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Sunday, January 16, 2011

Ciao vescovo Ghidelli!


A Padre Giustino D'Orsogna (1912-1985)
per la sua coerenza,
che ero troppo bambina per capire.

Ieri l'ultima messa del vescovo Ghidelli a Lanciano, prima del suo ritorno a Milano, dove sara' parroco. A lui, un sincero grazie, come anche al resto della conferenza episcopale abruzzese e molisana, perche' alla fine, hanno scelto di stare dalla parte giusta. Con la gente, in difesa del creato e delle sue creature e contro lo sfruttamento di ENI e compagni.

Ho avuto modo di avere a che fare con diversi vescovi in questo tempo, e sono contenta che quelli d'Abruzzo abbiano fatto la loro parte. Non solo per l'ambiente, ma anche perche' hanno fatto sentire alle persone, a me, di essere meno soli. Mi auguro che questo possa continuare, per il petrolio, per tutto il nostro vivere comune.

E secondo me e' proprio qui il motivo della disaffezione delle nuove generazioni verso la chiesa in Italia. La mancanza di veramente capire la gente, calarsi al nostro livello, parlare di cose che sono importanti per noi.

Spesso mi chiedo cosa faccia - in generale - il clero "importante", non solo per il petrolio, ma anche per le altre questioni morali, etiche, ambientali del nostro paese. Ci sono spesso degli eroici sacerdoti, o casi unici come il clero d'Abruzzo che, compatto e spinto anche dalla cittadinanza, prende posizioni contro l'ENI, ma nel complesso la Chiesa degli alti piani troppo spesso e' latitante sui problemi veri dell'Italia.

E' molto facile parlare, come fanno spesso, dell'ambiente o della moralita' in generale. E' piu' difficile calarsi nel particolare, fare nome e cognome e dare pane al pane e vino al vino e fare la cosa giusta.

Gia' il silenzio della chiesa su tutti gli sceneggiati Berlusconi-amanti o anche le bestemmie che devono essere contestualizzate, sono abbastanza vergognose.

Che dire poi di Radio Maria e le antenne vaticane, che sfondano tutti i limiti possibili di tolleranza umana, causando il proliferare di leucemie in chi ci abita vicino. E ancora, la gente che muore all'ILVA di Taranto, a Gela, a Mantova. I pozzi selvaggi in Basilicata, le discariche abusive e il proliferare di tumori a Napoli. Gli operai che muoiono nei cantieri, la FIAT che non li vuole far mangiare prima che finisce il turno. E mille altri esempi.

Ma non e' vita pure questa?

Perche' tutto si risolve in lotte sul preservativo, l'aborto e l'eutanasia e tutto il resto non conta?

Perche' hanno paura di mettersi contro il potere? Sono in una posizione invidiabile per fare il bene vero delle comunita' in cui si trovano, e invece, troppo spesso le loro prediche si risolvono in "fate i bravi".

Che dire.

Forse sta anche a noi cittadini cercare di coinvolgerli di piu, stimolarli, spiegargli le cose e dirgli che la loro voce e' importante.

Non sono un teologo, ma la frase "non sono venuto su questa terra per portare la pace, ma una spada" ho sempre pensato che si riferisse al fatto che il cristianesimo non accetta lo status quo, ma ci da una spada da usare senza paura per il bene dell'umanita', e per la Vita, tutta quanta.

Ciao Vescovo Ghidelli, e grazie.


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In occasione dell'ultima messa che Monsignor Carlo Ghidelli celebrera' in Abruzzo in data 18 Gennaio 2011, il WWF Zona Frentana e Costa Teatina e la Dott.ssa Maria Rita D'Orsogna della California University salutano con affetto e commozione il vescovo Ghidelli.

Ricordiamo con gratitudine il coraggio mostrato dal Vescovo Ghidelli e dai suoi colleghi Forte, Seccia, Molinari e Valentinetti nel salvare la nostra regione dall'attacco di petrolieri da ogni parte del mondo, e il peso determinante che hanno avuto nella nostra battaglia comune la voce e gli scritti dell'intera Conferenza Episcopale Abruzzese e del Molise.

Cogliamo l'occasione per augurare a Monsignor Emidio Cipollone una buona transizione alla guida dell'Arcidiocesi di Lanciano e di Ortona, augurandoci che la voce della Chiesa in difesa del Creato e delle sue Creature, da petrolieri e speculatori di vario genere, non manchi mai.

