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Tuesday, January 20, 2015

Montana: scoppio di oleodotto nel Yellowstone River










Un altro oleodotto che esplode nella neve e che non si sa come contenere. Stato di allarme, non si puo bere l'acqua del rubinetto e non si riesce a trovare la fonte dell'inquinamento perche' c'e' il ghiaccio a coprire tutto.

Siamo nella citta' di Glendive dove una perdita da oleodotto ha riversato circa 50,000 galloni di petrolio lungo lo Yellowtone River, circa 190,000 litri.

Parte del petrolio e' entrato nelle riserve idriche della citta', inquinandole e creando preoccupazioni per la salute pubblica.  E quindi sono dovuti arrivare "per precauzione" le taniche dell'acqua per rimpiazzare l'acqua del rubinetto che puzza di olio diesel.

Le operazioni di ripristino sono difficilissime per colpa del freddo e del ghiaccio. Non sanno dova sia la falla dell'oleodotto che ha avuto la perdita, non sanno dove sia andato a finire il petrolio perche' non si vede - coperto dal ghiaccio - e non se ne sente l'odore. Tutto cio' che possono farlo e' cercarlo alla cieca, perforando dei buchi nel ghiaccio con la speranza di poter trovare il petrolio e poi aspirarlo

“These are horrible working conditions to try to recover oil. Normally you at least see it, but you can’t see it, you can’t smell it. … We’re going to have to hunt and peck through ice to get it out,”

L'oleodotto si chiama Poplar Pipeline e scende giu' dal Canada fino alla citta' di Baker in Montana. Attraversa il Bakken oil field fra Montana e North Dakota.

Il padrone dell'oleodotto ha chiesto scusa. 

Amen.








Saturday, November 29, 2014

Se le tubature del fracking potessero parlare...

 La citta' di Williston e il Missouri River - il nero sono gli oleodotti posti in superficie





Le dimensioni delle tubature

Il Bakken Field, che occupa il 17% dello stato del North Dakota

   


Nel Nord Dakota ci sono circa 11,000 pozzi di petrolio, tutti costruiti dopo il boom del fracking partito nel 2006. I pozzi sono dappertutto - zone agricole, di pascolo, localita' residenziali. E assieme ai pozzi circa 40,000 miglia di tubature che li collegano fra loro.

Il New York Times ha fatto una inchiesta su queste tubature: se li si mettesse uno dopo l'altro tutte assieme farebbero il giro della terra una volta e mezzo. Ed hanno deciso di creare della grafica in cui le tubature invece che zigzaggare il sottosuolo sono state messe in superficie. Le immagini sono spettrali e sono precise. Ogni tubo e' una immagine speculare di un oleodotto vero che c'e' nel sottosuolo secondo il North Dakota Department of Mineral Resources.

E poi c'e' la grafica di qualche anno fa in cui invece si mostrano tutte le perdite di petrolio dai vari oleodotti nella nazione - ogni anno si perdono oltre 400,000 litri di petrolio a causa di problemi dalle tubature del petrolio. 

Evviva.

Tuesday, January 28, 2014

I medici, il bitume e l'omerta'


Physicians are quite frankly afraid to diagnose 
health conditions linked to the oil and gas industry

Margaret Sears, tossicologo

Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento 
rifuggendo da ogni indebito condizionamento

Giuramento di Ippocrate

Secondo due funzionari governativi dell'Alberta, alcuni dottori della citta' di Edmonton, Canada hanno paura di parlare delle conseguenze negative del petrolio sulla salute delle persone e addirittura si rifiutano di curare i pazienti affetti da potenziali malattie collegate all'inquinamento.

Siamo a Peace River, dove la gente da mesi e mesi si lamenta di "puzze" provenienti dalla Baytex, ditta che processa e stocca bitume proveniente dalle Tar Sands.

E cosi' le autorita' hanno aperto delle audizioni pubbliche per studiare la correlazione fra le emissioni da pozzi e cisterne e se queste possano causare mal di testa, insonnia, giramenti di testa, eczemi, problemi respiratori, a persone e ad animali.

