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Saturday, June 9, 2018

Il papa incontra i petrolieri: lasciate il petrolio sottoterra




There should be no room for opportunistic 
and cynical efforts to gain small partial results 
in the short run while shifting equally significant
 costs and damages to future generations



Papa Francesco ha oggi, Sabato 9 Giugno 2018, incontrato i petrolieri presso il Vaticano e li ha esortati ad essere leader sull'ambiente.

Erano presenti rappresentanti di ENI, ExxonMobil, BP, Equinor (ex Statoil di Norvegia) con i rispettivi CEO.

Pare una contraddizione in termini, e secondo me lo e'.

Il papa dice che non c'e' tempo da perdere nella transizione verso le rinnovabili, e che e' di grave "disturbo" che le emissioni di CO2 continuano a salire, nonostante gli accordi di Parigi.

E anzi, aggiunge:

"Ancora piu' preoccupante e' la ricerca di nuove fonti fossili, mentre fra gli impegni di Parigi c'era l'obiettivo preciso di lasciare le nuovi fonti fossili sottoterra".

L'incontro e' stato organizzato dalla Chiesa per sottolineare il suo impegno contro i cambiamenti climatici, ed era parte del convegno “Energy Transition and Care for Our Common Home", svoltosi durante i giorni 8 e 9 Giugno 2018. 

I petrolieri, per crearsi una immagine green secondo me, hanno fatto tante promesse, molte delle quali vaghe e a lunghissimo termine. Shell promette di dimezzare le sue emissioni di CO2 entro il 2050, la BP e la ExxonMobil annunciano "strategie" per diminuire le perdite di metano. Ma sono tutte parole perche' alla fine continuano a bucare indistrubati. 

Il papa dice loro che quello che hanno fatto finora non e' sufficente.  Dice che la civilta' richiede energia, ma la civilta' non dovrebbe distruggere il pianeta.

Tante belle parole, tanto bella l'iniziativa. Ma che secondo me non cambia niente, perche' se uno nasce lupo non puo' morire pecora.

Ce lo vedete Descalzi o Scaroni diventare docili ambientalisti?

Io no, e questo perche' ho avuto a che fare con petrolieri ed affini, e so che ai petrolieri interesssa una sola cosa: il vile denaro, costi quel che costi. Basta guardare tutto il passato, dalla Nigeria alla Basilicata per rendersene conto.

Non cambiano perche' glielo ha detto il papa, questi hanno dietro di se *decenni* di sfruttamento selvaggio.

Secondo me l'unica soluzione e' invece di continuare a svergognarli ogni giorno, di resistere loro in ciascuna comunita', piccola e grande che sia, e mandare il loro il messaggio: non vi lasceremo trivellare ne qui, ne altrove.





Friday, March 17, 2017

La chiesa si solarizza -- i cambiamenti climatici un attacco alla sacralita' della vita


Il Vaticano




Electrician Matt Fausher of Sullivan Solar Power installs solar panels on the roof of a classroom building at Saint John the Evangelist School in Encinitas on Dec. 1, 2016.
Saint John the Evangelist School, Encinitas, CA 



Townsville, Queensland, Australia
31 scuole cattoliche al sole, risparmio di 250mila dollari l'anno 



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Non sono belle queste foto? 
 Che uno sia credente o no, e' bello vedere persone che fanno cose buone
con il loro tempo, i loro soldi, la loro energia


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If we want to leave our children an inhabitable earth, 
if we have a responsibility to the unborn, 
we have a responsibly to act on climate



We are depleting the resources of the created order at such a rate 
that humanity won’t be able to survive 
unless we change the patterns that we’ve been engaged in

 Robert McElroy, vescovo di San Diego









We’re talking about hundreds of millions going to be impacted, particularly the innocent. 
That’s where it becomes a religious issue.
Veerabhadran Ramanathan, 
Scripps Institute San Diego



Tutti sappiamo, nel bene e nel male, quanto importante sia per la chiesa cattolica opporsi all'aborto e alla pena di morte. E questo perche' secondo il credo cristiano la vita e' sacra, sempre. 

E i cambiamenti climatici? Quelli non sono un attacco alla sacralita' della vita del creato, inteso nel senso piu' ampio della parola - l'uomo, le specie animali e vegetali?

E' una domanda che si sono posti anche i vescovi americani che pian piano, da San Diego ad Atlanta,  iniziano a diffondere il messaggio che i cambiamenti climatici sono un si, un vero e proprio attacco alla sacralita' della vita.  I fedeli vengono chiamati ad abbassare i propri livelli di consumismo,  mangiare meno carne, guidare di meno, installare apparecchi salva-energia, pannelli solari e mettere pressione ai propri leader politici, spinti dall'enciclica Laudato Si di Papa Francesco di un anno fa.

C'e' anche una componente di giustizia sociale: spesso sono i piu' poveri a soffrire di piu' per carestie e alluvioni causate dai cambiamenti climatici, gente che non ha causato i disastri e che meno possono permettersi di resistere, perche' economicamente svantaggiati. 

Sarah Spengeman e' la direttrice di Catholic Climate Covenant, una non-profit creata nel 2006 per sensibilizzare il clero a fare di piu. Lei dice senza indugio che certamente i cambiamenti sono un assalto alla vita e che la gente muore per colpa di siccita' alluvioni, tempeste portate dal clima non-naturale.

Nell'autunno del 2016 la conferenza episcopale dei vescovi cattolici americani e Catholic Climate Covenant hanno formalizzato un programma di mobilitazione per agire dopo l'enciclica del papa.
Negli USA ci sono 195 vescovi e 19000 preti. 

E sono partiti.

Hanno deciso di dare piu' spazio nei bollettini della chiesa a iniziative green e di dover parlare di piu' di cambiamenti climatici e di ambiente durante le prediche, negli incontri dove si parla di bibbia, e in generale in tutti i mezzi di comunicazione della chiesa.

Fra le arcidiocesi piu' attive, quella di Chicago dove le parrocchie cambiano: installano sistemi di risparmio energetico e mettono pannelli solari sui tetti di scuole e chiese.

