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Wednesday, July 24, 2013

Robert Redford



La classe non e' acqua. E si vede.

Con calma, con eleganza, ecco qui Robert Redford contro le Tar Sands del Canada, contro i petrolieri, contro la distruzione del pianeta, e in favore delle energie rinnovabili.

Ci dice che la transizione dalla melma petrolifera all'energia pulita avverra' solo quando tutti noi faremo sentire la nostra voce.

E quindi, occorre continuare incessantemente a rompere le scatole, ogni santo giorno.


Tuesday, June 18, 2013

L'air gun e le cento balene spaiggiate in Madagascar

Nel Maggio 2008 in Madagascar iniziarono a ritrovare prima balene spiaggiate ma vive e poi carcasse di balene morte lungo le spiagge nel nordest dell'isola, in una mangrovia detta Antsohihy Bay.
 
Le balene morte erano trenta e quelle spiaggiate cento.







Li vicino c'era un area dove la Exxon-Mobil stava eseguendo ispezioni sismiche - a 50 chilometri di distanza. Dicevano che non potevano essere stati loro a causare gli spiaggiamenti - e che magari era un virus? una infezione? - perche' le loro operazioni di riflessione sismica erano troppo lontano dal punto della moria.

Sebbene la Exxon negasse il suo ruolo nella faccenda fermo' lo stesso le operazioni di airgun, per evitare la morte di altre balene. Alla fine il conto fu di circa 200 balene spiaggiate, la maggior parte delle quali morte.

E' stata allora una infezione o l'air gun?

Probabilmente non lo sapremo mai, perche' e' sempre difficile trovare una relazione diretta.

Intanto Micheal Jasny del gruppo NDRC, il National Defense Research Council, di cui far parte anche Robert Redford, ricorda che questi tipi di balene spiaggiano molto molto raramente. Allo stesso tempo pero' e' noto che sono molto sensibili ai rumori prodotti dagli umani in acqua, con altri spiaggiamenti collegati ad esercizi con sonar della marina USA in una baia delle Hawaii nel 2004.

E poi c'e' una intervista a Paul Johnston, uno degli scienziati capo-gruppo di Greenpeace che dice

"There is no such thing as direct proof in these particular cases. There never is. But once the oil companies start doing seismic surveys, once they start using using scan sonar in a really big way, then we've come up with a number of instances where whales have run into difficulties, whales are stranded, whales are panicked. You have to make the link, really."

"Non c'e' mai la prova diretta in questi casi. Non c'e' mai. Ma una volta che le ditte del petrolio iniziano a fare ispezioni sismiche, una volta che usano i sonar in modo massiccio, allora ci sono stati molti casi in cui le balene hanno avuto difficolta', con spiaggiamenti, e terrore. Occorre veramente collegare le due cose, davvero."

You have to make that link, really.







Tuesday, June 19, 2012

#EndFossilFuelSubsidies - su twitter



Dedicato a Rocco Papaleo ENI-man: Guardi l'eleganza di Robert Redford 
e poi si vergogni -  se ne e' capace ancora.


La stampa italiana non ne ha parlato - troppo presi a mandare le pubblicita' di Rocco Papaleo che fa combriccola con l'ENI, ma in questi giorni dell'incontro di Rio De Janeiro sull'ambiente e' in corso una azione coordinata da parte di attivisti di mezzo mondo, guidata dal gruppo 350.org di Bill McKibben.

Anche Robert Redford ha detto la sua, scrivendo questo editoriale dal titolo che dice tutto:


 Scrive Robert Redford: 


Every year, around the world, almost one trillion dollars of subsidies is handed out to help the fossil fuel industry. Who came up with the crazy idea that the fossil fuel industry deserves our hard-earned money, no less in economic times of such harsh human consequence? We fire teachers, police and firemen in drastic budget cuts and yet, the fossil fuel industry can laugh all the way to the bank on our dime? Something doesn't add up here. 