Fra gli interpellati, i tossicologi Margaret Sears e Donald Davies che hanno portato varie testimonianze di cure mediche negate e di omerta'

“Communications with public health officials and medical professionals revealed a universal recognition that petrochemical emissions affect health; however, this was countered by a marked reluctance to speak out”

e cioe' che i medici non vogliono parlarne nonostante la "universale" conoscenza del fatto che le emissioni petrolchimiche causano danni alla salute. I medici sono preoccupati dalla paura delle conseguenze legali e del non sapere cosa dire ai pazienti.

Fra i medici spaventati il Dottor John O’Connor al quale e' stato detto che se continuava a parlare di tassi schizofrenici di cancro a Fort Chipewyan avrebbero tolto la licenza medica.

“Physicians are quite frankly afraid to diagnose health conditions linked to the oil and gas industry”

In un altro caso, a un paziente che mostrava segni di malattie dovute alla tossicita' dell'ambiente, il medico ha detto di rivolgersi ad un avvocato specializzato in casi ambientali.

Sia Sears che Davies sottolineano che le emissioni di materiale tossico sono quasi certamente responsabili delle malattie dei residenti.

Ma come sempre, che vuoi che siano i polmoni degli altri?

La Baytex continua a stoccare bitume fra le case delle persone.

Le puzze persistono.

Il 19 Marzo c'e' la causa in tribunale per decidere se la Baytex debba chiudere il suo stoccaggio bitume fra le case di Peace River.



Wednesday, January 22, 2014

Il film pro-fracking cancellato dal film festival del Minnesota



Il Frozen River Film Festival si svolge ogni anno in Minnesota. 

Quest'anno le date sono dal 22 al 26 Gennaio e sono in progetto 50 fra film e documentari.

Ci sono programmi per tutti, bambini, incontri con registi, attori, workshop per imparare i segreti della recitazione, della produzione e del finanziamento.

Manchera' un solo film.

FrackNation.

E' questo il film pro-fracking, finanziato dall'industria del petrolio e del gas che era stato accettato al festival, ma che alla fine gli organizzatori hanno dovuto cancellare.

Perche'?

Perche' nessuno - produttori, attori, finanziatori, registi o supporter di varia natura - voleva prendersi la responsabilita' di andare sul palco a difenderlo!

E' la prima volta in nove anni di festival a Frozen River che un film approvato per la proiezione viene cancellato.

FrackNation e' stato anche cancellato dal piu' noto Mountain Film in Telluride, Colorado e soprattutto dal famoso Sundance Film Festival di Robert Redford in Utah appunto per i suoi finanziamenti di origine "petrolifera".

Uno dei membri della commissione che seleziona i film a Frozen River, Mike Kennedy, dice che l'idea era di programmare una sessione di domande e risposte dopo la proiezione di due film, FrackNation e Gasland2, quest'ultimo documentario indipendente e critico del fracking ma appunto, nessuno si e' reso disponibile dallo staff di FrackNation per difenderne le tesi.

Kennedy dice che lui personalmente e' contro il fracking, ma che il festival voleva proiettare FrackNation per dare l'opportunita' a tutti di illustrare e difendere il proprio punto di vista e per creare un dibattito alla fine il piu' possibile aperto e inclusivo.

Ma nessuno ci e' voluto andare.

Evidentemente lo sanno anche i signori del fracking che non si puo' difendere l'indifendibile.

Qui la storia del documentario Gasland. Nel 2009, a Sundance vinse il primo premio nella sezione documentari. Nel 2011 e' stato candidato all'Oscar come miglior documentario dell'anno.








Sunday, September 15, 2013

Primo processo penale per fiume inquinato da fracking


Kathleen Kane, attorney general di Pennsylvania
contro una sussidiaria Exxon-Mobil.


E cosi, dopo le cause per sismicita' indotta, arrivano anche quelle per l'inquinamento del suolo e del sottosuolo. E per la prima volta questa causa si svolgera' in una corte penale, e non civile.

L'attorney general della Pennsylvania si chiama Kathleen Kane e la sua decisione ha fatto rabbrividire quelli del petrolio e del gas.