A San Diego gia' 24 chiese hanno i tetti al sole ed entro pochi anni tutte le 99 chiese della diocesi avranno installato pannelli fotovoltaici.

La parrocchia detta "Our Mother of Confidence" di San Diego, e' passata al solare, usa lampadine LED e hanno pure messo dei speciali filtri ai vetri in modo da ridurre il consumo di aria condizionata. Ogni anno fanno 30,000 dollari di meno di costi per l'elettricita'.

Iniziative simili arrivano da Atlanta, Iowa, New Mexico, e in verita' da tutto il mondo. 

La chiesa cattolica ha il maggior numero di aderenti di qualsiasi altra religione qui negli USA. Il fatto che sia cosi impeganata contro i cambiamenti climatici e' utile perche' da l'esempio agli altri gruppi. E certo aiuta che il Papa abbia una cosi grande visbilita' a livello mondiale e che sia stato cosi chiaro sull'urgenza di agire contro le fonti fossili e in favore dell'ambiente.

Non tutti sono cosi progressisti. Alcuni professori cattolici, come Jay Richards della Catholic University of America a Washington, dice che i cambiamenti climatici non sono necessariamente immorali.

Il vescovo di San Diego, Robert McElroy dice che occorre che la chiesa faccia di piu' per dare l'esempio ai fedeli, e che occorrre un dialogo maggiore fra gente di chiesa, di scienza e della vita normale. 

E' quasi ironico che l'arrivo di Trump e il suo negazionismo, la sua contrarieta' agli accordi di Parigi,  abbiano maggiormente galvanizzato le persone, e anzi c'e' una sorta di partnership fra le parrocchie e gli scienziati, con lo scopo comune di proteggere il pianeta,  e questo grazie anche al carisma di papa Francesco.

E non ci sono gli USA: tutte le 31 scuole relogiose di Townsville in Queensland, Australia si sono solarizzate con un risparmio di 250mila dollari. Chiese al sole ci sono anche in Germania, Canada, e credo in mille altri posti. Spesso sono i fedeli che fanno le raccolte fondi per installare il fotovoltaico sui tetti. Speriamo che queste cose arrivino, prima o poi, e mutatis mutandis, anche in Italia.

A dire il vero, da questo punto di vista abbiamo gia' il record di solare del mondo: e' il Vaticano, dove un investimento da $660 millioni di dollari su un impianto fotovoltaico di 100MW ha fatto del Vaticano la prima nazione del mondo per le rinnovabili.

Siamo a 200watt a test. Seconda, per fare un paragone, e' la Germania con 80 watt a testa.  Anche se piccolo, il Vaticano genera sufficente energua elettrica per alimentare le sue 40,000 famiglie.

Un caro saluto a Carmine Miccoli, che so che ha fatto del messaggio di salvaguardare la terra un vero impegno, e anche ai tre vescovi d'Abruzzo che nel 2008 si fecero promotori del no al centro oli di Ortona, Carlo Ghidelli, Bruno Forte e Tommaso Valentinetti.



Friday, November 11, 2016

Mr Trump: il pianeta non puo' aspettare




Update: 22 Novembre 2016

Secondo lui e' sciena politicizzata

 
Cosa franno alla NASA? Si tornera' ai tempi della guerra fredda in cui ci si 
concentrera' solo sullo studio dello spazio.  

"Information on planet Earth and its atmosphere and oceans is essential for our way of life.  
Space research is a luxury, Earth observations are essential.”













It is, in general, scientifically ill-informed, economically illiterate, 
intellectually incoherent, and morally obtuse. 
 It is also theologically suspect, and large parts of it are leftist driven, 
albeit couched in the vocabulary of Catholic social teaching.

Myron Ebell, possible capo dell'EPA sotto Trump sull'enciclica del papa "Laudato Si"


Questo blog non parla di politica nel senso stretto, e anche se tante sono le cose che penso, temo, e spero sulla presidenza Trump, sulla fine del tempo di Obama, e sulla mancata presidenza di Hillary Clinton, voglio guardare al futuro, e come gia' detto, sperare che alla fine Mr. Trump sia un uomo migliore di quello che abbiamo visto durante la campagna elettorale qui negli USA.

Delle tante cose che la sua amministrazione dovra' affrontare il nodo di un pianeta allo stremo, per colpa nostra. Io spero che prima o poi qualcuno nella sua futura amministrazione gli dica che i cambiamenti climatici sono veri, e sono causati dall'uomo e che non c'e' tempo per stare ancora a disquisire sul se, quanto che occorre fare.

E infatti proprio il giorno in cui e' stato eletto, l'8 Novembre 2016, il World Meteorological Organization riporta che gli anni fra il 2011 to 2015 sono stati i piu' caldi mai registrati, con migliaia di morti attribuibili ai cambiamenti climatici.

The Global Climate 2011-2015 e' stato presentato a Marrakech, in Marocco, in occasione della COP22, l'incontro sul clima promosso dalle Nazioni Unite e che si tiene ogni anno in una citta' diversa.


Gli anni in esame, 2011-2015, sono stati anche i piu' caldi per ogni continente, ad eccetto che per l'Africa. Oltre alle temperature record anche aumento record dell'aumento dei livelli del mare, calo del volume dei ghiacciai, specie in Artico. Per la prima volta in 4 milioni di anni i livelli di CO2 hanno superato i 400 ppm in questo quinquennio.

Fra gli eventi mondiali collegati ai cambiamenti climatici: la siccita' in Africa nel 2011 con i suoi 250mila morti di cui nessuno ha sentito parlare; il superstorm Sandy nel 2012 che ha causato 67 miliardi di dollari di danni sulla East Coast americana; l'ondata di caldo che ha avvolto l'Europa durante l'estate del 2015;  la siccita' californiana che va avanti dal 2011 ad oggi; le inondiazioni in India del 2013 e decine di altri eventi. Tutti resi piu' mortali ed estremi a causa dei cambiamenti climatici.