Friday, October 10, 2008

La RAI al Feudo, Harvard a Vasto


E cosi, dopo tanti mesi, finalmente la RAI arriva a filmare le terre del Montepulciano e il nostro amore per salvare le viti, la nostra salute e il nostro futuro. In questi giorni si sono susseguite varie manifestazioni locali, il quotidiano la Stampa ha riportato due pagine sulla questione Abruzzo petrolizzato, Monsignor Forte, Ghidelli e Valentinetti hanno manifestato la loro contrarieta' all'Abruzzo petrolifero e domani ci saranno le telecamere. Spero vivissimamente che saremo in tanti, e che in tutta Italia possano vedere che non siamo una banda di matti ma gente normale che semplicemente vuole difendere cio che ha ed ama.

Domani mattina 11 Ottobre alle 9 di mattina, rimandiamo i nostri impegni, prendiamoci mezza giornata e andiamo tutti al Feudo. Naturalmente saro' li con il cuore. In serata per chi puo' il consueto sit in settimanale a Pescara. Per maggiori informazioni in merito ecco il sito di Emergenza Abruzzo.

Intanto, ecco cosa dicono di noi di recente:

The Irish Times nel Luglio 2008 nel consigliare agli Irlandesi di venirsi a comprare una casa in Abruzzo:

"Alongside some of Italy's best-preserved medieval and Renaissance hill towns, it's got some of the most dizzyingly beautiful natural scenery - two-thirds mountains, a third national park and some fabulous local wines such as Montepulciano d'Abruzzo."

Oltre a cittadine Rinascimentali e medievali fra le meglio conservate d'Italia, in Abruzzo ci sono panorami naturali bellissimi e da capogiro, per due terzi coperta da montagne, un terzo da parchi nazionali e vini favolosi come il Montepulciano d'Abruzzo.

"There are not many places where, should you be so inclined, you could be on a reputable ski slope and a Blue Flag sandy beach within the space of an hour and get dozens of hilltop villages full of empty ancient houses ripe for renovation."

Non ci sono molti posti dove, se ne avessi voglia, potresti essere prima su una rispettabile pista da sci e poi lungo una spiaggia sabbiosa e con la bandiera blu (beh, qui sorvoliamo!) nel giro di un'ora e con una montagna di villaggi piene di case antiche da restaurare.

Il Brisbane Times nell' Aprile 2008 invita gli Australiani a vistare l'Abruzzo

"Many visitors to Rome do not realise that a startling and intriguing contrast to the city is available within a 90-minute drive. Heading eastwards, visitors reach soaring peaks, Europe's southernmost glacier, uncontaminated nature and magnificent medieval churches. The Abruzzo, the region that occupies much of the centre of the peninsula, is dotted with ancient villages set amid imposing mountains. But it also flanks the Adriatic sea. It is as if Tibet were bordered by California."

Molti visitatori che vanno a Roma non sanno che esiste una realta' meravigliosa e intrigante molto diversa dalla citta' a soli 90 minuti dalla capitale. Verso est, visitatori possono ammirare montagne mozzafiato, il ghiacciaio piu' meridionale d'Europa e magnifiche chiese medievali. L'Abruzzo, la regione che occupa la maggior parte del centro della penisola, e' cosparsa di villaggi antichi fra montagne imponenti. Ma e' anche affiancata dal mare Adriatico. E' come se il Tibet confinasse con la California.

Addiritura Harvard, una delle piu' prestigiose universita' americane ha tenuto un programma estivo in Luglio 2008 IN ABRUZZO: Harvard a Vasto, e non e' fantasia!

Queste sono solo un po di iniziative che ho trovato in giro. Su Google si possono trovare tante altre cose: ho scovato un fotografo svedese che verra' ad insegnare un corso di fotografia all'Aquila, gente che vuole venirsi a sposare in Abruzzo, che vuole comprar casa.

Se solo avessimo una classe dirigente all'altezza della bellezza che abbiamo! Se come popolo fossimo tutti un po piu' intrapendenti e partecipassimo al bene comune! Il parco della costa teatina, i fiumi da ripulire, i siti inquinati da bonificare a Bussi e nei dintorni, i cementifici di Pescara e Lettomanoppello da cancellare. C'e' cosi tanto da fare, e da star bene, da star meglio come popolazione, economicamente, fisicamente, spirtualmente.