La figura dell'attorney general in Italia non so se abbia un corrispondente, e' una specie di ministro o assessore della giustizia, che ciascuno stato ha per gestire le questioni legali a livello locale e non federale.

Il giorno 13 Settembre 2013, Kathleen Kane ha deciso di portare in causa la XTO Energy, Inc. una sussidiaria della Exxon-Mobile per inquinamento dell'acqua.

La XTO ha infatti rilasciato circa 50,000 galloni - 200,000 litri quasi - di rifiuti tossici e di acque di produzione da fracking nel vicino Susquehanna River.  Il tutto e' successo il 16 Novembre del 2010 e dopo piu di due mesi il fiume era ancora inquinato.

C'era dentro stronzio, cloro, bromo e bario. 

La XTO nel 2010 aveva 212 pozzi in Pennsylvania, e ha raccimolato la bellezza di 179 violazioni alla sicurezza e alla difesa dell'ambiente.

Nel Luglio del 2013, la XTO si era messa la coscienza apposta - o cosi' credeva - pagando 100,000 dollari di multa; ripulendo il sito inquinato e rimuovendo 3,000 tonnellate di terreno contaminato. Aveva anche accettato di creare un sistema di monitoraggio e reciclaggio delle acque per un costo di 20 milioni di dollari.

Ma quello che e' diverso questa volta e' che e' in corso una causa penale ed i petrolieri non sono contenti.

Loro vorrebbero infatti pagare le loro multine quando vengono beccati e continuare con lo status quo invece che sottostare ad accuse criminali.

Ecco cosa dicono quelli della XTO:

Criminal charges are unwarranted and legally baseless because neither XTO nor any of its employees intentionally, recklessly, or negligently discharged produced water on the site"

Cioe' che siccome non l'hanno fatto apposta, non ci puo' esser una causa penale.

Eh?
 
Ma Kathleen Kane gli ha risposto che non serve dimostrare buona o cattiva fede. Hanno inquinato e basta e cinque sono i capi d'accusa.

Ovviamente anche tutto il resto dell'industria del petrolio se l'e' presa con Kathleen Kane, per paura che la stessa sorte tocchi anche a loro.

Dicono infatti che questa perdita "accidentale" crea un "clima ostile" per il business e che addiruttura se la causa va avanti, i petrolieri potrebbero andare altrove! Questo e' quello che dice Gene Barr della Pennsylvania Chamber of Business and Industry

"This decision sends a chilling message to all businesses looking to locate in Pennsylvania that they could be held criminally liable in the event of an unintentional spill by a contractor that resulted in no injury to humans or wildlife and that had no lasting impacts on the environment"

La XTO e' la prima compagnia a dovere andare a processo, dunque.

Cosa rischiano?

Beh, nel 2012 il signor Robert Allan Shipman fu condannato per avere riversato monnezza tossica in modo illegale. Gli furono dati 7 anni di probation e 1,750 ore di servizio alla comunita, oltre che una multa di quasi   $400,000 dollari.

Kathleen Kane ha fatto appello, argomentando che il signor Shipman merita la galera.

In questo caso invece la XTO potrebbe arrivare a dover pagare circa $25,000 al giorno per tutto il tempo che e' durato lo sversamento illegale. E cioe' almeno due mesi.

Vedremo come va a finire.

Sunday, April 14, 2013

Gasland 2


Il 21 Aprile 2013 presso il Tribeca Film Festival di New York e' stata proiettata la prima di Gasland 2, di Josh Fox. Il suo primo film, Gasland, del 2010 e' stato il catalizzatore della discussione nazionale che avviene in questo momento negli USA sulla questione fracking. 

Gasland 2 e' un viaggio attraverso l'America del fracking e delle trivelle - dal golfo del Messico, fino al Delaware River Basin sulla East Coast in cui Josh Fox mostra gli impatti a lungo termine del fracking, su persone e comunita'.