E il giorno dopo, il 9 Novembre 2016, il professor Tobias Friedrich dell'Universita' delle Hawaii pubblica assieme ai suoi collaboratori un articolo su Science Advances in cui si parla della possibilita' che l'aumento di temperatura entro il 2100, se non facciamo niente, potrebbe arrivare fino a 4.8 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali.  Anzi, esaminando le temperature lungo il corso di ben 784,000 anni -- si 784mila anni! - secondo Friedrich viene fuori che le temperature arriveranno a valori mai visti prima in tutti quei secoli.

Sarebbe una tragedia. 

Legga queste cose Mr. Trump.

Intanto il New York Times riporta che fra le persone intepellate da Trump per "aiutarlo" nel reparto ambiente c'e' Mr. Myron Ebell, uno che dice che i cambiamenti climatici non esistono e che dirige il gruppo ambiente nel Competitive Enterprise Institute, in parte finanziato dall'industria del carbone.

Mr. Ebell ha gia' detto che secondo lui il Clean Power Plan, un progetto proposto ed approvato dall'amministrazione Obama per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, e' illegale e che occorre togliere quante piu' regolamentazioni ambientali possibili in nome "dell'economia".

Dice pure che gli scienziati che parlano di cambiamenti climatici sono scarsi, che per colpa degli ambientalisti il pianeta restera' senza luce. Ha pure criticato l'enciclica del papa sui cambiamenti climatici e ha deriso Al Gore per i suoi interventi sulla necessita' di difendere l'ambiente. Dell'enciclica di papa Francesco ha detto che e' guidata da principi sinistroidi, male informati, economicamente analfabeti, intellettualmente incorenti, e moralmente ottusi.

Secondo il New York Times potrebbe essere lui il nostro nuovo capo dell'EPA - the Environmental Protection Agency.

In Italia invece c'e' gia' chi esulta con Federpetroli di Michele Marsiglia che mi inonda la casella postale con questo email: "TRUMP UNA MARCIA IN PIU' ALLO SVILUPPO PETROLIFERO. E che continua cosi:

Sicuramente il Presidente Trump non sarà di ostacolo ai così detti 'petrolieri' ed a tutto il nostro settore ma dara' un marcia in più allo sviluppo petrolifero

Non cosa avverra' in Gennaio, ma una cosa e' certa.

Mr Trump: non possiamo permetterci di cancellare gli accordi di Parigi, di tornare indietro ai giorni folli di carbone e di petrolio e di fracking senza freni, di oleodotti a zigzaggare i nostri terreni, gli acquiferi, e le vite delle persone. Non possiamo tornare ai giorni di piu' trivelle in mare, di industria pesante senza controlli ambientali.

Il da farsi e' molto semplice: venga su con un piano di rinascita industriale *green* negli USA. Solarizziamo il paese, decidiamo di costruire infrastruttura nuova, sostenibile ed innovativa. Osiamo come da tempo non facciamo piu'. Alla fine, li abbiamo inventati noi i pannelli solari.  E nel fare questo, invece che tornare a oil and gas and coal, ci guadagneremo tutti, i disoccupati della Rust Belt, gli ambientalisti, i residenti delle aree depresse. Ci faremmo un figurone a livello internazionale.

E salveremo i polmoni nostri, quelli dei nostri figli.

Let's make America great and green again.

Tuesday, December 1, 2015

Saturday, July 11, 2015

La lettera al Papa contro le trivelle croate






Al nostro Santissimo Padre e Signore in Cristo, Papa Francesco:

Ci rivolgiamo a Voi, protettore di tutte le persone che sono state private dei loro diritti fondamentali e custode del nostro sacro pianeta. Vi siamo immensamente grati per la vostra dedizione e profondo impegno nella lotta per i diritti umani e la protezione dell’ambiente; per questo invochiamo la Vostra benedizione e il Vostro intervento a nome del mare Adriatico e le sue aree circostanti, ecosistemi che abbondano di ricchezze e di bellezze naturali, e per conto dei cittadini croati e di chi non conosce alcun confine politico, coloro che custodiscono e conservano con cura queste meraviglie. Siamo a conoscenza del fatto che Voi di recente avete organizzato un Vertice sul clima ed abbiamo letto la Sua Enciclica sull’ambiente. Alla luce della Sua conoscenza esaustiva sulla scienza e le Vostre azioni a tal proposito, la nostra gente – i vostri figli di Cristo, quasi 3,8 milioni di cittadini croati, hanno bisogno della Vostra sapienza e della tutela che solo la Santa Sede può offrire.

La Repubblica di Croazia è un piccolo paese Mediterraneo che possiede un meraviglioso dono di Dio – il mare Adriatico – una vera e propria perla della natura, conosciuto in tutto il mondo come uno dei mari più incontaminati della Terra. Ci è stato fatto dono di una delle coste più belle in quanto è costituita da molte isole grandi e piccole, penisole, baie e spiagge, motivo per cui alla Croazia è stato attribuito il nome di “Terra delle mille isole”. Tuttavia, l’Adriatico è un mare quasi chiuso e poco profondo, inadatto a qualsiasi utilizzo e scopo, dal momento che è praticamente privo di contatti con altri mari e simile piuttosto ad un lago; come tale è vulnerabile a qualsiasi influenza, soprattutto all’abuso e alla mancanza di rispetto da parte dell’uomo. Fin da quando i nostri antenati arrivarono qui nel VII secolo i Croati amarono la purezza e la vita offerti dal mare, conservandone la biodiversità e ricchezza, ma oggi siamo minacciati dalla possibilità, molto reale, di perdere questo tesoro!

Il governo della Croazia, con il primo ministro Zoran Milanović e il ministro dell’ economia Ivan Vrdoljak, sta promuovendo una corsa sfrenata al “presunto” profitto e ad una politica di crescita economica discutibile ed a breve termine, spingendoci in vari progetti altamente pericolosi legati all’esplorazione e allo sfruttamento di idrocarburi, e per questo scopo, hanno fondato “l’Agenzia degli Idrocarburi”. Nella concessione si parla dello sfruttamento di quasi il 90% della parte Croata dell’ Adriatico e di gran parte della terra fertile adatta alla coltivazione di prodotti alimentari e ricca di sorgenti d’ acqua potabile per milioni di croati.

