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Saturday, March 24, 2018

Il Texas che sprofonda dopo ottant'anni di trivelle -- subsidenza di un metro, terremoti e voragini






















Human activities of fluid (saltwater, CO2) injection for stimulation of hydrocarbon production, salt dissolution in abandoned oil facilities, and hydrocarbon extraction each have negative impacts on the ground surface and infrastructures, including possible induced seismicity.

Lu and Kim, Scientific Reports, 2018 



This region of Texas has been punctured like a pin cushion 
with oil wells  and injection wells since the 1940s 
and our findings associate that activity with ground movement.


 

Negli anni ottanta in Texas iniziarono a formarsi strane "formazioni geologiche".

Erano delle buche, delle "sinkholes", una specie di pozzetti che sembravano naturali, dal diametro di varia dimensione, e non troppo profondi.

Con il tempo pero' queste sinkholes sono diventate piu' grandi, piu' cattive, piu' numerose. Pentole di Gargamella in continua crescita sparse un po' dappertutto. Alcune hanno iniziato a unirsi, e intere citta' hano temuto o temono ancora di essere ingoiate da quelle che ora sono diventate gigantesche voragini.

Un recente studio mostra che le sinkholes, i terremoti, la subsidenza sono tutte collegate fra loro in una vasta area del Texas, di circa 10mila chilometri quadrati, grande come l'Abruzzo. La zona sta letteralmente sprofondando. L'attivita' sismica un tempo sconosciuta, diventa sempre piu' intensa.

Di chi e' la colpa?

Che domande.

L'area e' stata trivellata a piu' non posso, e questo e' il risultato.

A delineare il legame fra la terra che si abbassa, e che si riempe di sinkholes non e' la D'Orsogna, quanto il geofisico Zhong Lu della Southern Methodist University di Dallas che assieme al suo collega Jin Woo Kim hanno eseguito lo studio appena pubblicato su Scientific Reports.

Zhong Lu lo dice chiaramente:

The ground movement we're seeing is not normal. The ground doesn't typically do this without some cause.

E cioe' che un area grande quanto l'Abruzzo non sprofonda in 80 anni senza motivo. E il motivo sono le trivelle.

Lu e Kim hanno messo a raffronto i dati della produzione di petrolio e di gas fra il Novembre 2014 e l'Aprile 2017,  con i movimenti della terra, la subsidenza e i terremoti ed hanno concluso che quella che chiamano "instabilita' epocale" e' frutto di decenni di sfruttamento petrolifero e di tutte le reazioni geologiche a catena che si sono susseguite sottoterra nel corso degli anni.

E questo vale per un area di circa 10mila chilometri quadrati, quattro contee e sei citta' che si stanno abbassando in modo impressionante.

Nella citta' di Pecos il numero di terremoti era zero prima del 2012; adesso sono frequenti. Nella citta' di Wink ci sono due sinkholes che mettono paura a tutto il paese e che si spostano, si allargano e si contraggono in parallelo con l'attivita' umana.. In alcune localita' si arriva a un metro di subsidenza.

Ovviamente il tutto rappresenta un pericolo per residenti, per la stabilita' delle strade, ferrovie, dighe e tutta l'infrastruttura costruita. Inclusa l'infrastruttura petrolifera, gli oleodotti in primo luogo.

Nessuno sa come intervenire.

E questo perche' una volta messi in moto questi processi, nessuno sa e puo' fermarli, perche' la natura va avanti per conto suo.

I ricercatori dicono che hanno considerato "solo" un'area di 10mila chilometri quadrati ma che se avessero esteso le loro ricerche su un area piu grande di quella attuale sono sicuri che avrebbero trovato movimenti di terreni collegati ad oil and gas anche li.

E cosi il gruppo del professor Lu promette di continuare i propri studi sulla subsidenza.


Saturday, September 10, 2016

Il governo federale: USA i terremoti del Texas sono dovuti a oil & gas














The EPA believes there is a significant possibility that North Texas 
earthquake activity is associated with disposal wells.

