.

.
Showing posts with label diocesi. Show all posts
Showing posts with label diocesi. Show all posts

Friday, March 17, 2017

La chiesa si solarizza -- i cambiamenti climatici un attacco alla sacralita' della vita


Il Vaticano




Electrician Matt Fausher of Sullivan Solar Power installs solar panels on the roof of a classroom building at Saint John the Evangelist School in Encinitas on Dec. 1, 2016.
Saint John the Evangelist School, Encinitas, CA 



Townsville, Queensland, Australia
31 scuole cattoliche al sole, risparmio di 250mila dollari l'anno 



---- 

Non sono belle queste foto? 
 Che uno sia credente o no, e' bello vedere persone che fanno cose buone
con il loro tempo, i loro soldi, la loro energia


-----

If we want to leave our children an inhabitable earth, 
if we have a responsibility to the unborn, 
we have a responsibly to act on climate



We are depleting the resources of the created order at such a rate 
that humanity won’t be able to survive 
unless we change the patterns that we’ve been engaged in

 Robert McElroy, vescovo di San Diego









We’re talking about hundreds of millions going to be impacted, particularly the innocent. 
That’s where it becomes a religious issue.
Veerabhadran Ramanathan, 
Scripps Institute San Diego



Tutti sappiamo, nel bene e nel male, quanto importante sia per la chiesa cattolica opporsi all'aborto e alla pena di morte. E questo perche' secondo il credo cristiano la vita e' sacra, sempre. 

E i cambiamenti climatici? Quelli non sono un attacco alla sacralita' della vita del creato, inteso nel senso piu' ampio della parola - l'uomo, le specie animali e vegetali?

E' una domanda che si sono posti anche i vescovi americani che pian piano, da San Diego ad Atlanta,  iniziano a diffondere il messaggio che i cambiamenti climatici sono un si, un vero e proprio attacco alla sacralita' della vita.  I fedeli vengono chiamati ad abbassare i propri livelli di consumismo,  mangiare meno carne, guidare di meno, installare apparecchi salva-energia, pannelli solari e mettere pressione ai propri leader politici, spinti dall'enciclica Laudato Si di Papa Francesco di un anno fa.

C'e' anche una componente di giustizia sociale: spesso sono i piu' poveri a soffrire di piu' per carestie e alluvioni causate dai cambiamenti climatici, gente che non ha causato i disastri e che meno possono permettersi di resistere, perche' economicamente svantaggiati. 

Sarah Spengeman e' la direttrice di Catholic Climate Covenant, una non-profit creata nel 2006 per sensibilizzare il clero a fare di piu. Lei dice senza indugio che certamente i cambiamenti sono un assalto alla vita e che la gente muore per colpa di siccita' alluvioni, tempeste portate dal clima non-naturale.

Nell'autunno del 2016 la conferenza episcopale dei vescovi cattolici americani e Catholic Climate Covenant hanno formalizzato un programma di mobilitazione per agire dopo l'enciclica del papa.
Negli USA ci sono 195 vescovi e 19000 preti. 

E sono partiti.

Hanno deciso di dare piu' spazio nei bollettini della chiesa a iniziative green e di dover parlare di piu' di cambiamenti climatici e di ambiente durante le prediche, negli incontri dove si parla di bibbia, e in generale in tutti i mezzi di comunicazione della chiesa.

Fra le arcidiocesi piu' attive, quella di Chicago dove le parrocchie cambiano: installano sistemi di risparmio energetico e mettono pannelli solari sui tetti di scuole e chiese.

A San Diego gia' 24 chiese hanno i tetti al sole ed entro pochi anni tutte le 99 chiese della diocesi avranno installato pannelli fotovoltaici.

La parrocchia detta "Our Mother of Confidence" di San Diego, e' passata al solare, usa lampadine LED e hanno pure messo dei speciali filtri ai vetri in modo da ridurre il consumo di aria condizionata. Ogni anno fanno 30,000 dollari di meno di costi per l'elettricita'.

