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Wednesday, January 23, 2019

Otto stati di ogni colore politico contro l'airgun in Atlantico e contro Trump



Neanche questa storia la leggerete mai sul Corriere della Sera, perche' e' una storia di coraggio e di coerenza che prescinde dal colore politico e non rientra nell'equilibrismo della stampa nostrana.

Donald Trump ha deciso che vuole trivelle, carbone ad ogni costo, e il ritorno essenzialmente a quegli anni 60 che non torneranno piu'. Vuole iniziare con le trivelle in Oceano Atlantico, e con l'airgun, l'anticamera delle trivelle.

Ed ecco allora che tutti gli stati, democratici e repubblicani, lungo la riviera atlantica decidono di ribellarsi. Ben 92 rappresentanti del congresso USA, la quasi totalita' dei rappresentanti delle loro comunita', si sono dichiarati contrari all'airgun in Atlantico.

Otto stati hanno fatto causa comune contro l'amministrazione del presidente arancione.

Non hanno guardato al colore dei loro partiti, e hanno levato la loro voce unanimi, perche' tutti sanno che e' folle trivellare, fare airgun e distruggere ancora di piu' il nostro pianeta e le loro economie costiere.

L'ultimo della serie e' stato il New Jersey che si aggiunge a Maryland, Connecticut, Delaware, Maine, Massachusetts, New York, North Carolina e Virginia. Assieme contendono in una causa comune che l'amministrazione arancione ha violato il cosiddetto Marine Mammal Protection Act, Endangered Species Act e il National Environmental Policy Act, perche' l'airgun causa danni alla vita animale marina, con il rumore assordante, la confusione, le lesioni ai loro corpi con valori di decibel anche solo superiori a 160.

Mica come i nostri governanti, presenti e passati che parlano di crociere sismiche e che danno permessi dicendo che "non si sa" quali siano i danni dell'airgun. Si sa eccome, basta solo volerlo sapere.

Notare bene che New York e' ultra liberale, e la Virginia ultra conservatrice.

Il furore e' arrivato quando, in Novembre 2018, il National Marine Fisheries Service ha autorizzato cinque compagnie per fare airgun in Atlantico, dal Delaware alla Florida. Fra le prescrizioni-finzione, il comando di fermarsi se una delle specie protette si trova vicino alle navi dell'airgun.

Sono trent'anni che non ci sono ispezioni sismiche in Atlantico.

Trent'anni in cui nessuno ha seriamente pensato di trivellare l'oceano, e trent'anni in cui si sono sviluppate piccole e grandi realta' turistiche, di pesca, di bellezza che il petrolio non fara' altro che rovinare.

E infatti non si puo' dire lo stesso della costa Texana!

E adesso Trump si risveglia e dice che dobbiamo trivellare.

Intanto gli arriva un altro piccolo grande schiaffo: lui che non ne vuole sentire di cambiamenti climatici e che vuole trivelle-carbone-morte, ha trovato un avversario formidabile,  un giudice di una corte federale in South Carolina ha vietato all'amministrazione Trump di procedere con le ispezioni sismiche al largo dell coste dell'Atlantico.

Come forse in molti hanno letto sulla stampa italiana, il nostro governo e' chiuso, almeno parzialmente, perche' Trump vuole il muro e i democratici no. E quindi la soluzione e' stata di fermare tutte le attivita' non considerate essenziali finche' non risolve questa situazione.

Fra le decisioni da fermare, quella sulle trivelle e sull'airgun perche dare permessi non e' considerato vitale.

Ma i petrol-amici volevano far si che i permessi venissero firmati in quattro e quattr'otto anche con il governo chiuso. Il giudice federale Richard Gergel ha pero' detto no: il dipartmento dell'interno non ha il potere di dare permessi trivellanti o di ispezioni sismiche in Atlantico in questo periodo di governo chiuso.



Tutto questo e' successo ancora grazie all'intervento dell' Attorney General del South Carolina, stato repubblicano. Lui si chiama Alan Wilson e si e'opposto ai cinque trivellatori.

Invece i permessi trivellanti continuano nel golfo del Messico, gia' ampiamente trivellati e dove i petrolieri hanno la politica in tasca, e da tanto. Continuano anche le discussioni per bucare l'Arctic National Wildlife Refuge in Alaska, sotto tante critiche.


Un altro politico locale intanto, del South Carolina propone 10 di moratoria sul tema.


Giusto in tempo per liberarsi diDonald Trump.




Questo occorre ricordare: che gli USA non fanno airgun lungo le coste Atlantiche da 30 anni.


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Friday, August 16, 2013

Fracking: 4 case su 5 con metano, etano e propano nell'acqua




Concentrazione di metano e distanza dai pozzi del fracking. 
La fascia grigia e' il valore di tolleranza.
Notare che piu' si va vicino ai pozzi, piu' si supera la soglia accettabile 
per le concentrazioni di metano nell'acqua.



Dedicato a Piero Angela - parte tre.

Non e' difficile, se lo si vuole, capire quali siano gli impatti del fracking sulle comunita' interessate e che non e' affatto tutto oro quello che luccica.

Dei problemi dell'acqua al fracking abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Negli USA trovano arsenico, selenio e stronzio nei pozzi artesiani vicini ai pozzi fraccati, in tassi anche di 18 volte superiori alla norma, in altri casi invece e' successo che addirituttura le falde idriche si sono prosciugate per la troppa acqua pompata per il fracking.

Ecco allora un altro, ennesimo caso di diritti all'acqua calpestati dai signori del fracking. I quali amanno sempre ripetere che e' tuttapposto, i lori pozzi sono uber-cementificati e quindi non ci sono perdite e tutto quello che capita di "brutto" e' solo un caso.

Beh, uno studio condotto da ricercatori della Duke University del North Carolina e dal Max Planck Institute for Biogeochemistry  mostra che l'82% delle case vicino a pozzi da fracking hanno acqua contaminata da alti tassi di metano o altri composti dell'industria petrolchimica.

L'82%.

Quattro case su cinque.

Lo studio e' stato pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, una rivista prestigiosa, qualche settimana fa.

Gli autori, Robert B. Jackson, Avner Vengosh ,Thomas H. Darrah ,Nathaniel R. Warner, Adrian Down, Robert J. Poreda, Stephen G. Osborn, Kaiguang Zhao e Jonathan D. Karr sono andati nel nord-est della Pennsylvania ed hanno testato l'acqua di 141 pozzi artesiani nel raggio di un chilometro da pozzi da fracking.

Questo e' quanto trovano:

‘Methane was detected in 82% of drinking water samples, with average concentrations six times higher for homes less than 1 km from natural gas wells. Ethane was 23 times higher in homes less that 1 km from gas wells; propane was detected in 10 water wells, all within approximately 1 km distance'.

Metano nell'82% dell'acqua - in teoria potabile - delle case, in tassi presenti anche a sei volte di piu' di quanto consentito, etano a tassi 23 volte superiore alla norma e propano in dieci pozzi.

Dai numeri non si scappa, caro Piero Angela, e lei dovrebbe vergognarsi di confondere le idee alle persone, presentando solo la parte economica e tralasciando quella umana. Presentando specchi,  spacciandole per "scienza", e pensando che noialtri siamo stupide allodole.

Non lo siamo affatto.

Piero Angela non e' un uomo di scienza.
Da questo servizio si mostra invece puro uomo del sistema.