Al popolo croato, tuttavia, è stato negato qualsiasi diritto di partecipare al processo decisionale su un tema così importante per la vita, sia attraverso il parlamento che con un referendum. Il governo ha dichiarato, di propria iniziativa, che il progetto di ricerca e sfruttamento di idrocarburi, per il quale è favorevole, è una questione strategica, utilizzando come scusa la crisi economica presente in Croazia da qualche tempo. La pratica del blocco sistematico dei media adottata dalle autorità croate e dai loro consulenti per pubbliche relazioni, ha assicurato che il popolo rimanesse al oscuro o solo “formalmente” informato su tutti i possibili impatti sociali, ambientali, economici, storici e culturali che questo progetto, estremamente pericoloso e nocivo, può avere. La crisi economica presente in Croazia, alcuni dicono espressamente orchestrata, ha costretto le masse ad un’esistenza di pura sopravvivenza togliendo loro la forza e la volontà di informarsi ulteriormente sulle decisioni prese dall’ élite politica e parteciparvi attivamente.

Anziché amare e protegge l’Adriatico – la nostra perla, che gli è stata affidata, tramite diritti nazionali e internazionali, dal popolo e da Dio, il Governo croato, attraverso l’Agenzia degli idrocarburi sta già negoziando i piani per l’esplorazione e lo sfruttamento con le compagnie petrolifere straniere. Di propria iniziativa, e con l’obiettivo di creare un quadro favorevole ai loro progetti, questi individui hanno creato nuove leggi che ignorano i trattati internazionali, svalutando e disprezzando così il loro popolo, la Costituzione ed il buon senso. Inverosimilmente e incredibilmente hanno offerto concessioni di perforazione per il gas naturale e il petrolio greggio in prossimità di zone definite protette dalla rete ecologica Natura 2000 e nelle vicinanze dei siti del patrimonio dell’umanità protetti dall’Unesco, giustificando il loro tradimento, la corruzione e la loro subdola avidità, cosi come quella delle ditte petrolifere, con la logica di una presunta “indipendenza energetica”. Questo atteggiamento del Governo croato è in grosso contrasto con le Vostre stesse parole riguardo alla necessità di una sempre maggiore riduzione degli investimenti legati ai combustibili fossili dai portafogli di investimento, e anche con l’accordo preso all’ interno del G7, che riconosce i cambiamenti climatici come una minaccia alla sicurezza globale, di portare avanti il piano di “de-carbonizzazione” dell’economia globale e l`eliminazione dell`utilizzo di combustibili fossili per la fine di questo secolo.

E’ stato documentato che il sottosuolo della zona adriatica centrale e meridionale è estremamente instabile, e tutte le azioni proposte aumentano il rischio di terremoti catastrofici. Il nostro fragile mondo e la sua gente hanno visto troppi incidenti causati dalla indifferenza e dalla disattenzione delle maggiori compagnie petrolifere e dei loro partner politici con conseguenti tragedie senza fine per la natura. Inoltre, le vibrazioni sonore dei potenti dispositivi utilizzati da tali compagnie nelle loro azioni esplorative e perforazioni, così come le sostanze chimiche che vengono rilasciate in acqua e nel sottosuolo durante queste attività, anche in assenza di un incidente, causano la sofferenza e il decesso di numerose creature che popolano il mare, mettendo in pericolo la delicata flora e fauna, e sono la causa ben documentata di inquinamento degli ecosistemi continentali e dell’ acqua potabile.

Le Repubbliche di Slovenia e Italia hanno presentato proteste diplomatiche ufficiali a causa della loro esclusione dalla partecipazione alle consultazioni transfrontaliere, secondo quanto stabilito dal protocollo ESPOO, e per non aver ricevuto copie dello Studio strategico, condotto dal Governo Croato, sul probabile significativo impatto sull’ambiente del Piano e programma quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico. Alcuni parlamentari croati hanno presentato un’ interpellanza, poi accettata dalla Commissione parlamentare per la protezione dell’ambiente e della natura, che chiede le dimissioni del ministro dell’economia Ivan Vrdoljak, indicato insieme ad altri sette ministri e membri dei loro staff, per cattiva gestione, conflitto d’interessi e varie violazioni dell’etica. Inoltre, un gruppo di notevoli esperti croati e di cittadini comuni ha presentato accuse penali contro il Governo croato e le sue agenzie, per l’illegalità dei metodi condotti dal Ministero dell’Economia e dall’Agenzia degli Idrocarburi, e per i notevoli errori procedurali in relazione al progetto di esplorazione e di sfruttamento di idrocarburi nel mare Adriatico. Si prega di seguire questi link (pubblicati in croato e in inglese).

Noi, cittadini responsabili della Repubblica di Croazia ed i nostri fratelli di tutto il mondo siamo ragionevolmente disturbati e preoccupati soprattutto ora che il pericolo è “alla nostra porta”, visto che le firme sui contratti sono previste verso la metà di luglio 2015. Una manciata di politici importanti croati insieme ai potenti del settore petrolifero ignorano i nostri appelli di preservare la perla del Adriatico, come pure la terra fertile e le fonti di acqua potabile per i nostri figli e l’intera umanità. Scelgono di non abbracciare una politica di sviluppo sostenibile ed ecologico, basato sulle fonti di energia rinnovabile, che il Signore ci offre in abbondanza attraverso il sole, il vento, le onde e la biomassa, ne di cercare altre soluzioni volte a creare energia pulita, anche se per tale sviluppo la Croazia offre condizioni più che favorevoli. La nostra posizione è chiara: l’ attività di esplorazione e la successiva estrazione di idrocarburi dai fondali del mare Adriatico sono dannosi per il delicato ecosistema marino, rappresentano una grave minaccia per la sopravvivenza della flora e della fauna e per la purezza dell’acqua marina; di conseguenza sono un pericolo per la salute umana e rappresentano inoltre un rischio inutile per due settori fondamentali ed in continua espansione dell’ economia croata, il turismo e la pesca. Le stesse attività sulla terraferma avranno ripercussioni ugualmente negative sulla salute della biosfera e su tutte le risorse decisive per la qualità dell’acqua potabile, sulla qualità del suolo nell’agricoltura e sulla bellezza intrinseca che Dio concesse alla nostra terra.