Non puo' che mancare una finestra su tutte le lotte di resistenza locale, e le mosse tattiche - ma non troppo furbe! - dei petrolieri che cercano di spargere falsita' e di fare il lavaggio del cervello a residenti e sindaci.

Il Tribeca Film festival e' stato creato nel 2002 da Jane Rosenthal, Robert De Niro e Craig Hatkoff, dopo gli attacchi dell'11 Settembre nel quartiere TriBeCa - Triangle Below Canal Street - a sud di Manhattan.

E dopo la prima, Josh e il suo gruppo sono partiti dalla citta' di Normal, Illinois a proiettare il film in giro per la nazione. 

Perche' Normal? Perche' noi siamo i normali, quelli che vogliono acqua e aria pulita e sono loro i petrolieri e i collusi con il sistema a non esserlo.

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Ecco cosa dice:

Today, we kick off a national tour for Gasland II in Normal, Illinois. The next two months will be on the road.

Maybe Normal's a strange choice, because what we're doing is not normal: Taking on the most powerful industry in the world, and believing that together we can change the course of history.

Then again, I think what we're doing is actually pretty normal. I mean, if a bunch of bully companies showed up in your town, your state, your country and threatened your water, your air, your climate, then the most normal thing to do is to fight, right?

So Normal is where we are, not Gasland, and normal is who we are, just like everyone else who wants clean air and water.

We will keep you updated on how the tour is going, when we will be in your town, and what you can do to help us win the fight against the Frackers. 

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Io Gasland 2 l'ho visto invece il giorno 14 Luglio a casa di amici. Il film e' molto simile a Gasland 1, con le stesse storie di devastazione e di dolore, e con un pizzico in piu' di amarezza.

La parte piu' penosa e' quando











 




Tuesday, September 18, 2012

Confermati altri terremoti da trivelle - British Columbia, Canada








Sismicita' da fracking 



Sismicita' da reiniezione di monnezza 


Sismicita' naturale





The frightening thing about the linkages between these drilling and fracking activities and earthquakes is that the professionals who look at the industry and try and understand what is going on below the surface actually have no way of predicting what’s going to happen

Ben Parfitt, Canadian Centre for Policy Alternatives


Ogni tanto mi piace vedere come e' andata a finire con episodi di petrol-sismicita' in varie parti del mondo. Quando ci sono le scosse e' sempre una "presunta" sismicita', nel senso che anche se le correlazioni spazio-temporali sono innegabili, prima di dire si al 100% e' bene avere degli studi scientifici, e per farli ci vuole tempo.

Per cui, e' bene ricontrollare a distanza di tempo.

In questo caso siamo in episodi di sismicita' indotta nella parte occidentale del Canada, il cosiddetto Horn River basin, dove ci furono varie scosse sismiche nelle scorse annate, fra cui alcune molto gravi nel 2012. Il numero di scosse passo da 20 all'anno nel 2002 a 200 l'anno nel 2011. C'erano qui case, dighe, attivita' commerciali. E ci fu molta paura.

Ebbene, uno studio del 2016 pubblicato sul Seismological Research Letters parla di sismicita' indotta in modo chiaro e senza ambiguita'. Ci sono a Horn River basin ben 12,289 pozzi di fracking, e 1,236 pozzi di reniezione sismica.

Gli scienziati hanno collegato 39 di questi pozzi estrattivi e 17 di reiniezione alla sismicita' nell'area.  Scosse di mangnitudo 3 o piu' grandi. Questi 56 pozzi assieme hanno causato il 90% dell'attivita' sismica nell'area. Ed e' qui la difficolta' del tutto: non tutti i pozzi porteranno ad attivita' sismica ed e' difficile capire quali e quando sara'. 

Uno dice ma facciamo i modelli matematici e voila. Non e' cosi semplice: anzi gli stessi esperti del fracking dicono che non sanno neanche loro che pesci pigliare quando si tratta di fare modelistica perche' il sottosuolo e' troppo complicato.

Un altro studio e' invece arrivato nell'Aprile del 2017 ed e' stato pubblicato sul Bulletin of the Seismological Society of America.  In questo caso, gli autori hanno analizzato 676 terremoti avvenuti fra l'Ottobre del 2014 ed il Dicembre del 2015 ed hanno mostrato che la maggior parte di queste scosse e' avvenuta in prossimita' di pozzi da fracking.

