La democrazia non può basarsi
sull'ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è
proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in
modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando meglio la loro
capacità di capire.
Piero Angela,
Viaggi nella scienza
Nel
2006, Piero Angela scrisse un libro che si intitolava "La sfida del
secolo" in cui sosteneva che era imperativo cercare nuove fonti
energetiche visto che quelle esistenti - petrolio e gas - sono in "via
d'estinzione" - parole non mie.
Parlava del picco del petrolio, e diceva che occorre
1. puntare sulle energie rinnovabili, "ma senza pretendere troppo";
2. non immettere nell'ambiente inquinanti che superino la sua capacità di assorbirli;
3. non aumentare l'uso delle risorse non rinnovabili;
4. puntare sulla ricerca scientifica per migliorare l'efficienza energetica ed evitare gli sprechi inutili;
5. diminuire drasticamente le emissioni di sostanze inquinanti, anche a costo di qualche sacrificio;
6. impegnarsi affinché i paesi in via di sviluppo non ripetano le stesse fasi inquinanti del nostro sviluppo occidentale.
Da allora devono essere cambiate tante cose.
In
tempi piu' recenti infatti il Piero nazionale ha cambiato rotta sull'uso delle fonti fossili e dei problemi che comportano.
Nel
2010 infatti compare uno dei primi servizi sullo shale gas a Superquark
e su questa "nuova tecnologia" che "ha moltiplicato i giacimenti di gas
naturale
sfruttabili".
Dei sei punti di cui sopra, nessuna traccia.
Nel 2012 invece un nuovo servizio a Superquark sulle trivelle in
Adriatico in cui si spiegava che molte specie marine "colonizzeranno le
piattaforme
a mare" e che queste diventano un vero e proprio "laboratorio di studio
degli
ecosistemi marini".
Anche qui, nessun riferimento all'inquinamento, agli scarichi in mare di
materiale di risulta, alle alte concentrazioni di mercurio nei corpi
dei pesci catturati vicino alle piattaforme. Nessuna riflessione sul
fatto che se vogliamo fare i laboratori sugli ecosistemi marini, e'
molto meglio finanziare la ricerca di base invece che pensare che
saranno i petrolieri a risolverci anche le curiosita' scientifiche.
Quest'anno Superquark ci riprova con il fracking.
Nella puntata dell'8 Agosto 2013 Piero Angela prima e Lorenzo Pinna dopo ci parlano del gas non-convenzionale da scisti nel North Dakota come della manna scesa dal cielo. Tutto quello che si dice e' asettico, perfetto, senza problemi.
La "scienza e la tecnologia" che risolvono tutti i problemi energetici, addirituttura "ribaltando la situazione" e prospettando l'indipendenza energetica per gli USA.
Nel servizio pero' non
c'e' traccia alcuna di tutti gli effetti negativi del fracking sulle
comunita', sugli enormi volumi d'acqua impiegati, sul
fatto che questa acqua torni a madre natura inquinata da sostanze
chimiche piu' o meno cancerogene e tossiche, su
dove e come smaltire gli scarti di trivellazione.
Niente.
Si parla solo di pompe, fratturazione, sabbia, e di eventi "complessi". Mai di inquinanti.
Forse
Piero Angela non lo sa, ma studio dopo studio mostrano, per esempio, la
presenza di elevate concentrazioni di arsenico, stronzio, selenio,
metano, etano e propano in varie localita' da fracking, in alcuni casi
anche 18 volte piu' di quanto accettabile.
Addirittura in Texas c'e' una citta' dove l'acqua di falda e' finita a causa del pompaggio eccessivo di acqua per il fracking.
E
i problemi alla salute di chi vive vicino alle trivelle o al gas che viene bruciato? E gli effetti
sul bestiame? Sull'agricoltura? E la sismicita' indotta?
Eppure ci sono molti articoli, anche su Science che ne parlano.
Non legge Science Piero Angela?
In Arkansas dopo l'arrivo del fracking ci sono stati la bellezza di 1000 terremoti nell'arco
di due anni, in zona prima asismica e di grado anche 4.7
Richter. C'e' addirituttura una causa in corso per sismicita' indotta.
E
magari se quelli di Superquark avessero voluto guardare un po piu in
dettaglio del mezzo minuto dedicato a Williston, avrebbero scoperto mille altri problemi sociali.
Ecco qui, come si vive a Williston, la capitale del fracking del North Dakota.
L'ho conosciuta una ragazza di li. Quasi ci piangeva a ricordare come
era la sua citta' prima che venissero quelli delle trivelle.
E perche' si intervistano solo i petrolieri del North Dakota e Massimo Nicolazzi ex dipendente Agip-ENI?
E non vogliamo parlare dell'attivismo degli americani? Del milione di lettere arrivate ad Obama contro il fracking? Del fatto che lo stato di New York abbia una moratoria contro il fracking da circa 5 anni?
Tutte queste cose non sono di interesse al pubblico di Superquark?
Com'e' possibile preparare una puntata sul fracking e non imbattersi in un problema che sia uno collegato a tale tecnica?
Non e' forse compito di un giornalista serio mostrare anche le cose sgradevoli del fracking?
Anche
il governo USA e' pro-fracking. Obama non ne fa mistero. Ma questo non
impedisce ai giornalisti veri di raccontare la vita di chi con il
fracking ci vive ogni giorno. Legga Piero Angela i commentari del New
York Times, i servizi di PBS, la TV pubblica americana, o quelli di ProPublica, ascolti i
reportage di NPR, la radio pubblica USA. E magari vada ad intervistare uno dei residenti di Williston che non lavora per il petrolio.
Forse una volta guardare Superquark avrebbe insegnato qualcosa a noi cittadini, ci avrebbe resi "responsabili e
consapevoli" e ci avrebbe "aiutato ad esercitare" e i nostri diritti utilizzando
meglio la nostra "capacità di capire".
Una volta, forse.
Non certo la sera dell'8 Agosto 2013.