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Monday, October 14, 2013

Perdite di petrolio in North Dakota - ma non diciamolo a Piero Angela


Scoppia oleodotto da fracking.

3 milioni di litri di petrolio nei campi di grano.

Il maggiore incidente della storia del North Dakota.









Chissa' se Piero Angela ne parlera' a Superquark nella prossima puntata dedicata al petorlio e al fracking.

Eccoci qui, nel North Dakota, la terra promessa del fracking, come l'aveva dipinta il Piero nazionale in televisione.

Il giorno 29 Settembre 2013, Steve Jensen, contadino che raccoglieva il grano, scopre petrolio che fuoriesce gorgeggiante dal terreno creando gettiti di venti centimetri di altezza.

Grano al petrolio. Che vuoi che sia.

Si tratta di un oleodotto della Tesoro che trasporta il petrolio  - fraccato - dal Bakken Shale alla citta' di Columbus che ha avuto una perdita, rilasciando 20,000 barili di petrolio - e cioe' di oltre 3 miloni di litri fra i campi.

Una delle maggiori perdite di petrolio nella storia dello stato del North Dakota.

Ma come mai nessuno ne ha saputo niente dal 29 Settembre ad oggi?

Tutto e' rimasto in silenzo perche' a nessuno interessava farlo sapere al resto del mondo, un po con la scusa dell'impasse governativa qui negli USA che dura da circa 2 settimane, e un po con la scusa che e' zona rurale, i signori del petorlio sono riusciti a tenere tutto nascosto per un po.

E invece i danni sono ingenti, come si vede dalle foto di Greenpeace, piu' che dello scoppio di Mayflower, in Arkansas nel Maggio 2013.

Come sempre, non e' questione che l'infrastruttura petrolifera porta problemi, e' questione di quando li portera', perche' prima o poi tutti i pozzi, gli oleodotti, i terminali marini hanno problemi, difetti, fessure, e perdite.


Saturday, August 31, 2013

Le sfide di Piero Angela


La democrazia non può basarsi sull'ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando meglio la loro capacità di capire.

Piero Angela,
Viaggi nella scienza

Nel 2006, Piero Angela scrisse un libro che si intitolava "La sfida del secolo" in cui sosteneva che era imperativo cercare nuove fonti energetiche visto che quelle esistenti - petrolio e gas - sono in "via d'estinzione" - parole non mie.

Parlava del picco del petrolio, e diceva che occorre

1. puntare sulle energie rinnovabili, "ma senza pretendere troppo";
2. non immettere nell'ambiente inquinanti che superino la sua capacità di assorbirli;
3. non aumentare l'uso delle risorse non rinnovabili;
4. puntare sulla ricerca scientifica per migliorare l'efficienza energetica ed evitare gli sprechi inutili;
5. diminuire drasticamente le emissioni di sostanze inquinanti, anche a costo di qualche sacrificio;
6. impegnarsi affinché i paesi in via di sviluppo non ripetano le stesse fasi inquinanti del nostro sviluppo occidentale.

Da allora devono essere cambiate tante cose.

In tempi piu' recenti infatti il Piero nazionale ha cambiato rotta sull'uso delle fonti fossili e dei problemi che comportano.

Nel 2010 infatti compare uno dei primi servizi sullo shale gas a Superquark e su questa "nuova tecnologia" che "ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili". 

Dei sei punti di cui sopra, nessuna traccia.

Nel 2012 invece un nuovo servizio a Superquark sulle trivelle in Adriatico in cui si spiegava che molte specie marine "colonizzeranno le piattaforme a mare" e che queste diventano un vero e proprio "laboratorio di studio degli ecosistemi marini".

Anche qui, nessun riferimento all'inquinamento, agli scarichi in mare di materiale di risulta, alle alte concentrazioni di mercurio nei corpi dei pesci catturati vicino alle piattaforme. Nessuna riflessione sul fatto che se vogliamo fare i laboratori sugli ecosistemi marini, e' molto meglio finanziare la ricerca di base invece che pensare che saranno i petrolieri a risolverci anche le curiosita' scientifiche.
 
Quest'anno Superquark ci riprova con il fracking.

Nella puntata dell'8 Agosto 2013 Piero Angela prima e Lorenzo Pinna dopo ci parlano del gas non-convenzionale da scisti nel North Dakota come della manna scesa dal cielo. Tutto quello che si dice e' asettico, perfetto, senza problemi.