Naturally fractured injection formations may 
transmit pressure buildup from injection for miles.
The Environmental Protection Agency
(una sorta di ministero dell'ambiente USA) 

For miles - vuol dire alle lunghe distanze.
Antefatti: 

1. Attorno alla localita' Timpson dal 2012 una serie di terremoti attorno a pozzi di reinizione di petrolio e di gas. L'Universita' del Texas ad Austin dice che e' “plausible” che questo sia dovuto proprio alla reiniezione. 

2. Ai petrolieri gli viene l'orticaria. Vengono stanziati $2.5 millioni di dollari per "ricerca" 

3. Lo stato del Texas dice che non c'e' nessuna evidenza che la reinizione provochi trivelle. Almeno nel Nord del Texas, attorno a Timpson.

4.  I residenti sono arrabbiati e chiedono ulteriori decisioni, e che qualcosa venga fatto.

5. Interviene il governo centrale - l'EPA. Le trivelle sono dovuti alla reiniezione.

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Questa e' una notizia importante.

Da un lato i rappresentanti dell'EPA (l'ente di protezione ambientale degli USA, the Environmental Protection Agency), e cioe' il governo centrale USA.

Dall'altro i rappresentanti di enti locali dello stato del Texas.

Bene,  in questi giorni l'EPA (cioe' Washington) dice che c'e' una “significant possibility” che i terremoti recenti del Texas attorno alla citta' di Timpson e che vanno avanti dal 2012 siano dovuti alle attivita' minerarie collegate ad oil and gas.

Perche' dicono questo? Perche' ci sono migliaia di pozzi di reiniezione sparsi in tutto lo stato - milioni e milioni di litri di monnezza trivellante proveniente da attivita' estrattiva, non solo fracking ma anche estrazione convenzionale - e questi pozzi possono certo destabilizzare il sottosuolo.

Secondo il rapporto dell'EPA pubblicato il 15 Agosto 2016 infatti non possono esserci dubbi:

“In light of findings from several researchers, its own analysis of some cases and the fact that earthquakes diminished in some areas following shut-in or reduced injection volume of targeted wells, EPA believes there is a significant possibility that North Texas earthquake activity is associated with disposal wells.

L'EPA aggiunge che sono anche preoccupati per la contaminazione del sottosuolo e delle sorgenti di acqua potabile. Sebbene gia' questo nesso trivelle-reiniezione fosse stata gia' assodata da vari scienziati, e' la prima volta che l'EPA -- una specie di ministero dell'ambiente -- lo afferma.

Il Texas e' il terzo stato piu sismico d'America da trivelle, dopo la regina Oklahoma e la seconda classificata Kansas.

Ma l'interlocutore dell'EPA nel Texas e' la Texas Railroad Commission che gestisce e monitora le attivita' del sottosuolo.  Perche' le ferrovie gestiscono le trivelle? E chi lo sa. Sara' stata una cosa di tanti anni fa che e' poi rimasta cosi.

Ad ogni modo, dal 2014, questa agenzia delle ferrovie che si occupa anche di trivelle ha finalmente assunto un sismologo al loro staff ed ha approvato nuove regole che hanno imposto agli estrattori di idrocarburi di fornire maggiori informazioni sul come gestiscono la monnezza.

Ma siccome qui e' tutto una sorta di melassa di amicizie - un po all'italiana oserei dire - questa agenzia delle ferrovie, non ha mai parlato ufficialmente di alcun nesso fra trivelle e terremoti. E questo sebbene negli stati vicini, come appunto l'Oklahoma, anche gli enti ufficiali lo iniziassero ad ammettere.

Addirittura questa Texas Railroad Commission si e' scheriata contro alcuni studi indipendenti che collegavano le attivita' petrolifere ai terremoti. Dicono che loro non sottavlutano la sismicita' indotta e che hanno leggi molto stringenti per la gestione dei pozzi di reinizione ma che ... non si sa.

Sara'. Ma intanto dal 2014 ad oggi sono stati rilasciati almeno 28 permessi per realizzare nuovi pozzi di reinizione. Seppure con  "special conditions" cioe' con prescrizioni relative alle pressioni e ai volumi iniettati, sono stati rilasciati lo stesso.

