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Monday, September 1, 2014

Vaticano: divestite dalle fonti fossili!


Per puro caso, l'ENI in piazza San Pietro





Il gruppo 350.org, guidato da Bill McKibben, e' uno dei principali movimenti del mondo contro i cambiamenti climatici. Nel corso degli anni hanno lanciato varie iniziative, fra cui sit in alla Casa Bianca contro l'oleodotto Keystone XL dal Canada, o "Hands on the Sand", catene umane lungo la spiaggia contro le trivellazioni, evento ripreso anche in Italia.

Qualche anno fa hanno iniziato una campagna per chiedere ad universita' ed enti di pubblici di divestire dalle fonti fossili. In questi giorni hanno lanciato un nuovo appello: chiedere anche al Vaticano di divestire da petrolio e gas.

Il gruppo di Bill Kibben si ispira alla imminente enciclica di Papa Francesco sul ruolo dell'umanita' nella cura della Terra, e ricorda che se e' eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora e' anche eticamente sbagliato trarne profitti. E questo e' qualcosa su cui tutti possono essere d'accordo - cristiani ed atei.

Negli ultimi due anni, centinaia di universita', citta' e comunita' di fede in tutto il mondo hanno aderito all'iniziativa di divestire dalle fonti fossili.  Nel mese di giugno 2014, l'Universita' di Dayton in Ohio e' diventata la prima universita' cattolica ad impegnarsi nel divestimento. Ora e' il momento del Vaticano: papa Francesco ha l'opportunita' di aggiungere la sua voce -- e quella di 1.2 miliardi di cattolici -- alla richiesta di divestimento dalle fonti fossili.

Il Vaticano e' stato il primo stato del mondo ad emissioni zero di CO2, e questo e' un buon inizio.  Ma non basta: adesso viene chiesto al papa di usare il suo potere affinche' la Banca del Vaticano, con il suo bottino di 8 miliardi di dollari, cessi ogni investimento nell'industria fossile, perche' e' questa la principale responsabile dei cambinamenti climatici.

Il papa ne ha parlato in varie occasioni, ed e' evidente che sussiste un imperativo morale ad agire: se non facciamo nulla le conseguenze saranno disastrose, specie per i piu' vulnerabili.

La campagna per il divestimento dalle fonti fossili e' stata finora di gran successo: a Luglio il World Council of Churches, che rappresenta circa 500 milioni di persone ha votato per il divestimento. La Chiesa Cattolica non fa parte di questo gruppo.  Ad Aprile del 2014 vari gruppi religiosi dall'Australia e dal Nord America hanno scritto al Papa Francesco, illustrando perche' il divestimeno fosse un imperativo morale per la Chiesa Cattolica.

E' evidente che se la banca del Vaticano decidesse di seguire una strada simile, sarebbe un segnale forte anche per il nostro scellerato governo che pare ancorato in tutto e per tutto alle trivellazoni in ogni parte d'Italia.






Thursday, June 21, 2012

La Conferenza Episcopale d'Abruzzo: non trivellate Bomba!

Il giorno 23 Giugno 2012 - conferenza sul petrolio e sul territorio a Carpignano Sesia (Novara). 
Ne stiamo programmando altre per il Nord Italia a Settembre/Ottobre. Chi fosse interessato, mi contatti.


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Esce in questi giorni un nuovo comunicato da parte della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana, scritto da don Carmine Miccoli, rappresentante della Pastorale Sociale della Chiesa d'Abruzzo.

Inanto grazie mille e con affetto alla CEAM, ai suoi vescovi e a don Miccoli per la sensibilita e la vicinanza a noi, persone normali. E' questo il cristianesimo di cui abbiamo oggi bisogno nel mondo.
Questo e' un comunicato eccellente, perche' non lascia spazio ad ambiguita', e' chiaro, e' trasparente, e'
un dare pane al pane e vino al vino.

Well done.

