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Tuesday, March 19, 2019

Germania: elettricita' da rinnovabili in tutto il paese al 72% per una settimana intera




Ogni tanto sentiamo di record del 100% rinnovabili in paesi industrializzati. E' successo anche in Germania dove per qualche ora le rinnovabili hanno portato a piu' energia del necessario e alla vendita sottocosto o addirittura alla cessione gratuita di energia. Ma questo spesso dura poche ore, un giorno al massimo, e grazie spesso alle speciali condizioni meteo.

Questo qui e' invece un record diverso.

Intanto, l'obiettivo iniziale era di arrivare al 35 per cento di rinnovabili entro il 2020; ma sono arrivati al traguardo con molto anticipo e cosi se ne sono dati un altro.  Nel 2018 hanno deciso di voler arrivare alla generazione del 65% di energia dalle rinnovabili entro il 2030.

E' uno dei target piu' ambiziosi del mondo, visto che si tratta di una potenza economica con un forte consumo energetico. Il 65% non e' il 100%, ma poi siamo al 2019 e non ancora al 2030.

Ebbene i primi mesi del 2019 sono stati strabilianti per la generazione di energia elettrica della Germania. 

Siamo arrivati al 65% di energia sostenibile nella settimana che va dal 25 Febbraio 2019 al 3 Marzo 2019; le settimane successive hanno invece portato al 68% di energia dalle rinnovabili (4 Marzo - 10 Marzo) e poi, per quella appena passata (11 Marzo - 17 Marzo) al 72%.

Non male no per un paese che voleva arrivarci fra dieci anni, esserci arrivati in parte gia' adesso.

A fare la parte del leone il vento, al 57% del totale; le biomasse sono seguite al 9% e poi ancora l'idroelettrico al 6%. Fra l'energia non rinnovabile c'e' il nucleare all'11%, il carbone al 7%, gas e petrolio per tutto il resto.  Il sole ha contribuito molto poco, essendo i cieli spesso coperti e freddi.

In Germania in questo momento ci sono 30,000 turbine con una capacita' totale di 53 GW e se tutto va bene l'obiettivo del 65% di elettricita' dalle rinnovabili a regime dovrebbe essere superato molto prima del 2030.

Quello che invece resta da fare, e' di davvero impegnarsi ad eliminare il nucleare entro il 2022 come promesso, e il carbone entro il 2038.

E se tengono fede, il 100% rinnovabili entro il 2030 non sara' impossibile. 


Wednesday, May 16, 2018

Germania 1 Maggio 2018: 100% rinnovabile



Il giorno 1 Maggio 2018 in Germania c’era il sole, era vacanza, e le rinnovabili hanno fornito il 100% dell’energia elettrica per un po piu di due ore. La generazione di energia alle ore 13:00 e’ stata di 53,987 megawatt-ore, e il consumo totale di 53,768 megawatt-ore.

I prezzi per un po sono andati in negativo. 

L’elettricita’ in quel frangente e’ venuta per il 52% dall’eolico; per il 37% dal solare e per il restante 11% da idroelettrico e da biomasse.

L'energia in piu' e' stata esportata nei paesi confinanti, ed il risultato e' che i prezzi sono andati in negativo per un po di tempo anche in Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Svizzera.

Se invece si fa la media per tutto il giorno del 1 Maggio 2018 la quota da rinnovabili in Germania e' stata di 71.4%.

Non e’ la prima volta che succede, visto che gia’ il 1 Gennaio 2018 c’era gia’ stato il 100% di energia non-fossile.

Uno dira’: beh grazie, erano chiuse tutte le fabbriche. Certo, e’ piu’ facile arrivare al 100% nei giorni di vacanza o di festa, ma il punto e’ che fino a pochi anni fa tutto questo non si pensava possibile. E se siamo arrivati fin qui, anche se per poche ore, anche se in un giorno di festa, e considerato che si tratta di un paese grande come la Germania, vuol dire che si puo’, e che si puo’ fare anche meglio per il futuro.

Un giorno ci arriveremo, al 100% tutti i giorni. E poi, quel 37% di energia solare? In Germania? Un numero incoraggiante, no?

Intanto per tutto il 2017, in Germania il 36% dell’elettricita’ e’ stata da rinnovabili.

Il dato non incoraggiante pero’ e’ che le emissioni di CO2 nel paese non sono calate, ma rimaste invariate nel corso degli scorsi 3 anni.

Perche’? Perche’ le turbine a vento sono per la maggior parte concentrate nel nord del paese e nel resto della Germania restano in azione molte centrali a carbone, che vanno a lignite, dalle emissioni particolarmente intense di CO2.

C’e’ allora molto da fare ancora, specie per garantire che l’elettricita’ da rinnovabile sia ben diffusa nel paese, con miglioramento della rete elettrica.

E cosi ministro Tedesco degli affari economici e dell’energia, Peter Altmaier, ricorda che occorre guardare oltre l'ottimo risultato e che ci vuole maggior capillarita’ nella capacita' di distribuzione.

Lo dicono e lo fanno. Perche' continua la costruzione del SuedOstLink, un cavo sotterraneo di 580 chilometri per connettere la Germania da nord a sud, di modo che l'elettricita' dal vento del nord possa arrivare piu' agevolemente verso sud.

Dal mio punto di vista la cosa interessante e’ che il progetto, sponsorizzato dall’UE, e’ stato inizialmente opposto dai residenti perche’ inizialmente si pensava di costruire il condotto elettrico in alto, come i normali fili della luce. La gente non lo voleva; il governo ha ascoltato i residenti, e ha deciso di sotterrarrlo.

E dunque ecco i due paesi: in Germania costruiscono cavi per meglio garantire l’arrivo dell’energia da rinnovabile delle case del paese; in Italia costruiamo gasdotti per meglio garantire alla SNAM autostrade del gas per vendere metano a svizzeri, francesi e olandesi.

Saturday, November 4, 2017

28 Ottobre 2017: la Germania genera cosi tanta elettricita' dal vento che la regala




E' stato un fine settimana particolarmente ventoso in Germania quello del 28 Ottobre 2017.