Iniziative simili arrivano da Atlanta, Iowa, New Mexico, e in verita' da tutto il mondo. 

La chiesa cattolica ha il maggior numero di aderenti di qualsiasi altra religione qui negli USA. Il fatto che sia cosi impeganata contro i cambiamenti climatici e' utile perche' da l'esempio agli altri gruppi. E certo aiuta che il Papa abbia una cosi grande visbilita' a livello mondiale e che sia stato cosi chiaro sull'urgenza di agire contro le fonti fossili e in favore dell'ambiente.

Non tutti sono cosi progressisti. Alcuni professori cattolici, come Jay Richards della Catholic University of America a Washington, dice che i cambiamenti climatici non sono necessariamente immorali.

Il vescovo di San Diego, Robert McElroy dice che occorre che la chiesa faccia di piu' per dare l'esempio ai fedeli, e che occorrre un dialogo maggiore fra gente di chiesa, di scienza e della vita normale. 

E' quasi ironico che l'arrivo di Trump e il suo negazionismo, la sua contrarieta' agli accordi di Parigi,  abbiano maggiormente galvanizzato le persone, e anzi c'e' una sorta di partnership fra le parrocchie e gli scienziati, con lo scopo comune di proteggere il pianeta,  e questo grazie anche al carisma di papa Francesco.

E non ci sono gli USA: tutte le 31 scuole relogiose di Townsville in Queensland, Australia si sono solarizzate con un risparmio di 250mila dollari. Chiese al sole ci sono anche in Germania, Canada, e credo in mille altri posti. Spesso sono i fedeli che fanno le raccolte fondi per installare il fotovoltaico sui tetti. Speriamo che queste cose arrivino, prima o poi, e mutatis mutandis, anche in Italia.

A dire il vero, da questo punto di vista abbiamo gia' il record di solare del mondo: e' il Vaticano, dove un investimento da $660 millioni di dollari su un impianto fotovoltaico di 100MW ha fatto del Vaticano la prima nazione del mondo per le rinnovabili.

Siamo a 200watt a test. Seconda, per fare un paragone, e' la Germania con 80 watt a testa.  Anche se piccolo, il Vaticano genera sufficente energua elettrica per alimentare le sue 40,000 famiglie.

Un caro saluto a Carmine Miccoli, che so che ha fatto del messaggio di salvaguardare la terra un vero impegno, e anche ai tre vescovi d'Abruzzo che nel 2008 si fecero promotori del no al centro oli di Ortona, Carlo Ghidelli, Bruno Forte e Tommaso Valentinetti.



Saturday, April 4, 2015

Bill e Melinda Gates: divestitono un miliardo di dollari da BP ed Exxon


The Bill and Melinda Gates Foundation
 abbandona la BP ($187 milioni) 

Aveva gia' abbandonato la Exxon ($824 milioni) 
Dal 2014 hanno mollato l'85% dei loro investimenti in oil and gas 

 Il fondo ha 40 miliardi di dollari 

Nel 2014 avevano 1.4 miliardo di dollari in oil and gas. 
Restano ora $200 milioni

Varie organizzazioni chiedono che divestano la restante percentuale
dei loro investimenti in oil and gas perche' e' inconsistente con la loro 
missione di promuovere salute e benessere a livello globale.
Si chiede loro anche di prendere posizioni pubbliche contro 
l'estrazione di petrolio e i cambiamenti climatici


“We are thrilled that the Gates foundation continues to divest from fossil fuel stocks, but it’s time to divest the rest. Investing in oil companies is completely inconsistent with the Gates foundation mission to ensure that everybody has the chance to live a healthy, productive life"

Alec Connon


“They’re moving their financial capital - now it’s time to use their moral capital and publicly commit to divestment. By taking a public stand, Bill and Melinda Gates could help change the debate and speed up the international response to global warming.” 

