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Saturday, September 11, 2010

ENI: Priolo e propaganda




... a special emphasis on the values that have always
been an intrinsic part of who we are

ENI - 60 anni di inquinamento

A giudicare dal sito web dell'ENI pare che siano una compagnia di benefattori dell'umanita'.

Promuovono l'African day. Promuovono un festival di musica internazionale detto Mito, a Milano e a Torino. Promuovono il Don Carlo di Giuseppe Verdi alla Scala. Promuovono una mostra di Caravaggio. Promuovono il mondo delle macchine da corsa. Hanno pure un sustainability report.

La parola petrolio non compare mai sul loro sito, come se producessero strumenti musicali. Bisogna andare su un link microscopico e cliccare su vari siti per arrivare alla pagina "Litigation", che significa cause in corso, e dove c'e' scritto

Eni is involved in civil and administrative proceedings and legal actions related to the normal pursuit of its businesses. The following tables indicate current suits concerning environmental issues and suits concerning Antitrust and Regulatory affairs.

L'ENI e' coivolta in processi civili e amministrativi collegati alle NORMALI attivita' del suo business. Le seguenti tabelle indicano tutte le cause ambientali e collegati all'Antitrust e agli affari regolatori.


Segue una tabella di cause in tutta Italia e nel resto nel mondo. Ma la cosa interessante e' che dicono che questo e' NORMALE.

L'ENI pensa cioe' che sia NORMALE praticare in Nigeria il gas flaring, con le quali i suuoi uomini bruciano gas residui del petrolio fra i villaggi, lasciando i nigeriani nella poverta' assoluta, avvelenando i loro campi e la loro pesca. L'ENI pensa che sia NORMALE che sia stata condannata a piu' di 250 milioni di dollari di multa per tangenti in Nigeria.

Tanto c'hanno l'African day.

L'ENI non menziona da nessuna parte nel suo sito che sono stati condannati dall'Unione Europea a ripulire il mare siciliano, dopo averlo inquinato per anni, negando e ostinandosi ad affermare il contrario.

La notizia e' circolata solo sei mesi fa, e non ricordo di averla letta sul nessuna testata nazionale. In Lussemburgo infatti, il 9 Marzo 2010, la corte di giustizia della corte europea ha affermato che l'ENI e la sua associata Syndial - ex Enichem - devono pagare per ripulire il mare di Priolo-Augusta-Melilli che hanno inquinato per decenni.

La corte europea ha affermato che anche se non si puo' provare esattamente che l'inqunamento e' dovuto a ENI e compari, queste ditte devono pagare lo stesso secondo del principio di "chi inquina paga".

La causa andava avanti da tanto tempo. In precedenza, l'ENI, la Syndial e la Erg avevano fatto ricorso dicendo che siccome non c'e' mai stata nessuna investigazione formale non e' possible stabilire un legame definitvo fra le loro "attivita'" e la contaminazione del mare a Rada di Augusta.

Ma l'Europa gli ha detto: beh, siccome siete cosi vicino alle zone inquinate e siccome la monnezza tossica dei mari siciliani e' roba usata nelle raffinerie, allora e' molto probabile che i colpevoli siete voi, e dunque pagate.

Questo vale anche per l'inquinamento futuro che potrebbero causare in Sicilia, e apre le porte a decisioni simili per altre zone inquinate d'Italia, fra cui la laguna di Venezia e Napoli.

L'ERG non ha avuto nulla da dire, e nemmeno l'ENI. Meglio far finta di niente e pensare a Caravaggio. La mia domanda e' pagheranno davvero? Puliranno davvero il mare? Qualcuno controllera'?

L'ENI sta li dagli anni cinquanta, ed e' da almeno trenta anni che i tassi di cancro, di bambini con deformazioni e di malattie in generale aumentano nel triangolo della morte siciliano fra Augusta-Priolo-Melilli, ma questo all'ENI non gli interessa.

Interessa ancora meno ai politici italiani, che non controlleranno, non interverranno, non faranno gli interessi degli italiani.


Fonti: Earth Times, Ecoblog

3 comments:

Leo d'Alessandro said...

Buon onomastico, Maria Rita!

Leo

davide said...

è il solito riciclaggio di sterco!
ricordo qualche anno fa,quante banche armate (che investono in armi)italiane,pubblicizzavano senza pudore di aver costruito un ospedale in africa (per 1/1000 dei "loro" feriti?) piuttosto che un orfanotrofio in brasile (per 1/1000 degli orfani che creavano indirettamente...), nascondendo danni fatti alle persone e all'ambiente dai loro investimenti immorali..
http://www.banchearmate.it/

ps complimenti per la competenza onomastica Leo: nella mia agenda sono almeno 30 i giorni in cui compare una santa Maria!!!!! :-)

Anonymous said...

Dal portale Indymedia al link:

http://piemonte.indymedia.org/article/10521

ENI: colpo di spugna sui più gravi disastri ambientali della nostra storia.

Pronto per l’ENI un decreto “ad personam” ed un accordo riservato con il Ministero dell’Ambiente per cancellare il passato. Benefici colossali anche per Erg (sito di Priolo Gargallo).

Toglietevelo dalla testa. Non ci sarà nessuna resa dei conti per i danni causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela, Porto Torres. Alcuni dei più gravi disastri ambientali causati dall’Eni nel nostro paese saranno cancellati con un colpo di spugna. Per sempre. Svaniranno come il gas flaring nell’aria del delta del Niger. Tanto per non farci mancare niente anche in Africa abbiamo esportato il peggior “made in Italy”. Made in Italy criminale” targato ENI. Bisogna francamente ammettere che l’Eni una bella mano a distruggere il pianeta l’ha data.


Quali sono le geniali menti che hanno concepito un Condono tombale/ambientale di tal sorta?. Eppure l’avvelenamento del territorio ha determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi se ne fotte del rispetto dei diritti umani, direte voi. Sta anche scritto sulla carta (e lì rimane). D’altronde è una logica conseguenza. Che ci potevamo aspettare da un’esecutivo che legifera “ad personam” e che dispensa impunità alla bisogna (tutelando chi delinque). Se pensate che lo scudo ambientale per l’ENI cade in una stagione del tutto casuale vi sbagliate di grosso. In questo particolare momento sta per incombere sull’Eni la mannaia delle Procure per gravi fatti di inquinamento. Paolo Scaroni (amministratore delegato dell’ENI) è reduce da una recentissima sentenza del Tribunale di Torino che ha pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare 1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da decenni di velENI nel Lago Maggiore dello Stabilimenti ENI di Pieve Vergonte).
- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l'E.N.I. Spa per disastro ambientale”.
http://piemonte.indymedia.org/article/5590

Tra non molto potrebbero aggiungersi a Pieve Vergonte decine di altri siti industriali dove l’ENI è acclarato essere stata la diretta responsabile di paurosi scempi ambientali. Vedi per l’appunto Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela, Porto Torres.

Come ne uscirà stavolta l’Eni? Direi elegantemente.

La società energetica si sta confezionando all’uopo un “Protocollo transattivo” che dovrebbe metterla al riparo da ogni contestazione. Questo protocollo dovrebbe essere siglato a breve con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT). Fonti molto ben informate che hanno potuto visionare questo delicato carteggio hanno rivelato che le bozze degli atti transattivi son già tutte pronte e potrebbero essere già controfirmate nei prossimi giorni dal Ministro Prestigiacomo e al numero uno dell’ENI.

Il documento chiave del dossier titola:

“Protocollo d’intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto Torres”.

continua ...