E con Eolo che soffiava a tutta forza, a tutta forza e' andata l'energia eolica del paese.
L'energia elettrica e' stata cosi abbondante che non solo l'energia e' stata regalata, anzi, il gestore ha dovuto pagare i consumatori per prendersela.

I costi sono andati in negativi! Ed e' stato cosi per tutto il giorno, non solo per poche ore.

Di quanta energia si tratta? 39.4 GigaWatt, un record mai raggiunto prima, tanto quanto 40 centrali nucleari. 

Perche' hanno dovuto pagare i consumatori? Perche' purtroppo il reparto stoccaggio dell'energia e' ancora non perfetto e per non fare ingolfare la rete, il gestore paga chi la produce, in modo che viene tolta dalla circolazione in fretta e non si creano intasamenti o sovraccarichi.

Ovviamente e' un problema anche questo, ma e' un problema in positivo, nel senso che mostra solo quanto efficente possa essere l'eolico e che se riuscissimo a migliorare il modo di conservare l'energia, potremmo veramente fare enormi passi in avanti.

So che a molti non piacciono le centrali eoliche, e forse ci sono dei posti in cui vanno in contrasto con la bellezza paesaggistica, o le linee di trasmissione possono essere d'intralcio con la fauna locale. Ma se uno ci pensa bene, in Germania sono state l'equivalente di appunto 40 centrali nucleari!

Il 28 Ottobre e' stato rimarchevole anche per un altro motivo: il 24% di tutta l'energia d'Europa e' arrivato dal vento, la piu' grande percentuale di tutti i tempi per il vecchio contienente.

Il record precedente? E' stato il 7 Ottobre 2017, con il 19%.

Possiamo solo crescere, migliorare. Un giorno sara' cosi' dappertutto e sara' normale. Per adesso, bravi ai tedeschi.








Offshore wind accounted for 2.8 per cent of the EU’s electricity demand while onshore wind accounted for 21.8 per cent. Wind represented 61 per cent of electricity demand in Germany.

Wind Europe attributes the record figures to both the continued expansion of wind energy in Europe and to the weekend’s weather – particularly strong northern winds and a wave of polar air travelling across central, eastern and south-eastern Europe.









742
the specification and design of renewable energy electricity generation systems which successfully smooth intermittent wind generation to serve customer demand, 24 hours a day, 7 days a week and 52 weeks a year.

Adopting the recommendation derived from scientific computer modelling that the energy storage capacity be about 5 hours times the wind power capacity, the tables offer rows of previously successful modelled system configurations - row A, a configuration with no back-up power and rows B to G offering alternative ratios of wind power to back-up power. Columns consist of adjustable power and energy values in proportion to fixed multiplier factors.

The wind power generation Capacity Factor (C.F.) percentage can be adjusted too.

Wednesday, May 11, 2016

Germania: 1.4 miliardi di euro per incentivare le macchine elettriche


2014: il piu' grande raduno del mondo di automobili elettriche al museo 
Mercedes-Benz di Stoccarda, al WAVE Tour. 






The goal is to move forward as quickly as possible on electric vehicles.
With this, we are giving an impetus


Non e' facile creare il mercato di macchine elettriche - i costi sono (per ora!) maggiori che per le macchine a benzina e c'e' ancora un senso di mistero. E se la macchina si ferma? E se non riusciamo a ricaricarla? Sara' una macchina elettrica efficente come la macchina a benzina?

E cosi' in Germania Mrs. Merkel decide di stanziare 1.4 miliardi di euro come incentivi per l'acquisto di automobili elettriche. Si tratta di 4,000 euro a veicolo, come ricorda il ministro delle finanze Finance Minister Wolfgang Schaeuble, di cui la meta' arrivera' dall'industria delle automobili. Per le machine ibride gli sconti saranno di 3,000 euro. Il programma di sconti iniziera' questo Maggio.

Schaeuble ricorda che il loro scopo e' di accellare la transizione verso le automobili elettriche e che questi incentivi servono da impeto.

L'industria delle automobili e' una delle piu' potenti del paese, e questi incentivi sono considerati come una spinta non solo per cambiare il paradigma tedesco del movimento su quattroruote, ma per tutta l'Europa, considerato che un quarto di tutte le macchine vendute in Europa e' in Germania. 
La Merkel vuole arrivare ad 1 milione di auto elettriche sulle strade tedesche entro il 2020 e di 5 milioni entro il 2030.

Oltre alle auto elettriche il governo della Merkel stanziera' 300 milioni di euro per sviluppare una rete di 15,000 punti di ricarica e 100 milioni di euro per l'acquisto di auto elettriche per funzioni ufficiali. Le auto blu cioe' saranno elettriche in Germania.

Finora le vendite sono solo di 30,000 veicoli l'anno. In Germania ogni anno, in totale se ne vendono 3 milioni. Siamo cioe' a 1% di auto elettriche.

In Francia quelli che rottamnano auto diesel di modelli vecchi in cambio di auto elettriche riecevono 10,000 euro, mentre il paradiso delle auto elettriche e' in Norvegia, dove ci sono sconti sulle tasse e padaggi, ricariche di batterie e parcheggi gratis.

Notare che in Germania non fanno tutto questo solo perche' sono degli ambientalisti irriducibili, ma perche' sanno che e' buon business e vogliono portarsi avanti, vogliono loro determinare le tendenze, e non seguire gli altri.

E Matteo Renzi che progetto ha per le auto elettriche in Italia?

La FIAT che incentivi dara'?

Quand'e' che decidiamo di essere leader di qualche cosa di progressista?




Saturday, October 31, 2015

Le rinnovabili tedesche generano il doppio di energia del nucleare

 Il rosso e' il nucleare. Il giallo e' il sole. Il grigio e' il vento. Il verde sono le biomasse. 
Il 2015 non e' ancora finito.



Il miracolo rinnovabile dei tedeschi non si ferma.

Per i primi nove mesi del 2015, la produzione di energia solare e' stata di 33 mila gigawatt-ore, del 5% superiore a tutta quella del 2014, e l'anno non e' neanche finito. Lo riferisce la German Association of Energy and Water Industries.