Mike McGinn, sindaco di Seattle


A causa del crollo dei prezzi del petrolio, 
avrebbero guadagnato 1.9 miliardi di dollari.

 
-----
Aprile 2015




Per firmare la petizione e' tutto qui



"To Bill and Melinda Gates, founders of the Bill and Melinda Gates Foundation; Jeremy Farrar and Sir William Castell, director and chair of the Wellcome Trust"

Your organisations have made a huge contribution to human progress and equality by supporting scientific research and development projects. Yet your investments in fossil fuels are putting this progress at great risk, by undermining your long term ambitions.

Climate change poses a real threat to all of us, and it is morally and financially misguided to invest in companies dedicated to finding and burning more oil, gas and coal.

Many philanthropic organisations are divesting their endowments from fossil fuels. We ask you to do the same: to commit now to divesting from the top 200 fossil fuel companies within five years and to immediately freeze any new investments in those companies."


















Dodici milioni di dollari gia' investiti in operazioni petrolifere sono stati ritirati.


----

La Chiesa scozzese “United Reformed Church of Scotland” è una piccola congregazione con 60,000 membri attivi. Come tutte le associazioni ha un fondo di investimenti, di cui circa il 4% erano in azioni di gas, petrolio e carbone, fra cui quote in Shell e Total.

In questi giorni delle festività pasquali hanno annunciato che smetteranno di investire sulle fonti fossili per un totale di 70,000 sterline. Il reverendo John Humphreys, rappresentante della chiesa di Scozia ha detto che spera che anche altre chiese nel mondo, grandi e piccole facciano la stessa cosa e che possano prendere iniziative etiche man mano che il pericolo dei cambiamenti climatici cresce.

L’esempio della chiesa di Scozia può sembrare poco, ma questa congregazione è solo una delle 220 associazioni che hanno aderito all’idea di ‘divestire’ dalle fonti fossili come promosso da 350.org nel 2010. Ci sono università, fondi pensione e agenzie filantropiche.

Gli scozzesi hanno risposto alla proposta del World Council of Churches, organismo che raccoglie 345 denominazioni di matrice cristiana, in rappresentanza di circa 500 milioni di persone e che già nel 2014 aveva chiesto ai propri membri di non investire più in fonti fossili. La più numerosa Chiesa d’Inghilterra sta valutando la stessa proposta, mentre alcune diocesi, fra cui quelle di Birmingham e di Oxford hanno già ratificato l’abbandono di petrolio e carbone.

Qualche giorno fa è arrivato anche l’impegno della Syracuse University il cui fondo di $1,2 miliardi di dollari sarà interamente fossil-free. Ma il regalo più bello arriva da The Guardian Media Group: anche questo un colosso di 1,2 miliardi di dollari che saranno tutti fuori dal petrolio. Il direttore del giornale, Alan Rusbridger, ha detto: “Quello che è nato come un ruscelletto, è ora un fiume in piena e presto sarà torrenziale.

The Guardian ha fatto di più: ha chiesto a Bill e Melinda Gates, titolari di una delle più grandi associazioni umanitarie della storia per quantità di denaro disponibile, circa 43 miliardi di dollari, di divestire dalle fonti fossili. E’ infatti contradditorio investire in petrolio e gas da un lato e poi promuovere progetti per la salute pubblica o per mitigare i cambiamenti climatici, dall’altro. Bisogna essere coerenti. E quindi, uno dei giornali più progressisti del Regno Unito ufficialmente chiede ai coniugi Gates di fare la cosa giusta.

Hanno già divestito Stanford University, la Città di Oxford, la Contea di San Francisco, e pure la Rockefeller Foundation, creata sul patrimonio di uno dei più grandi petrolieri della storia: John Rockefeller.

Qui la lista di chi ha divestito dal petrolio nel mondo.

Dall’Italia non vedo nessuno. Chi inizierà?

