Ci sono qui in totale 650,000 metri cubi di ghiaccio che si sciolgono a ritmi 50% piu' veloce che in tempi pre-industriali.
Uno dira': e' solo un millimetro, ma questo vuol dire che in dieci anni avremo un centimetro di innalzamento dei livelli del mare dalla sola Groenlandia.
Ovviamente non c'e' solo la Groenlandia.
Secondo la NASA in totale ogni anno i livelli del mare si innalzano di 3 millimetri in totale. I ghiacciai, dall'Artico, dall'Antartico, si sciolgono e l'acqua allo stato liquido occupa piu volume che allo stato solido. Il tutto procede a ritmi galoppanti.
La Groenlandia (e l'Artico) sono le regioni piu' fluide, ma anche l'Antartico contribusce. Anzi, e' considerata una bomba inesplosa, nel senso che gli
effetti sono piu' lenti, per cui il futuro sara' peggiore del presente.
Per ora i numeri sono i seguenti:
Artico: 447 miliardi di tonnellate di ghiacchio in meno --
14,000 tonnellate di acqua in piu' per secondo, dal 2005 al 2015, almeno. Fra il 1986 e il 2005 il tasso era di 5,000 tonnellate al secondo.
Per cui la perdita di ghiaccio dall'Artico si e' triplicata dal 1986.
Antarctico: 219 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno ogni anno dal 2012 al 2017.
Lo scioglimento continua anche nei mesi invernali perche' le onde
dell'oceano Atlantico, dovute a forti venti invernali, sono in realta'
calde abbastanza da far sciogliere il ghiaccio. Le acque calde entrano
cosi' nei fiordi e vicino ai ghiacciai sciogliendo anche le nevi in
profondita'.
E questo e' solo l'inizio. Ovviamente non sappiamo niente delle dinamiche future: se tutto questo scioglimento attuale accellerera' ancora quelli futuri, se ci saranno effetti domino e se tutto procedera' a ritmi ancora piu' devastanti.
Intanto, il resto del pianeta sembra non preoccuparsene, finche' un giorno sara' troppo tardi.
Il pezzo del ghiacciaio Helheim che si e' staccato in Groelandia e filmato dai coniugi Holland.
E' grande quasi quando l'isola di Manhattan.
Un altro ghiacciaio che ha minacciato la citta' di Innaarsuit, Groenlandia
per circa una settimana
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In questi giorni due storie di iceberg vaganti.
Il primo ad
Innaarsuit, in Groenlandia, a 750 chilometri a nord del Circolo Polare Artico. Vivono qui circa 170 persone. Un giorno hanno scoperto un iceberg che era arrivato di fronte alle loro case.
Tutti in suspense, tutti fragili di fronte all'enormita' di quella roccia bianca di neve, tutti a rischio da questo iceberg di cento metri di altezza, e 10 milioni di tonnellate.
E infatti le persone di Innaarsuit, pure abituate al freddo e al clima estremo, sono andate via, timorose di possibili tsunami causati da pezzi di iceberg che potrebbero staccarsi.
Non ci sono in questo posto alberi, fa freddo anche d'estate e la temperatura media e' sotto lo zero per molti mesi l'anno. C'e' solo una strada che finisce nel cimitero della citta'. Gli iceberg qui sono comuni, di dimensioni certo piu' piccoli di quello della foto in alto. E infatti, raramente gli iceberg cosi grandi arrivano vicino alla riva, perche' sono spesso spinti da venti e correnti del mare verso largo. Ma l'iceberg in questione, probabilmente proveniente da un ghiacciaio non lontano, e' riuscito ad arrivare vicino alle case e si e' incastrato in una baia locale.
Alla fine, il peggio e' passato. Dal mega iceberg vagante per fortuna non si e' staccato niente, e alla fine le correnti sono riuscite a portarlo in mare aperto, lontano dalle case. La gente e' tornata a vivere tranquilla.
Per ora.
E' innegabile che i pezzi di ghiacciaio che si staccano siano sempre piu' numerosi, in Artico come altrove. Un altro aspetto dei cambiamenti climatici.
A un certo punto, Denise Holland ha sentito dei rumori cupi, il suono forte come di un aereoplano che decolla. Hanno messo la telecamera in azione e... voila', un iceberg ancora piu' grande di quello di Innaarsuit si e' staccato. I coniugi Holland e i loro colleghi sono riusciti a filmare tutto l'evento. E' stato un processo violento, drammatico e irreversibile a sentire la loro testimonianza.
L'evento e' durato 30 minuti.
Era un pezzo di ghiaccio grande quasi quanto l'isola di Manhattan.
Le stime sono che pesava 10 giga-tonnellate. Cioe' un miliardo di tonnellate.
Non tornera' piu'.