L'EPA ricorda che i terremoti sono causati dall'incontro di faglie e che la reinizione di fluidi ad alta pressione puo' causare  rilascio di pressione e l'attivazione di faglie di scorrimento.

Aggiungono - l'EPA non la D'Orsogna - "naturally fractured injection formations may transmit pressure buildup from injection for miles.

For miles. Cioe' le lunghe distanze non sono da escludere. 

E' un fatto ormai noto ed accettato dai piu' che le attivita' petrolifere, in primis la reiniezione, possono causare attivita' tettoniche. Possono vuol dire che a volte possono anche *non* causarle, ma che il rischio -- a volte piu' alto, a volte piu' basso -- esiste.

Questo deve essere di lezione per l'Italia, una nazione, l'abbiamo detto milioni di volte, sismica di per conto suo e con un patrimonio edilizio che o per storia o per malcuranza e' delicato e fragile per conto suo. Vogliamo continuare a trivellare l'Italia a destra e a manca? Bene, questo e' uno dei possibili risvolti e dei rischi di cui occorre tenere conto. E' successo in Texas, puo' succedere anche da noi, mutatis mutandis.

Ma .. in Texas? Beh, in Texas occorre vedere cosa dira' e cosa fara' questo Texas Railroad Commission - daranno ragione all'EPA o continueranno a mettere la testa nelle trivelle?

Intanto la terra continuera' a tremare se nessuno fa niente. 

Sunday, June 21, 2015

Texas: i cancerogeni benzene, toluene, ethyl benzene, xylene nell'acqua potabile



Nella zona del Barnett Shale in Texas, non lontano da Dallas ci sono circa 20,000 pozzi di petrolio sorti come funghi negli scorsi 10 anni. Assieme ai pozzi, tutto il contorno di tubature, monnezza di risulta, acqua di perforazione. E... dove finisce questa roba?

Beh, un po finisce nell'acqua potabile della gente.

E infatti, alcuni ricercatori della University of Texas, Arlington hanno monitorato l'acqua di pozzi artesiani nei pressi degli acquiferi Trinity e Woodbine. Alcuni di questi pozzi erano pubblici, altri privati. I monitoraggi sono durati per tre anni di seguito.

Cosa viene fuori?

Elevati livelli di metanolo, etanolo, arsenico e di altri metalli pesanti e cancerogeni, per un totale di dieci metalli pesanti e diciannove composti chimici, alcuni anche cancerogeni. Un totale di una trentina di materiali che certo non fanno bene al corpo umano.

Fra questa robaccia i BTEX (benzene, toluene, ethyl benzene e xylene) che portano problemi respiratori, al sistema nervoso, e che causano tumori.

L'articolo  "A Comprehensive Analysis of Groundwater Quality in the Barnett Shale Region" e' stato pubblicato il 17 Giugno su "Environmental Science and Technology".

L'autore principale dell'articolo e' Kevin Schug, Distinguished Professor of Analytical Chemistry, che gia' nel 2013 aveva presentato uno studio per documentare gli alti livelli di arsenico e di selenio nelle falde acquifere vicino ai pozzi del fracking.

E va bene, monnezza su monnezza. Ma quanti studi ancora servono per capire che queste cose e' meglio non farle?

Io ci manderei Matteo Renzi e tutti i suoi pseudoministri dell'ambiente a bere quell'acqua. Evviva il Texas, evviva lo Sblocca Italia, evviva Matteo Renzi.

Saturday, October 12, 2013

La Francia dice no al fracking, per la seconda volta



 No gazaran! Ni ici, ni ailleurs!
 To my friend Francoise.



Che dire, in questo momento non posso che essere felice non tanto per l'idea astratta del no,per la seconda volta, al fracking in Francia, quanto per la mia amica Francoise Lienhard che da tanto tempo lavora a questo risultato.

Bravissimi i nostri amici di Francia!