L’umanità non può più permettersi l’uso di combustibili fossili, né di investire nella loro esplorazione e sfruttamento. È giunto il momento di adottare un nuovo modello per la creazione e per il consumo di energia, sostenuto da politiche adeguate a livello nazionale e globale. Tali politiche dovrebbero annullare le concessioni preventivamente rilasciate a favore dello sfruttamento di idrocarburi, specialmente in ecosistemi fragili ancora incontaminati, come l’ Adriatico, l’Artico e la costa orientale dell’oceano Atlantico. Vi preghiamo di aiutarci a spingere per una politica che tagli i sussidi s e le agevolazioni fiscali che i Governi offrono alle compagnie petrolifere, e li dirotti a favore di tecnologie basate sui fonti di energia rinnovabili e tecnologie pulite. Una tale politica significherebbe una maggiore crescita economica nel settore dell’energia e contemporaneamente consentirebbe la salvaguardia, e l’espansione di importanti settori economici quali il turismo, la pesca e l’agricoltura.

Santo Padre, Vi preghiamo di dar forza alla nostra voce in merito a questa nostra sofferenza e condannare coloro che cercano di distruggere la bellezza e la ricchezza della natura, regalataci da Dio, in nome del profitto. Un Vostro segnale, o anche poche parole su questo tema avranno una forte influenza sul popolo Croato, come pure sui politici croati. Il Vostro supporto avrebbe anche un’ enorme e positivo impatto sulle numerose organizzazioni ambientali e sui cittadini, non solo in Croazia, ma anche in tutti gli altri paesi della Macroregione Adriatico-Ionica: Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina, Slovenia e Italia, dove si lotta contro questo nemico potente e spietato che usurpa e vuole distruggere ciò che Nostro Signore ha creato.

Nella nostra fede, a Voi, Santo Padre, rivolgiamo le nostre numerose preghiere chiedendoVi aiuto. Umilmente Vi chiediamo di ricordarVi di noi nei Vostri discorsi pubblici, nelle Vostre preghiere e azioni e di fare un appello al buon senso per quanto riguarda la salvezza del mare Adriatico e dei suoi dintorni.

Saremmo onorati se Vostra Santità potesse dedicarci anche una piccola parte del Suo prezioso tempo, e concedesse un’ udienza a una nostra delegazione, in modo da poter esprimere ulteriormente le nostre preoccupazioni circa la portata di questa importante e delicata questione. Nella speranza di una Vostra risposta positiva, Vi ringraziamo per il Vostro tempo e la Vostra considerazione.

Estendiamo a Voi le nostre preghiere, possa l’ Altissimo mantenerVi, nel pieno della Vostra saggezza, alla guida della Santa Chiesa, premiare i Vostri nobili sforzi e donarVi una vita lunga.

Vi mandiamo i nostri più sinceri saluti


Thursday, June 18, 2015

Laudato si: le frasi piu' belle dell'enciclica sul clima




Eccoci qui. La prima enciclica mai scritta tutta sull'ambiente.  Si puo' scaricare qui.

Laudati si: 184 pagine di urgenza e di invito all'azione. E' bellissimo questo modo semplice, chiaro, nonambiguo, scientifico, di scrivere e di leggere.

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"Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile."


"Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio"


"I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi."


"L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature."


"La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone.


"Ma il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di
consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare."

 

"Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. È vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana."


"Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri.

"Il mio predecessore Benedetto XVI ha rinnovato l’invito a "eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente"


"Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L’innalzamento del livello del mare, ad esempio, può creare situazioni di estrema gravità se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono situate in zone costiere."



"Oggi riscontriamo, per esempio, la smisurata e disordinata crescita di molte città che sono
diventate invivibili dal punto di vista della salute, non solo per l’inquinamento originato dalle
emissioni tossiche, ma anche per il caos urbano,
i problemi di trasporto e l’inquinamento visivo e acustico. Molte città sono grandi strutture
inefficienti che consumano in eccesso acqua ed
energia. Ci sono quartieri che, sebbene siano stati
costruiti di recente, sono congestionati e disordinati, senza spazi verdi sufficienti. Non si addice
ad abitanti di questo pianeta vivere sempre più
sommersi da cemento, asfalto, vetro e metalli,
privati del contatto fisico con la natura."
"Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data. Ciò consente di rispondere a un’accusa lanciata contro il pensiero ebraico-cristiano: è stato detto che, a partire dal racconto della Genesi che invita a soggiogare la terra (cfr Gen 1,28), verrebbe favorito lo sfruttamento selvaggio della natura presentando un’immagine dell’essere umano come dominatore e distruttore. Questa non è una corretta interpretazione della Bibbia come la intende la Chiesa. Anche se è vero che qualche volta i cristiani hanno interpretato le Scritture in modo non corretto, oggi dobbiamo rifiutare con forza che dal fatto di essere creati a immagine di Dio e dal mandato di soggiogare la terra si possa dedurre un dominio assoluto sulle altre creature. È importante leggere i testi biblici nel loro contesto, con una giusta ermeneutica, e ricordare che essi ci invitano a « coltivare e custodire » il giardino del mondo (cfr Gen 2,15). Mentre « coltivare » significa arare o lavorare un terreno, « custodire » vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura."

"Il dramma di una politica focalizzata sui risultati immediati, sostenuta anche da popolazioni consumiste, rende necessario produrre crescita a breve termine. Rispondendo a interessi elettorali, i governi non si azzardano facilmente a irritare la popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo o mettere a rischio investi136menti esteri. La miope costruzione del potere frena l’inserimento dell’agenda ambientale lungimirante all’interno dell’agenda pubblica dei governi."


"Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali."




Wednesday, June 3, 2015

Il papa, l'enciclica sui cambiamenti climatici e i petrolieri


and now...