Il vento da Gennaio a Settembre 2015 ha generato il 52% di energia in piu' che in tutto il 2014, con  59 mila gigawatt-ore.

In totale, fra sole, vento idroelettrico le rinnovabili hanno fornito al paese circa 115 mila gigawatt-ore di elettricita'.  Il doppio dell'energia derivante dal nucleare. Non solo, i prezzi sono pure calati, siamo adesso a cosi pari ai livelli del 2002. 

Ovviamente questo miracolo e' tale perche' non stiamo parlando di una nazione piccola, ma di una potenza industriale con 80 milioni di persone! Questi risultati sono figli di anni di programmazione, investimenti e *volonta'*.

Il loro obiettivo e' di arrivare al 95% di rinnovabili entro il 2050. Adesso siamo al 27% di media, con punte di anche l'80% in alcuni giorni.

Negli scorsi 15 anni l'energia solare e' cresciuta del 2000%, hanno creato il piu' grande mercato di energia solare nel mondo, facendo abbassare i prezzi anche per gli altri. Ci sono1.4 milioni di pannelli in tutto il paese.

Si prevede che nel 2015 le rinnovabili avranno generato in media il 33% dell'energia del paese, su dal 27% del 2014. Sono cifre record.

In Germania ricevono la meta' del sole che riceviamo in Italia.

Vediamo dove arrivano.

Tuesday, March 31, 2015

Germania, New Brunswick e Maryland: leggi contro il fracking

E' definitivo - il Maryland vieta il fracking nello stato oggi 2 Giugno 2015.
Hanno votato 103 a 33 nella Camera e 45 a 2 nel Senato.
Almeno loro.





Oggi primo Aprile, anche la Germania di Mrs. Merkel approva leggi ancora piu' severe contro il fracking. Secondo Reuters sara' a tutti gli effetti un divieto intergrale contro l'estrazione di gas di scisti a parte test sperimentali.
 
Il tutto deve essere ancora approvato dal governo tedesco, ma sara' vietato trivellare pozzi che sono meno profondi di 3,300 metri per salvare le falde acquifere e nei pressi di sorgenti di acqua. Sara' vietato trivellare nei parchi e nelle riserve naturali.

Ovviamente i petrolieri si stracciano le vesti, e questo e' un buon segno:la federazione delle industrie tedesche, la BDI dice che il divieto e' esagerato e anche se ci sono minuscole porte aperte allo shale gas queste sono troppo poche. Gia' un anno fa l'agenzia per l'ambiente di Germania aveva detto che il fracking e' una tecnica pericolosa e che sarebbe bene vietarlo per la sicurezza dell'acqua potabile. Alcuni petrol-investitori hanno gia' lasciato il paese.

Pace all'anima loro.

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Eccoci qui - il New Brunswick, stato del Canada ha votato in data 26 Marzo 2015 per il divieto del fracking nello stato. 

E' un divieto temporaneo che durera' per un anno ma le autorita' ricordano che il fracking potra' essere approvato solo se saranno soddisfatte cinque richieste: maggiori regolamentazioni ambientali e per la salute pubblica, un piano per lo smaltimento dell'acqua tossica, le consultazioni con i residenti ed in particolare gli aborigeni, una struttura di royalties soddisfacente ed una sorta di "licenza sociale" con l'approvazione della comunita'.

Il ministro dell'energia Donald Arseneault dice che

"It is responsible and prudent to do our due diligence and get more information regarding hydraulic fracturing."

Oltre il New Brunswick, il fracking e' adesso vietato in Quebec, Labrador and Newfoundland, e in Nova Scotia.

Il divieto del New Brunswick e'importante perche' si stima che nel sottosuolo ci sia uno dei principali giacimenti di shale gas reservoirs del North America, circa 2 trillioni -- 2000 miliardi -- di metri cubi, sebbene in sacche difficili da raggiungere.

Ovviamente la lotta e' sempre la stessa. I residenti sono preoccupati per l'inquinamento di aria, acqua e polmoni. I petrolieri sono preoccupati del portafoglio e quindi vai con la fantasia:lavoro, soldi, tuttapposto.

Intanto anche in Maryland c'e' una proposta di legge per vietare il fracking per tre anni, ma il voto finale deve ancora essere approvato.  Quello che invece e' stato approvato e' una legge secondo la quale i fraccanti sono responsabili di danni, morti, feriti, inquinamento sui loro siti trivellanti.  

Saturday, July 5, 2014

Germania: divieto permanente al fracking


Update 2 Luglio 2016:

Nel cuore dei miei cuori volevo anche io che l'Italia vincesse la partita contro la Germania, in questa partita degli Euro 2016. E va bene, e' andata cosi. Anche se non conta niente, un po di orgoglio sano ce lo possiamo tenere.

Intanto questa e' una notizia di qualche giorno fa (di cui la stampa italiana ovviamente non ha parlato!). La Germania ha approvato il divieto permanente contro il fracking. Nel 2014, dopo anni di discussioni e di lotte, la nazione aveva stabilito una moratoria di sette anni (fino al 2021) ma il giorno 21 Giugno 2016 il divieto e' diventato permanente. 

I lobbisti ci sono anche in Deutschland,  per cui l'unica concessione che i trivellatori tedeschi hanno avuto e' stato di poter fare test a scopo scientifico o dimostrativo, ma solo con permessi speciali governativi e per "sondare" il terreno. L'idea dei trivellanti e' che magari adesso fanno i test, e chissa', fra qualche decennio quando ci sara' meno opposizione da parte del grande pubblico, lo si potra' utilizzare.

Finora il governo non ha approvato nessuna concessione da fracking nel paese, e anzi, c'e' forte preoccupazione per l'inquinamento dell'acqua.

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Questo il 5 Luglio 2014: 




Francia: divieto
Germania: divieto
Polonia: e' una bolla
UK e Romania: proteste a non finire


Era nell'aria da molto tempo e finalmente la Germania ha detto no al fracking per almeno altri sette anni. L'annuncio arriva dal ministro-guerriero dell'ambiente tedesco, Barbara Hendricks, che dice che non ci sara' fracking in Germania per il futuro prossimo venturo. Il divieto sara' poi riesaminato nel 2021 e si vedra' allora se esistono le condizioni per rendere legale questa pratica.

