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Wednesday, July 25, 2018

Groenlandia: pezzo di ghiacciaio di 10 giga-tonnellate si stacca e svanisce








Il pezzo del ghiacciaio Helheim che si e' staccato in Groelandia e filmato dai coniugi Holland.
E' grande quasi quando l'isola di Manhattan.

Un altro ghiacciaio che ha minacciato la citta' di Innaarsuit, Groenlandia
per circa una settimana



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In questi giorni due storie di iceberg vaganti.
 
Il primo ad Innaarsuit, in Groenlandia, a 750 chilometri a nord del Circolo Polare Artico. Vivono qui circa 170 persone. Un giorno hanno scoperto un iceberg che era arrivato di fronte alle loro case.

Tutti in suspense, tutti fragili di fronte all'enormita' di quella roccia bianca di neve, tutti a rischio da questo iceberg di cento metri di altezza, e 10 milioni di tonnellate. 

E infatti le persone di Innaarsuit, pure abituate al freddo e al clima estremo, sono andate via, timorose di possibili tsunami causati da pezzi di iceberg che potrebbero staccarsi.

Non ci sono in questo posto alberi, fa freddo anche d'estate e la temperatura media e' sotto lo zero per molti mesi l'anno. C'e' solo una strada che finisce nel cimitero della citta'. Gli iceberg qui sono comuni, di dimensioni certo piu' piccoli di quello della foto in alto.  E infatti, raramente gli iceberg cosi grandi arrivano vicino alla riva, perche' sono spesso spinti da venti e correnti del mare verso largo. Ma l'iceberg in questione, probabilmente proveniente da un ghiacciaio non lontano,  e' riuscito ad arrivare vicino alle case e si e' incastrato in una baia locale.

Alla fine, il peggio e' passato. Dal mega iceberg vagante per fortuna non si e' staccato niente, e alla fine le correnti sono riuscite a portarlo in mare aperto, lontano dalle case. La gente e' tornata a vivere tranquilla.

Per ora.

E' innegabile che i pezzi di ghiacciaio che si staccano siano sempre piu' numerosi, in Artico come altrove. Un altro aspetto dei cambiamenti climatici.

Diversa invece la storia di David e Denise Holland, moglie e marito e glaciologi presso la New York University. Erano in Groenlandia anche loro, a circa 2000 chilometri da Innaarsuit in una spedizione per studiare il ghiacciaio Helheim.

A un certo punto, Denise Holland ha sentito dei rumori cupi, il suono forte come di un aereoplano che decolla. Hanno messo la telecamera in azione e... voila', un iceberg ancora piu' grande di quello di Innaarsuit si e' staccato. I coniugi Holland e i loro colleghi sono riusciti a filmare tutto l'evento. E' stato un processo violento, drammatico e irreversibile a sentire la loro testimonianza.

L'evento e' durato 30 minuti.

Era un pezzo di ghiaccio grande quasi quanto l'isola di Manhattan.

Le stime sono che pesava 10 giga-tonnellate. Cioe' un miliardo di tonnellate.

Non tornera' piu'.

E ovviamente non ci sono solo i ghiacciai che si restringono, ci sono i livelli del mare che si innalzano e l'acqua del mare di riscalda,  cambiando tutti gli equilbri planetari.

E questo e' quello che succede in Groenlandia, ma la situazione e' ancora piu' drammatica in Antartico, piu' lontana dagli occhi umani, e piu' difficile da studiare. Qui ci sono stati vari episodi di
staccamento di ghiacciai negli ultimi anni, come per esempio quello dello staccamento del Larsen C di cui abbiamo parlato anche in questo blog.

Dal 1992 al 2017 l'Antartico ha perso 3 miliardi di tonnellate di ghiaccio. 

Il quantitativo di ghiaccio dell'Antartico e' molto superiore a quello che e' in Groenlandia, e si teme che possano arrivare eventi catastrofici, con aumenti spropositati del livello del mare ed innescando reazioni a catena.

Chi e' che causa lo staccamento di tutti questi pezzi di ghiaccio, di questi eventi cosi dirompenti, cosi, assoluti e a senso unico? 

Noi, tutti quanti.



Wednesday, May 10, 2017

Crolla tunnel sotterraneo in ex fabbrica di plutonio piena di materiale radioattivo








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Questo blog parla di petrolio. Ogni tanto pero' capitano delle storie, a mio avviso importanti, che non vedo tanto riprese nella croncaca italiana. 

Ad Hanford si produceva plutonio per armi, dal 1943 fino alla meta' degli anni 80.  Il plutonio della bomba di Nagasaki e' stato fatto qui, presso il Plutonium Uranium Extraction Plant, anche noto come PUREX.  Il sito e' stato poi dismesso, ed oggi e' ancora contaminato: ci lavorano ancora centinaia di persone per completare la bonifica che si pensa sara' completa nel .... 2060!

Hanford faceva parte del Manhattan Project e non solo qui venne prodotto il plutonio usato a Nagasaki, ma vennero qui costruiti 9 reattori nucleari e prodotto il plutonio per le circa 60mila armi dell'arsenale a stelle e strisce. 

