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Wednesday, January 14, 2015

I petrolieri della Statoil, DONG, GDF Suez si ritirano dall'Artico





 Licenze in Groelandia, Artico

A voglia a dire che trivellano per la sicurezza energetica e per amor di patria. La verita’ e’ che trivellano solo per denaro, e adesso che il denaro scarseggia, ecco. Dall'Artico di Groenlandia scappano tutti.

La norvegese Statoil, la danese DONG – Danish Oil and Natural Gas - e la francese GDF Suez restituiscono le licenze petrolifere perche' trivellare in Artico e' costoso, e ad alto rischio. Dal canto loro, l'olandese Shell, la danese Maersk e la scozzese Cairn Energy hanno chiesto una moratoria di almeno due anni sulle loro licenze.

Era stato il governo di Groenlandia, territorio danese poplato da Inuit e con elevati margini di indipendenza, a invitare petrolieri da mezzo mondo a trivellare la regione. Le prime licenze sono state accordate nel 1975, dopo la crisi del Medio Oriente del 1973, nella speranza di trovare petrolio occidentale. Arrivano dunque Mobil, Amoco, Chevron e Total. Vengono trivellati cinque pozzi esplorativi nel 1976-1977 – purtroppo tutti sterili. Secondo il governo di Groenlandia questi pozzi erano stati abbandonati prematuramente, e cosi nel 2000 la Statoil ne trivella uno nuovo – sterile anche questo. Gli studi continuano a ribadire la presenza di petrolio nei fondali artici, e cosi nel 2006-2008 arrivano l’armata Chevron, ConocoPhillips, Exxon, Husky Oil, Petronas e Tullow Oil, oltre a quelle gia’ citate in precendenza e alla Nunaoil, la ditta petrolifera di Groenlandia. Tutti a cercare petrolio.

La Groenlandia non fa parte dell’UE – il governo e’ favorevole alle trivelle perche’ pensa (o si illude?) di poter aumentare la sua indipendenza economica da Copenhagen. Ci sono un po di proteste a Nuuk, la capitale, e da parte di Greenpeace, ma tutto il processo di concessioni petrolifere si svolge relativamente sereno.

La Cairn Energy di Edinburgo e’ quella che si accaparra il maggior numero di concessioni. Sognano di trovare circa sei miliardi di barili di petrolio. Parlano della Groenlandia come di una delle “top ten” reserve petrolifere del mondo. Ma sfortunatamente per la Cairn Energy anche gli otto pozzi, trivellati nel 2010-2011 con un investimento di circa 7 miliardi di dollar si rivelano tutti investimenti a perdere. Adesso hanno chiuso i loro uffici di Groenlandia e hanno licenziato il 40% del proprio personale.

E cioe’ quattordici pozzi su quattordici sono sterili.

La norvegese Statoil ha deciso di spostarsi dalla Groelandia al Barents Sea dove le cose sembrano essere piu facili per loro. La GDF Suez esculde di tornare in Groenlandia in un futuro prossimo: “Given the current situation on the market together with the fact that Greenland is an area with very little infrastructure, rather large environmental requirements and a very challenging environment, it will be very expensive to develop these fields" dice John Finborud il direttore di GDF Suez Greenland..

Grazie e a mai piu rivederci.



Tuesday, September 30, 2014

Utah: 400 tonnellate di monnezza petrolifera in atmosfera

Stagni di monnezza petrolifera e uccelli innocenti


Ecco qui, un altra storia di monnezza petrolifera. 

In barba a tutti quelli che dicono che "emissioni zero", "impatti nulli", "biodegradabile".

Nel 2009 e nel 2010, l'ornitologo Skip Ambrose visito' un po di "laghi di evaporazione" gestiti dalla ditta Danish Flats Environmental Services. 

Siamo nello Utah, Grand County dove questi "laghi di evaporazone" altro non sono che vasche artificiali a cielo aperto create apposta per contenere l'acqua contaminata dalle estrazioni petrolifere che la Danish Flats Environmental Services si occupa di gestire e di trattare. E ovviamente essendo a cielo aperto ci sono esalazioni di sostanze tossiche, idrocarburi, sale, propano, butano, e altro materiale di scarto usato nelle operazioni petrolifere.

