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Wednesday, May 1, 2019

Il governatore di New York vieta le trivelle in Atlantico assieme a Billy Joel







Il governatore di New York, Andrew Cuomo, figlio del compianto Mario, ha firmato una nuova legge statale che vieta le trivelle nei mari dello stato di New York.

Tutto questo e' in diretta risposta ai piani trivellanti del presidente arancione, Donald Trump, che nel gennaio 2018 ha annunciato che avrebbe aperto il mare  ai petrolieri. Siccome e' uno che le spara grosse, disse al tempo che voleva lottizzare il 90% dell'offshore americano con  47 concessioni in Atlantico, dal 2019 al 2024, incluso nello stato di New York.
 
Il governatore Andrew Cuomo ha annunciato questo nuovo provvedimento dal mare di Jones Beach nella citta' di Wantagh assieme al cantante Billy Joel, del New Jersey che tanto si e' impegnato perche' venisse fatto qualcosa di proattivo. 

Secondo varie stime economico, il costo delle trivelle sarebbe la perdita di circa 320mila posti di lavoro nel turismo e nella pesca. E questo senza nemmeno parlare di perdite di petrolio o di incidenti piu' o meno gravi.

Un altro passo in avanti: proteggere prima e' meglio che piangere dopo. 

Saturday, April 4, 2015

Bill e Melinda Gates: divestitono un miliardo di dollari da BP ed Exxon


The Bill and Melinda Gates Foundation
 abbandona la BP ($187 milioni) 

Aveva gia' abbandonato la Exxon ($824 milioni) 
Dal 2014 hanno mollato l'85% dei loro investimenti in oil and gas 

 Il fondo ha 40 miliardi di dollari 

Nel 2014 avevano 1.4 miliardo di dollari in oil and gas. 
Restano ora $200 milioni

Varie organizzazioni chiedono che divestano la restante percentuale
dei loro investimenti in oil and gas perche' e' inconsistente con la loro 
missione di promuovere salute e benessere a livello globale.
Si chiede loro anche di prendere posizioni pubbliche contro 
l'estrazione di petrolio e i cambiamenti climatici


“We are thrilled that the Gates foundation continues to divest from fossil fuel stocks, but it’s time to divest the rest. Investing in oil companies is completely inconsistent with the Gates foundation mission to ensure that everybody has the chance to live a healthy, productive life"

Alec Connon


“They’re moving their financial capital - now it’s time to use their moral capital and publicly commit to divestment. By taking a public stand, Bill and Melinda Gates could help change the debate and speed up the international response to global warming.” 

Mike McGinn, sindaco di Seattle


A causa del crollo dei prezzi del petrolio, 
avrebbero guadagnato 1.9 miliardi di dollari.

 
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Aprile 2015




Per firmare la petizione e' tutto qui



"To Bill and Melinda Gates, founders of the Bill and Melinda Gates Foundation; Jeremy Farrar and Sir William Castell, director and chair of the Wellcome Trust"

Your organisations have made a huge contribution to human progress and equality by supporting scientific research and development projects. Yet your investments in fossil fuels are putting this progress at great risk, by undermining your long term ambitions.

Climate change poses a real threat to all of us, and it is morally and financially misguided to invest in companies dedicated to finding and burning more oil, gas and coal.

Many philanthropic organisations are divesting their endowments from fossil fuels. We ask you to do the same: to commit now to divesting from the top 200 fossil fuel companies within five years and to immediately freeze any new investments in those companies."


















Dodici milioni di dollari gia' investiti in operazioni petrolifere sono stati ritirati.


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La Chiesa scozzese “United Reformed Church of Scotland” è una piccola congregazione con 60,000 membri attivi. Come tutte le associazioni ha un fondo di investimenti, di cui circa il 4% erano in azioni di gas, petrolio e carbone, fra cui quote in Shell e Total.

In questi giorni delle festività pasquali hanno annunciato che smetteranno di investire sulle fonti fossili per un totale di 70,000 sterline. Il reverendo John Humphreys, rappresentante della chiesa di Scozia ha detto che spera che anche altre chiese nel mondo, grandi e piccole facciano la stessa cosa e che possano prendere iniziative etiche man mano che il pericolo dei cambiamenti climatici cresce.