E ovviamente non ci sono solo i ghiacciai che si restringono,
ci sono i livelli del mare che si innalzano e l'acqua del mare di
riscalda, cambiando tutti gli equilbri planetari.
E questo e' quello che succede in Groenlandia, ma la situazione e' ancora piu' drammatica in Antartico, piu' lontana dagli occhi umani, e piu' difficile da studiare. Qui ci sono stati vari episodi di
staccamento di ghiacciai negli ultimi anni, come per esempio quello dello staccamento del Larsen C di cui abbiamo parlato anche in questo blog.
Il quantitativo di ghiaccio dell'Antartico e' molto superiore a quello che e' in Groenlandia, e si teme che possano arrivare eventi catastrofici, con aumenti spropositati del livello del mare ed innescando reazioni a catena.
Chi e' che causa lo staccamento di tutti questi pezzi di ghiaccio, di questi eventi cosi dirompenti, cosi, assoluti e a senso unico?
E' questo il quarto anno di una serie di inverni con temperature sempre piu calde al polo nord, con sempre meno ghiaccio e quest’anno anche vie navigabili laddove dovrebbe esserci ghiaccio. Questo e’ quello che emerge dai dati registrati dal National Snow and Ice Data Center (NSIDC) di Boulder, Colorado.
In Febbraio, ondate di caldo al polo nord.
Una cosa mai vista prima.
Il commento del direttore del NSIDC, Mark Serreze, e’ stato questo:
"It's just crazy, crazy stuff”.
E lui ne dovrebbe sapere di crazy stuff visto che e’ dal 1982 che si occupa di clima e di livelli di ghiaccio e di temperature. Non c’e’ ombra di dubbio che tutto questo sia collegato ai cambiamenti climatici.
Per fare un esempio, a Cape Morris Jesup, nel punto piu’ a nord della Groenlandia, le temperature di Febbraio sono state le stesse che di solito di registrano a Maggio. Anzi, qui ci sono stati tre giorni in cui le temperature sono state superiori allo zero gradi centigradi. Neanche questo, mai visto prima.
In questa, e in molte altre localita’dell’Artico, 10 su 15 stazioni registrate, la temperatura e’ stata piu’ di 10 gradi superiore alla norma.
Anche a Barrow, nel Circolo Artico relativo all’Alaska, la temperatura media e’ stata 10 gradi superior alla norma, con media di otto gradi piu’ del normale se si considera tutto l’intervallo Dicembre 2017 – Febbraio 2018.
Secondo la NASA le ondate di calore arrivano non solo dall’Atlantico, fra la Groenladia e l’Europa, ma a per la prima volta anche dal Pacifico, attraverso lo stretto di Bering. Alek Petty del NASA Goddard Space Flight Center in Maryland dice che sebbene ci siano stati periodi di caldo ai poli in passato, questi periodi, queste anomalie diventano sempre piu’ frequenti ed intense. Non era mai capitato prima che le ondate di calore si sviluppassero in due parti opposte dell’Artico.
E mentre che la zona si riscalda, calano anche i livelli di ghiaccio, con vaste distese di acqua invece che neve e ghiaccio, dall’Alaska in su. Per esempio la zona che va dallo strestto di Bering fino al Chukchi Sea di solito in questo periodo e’ coperta di ghiaccio. Quest’anno invece c’e’ addirittura una traiettoria navigabile.
E’ qui che ci sono stati addirittura venti gradi piu’ rispetto alla norma,
Venti gradi.
In totale a Febbraio il ghiaccio in Artico copriva cira 14 milioni di chilometri quadrati, 160mila chilometri quadrati in meno rispetto al 2017, che gia’ era stato un anno difficile. Se si guarda solo Febbraio la perdita e’ stata di ben 1,4 milioni di chilometri quadrati, il minimo da 30 anni a questa parte. Un area di ghiaccio persa grande quanto due volte il Texas.
C’e’ anche chi mette in correlazione questi eventi estremi in Artico con quanto accade piu’ a sud, dove invece ci sono temperature veramente polari. L’idea e’ che la diminuzione di ghiaccio al polo nord e l’aumento di temperature fa si che si riducano anche le differenze fra la pressione atmosferica fra l’Artico e le zone di latitudine minore. Essendo ora le pressioni piu’ simili i venti provienenti dall’Artico non vengono spazzati via in fretta, come succederebbe se le pressioni fossero diverse, ma possono adesso restare piu’ a lungo e diffondere lungo aree piu’ grandi.
E' una teoria certo, ma inizia a prendere piende fra gli esperti.
Ad ongi modo niente di tutto cio' e' normale, non l'intesitia' di questi eventi, non la rapidita' dei cambiamenti.
Io non so quand’e’ che il genere umano decidera’ che tutto questo deve essere la nostra prima priorita’.
