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Sunday, June 21, 2015

Texas: i cancerogeni benzene, toluene, ethyl benzene, xylene nell'acqua potabile



Nella zona del Barnett Shale in Texas, non lontano da Dallas ci sono circa 20,000 pozzi di petrolio sorti come funghi negli scorsi 10 anni. Assieme ai pozzi, tutto il contorno di tubature, monnezza di risulta, acqua di perforazione. E... dove finisce questa roba?

Beh, un po finisce nell'acqua potabile della gente.

E infatti, alcuni ricercatori della University of Texas, Arlington hanno monitorato l'acqua di pozzi artesiani nei pressi degli acquiferi Trinity e Woodbine. Alcuni di questi pozzi erano pubblici, altri privati. I monitoraggi sono durati per tre anni di seguito.

Cosa viene fuori?

Elevati livelli di metanolo, etanolo, arsenico e di altri metalli pesanti e cancerogeni, per un totale di dieci metalli pesanti e diciannove composti chimici, alcuni anche cancerogeni. Un totale di una trentina di materiali che certo non fanno bene al corpo umano.

Fra questa robaccia i BTEX (benzene, toluene, ethyl benzene e xylene) che portano problemi respiratori, al sistema nervoso, e che causano tumori.

L'articolo  "A Comprehensive Analysis of Groundwater Quality in the Barnett Shale Region" e' stato pubblicato il 17 Giugno su "Environmental Science and Technology".

L'autore principale dell'articolo e' Kevin Schug, Distinguished Professor of Analytical Chemistry, che gia' nel 2013 aveva presentato uno studio per documentare gli alti livelli di arsenico e di selenio nelle falde acquifere vicino ai pozzi del fracking.

E va bene, monnezza su monnezza. Ma quanti studi ancora servono per capire che queste cose e' meglio non farle?

Io ci manderei Matteo Renzi e tutti i suoi pseudoministri dell'ambiente a bere quell'acqua. Evviva il Texas, evviva lo Sblocca Italia, evviva Matteo Renzi.

Tuesday, January 20, 2015

Montana: scoppio di oleodotto nel Yellowstone River










Un altro oleodotto che esplode nella neve e che non si sa come contenere. Stato di allarme, non si puo bere l'acqua del rubinetto e non si riesce a trovare la fonte dell'inquinamento perche' c'e' il ghiaccio a coprire tutto.

Siamo nella citta' di Glendive dove una perdita da oleodotto ha riversato circa 50,000 galloni di petrolio lungo lo Yellowtone River, circa 190,000 litri.

Parte del petrolio e' entrato nelle riserve idriche della citta', inquinandole e creando preoccupazioni per la salute pubblica.  E quindi sono dovuti arrivare "per precauzione" le taniche dell'acqua per rimpiazzare l'acqua del rubinetto che puzza di olio diesel.

Le operazioni di ripristino sono difficilissime per colpa del freddo e del ghiaccio. Non sanno dova sia la falla dell'oleodotto che ha avuto la perdita, non sanno dove sia andato a finire il petrolio perche' non si vede - coperto dal ghiaccio - e non se ne sente l'odore. Tutto cio' che possono farlo e' cercarlo alla cieca, perforando dei buchi nel ghiaccio con la speranza di poter trovare il petrolio e poi aspirarlo

“These are horrible working conditions to try to recover oil. Normally you at least see it, but you can’t see it, you can’t smell it. … We’re going to have to hunt and peck through ice to get it out,”

L'oleodotto si chiama Poplar Pipeline e scende giu' dal Canada fino alla citta' di Baker in Montana. Attraversa il Bakken oil field fra Montana e North Dakota.

Il padrone dell'oleodotto ha chiesto scusa. 

Amen.








Tuesday, September 30, 2014

Utah: 400 tonnellate di monnezza petrolifera in atmosfera

Stagni di monnezza petrolifera e uccelli innocenti


Ecco qui, un altra storia di monnezza petrolifera. 