Tre i temi trattati dalla CEAM, che non e' nuova ai problemi petroliferi e che a suo tempo si e' espressa anche contro il Centro Oli di Ortona:


1. Il lago di Bomba e le trivelle proposte dalla Forest Oil Corporation. La Conferenza Episcopale della regione Abruzzo e del Molise esprime soddisfazione per la bocciatura da parte della commissione VIA
delle trivelle e della raffineria proposta da Mr. Giorgio Mazzenga, e si augura che questa decisione venga difesa, mantenuta e rispettata, nonostante le inevetabili pressioni da parte dei petrolieri fra cui il ricorso al TAR. Si riportano anche le parole del papa, e il supporto al "no", e' forte e chiaro.

Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti.

Grazie. Sono commossa di questa solida presa di posizione. Spero che il tutto arrivi anche a Mr. Mazzenga e a Mr. Clark, a Denver.

Giorgio Mazzenga ci senti?

La Chiesa d'Abruzzo ti sta dicendo che forse e' meglio se abbandoni i tuoi progetti trivellanti per Bomba e che lasci perdere con il ricorso al TAR contro il WWF e contro la Commissione VIA.


2. Il Parco della Costa Teatina, e l'accelerazione della sua istituzione. Cosi' dice il comunicato della CEAM:


Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti. 


Ci sentite cari politici?

Da Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, fino al sindaco di San Vito, Rocco Catenaro: senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Senza accomodamenti interessati e ipocriti.


3. La responsabilita' individuale di ciascuno

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi.


E' qui il nocciolo di tutto: occore che tutti si sentano protagonisti in prima persona per quel che possono, per quel sanno fare, per il tempo che hanno, della democrazia. La res publica e' publica, di tutti, e tutti devono interessarsene.


Ecco qui il testo completo - grazie ancora a don Miccoli, e a tutta la Confernnza Episcopale d'Abruzzo e di Molise per l'ottimo lavoro.




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Ad un anno dal mio precedente intervento ("Parco Nazionale della Costa Teatina: un luogo per custodire in Abruzzo il futuro della creazione"), intendo ancora raccogliere sollecitazioni e riflessioni di tante persone, uomini e donne, che hanno a cuore la salvaguardia del Creato e cercano di prendersi cura della terra nella quale viviamo.

Più di un anno fa, il 7 maggio 2011, migliaia di persone si sono ritrovate a Termoli insieme al compianto Lucio Dalla, che come tanti ha prestato la sua voce e la sua persona con generosità e impegno, per difendere le coste abruzzesi e molisane dalla minaccia delle trivelle petrolifere. Da allora, varie sono state le occasioni e le speranze che, anche di recente, sono cresciute e che sembrano andare nella giusta direzione: uno sviluppo sostenibile che custodisca e valorizzi le nostre terre, i nostri mari, la nostra gente.

Pochi mesi fa, in Abruzzo, la Commissione Regionale sulla Valutazione d'Impatto Ambientale ha bocciato un impianto di estrazione della multinazionale Forest Oil sul lago di Bomba: una bocciatura che ha reso giustizia e ha coronato la mobilitazione, fatta in questi ultimi anni, di migliaia di cittadini, associazioni, movimenti e istituzioni, volta a salvare questo posto dalla distruzione. Auspico che la politica e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa importante vittoria della società civile e che in nessun modo possa essere sovvertita in alcuna sede la decisione delle istituzioni e il comune sentire della popolazione (come tenta di fare il recente ricorso amministrativo della stessa azienda). In un momento come questo, di gravissima crisi economica e sociale, non è più accettabile proseguire secondo un modello economico devastante a livello ambientale e sociale. Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti: "L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà. Lo sviluppo economico che auspicava Paolo VI doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile" (cf. Benedetto XVI, "Caritas in veritate", n. 21).

