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Wednesday, August 21, 2019

Amazzonia: 74,000 incendi negli scorsi otto mesi e il cielo di San Paolo diventa nero





















Jain Bolsonaro, il nuovo presidente del Brasile e' stato di parola.

E infatti nella sua foga di progresso ha portato con se incendi potentissimi che stanno distruggendo la foresta amazzonica a ritmi folli, e il cielo oscurato di San Paolo.

L'aveva promesso in campagna elettorale e in un certo senso non c'e' da stupirsi.

Il centro di ricerca spaziale del Brasile, il National Institute for Space Research (INPE) rilascia i suoi dati questa settimana e conferma che gli incendi sono fuori da ogni limite mai osservato prima.

L'INPE segue gli incendi in zona dal 2013: quest'anno ci sono stati piu' di 74,000 casi, con un incremento dell'84 percento rispetto al 2018. Nella scorsa settimana ci sono stati 9,500 casi nuovi.

Ovviamente tutto questo non porta niente di buono il pianeta, o per milioni di specie animali e vegetali che vivono nella foresta Amazzonica, molte delle quali dobbiamo ancora scoprire o capire.
Il 20% dell'ossigeno del pianeta arriva dall'Amazzonia. 

Ma di chi e' la colpa di tutto questo bruciare? Beh, Bolsonaro aveva detto che voleva sviluppare l'area per farci miniere e campi agricoli e chi-se-ne-frega della foresta.  Lui dice che la colpa e' degli agricoltori che usano i mesi estivi per togliere erbacce dai campi.  Ovviamente tutto questo non e' vero, nel senso che gli agricoltori ci sono da sempre e non e' che quest'anno hanno avuto il potere magico di causare tutta questa distruzione.

E infatti Alberto Setzer dell'INPE dice che sebbene le condizioni meteo possono favorire lo spargimento delle fiamme, l'azione di appiccare gli incendi arriva dall'uomo o volonariamente, o per sbaglio. E quindi con molta probabilita' questi incendi che vanno da Rio de Janeiro fino a San Paolo sono stati appiccati per controllare e eliminare la foresta e sono poi andati fuori controllo.

E infatti ci sono decine di cittadine che hanno dichiarato lo stato di emergenza, come Amazonas, nel nord del paese; cosi pure la citta' di Acre vicino al Peru'. Il satellite europeo Copernicus riporta che meta' del Brasile e' sotto le fiamme e che i fumi arrivano fino alla costa atlantica. Intanto San Paolo e' nera, di giorno, sebbene sia a migliaia di chilometri dalla foresta. Anche il confine con il Paraguay e' in fiamme.

Il tasso di deforestazione in Brasile e' aumentato vortiginosamente dopo l'arrivo di Bolsonaro: l'Amazzonia perde ogni minuto tre campi di calcio.

E non basta, qualche settimana fa, Bolsonaro ha licenziato il direttore dell' INPE, Ricardo Galvão, reo di aver reso pubblico che da Giugno dell'anno scorso la deforestazione e' salita dell'88 percento.

Bolsonaro dice pure che attende ancora di vedere numeri non falsati

Come dire: e' il suo stesso governo che porta a cifre sfalsate.
Bolsonaro aveva detto in campagna elettorale che tutti questi divieti ambientali stavano soffocando la sua economia, e che voleva far ritirare il Brasile dagli accorid di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015.

Un novello Trump insomma!

Cosa cosa triste vedere questa gente di poca intelligenza e di poco cuore distruggere il suo paese, il nostro pianeta.

Tuesday, August 6, 2019

Luglio 2019: il mese piu' caldo di sempre







Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S) dell'unione europea Luglio 2019 e' stato il mese piu' caldo di sempre. 

Il record precedente e' stato nel Luglio 2016.

Per capire quanto piu' caldo il pianeta' e' diventato basta solo pensare che siamo a 1.2 gradi centigradi in piu' rispetto ai livelli pre-industriali.

A Luglio, la Groenlandia ha visto la perdita di circa 200 miliardi di tonnellate di ghiaccio nonostante le stime di un massimo di 60 o 70. Quindi piu' del doppio delle previsioni, anzi quasi tre volte tanto.

Gli anni fra il 2015 e il 2019 sono i piu' caldoi da che teniamo il conto, cioe' dal 1880.

E se questo Luglio e' stato il piu' caldo mese di sempre, Giugno 2019 e' stato il Giugno piu' caldo di sempre. Il futuro non prevede niente di buono.

Monday, June 10, 2019

Artico: il Maggio piu' caldo che mai, 29 gradi in Siberia, il permafrost che indietreggia, sfonda la CO2




L'Artico non ce la fa piu e tutti i ritmi immutati da milioni di anni pian piano cambiano senza che nessuno davvero sappia cosa questo significhi.