La "scienza e la tecnologia" che risolvono tutti i problemi energetici, addirituttura "ribaltando la situazione" e prospettando l'indipendenza energetica per gli USA. 

Nel servizio pero' non c'e' traccia alcuna di tutti gli effetti negativi del fracking sulle comunita', sugli enormi volumi d'acqua impiegati, sul fatto che questa acqua torni a madre natura inquinata da sostanze chimiche piu' o meno cancerogene e tossiche, su dove e come smaltire gli scarti di trivellazione.

Niente.

Si parla solo di pompe, fratturazione, sabbia, e di eventi "complessi". Mai di inquinanti.

Forse Piero Angela non lo sa, ma studio dopo studio mostrano, per esempio, la presenza di elevate concentrazioni di arsenico, stronzio, selenio, metano, etano e propano in varie localita' da fracking, in alcuni casi anche 18 volte piu' di quanto accettabile. 

Addirittura in Texas c'e' una citta' dove l'acqua di falda e' finita a causa del pompaggio eccessivo di acqua per il fracking. 

E i problemi alla salute di chi vive vicino alle trivelle o al gas che viene bruciato? E gli effetti sul bestiame? Sull'agricoltura? E la sismicita' indotta? 

Eppure ci sono molti articoli, anche su Science che ne parlano.

Non legge Science Piero Angela? 

In Arkansas dopo l'arrivo del fracking ci sono stati la bellezza di 1000 terremoti nell'arco di due anni,  in zona prima asismica e di grado anche 4.7 Richter.  C'e' addirituttura una causa in corso per sismicita' indotta.

E magari se quelli di Superquark avessero voluto guardare un po piu in dettaglio del mezzo minuto dedicato a Williston, avrebbero scoperto mille altri problemi sociali.

Ecco qui, come si vive a Williston, la capitale del fracking del North Dakota.  L'ho conosciuta una ragazza di li. Quasi ci piangeva a ricordare come era la sua citta' prima che venissero quelli delle trivelle.

E perche' si intervistano solo i petrolieri del North Dakota e Massimo Nicolazzi ex dipendente Agip-ENI?

E non vogliamo parlare dell'attivismo degli americani? Del milione di lettere arrivate ad Obama contro il fracking? Del fatto che lo stato di New York abbia una moratoria contro il fracking da circa 5 anni?

Tutte queste cose non sono di interesse al pubblico di Superquark?

Com'e' possibile preparare una puntata sul fracking e non imbattersi in un problema che sia uno collegato a tale tecnica?

Non e' forse compito di un giornalista serio mostrare anche le cose sgradevoli del fracking?

Anche il governo USA e' pro-fracking. Obama non ne fa mistero. Ma questo non impedisce ai giornalisti veri di raccontare la vita di chi con il fracking ci vive ogni giorno. Legga Piero Angela i commentari del New York Times, i servizi di PBS, la TV pubblica americana, o quelli di ProPublica, ascolti i reportage di NPR, la radio pubblica USA. E magari vada ad intervistare uno dei residenti di Williston che non lavora per il petrolio.

Forse una volta guardare Superquark avrebbe insegnato qualcosa a noi cittadini,  ci avrebbe resi "responsabili e consapevoli" e ci avrebbe "aiutato ad esercitare" e i nostri diritti utilizzando meglio la nostra "capacità di capire".

Una volta, forse.

Non certo la sera dell'8 Agosto 2013.

Wednesday, August 28, 2013

Piero Angela, superquark e il fracking

Eccolo uno dei primi video di Superquark sul fracking.

Correva l'anno 2010.

In Italia del fracking non si parlava quasi per niente.

Gasland era uscito solo un anno prima.

4 minuti su Rai Scienza.

"Una nuova tecnologia ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili.  Una scoperta in grado di cambiare gli scenari energetici mondiali?"




Notare che nel video e' tutto molto asettico e ingegneristico.

Mentre lo guardavo, spettavo con ansia di vedere cosa dicessero su COME si tira fuori il gas.

Ecco qui spiegato l'arcano: le roccie vengono fratturate con "pompe" che iniettano "acqua" e un po di "sabbia" alla fine per mantenere aperte le fessure.

Nel video non compaiono mai le parole "falde acquifere".

Nel video non compaiono mai le parole "sismicita' indotta".

Nel video non compare mai le parole "inquinamento atmosferico".
 