In un modello economico basato su equità e rispetto si inserisce la promozione di Parchi Naturali e Aree Protette: il turismo naturalistico, l'agricoltura biologica e sostenibile, i percorsi di valorizzazione di paesi e tradizioni locali, offrono tantissime possibilità per un'economia sana e capace di futuro. I Parchi sono anche l'alternativa più radicale e definitiva a quella che è stata definita la "deriva petrolifera" locale: lo dimostra, in Abruzzo, il fortissimo anelito della società civile e degli amministratori più lungimiranti e attenti verso l'istituzione, scandalosamente attesa da troppi anni e frenata dalla volontà di amministratori e politici centrati sugli interessi più egoistici e particolari, del Parco Nazionale della Costa Teatina. Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi e, in generale, i vari progetti per l'estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio di idrocarburi (l'ultimo allarme, al quale mi associo, della professoressa Maria Rita D'Orsogna è solo di qualche giorno fa...) che da anni hanno preso di mira le nostre Regioni. Per quanto mi compete, l'Ufficio Regionale di Pastorale Sociale si impegna a sostenere ogni azione della società civile volta a difendere e valorizzare realmente il nostro territorio, bene comune e condiviso, dono di Dio per l'umanità tutta e per le generazioni future.

d. Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Tuesday, September 22, 2009

Chioggia


Mille cose bollono in pentola, ma non posso scrivere a lungo perche' non ho tempo. Da noi in Abruzzo sia la Confcommercio, con i suoi 9,000 aderenti, che la Chiesa Cattolica hanno scritto lettere di contrarieta' al progetto Elsa2 della Vega Oil, una cosa bellissima e segno di un passo ulteriore nella partecipazione collettiva e apolitica alla salvezza dell'Abruzzo costiero. Grazie.

Intanto, al vertice ONU si parla dei cambiamenti climatici come di uno dei piu gravi pericoli per il futuro dell'umanita'.

Le ranocchie scompaiono dall'Italia per colpa dei cambiamenti del clima.

Massimiliano Mazzotta, il giovane regista che ha avuto il coraggio di fare un documentario contro il modo barbaro in cui Mr. Moratti e famiglia gestiscono il centro petrolifero della Sardegna viene da un lato perseguitato dai Moratti e dai loro legali (VERGOGNA!) e dall'altro vince premi a destra e a manca per il suo impegno e per la qualita' del suo lavoro.

Ho studiato il problema della subsidenza in alto adriatico: le piattaforme metanifere di Ravenna gli hanno abbassato il territorio di oltre UN METRO negli scorsi 50 anni, con costi gravissimi alla comunita' e con la perdita della spiaggia.

Negli USA qualcuno sperimenta con l'asfalto fotovoltaico, cioe' quando non ci passa nessuno l'asfalto raccoglie energia in maniera utile, come un pannello vero.

Obama stanzia palate e palate di soldi per incentivare le energie alternative, per il bene del pianeta e dell'economia USA.

Anche la Cina ha capito che devono rinverdirsi, per malattie ed inquinamento, ma anche per assicurarsi di essere parte dell'economia mondiale di energia verde.

E in Italia?

Avrei tante cose da riflettere su tutti questi temi, ma purtroppo non ho tempo. Sono stanca, ma felice del lavoro che abbiamo fatto e perche' tutti ci sono sentiti protagonisti del nostro futuro.

Sunday, June 29, 2008

Arcivescovo, parte terza


Durante il fine settimana mi sono giunti vari email sul fatto che finalmente anche l'arcivescovo di Lanciano ed Ortona, Carlo Ghidelli, ha detto qualcosa sul centro oli. Non so bene cosa precisamente abbia dichiarato Ghidelli, ma spero che si sia trattato di qualcosa di forte, netto, inconfondibile. Che posso dire, c'e' voluto un anno, ma meglio tardi che mai.

Intanto, dopo la risposta dell'arcivescovo di Pescara, monsignor Valentinetti, ecco qui l'ultimo email che gli ho mandato, in data 9 maggio 2008. Dopo questo ultimo email non ci siamo piu' sentiti per varie settimane ed io ho pensato che non mi avrebbe mai piu' scritto. E invece, magicamente, dopo aver messo tutto sul blog qualche giorno fa Valentinetti mi ha chiamato al telefono per chiedermi di incontrarmi quando vengo in Italia. Coincidenza? Chissa...


Vescovo Valentinetti,

Grazie di cuore per la risposta immediata, lo apprezzo molto, ma resto molto preoccupata.

Di mia natura sono una persona preventiva e penso sempre che i guai vadano evitati piuttosto che dolersi dopo per le conseguenze, specie in questo caso che si tratta di circostanze veramente gravi.