Non permettiamo ai petrolieri di distruggere tutto, e anzi usiamo questa guerra contro di loro per farci riscoprire l'orgoglio di essere Abruzzesi e soprattuto per tradurre questo orgoglio in impegno quotidiano.

Sunday, June 29, 2008

Arcivescovo, parte terza


Durante il fine settimana mi sono giunti vari email sul fatto che finalmente anche l'arcivescovo di Lanciano ed Ortona, Carlo Ghidelli, ha detto qualcosa sul centro oli. Non so bene cosa precisamente abbia dichiarato Ghidelli, ma spero che si sia trattato di qualcosa di forte, netto, inconfondibile. Che posso dire, c'e' voluto un anno, ma meglio tardi che mai.

Intanto, dopo la risposta dell'arcivescovo di Pescara, monsignor Valentinetti, ecco qui l'ultimo email che gli ho mandato, in data 9 maggio 2008. Dopo questo ultimo email non ci siamo piu' sentiti per varie settimane ed io ho pensato che non mi avrebbe mai piu' scritto. E invece, magicamente, dopo aver messo tutto sul blog qualche giorno fa Valentinetti mi ha chiamato al telefono per chiedermi di incontrarmi quando vengo in Italia. Coincidenza? Chissa...


Vescovo Valentinetti,

Grazie di cuore per la risposta immediata, lo apprezzo molto, ma resto molto preoccupata.

Di mia natura sono una persona preventiva e penso sempre che i guai vadano evitati piuttosto che dolersi dopo per le conseguenze, specie in questo caso che si tratta di circostanze veramente gravi.

Il discorso non riguarda piu' il centro oli di Ortona soltanto. Sono andata a guardare tutti i documenti che le varie ditte petrolifere che operano da noi rilasciano ai propri investitori. Ce ne sono tre: la Mediterranean Oil and Gas (inglese) la Petroceltic (irlandese) e l'ENI.

Nel complesso queste ditte vogliono trivellare tutto l'Abruzzo, dal mare all'entroterra, creando una vasta rete di oleodotti fra pozzi, mare, raffineria. Ci sono concessioni per oltre trenta pozzi marini ed altrettanti sulla terraferma, per trivellare a Sulmona, a Teramo, a Vasto, a Santa Maria Imbaro. Alcuni sono gia' operativi, come a Ortona, San Vito e Vasto.

Tutto questo e' scritto nei vari bollettini geologici e degli idrocarburi, pubblicati dal governo italiano e che, con lavoro certosino, ho scovato per internet. Le ditte a cui le estrazioni sono state concesse dichiarano senza mezzi termini che trivellare in Abruzzo e' facile: non ci sono grandi opposizioni da parte dei politici locali, la gente e' quieta, si pagano poche tasse, e le infrastrutture sono a portata di mano.

I loro programmi sono chiari: mandare il petrolio estratto in giro per la regione, ad Ortona via oleodotti o navi. Il mio punto di vista e' che data la portata del progetto e visto che il centro oli e' temporaneamente bloccato, intanto si portano avanti nelle cose che possono fare. Poi alla fine diranno: beh, abbiamo messo tutte queste tubature, aperto tutti questi pozzi, come non potete farci fare anche la raffinieria? Infatti, non solo le trivelle marine continuano ad operare nel mare, ma il porto di Ortona e' invaso da tubature pronte per essere installate.

Qual'e' il pericolo?

Le modalita' con cui operano i pozzi petroliferi in mare sono standard: ci sono vari fanghi e fluidi che aiutano il processo di perforamento e che sono composti di sostanze chimiche tossiche all'uomo, alla pesca, al mare. Queste sostanze vengone abitualmente riversate in mare. Uno studio canadese rifersice che un sola piattaforma rilascia nel mare cira 90 mila tonnellate di sostanze chimiche nel corso della sua esistenza. Le sostanze chimiche coinvolte sono benzene, cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame.

Studi sui pesci vicino alle piattaforme rivelano alto tasso di inquinamento ed in maggior parte di mercurio. Il fondale marino, ugualmente risulta contaminato, e a lungo andare la pesca scompare.