E' stato il Maggio piu' caldo che mai, con temperature in Russia fino a 29 gradi. In Maggio! Il permafrost in Canada indietreggia di 1 metro al giorno. I livelli complessivi di ghiacci sono
quasi ai minimi storici. Solo nel 2016 ce ne'era di meno.
 
Occorre davvero fermarsi a riflettere su questi numeri perche' fanno paura.

Le informazioni sul permafrost in Canada vengono da un gruppo ricercatori dell'Universita' di Edinburgo che hanno usato dei droni per monitorare in continuo i ghiacci dell'Artico del paese.

Quello che hanno rilevato e' che appunto, il permafrost si disintegra, a un tasso di sei volte superiore rispetto a quanto considerato normale. Nell'arco di 40 giorni nel 2017, la costa era indietreggiata di un metro al giorno.

Il permafrost, o anche la tundra, e' terreno che resta congelata perennemente. Tipicamente funziona da stoccatore naturale di CO2. Ma quando si scioglie o si disintegra, cadendo in mare, iniziano i problemi, perche' questa tundra contiene il doppio della CO2 presente in atmosfera, e dunque amplifica i meccanismi dei cambiamenti climatici.  Oltre a rilasciare CO2 il permafrost rilascia anche metano, un altro gas serra.

E il ciclo continua. In alcuni casi puo' essere che il permafrost inizi ad emettere piu' CO2 di quanto ne assorba.  E' gia' successo in alcune localita' d'Alaska.  E quando il ghiaccio si schioglie, il mare che resta assorbe ancora piu' energia del ghiaccio, portando a cicli sempre piu' estremi.

E la perdita di ghiaccio fa si che le ondate di caldo piu' a sud siano piu' intense, perche i venti polari sono meno forti come riporta l'Arctic Report Card, un documento apposito stilato dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Intanto, i livelli di CO2 sono ai massimi storici: 416ppm, e continuano a crescere. 


Tutto questo nell'arco delle nostre vite, creato dall'uomo.
E' terrificante se ci si pensa bene, e non fa presagire niente di buono.

Tuesday, March 19, 2019

Germania: elettricita' da rinnovabili in tutto il paese al 72% per una settimana intera




Ogni tanto sentiamo di record del 100% rinnovabili in paesi industrializzati. E' successo anche in Germania dove per qualche ora le rinnovabili hanno portato a piu' energia del necessario e alla vendita sottocosto o addirittura alla cessione gratuita di energia. Ma questo spesso dura poche ore, un giorno al massimo, e grazie spesso alle speciali condizioni meteo.

Questo qui e' invece un record diverso.

Intanto, l'obiettivo iniziale era di arrivare al 35 per cento di rinnovabili entro il 2020; ma sono arrivati al traguardo con molto anticipo e cosi se ne sono dati un altro.  Nel 2018 hanno deciso di voler arrivare alla generazione del 65% di energia dalle rinnovabili entro il 2030.

E' uno dei target piu' ambiziosi del mondo, visto che si tratta di una potenza economica con un forte consumo energetico. Il 65% non e' il 100%, ma poi siamo al 2019 e non ancora al 2030.

Ebbene i primi mesi del 2019 sono stati strabilianti per la generazione di energia elettrica della Germania. 

Siamo arrivati al 65% di energia sostenibile nella settimana che va dal 25 Febbraio 2019 al 3 Marzo 2019; le settimane successive hanno invece portato al 68% di energia dalle rinnovabili (4 Marzo - 10 Marzo) e poi, per quella appena passata (11 Marzo - 17 Marzo) al 72%.

Non male no per un paese che voleva arrivarci fra dieci anni, esserci arrivati in parte gia' adesso.

A fare la parte del leone il vento, al 57% del totale; le biomasse sono seguite al 9% e poi ancora l'idroelettrico al 6%. Fra l'energia non rinnovabile c'e' il nucleare all'11%, il carbone al 7%, gas e petrolio per tutto il resto.  Il sole ha contribuito molto poco, essendo i cieli spesso coperti e freddi.

In Germania in questo momento ci sono 30,000 turbine con una capacita' totale di 53 GW e se tutto va bene l'obiettivo del 65% di elettricita' dalle rinnovabili a regime dovrebbe essere superato molto prima del 2030.

Quello che invece resta da fare, e' di davvero impegnarsi ad eliminare il nucleare entro il 2022 come promesso, e il carbone entro il 2038.

E se tengono fede, il 100% rinnovabili entro il 2030 non sara' impossibile. 


Saturday, January 26, 2019

Australia: il Gennaio piu' caldo di sempre ha portato morte a cavalli, pipistrelli, galline e pesci





Gennaio 2019 andra' giu' negli annali della storia dell'Australia come il piu' caldo Gennaio di sempre. La temperatura media e' stata di 30 gradi - giorno e notte compresi, in tutta la nazione.