A spingere contro il fracking una coalizione insolita di ambientalisti e produttori di birra, preoccupati per l'acqua e la salute dei cittadini e ci sono riusciti, nonostante le solite visioni catastrofistiche dei
benpensanti sencondo i quali e' importante usare le risorse locali, specie se la Russia chiude i rubinietti. 

In Germania il fracking era stato usato gia' dagli anni '60 per massimizzare il gas dai pozzi convenzionali. I giacimenti di gas di scisti del paese sono pero' molto piu' in superficie rispetto ai pozzi degli anni '60 per cui si teme la contaminazione delle falde acquifere. Alcune compagnie avevano gia' cercato di fare fracking in Germania, inclusa la Exxon Mobil, mai progressi sono stati lenti a causa delle preoccupazioni e delle proteste dei residenti. Parlavano di dieci anni almeno di indipendenza energetica.

Angela Merkel aveva pero' gia' detto che il governo tedesco "rifiuta l'uso di sostanze tossiche" nelle estrazioni di petrolio e di gas. Intanto, la produzione nazionale di gas continua a scendere. Nel 2012  e' scesa del 10% rispetto all'anno prima e di nuovo nel 2013 un altro calo del 10% secondo il maggior produttore di gas tedesco, la Wintershall AG. Nella Bassa Sassonia la mancata produzione di gas ha portato ad un calo di 200 milioni di euro nelle casse erariali.

Ma le rinnovabili, le rinnovabili sono in crescita senza limiti. Il giorno 15 Maggio 2014 la nazione e' stata alimentata quasi per il 75% da energia elettrica da rinnovabili.

E chi li ferma piu' i tedeschi?




Sunday, April 6, 2014

Barbara Hendrick, ministro dell'ambiente tedesco: vietate il fracking

 

Barbara Hendrick, sulla proposta di vietare il fracking in Germania




Il ministro dell'ambiente tedesco Barbara Hendrick ha proposto di rendere il fracking illegale in Germania.

E' successo la settimana scorsa quando si sono riuniti tutti i 16 primi ministri degli stati tedeschi a Berlino per discutere di come finanziare la Energiewende, la rivoluzione verde del paese di cui abbiamo gia' parlato qui.

Barbara Hendrick ha detto che la Germania non dovrebbe assolutamente prendere in considerazione il modello USA sul fracking perche' il paese e' densamente popolata e il fracking non e' adatto alla nazione teutonica.

Ha anche detto che qualsiasi ripensamento della strategia energetica nazionale deve ripudiare le fonti fossili, "non importa da dove provengano".

Il governo tedesco ha gia' ripudiato il fracking in via temporeanea, ma la Hendrick vuole andare oltre e vuole un divieto formale di legge .

A Novembre 2013 infatti, il cancelliere Angela Merkel e il suo governo di coalizione hanno deciso di vietare temporanenamente il fracking fino a che non si possano risolvere tutti i problemi di natura ambientale e sanitari, e questo per preservare le fonti idriche tedesche.

Se penso invece che in Italia invitiamo il condannato Scaroni al governo a spiegare che trivellare e' cosa buona e giusta ...

Monday, October 14, 2013

Perdite di petrolio in North Dakota - ma non diciamolo a Piero Angela


Scoppia oleodotto da fracking.

3 milioni di litri di petrolio nei campi di grano.

Il maggiore incidente della storia del North Dakota.









Chissa' se Piero Angela ne parlera' a Superquark nella prossima puntata dedicata al petorlio e al fracking.

Eccoci qui, nel North Dakota, la terra promessa del fracking, come l'aveva dipinta il Piero nazionale in televisione.

Il giorno 29 Settembre 2013, Steve Jensen, contadino che raccoglieva il grano, scopre petrolio che fuoriesce gorgeggiante dal terreno creando gettiti di venti centimetri di altezza.

Grano al petrolio. Che vuoi che sia.

Si tratta di un oleodotto della Tesoro che trasporta il petrolio  - fraccato - dal Bakken Shale alla citta' di Columbus che ha avuto una perdita, rilasciando 20,000 barili di petrolio - e cioe' di oltre 3 miloni di litri fra i campi.

Una delle maggiori perdite di petrolio nella storia dello stato del North Dakota.

Ma come mai nessuno ne ha saputo niente dal 29 Settembre ad oggi?

Tutto e' rimasto in silenzo perche' a nessuno interessava farlo sapere al resto del mondo, un po con la scusa dell'impasse governativa qui negli USA che dura da circa 2 settimane, e un po con la scusa che e' zona rurale, i signori del petorlio sono riusciti a tenere tutto nascosto per un po.

E invece i danni sono ingenti, come si vede dalle foto di Greenpeace, piu' che dello scoppio di Mayflower, in Arkansas nel Maggio 2013.

Come sempre, non e' questione che l'infrastruttura petrolifera porta problemi, e' questione di quando li portera', perche' prima o poi tutti i pozzi, gli oleodotti, i terminali marini hanno problemi, difetti, fessure, e perdite.


Saturday, August 31, 2013

Le sfide di Piero Angela


La democrazia non può basarsi sull'ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando meglio la loro capacità di capire.

Piero Angela,
Viaggi nella scienza

Nel 2006, Piero Angela scrisse un libro che si intitolava "La sfida del secolo" in cui sosteneva che era imperativo cercare nuove fonti energetiche visto che quelle esistenti - petrolio e gas - sono in "via d'estinzione" - parole non mie.

Parlava del picco del petrolio, e diceva che occorre

1. puntare sulle energie rinnovabili, "ma senza pretendere troppo";
2. non immettere nell'ambiente inquinanti che superino la sua capacità di assorbirli;
3. non aumentare l'uso delle risorse non rinnovabili;
4. puntare sulla ricerca scientifica per migliorare l'efficienza energetica ed evitare gli sprechi inutili;
5. diminuire drasticamente le emissioni di sostanze inquinanti, anche a costo di qualche sacrificio;
6. impegnarsi affinché i paesi in via di sviluppo non ripetano le stesse fasi inquinanti del nostro sviluppo occidentale.