Gli incidenti sono sempre possibili, il piu' grave avvenne in Inghilterra nel 1988 con quasi 200 morti e innumeveroli quantita' di petrolio riversati in mare. La piattaforma si chiamava Piper Alpha.

A San Vito i giornali parlano solo di sassi sporchi di catrame, in realta' sono in contatto coi pescatori della zona che riferiscono che da circa due settimane i pesci sono molto meno abbondanti che prima, che periodicamente si vedono delle fumate nere che escono dai pozzi nel mare, e che ogni tanto ci sono delle strane schiume bianche chimiche che affiornano e che prima non si erano mai viste. Remote coincidenze? Forse, ma e' meglio prevenire certe cose piuttosto che poi dover riguardare con il senno di poi e dolersi.

E' di oggi che il sindaco di San Vito si pone contro il WWF per "procurato allarme". Questo attegiamento non portera' da nessuna parte secondo me, perche' il pericolo esiste. Dovunque uno voglia guardare l'esperienza petrolifera non porta mai nulla di buono: a Gela sono nati bimbi deformi a causa del benzene, a Falconara dove esiste
una raffineria i tassi di tumore al cervello e al sistemza linfatico sono di gran lunga superiori alla norma, cosi pure a Priolo e Ragusa dove sorgono impianti nel mare e dove per anni il mercurio e' stato buttato nel mare senza problemi.

In Florida esiste una cittadina che si chiama Pensacola, e al largo di quella citta' esistono dei giacimenti di petrolio non trivellati. Ebbene l'anno scorso decisero di vietare in maniera definitiva qualsiasi forma di sfruttamento dei pozzi perche' l'impatto sulla salute del mare e dell'uomo sarebbe stato troppo elevato. Li erano a 160 chilometri dalla costa qui siamo si e no a 10.

Molti di questi documenti sono sul web, se lei volesse qualche
riferimento sarei ben lieta di madarle qualsiasi testo. Alcuni sono qui:

www.csun.edu/~dorsogna/byron

e altre considerazioni sul mio blog: www.dorsogna.blogspot.com

In ogni modo, la esorto, se puo', a dire qualcosa adesso, ogni giorno piu che passa e' un altro giorno che regaliamo alle compagnie petrolifere per portarci indisturbati morte e distruzione. E' importante che la gente sappia che non abbiamo solo politici e petrolieri contro, ma che la chiesa e' con noi. Il vescovo della val di Noto si e'
apertamente schierato contro le trivelle, e cosi pure il Vescovo di Potenza che ha detto no ad una nuova raffineria a soli 20 chilometri da quella gia' esistente. E' veramente importante, e servirebbe per risvegliare le coscienze.

Di mia natura sono anche una persona pacifica, e mai mi sarei aspettata che questo ruolo di "attivista" venisse affidato proprio a me. Ma cos'altro avrei potuto fare? Qualcuno deve impegnarsi, ed e' toccato a me. Me la sono presa veramente a cuore, e non sarei tranquilla con la mia coscienza se non facessi tutto cio' che posso per salvare la mia terra. Il mio lavoro e' ora quasi un passatempo, nel senso che
trascorro la maggior parte del tempo, a scrivere email, a parlare con questo o quel gruppo di pescatori, documentaristi, studenti, e documentarmi su cosa significhino trivelle in mare, a leggere, a contattare giornali italiani nella speranza che qualcuno voglia parlare di questa storia a livello nazionale. L'Abruzzo, la gente, io, abbiamo bisogno di una sua parola.

Grazie mille,

Maria Rita

Thursday, June 26, 2008

La risposta dell'arcivescovo


Pubblico qui la risposta che mi diede l'arcivescovo Valentinetti dopo il mio email dell'8 Maggio. Ricordo che l'email era indirizzato oltre che a lui anche a Forte e a Ghidelli, arcivescovi di Chieti/Vasto e di Lanciano/Ortona, rispettivamente. Valentinetti invece e' l'arcivescovo di Pescara/Penne. Ghidelli e Forte non hanno risposto. Ecco cosa mi ha scritto Valentinetti:


Gentile dottoressa.
Ho appena letto la sua lettera molto sincera e schietta e per questa mattina mi sono dispensato dalla meditazione, visto che le sue affermazioni fanno molto riflettere. Le dico sinceramente comunque che la riflessione su questo argomento e su temi similari a quello da lei esposto mi accompagnano in continuazione. Chi le risponde sa molto bene quali sono i rischi e i pericoli di una raffineria petrolifera a ridosso della costa abruzzese e di tutti gli altri pericoli dovuti all'inquinamento in generale e a quello delle falde acquifere, problema molto scottante qui a Pescara.