Ogni anno, in tutto il mondo circa un trillione di dollari in sussidi e' dato all'industria petrolifera per aiutarli. A chi e' venuta in mente la brillante idea che l'industria delle fonti fossili ha bisogno dei nostri sudati soldi, e addirittura in tempi economici cosi' duri per l'umanita'. Licenziamo insegnanti, poliziotti e pompieri secondo drastici tagli per aiutare il budget, e allo stesso tempo l'industria del petrolio ride lungo la strada che la porta in banca con i nostri quattrini? C'e' qualcosa che non torna!


We should not be subsidizing the destruction of our planet. Fossil fuels are literally cooking our planet, polluting our air and draining our wallets. Why should we continue to reward companies to do that? 


Non dovremmo stare qui a dare sussidi per la distruzione del pianeta. Le fonti fossili stanno letteralmente cuocendo il pianeta, inquinando la nostra aria e lasciando i nostri portafogli all'asciutto. Perche' dobbiamo continuare a premiare le ditte che fanno tutto cio'?


As they go after more expensive and harder to access fossil fuels, it is like drilling a hole in our pocketbooks. We pay more at the pump. We pay in taxpayer subsidies to a highly profitable industry. And we pay in the rising costs of climate change in the form of floods, storms and droughts that hurt our homes and communities. 


E mentre loro vanno alla ricerca di fonti fossili piu' costose e di accesso piu' difficile, e' come se stessimo trivellando il nostro portafoglio. Paghiamo di piu' alla pompa, Paghiamo i sussidi con i soldi delle nostre tasse a una industria di enormi profitti. E paghiamo i costi galoppanti dei cambiamente climatici nella forma di alluvione, tempeste e siccita' che fanno male alle nostre case e alle nostre  comunita'.


Our world leaders are gathering in Rio over the coming days for a historic meeting twenty years after the first Earth Summit. We are looking to our governments to show leadership and commit to real timetables and actions for fighting climate change, including ending fossil fuel subsidies. Sure, they've made commitments to stop these unnecessary payouts. But commitments need to become action to have any meaning. And despite strong words, we are not yet seeing action on the ground. 


I nostri leader mondiali stanno riunendosi a Rio nei prossimi giorni per un incontro storico venti anni dopo il primo Earth Summit. Ci aspettiamo dai nostri governi di mostrare coraggio e di impegnarsi per scadenze vere ed azioni vere per combattere i cambiamenti climatici, fra cui la fine dei sussidi alle fonti fosisli di energia. Certo, si sono gia' presi impegni per fermare queste elargizioni non necessarie. Ma gli impegni devono diventare azioni per avere qualsiasi tipo di significato. E nonostante belle parole, non abbiamo ancora visto azioni vere in campo.


In the United States, President Obama has repeatedly proposed cutting $4 billion in annual federal subsidies to the oil and gas industry and several bills to cut fossil fuel subsidies are stalled in Congress.  


Negli Stati Uniti il presidente Obama ha ripetutatmente proposto il taglio di circa 4 billioni di dollari in sussidi annuali federali alle ditte del petrolio e del gas e varie proposte di legge per tagliare i sussidi alle ditte del petrolio. Queste leggi sono tutte ferme in congresso.


Think about what else we could do with one trillion dollars. We could create clean energy jobs, limit greenhouse gas emissions that create climate change and help make a healthier and more secure life for our children. Instead, we give 12 times as much in subsidies to the fossil fuel industry as we give to clean energy industries like wind and solar. 


Pensate a cosa potremmo fare con un trillione di dollari. Potremmo creare impiego in energia pulita, potremmo fermare le emissioni di gas serra che causano i cambiamenti climatici e potremmo aiutare a creare un futuro piu' sano e piu' sicuro per i nostri figli. Invece diamo all'industria del petorlio 12 volte piu' di quello che diamo all'industria pulita come il sole e il vento.