Da allora devono essere cambiate tante cose.

In tempi piu' recenti infatti il Piero nazionale ha cambiato rotta sull'uso delle fonti fossili e dei problemi che comportano.

Nel 2010 infatti compare uno dei primi servizi sullo shale gas a Superquark e su questa "nuova tecnologia" che "ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili". 

Dei sei punti di cui sopra, nessuna traccia.

Nel 2012 invece un nuovo servizio a Superquark sulle trivelle in Adriatico in cui si spiegava che molte specie marine "colonizzeranno le piattaforme a mare" e che queste diventano un vero e proprio "laboratorio di studio degli ecosistemi marini".

Anche qui, nessun riferimento all'inquinamento, agli scarichi in mare di materiale di risulta, alle alte concentrazioni di mercurio nei corpi dei pesci catturati vicino alle piattaforme. Nessuna riflessione sul fatto che se vogliamo fare i laboratori sugli ecosistemi marini, e' molto meglio finanziare la ricerca di base invece che pensare che saranno i petrolieri a risolverci anche le curiosita' scientifiche.
 
Quest'anno Superquark ci riprova con il fracking.

Nella puntata dell'8 Agosto 2013 Piero Angela prima e Lorenzo Pinna dopo ci parlano del gas non-convenzionale da scisti nel North Dakota come della manna scesa dal cielo. Tutto quello che si dice e' asettico, perfetto, senza problemi.

La "scienza e la tecnologia" che risolvono tutti i problemi energetici, addirituttura "ribaltando la situazione" e prospettando l'indipendenza energetica per gli USA. 

Nel servizio pero' non c'e' traccia alcuna di tutti gli effetti negativi del fracking sulle comunita', sugli enormi volumi d'acqua impiegati, sul fatto che questa acqua torni a madre natura inquinata da sostanze chimiche piu' o meno cancerogene e tossiche, su dove e come smaltire gli scarti di trivellazione.

Niente.

Si parla solo di pompe, fratturazione, sabbia, e di eventi "complessi". Mai di inquinanti.

Forse Piero Angela non lo sa, ma studio dopo studio mostrano, per esempio, la presenza di elevate concentrazioni di arsenico, stronzio, selenio, metano, etano e propano in varie localita' da fracking, in alcuni casi anche 18 volte piu' di quanto accettabile. 

Addirittura in Texas c'e' una citta' dove l'acqua di falda e' finita a causa del pompaggio eccessivo di acqua per il fracking. 

E i problemi alla salute di chi vive vicino alle trivelle o al gas che viene bruciato? E gli effetti sul bestiame? Sull'agricoltura? E la sismicita' indotta? 

Eppure ci sono molti articoli, anche su Science che ne parlano.

Non legge Science Piero Angela? 

In Arkansas dopo l'arrivo del fracking ci sono stati la bellezza di 1000 terremoti nell'arco di due anni,  in zona prima asismica e di grado anche 4.7 Richter.  C'e' addirituttura una causa in corso per sismicita' indotta.

E magari se quelli di Superquark avessero voluto guardare un po piu in dettaglio del mezzo minuto dedicato a Williston, avrebbero scoperto mille altri problemi sociali.

Ecco qui, come si vive a Williston, la capitale del fracking del North Dakota.  L'ho conosciuta una ragazza di li. Quasi ci piangeva a ricordare come era la sua citta' prima che venissero quelli delle trivelle.

E perche' si intervistano solo i petrolieri del North Dakota e Massimo Nicolazzi ex dipendente Agip-ENI?

E non vogliamo parlare dell'attivismo degli americani? Del milione di lettere arrivate ad Obama contro il fracking? Del fatto che lo stato di New York abbia una moratoria contro il fracking da circa 5 anni?

Tutte queste cose non sono di interesse al pubblico di Superquark?

Com'e' possibile preparare una puntata sul fracking e non imbattersi in un problema che sia uno collegato a tale tecnica?

Non e' forse compito di un giornalista serio mostrare anche le cose sgradevoli del fracking?

Anche il governo USA e' pro-fracking. Obama non ne fa mistero. Ma questo non impedisce ai giornalisti veri di raccontare la vita di chi con il fracking ci vive ogni giorno. Legga Piero Angela i commentari del New York Times, i servizi di PBS, la TV pubblica americana, o quelli di ProPublica, ascolti i reportage di NPR, la radio pubblica USA. E magari vada ad intervistare uno dei residenti di Williston che non lavora per il petrolio.

Forse una volta guardare Superquark avrebbe insegnato qualcosa a noi cittadini,  ci avrebbe resi "responsabili e consapevoli" e ci avrebbe "aiutato ad esercitare" e i nostri diritti utilizzando meglio la nostra "capacità di capire".

Una volta, forse.

Non certo la sera dell'8 Agosto 2013.

Wednesday, August 28, 2013

Piero Angela, superquark e il fracking

Eccolo uno dei primi video di Superquark sul fracking.

Correva l'anno 2010.

In Italia del fracking non si parlava quasi per niente.

Gasland era uscito solo un anno prima.

4 minuti su Rai Scienza.

"Una nuova tecnologia ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili.  Una scoperta in grado di cambiare gli scenari energetici mondiali?"




Notare che nel video e' tutto molto asettico e ingegneristico.

Mentre lo guardavo, spettavo con ansia di vedere cosa dicessero su COME si tira fuori il gas.

Ecco qui spiegato l'arcano: le roccie vengono fratturate con "pompe" che iniettano "acqua" e un po di "sabbia" alla fine per mantenere aperte le fessure.

Nel video non compaiono mai le parole "falde acquifere".

Nel video non compaiono mai le parole "sismicita' indotta".

Nel video non compare mai le parole "inquinamento atmosferico".
 
Vanno ad intervistare i rappresentanti della ditta Quicksilver, ditta texana che trivella nel Barnett Shale.

Dimeticano di dire che la Quicksilver e' la stessa che vuole trivellare sotto i cimiteri.

Dimenticano di dire che il 90% - si il 90% - degli impianti collegati alle estrazioni di gas nel Barnett Shale emettono sostanze inquinanti e tossiche, fra cui benzene, cancerogeno.