In barba a tutti quelli che dicono che "emissioni zero", "impatti nulli", "biodegradabile".

Nel 2009 e nel 2010, l'ornitologo Skip Ambrose visito' un po di "laghi di evaporazione" gestiti dalla ditta Danish Flats Environmental Services. 

Siamo nello Utah, Grand County dove questi "laghi di evaporazone" altro non sono che vasche artificiali a cielo aperto create apposta per contenere l'acqua contaminata dalle estrazioni petrolifere che la Danish Flats Environmental Services si occupa di gestire e di trattare. E ovviamente essendo a cielo aperto ci sono esalazioni di sostanze tossiche, idrocarburi, sale, propano, butano, e altro materiale di scarto usato nelle operazioni petrolifere.

La Danish Flats Environmental Services riceve ogni anno milioni di tonnellate di materiale tossico
da trattare:  nel 2009 erano oltre 5 miloni, nel 2013 "solo" uno.

In  questi "laghi di evaporazione" Skip Ambose trovo' uccelli e animali morti - papere, pipistrelli e insetti - e uccelli con le piume oleate che magari mangiavano anche gli insetti morti al petrolio. La sporcizia delle piume e' grave perche' puo' far del male alle uova e diminuisce le proprieta' isolanti delle piume stesse. A volte appensantisce cosi tanto gli uccelli che non possono piu' migrare, e muoiono sopraffatti dalle esalazioni.

Ci furono un po di domande e di richieste di ispezionare meglio questi "laghi di evaporazione". La Danish Flats accetto' le ispezioni.  

E cosi venne fuori che questa Danish Flats Environmental Services dal 2008 rilasciava tonnellate e tonnellate di materiale tossico nell' ambiente da ben 14 di questi "laghi di evaporazione" senza che nessuno sapesse o dicesse niente.

Fanno sei anni di monnezza gratuita.
Da un lato la Danish Flats Environmental Services sottostimava l'inquinamento prodotto, dall'altra esagerava le proprie capacita' di smaltimento dei rifiuti.  In alcuni casi hanno detto che le loro operazioni erano troppo "poco" inquinanti e che quindi non avevano bisogno di autorizzazioni. Dicevano che le loro emissioni erano "de minimis", in latino, cosi' fa piu scena.

Cioe' inquinavano,  mentivano, non avevano autorizzazioni, e facevano pure i raffinati latinisti.

"Non sono stati a norma per molti anni e a lungo hanno cercato di disquisire su cosa e come si stimasse l'inquinamento. Ma e' chiaro che non sono mai stati una fonte "de minimis", mai", ha detto Chris Baird,  ex membro del Gran Consiglio della contea di Grand County.

Viene fuori che hanno immesso nell'atmosfera non meno di 330 tonnellate di composti organici volatili - cancerogeni - e 100 tonnellate di altre sostanze tossiche.  E cosi' hanno pagato una prima multa di 50,000 dollari per non avere chiesto autorizzazioni prima di adesso. In realta' la multa era di 84,000 dollari ma hanno detto di non avere sufficenti fondi!

Viene fuori che erano pure in arretrato di quasi centomila dollari (94 mila per l'esattezza) in pagamenti di tasse - che e' quasi la stessa cifra che hanno guadagnato (99 mila dollari). Come dire,
e' una operazione a guadagno zero in cui distruggi solo la natura!

Perche' i guadagni sono cosi pochi?  Perche' man mano che passa il tempo e si aprono altri pozzi,
la monnezza da trattare si sposta con i pozzi stessi, e per i petrolieri diventa piu' conveniente usare altre ditte, in altre sedi. E quindi costruire altri "laghi di evaporazione" piu' vicino ai nuovi pozzi.
Della serie: vengo, sto un po, ti avveleno e poi vado a farlo altrove, ricominciando da zero.

Ma non e' chiaro come andra' a finire. La Danish Flats Environmental Services ha ricevuto raccomandazioni da Skip Ambrose, ma non le ha implementate al meglio.