If you have a dollar to invest - investing that dollar in clean energy creates three times the jobs of the same dollar invested in the fossil fuel industry. In fact, studies show that fossil fuel subsidies slow economic growth. Clean energy is a great example of building a green economy. Ending fossil fuel subsidies is good for our pocketbooks, economic growth and for our health and environment. 


Se tu hai un dollaro da investire - investire quel dollaro in energia pulita crea tre volte il numero di lavoro che quello stesso dollaro crerebbe nell'industria delle fonti fossili. Infatti, alcuni studi mostrano come i sussidi all'industria del petrolio rallentano la crescita. L'energia pulita e' un esempio ottimale di come si costruisce una economia verde. Se fermiamo i sussidi all'industria del petrolio, questo sara' buono per i nostri portafogli, per la crescita economica, per la nostra salute e per il nostro ambiente. 


In poll after poll after poll, the public says they want more renewable energy and less fossil fuels. 


In tutti i sondaggi, il pubblico dice che vuole maggiore energia rinnovabile e minor uso di fonti fossili.


So why aren't our world leaders doing more to deliver what the public wants instead of what oil, gas and coal companies want? We need to hold our leaders accountable for the choices they make on our behalf. 


E allora perche' i nostri leaders mondiali non stanno ancora facendo quello che vuole il pubblico invece che quello che vogliono quelli dell'industria del petrolio, gas e del carbone? Occorre che i nostri politici siano considerati responsabili delle decisioni che prendono per noi.


People around the world are waking up to the absurdity of subsidizing Big Oil and Coal. Over a million people have already signed onto a petition to end fossil fuel subsidies. And on June 18, people from all over the world will be sending world leaders message on Twitter and Facebook to #endfossilfuelsubsidies. 


In tutto il mondo ci si sta svegliando di fronte all'assurdita' di dare sussidi a Big Oil e Big Coal. Circa un milione di persone ha gia' firmato una petizione per terminare i sussidi all'industria del petrolio. E il giorno 18 Giugno, in tutto il mondo si manderanno messaggi ai capi di stato su Twitter e Facebook per #endfossilfuelsubsidies. 


Just last March, President Obama said, Instead of taxpayer giveaways to an industry that's never been more profitable, we should be using that money to double-down on investments in clean energy technologies that have never been more promising. 


Lo scorso Marzo, il presidente Obama ha detto, "Invece di regalare i soldi delle tasse ad una industria che non ha mai avuto profitti cosi' elevati,dovremmo usare quel denaro per raddoppiare i nostri investimenti in energie e tecnologie pulite che non sono mai state tanto piene di promesse


These proposals have so far failed in the face of strong industry opposition and the fossil fuel industry is equally obstructive elsewhere in the world. 


Queste proposte finora sono fallite a causa di forti opposizioni da parte dell'industria petrolfiera che e' ugualmente distruttiva in altre parti del mondo.


In a time of economic hardship, progressing climate change and a growing demand for reliable and clean sources of energy, using taxpayer money to help oil, gas and mining companies represent a reckless and irrational use of taxpayer money and government investment. We can do better. We need the fossil fuel industry to stop asking us to pay the price for their greed. We need our world leaders to turn their words into actions. And we can start by reminding them to #endfossilfuelsubsidies


In questi tempi di durezza economica, cambiamenti climatici che avanzano, e una crescente domanda di energia pulita, l'uso di tasse pubbliche per pagare le ditte petrolfiere, del gas e minerarie rappresenta un incosciente e irrazionale uso di soldi pubblici e di investimenti governativi. Possiamo fare meglio. Dobbiamo chiedere all'industria del petrolio di non chiedere piu' a noi di pagare il prezzo della loro ingordigia. Dobbiamo chiedere ai nostri governanti mondiali di trasformare le loro parole in azioni. E possiamo fare questo con il ricordare loro di #endfossilfuelsubsidies


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L'idea allora e' di mandare messaggi twitter, blog, fotografie chiedendo ai capoccioni del mondo di non dare piu' sussidi di alcun genere alle ditte petrolifere - e' tempo di basta e che tutti quei soldi, miei, tuoi, pubblici siano usati per scopi piu nobili - energie alternative, conservazione, protezione dell'ambiente. Il tutto racchiuso nel messaggio #EndFossilFuelSubsidies. 