Senza un ambiente sano, senza un clima normale, senza l'alternarsi delle e stagioni, senza i ritmi che garantiscono la vita alla nostra la flora e fauna cosi come li conosciamo un giorno non ci sara’ neanche piu’ l’uomo.
Negli scorsi 5000 anni l'aumento e' stato di 4-7 gradi centigradi.
Secondo Gavin Schnidt della NASA quello che e' successo negli scorsi 30 anni non ha precedenti negli scorsi 1000 anni di storia del pianeta. Il 2014 e' stato anno da caldo record. Il 2015 e' stato anno da caldo record. Il 2016 li battera' entrambi al 99%.
Molto probabilmente il target dell'aumento di 1.5 gradi centigradi di temperatura fissato a Parigi non verra' mantenuto. Nei prossimi deceni dovremmo abituarci a mari che si innalzano di decine di metri, ghiacciai sciolti, estinzioni di massa di specie animali e vegetali, e vaste aree dell'Africa e del Medio Oriente che diventano inabitabili.
Giugno 2016 e' stato il quattordicesimo mese di fila di temperature record a livello mondiale. Il quattordicesimo.
LA NASA dice che Giugno 2016 e' stato 0.9 gradi centigradi piu' caldo che rispetto alla media del ventesimo secolo. E' stato questo il Giugno piu' caldo della storia recente - cioe' dal 1880, cioe' da quando hanno iniziato a prendere dati.
Il record precedente? Giugno 2015.
Questi 14 mesi di fila di caldo record sono i piu' lunghi in tutto il tempo che misuriamo, cioe' appunto dal 1880. 137 anni e mai c'erano stati 14 mesi di caldo record uno dietro l'altro. Sono 40 anni che Giugno non va sotto la media calcolata dal 1880 ad oggi. Cioe' da 40 anni siamo sempre sopra la media. Cioe' fa sempre piu' caldo.
Tutto e' iniziato nell'Aprile del 2015, quando a causa della perturbazione di El Nino, nel pianeta si sono registrate temperature piu' calde del solito. Ma El Nino e' ben presto svanita ed adesso quello che resta sono gli effetti dei cambiamenti climatici. Lo dice Gavin Schmidt della NASA. Secondo lui El Nino e' stata soltanto una piccola aggiunta ad un andamento che invece persiste da tempo.
I maggiori guai sono in Artico, dove il caldo record ha causato scioglimenti record dei ghiacciai.
There is absolutely no doubt we will lose species due to the increasing pressures being exerted by climate change.
La cosa triste e che siamo quasi abituati a queste cose, ed e' come se ogni mese aspettassimo un nuovo record, una nuova anomalia, un qualche cosa che non era mai successo prima ma che succedera' ancora, e presto.
Ecco: la Groenlandia fa registrare temperature record.
La capitale Nuuk e' stata piu calda di New York, con 24 gradi centigradi.
Temperatura mai registrata prima nel mese di Giugno in Groenlandia.
Alcune zone della Groenlandia sono state 20 GRADI piu' calde rispetto alla media 2001-2010,
cioe' di soli quindici anni fa, che quindi gia' tiene il conto di cambiamenti climatici.
Gia' in Aprile il 12% della neve della Groenlandia si scioglieva, anche questo un record secondo il Danish Meteorological Institut. A Giugno era in via di scioglimento il 40% della neve dell'isola.
Maggio e' stato, come altri mesi prima di questo, il piu' caldo Maggio della storia, secondo la NASA.
Ci sono state "anomalie" anche di 10 gradi centigradi sopra la media rispetto al periodo 1951-1980.
Abbiamo avuto almeno dodici mesi di caldo record.
Venne scoperto nel 1845, in grandi quantita' e venivano colpiti con freccie dagli Europei. Gia' nel 1978 ne erano rimaste solo poco centinaia. L'ultimo esemplare fu visto nel 2009. Oggi e' stato dichiarato estinto.
Per colpa dei cambiamenti climatici: secondo i ricercatori Natalie Waller e Luke Leung dell'Universita' del Queensland questi animaletti sono scomparsi perche' si sono innalzati i livelli del mare, l'isola dove vivevano e' stata piu' volte allagata, distruggendo habitat ed esemplari.
In dieci anni il 97% del loro habitat e' andato perso.
Nel mondo, i livelli del mare si sono innalzati di 20 centimetri fra il 1901 e 2010, un tasso di circa 0.2 centimentri l'anno. Anche questo non era mai successo prima.
A Bramble Cray e' stato ancora peggio. Il tasso di perdita e' stato di circa 0.4 centimentri l'anno fra il 1993 e il 2014.
Per questi melomys non c'e' piu' niente da fare.