"People think natural-gas extraction is a clean industry, but the process isn’t that clean if you have ponds like these."

Negli USA la morte di uccelli migratori a causa di esposizione a sostance tossiche comporta l'arresto e sei mesi di carcere.

Vediamo come va a finire.

Quel che resta e' ancora la prova dell'enorme quantita' di monnezza petrolifera prodotta dai trivellatori e che da qualche parte deve pure essere sistemata.  Quando i pozzi sono vecchi, la quantita' di acqua di scarto aumenta vertiginosamente, e qui nello Utah in alcuni dei pozzi vecchi per ogni barile estratto ce ne sono anche cinquanta di acque di scarto da smaltire, sature di monnezza.

Io non so in Italia dove finisce questa robaccia, e quanta acqua di produzione ci sia da ciascun pozzo. Di certo so che se questa acqua salutare finisse nelle colline vicino a casa di Renzi forse il nostro beneamato ci starebbe un po piu attento con la trivella facile.




Wednesday, June 11, 2014

Utah: i neonati morti nella citta' del boom del petrolio


Donna Young, sulla sinistra 

"From a plane it looks like the Earth has smallpox” 
"Dall'aereo sembra che la terra abbia la varicella"  




Vernal, Utah. Saranno in pochissimi a conoscere questa localita' rurale dello Uinta Basin, nella zona occidentale dello stato e con meno di 10,000 abitanti. Ma in questi giorni Vernal e' alla ribalta delle cronache a causa del triste primato di mortalita' infantile molto probabilmente dovuto all'inquinamento da trivelle e da fracking come raccontato da un medico, Brian Moench.

Per 19 anni Donna Young ha lavorato come ostetrica.

Non le era mai capitato di far nascere un bimbo morto fino al Maggio del 2013.

Scossa, va al funerale di questo bimbo pochi giorni dopo.

Al cimitero nota una cosa strana: un numero impressionante di bambini con una sola data per la nascita e la morte. Inzia a farsi domande, e visto che non aveva accesso a dati ufficiali, scova fra gli obituari della zona.

Tiene il conto per tutto l'anno e cosi' scopre che nel 2013 sono morti 13 neonati - erano o appena nati oppure erano nati gia' morti.

Per un paese cosi' piccolo e' un un numero troppo elevato. Per l'anno 2013, il numero totale di morti a Vernal e' stato di circa 176.

Circa un morto su 15 era un neonato, vissuto un giorno o meno.

Nel 2010 il tasso di mortalita' infantile era conforme con quello del resto della nazione. Adesso invece e' sei volte tanto. In piu' lo Utah e' uno stato a forte presenza mormone, dove il consumo alcolici e di fumo e di droga e' molto basso, per cui ci si aspetta il tasso di mortalita' infantile sia minore della media nazionale e non superiore.

Ma queste cose non si possono dire: Vernal e' un piccolo paese dove pensano che il petrolio li salvera'. E cosi' sono tutti passati all'attacco di Donna Young. L'ospedale le ha mandato una lettera di minaccia e ha ricevuto telefonate non proprio carine. Ma ha seminato e diverse persone le hanno raccontato la loro storia. Anche il dottor Moench si e' interessato alla questione ed ha anche sporto denuncia presso le autorita', ree di non avere , a sua detta, ottimamente monitorato le concentrazioni di ozono a Vernal.

E dai racconte delle altre mamme, si scopre che oltre alle morti premature a Vernal ci sono bimbi con rari difetti alla nascita: trenta bambini nati con lo stesso difetto. E' sette volte piu' che la media nazionale.

Ma perche'? I geni? Cambi nelle cure mediche?

Tutte queste cose sono da scartare perche' i geni non cambiano cosi repentinamente ed i tassi di mortalita' infantile qualche anno prima erano nella norma. Il sistema medico e' lo stesso.

Mmh. L'ambiente?

L'ambiente?