Uno di questi pozzi, nell'Agosto del 2015 causo' una scossa di magnitudo 4.6 - l'epicentro era ad 1.5 chilometri da un cluster di trivelle della Progress Energy Canada -- che pero' appartiene alla Petronas di Malesia.

Proprio il progresso, eh?

E infatti quelli della Progress Energy Canada dicono che e' tuttapposto, che tutto e' ben regolamentato, sicuro e che queste operazioni vanno avanti da ben 60 anni. Anzi, che loro stessi hanno trivellato ben 3400 pozzi e non e' mai successo niente.

Pero' per star tranquilli, installano 17 centraline sismiche.

E quindi?

Ovviamente Mr. Petrolio non puo' che dire che tutto questo e' un grande errore e che e' tuttapposto. Che altro possono dire?

Gli stati di Quebec, New York, New Brunswick e Nova Scotia hanno vietato il fracking nelle loro terre. Nel British Columbia invece appena la sismicita' supera la soglia di magnitudo 4, le trivelle si fermano.  E poi? E se il sottosuolo non si ferma?

Cosa facciamo?





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18 Settembre 2012

Sono a Vancouver per lavoro ed e' piuttosto singolare che proprio in questi giorni venga fuori un rapporto sulla sismicita' petrolifera proprio nello stato di Vancouver - British Columbia.

Il 6 Settembre 2012 infatti il Vancouver Sun riporta che alcuni terremoti - di magnitudine bassa ma pur sempre terremoti - registrati nella parte nord est della British Columbia sono da attribuirsi alle trivellazioni per estrarre gas tramite fracking da shale gas.

Questo non lo dice Maria Rita, lo dice l'ente governativo della British Columbia incaricato di studiare i fenomeni sismici in correlazione alle trivelle. Si chiama British Columbia Oil and Gas Commission.

La zona incriminata si chiama Horn River Basin, e le investigazioni hanno concluso che gli eventi sismici registrati fra il 2009 e il 2011 in zona sono da attribuirsi alla reiniezioni di fluidi di scarto ad alta pressione sottoterra e vicino a faglie sismiche.

Tutti i 38 eventi sono fra la magnitudine 2.2 e 3.8 della scala Richter e sono considerati lievi. Ce ne sono stati altri 234 di intensita' minore.

Prima dell'avvento del fracking, iniziato nel 2009, non vi erano stati eventi sismici registrati - la zona non era sismica.

Tutti i terremoti hanno avuto per epicentro punti a meno di 5 chilometri dai pozzi.

Questo della British Columbia e' solo l'ultimo di una serie di casi simili: arrivano trivelle, fracking, reinizione e ci sono fenomeni sismici di magnitudine lieve in zone non sismiche. E' successo in Texas, Arkasnas, Blackpool (UK), Ohio, Colorado ed ora British Columbia.

I petrolieri dicono che questo non cambiera' di una virgola i loro progetti.

In Italia dove tutto questo non succede e dove e' sempre colpa del fato e mai di nessuno, questi interrogativi meglio non porseli.

L'unica differenza e' che il nostro e' un territorio sismico e densamente abitato.

Sunday, June 10, 2012

Scoppio di oleodotto in Alberta



Circa 100 chilometri di petrolio lungo il fiume Red Deer River 



 As this latest incident proves, it's a question of when spills and ruptures will happen, and create the next ecological disaster, not if

Come mostra questo ultimo incidente, e' solo una questione di quando ci saranno perdite e rotture,  che creeranno il prossimo disastro ecologico, non se. 


L'Alberta, stato del Canada e' un petrolstato.