Wednesday, June 22, 2011

La Chiesa per il Parco, contro gli speculatori

Il Parco della Costa Teatina,
al contrario di quanto viene
strumentalmente affermato
da diversi soggetti propugnatori
di una visione distorta della realtà (...)
significherà un'importantissima
occasione di rilancio
dell'agricoltura e del tessuto
economico locale


Padre Carmine Miccoli
Conferenza Episcopale d'Abruzzo e di Molise
22 Giugno 2011


La Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana e' sempre stata vicino ai cittadini nella difesa del territorio contro le speculazioni dei petrolieri. Oggi, il clero regionale ci fa sentire di nuovo la sua vicinanza grazie alle parole del Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale, padre Carmine Miccoli.

Ecco le sue parole:

----------------

Quest'intervento nasce dalla riflessione personale, mia e di tanti/e uomini e donne abruzzesi con cui mi sono confrontato, dal Magistero sociale della Chiesa e dalla Parola di Dio, riguardo un tema da diversi mesi al centro del dibattito locale: l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina.


L'Abruzzo sta vivendo da anni situazioni politiche ed economiche minacciose e terribili che hanno profondamente ferito una terra e un popolo "forte e gentile". Le preoccupazioni che già i Vescovi della CEAM (Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana) espressero nel 2008 nel loro Messaggio per la Giornata per la Salvaguardia del Creato, "Una nuova sobrietà per abitare la Terra", sono più che attuali. In quella lettera, la prima preoccupazione era rivolta alla costruzione del cosiddetto "Centro Oli" ENI ad Ortona e dei pericoli che avrebbe comportato: "È a rischio una delle zone più belle della nostra costa, dove la produzione enogastronomica è a livelli di eccellenza. Si tratta per di più di tecnologie considerate da tanti studiosi ormai obsolete e che diversi paesi hanno già abbandonato". Oggi quel rischio è ancora più grave e riguarda l'intera regione: oltre il 50% dell'intero territorio abruzzese è interessato da richieste di concessioni e progetti di trivellazione e trasformazione di idrocarburi. Diventa sempre più necessario e urgente che chiunque abbia a cuore il bene comune intervenga e faccia sentire forte il proprio grido contro questa minaccia.

Purtroppo, questa realtà non è la sola a mettere a rischio l'ambiente naturale e sociale della nostra terra. Risuona ancora l'eco delle parole pronunciate da Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e teologo di prestigio internazionale, contro la cementificazione selvaggia e la distruzione di un patrimonio naturale di bellezza inestimabile. L'uomo sta distruggendo, giorno dopo giorno, la creazione di Dio di cui è stato fatto custode: ciò è inaccettabile, ancor di più per chi si definisce credente.



In questo momento ha ripreso vigore l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, un progetto arenatosi da tanti, troppi anni. L'istituzione del Parco è uno dei pochissimi argini verso le situazioni gravissime di devastazione ambientale come quelle appena descritte.

Il Parco della Costa Teatina, al contrario di quanto viene strumentalmente affermato da diversi soggetti propugnatori di una visione distorta della realtà, lontana dall'attenzione al bene comune di cui pur si dicono difensori, non rappresenterà minimamente la morte dell'agricoltura e delle attività produttive del nostro territorio. Al contrario, esso significherà un'importantissima occasione di rilancio dell'agricoltura e del tessuto economico locale, messo a dura prova da una gravissima crisi economica che rischia di distruggere (come in parte è già avvenuto) migliaia di posti di lavoro.

Siamo davanti a un bivio riguardo il futuro della nostra costa e dell'intero Abruzzo: l'avvelenamento del nostro territorio (aria, suolo, acqua); la minaccia gravissima alla nostra salute delle trivelle petrolifere; la speculazione economica e la malapolitica, che continuano a favorire la cementificazione irresponsabile, causa della distruzione di un'immenso e inestimabile patrimonio di vita, da un lato; la tutela e la valorizzazione sociale ed economica della nostra costa, della biodiversità marina e terrestre, dello sviluppo sostenibile e partecipato, dall'altro, con l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina.