Nella valle della Uinta, dove sorge Vernal, ci sono in totale 30,000 persone e ben 11,200 pozzi di petrolio e di gas con emissioni di fumi diesel, di benzene, di toluene.

L'area e' nota per avere alti tassi di ozono e di particelle fini nell'ambiente a causa dell'industria petrolifera - l'unica che esiste nella zona.

Tutto questo e' inasprito dalle condizioni geografiche della valle che tende a tenere intrappolato tutto l'inquinamento prodotto. Una miscela esplosiva quindi perche' respirare monnezza porta ad infiammazioni, che poi si traducono in attacchi di cuore, tumori, polmoni malati, e nel caso di donne incinte, ad infiammazioni alla placenta e ai feti.

Lo ammettono anche i petrolieri che l'alta concentrazione di ozono e' un problema, ma non commentano sul reparto mortalita' infantile. Ovviamente, nessuno puo' dire con certezza matematica che le morti di Vernal siano da attribuire all'industria del petrolio, ed e' difficile dirlo, perche' la citta' e' piccola ed e' difficile fare studi statistici in questo caso.

Pero' questo e' quello che dice il dottor Brian Monech sulla questione:

“We know that pregnant women who breathe more air pollution have much higher rates of virtually every adverse pregnancy outcome that exists. And we know that this particular town is the center of an oil and gas boom that’s been going on for the past five or six years and has uniquely high particulate matter and high ozone. So seeing this spike in perinatal mortality is not surprising. We can’t say at this point, and we probably can’t say ever, that each one of these deaths is due to air pollution. Much like we can’t say that someone’s lung cancer is definitely due to their smoking. But if you put the components of this equation in the context of everything else we know, it would say something.” 

"Sappiamo che le donne incinte che respirano piu' aria inquinata hanno tassi maggior di ogni cosa che puo' andare storto durante una gravidanza. E sappiamo che questa particolare citta' e' al centro di un boom del petrolio e del gas che va avanti da cinque o sei anni e che ha tassi particolarmente elevati di particelle fini e di ozono. E quindi vedere questi picchi di mortalita' infanile non e' una sorpresa. Non possiamo dire adesso, e probabilmente non potremo mai dirlo, che ciascuna di queste morti e' da attribuire all'inquinamento dell'atmosfera. Proprio come non possiamo dire che la colpa del cancro ai polmoni di qualcuno e' sicuramente dovuto al loro fumo di sigarette. Ma se uno mette assieme tutte le componenti di queste equiazioni in contesto di tutto il resto che sappiamo, e allora il tutto dovrebbe dirci qualcosa." 

Non sappiamo come andra' a finire.

Ma come sempre, ci sono dei bimbi a cui e' stato negato il futuro, e delle mamme che hanno dovuto sotterrarre i loro figli il giorno stesso della nascita.

E anche se non si riuscira' mai a trovare un nesso definitivo fra i due eventi - trivelle e bambini - il semplice buonsenso che suggerisce che riempire una vallata dove l'aria e' stagnante con 10,000 pozzi di petrolio e di gas, non e' proprio una idea felice.

Monday, October 21, 2013

Siracusa e l'inquinamento da petrolio

 


Allo stato attuale non รจ credibile alcun piano 
di recupero ambientale


The only absolutely safe concentration 
for benzene is zero.

The American Petroleum Institute, 1948




Sequestrati lo stabilimento Esso (della Exxon Mobil) di Augusta e gli stabilimenti Isab Nord e Isab Sud di Priolo del polo petrolchimico di Siracusa per inquinamento e cattiva qualita' dell'aria

La procura accerta "significativo contributo al peggioramento della qualitร  dell'aria dovuto alle emissioni degli impianti". 
 
Come sempre, e' meglio non farceli venire dall'inizio.
Alla fine si puo' solo dire, avevamo ragione,
ma i danni restano.
 
La raffineria Esso - Exxon Mobil di Augusta e' operativa dal 1950.
 
Quanta monnezza ha respirato la gente in questi 67 anni? 


