' indotta.

E magari se quelli di Superquark avessero voluto guardare un po piu in dettaglio del mezzo minuto dedicato a Williston, avrebbero scoperto mille altri problemi sociali.

Ecco qui, come si vive a Williston, la capitale del fracking del North Dakota.  L'ho conosciuta una ragazza di li. Quasi ci piangeva a ricordare come era la sua citta' prima che venissero quelli delle trivelle.

E perche' si intervistano solo i petrolieri del North Dakota e Massimo Nicolazzi ex dipendente Agip-ENI?

E non vogliamo parlare dell'attivismo degli americani? Del milione di lettere arrivate ad Obama contro il fracking? Del fatto che lo stato di New York abbia una moratoria contro il fracking da circa 5 anni?

Tutte queste cose non sono di interesse al pubblico di Superquark?

Com'e' possibile preparare una puntata sul fracking e non imbattersi in un problema che sia uno collegato a tale tecnica?

Non e' forse compito di un giornalista serio mostrare anche le cose sgradevoli del fracking?

Anche il governo USA e' pro-fracking. Obama non ne fa mistero. Ma questo non impedisce ai giornalisti veri di raccontare la vita di chi con il fracking ci vive ogni giorno. Legga Piero Angela i commentari del New York Times, i servizi di PBS, la TV pubblica americana, o quelli di ProPublica, ascolti i reportage di NPR, la radio pubblica USA. E magari vada ad intervistare uno dei residenti di Williston che non lavora per il petrolio.

Forse una volta guardare Superquark avrebbe insegnato qualcosa a noi cittadini,  ci avrebbe resi "responsabili e consapevoli" e ci avrebbe "aiutato ad esercitare" e i nostri diritti utilizzando meglio la nostra "capacità di capire".

Una volta, forse.

Non certo la sera dell'8 Agosto 2013.

Wednesday, August 28, 2013

Piero Angela, superquark e il fracking

Eccolo uno dei primi video di Superquark sul fracking.

Correva l'anno 2010.

In Italia del fracking non si parlava quasi per niente.

Gasland era uscito solo un anno prima.

4 minuti su Rai Scienza.

"Una nuova tecnologia ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili.  Una scoperta in grado di cambiare gli scenari energetici mondiali?"




Notare che nel video e' tutto molto asettico e ingegneristico.

Mentre lo guardavo, spettavo con ansia di vedere cosa dicessero su COME si tira fuori il gas.

Ecco qui spiegato l'arcano: le roccie vengono fratturate con "pompe" che iniettano "acqua" e un po di "sabbia" alla fine per mantenere aperte le fessure.

Nel video non compaiono mai le parole "falde acquifere".

Nel video non compaiono mai le parole "sismicita' indotta".

Nel video non compare mai le parole "inquinamento atmosferico".
 
Vanno ad intervistare i rappresentanti della ditta Quicksilver, ditta texana che trivella nel Barnett Shale.

Dimeticano di dire che la Quicksilver e' la stessa che vuole trivellare sotto i cimiteri.

Dimenticano di dire che il 90% - si il 90% - degli impianti collegati alle estrazioni di gas nel Barnett Shale emettono sostanze inquinanti e tossiche, fra cui benzene, cancerogeno.

Addirittura, secondo i calcoli del prof. Al Armendariz le operazioni petrolifere presso il Barnett Shale emettono piu' smog e inquinamento di tutte le macchine, camion, autobus ed aereoporti di tutta l'area metropolitana di Dallas.

Non hanno intervistato nessuno dei residenti. Amen.

Chissa, magari se gli trivellassero sotto casa sua a Piero Angela, Superquark farebbe dei servizi diversi.





Friday, August 16, 2013

Fracking: 4 case su 5 con metano, etano e propano nell'acqua




Concentrazione di metano e distanza dai pozzi del fracking. 
La fascia grigia e' il valore di tolleranza.
Notare che piu' si va vicino ai pozzi, piu' si supera la soglia accettabile 
per le concentrazioni di metano nell'acqua.



Dedicato a Piero Angela - parte tre.

Non e' difficile, se lo si vuole, capire quali siano gli impatti del fracking sulle comunita' interessate e che non e' affatto tutto oro quello che luccica.

Dei problemi dell'acqua al fracking abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Negli USA trovano arsenico, selenio e stronzio nei pozzi artesiani vicini ai pozzi fraccati, in tassi anche di 18 volte superiori alla norma, in altri casi invece e' successo che addirituttura le falde idriche si sono prosciugate per la troppa acqua pompata per il fracking.

Ecco allora un altro, ennesimo caso di diritti all'acqua calpestati dai signori del fracking. I quali amanno sempre ripetere che e' tuttapposto, i lori pozzi sono uber-cementificati e quindi non ci sono perdite e tutto quello che capita di "brutto" e' solo un caso.