Il discorso non riguarda piu' il centro oli di Ortona soltanto. Sono andata a guardare tutti i documenti che le varie ditte petrolifere che operano da noi rilasciano ai propri investitori. Ce ne sono tre: la Mediterranean Oil and Gas (inglese) la Petroceltic (irlandese) e l'ENI.

Nel complesso queste ditte vogliono trivellare tutto l'Abruzzo, dal mare all'entroterra, creando una vasta rete di oleodotti fra pozzi, mare, raffineria. Ci sono concessioni per oltre trenta pozzi marini ed altrettanti sulla terraferma, per trivellare a Sulmona, a Teramo, a Vasto, a Santa Maria Imbaro. Alcuni sono gia' operativi, come a Ortona, San Vito e Vasto.

Tutto questo e' scritto nei vari bollettini geologici e degli idrocarburi, pubblicati dal governo italiano e che, con lavoro certosino, ho scovato per internet. Le ditte a cui le estrazioni sono state concesse dichiarano senza mezzi termini che trivellare in Abruzzo e' facile: non ci sono grandi opposizioni da parte dei politici locali, la gente e' quieta, si pagano poche tasse, e le infrastrutture sono a portata di mano.

I loro programmi sono chiari: mandare il petrolio estratto in giro per la regione, ad Ortona via oleodotti o navi. Il mio punto di vista e' che data la portata del progetto e visto che il centro oli e' temporaneamente bloccato, intanto si portano avanti nelle cose che possono fare. Poi alla fine diranno: beh, abbiamo messo tutte queste tubature, aperto tutti questi pozzi, come non potete farci fare anche la raffinieria? Infatti, non solo le trivelle marine continuano ad operare nel mare, ma il porto di Ortona e' invaso da tubature pronte per essere installate.

Qual'e' il pericolo?

Le modalita' con cui operano i pozzi petroliferi in mare sono standard: ci sono vari fanghi e fluidi che aiutano il processo di perforamento e che sono composti di sostanze chimiche tossiche all'uomo, alla pesca, al mare. Queste sostanze vengone abitualmente riversate in mare. Uno studio canadese rifersice che un sola piattaforma rilascia nel mare cira 90 mila tonnellate di sostanze chimiche nel corso della sua esistenza. Le sostanze chimiche coinvolte sono benzene, cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame.

Studi sui pesci vicino alle piattaforme rivelano alto tasso di inquinamento ed in maggior parte di mercurio. Il fondale marino, ugualmente risulta contaminato, e a lungo andare la pesca scompare.

Gli incidenti sono sempre possibili, il piu' grave avvenne in Inghilterra nel 1988 con quasi 200 morti e innumeveroli quantita' di petrolio riversati in mare. La piattaforma si chiamava Piper Alpha.

A San Vito i giornali parlano solo di sassi sporchi di catrame, in realta' sono in contatto coi pescatori della zona che riferiscono che da circa due settimane i pesci sono molto meno abbondanti che prima, che periodicamente si vedono delle fumate nere che escono dai pozzi nel mare, e che ogni tanto ci sono delle strane schiume bianche chimiche che affiornano e che prima non si erano mai viste. Remote coincidenze? Forse, ma e' meglio prevenire certe cose piuttosto che poi dover riguardare con il senno di poi e dolersi.

E' di oggi che il sindaco di San Vito si pone contro il WWF per "procurato allarme". Questo attegiamento non portera' da nessuna parte secondo me, perche' il pericolo esiste. Dovunque uno voglia guardare l'esperienza petrolifera non porta mai nulla di buono: a Gela sono nati bimbi deformi a causa del benzene, a Falconara dove esiste
una raffineria i tassi di tumore al cervello e al sistemza linfatico sono di gran lunga superiori alla norma, cosi pure a Priolo e Ragusa dove sorgono impianti nel mare e dove per anni il mercurio e' stato buttato nel mare senza problemi.

In Florida esiste una cittadina che si chiama Pensacola, e al largo di quella citta' esistono dei giacimenti di petrolio non trivellati. Ebbene l'anno scorso decisero di vietare in maniera definitiva qualsiasi forma di sfruttamento dei pozzi perche' l'impatto sulla salute del mare e dell'uomo sarebbe stato troppo elevato. Li erano a 160 chilometri dalla costa qui siamo si e no a 10.