Oggi infatti il consiglio costituzionale della Francia ha deciso che la legge del 13 Luglio 2011 che vieta il fracking in Francia e' costituzionale e che quindi resta in vigore il no alle trivelle da fracking.

La vittoria dei cittadini, del buonsenso, dell'ambiente e' allo stesso tempo una sconfitta per la Schuepbach Energy, ditta americana con sede a Dallas, che ha intrapreso la strada dell'incostituzionalita' della legge, dicendo che l'industria del petrolio era stata presa ingiustamente di mira.

La corte ha detto che era tutto legale e costituzionale.

Il verdetto si puo' leggere qui.

Ecco qui gli articoli finali.
Chiaro e semplice.

Article 1er.- Les articles 1er et 3 de la loi n° 2011-835 du 13 juillet 2011 visant à interdire l'exploration et l'exploitation des mines d'hydrocarbures liquides ou gazeux par fracturation hydraulique et à abroger les permis exclusifs de recherches comportant des projets ayant recours à cette technique sont conformes à la Constitution.

Article 2.- La présente décision sera publiée au Journal officiel de la République française et notifiée dans les conditions prévues à l'article 23-11 de l'ordonnance du 7 novembre 1958 susvisée.

Jean-Louis Schilansky, presidente dell'Union Française des Industries Pétrolières, una lobby di petrolieri dice che non e' possibilie continuare la lotta in tribunale e che occorre accettare che hanno perso.

“The moment the highest court says it’s constitutional, it’s constitutional.”



Non ci puo' fare niente!



E in Italia?


Beh, il nostro beneamato ministro Zanonato proprio oggi dice davanti alla commissionze Territorio ed Ambiente del Senato:

In Italia lo shale gas ''non si può estrarre, punto, quindi non lo consentiamo. Non si capisce perché  deve continuare la polemica su una cosa che non si può fare''. Tra l'altro non c'è lo shale gas in Italia in misure significative per poterlo estrarre e vendere, quindi il problema proprio non si pone''. 

Bisognerebbe sgombrare la discussione da argomenti di carattere suggestivo che creano confusione.

Io credo che invece la confusione la crei lui perche' evidentemente il nostro ministro non sa che ci sono almeno una manciata di casi in cui il fracking si e' fatto o in cui ci sono progetti per farlo in Italia - Ribolla, Foggia, Latera, Parma, la Val D'Agri, il mare Adriatico, e chissa' quanti altri posti di cui noi non conosciamo i fatti.

Ma poi, se veramente non ci sono le condizioni per far fracking in Italia, e allora cosa costa VIETARLO?

E' facilissimo, ed evita qualsiasi tipo di malinteso, o di gente che magari fara' degli esperimentini come fatto gia' in varie parti d'Italia.

Pensa Zanonato che il vuoto legislativo e' meglio che dire di no?

Perche' invece non fare come la Francia, e copiare le cose giuste degli altri per una volta?

Una volta soltanto.












F

Wednesday, August 28, 2013

Piero Angela, superquark e il fracking

Eccolo uno dei primi video di Superquark sul fracking.

Correva l'anno 2010.

In Italia del fracking non si parlava quasi per niente.

Gasland era uscito solo un anno prima.

4 minuti su Rai Scienza.

"Una nuova tecnologia ha moltiplicato i giacimenti di gas naturale sfruttabili.  Una scoperta in grado di cambiare gli scenari energetici mondiali?"




Notare che nel video e' tutto molto asettico e ingegneristico.

Mentre lo guardavo, spettavo con ansia di vedere cosa dicessero su COME si tira fuori il gas.

Ecco qui spiegato l'arcano: le roccie vengono fratturate con "pompe" che iniettano "acqua" e un po di "sabbia" alla fine per mantenere aperte le fessure.

Nel video non compaiono mai le parole "falde acquifere".

Nel video non compaiono mai le parole "sismicita' indotta".

Nel video non compare mai le parole "inquinamento atmosferico".
 
Vanno ad intervistare i rappresentanti della ditta Quicksilver, ditta texana che trivella nel Barnett Shale.