Vanno ad intervistare i rappresentanti della ditta Quicksilver, ditta texana che trivella nel Barnett Shale.

Dimeticano di dire che la Quicksilver e' la stessa che vuole trivellare sotto i cimiteri.

Dimenticano di dire che il 90% - si il 90% - degli impianti collegati alle estrazioni di gas nel Barnett Shale emettono sostanze inquinanti e tossiche, fra cui benzene, cancerogeno.

Addirittura, secondo i calcoli del prof. Al Armendariz le operazioni petrolifere presso il Barnett Shale emettono piu' smog e inquinamento di tutte le macchine, camion, autobus ed aereoporti di tutta l'area metropolitana di Dallas.

Non hanno intervistato nessuno dei residenti. Amen.

Chissa, magari se gli trivellassero sotto casa sua a Piero Angela, Superquark farebbe dei servizi diversi.





Sunday, August 11, 2013

L'arsenico nell'acqua del fracking





Dedicato a tutti quelli - a partire da Piero Angela - che parlano del fracking come se fosse manna dal cielo. Forse e' manna dal cielo per quelli che devono farci sopra le speculazioni economiche, ma non certo per chi deve vivere vicino ai posti trivellati e trivellandi.

Ecco allora, l'ultima puntata dei danni da fracking: arsenico nelle falde idriche. 18 volte di piu' di quanto consentito dalla legge.

E questo lo dice Scientific American, sulla base di uno studio appena pubblicato dall'American Chemical Society da parte di alcuni ricercatori dell'Universita' of Texas ad Arlington. In particolare, si parla di arsenico e di metalli pesanti nei pressi dei pozzi da fracking nel Barnett Shale del Texas.

Non e' la prima volta che accade - gia' il Los Angeles Times aveva mostrato gli stessi effetti a Dimock, in Pennsylvania, anche qui localita' da fracking e ampiamente illustrata nel documentario Gasland. Lo stesso ente per la protezione ambientale degli USA, l'EPA aveva infatti gia' trovato elevati tassi di arsenico nelle falde qui a Dimock.

Stessa cosa, arsenico nell'acqua di falda, nei siti da fracking a Pavillion, Wyoming gia' documentati nel 2009.

L'autore dello studio del Texas si chiama Brian Fontenot. 

Dice che assieme alla sua coautrice Laura Hunt hanno deciso di vedere per conto loro cosa succedeva e sono andati presso vari proprietari di pozzi artesiami a fare le analisi.

Hanno messo un annuncio nei giornali locali alla ricerca di volontari e gli hanno detto che avrebbero fatto a ciascuno le analisi gratis, che non erano dell'industria petrolifera e che sarebbero stati risultati non di parte, eseguiti senza pregiudizi.

Dicono di essere stati inondati di richieste e che hanno lavorato di notte e durante i fine settimana.
Fra i partecipanti allo studio, c'erano anche persone pro-fracking che gli hanno dato l'acqua da testare a mo' di sfida e che gli hanno detto: siamo sicuri che non troverete niente.

Poi sono andati in altre localita' dove non c'era il fracking per fare il confronto.

L'acqua dei pozzi artesiani e' stata presa il piu' possibile vicino alle sorgenti acquifere, in profondita', ed e' stata poi portata in laboratorio per fare test sulla presenza di varie componenti chimiche.

Fatte le analisi, Fontenot e Hunt hanno trovato arsenico, selenio and stronzio, tutti a tassi superiori di quanto tollerato dall'EPA per le acque potabili.

Le concentrazioni di queste sostanze non possono essere imputabili ad occorrenze naturali nel'area perche' tutti i pozzi artesiani con l'acqua inquinata sorgono nel giro di tre chilometri da pozzi da fracking. Ovviamente non tutti i pozzi esaminati hanno mostrato tassi di arsenico, selenio e stonzio superiore ai valori soglia, ma quelli che li hanno superati sorgevano tutti vicino a pozzi da fracking.

Delle varie sostanze trovate, una delle piu' pericolose e' l'arsenico - era presente anche in concentrazioni 18 volte superiore rispetto a quanto consentito dalla legge.

L'arsenico e' un veleno -  porta a danni alla pelle, al sistema circolatorio e aumenta il rischio di cancro.

Evviva il fracking.
Evviva Piero Angela.

Dopo la puntata su Quark in cui parla del fracking come un dono divino, vuole brindare con un bicchiere d'acqua all'arsenico?