L’esempio della chiesa di Scozia può sembrare poco, ma questa congregazione è solo una delle 220 associazioni che hanno aderito all’idea di ‘divestire’ dalle fonti fossili come promosso da 350.org nel 2010. Ci sono università, fondi pensione e agenzie filantropiche.

Gli scozzesi hanno risposto alla proposta del World Council of Churches, organismo che raccoglie 345 denominazioni di matrice cristiana, in rappresentanza di circa 500 milioni di persone e che già nel 2014 aveva chiesto ai propri membri di non investire più in fonti fossili. La più numerosa Chiesa d’Inghilterra sta valutando la stessa proposta, mentre alcune diocesi, fra cui quelle di Birmingham e di Oxford hanno già ratificato l’abbandono di petrolio e carbone.

Qualche giorno fa è arrivato anche l’impegno della Syracuse University il cui fondo di $1,2 miliardi di dollari sarà interamente fossil-free. Ma il regalo più bello arriva da The Guardian Media Group: anche questo un colosso di 1,2 miliardi di dollari che saranno tutti fuori dal petrolio. Il direttore del giornale, Alan Rusbridger, ha detto: “Quello che è nato come un ruscelletto, è ora un fiume in piena e presto sarà torrenziale.

The Guardian ha fatto di più: ha chiesto a Bill e Melinda Gates, titolari di una delle più grandi associazioni umanitarie della storia per quantità di denaro disponibile, circa 43 miliardi di dollari, di divestire dalle fonti fossili. E’ infatti contradditorio investire in petrolio e gas da un lato e poi promuovere progetti per la salute pubblica o per mitigare i cambiamenti climatici, dall’altro. Bisogna essere coerenti. E quindi, uno dei giornali più progressisti del Regno Unito ufficialmente chiede ai coniugi Gates di fare la cosa giusta.

Hanno già divestito Stanford University, la Città di Oxford, la Contea di San Francisco, e pure la Rockefeller Foundation, creata sul patrimonio di uno dei più grandi petrolieri della storia: John Rockefeller.

Qui la lista di chi ha divestito dal petrolio nel mondo.

Dall’Italia non vedo nessuno. Chi inizierà?

Monday, September 22, 2014

21 Settembre 2014 - la Green Big Apple

















“Mildly chaotic but incredibly beautiful."


C'erano il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, c'era il sindaco di New York Bill de Blasio, c'era l'ex vice presidente Al Gore, e c'era Leonardo DiCaprio lungo le strade di New York
City Domenica 21 Settembre 2014 a marciare contro i cambiamenti climatici e a chiedere azioni concrete ai nostri governanti.

E insieme a loro una marea di persone, di ogni colore, ceto sociale, eta', vestimento, e storia personale, come solo puo' esserci nella Grande Mela. Un potpourri di bellissima umanita' che chiede solo di salvare il pianeta dall'ingordigia di speculatori e multinazionali.

Ci si aspettavano circa centomila persone, ne sono arrivate piu' di quattrocentomila, secondo Time Magazine. La folla era brulicante ed hanno dovuto cambiare il percorso per farci stare tutti.  E' stata la piu' grande protesta contro i cambiamenti climatici nella storia  e la più grande manifestazione degli ultimi dieci anni. Assieme a newyorkesi, manifestanti in piu' di 2500 citta' di circa 150 nazioni.

L'organizzatore e' Bill Mc Kibben, il fondatore di 250.org. Hanno scelto il 21 Settembre per far combaciare la protesta con il vertice delle Nazioni Unite proprio sul cambiamenti climatici, che si riunisce questa settimana per discutere sulle emissioni di anidride carbonica. Parteciperanno 120 leader mondiali, inclusi i rappresentanti dell'Italia.