Non sara' l'ultimo animale a scomparire dalla faccia della terra per
colpa dei cambiamenti climatici: una specie su sei e' rischio
estinzione, secondo un report del 2015
Il 2016 sara' con ogni probabilita' il piu' caldo della storia, dopo che lo e' gia stato il 2015 e prima ancora il 2014.
Petermann Glacier in Groenlandia e' uno dei principali ghiacciai del pianeta ed e' la sede di uno dei piu' importanti luoghi in cui si studiano gli effetti dei cambiamenti climatici. E' un posto inospitale, difficile, remoto, con nebbia, forti venti e freddo, e anzi, i ricercatori che sono qui stazionati ci possono lavorare solo per pochi mesi l'anno.
Siamo a quasi 1000 chilometri piu' a nord del circolo artico, e non lontano da dove, negli anni cinquanta vennero costruiti osservatori sui missili sovietici durante la guerra fredda.
La citta' piu' vicina a Petermann Glacier si chiama Qaanaaq, ha 700 abitanti, e piu' cani husky che persone. Il ghiaccio regna qui per nove mesi l'anno. Per sopravvivere, la gente va a caccia di foche e di narvali, un cetaceo tipico della zona. La Groenlandia e' grande e l'ottanta percento del suo territorio e' coperto dalla neve, ma ogni anno la neve ed i ghiacci diventano un po meno. E cosi, si iniziano a vedere cose mai viste prima. Tagli azzurri di acqua in quelle che dovrebbero essere nevi perenni, icebergs che crollano nel mare, fiumi strabordanti di acqua sciolta dalle nevi.
Nel 2010, da immagini da satellite, i ricercatori osservarono che un pezzo di ghiaccio quattro volte la superficie di Manhattan cadde giu' nel mare. Nel 2012 un altro isolotto si stacco' dal ghiacciaio e si sciolse. In cinque anni, il ghiacciaio e' indietreggiato di piu di trenta chilometri.
Questi eventi hanno convinto un gruppo di ricercatori a venire qui a studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai. Ce ne sono circa cinquanta di studiosi, finanziati dagli enti di ricerca nazionali degli USA e della Svezia. Quello che si vuole capire e' la fisica e la dinamica degli spostamenti del ghiacciaio, dell'acqua che c'e' sotto, e come la neve sciolta ed i ghiacciai interagiscano poi con gli oceani,
Per fare questo si cerca di raccogliere informazioni dai sedimenti e dai detriti sotto gli strati di ghiaccio dei Petermann Glacier a circa 800 metri di profondita' e come questi sedimenti e detriti cambiano con la profondita'. Allo stesso tempo si cerca di creare delle mappe spazio-temporali delle linee di spostamento del ghiacciaio.
Arrivare a 800 metri sotto il ghiaccio non e' facile arrivare a causa del freddo, degli imprevisti che a volte fanno inceppare le trivelle del ghiaccio. Ma queste informazioni dovrebbero essere utili a capire la mobilita' dei ghiacciai, la rapidita' con cui si sciolgono, quali sono le zone piu' sensibili, magari riuscire a prevedere cosa e quando si sciogliera' per prima e come tutto questo influenzera' i livelli degli oceani.
Per ora i ricercatori hanno raccolto circa 66 campioni di ghiaccio. Inaspettatamente hanno anche trovato degli esseri un tempo viventi fra cui i corpi di piccoli insetti con un guscio stile conchiglia e chiamato cibicidoides wuellerstorfi. L'insetto e' importante perche' con le analisi del carbonio si puo' capirne l'eta' e con questo l'eta' del sedimento. Da qui e' piu' facile avere una visuale spazio-temporale della dinamica del ghiacciaio e rispondere a domande come: Quando la superficie del ghiacciaio era a quella profondita'? Quanta acqua c'era? Che clima c'era?
Lo studio e' tutto ancora in fieri, ma una cosa e' certa. Secondo una delle principali ricercatrici qui a Petermann Glacier, Sharyn Alfonsi, i cambiamenti che vediamo oggi dovuti all'attivita' umana non appaiono graduali come quelli di ere passate, sono piu' veloci e intensi, e anzi, accellerano.
E cioe' l'Artico si scioglie, sempre piu' in fretta per colpa nostra.
The First Amendment to the Constitution of the United States of America
Questo blog rappresenta mie opinioni personali. Viene scritto negli USA, dove il primo emendamento alla costituzione recita:
CONGRESS SHALL MAKE NO LAW RESPECTING AN ESTABLISHMENT OF RELIGION, OR PROHIBITING THE FREE EXERCIZE THEREOF; OR ABRIDGING THE FREEDOM OF SPEECH, OR OF THE PRESS; OR THE RIGHT OF THE PEOPLE PEACEABLY TO ASSEMBLE, AND TO PETITION THE GOVERNMENT FOR A REDRESS OF GRIEVANCES.