Secondo  vari esperti e' un'altra manifesazione cambiamenti climatici in Australia. E le conseguenze si sono fatte sentire, specie per gli animali, che non sanno dove andare per ripararsi dal gran caldo.
 
Dei pipistrelli caduti dal cielo stecchiti abbiamo gia' parlato qui.

Ma non si sono solo pipistrelli stecchiti: la scorsa settimana sono stati trovati morti, stecchiti pure loro, quaranta cavalli selvatici. Una morte di massa di caldo, presso Santa Teresa, vicino ad una sorgente di acqua prosciugata, la Apwerte Uyerreme waterhole. I cavalli semplicemente non sapevano dove trovare sollievo dal caldo, dove bere.  Altri 50 cavalli sono stati trovati in fin di vita e sono stati abbattuti.

E' la prima volta che succede, e non si sa ancora che fare con i corpi dei 90 cavalli morti.
Intanto la temperatura continua a mantenersi sui 42 o 43 gradi di giorno.

Oltre ai cavalli morti si pianifica di ucciderne altri per evitargli la stessa fine, cioe' di morire di caldo o di sete o di fame.  La gente e' arrabbiata, certo, ma nessuno sa trovare la soluzione giusta.

Ad Adelaide siamo arrivati a 46.6 gradi centigradi, c'e' siccita' e questo pare destinato ad essere il gennaio piu' caldo della storia. Circa 300 chiamate in pochi giorni al pronto soccorso su bambini che stanno male.

Se uno mette la padella al sole, il cibo si cucina da solo. E' facile prendere insolazioni, veschiche ai piedi, malori uscendo di casa.  I giardinieri hanno riportato ustioni nel solo prendere in mano i loro attrezzi. Nessuno va a sedersi fuori ai ristoranti.  Le citta' sono deserte. Agli Austrialian Open la temperatura raggiunge i 40 gradi.

Nel Queensland sono stati registrati 40 gradi centigradi per 40 giorni di seguito.

La cittadina di Noona ha fatto registrare la piu' alta minima del paese: 35.9 gradi centigradi, cioe' la temperatura non e' mai scesa sotto tale livello. Erano le 7 del mattino, alle 12 si era a 45 gradi.

A Port Augusta siamo a 48.9 gradi centigradi. I servizi per gli homeless sono aumentati, e 750 persone incoraggiate a star dentro.

I pesci muoiono nei fiumi.

Il teatro della moria piu' grande e' stato lungo il Darling River presso la cittadina di Menindee, Tutto e' iniziato verso dicembre: centinaia di pesci prima, poi migliaia e poi 10,000 pesci sono morti lungo un tratto di 40 chilometri. Ma non e' ancora finita e ora siamo arrivati ad un milione di pesci morti.

La moria riguarda il Murray cod, un tipo di merluzzo che puo' vivere per decenni e arriva ad un metro di lunghezza. Cosa e' sucesso? Il gran caldo ha portato alla proliferazione di alghe. Poi sono arrivati i batteri che le hanno mangiate. E alla fine, le troppe alghe e i troppi batteri, hanno tolto l'ossigeno ai pesci che sono morti soffocati.

Passiamo alle galline: in una fattoria poco fuori Adelaide per il gran caldo 2,000 galline sono morte nonostante le premure dei proprietari dell'allevamento.  Come per i cavalli non e' stato chiaro come seppellirli.  Il proprietario delle galline dice di avere fatto tutto cio' che poteva: spruzzare acqua, usare cibo adeguato per le condizioni di calore, piu' digeribile e piu' leggero  per le galline. Ma non c'e' stato niente da fare.
Che dire, come sempre: non c'e' aria condizionata per pesci, cavalli, galline e pipistrelli.
E' tutto l'ecosistema che cambia, che muore e la colpa e' nostra.

Siamo troppi, e troppo viziati.


























Friday, January 25, 2019

Australia: fa cosi caldo che i pipistrelli cadono dagli alberi. Morti.






 


L'Australia e' nel bel mezzo di una ondata di caldo che ha rotto ogni record e che ha causato enormi problemi.

In alcune parti del paese siamo a temperature che oscillano sui 49 gradi, il New South Wales e' arrivato al record nazionale storico con la colonnina che non e' mai scesa sotto i 36 gradi, anche di notte, questo vuol dire che non c'e' mai tregua.

A soffrirne di piu gli animali che non hanno l'aria condizionata.

A Novembre 2018, una ondata dai caldo ha ucciso un terzo dei pipistrelli della specie ``spectacled flying foxes"  - volpi volanti con gli occhiali - nei pressi della citta' di Cairns, per un totale di 23,000 unita' anche se si pensa che il numero finale possa essere maggiore, fino a 30,000 unita'. Il totale e' stimato essere 75,000 pipistrelli della stessa specie.

Il loro numero e' in declino da anni.