Dimeticano di dire che la Quicksilver e' la stessa che vuole trivellare sotto i cimiteri.

Dimenticano di dire che il 90% - si il 90% - degli impianti collegati alle estrazioni di gas nel Barnett Shale emettono sostanze inquinanti e tossiche, fra cui benzene, cancerogeno.

Addirittura, secondo i calcoli del prof. Al Armendariz le operazioni petrolifere presso il Barnett Shale emettono piu' smog e inquinamento di tutte le macchine, camion, autobus ed aereoporti di tutta l'area metropolitana di Dallas.

Non hanno intervistato nessuno dei residenti. Amen.

Chissa, magari se gli trivellassero sotto casa sua a Piero Angela, Superquark farebbe dei servizi diversi.





Tuesday, August 7, 2012

Pozzi di reiniezione e terremoti


This suggests injection-triggered earthquakes are more 
common than is generally recognized.

C. Frohlich, 
PNAS 6 Agosto 2012




Ecco qui un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulle correlazioni fra terremoti e pozzi di reiniezione negli Stati Uniti.

L'analisi e' stata effettuata presso l'Universita' del Texas, ad Austin, dal prof. Cliff Frohlich che afferma che varie dozzine di terremoti si sono succeduti nel nord del Texas negli scorsi due anni sono con molta probabiita' a causa di vari pozzi di reinizione dell'industria del gas e del petrolio. La rivista e' la prestigiosa - ma prestigiosa per davvero - PNAS, Proceedings of the National Academy of Science of the United States of America.

Il prof. Cliff Frohlich ha analizzato la sequenza dei terremoti nella zona cosiddetta del Barnett Shale nel nord del Texas dal Novembre 2009 al Settembre 2011 ed ha trovato che dei 67 terremoti registrati, l'epicentro di 24 di questi era nelle strette vicinanze dei pozzi di reiniezione - 3.2 chilometri o meno -  e in cui i riversamenti medi di "fluidi" erano di 24,000 metri cubi al mese - iniettati dal 2006.

Fanno 24,000,000 = 24 milioni di litri di "fluidi" (= monnezza) al mese nel sottosuolo per 4,5 anni.

Fra questi terremoti alcuni nella zona di Clayburne e di Dallas Forth Worth, colpiti da una ondata di terremoti fra il 2008 ed il 2009, e zone del Texas del Nord dove non c'erano mai stati terremoti prima.

I terremoti erano tutti di magnitudine bassa - al massimo di magnitudine 3.0 della scala Richter: alcuni di questi non erano stati registrati dalle liste governative ufficiali.

Sebbene ci fossero vari pozzi di reinizione nella zona, solo alcuni sono collegati alla comparsa di terremoti secondo Frohlich. Perche'? L'ipotesi che presenta l'autore e' che quelli collegati ai terremoti fossero piu' vicini di altri a faglie e zone sismicamente attive.

Spero che l'INGV legga queste cose e ne faccia tesoro.

Per ora un video veramente sconvolgente sul terremoto in Emilia e la leggerezza dei nostri governanti in merito.  In Italia non succede.












Tuesday, June 8, 2010

Cleburne, Texas: gas, scoppi e microterremoti




***

Questo e' un post che avevo scritto qualche tempo fa, su Cleburne e i terremoti. Se ne era gia' parlato qui negli USA l'anno scorso a causa dei microterremoti causati dall'industria estrattiva di idrocarburi. Non ho fatto a tempo a finirlo, che ieri uno dei tubi di gas della zona e' esploso, con tre morti e vari feriti. Il boato e' durato per 10 minuti, e si e' potuto sentire per un raggio di circa 8 chilometri con vampate di decine di metri.

Il 3 giugno 2010 e' scoppiato un altro pozzo di gas in Pennsylvania. Nelle zone trivellate non ci sono solo terremoti, ma anche casi di acqua inquinata, ed emissioni in atmosfera di H2S.

***


La citta' di Cleburne, Texas e' stata incorporata circa 150 anni fa. Citta' tranquilla, a qualche decina di chilometri da Dallas. Nella sua storia non e' stato mai registrato alcun terremoto. Fino al 2008.