Per chi volesse partecipare, qui ci sono le istruzioni per mandare un messaggio twitter.


Qui le foto da varie parti del mondo con scritto End Fossil Fuel Subsidies - Londra, Sydney, New York e certo Rio de Janeiro












#EndFossilFuelSubsidies, Marble Arch, London (Credit: Stephen Brown)




#EndFossilFuelSubsidies, Battersea Power Station, London (Credit: Stephen Brown)








#EndFossilFuelSubsidies, Sydney Australia, (credit: James Alcock)




#EndFossilFuelSubsidies, Houses of Parliament, London (Credit: Stephen Brown)








#EndFossilFuelSubsidies, London, St Pauls Cathedral. (Photo credit: Stephen Brown)






Twitter projection from the roaming Illuminator van in New York. "Financing dirty energy: not a good idea for @jpmorganfunds or the US Gov #EndFossilFuelsSubsidies @illuminator99 pic.twitter.com/eNasVN10"




Twitter projection from the roaming Illuminator van in New York. "Let's stop giving them our tax dollars too. #endfossilfuelsubsidies @illuminator99 pic.twitter.com/C1sSjFJN"





Sunday, June 10, 2012

Scoppio di oleodotto in Alberta



Circa 100 chilometri di petrolio lungo il fiume Red Deer River 



 As this latest incident proves, it's a question of when spills and ruptures will happen, and create the next ecological disaster, not if

Come mostra questo ultimo incidente, e' solo una questione di quando ci saranno perdite e rotture,  che creeranno il prossimo disastro ecologico, non se. 


L'Alberta, stato del Canada e' un petrolstato.

E basta andare a Calgary la sua capitale per rendersene conto - appena arrivi all'aereoporto ad attenderti ci sono pubblicita' della Bakker-Hughes, i notiziari si aprono con dettagliate disussioni sul prezzo del petrolio, c'e' il Calgary Petroleum Club - in cui puoi entrare solo sei parte di una cerchia ristretta di persone con la patente da petroliere - la Chevron gli sponsorizza il laghetto del parco cittadino, e se fai un giro in citta' ci sono agenzie che ti offrono pacchetti tutto compreso per darti permessi trivellanti - dalle carte governative, a quelle delle tribu' dei First Native - gli indiani, a prezzi stracciati e in tempi brevi.

Ci sono stata a gennaio: e' impossibile scappare dal petrolio.

C'e' la Shell Center, la Chevron Texaco Plaza, Husky Energy Towers, tutti gli edifici hanno un qualche tipo di sede di ditta petrolifera.

E' il cuore delle Tar Sands di cui abbiamo parlato tante volte su questo blog, un mostruoso progetto di tirare fuori "petrolio" dalle sabbie bituminiche, distruggendo ettari su ettari di foresta boreale con enormi dispendi energetici.

Le Tar Sands sono il motivo per cui si vuole costruire un altra mostruosita' - l'oleodotto Keystone XL pipeline che dovrebbe tagliare gli USA a meta' - dall'Alberta fino al Texas ed un altro ancora che si chiama Gateway e che dovrebbe andare dalle Tar Sands a Vancouver, per il petrolio dei cinesi.

Come sempre, ci dicono che va tutto bene, nonostante l'evidenza scientifica mosti il contrario - aumenti di tumori fra le comunita' indigene, inquinamento dell'aria e dell'acqua, enromi waste pits con scarti delle trivellazioni a cielo aperto, nessun programma serio per il ripristino ambientale.

L'Alberta e' un petrolstato, si, e non lo dico io - ci sono dozzine e dozzine di editoriali di stampa canadese ad affermarlo:

Alberta, a highly disfunctional petro state

Alberta and the curse of the Petro State

Alberta as a petro state

Is Canada becoming a Petro State? 