Auspico fortemente che gli amministratori locali e regionali e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del bene comune e del futuro della nostra terra, scelgano ciò che è moralmente doveroso e responsabile, rompendo presto ogni indugio: si completi il prima possibile l'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, si scaccino definitivamente interessi egoistici e falsamente rappresentativi, si abbia il coraggio di scelte forti e lungimiranti per la vita piena del nostro Abruzzo migliore.



d. Carmine Miccoli

Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Sunday, January 16, 2011

Ciao vescovo Ghidelli!


A Padre Giustino D'Orsogna (1912-1985)
per la sua coerenza,
che ero troppo bambina per capire.

Ieri l'ultima messa del vescovo Ghidelli a Lanciano, prima del suo ritorno a Milano, dove sara' parroco. A lui, un sincero grazie, come anche al resto della conferenza episcopale abruzzese e molisana, perche' alla fine, hanno scelto di stare dalla parte giusta. Con la gente, in difesa del creato e delle sue creature e contro lo sfruttamento di ENI e compagni.

Ho avuto modo di avere a che fare con diversi vescovi in questo tempo, e sono contenta che quelli d'Abruzzo abbiano fatto la loro parte. Non solo per l'ambiente, ma anche perche' hanno fatto sentire alle persone, a me, di essere meno soli. Mi auguro che questo possa continuare, per il petrolio, per tutto il nostro vivere comune.

E secondo me e' proprio qui il motivo della disaffezione delle nuove generazioni verso la chiesa in Italia. La mancanza di veramente capire la gente, calarsi al nostro livello, parlare di cose che sono importanti per noi.

Spesso mi chiedo cosa faccia - in generale - il clero "importante", non solo per il petrolio, ma anche per le altre questioni morali, etiche, ambientali del nostro paese. Ci sono spesso degli eroici sacerdoti, o casi unici come il clero d'Abruzzo che, compatto e spinto anche dalla cittadinanza, prende posizioni contro l'ENI, ma nel complesso la Chiesa degli alti piani troppo spesso e' latitante sui problemi veri dell'Italia.

E' molto facile parlare, come fanno spesso, dell'ambiente o della moralita' in generale. E' piu' difficile calarsi nel particolare, fare nome e cognome e dare pane al pane e vino al vino e fare la cosa giusta.

Gia' il silenzio della chiesa su tutti gli sceneggiati Berlusconi-amanti o anche le bestemmie che devono essere contestualizzate, sono abbastanza vergognose.

Che dire poi di Radio Maria e le antenne vaticane, che sfondano tutti i limiti possibili di tolleranza umana, causando il proliferare di leucemie in chi ci abita vicino. E ancora, la gente che muore all'ILVA di Taranto, a Gela, a Mantova. I pozzi selvaggi in Basilicata, le discariche abusive e il proliferare di tumori a Napoli. Gli operai che muoiono nei cantieri, la FIAT che non li vuole far mangiare prima che finisce il turno. E mille altri esempi.

Ma non e' vita pure questa?

Perche' tutto si risolve in lotte sul preservativo, l'aborto e l'eutanasia e tutto il resto non conta?

Perche' hanno paura di mettersi contro il potere? Sono in una posizione invidiabile per fare il bene vero delle comunita' in cui si trovano, e invece, troppo spesso le loro prediche si risolvono in "fate i bravi".

Che dire.

Forse sta anche a noi cittadini cercare di coinvolgerli di piu, stimolarli, spiegargli le cose e dirgli che la loro voce e' importante.

Non sono un teologo, ma la frase "non sono venuto su questa terra per portare la pace, ma una spada" ho sempre pensato che si riferisse al fatto che il cristianesimo non accetta lo status quo, ma ci da una spada da usare senza paura per il bene dell'umanita', e per la Vita, tutta quanta.