Addirittura, secondo i calcoli del prof. Al Armendariz le operazioni petrolifere presso il Barnett Shale emettono piu' smog e inquinamento di tutte le macchine, camion, autobus ed aereoporti di tutta l'area metropolitana di Dallas.

Non hanno intervistato nessuno dei residenti. Amen.

Chissa, magari se gli trivellassero sotto casa sua a Piero Angela, Superquark farebbe dei servizi diversi.





Friday, August 16, 2013

Fracking: 4 case su 5 con metano, etano e propano nell'acqua




Concentrazione di metano e distanza dai pozzi del fracking. 
La fascia grigia e' il valore di tolleranza.
Notare che piu' si va vicino ai pozzi, piu' si supera la soglia accettabile 
per le concentrazioni di metano nell'acqua.



Dedicato a Piero Angela - parte tre.

Non e' difficile, se lo si vuole, capire quali siano gli impatti del fracking sulle comunita' interessate e che non e' affatto tutto oro quello che luccica.

Dei problemi dell'acqua al fracking abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Negli USA trovano arsenico, selenio e stronzio nei pozzi artesiani vicini ai pozzi fraccati, in tassi anche di 18 volte superiori alla norma, in altri casi invece e' successo che addirituttura le falde idriche si sono prosciugate per la troppa acqua pompata per il fracking.

Ecco allora un altro, ennesimo caso di diritti all'acqua calpestati dai signori del fracking. I quali amanno sempre ripetere che e' tuttapposto, i lori pozzi sono uber-cementificati e quindi non ci sono perdite e tutto quello che capita di "brutto" e' solo un caso.

Beh, uno studio condotto da ricercatori della Duke University del North Carolina e dal Max Planck Institute for Biogeochemistry  mostra che l'82% delle case vicino a pozzi da fracking hanno acqua contaminata da alti tassi di metano o altri composti dell'industria petrolchimica.

L'82%.

Quattro case su cinque.

Lo studio e' stato pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, una rivista prestigiosa, qualche settimana fa.

Gli autori, Robert B. Jackson, Avner Vengosh ,Thomas H. Darrah ,Nathaniel R. Warner, Adrian Down, Robert J. Poreda, Stephen G. Osborn, Kaiguang Zhao e Jonathan D. Karr sono andati nel nord-est della Pennsylvania ed hanno testato l'acqua di 141 pozzi artesiani nel raggio di un chilometro da pozzi da fracking.

Questo e' quanto trovano:

‘Methane was detected in 82% of drinking water samples, with average concentrations six times higher for homes less than 1 km from natural gas wells. Ethane was 23 times higher in homes less that 1 km from gas wells; propane was detected in 10 water wells, all within approximately 1 km distance'.

Metano nell'82% dell'acqua - in teoria potabile - delle case, in tassi presenti anche a sei volte di piu' di quanto consentito, etano a tassi 23 volte superiore alla norma e propano in dieci pozzi.

Dai numeri non si scappa, caro Piero Angela, e lei dovrebbe vergognarsi di confondere le idee alle persone, presentando solo la parte economica e tralasciando quella umana. Presentando specchi,  spacciandole per "scienza", e pensando che noialtri siamo stupide allodole.

Non lo siamo affatto.

Piero Angela non e' un uomo di scienza.
Da questo servizio si mostra invece puro uomo del sistema.




Monday, August 12, 2013

Il fracking e la fine dell'acqua

I camion con l'acqua per il fracking, Barnhart.
L'acqua di falda e' finita.


"It boils down to two words, greed and money"

Buck Owens, Barhart, Texas
sulla fine dell'acqua in citta'


Dedicato a Piero Angela - parte seconda.

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Arrivano quelli del fracking e finisce l'acqua potabile. 

Succede a Barnhart, Texas.

Nel corso dei mesi la signora Beverly McGuire residente a Barnhart da 35 anni, aveva gia' notato accumuli strani di sabbia nel WC, aria che fuoriusciva dal rubinetto mescolata con l'acqua sempre piu' striminzita, e pompe che non riuscivano ad aumentare la portata di acqua.

Finche' ... voila', un giorno Beverly apre il rubinetto e non esce niente.

Finito.

Dice:

"The day that we ran out of water I turned on my faucet and nothing was there and at that moment I knew the whole of Barnhart was down the tubes"

Barhart e' una citta' piccola, vicino al cosiddetto Permian Basin dove il fracking e' arrivato un paio di anni fa. Ma Beverly non pensa al fracking in correlazione al prosciugamento del suo rubinetto. Pensa invece che sia un problema del suo pozzo artesiano, e si attacca al sistema idrico della citta'.

Ma ... voila', passano un po di mesi, e anche la rete idrica comunale si esaurisce!

E proprio finita l'acqua potabile in tutta la citta'.

Ora c'e' da dire che tutto questo e' successo dopo di tre anni di siccita' e per colpa di sprechi eccessivi nel corso dei decenni, ma il colpo di grazia e' certamente stato dato dall'industria del petrolio e del fracking che nei due anni di presenza a Barnhart ha tirato su dagli acquiferi volumi esagerati di acqua per le operazioni di fratturazione idraulica del sottosuolo.

E' infatti unanime l'opinione che e' stata l'ingordigia dei petrolieri a svuotare l'intero acquifero della citta' che si chiama Edwards-Trinity-Plateau, rubandogli l'acqua. Ogni volta che un pozzo viene fraccato sono 8 milioni di galloni di acqua - 30 milioni di litri. E un pozzo viene fraccato molteplici volte.

I residenti - qualcuno con le lacrime agli occhi - dicono:

"It boils down to two words, greed and money"

"They are sucking all of the water out of the ground, and there are just hundreds and hundreds of water trucks here every day bringing fresh water out of the wells" 

"Getting one oil well fracked takes more water than the entire town can drink or use in a day."

"When you run our out of water and you have to haul your water, it's like somebody slapped you. Now that is frightening. And we are in the United States, in America, where this should not happen."

"I may go have to go without a bath, but do you want your grandchild not be bathed?"