E allora in questo contesto la rottura di un oleodotto avvenuta giovedi sera, cosa vuoi che sia?

L'oleodotto si e' rotto a Sundre, Alberta, il petrolio e' finito nel Jackson Creek e ha inquinato il Gleniffer Lake Resort, comunita' villeggiante dove hanno chiuso la marina e tutte le attivita' ricreative acquatiche sono state sospese.

Sono stati tutti evacuati nel giro di 10 chilometri dall'esplosione,  e ci sono stati pesci e castori morti.

La Plains Midstream Canada che gestisce l'oleodotto non se n'e' accorta lei dello scoppio, ma sono stati i residenti a dare l'allarme, allertati dalla puzza - guarda caso - di idrogeno solforato.

Poi hanno detto che il "sour crude oil" puzza certo, ma non pone prolbemi alla salute umana.

Chissa' perche' allora le evacuazioni, e chissa' perche' hanno chiuso anche una diga d'acqua per paura di contaminazione da petrolio?

Intanto le persone riportano problemi di irritazione e le si consiglia di chiamare un numero verde.

Dal racconto di Mr. Gord Johnston, residente dell'area:

the nauseating scent of crude oil hung in the air and a coffee-coloured liquid lapped the banks 


oil “boiling up” in the river at the site of a pipeline crossing 


oil clotted one of the province’s most crucial waterways and soaked nearby wetlands 


"My place is destroyed,” Mr. Johnston said, as he prepared to abandon his home and later head for a hospital to be treated for exposure to the fumes. “My whole life’s work is gone. I’ve pretty well lost it all here.” 

Ma il petrolio non si e' fermato ed e' arrivato, dopo un viaggio di circa cento chilometri, presso la citta' di Red Deer.  c

Almeno 475,000 litri di petrolio nel lago che funge da reservoir di acqua per la citta'. Stanno distribuendo acqua in bottiglia per precauzione e ovviamente il lago e' chiuso.

Dalle pagine del Globe and Mail, il quotidiano piu diffuso del Canada, la governatrice dell'Alberta Alison Redford dice che questa e' un eccezione e che gli altri oleodotti funzionano ancora - vorrei ben sperare!

Dice che hanno centinaia di migliaia di chilometri di oloedotti in Alberta - 400,000 chilometri per la precisione - e che questo e' solo un evento raro. 400,000 chilometri sono 350 viaggi Milano/Palermo circa.

Alison Redford ha detto:

"there are always effects, such as oil spills, that come with economic development" 


"ci sono sempre effetti, come perdite di petrolio che sono associate allo sviluppo economico." 


"In Alberta, this does not happen very often, and when it does we’re able to get a handle on it quickly. The situation is in hand."


"In Alberta questo non accade troppo spesso, e quando succede sappiamo affrontare la situazione in fretta. La situazione e' sotto controllo." 

Sara' - ma gli esperti governativi dicono che ci vorra' tutta l'estate per ripulire.  Si tratta non solo del fiume ma di sponde e vegetazione lungo il fiume che sono coperti di petrolio.

Preston Manning un politico dell'Alberta invece dice che:

"when you produce energy there are going to be environmental effects. You identify those environmental effects — and the cost of avoiding them or mitigating them — and then you try some way of integrating that into the cost of the product." 


"Quando produci energia ci saranno effetti ambientali. Li indentifichi - ed i costi associati per evitarli o mitigarli - e poi trovi un qualche modo per intregrare quel costo nel prodotto" 

Notare tutti i vari modi di razionalizzare le cose e di dire che va tutto bene, tipico dei petrolstati - il tuttapposto versione Canadese.

L'oloedotto che ha appena avuto il suo "imprevisto" era vecchio di 50 anni, trasporta petrolio amaro - simile allo schifo che in generale abbiamo noi in Italia, ed e' altamente corrosivo.