E basta andare a Calgary la sua capitale per rendersene conto - appena arrivi all'aereoporto ad attenderti ci sono pubblicita' della Bakker-Hughes, i notiziari si aprono con dettagliate disussioni sul prezzo del petrolio, c'e' il Calgary Petroleum Club - in cui puoi entrare solo sei parte di una cerchia ristretta di persone con la patente da petroliere - la Chevron gli sponsorizza il laghetto del parco cittadino, e se fai un giro in citta' ci sono agenzie che ti offrono pacchetti tutto compreso per darti permessi trivellanti - dalle carte governative, a quelle delle tribu' dei First Native - gli indiani, a prezzi stracciati e in tempi brevi.

Ci sono stata a gennaio: e' impossibile scappare dal petrolio.

C'e' la Shell Center, la Chevron Texaco Plaza, Husky Energy Towers, tutti gli edifici hanno un qualche tipo di sede di ditta petrolifera.

E' il cuore delle Tar Sands di cui abbiamo parlato tante volte su questo blog, un mostruoso progetto di tirare fuori "petrolio" dalle sabbie bituminiche, distruggendo ettari su ettari di foresta boreale con enormi dispendi energetici.

Le Tar Sands sono il motivo per cui si vuole costruire un altra mostruosita' - l'oleodotto Keystone XL pipeline che dovrebbe tagliare gli USA a meta' - dall'Alberta fino al Texas ed un altro ancora che si chiama Gateway e che dovrebbe andare dalle Tar Sands a Vancouver, per il petrolio dei cinesi.

Come sempre, ci dicono che va tutto bene, nonostante l'evidenza scientifica mosti il contrario - aumenti di tumori fra le comunita' indigene, inquinamento dell'aria e dell'acqua, enromi waste pits con scarti delle trivellazioni a cielo aperto, nessun programma serio per il ripristino ambientale.

L'Alberta e' un petrolstato, si, e non lo dico io - ci sono dozzine e dozzine di editoriali di stampa canadese ad affermarlo:

Alberta, a highly disfunctional petro state

Alberta and the curse of the Petro State

Alberta as a petro state

Is Canada becoming a Petro State? 

E allora in questo contesto la rottura di un oleodotto avvenuta giovedi sera, cosa vuoi che sia?

L'oleodotto si e' rotto a Sundre, Alberta, il petrolio e' finito nel Jackson Creek e ha inquinato il Gleniffer Lake Resort, comunita' villeggiante dove hanno chiuso la marina e tutte le attivita' ricreative acquatiche sono state sospese.

Sono stati tutti evacuati nel giro di 10 chilometri dall'esplosione,  e ci sono stati pesci e castori morti.

La Plains Midstream Canada che gestisce l'oleodotto non se n'e' accorta lei dello scoppio, ma sono stati i residenti a dare l'allarme, allertati dalla puzza - guarda caso - di idrogeno solforato.

Poi hanno detto che il "sour crude oil" puzza certo, ma non pone prolbemi alla salute umana.

Chissa' perche' allora le evacuazioni, e chissa' perche' hanno chiuso anche una diga d'acqua per paura di contaminazione da petrolio?

Intanto le persone riportano problemi di irritazione e le si consiglia di chiamare un numero verde.

Dal racconto di Mr. Gord Johnston, residente dell'area:

the nauseating scent of crude oil hung in the air and a coffee-coloured liquid lapped the banks 


oil “boiling up” in the river at the site of a pipeline crossing 


oil clotted one of the province’s most crucial waterways and soaked nearby wetlands 


"My place is destroyed,” Mr. Johnston said, as he prepared to abandon his home and later head for a hospital to be treated for exposure to the fumes. “My whole life’s work is gone. I’ve pretty well lost it all here.” 

Ma il petrolio non si e' fermato ed e' arrivato, dopo un viaggio di circa cento chilometri, presso la citta' di Red Deer.  c

Almeno 475,000 litri di petrolio nel lago che funge da reservoir di acqua per la citta'. Stanno distribuendo acqua in bottiglia per precauzione e ovviamente il lago e' chiuso.

Dalle pagine del Globe and Mail, il quotidiano piu diffuso del Canada, la governatrice dell'Alberta Alison Redford dice che questa e' un eccezione e che gli altri oleodotti funzionano ancora - vorrei ben sperare!