Ma andiamo con ordine nel chiarire lo stato della questione a proposito di una presa di posizione dei vescovi dell'Abruzzo-Moliise. Nell'utima riunione della nostra conferenza episcopale avevamo deciso una dichiarazione comune. Lo stesso giorno e' uscita la notizia che la regione Abruzzo aveva bloccato, fino ad anno nuovo 2009, la decisione definitiva per la realizzazione dell'impianto, che doveva comunque essere riconsiderato. Pertanto, dopo rapida consultazione abbiamo deciso di aspettare nel dire la nostra parola che in quel momento sarebbe caduta praticamente nel vuoto.

Siamo gia' pronti ad uscire con una dichiarazione pubblica nel momento in cui questa decisione dovesse essere rimessa in discussione con la conseguenza di riprendere il
progetto della costruzione dell'impianto in contrada Feudo di Ortona. Vorremmo uscire con modalita' ben precise, in modo da essere efficaci incisivi e perche' no anche un tantino profetici (spero che questo lei ce lo vorra' ancora concedere, data la schiettezza della sua lettera). Se Lei ha notizie diverse a questo proposito, me lo faccia sapere e affronteremo la situazione, tra le tante altre di cui di solito ci occupiamo.

Per quanto riguarda la chiazza di petrolio a largo di Ortona - San Vito, non so da che cosa possa dipendere, del resto il porto di Ortona da decenni ospita lo scarico di derivati del petrolio a causa del deposito costiero dell'AGIP. Non mi risulta ad oggi che siano iniziati lavori per l'estrazione e la raffineria in contrada Feudo. Il Dott.Tanino Basti, direttore generale dell'ARTA, agenzia regionale per la verifica dell'ambiente, da me chiamato per avere notizie in merito a questa questione, mi tiene continuamente aggiornato sugli sviluppi della situazione. Comunque, ripeto se lei ha altre notizie sono ben lieto di conoscerle.

Concludo sperando di averle dato le notizie che desiderava, riconfermando la disponibilita' ad un intervento al momento giusto e chiedendo il dono di un po' di credito a noi poveri vescovi, che portiamo la carretta ed il peso della responsabilit? delle nostre comunita' locali. Su questo tema faremo il possibile ma spetta anche a laici maturi e seri come lei mobilitarsi per dire una parola non solo da un punto di vista scientifico e di salute pubblica ma anche da un punta di vista di salvaguardia del creato, in nome della fede. Lei l'ha fatto e la ringrazio, la comunita' cristiana purtroppo su questi e su altri temi e' un po lenta. Sono fiducioso pero' che qualcosa di positivo possa nascere e crescere.

Con il mio augurio e la mia benedizione. + Tommaso Valentinetti Arcivescovo di Pescara - Penne

Friday, June 20, 2008

Un silenzio assordante


L'otto maggio 2008 scrissi per l'ennesima volta ai rappresentanti della chiesa cattolica abruzzese chiedendo loro di prendere posizioni nette e decise sulla questione della petrolizzazione dell'Abruzzo. Avevo scritto gia' ai tre vescovi Valentinetti, Forte e Ghidelli fin dallo scorso inverno. Sia Valentinetti che Forte mi risposero in modo privato, dicendomi che avrebbero pensato ad un intervento comune ma che intanto occorreva pregare (Forte) e che ci avrebbero lavorato (Valentinetti). Da Ghidelli il nulla.

Non approvo molte cose dell'operato della chiesa in Italia, troppe ingerenze nella vita di un paese che si proclama laico (vedi leggi sulla fecondazioni artificiali e l'invito a non votare (!!), i matrimoni vietati agli invalidi, una difesa quasi ossessiva della famiglia tradizionale), ma mi ritengo cattolica perche' alla fine dei conti il messaggio che e' alla base del cristianesimo e' fra i piu' belli che io abbia mai sentito - ama il prossimo tuo come io ho amato voi. Cattolica si, ma da persona critica.