In Alberta, non ci sono piani per una revisione dei rimanenti oleodotti, e molte sono le critiche mosse al governo per una maggiore sicurezza degli impianti, fra cui il capo di Greenpeace Canada, Micheal Hudema, che ricorda anche che altri oleodotti sono in costruzione in Alberta.

Hudema aggiunge

Once again we have a major spill go unnoticed by a pipeline company, this time flowing directly into a major waterway. 


How many times does this have to happen before governments stop accepting the company's assurances that they are taking environmental protection seriously? 


We need a full public review of pipeline safety especially before new pipelines carrying even more corrosive substances are approved."

La ditta che gestisce l'oleodotto e' la stessa che l'anno scorso e' stata responsabile dello sversamento di circa 28,000 barili di petrolio in un altro. Fanno quasi 4 milioni e mezzo di litri di petrolio.

Anche qui il governo petrolizzato dell'Alberta minimizza. Questo e' Bob Curran del gruppo che si occupa della conservazione delle risorse energetiche dell'Alberta - l'Energy Resources Conservation Board - ERCB.

"Just because an incident occurred with the same company, it doesn't necessarily mean they were doing anything wrong. Sometimes strange things can happen that are beyond their control so that will be part of our investigation."


"Solo perche' ci sono stati due incidenti con la stessa compagnia non significa necessariamente che stanno facendo niente di male. A volte possono succedere cose strane che sono fuori dal loro controllo e che investigheremo."


Al che gli risponde il presidente di una associazione di cittadini, Don Bester:

The oil and gas industry is embedded in our politicians and the politicians control the ERCB.


L'industria del gas e del petrolio e' intrisa nei nostri politici e i politici controllano l'ERCB. 


We need to keep up with the questions: How many pipelines are we talking about crossing the Red Deer River? How old are they? Who owns them? What condition are they in? What are the maintenance schedules? 


Dobbiamo continuare con le domande: Quanti oleodotti ci sono che attraversano il Red Deer River? Quanto sono vecchi? Chi e' il proprietario? In che condizioni sono? Quali sono le date di manutenzione? 


Any time you lobby against anything our current government is doing, you get labelled a terrorist.


Ogni volta che cerchi di attivarti contri qualcosa cha fa il nostro governo, vieni chiamato un terrorista.

Suona familiare?

E mentre loro fanno le investigazioni, alla fine, resta la saggezza popolare:

There's no way they can clean that up. 
Dowg Hawtey, residente. 


Grazie a Filippo Foti.

Sunday, May 31, 2009

L'Alaska e i 250 chilometri


Oggi un articolo sul Corriere della Sera ripreso da Science sulla corsa al petrolio nel polo Nord.

A causa del riscaldamento globale - che esiste, e' vero e accettato dalla stragrande maggiornanza delle persone di scienza checche ne dicano le menti ignoranti del ragionier Mauro Febbo o di Giuliano Ferrara - la calotta glaciale artica va sciogliendosi. Parte cosi' la corsa allo sfruttamento di tutte le risorse, anche petrolifere, che stanno sotto le nevi, prima perenni, ora non tanto.

Trovare nuovi giacimenti petroliferi sulla parte del globo abitata ed accessibile all'uomo si rivela sempre piu' difficile. E' dalla fine del 1800 che l'uomo cerca giacimenti buoni, e una nuova Arabia Saudita non la troviamo piu': e' stato gia tutto sondato, studiato, cercato.

Non c'e' n'e' piu' di giacimenti petroliferi grandi, facili, e di petrolio buono. Le nostre "risorse" italiche - scadenti sia in qualita' che in quantita' - erano note gia da anni, ma non sono mai state pienamente "sfruttate" perche' economicamente poco convenienti. Adesso, come mi dissero gli ENI-men a Pescara, c'e' la corsa al raschiamento del fondo del barile, di cui fa parte anche l'Abruzzo, la Basilicata, la Pianura Padana. Fanno parte dello stesso discorso, su scala internazionale, le sabbie petrolifere del Canada e del Congo, il peggior petrolio che esiste sul pianeta.