** Nota: il papa non ha un master in chimica, ma e' una sorta di perito chimico. Molti siti USA riportavano la storia del master, ed e' stato da li che ho preso le info. La sostanza resta.**


Fra esattamente due settimane verra' presentata la prima enclica di Papa Francesco. Si chiamera' "Laudato sii", in onore di San Francesco e del suo amore per la natura.

L'enclica conterra' una critica al consumismo e al capitalismo sfrenato, ma si concentrera' sui cambiamenti climatici, causati dall'uomo. Il Papa ha consultato vari esperti e scienziati prima di scrivere Laudato sii,  addirituttura promuovendo un convegno in Vaticano sul tema il giorno 28 Aprile 2015. L'intento e' di diffonderla prima del grande, ennesimo, convegno sul clima di Parigi fra sei mesi. L'enfasi e' certo sulla natura, ma c'e' anche una forte compomente di giustizia sociale.  I piu' vulnerabili quando arrivano le catastrofi dovute ai cambiamenti climatici sono sempre i piu' poveri, che perdono accesso a terreni e all'acqua potabile. Il messaggio e' che non sono solo gli orsi polari a soffrire, e' l'umanita' intera.

Tutto bene allora? La quasi totalita' del mondo scientifico e' concorde che i cambiamenti climatici sono reali e sono causati dall'uomo. L'enclica dovrebbe essere semplicemente la Chiesa che fa la sua parte per migliorare il pianeta, come da imperativo morale e religioso.

E invece no. I lupi in fabula sono sempre loro. I petrolieri, i politici che li appoggiano e che vengono ampiamenti ripagati di tali appoggi con fondi per le campagne elettorali, e i centri di ricerca finanziati dai petrolieri. Si sono tutti sfogati come meglio hanno potuto in queste settimane contro il Papa.
Di tutto hanno tirato fuori .

Inizia "The Heartland Institute" con sede a Chicago. Non dicono chi li finanzia ma e' noto che hanno ricevuto quasi 800mila dollari da ExxonMobil e da Chevron, e che ricevono finanziamenti dai fratelli Koch, investitori che hanno fatto la loro fortuna con il petrolchimico. Per dirne una, The Heartland Institute tuttora continua a dire che il fumo di sigaretta non fa male. E si, hanno ricevuto fondi pure da Phillip Morris. Bene, The Heartland Institute ha mandato una delegazione a Roma per informare il Papa che la crisi dei cambiamenti climatici non esiste! Il presidente Joseph Bast ha dichiarato:

"Gli umani non stanno causando una crisi climatica sul pianeta verde di Dio, stanno solo realizzando il loro dovere biblico di proteggere la terra e di usarla per il bene dell'umanita'. Sebbene il Papa abbia buone intenzioni, nell'appoggiare le posizioni non scientifiche dell'ONU sui cambiamenti climatici sta facendo un disservizio al suo gregge [...] I poveri soffiranno terribilmente se l'accesso all'energia -- il motore della prosperita' e di una vita migliore --  diventera' piu' costoso e meno affidabile per decreti imposti dall'alto."

Ipse dixit.

Jim Lakely, un altro portavoce della Heartland Insitute dice che il Papa non e' bene consigliato dall'ONU su questo complicato tema scientifico e che i cattolici dovrebbero analizzare l'evidenza da stessi e capire che il Santo Padre e' una autorita' su temi spirituali ma non su quelli scientifici.

Arriva The American Petroleum Institute, la potente lobby dei petrolieri americani a dichiarare a The Guardian che le "fonti fossili sono uno strumento vitale per sollevare le popolazioni dalla poverta' in tutto il mondo, e noi abbiamo questo impegno"


Si, vaglielo a spiegare in Nigeria dopo cinquant'anni di Shell e di ENI.

E in questi primi giorni di giugno arriva anche Rick Santorum a bagnare il pane nell'olio. Santorum e' candidato alle presidenziali USA come repubblicano per il 2016. Dice che la chiesa cattolica dovrebbe lasciare le questioni scientifiche agli scienziati perche' qualche volta su questo tema hanno sbagliato. Dovrebbero focalizzarsi su teologia e moralita' e che "Quando la chiesa si immischia in teorie politiche e controversie scientifiche credo che non sia altrettanto potente ne credibile. "

Ma non c'e' alcuna controversia -- il 97% degli scienziati e' concorde sull'origine antropogenica dei cambiamenti climatici. In quanto alla moralita' -- cosa c'e' di morale invece nel restare a guardare impassibili la distruzione del pianeta a causa dell'uso smisurato di fonti fossili? Anzi, il Vaticano avrebbe dovuto scrivere questa enciclica dieci anni fa!

E' evidente che i nostri eroi hanno paura della chiesa, dei suoi 1.2 miliardi di seguaci e della sua presenza capillare in ogni angolo del globo. E il carisma di Papa Bergoglio certo non guasta.

Come sempre i piagnistei dei petrolieri non sono altro che il canto del cigno morente.

In tutto il mondo ci si prepara per questa enclica con entusiasmo. In Australia verra' distribuita sottoforma di libro in tutte le parrocchie. Nelle Filippine tutte le chiese di Manila suoneranno le campane a festa il giorno dell'enciclica. In Argentina creeranno delle preghiere speciali collegate a Laudato sii. Negli USA i vescovi preparano modelli di omelie sui cambiamenti climatici da diffondere fra il clero.

Manca solo una cosa alla chiesa: di divestire il suo immenso patrimonio da fondi petroliferi. C'e' un detto americano che dice ``Put your money where your mouth is."  La bocca ed il portafoglio devono stare nello stesso posto. Oh yes, we can.

Qui la petizione per chiedere al Vaticano di divestire dalle fonti fossili.