Fatta questa premessa, e data l'enorme influenza della chiesa dalle nostre parti, ho pensato fin dall'inzio che una volta spiegato ai vari vescovi i problemi legati al petrolchimico in Abruzzo, e che io sono contraria da persona informata e libera, che parlo sulla base di dati scientifici, che sono diniteressata e che non me ne viene in tasca niente, loro avrebbero detto o fatto qualche cosa e che ci sarebbero rimasti sbalorditi e impazienti di agire tanto quanto me all'inizio di questa storia. Alla fine dei conti, la vita e' vita sempre, no? Che differenza c'e' fra la difesa di un bimbo abortito ed uno che respira idrogeno solforato a regime costante?

Ho mandato a tutti a tre copie stampate del report di 40 pagine che ho scritto, una lettera dettagliata, ho speigato tutto quello che c'era da spiegare, e sono stata paziente finora. Il risultato? Silenzio. La cosa mi sgomenta, mi arrabbia, mi fa vergognare. L'ho gia' detto, non mi interessano le ragioni di stato, la realpolitik, gli intrallazzi e i castelli di carta che si devono tenere in piedi. Lo trovo vergognoso che non un membro della chiesa in Abruzzo abbia detto nulla, almeno a quanto mi risulti.

Dunque, visto che non posso fare molto di piu' su questo tema, pubblico qui l'ultima lettera che scrissi loro, appunto in data 8 Maggio 2008. Ho atteso finora un qualche presa di posizione, ma non c'e' stato nulla. Il silenzio. Nei prossimi giorni mettero' su, l' unica risposta, privata, che ho ottenuto.

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Carissimi Vescovi,

ho gia' scritto a tutti in precedenza, e a parte vaghe promesse fatte a me personalmente, non ho, a tuttoggi, visto alcuna presa di posizione pubblica della chiesa abruzzese contro il petrolio in abruzzo. E' scandaloso che non abbiate fatto nulla finora.

Da cattolica praticante, sono profondamente ferita ed indignata del vostro silenzio e mi sento abbandonata. Non usero' mezze parole ma saro' schietta. Non e' accettabile che non diciate nulla. Ponzio Pilato, se posso ricordarvelo, non e' stato giudicato troppo bene dalla storia
ed il vostro silenzio, secondo me, vi rende piu vicini al suo comportamento che al messaggio autentico di Gesu' Cristo.

Pregare non e' sufficiente, occorre sporcarsi le mani, occorre prendere posizioni, occorre stare con il popolo, aiutarli, guidarli, darsi da fare. Gesu' amava la gente e non aveva paura a sporcarsi le mani con questioni pratiche, volte anche al benessere fisico e di salute dei suoi
seguaci. Gesu' diede da mangiare alla sua gente, li risuscito' dai morti, li curo' dalle malattie. Sono sicura che non sarebbe stato zitto di fronte alla possibilita' di dare ai suoi fratelli un bel tumore a causa di impianti petroliferi.

NON E' UNA QUESTIONE DI POLITICA: la salute e' un bene prezioso, e la chiesa DEVE difendere la vita dei vivi al pari di quella dei nascituri e dei moribondi. E' cosi difficile capirlo?

Perche' la morte di un neonato per aborto terapautico e' piu' importante di quella di un bimbo che morira' perche' la mamma ha respirato i fumi velenosi delle raffinerie? Questo fatto e' scientificamente provato: le donne che vivono vicino agli impianti petroliferi hanno maggiori rischi di aborti spontanei. Quelle non sono forse vite? E la gente che si ammalera' di tumore? Quella non e' vita? A Falconara dove gia' esiste una raffineria i tassi di leucemie e di tumore sono superiori e di gran lunga che in altre parti delle Marche.

Al largo di San Vito e di Ortona gia' si sono osservate delle macchie di catrame ed e' solo l'inizio. Quella roba e' CANCEROGENA e finira' nella catena alimentare. La raffineria di Ortona emettera' veleni che la gente respirera'. Vi ho mandato un report, a ciascuno di voi, con oltre 100 citazioni medico-scientifiche. E' tutto chiaro, e solo chi e' in malafede puo' contestare le veridicita' dei fatti: il petrolio si estrae e si raffina nei deserti e non fra la gente.