Molti di questi documenti sono sul web, se lei volesse qualche
riferimento sarei ben lieta di madarle qualsiasi testo. Alcuni sono qui:

www.csun.edu/~dorsogna/byron

e altre considerazioni sul mio blog: www.dorsogna.blogspot.com

In ogni modo, la esorto, se puo', a dire qualcosa adesso, ogni giorno piu che passa e' un altro giorno che regaliamo alle compagnie petrolifere per portarci indisturbati morte e distruzione. E' importante che la gente sappia che non abbiamo solo politici e petrolieri contro, ma che la chiesa e' con noi. Il vescovo della val di Noto si e'
apertamente schierato contro le trivelle, e cosi pure il Vescovo di Potenza che ha detto no ad una nuova raffineria a soli 20 chilometri da quella gia' esistente. E' veramente importante, e servirebbe per risvegliare le coscienze.

Di mia natura sono anche una persona pacifica, e mai mi sarei aspettata che questo ruolo di "attivista" venisse affidato proprio a me. Ma cos'altro avrei potuto fare? Qualcuno deve impegnarsi, ed e' toccato a me. Me la sono presa veramente a cuore, e non sarei tranquilla con la mia coscienza se non facessi tutto cio' che posso per salvare la mia terra. Il mio lavoro e' ora quasi un passatempo, nel senso che
trascorro la maggior parte del tempo, a scrivere email, a parlare con questo o quel gruppo di pescatori, documentaristi, studenti, e documentarmi su cosa significhino trivelle in mare, a leggere, a contattare giornali italiani nella speranza che qualcuno voglia parlare di questa storia a livello nazionale. L'Abruzzo, la gente, io, abbiamo bisogno di una sua parola.

Grazie mille,

Maria Rita

Thursday, June 26, 2008

La risposta dell'arcivescovo


Pubblico qui la risposta che mi diede l'arcivescovo Valentinetti dopo il mio email dell'8 Maggio. Ricordo che l'email era indirizzato oltre che a lui anche a Forte e a Ghidelli, arcivescovi di Chieti/Vasto e di Lanciano/Ortona, rispettivamente. Valentinetti invece e' l'arcivescovo di Pescara/Penne. Ghidelli e Forte non hanno risposto. Ecco cosa mi ha scritto Valentinetti:


Gentile dottoressa.
Ho appena letto la sua lettera molto sincera e schietta e per questa mattina mi sono dispensato dalla meditazione, visto che le sue affermazioni fanno molto riflettere. Le dico sinceramente comunque che la riflessione su questo argomento e su temi similari a quello da lei esposto mi accompagnano in continuazione. Chi le risponde sa molto bene quali sono i rischi e i pericoli di una raffineria petrolifera a ridosso della costa abruzzese e di tutti gli altri pericoli dovuti all'inquinamento in generale e a quello delle falde acquifere, problema molto scottante qui a Pescara.

Ma andiamo con ordine nel chiarire lo stato della questione a proposito di una presa di posizione dei vescovi dell'Abruzzo-Moliise. Nell'utima riunione della nostra conferenza episcopale avevamo deciso una dichiarazione comune. Lo stesso giorno e' uscita la notizia che la regione Abruzzo aveva bloccato, fino ad anno nuovo 2009, la decisione definitiva per la realizzazione dell'impianto, che doveva comunque essere riconsiderato. Pertanto, dopo rapida consultazione abbiamo deciso di aspettare nel dire la nostra parola che in quel momento sarebbe caduta praticamente nel vuoto.

Siamo gia' pronti ad uscire con una dichiarazione pubblica nel momento in cui questa decisione dovesse essere rimessa in discussione con la conseguenza di riprendere il
progetto della costruzione dell'impianto in contrada Feudo di Ortona. Vorremmo uscire con modalita' ben precise, in modo da essere efficaci incisivi e perche' no anche un tantino profetici (spero che questo lei ce lo vorra' ancora concedere, data la schiettezza della sua lettera). Se Lei ha notizie diverse a questo proposito, me lo faccia sapere e affronteremo la situazione, tra le tante altre di cui di solito ci occupiamo.