La folla chiede ad Obama e agli altri leader mondiali di rendere i cambiamenti climatici una priorità politica assoluta.  May Boeve, una delle organizzatrici di 350.org dice "Oggi, la società civile ha agito su una scala che ha superato se persino le nostre più rosee aspettative. Domani, ci aspettiamo che i nostri leader politici facciano lo stesso."

E siccome la principale causa dei cambiamenti climatici e' il consumo di fonti fossili, ad un certo punto la folla e' esplosa in un “Exxon Mobile, BP, Shell, take your oil and go to hell!”

C'erano anche medici in camice per protestare contro gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici. globale. La dottoressa Erica Frank, che si occupa di medicina preventiva in British Columbia dice semplicemente "Sarebbe irresponsabile per noi non fare nulla." Steve Auerbach,  pediatra di New York City aggiunge "L'inquinamento da anidride carbonica si traduce direttamente in asma, malattie cardiache e il cancro. I cambiamenti climatici sono un problema di salute globale".

Medici, vegani, ciclisti, hippy, femministe, studenti, cristiani, bambini, nativi americani, agricoltori e nonni: tutti d'accordo. Non fare niente contro i cambiamenti climatici e' terribile ed il momento di agire e' adesso e non domani.

La palla adesso va ai politici - il trivellatore Matteo Renzi incluso.

Qui le foto della bellissima Big Green Apple, domenica 21 settembre 2014.

Monday, September 1, 2014

Vaticano: divestite dalle fonti fossili!


Per puro caso, l'ENI in piazza San Pietro





Il gruppo 350.org, guidato da Bill McKibben, e' uno dei principali movimenti del mondo contro i cambiamenti climatici. Nel corso degli anni hanno lanciato varie iniziative, fra cui sit in alla Casa Bianca contro l'oleodotto Keystone XL dal Canada, o "Hands on the Sand", catene umane lungo la spiaggia contro le trivellazioni, evento ripreso anche in Italia.

Qualche anno fa hanno iniziato una campagna per chiedere ad universita' ed enti di pubblici di divestire dalle fonti fossili. In questi giorni hanno lanciato un nuovo appello: chiedere anche al Vaticano di divestire da petrolio e gas.

Il gruppo di Bill Kibben si ispira alla imminente enciclica di Papa Francesco sul ruolo dell'umanita' nella cura della Terra, e ricorda che se e' eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora e' anche eticamente sbagliato trarne profitti. E questo e' qualcosa su cui tutti possono essere d'accordo - cristiani ed atei.

Negli ultimi due anni, centinaia di universita', citta' e comunita' di fede in tutto il mondo hanno aderito all'iniziativa di divestire dalle fonti fossili.  Nel mese di giugno 2014, l'Universita' di Dayton in Ohio e' diventata la prima universita' cattolica ad impegnarsi nel divestimento. Ora e' il momento del Vaticano: papa Francesco ha l'opportunita' di aggiungere la sua voce -- e quella di 1.2 miliardi di cattolici -- alla richiesta di divestimento dalle fonti fossili.

Il Vaticano e' stato il primo stato del mondo ad emissioni zero di CO2, e questo e' un buon inizio.  Ma non basta: adesso viene chiesto al papa di usare il suo potere affinche' la Banca del Vaticano, con il suo bottino di 8 miliardi di dollari, cessi ogni investimento nell'industria fossile, perche' e' questa la principale responsabile dei cambinamenti climatici.

Il papa ne ha parlato in varie occasioni, ed e' evidente che sussiste un imperativo morale ad agire: se non facciamo nulla le conseguenze saranno disastrose, specie per i piu' vulnerabili.

La campagna per il divestimento dalle fonti fossili e' stata finora di gran successo: a Luglio il World Council of Churches, che rappresenta circa 500 milioni di persone ha votato per il divestimento. La Chiesa Cattolica non fa parte di questo gruppo.  Ad Aprile del 2014 vari gruppi religiosi dall'Australia e dal Nord America hanno scritto al Papa Francesco, illustrando perche' il divestimeno fosse un imperativo morale per la Chiesa Cattolica.