Per capire cosa succede nel 2008, occorre fare un passo indietro. Verso la fine degli anni '90 infatti a Cleburne cambia tutto. Si scopre che il sottosuolo della zona e' ricco di gas. Si decide di trivellare. Nel 2003 l'attivita' perforante inizia.

Tutti felici, tutti futuri sceicchi nella terra di George Bush.

Da allora sono stati bucati 3,500 pozzi nelle due contee Tarrant e Johnson, di cui Cleburne fa parte. Tremila cinquecento!

Il 31 ottobre del 2008, la prima scossa di terremoto - su territorio non sismico - 2.8 gradi Richter. Da allora ci sono stati oltre venti micro-terremoti accompagnati da forti suoni. Nessuno si e' fatto male, ma la vita delle persone e' cambiata, tremori, spaventi, boati. Puo' esserci una correlazione con l'attivita' estrattiva?

Il terremoto piu' forte e' stato del grado 3.3 della scala Richter nel 2009. Nel giugno del 2009 ne hanno registrati 5 in una settimana. La gente inizia a porsi domande sul rapporto microterremoti-petrolio. E siccome tutto il mondo e' paese, chi meno si lamenta dei terremoti e' chi ha ricevuto piu' soldi dai petrolieri.

Il sindaco di Cleburne, Ted Reynolds dice:

We haven't had a quake in recorded history, and all the sudden you drill and there are earthquakes.

Non avevamo mai avuto terremoti nella storia, e appena si inizia a trivellare, ecco qui i terremoti.

Una delle ditte che opera in quella zona si chiama Chesapeake Energy Corporation ed aveva vagamente ammesso che potrebbe esserci una correlazione tra trivelle e terremoti, ma che c'era bisogno di maggiori studi, dati, informazione.

Per fare chiarezza allora, la citta' di Cleburne - dove molti cittadini hanno ricevuto soldi dai petrolieri per scavare - ha affidato una serie di studi sismici alla Southern Methodist University, detta SMU.

Ma anche qui ci sono le solite storie di corporazioni e di forti interessi privati. La SMU infatti ha forti legami con l'industria del gas e del petrolio, perche' negli scorsi anni ha ricevuto fondi da loro, compreso da Dick Cheney, che e' stato presidente della ditta petrolifera Halliburton prima di diventare vicepresidente degli USA.

Cheney e' stato anche uno dei reggenti dell'universita'. I legami con l'industria petrolifera sono cosi' forti che la SMU e' stata pure soprannominata Southern Halliburton University.

I vari professori della SMU sono stati a lungo in bilico, e non si sono voluti sbilanciare. Come la ditta trivellante, hanno detto che non si sa, occorre studiare piu' a fondo, ci sono pozzi che non hanno conseguenze sulla popolazione e cosi via.

La terra ha continuato a tremare. E siccome non si puo' studiare in eterno, finalmente gli studiosi della SMU hanno ammesso, a marzo 2010 che la "causa plausibile" dei terremoti e' stato il riversamento dei fluidi di scarto nel sottosuolo, che l'industria del gas ha reiniettato sottoterra.

Dicono che molto probabilmente la colpa e' dei liquidi salini di risulta - un termine bello per dire monnezza - che una volta rimessi sottoterra alterano l'equilibrio geologico.

Tutto questo e' stato scritto in un articolo a conclusione dello studio della SMU datato Marzo 2010 e dal titolo:

Dallas-Fort Worth earthquakes coincident with activity associated with natural gas production


I terremoti dell'area di Dallas Fort Worth sono in coincidenza con l'attivita' di produzione di gas naturale.


Qui sono stati chiari e limpidi. In meno di dieci anni, tremilacinquecento pozzi. Microterremoti dove prima non c'erano. Ieri lo scoppio.

Si raccoglie quello che si semina, anche in Texas.

Fonti: Wall Street Journal, Bloomberg, Associated Press, Texas Observer 1, Texas Observer 2
The leading edge, The Wall Street Journal 2, Science Daily, Red Orbit