Dice che hanno centinaia di migliaia di chilometri di oloedotti in Alberta - 400,000 chilometri per la precisione - e che questo e' solo un evento raro. 400,000 chilometri sono 350 viaggi Milano/Palermo circa.

Alison Redford ha detto:

"there are always effects, such as oil spills, that come with economic development" 


"ci sono sempre effetti, come perdite di petrolio che sono associate allo sviluppo economico." 


"In Alberta, this does not happen very often, and when it does we’re able to get a handle on it quickly. The situation is in hand."


"In Alberta questo non accade troppo spesso, e quando succede sappiamo affrontare la situazione in fretta. La situazione e' sotto controllo." 

Sara' - ma gli esperti governativi dicono che ci vorra' tutta l'estate per ripulire.  Si tratta non solo del fiume ma di sponde e vegetazione lungo il fiume che sono coperti di petrolio.

Preston Manning un politico dell'Alberta invece dice che:

"when you produce energy there are going to be environmental effects. You identify those environmental effects — and the cost of avoiding them or mitigating them — and then you try some way of integrating that into the cost of the product." 


"Quando produci energia ci saranno effetti ambientali. Li indentifichi - ed i costi associati per evitarli o mitigarli - e poi trovi un qualche modo per intregrare quel costo nel prodotto" 

Notare tutti i vari modi di razionalizzare le cose e di dire che va tutto bene, tipico dei petrolstati - il tuttapposto versione Canadese.

L'oloedotto che ha appena avuto il suo "imprevisto" era vecchio di 50 anni, trasporta petrolio amaro - simile allo schifo che in generale abbiamo noi in Italia, ed e' altamente corrosivo.

In Alberta, non ci sono piani per una revisione dei rimanenti oleodotti, e molte sono le critiche mosse al governo per una maggiore sicurezza degli impianti, fra cui il capo di Greenpeace Canada, Micheal Hudema, che ricorda anche che altri oleodotti sono in costruzione in Alberta.

Hudema aggiunge

Once again we have a major spill go unnoticed by a pipeline company, this time flowing directly into a major waterway. 


How many times does this have to happen before governments stop accepting the company's assurances that they are taking environmental protection seriously? 


We need a full public review of pipeline safety especially before new pipelines carrying even more corrosive substances are approved."

La ditta che gestisce l'oleodotto e' la stessa che l'anno scorso e' stata responsabile dello sversamento di circa 28,000 barili di petrolio in un altro. Fanno quasi 4 milioni e mezzo di litri di petrolio.

Anche qui il governo petrolizzato dell'Alberta minimizza. Questo e' Bob Curran del gruppo che si occupa della conservazione delle risorse energetiche dell'Alberta - l'Energy Resources Conservation Board - ERCB.

"Just because an incident occurred with the same company, it doesn't necessarily mean they were doing anything wrong. Sometimes strange things can happen that are beyond their control so that will be part of our investigation."


"Solo perche' ci sono stati due incidenti con la stessa compagnia non significa necessariamente che stanno facendo niente di male. A volte possono succedere cose strane che sono fuori dal loro controllo e che investigheremo."


Al che gli risponde il presidente di una associazione di cittadini, Don Bester:

The oil and gas industry is embedded in our politicians and the politicians control the ERCB.


L'industria del gas e del petrolio e' intrisa nei nostri politici e i politici controllano l'ERCB. 


We need to keep up with the questions: How many pipelines are we talking about crossing the Red Deer River? How old are they? Who owns them? What condition are they in? What are the maintenance schedules? 


Dobbiamo continuare con le domande: Quanti oleodotti ci sono che attraversano il Red Deer River? Quanto sono vecchi? Chi e' il proprietario? In che condizioni sono? Quali sono le date di manutenzione? 


Any time you lobby against anything our current government is doing, you get labelled a terrorist.


Ogni volta che cerchi di attivarti contri qualcosa cha fa il nostro governo, vieni chiamato un terrorista.

Suona familiare?

E mentre loro fanno le investigazioni, alla fine, resta la saggezza popolare:

There's no way they can clean that up. 
Dowg Hawtey, residente. 