E' evidente che se la banca del Vaticano decidesse di seguire una strada simile, sarebbe un segnale forte anche per il nostro scellerato governo che pare ancorato in tutto e per tutto alle trivellazoni in ogni parte d'Italia.






Thursday, August 14, 2014

Mediterranean Oil and Gas, 12 Agosto 2014 - RIP






 Sergio Morandi

Chicco Testa - pensavate di poterci trivellare, eh?


''What a waste of 3 years time and effort.
Luckily I only lose about £30k, but don't cry,
I did ok out of one of my others recently '




La costa teatina, oggi

E' cosi' e' finita anche la Medoilgas di Londra.

Il giorno 11 Agosto 2014 l'acquisizione della Mediterranean Oil and Gas da parte della Rockhopper Exploratione' stata completata. Dal giorno 12 Agosto 2014 le azioni della Medoilgas, sotto il titolo MOG, non sono piu' valutate alla borsa di Londra.  Erano precedentemente scambiate sotto la sezione AIM - Alternative Investment Market - che permette maggior flessibilita' azionarie a ditte minori.

Oltre che in Italia, la Medoilgas aveva interessi a Malta ed in Francia, ma il suo principale progetto era Ombrina Mare in Abruzzo. Gia' l'anno scorso la Medoilgas aveva venduto alcune delle sue concessioni, alla Canoel di Canada alla ricerca di liquidita'.

Il direttivo londinese costituito da Keith Henry, William Higgs, Christopher Kelsall, Sergio Morandi, Peter Jackson and Enrico Testa si e' dimesso da ogni incarico. Keith Henry, il Chairman dell'esecutivo ha commentato il termine delle attivita' di Ombrina con queste parole:

“With this transaction now completed and the reins handed over to Rockhopper, I would like to take this opportunity to thank the Board of MOG, and in particular Bill Higgs and Chris Kelsall, as the executives stepping down from the Company, for their efforts in guiding MOG to this successful conclusion. I am delighted that the MOG team in Italy will continue to play an important role as they join the Rockhopper team, and I wish all of them good luck for the future”.

"Con il termine di questa transazione e con la guida ora passata alla Rockhopper, vorrei ringraziare l'esecutivo della Medoilgas e in particolare Bill Higgs e Chris Kelsall per i loro sforzi nello guidare la MOG verso questa conclusione in modo positivo. Sono contento che la squadra della MOG in Italia continuera' a giocare un ruolo importante come parte della Rockhopper e auguro loro buona fortuna per il futuro."

Sia Sergio Morandi che Enrico (Chicco) Testa avranno altri ruoli dirigenziali presso la Rockhopper, con sede presso le isole Falkland. Gli altri membri dell'esecutivo non saranno invece parte della Rockhopper.


Restano aperte molte domande: come si comporteranno le autoritia' italiane impegnate nella valutazione di autorizzazione integrata ambientale su Ombrina Mare, visto che la ditta proponente non esiste piu'? Come sara' possibile sapere se la Rockhopper Exploration avra' tutte le garanzie per operare Ombrina, visto che tutte le valutazoni espresse finora, su capitali sociali, su infrastrutture, su organizzaizione interna e con altre ditte, e' stata fatta sulla Medoilgas e non sulla Rockhopper? Occorre una valutazione ex novo?

Quale che sia la risposta a queste domande, un fatto resta certo: la Medoilgas ha chiuso i battenti per i troppi ritardi sul loro fiore all'occhiello, Ombrina Mare e questo grazie a noi, popolo d'Abruzzo - eche dal 2008 ad oggi ha ostacolato la Medoilgas con ogni mezzo dal primo giorno ad oggi.

La fine delle operazioni della Medoilgas deve darci fiducia e renderci ottimisti: sebbene come individui possiamo far ben poco, e' come collettivita' che abbiamo un enorme potere e la fine della Medoilgas ne e' prova.

 

Thursday, May 29, 2014

Medoilgas: l'AIA sara' approvata per fine 2014.