Ciao Vescovo Ghidelli, e grazie.


----

In occasione dell'ultima messa che Monsignor Carlo Ghidelli celebrera' in Abruzzo in data 18 Gennaio 2011, il WWF Zona Frentana e Costa Teatina e la Dott.ssa Maria Rita D'Orsogna della California University salutano con affetto e commozione il vescovo Ghidelli.

Ricordiamo con gratitudine il coraggio mostrato dal Vescovo Ghidelli e dai suoi colleghi Forte, Seccia, Molinari e Valentinetti nel salvare la nostra regione dall'attacco di petrolieri da ogni parte del mondo, e il peso determinante che hanno avuto nella nostra battaglia comune la voce e gli scritti dell'intera Conferenza Episcopale Abruzzese e del Molise.

Cogliamo l'occasione per augurare a Monsignor Emidio Cipollone una buona transizione alla guida dell'Arcidiocesi di Lanciano e di Ortona, augurandoci che la voce della Chiesa in difesa del Creato e delle sue Creature, da petrolieri e speculatori di vario genere, non manchi mai.

Friday, June 20, 2008

Un silenzio assordante


L'otto maggio 2008 scrissi per l'ennesima volta ai rappresentanti della chiesa cattolica abruzzese chiedendo loro di prendere posizioni nette e decise sulla questione della petrolizzazione dell'Abruzzo. Avevo scritto gia' ai tre vescovi Valentinetti, Forte e Ghidelli fin dallo scorso inverno. Sia Valentinetti che Forte mi risposero in modo privato, dicendomi che avrebbero pensato ad un intervento comune ma che intanto occorreva pregare (Forte) e che ci avrebbero lavorato (Valentinetti). Da Ghidelli il nulla.

Non approvo molte cose dell'operato della chiesa in Italia, troppe ingerenze nella vita di un paese che si proclama laico (vedi leggi sulla fecondazioni artificiali e l'invito a non votare (!!), i matrimoni vietati agli invalidi, una difesa quasi ossessiva della famiglia tradizionale), ma mi ritengo cattolica perche' alla fine dei conti il messaggio che e' alla base del cristianesimo e' fra i piu' belli che io abbia mai sentito - ama il prossimo tuo come io ho amato voi. Cattolica si, ma da persona critica.

Fatta questa premessa, e data l'enorme influenza della chiesa dalle nostre parti, ho pensato fin dall'inzio che una volta spiegato ai vari vescovi i problemi legati al petrolchimico in Abruzzo, e che io sono contraria da persona informata e libera, che parlo sulla base di dati scientifici, che sono diniteressata e che non me ne viene in tasca niente, loro avrebbero detto o fatto qualche cosa e che ci sarebbero rimasti sbalorditi e impazienti di agire tanto quanto me all'inizio di questa storia. Alla fine dei conti, la vita e' vita sempre, no? Che differenza c'e' fra la difesa di un bimbo abortito ed uno che respira idrogeno solforato a regime costante?

Ho mandato a tutti a tre copie stampate del report di 40 pagine che ho scritto, una lettera dettagliata, ho speigato tutto quello che c'era da spiegare, e sono stata paziente finora. Il risultato? Silenzio. La cosa mi sgomenta, mi arrabbia, mi fa vergognare. L'ho gia' detto, non mi interessano le ragioni di stato, la realpolitik, gli intrallazzi e i castelli di carta che si devono tenere in piedi. Lo trovo vergognoso che non un membro della chiesa in Abruzzo abbia detto nulla, almeno a quanto mi risulti.

Dunque, visto che non posso fare molto di piu' su questo tema, pubblico qui l'ultima lettera che scrissi loro, appunto in data 8 Maggio 2008. Ho atteso finora un qualche presa di posizione, ma non c'e' stato nulla. Il silenzio. Nei prossimi giorni mettero' su, l' unica risposta, privata, che ho ottenuto.