Nel Polo Nord, la parte del leone la giochera' la Russia, che si dice anche pronta ad usare la forza per difendere il suo diritto alle trivelle. E gli USA? Anche il mio paese andra' a trivellare lassu', ma il Congresso americano ha imposto il limite di 250 chilometri al largo delle coste. Subito sono partite le proteste di chi dice che anche 250 km sono pochi e che occorre molto di piu' per proteggere il fragilissimo ecosistema artico.

Lisa Speer e' la direttrice dell'International Ocean Program al National Resources Defence Council. Questa associazione e' una delle piu' potenti associazioni ambientali in America ed e' specializzata in cause legali per la difesa dell'ambiente. Negli USA e' nota semplicemente sotto le iniziali NRDC. Ci fa parte anche Robert Redford che ha donato i soldi per la loro sede a Santa Monica, un palazzo sulla seconda strada in pieno centro. Regalato.

Lisa afferma quello che andiamo predicando da tempo per l'Abruzzo: trivellare l'Artico potrebbe causare il rilascio di elementi tossici come arsenico, mercurio e piombo nell'Oceano: «Abbiamo bisogno di criteri uniformi e severi per ogni attività off-shore di petrolio: un solo Paese ha il potenziale di produrre conseguenze ben oltre i suoi confini».

E da noi? In Italia non abbiamo limiti per nessuna di queste attivita' di trivelle in mare. Nessun limite! Il nostro parlmento non si pone questi problemi. Non gliene importa, non sa, non chiede, non lotta per la gente. Anzi avvantaggia i petrolieri in tutti i modi possibili.

Non so se avete presente cosa sono DUECENTO CINQUANTA CHILOMETRI. E' la distanza da Roma a Pescara piu' o meno, e' la distanza fra Roma e Firenze, e il NDRC e' preoccupato per questo.

Pensiamo che le specie animali e vegetali d'Abruzzo siano meno importanti di quelle del Polo Nord? Pensiamo che le colline o i parchi italiani siano meno importanti che le nevi o gli orsi del polo nord? Pensiamo che le trivelle nel mare italiano ci daranno pesce piu' sano? Aumenteranno il turismo? Miglioreranno la qualita' dell'acqua? Solo una persona ignorante o con interessi economici sotto puo' pensare cosi'. O pensiamo anche qui che debba venire qualcuno dall'altra parte del mondo a salvarci? Magari quelli dell'NDRC?

In Abruzzo vogliono trivellare a DUE chilometri dalla nostra costa. Idem nel Veneto, in Emilia Romagna, in Basilicata, in Sicilia. In Brianza vogliono andare a mettere le trivelle in un parco, come nella Majella o nel parco nazionale della val d'Agri. Le concessioni petrolifere avanzano in Toscana, Emilia Romagna, nelle Marche senza che quasi nessuno faccia niente.

MA PERCHE' NESSUNO PROTESTA? PERCHE' NON CI RIBELLIAMO?

PERCHE GLI ITALIANI NON AMANO L'ITALIA?

NON E' GIUSTO che un gruppo di californiani vada a fare la lotta per salvare l'orso polare a 250km dalla costa del polo nord, mentre gli italiani dormono.

Non e' giusto. La democrazia e' tutt'altra cosa ma gli italiani non lo sanno, non gliene importa. Pensano a farsi gli affari loro. Oppure che tanto che lotto a fare, non vincero' mai. Sono tutti ossessionati dal dare tutto il possibile ai loro figli ma non un ambiente sano in cui crescere. Gli italiani pensano che qualcuno da qualche parte fara' forse qualcosa per risolvere i guai di questa nazione, di cui il petrolio e' solo un grave esempio. Pochi pensano che qualcuno siamo noi tutti.

Come sempre, si raccoglie quel che si semina.