La Danish Flats Environmental Services riceve ogni anno milioni di tonnellate di materiale tossico
da trattare:  nel 2009 erano oltre 5 miloni, nel 2013 "solo" uno.

In  questi "laghi di evaporazione" Skip Ambose trovo' uccelli e animali morti - papere, pipistrelli e insetti - e uccelli con le piume oleate che magari mangiavano anche gli insetti morti al petrolio. La sporcizia delle piume e' grave perche' puo' far del male alle uova e diminuisce le proprieta' isolanti delle piume stesse. A volte appensantisce cosi tanto gli uccelli che non possono piu' migrare, e muoiono sopraffatti dalle esalazioni.

Ci furono un po di domande e di richieste di ispezionare meglio questi "laghi di evaporazione". La Danish Flats accetto' le ispezioni.  

E cosi venne fuori che questa Danish Flats Environmental Services dal 2008 rilasciava tonnellate e tonnellate di materiale tossico nell' ambiente da ben 14 di questi "laghi di evaporazione" senza che nessuno sapesse o dicesse niente.

Fanno sei anni di monnezza gratuita.
Da un lato la Danish Flats Environmental Services sottostimava l'inquinamento prodotto, dall'altra esagerava le proprie capacita' di smaltimento dei rifiuti.  In alcuni casi hanno detto che le loro operazioni erano troppo "poco" inquinanti e che quindi non avevano bisogno di autorizzazioni. Dicevano che le loro emissioni erano "de minimis", in latino, cosi' fa piu scena.

Cioe' inquinavano,  mentivano, non avevano autorizzazioni, e facevano pure i raffinati latinisti.

"Non sono stati a norma per molti anni e a lungo hanno cercato di disquisire su cosa e come si stimasse l'inquinamento. Ma e' chiaro che non sono mai stati una fonte "de minimis", mai", ha detto Chris Baird,  ex membro del Gran Consiglio della contea di Grand County.

Viene fuori che hanno immesso nell'atmosfera non meno di 330 tonnellate di composti organici volatili - cancerogeni - e 100 tonnellate di altre sostanze tossiche.  E cosi' hanno pagato una prima multa di 50,000 dollari per non avere chiesto autorizzazioni prima di adesso. In realta' la multa era di 84,000 dollari ma hanno detto di non avere sufficenti fondi!

Viene fuori che erano pure in arretrato di quasi centomila dollari (94 mila per l'esattezza) in pagamenti di tasse - che e' quasi la stessa cifra che hanno guadagnato (99 mila dollari). Come dire,
e' una operazione a guadagno zero in cui distruggi solo la natura!

Perche' i guadagni sono cosi pochi?  Perche' man mano che passa il tempo e si aprono altri pozzi,
la monnezza da trattare si sposta con i pozzi stessi, e per i petrolieri diventa piu' conveniente usare altre ditte, in altre sedi. E quindi costruire altri "laghi di evaporazione" piu' vicino ai nuovi pozzi.
Della serie: vengo, sto un po, ti avveleno e poi vado a farlo altrove, ricominciando da zero.

Ma non e' chiaro come andra' a finire. La Danish Flats Environmental Services ha ricevuto raccomandazioni da Skip Ambrose, ma non le ha implementate al meglio.

"People think natural-gas extraction is a clean industry, but the process isn’t that clean if you have ponds like these."

Negli USA la morte di uccelli migratori a causa di esposizione a sostance tossiche comporta l'arresto e sei mesi di carcere.

Vediamo come va a finire.

Quel che resta e' ancora la prova dell'enorme quantita' di monnezza petrolifera prodotta dai trivellatori e che da qualche parte deve pure essere sistemata.  Quando i pozzi sono vecchi, la quantita' di acqua di scarto aumenta vertiginosamente, e qui nello Utah in alcuni dei pozzi vecchi per ogni barile estratto ce ne sono anche cinquanta di acque di scarto da smaltire, sature di monnezza.

Io non so in Italia dove finisce questa robaccia, e quanta acqua di produzione ci sia da ciascun pozzo. Di certo so che se questa acqua salutare finisse nelle colline vicino a casa di Renzi forse il nostro beneamato ci starebbe un po piu attento con la trivella facile.