Beh, uno studio condotto da ricercatori della Duke University del North Carolina e dal Max Planck Institute for Biogeochemistry  mostra che l'82% delle case vicino a pozzi da fracking hanno acqua contaminata da alti tassi di metano o altri composti dell'industria petrolchimica.

L'82%.

Quattro case su cinque.

Lo studio e' stato pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, una rivista prestigiosa, qualche settimana fa.

Gli autori, Robert B. Jackson, Avner Vengosh ,Thomas H. Darrah ,Nathaniel R. Warner, Adrian Down, Robert J. Poreda, Stephen G. Osborn, Kaiguang Zhao e Jonathan D. Karr sono andati nel nord-est della Pennsylvania ed hanno testato l'acqua di 141 pozzi artesiani nel raggio di un chilometro da pozzi da fracking.

Questo e' quanto trovano:

‘Methane was detected in 82% of drinking water samples, with average concentrations six times higher for homes less than 1 km from natural gas wells. Ethane was 23 times higher in homes less that 1 km from gas wells; propane was detected in 10 water wells, all within approximately 1 km distance'.

Metano nell'82% dell'acqua - in teoria potabile - delle case, in tassi presenti anche a sei volte di piu' di quanto consentito, etano a tassi 23 volte superiore alla norma e propano in dieci pozzi.

Dai numeri non si scappa, caro Piero Angela, e lei dovrebbe vergognarsi di confondere le idee alle persone, presentando solo la parte economica e tralasciando quella umana. Presentando specchi,  spacciandole per "scienza", e pensando che noialtri siamo stupide allodole.

Non lo siamo affatto.

Piero Angela non e' un uomo di scienza.
Da questo servizio si mostra invece puro uomo del sistema.




Monday, August 12, 2013

Il fracking e la fine dell'acqua

I camion con l'acqua per il fracking, Barnhart.
L'acqua di falda e' finita.


"It boils down to two words, greed and money"

Buck Owens, Barhart, Texas
sulla fine dell'acqua in citta'


Dedicato a Piero Angela - parte seconda.

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Arrivano quelli del fracking e finisce l'acqua potabile. 

Succede a Barnhart, Texas.

Nel corso dei mesi la signora Beverly McGuire residente a Barnhart da 35 anni, aveva gia' notato accumuli strani di sabbia nel WC, aria che fuoriusciva dal rubinetto mescolata con l'acqua sempre piu' striminzita, e pompe che non riuscivano ad aumentare la portata di acqua.

Finche' ... voila', un giorno Beverly apre il rubinetto e non esce niente.

Finito.

Dice:

"The day that we ran out of water I turned on my faucet and nothing was there and at that moment I knew the whole of Barnhart was down the tubes"

Barhart e' una citta' piccola, vicino al cosiddetto Permian Basin dove il fracking e' arrivato un paio di anni fa. Ma Beverly non pensa al fracking in correlazione al prosciugamento del suo rubinetto. Pensa invece che sia un problema del suo pozzo artesiano, e si attacca al sistema idrico della citta'.

Ma ... voila', passano un po di mesi, e anche la rete idrica comunale si esaurisce!

E proprio finita l'acqua potabile in tutta la citta'.

Ora c'e' da dire che tutto questo e' successo dopo di tre anni di siccita' e per colpa di sprechi eccessivi nel corso dei decenni, ma il colpo di grazia e' certamente stato dato dall'industria del petrolio e del fracking che nei due anni di presenza a Barnhart ha tirato su dagli acquiferi volumi esagerati di acqua per le operazioni di fratturazione idraulica del sottosuolo.

E' infatti unanime l'opinione che e' stata l'ingordigia dei petrolieri a svuotare l'intero acquifero della citta' che si chiama Edwards-Trinity-Plateau, rubandogli l'acqua. Ogni volta che un pozzo viene fraccato sono 8 milioni di galloni di acqua - 30 milioni di litri. E un pozzo viene fraccato molteplici volte.

I residenti - qualcuno con le lacrime agli occhi - dicono:

"It boils down to two words, greed and money"

"They are sucking all of the water out of the ground, and there are just hundreds and hundreds of water trucks here every day bringing fresh water out of the wells" 

"Getting one oil well fracked takes more water than the entire town can drink or use in a day."

"When you run our out of water and you have to haul your water, it's like somebody slapped you. Now that is frightening. And we are in the United States, in America, where this should not happen."

"I may go have to go without a bath, but do you want your grandchild not be bathed?"

"It hurts you, it hurts you like nobody understands"

"Why can't I have a say?"