What’s also interesting is that the Catholic Church has decided to interfere in matters of science quite a few times over their nearly 2,000 year history, but you’re not going to see Rick Santorum complain about the time the Vatican had Galileo tried and convicted for heresy simply for supporting the theory that the Earth orbited the Sun, rather than the other way around. Via CBS Philly: “The perception that the media would like to give of Pope Francis and the reality are two different things…I’m a huge fan of his, and his focus on making sure that we have a healthier society…I support completely the Pope’s call for us to do more to create opportunities for people to be able to rise in society and care for the poor. That’s our obligation as a society.” Seeing that it is expected by many that Pope Francis will release an encyclical on climate change, Santorum says he disagrees with what he expects to hear in it. “The Church has gotten it wrong a few times on science, and I think we’re probably better off leaving science to the scientists and focus on what we’re really good on, which is theology and morality. When we get involved with political and controversial scientific theories, then I think the church is probably not as forceful and credible.” According to Santorum, this is not the first time that he has told religious leaders to shy away from matters of science and focus more on the church’s principles. (Source) Whether Rick Santorum (along with the rest of the 2016 Republican candidates) wants to admit it or not, climate change is real and human activity is responsible for accelerating it. He also claims to be a supporter of Pope Francis and his message, but it seems that the only things that the Church teaches that Rick Santorum cares about are abortion, contraception and of course, that gay people are icky and going to Hell. The other things that Catholic doctrine talks about like taking care of the poor, the elderly and the sick? Nah, you can count Rick Santorum out on those since he subscribes to the teachings of the Republican Gospels when it comes to those issues. Republicans, including Rick Santorum, have repeatedly ignored the fact that 97% of climate scientists agree that climate change during the last 100 years is due to human activity, and Rick Santorum himself has called climate change a “hoax” and “bogus.” Despite the many faults of the Catholic Church, it’s a good thing that Pope Francis is addressing climate change, and conservative Catholic politicians here in the United States are furious with him because of that. Maybe Rick Santorum should take his own advice, shut his mouth, and actually listen to scientists for once.

Read more at: http://www.forwardprogressives.com/rick-santorum-tells-pope-francis-keep-mouth-shut-science/

Monday, September 1, 2014

Vaticano: divestite dalle fonti fossili!


Per puro caso, l'ENI in piazza San Pietro





Il gruppo 350.org, guidato da Bill McKibben, e' uno dei principali movimenti del mondo contro i cambiamenti climatici. Nel corso degli anni hanno lanciato varie iniziative, fra cui sit in alla Casa Bianca contro l'oleodotto Keystone XL dal Canada, o "Hands on the Sand", catene umane lungo la spiaggia contro le trivellazioni, evento ripreso anche in Italia.

Qualche anno fa hanno iniziato una campagna per chiedere ad universita' ed enti di pubblici di divestire dalle fonti fossili. In questi giorni hanno lanciato un nuovo appello: chiedere anche al Vaticano di divestire da petrolio e gas.

Il gruppo di Bill Kibben si ispira alla imminente enciclica di Papa Francesco sul ruolo dell'umanita' nella cura della Terra, e ricorda che se e' eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora e' anche eticamente sbagliato trarne profitti. E questo e' qualcosa su cui tutti possono essere d'accordo - cristiani ed atei.

Negli ultimi due anni, centinaia di universita', citta' e comunita' di fede in tutto il mondo hanno aderito all'iniziativa di divestire dalle fonti fossili.  Nel mese di giugno 2014, l'Universita' di Dayton in Ohio e' diventata la prima universita' cattolica ad impegnarsi nel divestimento. Ora e' il momento del Vaticano: papa Francesco ha l'opportunita' di aggiungere la sua voce -- e quella di 1.2 miliardi di cattolici -- alla richiesta di divestimento dalle fonti fossili.

Il Vaticano e' stato il primo stato del mondo ad emissioni zero di CO2, e questo e' un buon inizio.  Ma non basta: adesso viene chiesto al papa di usare il suo potere affinche' la Banca del Vaticano, con il suo bottino di 8 miliardi di dollari, cessi ogni investimento nell'industria fossile, perche' e' questa la principale responsabile dei cambinamenti climatici.

Il papa ne ha parlato in varie occasioni, ed e' evidente che sussiste un imperativo morale ad agire: se non facciamo nulla le conseguenze saranno disastrose, specie per i piu' vulnerabili.

La campagna per il divestimento dalle fonti fossili e' stata finora di gran successo: a Luglio il World Council of Churches, che rappresenta circa 500 milioni di persone ha votato per il divestimento. La Chiesa Cattolica non fa parte di questo gruppo.  Ad Aprile del 2014 vari gruppi religiosi dall'Australia e dal Nord America hanno scritto al Papa Francesco, illustrando perche' il divestimeno fosse un imperativo morale per la Chiesa Cattolica.

E' evidente che se la banca del Vaticano decidesse di seguire una strada simile, sarebbe un segnale forte anche per il nostro scellerato governo che pare ancorato in tutto e per tutto alle trivellazoni in ogni parte d'Italia.






Friday, June 27, 2014

Un messaggio a Papa Francesco da Los Angeles



Nalleli's Message to the Pope 


Buon giorno Papa Francesco,

mi chiamo Nalleli Cobo.

Prima di tutto vorrei augurarle pace e gioia in occasione dell'arrivo dell'anno nuovo.

Vorrei condividere la mia storia con lei, Papa Francesco.

Ho 13 anni e frequento la Saint Vincent School in Los Angeles, California, USA.

Per gli scorsi quattro anni ho sofferto problemi di sangue dal naso, mal di testa, dolori alla pancia e problemi al cuore e come me molti altri bambini e famiglie nella mia comunita'.

Vivo di fronte l'impianto petrolifero che si chiama Allenco che e' vicino al Mount Saint Mary College. Temiamo che sia questo che ci sta facendo ammalare tutti noi.  Il dipartimento di Salute Pubblica e' d'accordo con noi.

Dopo molto lavoro la nostra comunita' e' riuscita a fare chiudere il campo petrolfiero, temporaneanmente.

Ogni giorno pero' temiamo che il campo potrebbe riaprire e che di nuono saremo esposti a emissioni tossiche.

E' per questo che la sto contattando. Abbiamo bisogno del suo aiuto per far si che il campo sia chiuso permanentemente.

Abbiamo scoperto che il campo di petrolio si trova su terra di proprieta' dell'arcidiocesi di Los Angeles. Ci sono molte altre cose per cui questa terra potrebbe essere usata e che sarebbe di beneficio alla comunita', come un parco, orto botanico, o case popolari.