 
 


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Qualche settimana fa, l'Arpa di Sicilia ha diffuso un documento dove si parla della "cattiva qualita' dell'aria" in data 5 e 6 Settembre 2013 nella zona di San Foca', attorno a Priolo.

Per tutti quelli che sanno qualcosa di petrolio, il nome Priolo fa subito drizzare le orecchie, ed infatti a Priolo c'e' un polo petrolchimico che ha letteralmente distrutto tutto quello che c'era da distruggere.

Ecco cosa dice Wikipedia:

La nascita del polo petrolchimico piรน grande d'Europa, se da un lato poteva considerarsi un obbiettivo importante per una regione da sempre carente di iniziative economiche ed industriali di grande respiro, produsse perรฒ, in tempi abbastanza brevi, una serie di problemi reali. L'assenza di sensibilitร  ecologica in generale, e quindi di leggi che tutelassero la salute delle popolazioni a contatto con le aree industriali, provocรฒ lo squilibrio ecologico dell'intera area. L'emissione di sostanze inquinanti nell'aria, provenienti dalle ciminiere, lo sversamento continuo di sostanze inquinanti nelle acque del mare, e l'interramento di prodotti e scarti di varia natura, provocรฒ veri e propri disastri ambientali, a volte scoperti solo a grande distanza di tempo o per cause fortuite. Inquinamenti delle falde acquifere di tutta l'area circostante, l'abbassamento di svariati metri delle falde d'acqua potabile a causa del pompaggio ininterrotto per gli impianti di raffreddamento, incidenti sempre piรน frequenti con incendi e esplosioni disastrose, emissioni improvvise di nubi maleodoranti e stranamente colorate. Quando vennero scoperti i pericoli legati all'amianto, la fabbrica Eternit alle porte di Siracusa venne chiusa, senza tuttavia eseguire mai una reale bonifica della zona.

Quindi non c'e' da stupirsi se, come dice Wikipedia, e non la D'Orsogna, "allo stato attuale non รจ credibile alcun piano di recupero ambientale".

Ed eccoci allora al 5 e al 6 Settembre 2013.

Sollecitata dal circolo di Legambiente detto "L'Anatroccolo" che aveva registrato puzze varie, l'ARPA di Siracusa va sul luogo e registra "miasmi" e presenze significative "solo" dei seguenti inquinanti

1. idrocarburi non metanici (NMHC) e BTX
2. composti solforati, propilmercaptano e isobutilmercaptano

Ecco qui alcuni dei tanti grafici dove si vedono picchi schizzare in alto di varie sostanze chimiche








Nel comunicato dell'ARPA di Siracusa ci sono tanti dati, tanti grafici.

Ma la cosa che a me sconcerta sono le parole "solo i seguenti inquinanti sono presenti".

E che vuol dire "solo"?

Che ci deve essere un arsenale di inquinanti per essere preoccupati? Che siccome sono "solo" due o tre o quattro che vuoi che sia? Che tanto a Siracusa sono gia' cosi' inquinati che inquinante di piu', inquinante di meno che differenza fa? 

E poi, mi sconcerta che ci siano tanti nomi, sigle, ma *nessuna* vera spiegazione alle gente di cosa sia finito nei loro corpi.

Se l'ARPA non lo sapesse ancora, sono li, pagati dai soldi pubblici, per INFORMARE la gente, per SPIEGARE cosa succede e le conseguenze di questo inquinamento.

Tutti possono leggere i numeri sulle centraline. Lo scopo del personale dell'ARPA dovrebbe essere invece di spiegare conseguenze, contesto, e precauzioni da tenere.

Ad esempio, vuole l'ARPA spiegare che il benzene e' CANCEROGENO e che l'istituto americano dei petrolieri nel 1948, 65 ANNI FA! aveva gia' concluso che il valore tollerabile di benzene in atmosfera e' ZERO spaccato?

Ecco qui, il benzene.