Nel solo Texas circa 15 milioni di persone vivono con l'acqua razionata e l'esaurimento degli acquiferi possa ripetersi in altre 30 citta' secondo le stime della Texas Commission on Environmental Quality. In alcune localita' il fracking porta via il 25% dell'acqua potabile e la restituisce al sottoscolo inquinata, radioattiva e totalmente inutilizzabile.

A Barnhart ci sono una dozzina di pozzi fra gas e petrolio, e la bellezza di *centinaia* di pozzi di acqua che i petrolieri tirano su per le operazioni di fracking. 

E' evidente che non poteva durare a lungo e che gli acquiferi non ce la fanno a rigenerarsi.

E adesso che l'acqua e' finita, i problemi ovviamente sono tanti a cominciare dagli agricoltori dei campi di cotone e dagli allevatori dei ranch che hanno perso animali e raccolti.

La cosa triste e' che incuranti del tutto, anche mentre la siccita' proseguiva e i livelli di acqua scendevano, i petrolieri continuavano a pompare acqua dal sottosuolo.

E ancora piu' triste e' che c'era gente che faceva affari con i petrolieri vendendogli l'acqua di falda pompata dai loro terreni, caricando da un solo pozzo circa 20 o 30 camion, per un totale di $36,000
al mese.

E adesso?

Adesso non ci resta che pregare Giove Pluvio.

Ciao Piero Angela!




Sunday, August 11, 2013

L'arsenico nell'acqua del fracking





Dedicato a tutti quelli - a partire da Piero Angela - che parlano del fracking come se fosse manna dal cielo. Forse e' manna dal cielo per quelli che devono farci sopra le speculazioni economiche, ma non certo per chi deve vivere vicino ai posti trivellati e trivellandi.

Ecco allora, l'ultima puntata dei danni da fracking: arsenico nelle falde idriche. 18 volte di piu' di quanto consentito dalla legge.

E questo lo dice Scientific American, sulla base di uno studio appena pubblicato dall'American Chemical Society da parte di alcuni ricercatori dell'Universita' of Texas ad Arlington. In particolare, si parla di arsenico e di metalli pesanti nei pressi dei pozzi da fracking nel Barnett Shale del Texas.

Non e' la prima volta che accade - gia' il Los Angeles Times aveva mostrato gli stessi effetti a Dimock, in Pennsylvania, anche qui localita' da fracking e ampiamente illustrata nel documentario Gasland. Lo stesso ente per la protezione ambientale degli USA, l'EPA aveva infatti gia' trovato elevati tassi di arsenico nelle falde qui a Dimock.

Stessa cosa, arsenico nell'acqua di falda, nei siti da fracking a Pavillion, Wyoming gia' documentati nel 2009.

L'autore dello studio del Texas si chiama Brian Fontenot. 

Dice che assieme alla sua coautrice Laura Hunt hanno deciso di vedere per conto loro cosa succedeva e sono andati presso vari proprietari di pozzi artesiami a fare le analisi.

Hanno messo un annuncio nei giornali locali alla ricerca di volontari e gli hanno detto che avrebbero fatto a ciascuno le analisi gratis, che non erano dell'industria petrolifera e che sarebbero stati risultati non di parte, eseguiti senza pregiudizi.

Dicono di essere stati inondati di richieste e che hanno lavorato di notte e durante i fine settimana.
Fra i partecipanti allo studio, c'erano anche persone pro-fracking che gli hanno dato l'acqua da testare a mo' di sfida e che gli hanno detto: siamo sicuri che non troverete niente.

Poi sono andati in altre localita' dove non c'era il fracking per fare il confronto.

L'acqua dei pozzi artesiani e' stata presa il piu' possibile vicino alle sorgenti acquifere, in profondita', ed e' stata poi portata in laboratorio per fare test sulla presenza di varie componenti chimiche.

Fatte le analisi, Fontenot e Hunt hanno trovato arsenico, selenio and stronzio, tutti a tassi superiori di quanto tollerato dall'EPA per le acque potabili.

Le concentrazioni di queste sostanze non possono essere imputabili ad occorrenze naturali nel'area perche' tutti i pozzi artesiani con l'acqua inquinata sorgono nel giro di tre chilometri da pozzi da fracking. Ovviamente non tutti i pozzi esaminati hanno mostrato tassi di arsenico, selenio e stonzio superiore ai valori soglia, ma quelli che li hanno superati sorgevano tutti vicino a pozzi da fracking.

Delle varie sostanze trovate, una delle piu' pericolose e' l'arsenico - era presente anche in concentrazioni 18 volte superiore rispetto a quanto consentito dalla legge.

L'arsenico e' un veleno -  porta a danni alla pelle, al sistema circolatorio e aumenta il rischio di cancro.

Evviva il fracking.
Evviva Piero Angela.

Dopo la puntata su Quark in cui parla del fracking come un dono divino, vuole brindare con un bicchiere d'acqua all'arsenico?