Altri 10,000 esemplari della specie ``black flying foxes" - volpi volanti nere  - sono morti.

Non era mai successo prima.

I pipistrelli cadono morti dagli alberi perche' non riescono piu' a regolare i meccanismi interni quando la temperatura e' superiore ai 40 gradi centigradi. I piu' delicati sono i piu' giovani e le specie femminili che hanno appena partorito perche' le loro temperature sono gia' piu' elevate.

La morte accade in un modo orribile: i loro cervelli vanno in tilt, surriscaldati, perdono coscienza e cadono a terra stecchite.

E non e' solo la morte dei pipistrelli, c'e' anche il loro ruolo nell'ecosistema visto che aiutano la pollinazione degli alberi.
I cambiamenti climatici hanno portato molti danni all'Australia, come riporta il “State of the Climate 2018” pubblicato dallo stesso governo australiano. Le temperature nel continente sono aumentate di un grado centigrado dal 1910 ad oggi, e c'e' stata una esplosione di "effetti estremi", caldo, morti, natura ferita.

Non da ultimo.. sono stati superate tutte le sfumature di rosso possibili per le mappe dei cartografi - hanno aggiunto viola e rosa in modo da poter mostrare anche temperature oltre i 50 gradi centigradi.

Il governo ha pure mandato un “code red”dove viene consigliato a tutti di stare chiusi in casa.

Evviva i cambiamenti climatici allora - dove noi tutti possiamo starcene al fresco dei nostri condizionatori, ma dove la natura non ha scampo.








Monday, August 6, 2018

La California avvolta dalle fiamme: il Mendocino Fire esplode e diventa il piu' grande di sempre













































It is extremely fast, extremely aggressive, extremely dangerous.
Look how big it got, just in a matter of days.
Look how fast this Mendocino Complex went up in ranking. 
That doesn’t happen. That just doesn’t happen.
Scott McLean, capitano dei pompieri di California 
sul Mendocino Fire

Un altra estate in cui la California brucia a tassi record.


Speravamo tutti che i disastri sarebbero finiti nel 2017, ed invece sono peggiori in questa prima meta' del 2018.

Nel 2017 in California si registro' il piu' grande incendio dello stato, il cosiddetto Thomas Fire, che incendio' 114mila ettari di terreno fra le contee di Santa Barbara e Ventura. Piu' a nord bruciarono vigneti, mille case almeno e dozzine furono i morti.

Ma il 2018 non vuole essere da meno. Il Mendocino Fire e' raddoppiato in dimensioni durante il weekend appena passato ed e' ora il piu' grande della storia di questo stato, superando il record del 2017.  E' cosi grande che occupa 115mila ettari di terreno, ed ha diverse sezioni: il Ranch ed il River Fire. Copre varie citta', e da Venerdi e' cresciuto del'80%.

35 case sono andate bruciate e Mendocino continua ad ardere.

E non e' solo. Ci sono altri 18 grandi incendi nello stato e i pompieri sono stanchi. Sono in 14,000 e non bastano. E infatti sono arrivati rinforzi dall'Australia e dalla Nuova Zelanda. L'ulitmo fuoco a ruggire in ordine di tempo e' stato l'incendio di Orange County che ha gia' portato a varie evacuazioni.

In totale, finora e' stata persa, nel solo 2018, una superficie pari a 226mila ettari. Meta' del Molise.

Intanto il Carr Fire, nella Shasta County anche questo a nord dello stato di California ha portato alla morte di sette persone dopo avere bruciato circa 66mila ettari.  E' stato causato da una macchina che ha forato e voila', ci sono state scintille e il fuoco che e' ancora attivo. E' stato qui dichiarato lo stato di emergenza.

Alcune aree dello Yosemite National Park sono state chiuse a tempo indeterminato per pericolo incendi e perche' alcune aree sono gia' sotto le fiamme.

Nella California del Nord, il Ferguson Fire brucia da tre settimane ed ha ucciso due persone dopo avere bruciato 37mila ettari.

Da poco e' diventata legale la marijuana in questo stato. Questo sarebbe stato il primo anno di raccolta. Sara' un bene, sara' un male, ma molte piantagioni sono state rase al suolo dalle fiamme e trasformate in cenere.  E questo vale pure per i vigneti in qualche caso.

E anche se non brucia ma e' solo esposta alle fiamme, lo stesso l'uva e' cattiva perche' sa di bruciato e non si puo' fare il vino.

E" la nuova normalita' e sara' difficilissimo tornare indietro. Dei cinque piu' grandi incendi della storia di California, quattro sono stati registrati negli scorsi sei anni.

Perche' succede? La siccita' degli scorsi anni, le temperature elevate, la gente che costruisce in zone pericolose, e primo fra tutti i cambiamenti climatici.

Si prevedono ancora temperature record per tutta la settimana.