Acute exposure to benzene can lead to nervous system ailments such as dizziness, drowsiness, and eventual unconsciousness. Chronic exposure has more pernicious effects. Liver enzymes convert benzene to more toxic metabolites which can affect the bone marrow by crippling blood cell production, causing anemia, and can lead to leukemia.  It is also a known carcinogen and may lead to higher levels of leukemia. 

L'ARTA alla fine del suo rapporto dice che in Italia la normativa vigente prevede "solo" per il benzene un limite di 5 microgrammi al metro cubo come media annua.

E questo deve farci stare tranquilli?

Sereni?

Preoccupati?

Non si capisce,

L'ARPA e' come Ponzio Pilato.

Snocciola numeri, ma non commenta, non spiega, non dice.

Aggiunge la parolina "solo".

Notare che nei giorni di maggiore inquinamento, le tabelle di Priolo parlano di 40 microgrammi pr metro cubo. Otto volte di piu' del limite dei 5 microgrammi della "normativa vigente".

Notare anche che negli altri giorni si oscilla sempre attorno ai 5 microgrammi, e molto spesso lo si sfonda, come dire, a Priolo e' normale che il benzene sia proprio al livello di legge, o anche superiore.

Anche qui l'ARPA e' muta e tutti possono pensare quel che vogliono.

Tutto questo senza considerare che, come dicevano gli americani del petrolio, il vero valore di sicurezza non e' ne 40 ne 5, ma zero spaccato.

Si vede che a Priolo hanno i polmoni migliori degli altri.

E le altre sostanze?

L'ARPA parla di BTX che include non solo benzene ma anche toluene e xylene? Che ne e' degli altri due? Vuole l'ARPA dire che sono tutti e tre tossici?

Ecco qui: lo xylene e i suoi effetti sul sistema respiratorio, sui reni, sul fegato, sul sangue, sul sistema gastrointestinale, sul sistema riprdouttivo, sulla pelle. E qui sulla possibilita' di contaminare il latte materno:

Xylene has produced fetotoxic effects like delayed ossification and behavioral effects in animals, in the absence of maternal toxicity. Xylene inhaled by a woman can reach a developing fetus and can contaminate her breast milk.

Ovviamente gli effetti dipendono tutti dalla durata dell'esposizione e dalle concentrazioni coinvolte.

Qui un rapporto completo del Center for Disease Control USA tutto sullo xylene.

Passiamo al toluene, meno tossico del benzene ma che

in low to moderate levels can cause tiredness, confusion, weakness, drunken-type actions, memory loss, nausea, loss of appetite, and hearing and color vision loss. These symptoms usually disappear when exposure is stopped. Inhaling high levels of toluene in a short time may cause light-headedness, nausea, or sleepiness. It can also cause unconsciousness, and even death.

Anche qui, non pervenuto.

E tutte le altre cose?

Cosa ha da dire l'ARPA sul tiofene? Sul propilmercaptano? Sull'isobutilmercaptano? Cosa sono? In che percentuali sono tossici? Cosa causano? Chi li emette?

80 microgrammi per metrocubo di tiofene sono tanti o pochi, visto che causa problemi al respiro, agli occhi, alla pelle?

Ci dobbiamo preoccupare?

Non si sa.

Io so solo che the only absolutely safe concentration for benzene is zero, come dicevano i signori dell'American Petroleum Institute nel 1948.


Saturday, September 21, 2013

Golfo del Messico 3 anni dopo: con il benzene in corpo

 Louisiana, 2010

Molti dei lavoratori e residenti dopo lo scoppio si erano lamentati di malditesta, mancanza di respiro, tossi persistenti e di eczemi e pruriti, affaticamento, male al petto, sudori notturni, e dolori alle giunture.

Ma in questo studio ci si e' concentrati sul sangue delle persone a piu' stretto contatto con il petrolio. Fra le cose piu' preoccupanti, l'esposizione al benzene.