Per quanto riguarda la chiazza di petrolio a largo di Ortona - San Vito, non so da che cosa possa dipendere, del resto il porto di Ortona da decenni ospita lo scarico di derivati del petrolio a causa del deposito costiero dell'AGIP. Non mi risulta ad oggi che siano iniziati lavori per l'estrazione e la raffineria in contrada Feudo. Il Dott.Tanino Basti, direttore generale dell'ARTA, agenzia regionale per la verifica dell'ambiente, da me chiamato per avere notizie in merito a questa questione, mi tiene continuamente aggiornato sugli sviluppi della situazione. Comunque, ripeto se lei ha altre notizie sono ben lieto di conoscerle.

Concludo sperando di averle dato le notizie che desiderava, riconfermando la disponibilita' ad un intervento al momento giusto e chiedendo il dono di un po' di credito a noi poveri vescovi, che portiamo la carretta ed il peso della responsabilit? delle nostre comunita' locali. Su questo tema faremo il possibile ma spetta anche a laici maturi e seri come lei mobilitarsi per dire una parola non solo da un punto di vista scientifico e di salute pubblica ma anche da un punta di vista di salvaguardia del creato, in nome della fede. Lei l'ha fatto e la ringrazio, la comunita' cristiana purtroppo su questi e su altri temi e' un po lenta. Sono fiducioso pero' che qualcosa di positivo possa nascere e crescere.

Con il mio augurio e la mia benedizione. + Tommaso Valentinetti Arcivescovo di Pescara - Penne

Friday, June 20, 2008

Un silenzio assordante


L'otto maggio 2008 scrissi per l'ennesima volta ai rappresentanti della chiesa cattolica abruzzese chiedendo loro di prendere posizioni nette e decise sulla questione della petrolizzazione dell'Abruzzo. Avevo scritto gia' ai tre vescovi Valentinetti, Forte e Ghidelli fin dallo scorso inverno. Sia Valentinetti che Forte mi risposero in modo privato, dicendomi che avrebbero pensato ad un intervento comune ma che intanto occorreva pregare (Forte) e che ci avrebbero lavorato (Valentinetti). Da Ghidelli il nulla.

Non approvo molte cose dell'operato della chiesa in Italia, troppe ingerenze nella vita di un paese che si proclama laico (vedi leggi sulla fecondazioni artificiali e l'invito a non votare (!!), i matrimoni vietati agli invalidi, una difesa quasi ossessiva della famiglia tradizionale), ma mi ritengo cattolica perche' alla fine dei conti il messaggio che e' alla base del cristianesimo e' fra i piu' belli che io abbia mai sentito - ama il prossimo tuo come io ho amato voi. Cattolica si, ma da persona critica.

Fatta questa premessa, e data l'enorme influenza della chiesa dalle nostre parti, ho pensato fin dall'inzio che una volta spiegato ai vari vescovi i problemi legati al petrolchimico in Abruzzo, e che io sono contraria da persona informata e libera, che parlo sulla base di dati scientifici, che sono diniteressata e che non me ne viene in tasca niente, loro avrebbero detto o fatto qualche cosa e che ci sarebbero rimasti sbalorditi e impazienti di agire tanto quanto me all'inizio di questa storia. Alla fine dei conti, la vita e' vita sempre, no? Che differenza c'e' fra la difesa di un bimbo abortito ed uno che respira idrogeno solforato a regime costante?

Ho mandato a tutti a tre copie stampate del report di 40 pagine che ho scritto, una lettera dettagliata, ho speigato tutto quello che c'era da spiegare, e sono stata paziente finora. Il risultato? Silenzio. La cosa mi sgomenta, mi arrabbia, mi fa vergognare. L'ho gia' detto, non mi interessano le ragioni di stato, la realpolitik, gli intrallazzi e i castelli di carta che si devono tenere in piedi. Lo trovo vergognoso che non un membro della chiesa in Abruzzo abbia detto nulla, almeno a quanto mi risulti.