"It hurts you, it hurts you like nobody understands"

"Why can't I have a say?"

Nel solo Texas circa 15 milioni di persone vivono con l'acqua razionata e l'esaurimento degli acquiferi possa ripetersi in altre 30 citta' secondo le stime della Texas Commission on Environmental Quality. In alcune localita' il fracking porta via il 25% dell'acqua potabile e la restituisce al sottoscolo inquinata, radioattiva e totalmente inutilizzabile.

A Barnhart ci sono una dozzina di pozzi fra gas e petrolio, e la bellezza di *centinaia* di pozzi di acqua che i petrolieri tirano su per le operazioni di fracking. 

E' evidente che non poteva durare a lungo e che gli acquiferi non ce la fanno a rigenerarsi.

E adesso che l'acqua e' finita, i problemi ovviamente sono tanti a cominciare dagli agricoltori dei campi di cotone e dagli allevatori dei ranch che hanno perso animali e raccolti.

La cosa triste e' che incuranti del tutto, anche mentre la siccita' proseguiva e i livelli di acqua scendevano, i petrolieri continuavano a pompare acqua dal sottosuolo.

E ancora piu' triste e' che c'era gente che faceva affari con i petrolieri vendendogli l'acqua di falda pompata dai loro terreni, caricando da un solo pozzo circa 20 o 30 camion, per un totale di $36,000
al mese.

E adesso?

Adesso non ci resta che pregare Giove Pluvio.

Ciao Piero Angela!




Sunday, August 11, 2013

L'arsenico nell'acqua del fracking





Dedicato a tutti quelli - a partire da Piero Angela - che parlano del fracking come se fosse manna dal cielo. Forse e' manna dal cielo per quelli che devono farci sopra le speculazioni economiche, ma non certo per chi deve vivere vicino ai posti trivellati e trivellandi.

Ecco allora, l'ultima puntata dei danni da fracking: arsenico nelle falde idriche. 18 volte di piu' di quanto consentito dalla legge.

E questo lo dice Scientific American, sulla base di uno studio appena pubblicato dall'American Chemical Society da parte di alcuni ricercatori dell'Universita' of Texas ad Arlington. In particolare, si parla di arsenico e di metalli pesanti nei pressi dei pozzi da fracking nel Barnett Shale del Texas.

Non e' la prima volta che accade - gia' il Los Angeles Times aveva mostrato gli stessi effetti a Dimock, in Pennsylvania, anche qui localita' da fracking e ampiamente illustrata nel documentario Gasland. Lo stesso ente per la protezione ambientale degli USA, l'EPA aveva infatti gia' trovato elevati tassi di arsenico nelle falde qui a Dimock.

Stessa cosa, arsenico nell'acqua di falda, nei siti da fracking a Pavillion, Wyoming gia' documentati nel 2009.

L'autore dello studio del Texas si chiama Brian Fontenot. 

Dice che assieme alla sua coautrice Laura Hunt hanno deciso di vedere per conto loro cosa succedeva e sono andati presso vari proprietari di pozzi artesiami a fare le analisi.

Hanno messo un annuncio nei giornali locali alla ricerca di volontari e gli hanno detto che avrebbero fatto a ciascuno le analisi gratis, che non erano dell'industria petrolifera e che sarebbero stati risultati non di parte, eseguiti senza pregiudizi.

Dicono di essere stati inondati di richieste e che hanno lavorato di notte e durante i fine settimana.
Fra i partecipanti allo studio, c'erano anche persone pro-fracking che gli hanno dato l'acqua da testare a mo' di sfida e che gli hanno detto: siamo sicuri che non troverete niente.

Poi sono andati in altre localita' dove non c'era il fracking per fare il confronto.

L'acqua dei pozzi artesiani e' stata presa il piu' possibile vicino alle sorgenti acquifere, in profondita', ed e' stata poi portata in laboratorio per fare test sulla presenza di varie componenti chimiche.

Fatte le analisi, Fontenot e Hunt hanno trovato arsenico, selenio and stronzio, tutti a tassi superiori di quanto tollerato dall'EPA per le acque potabili.

Le concentrazioni di queste sostanze non possono essere imputabili ad occorrenze naturali nel'area perche' tutti i pozzi artesiani con l'acqua inquinata sorgono nel giro di tre chilometri da pozzi da fracking. Ovviamente non tutti i pozzi esaminati hanno mostrato tassi di arsenico, selenio e stonzio superiore ai valori soglia, ma quelli che li hanno superati sorgevano tutti vicino a pozzi da fracking.

Delle varie sostanze trovate, una delle piu' pericolose e' l'arsenico - era presente anche in concentrazioni 18 volte superiore rispetto a quanto consentito dalla legge.

L'arsenico e' un veleno -  porta a danni alla pelle, al sistema circolatorio e aumenta il rischio di cancro.

Evviva il fracking.
Evviva Piero Angela.

Dopo la puntata su Quark in cui parla del fracking come un dono divino, vuole brindare con un bicchiere d'acqua all'arsenico?




Wednesday, July 17, 2013

Ravenna martoriata

Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna

Angela-Angelina (ENI) a 700 metri da riva dal "Lido di Dante" a Ravenna.
Il turismo della riviera romagnola del 2013

Foto: Luca Rosetti

Comune di Ravenna, 2003.

E' un caso che la subsidenza indotta sia maggiormente concentrata davanti ai pozzi Angela Angelina dell'ENI?


 
 "Cervia sprofonda di un centimetro l'anno"
Ravenna Today, 2012

Ravenna Today, 2011
A Ravenna il pompaggio di acqua sotterranea ai cittadini e' vietato per la subsidenza.
Ai petrolieri il pompaggio di metano e' lecito.

Perche'? 

Perche' i 21 del PD di cui sotto non hanno voluto bocciare 
la nuova concessione metanifera sul Ravennate?

Di cosa hanno paura?


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"Risoluzione proposta dal consigliere Defranceschi per impegnare la Giunta ad esprimere parere negativo presso il Ministero competente circa il Permesso di Ricerca in Terraferma denominato "Castiglione di Cervia" in considerazione del fatto che, all'interno dell'area interessata dalle ricerche, vi è interamente compreso il Parco Regionale del Delta del Po.