-----

Carissimi Vescovi,

ho gia' scritto a tutti in precedenza, e a parte vaghe promesse fatte a me personalmente, non ho, a tuttoggi, visto alcuna presa di posizione pubblica della chiesa abruzzese contro il petrolio in abruzzo. E' scandaloso che non abbiate fatto nulla finora.

Da cattolica praticante, sono profondamente ferita ed indignata del vostro silenzio e mi sento abbandonata. Non usero' mezze parole ma saro' schietta. Non e' accettabile che non diciate nulla. Ponzio Pilato, se posso ricordarvelo, non e' stato giudicato troppo bene dalla storia
ed il vostro silenzio, secondo me, vi rende piu vicini al suo comportamento che al messaggio autentico di Gesu' Cristo.

Pregare non e' sufficiente, occorre sporcarsi le mani, occorre prendere posizioni, occorre stare con il popolo, aiutarli, guidarli, darsi da fare. Gesu' amava la gente e non aveva paura a sporcarsi le mani con questioni pratiche, volte anche al benessere fisico e di salute dei suoi
seguaci. Gesu' diede da mangiare alla sua gente, li risuscito' dai morti, li curo' dalle malattie. Sono sicura che non sarebbe stato zitto di fronte alla possibilita' di dare ai suoi fratelli un bel tumore a causa di impianti petroliferi.

NON E' UNA QUESTIONE DI POLITICA: la salute e' un bene prezioso, e la chiesa DEVE difendere la vita dei vivi al pari di quella dei nascituri e dei moribondi. E' cosi difficile capirlo?

Perche' la morte di un neonato per aborto terapautico e' piu' importante di quella di un bimbo che morira' perche' la mamma ha respirato i fumi velenosi delle raffinerie? Questo fatto e' scientificamente provato: le donne che vivono vicino agli impianti petroliferi hanno maggiori rischi di aborti spontanei. Quelle non sono forse vite? E la gente che si ammalera' di tumore? Quella non e' vita? A Falconara dove gia' esiste una raffineria i tassi di leucemie e di tumore sono superiori e di gran lunga che in altre parti delle Marche.

Al largo di San Vito e di Ortona gia' si sono osservate delle macchie di catrame ed e' solo l'inizio. Quella roba e' CANCEROGENA e finira' nella catena alimentare. La raffineria di Ortona emettera' veleni che la gente respirera'. Vi ho mandato un report, a ciascuno di voi, con oltre 100 citazioni medico-scientifiche. E' tutto chiaro, e solo chi e' in malafede puo' contestare le veridicita' dei fatti: il petrolio si estrae e si raffina nei deserti e non fra la gente.

La TV ha fatto dei servizi su Gela e i bimbi che nascono deformi a causa degli inquinanti petroliferi, su Viggiano e la fine dell'agricoltura li, il papa ha detto che inquinare e' un peccato, di quante piu prove avete bisogno?

Quanto e' difficile essere UOMINI di Chiesa e non timidi prelatini alla Don Abbondio? Se non prendete posizioni voi e chi deve farlo? La gente normale sta facendo degli sforzi sovrumani per proteggere la terra, e voi cosa fate? Dove siete? Perche' tacete? Di cosa avete paura? Abbiamo
bisogno di voi, ora piu' che mai.

Esiste anche il peccato di omissione. Star zitti, secondo me, e' inaccettabile. Non mi importa il quieto vivere, non mi importano gli accordi che avete per promuovere il turismo religioso coi vari sindaci, non mi importa se siete di destra o di sinistra, non mi importa quale arcidiocesi sia competente, la VITA deve venire prima di ogni altro calcolo, prima di ogni altra paura, prima di ogni altro compromesso.

Questo e' quello che il Vangelo ha insegnato a me. Spero che vogliate essere piu' attivi ed impegnarvi maggiormente. Attendo che prendiate posizioni pubbliche.


Sincerely,

Maria R D'Orsogna