Dunque, visto che non posso fare molto di piu' su questo tema, pubblico qui l'ultima lettera che scrissi loro, appunto in data 8 Maggio 2008. Ho atteso finora un qualche presa di posizione, ma non c'e' stato nulla. Il silenzio. Nei prossimi giorni mettero' su, l' unica risposta, privata, che ho ottenuto.

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Carissimi Vescovi,

ho gia' scritto a tutti in precedenza, e a parte vaghe promesse fatte a me personalmente, non ho, a tuttoggi, visto alcuna presa di posizione pubblica della chiesa abruzzese contro il petrolio in abruzzo. E' scandaloso che non abbiate fatto nulla finora.

Da cattolica praticante, sono profondamente ferita ed indignata del vostro silenzio e mi sento abbandonata. Non usero' mezze parole ma saro' schietta. Non e' accettabile che non diciate nulla. Ponzio Pilato, se posso ricordarvelo, non e' stato giudicato troppo bene dalla storia
ed il vostro silenzio, secondo me, vi rende piu vicini al suo comportamento che al messaggio autentico di Gesu' Cristo.

Pregare non e' sufficiente, occorre sporcarsi le mani, occorre prendere posizioni, occorre stare con il popolo, aiutarli, guidarli, darsi da fare. Gesu' amava la gente e non aveva paura a sporcarsi le mani con questioni pratiche, volte anche al benessere fisico e di salute dei suoi
seguaci. Gesu' diede da mangiare alla sua gente, li risuscito' dai morti, li curo' dalle malattie. Sono sicura che non sarebbe stato zitto di fronte alla possibilita' di dare ai suoi fratelli un bel tumore a causa di impianti petroliferi.

NON E' UNA QUESTIONE DI POLITICA: la salute e' un bene prezioso, e la chiesa DEVE difendere la vita dei vivi al pari di quella dei nascituri e dei moribondi. E' cosi difficile capirlo?

Perche' la morte di un neonato per aborto terapautico e' piu' importante di quella di un bimbo che morira' perche' la mamma ha respirato i fumi velenosi delle raffinerie? Questo fatto e' scientificamente provato: le donne che vivono vicino agli impianti petroliferi hanno maggiori rischi di aborti spontanei. Quelle non sono forse vite? E la gente che si ammalera' di tumore? Quella non e' vita? A Falconara dove gia' esiste una raffineria i tassi di leucemie e di tumore sono superiori e di gran lunga che in altre parti delle Marche.

Al largo di San Vito e di Ortona gia' si sono osservate delle macchie di catrame ed e' solo l'inizio. Quella roba e' CANCEROGENA e finira' nella catena alimentare. La raffineria di Ortona emettera' veleni che la gente respirera'. Vi ho mandato un report, a ciascuno di voi, con oltre 100 citazioni medico-scientifiche. E' tutto chiaro, e solo chi e' in malafede puo' contestare le veridicita' dei fatti: il petrolio si estrae e si raffina nei deserti e non fra la gente.

La TV ha fatto dei servizi su Gela e i bimbi che nascono deformi a causa degli inquinanti petroliferi, su Viggiano e la fine dell'agricoltura li, il papa ha detto che inquinare e' un peccato, di quante piu prove avete bisogno?

Quanto e' difficile essere UOMINI di Chiesa e non timidi prelatini alla Don Abbondio? Se non prendete posizioni voi e chi deve farlo? La gente normale sta facendo degli sforzi sovrumani per proteggere la terra, e voi cosa fate? Dove siete? Perche' tacete? Di cosa avete paura? Abbiamo
bisogno di voi, ora piu' che mai.

Esiste anche il peccato di omissione. Star zitti, secondo me, e' inaccettabile. Non mi importa il quieto vivere, non mi importano gli accordi che avete per promuovere il turismo religioso coi vari sindaci, non mi importa se siete di destra o di sinistra, non mi importa quale arcidiocesi sia competente, la VITA deve venire prima di ogni altro calcolo, prima di ogni altra paura, prima di ogni altro compromesso.

Questo e' quello che il Vangelo ha insegnato a me. Spero che vogliate essere piu' attivi ed impegnarvi maggiormente. Attendo che prendiate posizioni pubbliche.


Sincerely,

Maria R D'Orsogna