“Benzene is a very toxic substance. It’s easily absorbed through tissues, such as your skin. Once it enters your system, it affects several organs.”


E infatti, una volta entrato in corpo, e' poi il sangue a trasportarlo in giro per l'organismo corpo, arrivando anche al midollo osseo, dove vengono prodotte le cellule del sangue. Il fegato invece diluisce le tossine e quindi viene in contatto con tutte le sostanze spurie.

E quindi fra i problemi collegati all'assorbimento di materiale tossico - fra cui il benzene - danni al fegato e al sangue.

Nello studio del Prof. D'Andrea sono stati testati 117 lavoratori e 130 persone non esposte alle operazioni di pulizia del petrolio.

Tutti i 117 avevano valori sballati di vari tipi di enzimi del fegato, probabilmente alterati a causa del contatto con il benzene, e livelli bassi di piastrine, di azoto ureico e di creatinina che sono indicatori del buon funzionamento dei reni.

I tre enzimi del fegato sono alkaline phosphatase, aspartate transaminase and alanine transaminase e i livelli sballati sono indicatori di danni al fegato.

Tutto questo porta il Prof. D'Andrea alla conclusione che i lavoratori hanno rischi maggiori di leucemie, linfomi e mieliomi, nonche' di tumore al fegato e
pancreas.

Cosa dice la BP?

Tuttapposto, come sempre:

“Based on extensive monitoring conducted by BP and the federal agencies, response worker and or public exposures to dispersants were well below levels that would pose a health or safety concern".

Lo studio del Prof. D'Andrea invece conclude che

"The results of this study indicate that oil spill exposure appears to play a role in the development of hematologic and hepatic toxicity. However, additional long-term follow-up studies are required to understand the clinical significance of the oil spill exposure."

Evviva la BP.


Monday, September 16, 2013

Colorado: fracking e allagamenti




Fracking and operating oil and gas facilities in floodplains is extremely risky. 
Flood waters can topple facilities and spread oil, gas, 
and cancer-causing fracking chemicals across vast
 landscapes making contamination and clean-up 
efforts exponentially worse and more complicated.



In Colorado in questi giorni c'e' una delle alluvioni piu gravi degli ultimi anni. 500 persone sono presunte morte. Obama ha dichiarato lo stato di emergenza e Giove Pluvio pare non voler collaborare, visto che continua a piovere.

Ci sono tanti risvolti di questa faccenda.  Uno di questi riguarda i pozzi da fracking del gas e quelli da petrolio nella zona. Siamo infatti a Weld County, dove ci sono circa 20,000 pozzi di petrolio e di gas trivellati in zone ora alluvionate.

Che succede a questi pozzi, e a tutto l'equipaggiamento di fluidi, cisterne, camion, pompe in caso di alluvione e dei violenti impeti di acqua che si portano appresso?

Chi sorveglia il tutto?

Dove finisce tutta la monnezza tossica che si disperde nell'acqua dell'alluvione?















 Pozzi da fracking allagati, Weld County, Colorado
Qui il video


 Cisterna di fluidi petroliferi che perde
notare la scia colorata

Cisterna incrinatasi nel fiume con tutto il suo materiale tossico

Beh ecco qui cosa succede: un oleodotto si e' rotto, riversando petrolio e i petrolieri fanno l'impossibile per chiudere i pozzi prima che sia troppo tardi e che tutto diventi una minestra ancora piu tossica. Ma non puoi combattere contro Giove Pluvio, e cosi, si puo' solo stare a guardare.

Dalle foto scattate da residenti di Weld County, si notano cisterne di raccoglimento dei fluidi del fracking incrinatasi nel fiume, altre cisterne che cadono, centinaia di pozzi sotto l'acqua, petrolio che affiora nelle acque dell'alluvione.

A Weld County si erano registrate 158 perdite nel solo 2013 senza dell'alluvione, quindi, e' logico pensare che questi pozzi tanto resistenti non siano e che la pioggia ha solo reso la situazione peggiore.




Tutta salute, eh!