Dal punto di vista della tecnica, Hanford si puo' ritenere un sucesso, le idee sono state portate a compimento, e la sua missione di produrre plutonio  e' raggiunta.

Quello che pero' ha portato con se (a parte ovviamente le domande sull'eticita' dell'uso del plutonio prodotto) e' una marea di guai ambientali. Molte procedure, specie degli anni 1950, 1960 erano inadeguate.

Ma lo sappiamo adesso, con il senno di poi.

Grandi quantita' di materiale radioattivo sono finite in atmosfera e nel vicino Columbia River per un totale di 200 mila metri cubi di monnezza liquida radioattiva in 177 siti di stoccaggio liquido; altri 710 mila metri cubi di monnezza solida radioattiva e ben 520 chilometri quadrati di acqua contaminata sottoterra.

E siccome le 177 taniche invecchiavano, nel 2011 parte della monnezza e' stata poi riversata in altri 28 contenitori piu' grandi, e piu' sicuri, a doppio rivestimento, di modo che se una cede, c'e' un altro strato protettore.

In quell'occasione scoprirono che almeno 14 dei 177 *avevano perdite* di monnezza radioattiva. Persi almeno 1400 litri di liquidi radioattivi.

Nel 2012, vennero scoperte perdite anche dagli involucri nuovi, a doppio rivestimento:  a causa di problemi di progettazione e di corruzione circa 12 dei 28 nuovi contenitori erano inaffidabili.

Si decise allora che il tutto dovesse essere monitorato ogni 3 anni per i contenitori doppi e ogni mese per i contenitori singoli.

Nel 2014 vennero scoperti altri rifiuti radioattivi in posti non identificati in precedenza. La costruzione di un nuovo impianto per il trattamento piu' aggiornato di questa roba, il Waste Treatment Plant, intanto veniva rimandato per altri imprevisti.

Alla fine di tutto, i 2/3 della monnezza radioattiva del paese sono qui stoccati. Il sito e' il piu' contaminato sito nulceare l'America.

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Dopo la fine della guerra fredda, sul sito rimase solo un impianto di generazione di energia nulceare, il Columbia Generating Station, oltre che vari istituti di ricerca nati sulla scia degli esperimento degli anni 1940, il  Pacific Northwest National Laboratory e il  LIGO Hanford Observatory.

Il giorno Martedi 9 Maggio, alcuni lavoratori hanno visto della terra semi-sprofondata. Ed e' arrivata l'emergenza. Circa otto metri di tunnel sotterraneo erano collassati.

Quello che c'e' a Hartford, per quanto monitorato, sorvegliato, studiato nei minimi dettagli e aggiornato e' pur sempre un relitto di un altra era. Non sappiamo bene come gestire questi impianti di altri tempi perche' non ci sono punti di riferimento. Cosa fare? Quanto terranno le infrastrutture? Dove mettere tutto quello che resta?

L'edificio in questione si estendeva per 10 metri sottoterra ed era chiuso da venti anni. E' pure fortemente inquinato. Nella zona ci sono ben 177 siti di stoccaggio di rifiuti nucleari degli anni 1940. 

Quello che quindi emerge che queste operazioni sono per il lungo, lunghissimo termine.

Torniamo al petrolio.

Siamo sicuri che tutti i buchi dell'era post guerra non perdano?

Che tutte le cementificazioni non perderanno mai mai e poi mai?

Nemmeno quelle di 50 o 60 anni fa?

Siamo sicuri che tutte le piattaforme sotto la superficie del mare non lo stanno contaminando con perdite piu o meno forti?

E quello che costruiamo adesso?

Siamo assolutamente sicuri che quello che facciamo al sottosuolo non stia stuzzicando le faglie sismiche? Non le abbia gia' stuzzicate?

E siamo sicuri di star smaltendo per bene tutta la petrol-monnezza *a volte anche radioattiva? ). Cosa succedera' quando fra 30 anni scopriremo che ci sono metodi piu efficenti e che quel che oggi ci sembra sicuro non lo sara' piu'?

Quanta monnezza ha riversato l'ENI in giro per l'Italia?

Non e' meglio un enorme pannello solare sulle case di tutti?





Tuesday, August 30, 2011

Darryl Hannah


We stand here today to just say no to slavery,
to just say no to tar sands oil,
and no to the Keystone pipeline

Darryl Hannah, 30 Agosto 2011

Altro che le celebrita' italiane.

Darryl Hannah, la sirenetta a Manhattan si e' fatta arrestare pure lei, nel corso della protesta bi-settimanale contro l'oleodotto Keystone. Assieme a lei Margot Kidder, la Lois Lane del Superman originale degli anni 80.

Non e' la prima volta che Darryl Hannah si fa arrestare per questioni legate all'ambiente. Oggi ha detto che vuole che Obama non si pieghi alle lobby dei petrolieri e che occorre invece puntare di piu sulle energie rinnovabili.




Se penso che Giovanna Mezzogiorno ha accettato di girare Basilicata Coast to Coast, interamente finanziato dalla Total...