Presenti: 32
Favorevoli: 8

Liana BARBATI,
Manes BERNARDINI,
Roberto CORRADI,
Andrea DEFRANCESCHI,
Monica DONINI,
Sandro MANDINI,
Gabriella MEO,
Gian Guido NALDI

Contrari: 21
Tiziano ALESSANDRINI, 
Marco BARBIERI, 
Stefano BONACCINI, 
Marco CARINI, 
Thomas CASADEI, 
Vladimiro FIAMMENGHI, 
Roberto GARBI, 
Paola MARANI, 
Mario MAZZOTTI, 
Marco MONARI, 
Roberto MONTANARI,  
Roberta MORI,
Rita MORICONI, 
Antonio MUMOLO,  
Giuseppe Eugenio PAGANI, 
Anna PARIANI,  
Giuseppe PARUOLO,  
Roberto PIVA, 
Luciana SERRI, 
Luciano VECCHI,  
Damiano ZOFFOLI.

Astenuti: 3
Enrico AIMI,
Luca BARTOLINI,
Andrea POLLASTRI.

Assenti: 18
Gianguido BAZZONI,
Galeazzo BIGNAMI,
Stefano CAVALLI,
Palma COSTI,
Vasco ERRANI,
Giovanni FAVIA,
Gabriele FERRARI,
Fabio FILIPPI,
Franco GRILLINI,
Giampaolo LAVAGETTO,
Andrea LEONI,
Marco LOMBARDI,
Mauro MALAGUTI,
Mauro MANFREDINI,
Silvia NOÈ,
Matteo RIVA,
Roberto SCONCIAFORNI,
Alberto VECCHI."

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Una delle tappe che ricordo con maggiore affetto del mio tour italico e' stata Ravenna, quando sono andata una mattina a vedere le stelle che hanno ispirato Dante nei vari edifici dell'era romana e bizantina e del tempo di Teodorico.

Attorno la citta', la foresta cosi' cara a Dante che la uso' per ispirazione nella Divina Commedia.

Parallelamente in questi giorni compare sulla scena un nuovo operatore, Exploenergy, ditta "indipendente" con sede a Milano che ha deciso che vuole trivellare la gia' martoriata Emilia Romagna.

L'Exploenergy e' fatta tutta da ex-ENI. Il direttivo e' composto da Stefano Cao, per quasi 25 anni alla Saipem, Ennio Sganzerla, 35 anni all'ENI e  Domenico Esposito, 30 anni all'ENI. Sono tutti uomini del sistema, con esperienza in Nigeria, Congo, Kazakstan, chissa' con connessioni, amici potenti, il saper navigare fra permessi, palazzi e personaggi di riferimento. 

Stefano Cau vive in Lussemburgo, noto paradiso fiscale.

Al suo attivo, la Exploenergy ha gia' due concessioni, Reno Centese di 660 chilometri quadrati e Lograto, fra Crema e Brescia di 290 chilometri quadrati. Notare nella mappa in basso il comune di Soncino: la concessione Lograto pare che cade molto vicino (se non dentro!) al parco regionale Oglio Nord. 

Ma che vuoi che sia un parco regionale di fronte alla Exploenergy!


 


Ma chi e' poi la Exploenergy? 

Come riporta la Gazzetta di Modena, la Exploenergy e' una ditta dal capitale dichiarato di 120,000 euro. E' stata fondata all’inizio del 2012 ed in poche settimane, aveva gia' pronte queste due istanze - Reno Centese e Lograto. Sul loro sito dicono di volerne anche di piu'.

E cosi questi tre signori invece che andare in pensione e magari riflettere a cio' che lasciano a questo pianeta dopo 30 anni a testa di buchi buchi buchi decidono di fondare questa Exploenergy e di andare a caccia di permessi petroliferi.

Ma giocare a dama no?

Domande: ma come hanno fatto a fare tutto cosi subito? E mi svegliassi io la mattina e con un gruppo di amici mettessimo assieme 120,000 euro e andassimo a cerca di permessi avremmo anche noi la vita cosi' facile? 

Mistero.

Ad ogni modo, l'ultimo dei permessi che la Exploenergy sta cercando di accaparrarsi e' per metano e si chiama Castiglione di Cervia, di 300 chilometri quadrati e che insiste sui comuni di Ravenna, Cervia, Cesena, Forlì, Cesenatico, Bertinoro, nonche' su buona parte del Parco Regionale del Delta del Po.

E questo e' un sito di importanza comunitaria (SIC), Zona di Protezione Speciale (ZPS) e dentro ci sono dentro le pinete, quelle di Dante.

Una follia trivellarla.

Il M5S allora con il suo capogruppo alla regione Defranceschi presenta una risoluzione per chiedere alla regione Emilia Romagna di non approvare questa concessione.  E qui invece l'interrogazione del consigliere comunale di Ravenna, Francesca Santarella sullo stesso tema.

Sembra cosi logico opporsi no?

Quella e' zona protetta, e' zona sismica, e' zona di mare, e' zona di turismo.

Ravenna e' gia' soggetta alla subsidenza. Lo dice anche l'ENI che i loro pozzi causano la subsidenza.
E assieme alla subsidenza i problemi di indietreggiamento e dell'erosione delle coste e dell’ingressione delle acque saline che uccidono peschi e pinete.

Si sa che e' tutto per colpa delle trivelle e delle estrazioni, si sa.

Ma c'e' un colpo di scena. I 21 del PD di cui sopra - coerenti eh? - hanno scelto di non opporsi a quest'altro pozzo.

Sel, Fds, Idv e Lega hanno votato a favore dell'opposizione alla concessione, mentre il PDL, moderni Ponzi Pilati, si astengono.

A loro infatti non tange. 

Perche' il PD ha detto no? Hanno paura? Dovevano fare un dispetto a quelli del M5S? Come pensano di salvare  il turismo della riviera romagnola dai pozzi di gas? 

Che dire.

Io penso che se fosse vivo, ai petrolieri e ai politici ignavi Dante darebbe una cerchia tutta per loro.