Grazie a Filippo Foti.

Wednesday, June 18, 2008

Bush e gli 80 chilometri


E cosi, dopo 29 anni di moratoria sulle estrazioni petrolifere nelle acque americane il nostro saggio presidente George Bush ha deciso di domandare al Congresso Americano il permesso di trivellare le nostre acque. La moratoria venne approvata da suo padre, l'altro piu' signorile George Bush e fra i piu' ferventi sostenitori c'e' anche suo fratello Jeb, goverantore della Florida.

Le motivazioni ufficiali sono che il prezzo del petrolio e' alle stelle e che gli americani soffrono perche' la benzina costa circa $4 al gallone (1 gallone = 3.78 litri). In California il prezzo e' piu' vicino ai $5. Quando sono arrivata qui nel 1999, un gallone costava $1.10, ieri ho fatto il pieno a $4.80. In meno di dieci anni il prezzo e' piu' che quadruplicato.

Bush ha detto che occorre andare a trivellare in Alaska dove c'e' un rifugio artico, e nel Green River Basin, una zona sparsa fra il Colorado, lo Utah e il Wyoming dove esistono provate riserve petrolfiere. Ha detto anche che bisogna rivedere le moratorie che impediscono le trivelle lungo gran parte delle nostre coste, in primis la California e la Florida. Il nostro saggio presidente ha aggiunto che il prezzo della benzina e' uno dei problemi piu' gravi di questo paese (ne abbiamo di molto piu' gravi caro George)

John Mc Cain, il senatore dell'Arizona che e' il candidato alla Casa Bianca per il partito repubblicano, aveva gia detto ieri piu' o meno le stesse cose, anche se ha escluso la possibilita' di trivellare l'Alaska. Ripetendo i mantra delle ditte petrolifere, il settantaduenne Mc Cain annuncia che si puo' trivellare senza inquinare, e che a differenza di quanto provano innumerevoli studi ambientali,
e' possibile contemporaneamente estrarre petrolio e preservare le acque dalle sostanze di risulta, l'aria dall'inquinamento, le coste dall'erosione, e i pesci
dalle morie dovuti agli scarichi tossici.

Subito sono fioccate voci contrarie. Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha detto che lui non approvera' le trivelle nel nostro stato, e cosi pure le due senatrici californiane, Barbara Boxer e Dianne Feinstein. Le voci piu' forti sono venute dal senatore del Massachussetts, Edward Markey, che e' anche a capo della commissione per le energie alternative e che ha detto che Bush e il suo vice Cheney hanno trasformato il partito repubblicano nel partito dei petrolieri, che sono diventati delle marionette per l'industria del petrolio che distruggera' le aree piu belle di questo paese. Analisti petroliferi dicono che se anche se fosse possibile trivellare domani, ci vorrebbero come minimo tre/cinque/dieci anni per arrivare alla produzione.

E poi arriva Obama, contrario alle trivelle, che dice che nei prossimi anni intende investire 150 mila miliardi di dollari per l'energia alternativa, assicurarsi che l'uso del carburante sia piu' efficiente in questo paese e che ricorda che trivellare non risolvera' i nostri problemi.

L'ironia di tutta questa storia che sono sicura arrivera' presto anche sui giornali italiani e' che la discussione si basa sulla richesta avanzata da Bush di trivellare a 50 miglia dalla costa, OTTANTA CHILOMETRI. Spero che i cronisti italiani non dimentichino questo particolare importantissimo.

Qui si apre quella che sara' un'aspra battaglia, spero e credo perdente, per trivellare a
ottanta chilometri dalla costa e da noi in Abruzzo si alza alla mattina Mr Morandi e in quattro e quattro otto arriva, decide, trivella, senza chiedere niente a nessuno e a due passi dalla costa. Non e' accettabile. Nemmeno Bush, con il suo quoziente intellettivo sottozero e che e' tutto ammanicato coi petrolieri ha osato chiedere tanto: invece di sette chilometri si e' dovuto accontentare di ottanta.

Fonti: CNN,Los Angeles Times , Los Angeles Times 2