La TV ha fatto dei servizi su Gela e i bimbi che nascono deformi a causa degli inquinanti petroliferi, su Viggiano e la fine dell'agricoltura li, il papa ha detto che inquinare e' un peccato, di quante piu prove avete bisogno?

Quanto e' difficile essere UOMINI di Chiesa e non timidi prelatini alla Don Abbondio? Se non prendete posizioni voi e chi deve farlo? La gente normale sta facendo degli sforzi sovrumani per proteggere la terra, e voi cosa fate? Dove siete? Perche' tacete? Di cosa avete paura? Abbiamo
bisogno di voi, ora piu' che mai.

Esiste anche il peccato di omissione. Star zitti, secondo me, e' inaccettabile. Non mi importa il quieto vivere, non mi importano gli accordi che avete per promuovere il turismo religioso coi vari sindaci, non mi importa se siete di destra o di sinistra, non mi importa quale arcidiocesi sia competente, la VITA deve venire prima di ogni altro calcolo, prima di ogni altra paura, prima di ogni altro compromesso.

Questo e' quello che il Vangelo ha insegnato a me. Spero che vogliate essere piu' attivi ed impegnarvi maggiormente. Attendo che prendiate posizioni pubbliche.


Sincerely,

Maria R D'Orsogna

Monday, March 10, 2008

Un nuovo peccato: inquinare


L'Osservatore Romano ha pubblicato in questi giorni una intervista al capo del Penitenziario Apostolico del Vaticano, un ente che si occupa di definire peccati e di decidere che assoluzioni dare. Il capo si chiama Gianfranco Girotti e a lui sono stati chiesti quali siano i "peccati dell'era moderna".

Girotti ha detto che mentre in passato il peccato era definito sulla base di comportamenti individuali, oggi il peccato deve essere inteso in una dimensione piu' ampia, piu' sociale, quando i nostri comportamenti hanno forti, negative conseguenze sulla collettivita'. Fra i peccati nuovi:

INQUINARE.

ENI, ci senti? Di Martino, ci senti? Fratino, ci senti? Andreussi, ci senti? Intanto nell'omelia domenicale, Benedetto XVI si dichiara preoccupato per la salute della Terra, per i cambiamenti ambientali e sta per fare installare dei pannelli solari nel Vaticano. Non mi risulta che vada a benedire raffinerie di petrolio.

La domanda che si agita dentro di me da molti mesi e a cui ho sperato per molto tempo
poter dare una risposta dignitosa, e' molto semplice: dov'e' la Chiesa abruzzese in questa storia del centro petroli? Dov'e' la Chiesa nella difesa nobile e giusta del territorio? Perche' non dicono nulla? Io stessa ho parenti preti-suore-insegnanti di religione. Dove sono? Perche' non prendono posizioni? A mio modesto avviso, il peccato non inizia e finisce con il sesso prematrimoniale e gli altri temi cari alla chiesa cattolica in Italia: distruggere l'ambiente e la vita di migliaia di famiglie che dipendono sull'agricoltura e sull'industria del vino e del turismo e' un peccato molto molto molto grave, secondo me. San Francesco e' il patrono d'Italia ed e' il protettore del creato e della natura, se ne sono scordati?

Ho scritto a tre arcivescovi - Forte, Valentinetti, Ghidelli. Ghidelli non mi ha mai risposto, mentre sia Forte che Valentinetti mi hanno fatto promesse di interventi. Forse la loro voce non mi e' giunta perche' vivo cosi' lontano, ma la Chiesa DEVE fare di piu'.

Ci tengo a precisare che vado a messa tutte le domeniche, ma sono veramente delusa dalla chiesa Abruzzese. Vorrei una Chiesa vera, una Chiesa che denunci, che si attivi, che non abbia paura di sporcarsi le mani e che sia accanto al popolo e non nelle loro torri d'avorio. Vorrei una Chiesa che non ha paura di prendere posizioni scomode, quando giuste. Vorrei una Chiesa coraggiosa, che inspiri il popolo, che lo guidi e non che stia li dietro le quinte a guardare. Gesu' Cristo venne non per mantenere lo status quo, ma per rivoluzionare la terra e migliorarla. Dove sono i suoi rappresentanti in Abruzzo?

Come fanno ad essere il sale della terra se ci lasciano da soli a combattere per proteggerla?