 Nel 2013 la Medoilgas ha perso 4.4 milioni di euro.
Nel 2012 ne aveva guadagnati 4.1

Nel 2013 ha avuto volume di affari per 8.4 milioni di euro
Nel 2012 il volume di affari era stato di 16.3 milioni.


Il crollo del valore in borsa a partire dal picco massimo dell'Ottobre del 2012


 Fra i motivi del declino della Medoilgas i "ritardi" su Ombrina Mare


I ritardi di Ombrina sono dovuti alla richiesta di AIA.
La Medoilgas e' gia' all'opera per completarla.

Dicono di completarla entro la fine del 2014.

E di trivellare Ombrina nel 2016.


Ecco il calendario previsto per Ombrina. 
Affermano che l'AIA sara' completata ed approvata entro la fine del 2014.

Caro Luciano D'Alfonso, ecco la prima prova per lei.
Chi l'ha preceduta e' stato totalmente inetto in tema ambiente.

Spero che si possa fare meglio con la sua amministrazione a partire da Ombrina.

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In data 21 Maggio 2014 si e' tenuta l'assemblea annuale generale della Medoilgas, a Londra. Fra i temi discussi l'andamento economico della Medoilgas, tuttaltro che roseo.

Il giro di affari della Medoilgas e' dimezzato rispetto al 2012, quando il volume di affari e' stato di circa 16 milioni di euro, a fronte degli 8 milioni del 2013. I ricavi si sono invece trasformati in perdite: nel 2012 la Medoilgas aveva guadagnato 4.1 milioni di euro che nel 2013 si sono trasformati in 4.4 milioni di perdite.

La Medoilgas guidata da Bill Higgs e' pero' ottimista per il futuro. Le speranze dei dirigenti della ditta inglese sono infatti tutte riposte in Ombrina Mare. All'assemblea degli azionisti ha infatti affermato che la procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale e' gia' inziata e che sara' completata entro la fine di Giugno 2014. Bill Higgs ha anche espresso fiducia che l'AIA sara' approvata entro la fine del 2014, essendo, a suo parere, solo un atto procedurale. Promette agli azionisti che le operazioni di sfruttamento di petrolio dalle coste abruzzesi iniziera' entro il 2016.

L'incubo Ombrina e' quindi tutt'altro che dissipato. E' questa una delle prime grandi questioni ambientali che il neo-governatore Luciano D'Alfonso e' chiamato ad affrontare. Le recenti dichiarazioni del ministro Federica Guidi e di Romani Prodi, a favore delle trivelle in Adriatico, non sono incoraggianti e mostrano una profonda ignoranza sul tema.  Diventa quindi fondamentale che la politica d'Abruzzo, a partire da D'Alfonso a tutti i parlamentari d'Abruzzo, di qualsiasi colore politico si facciano portavoci e in maniera ferma e decisa presso il governo centrale della necessita' di fermare Ombrina e di ripristinare la fascia di rispetto di almeno 12 miglia alle trivellazioni lungo tutte le coste italiane.

A livello regionale e' inoltre urgente che D'Alfonso riesamini la composizione, la competenza e il modus operandi dei membri del Comitato di Valutazione Impatto Ambientale, presieduto da Antonio Sorgi. A ridosso delle elezioni infatti, il TAR di Pescara ha accolto il ricorso della Forest Oil contro il diniego del permesso per l'estrazione di gas e la costruzione di una raffineria a Bomba,  in quanto le motivazioni espresse dal comitato VIA di Antonio Sorgi sono "laconiche e superficiali".

Non e' assolutamente accettabile che nonostante l'enorme sensibilizzazione, l'enorme mole di documenti sottomessi al comitato VIA, i numerosi incontri e interventi sulla stampa,  il comitato VIA non sia stato in grado di presentare documenti scientificamente validi, motivati e ben articolati. 

Il precedente governatore Gianni Chiodi e' stato del tutto inefficace sul tema petrolizzazione. Mi auguro che con Luciano D'Alfonso si possa finalmente iniziare una nuova era di vera competenza, di efficacia, di azione, e di enti governativi che fanno gli interessi della gente e non dei petrolieri.