Certo non l'uso che potrebbe essere dannoso alla salute della gente.
Sono convinta che lei fara' la cosa giusta.

Vorrei che lei fosse qui accanto a me, prendendomi per mano e combattendo assieme.

Grazie

Nalleli Cobo.

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Nalleli Cobo

Nalleli Cobo con la senatrice Barbara Boxer

Il campo della Allenco nel bel mezzo di scuole e appartamenti a South Los Angeles

Il campo della Allenco, su proprieta' dell'arcidiocesi fra le case a South Los Angeles

 Il campo della Allenco visto dall'alto




Los Angeles e dintorni, fine 1890-1930 
 Ne erano orgogliosi.

Di tutto cio' e' rimasto poco,
pero' dal passato non sempre si scappa.


















Nalleli Cobo ha 13 anni, vive vicino ad un campo petrolifero a Los Angeles e quello in alto e' il suo video per papa Francesco. Il papa nuovo che diverse volte ha ribatito l'impegno della chiesa cattolica in difesa del creato.


E infatti nel Vaticano ci sono stati vari eventi collegati alla protezione dell'ambiente: a Maggio la conferenza dal titolo “Sustainable Humanity, Sustainable Nature, Our Responsibility”, per discutere dei problemi collegati ai cambiamenti climatici e in favore della sostenibilita' dal titolo. Di nuovo il 21 Maggio 2014 il papa ha ricordato che "Siamo noi i custodi del creato. Se distruggiamo il creato, il creato distruggera' noi. Non dimentichiamolo mai”.

Perfetto.

Torniamo allora a Los Angeles.

All'inzio del 1900 ci fu qui un "oil boom", con pozzi dappertutto, in citta', in riva al mare, fra le case. Appena sparsa la voce dell'esistenza dell'oro nero corsero tutti qui, pensando di arricchirsi, e qualcuno ci riusci'. Fra questi Mr. Edward Doheny, un petroliere dalla vita variopinta e costeggiata di scandali e drammi familiari, che dono' varie sue proprieta' per fare parchi statali, per costruire chiese e pure la biblioteca dell'Universita' della California del Sud (USC). E' lui il personaggio che ha ispirato il film "There will be blood" con Daniel Day Lewis premio Oscar. La casa di Doheny e' ora un museo.

Negli anni '50 i discendenti della famiglia Doheny donarono alcune proprieta' alla chiesa cattolica di Los Angeles, nel cuore della citta'. Erano vecchi campi di petrolio.

Nel 2009 l' Arcidiocesi della citta' degli angeli ben penso' di affittare queste proprieta' ad una ditta petrolifera, la Allenco che riusci' ad aumentare la produttivita' del campo del 400%.  La ditta e' di proprieta' di Mr. Peter Allen ed il vice presidente delle operazioni si chiama Timothy James Parker.

Immediatamente i residenti iniziarono a lamentarsi di aria malata, con tutta una serie di disturbi persistenti nel tempo: perdite di sangue dal naso, mal di testa, irritazioni del sistema respiratorio, nausea.  Non e' questa la Los Angeles dei film: chi vive vicino a questi pozzi e' per lo piu' "low income", immigrati e gente modesta che riesce a malapena ad arrivare alla fine del mese. 

Il 25 Gennaio 2011 i fumi tossici della Allenco hanno mandato all'ospedale tredici persone del vicino Mount St. Mary's College, anche questo donato da Mr. Doheny alla comunita'.

Nel corso di tre anni ci sono state 251 segnalazioni di puzze insopportabili, e la Allenco ha ricevuto  15 citazioni per inquinamento. I vigili del fuoco hanno evidenziato che i sistemi di protezione dagli incendi non sono a norma e che non ci sono piani di evacuazione, gli ispettori dello stato della California notano che il materiale tossico non e' stato ben inventoriato e che alcune sostanze chimiche sono conservate a cielo aperto. Il tutto in una zona densamente abitata. I livelli di alcuni composti organici volatili erano 10mila volte superiore al normale.

Attorno al campo della Allenco ci sono state perdite di materiale di scarto dalle trivellazioni, con traccie di inibitori e di acidi usati per arrivare a quel 400% di aumento di produttivita'. La Allenco ha cercato di camuffare gli odori con deodoranti al sapore di cigliegia. Hanno poi chiamato degli "esperti" di parte che hanno concluso che i fumi tossici erano rispettosi dei limiti legali e non dannosi. E poi, per essere generosi hanno regalato degli impianti di aria condizionata al Mount Saint Mary
College.

E sono andati avanti imperterriti.

A un certo punto le autorita' non hanno potuto fare a meno di intervenire. Durante una delle ispezioni, il giorno 24 Ottobre 2013, ci sono stati dei malori fra gli stessi ispettori a causa dell'aria irrespirabile. Il dipartimento della salute della citta' ha concluso che la colpa di tutti quei malori - di ispettori e di residenti - e' da attribuire all'esposizione a tassi bassi ma persistente nel tempo di sostanze tossiche collegate agli idrocarburi e al loro sfruttamento.

EPA and county health investigators suspect that constant exposure to extremely low levels of pollutants, including hydrogen sulfide, a colorless flammable gas that occurs naturally in petroleum and natural gas, is contributing to the illnesses reported by neighbors.
 
La senatrice della California Barbara Boxer e' intervenuta anche lei, chiedendo -- ed ottenendo -- un fermo temporaneo delle operazioni della Allenco, e a Gennaio del 2014 la citta' ha presentato una mozione chiedendo la chiusura definitiva di questo campo di petrolio. Nel rapporto c'e' scritto

"Nessuna comunita' dovrebbe vivere cosi, con la finestre chiuse, i bambini tenuti dentro casa per proteggerne la salute e i vicini che cercano sollievo da condizioni intollerabili"

Una delle portavoci dell'aricdiocesi di Los Angeles, Monica Valencia dice che stanno esaminando le proeoccupazioni dei residenti, che stanno riconsiderando il loro contratto con la Allenco, e che cercano di fare quello che possono per far si che le operazioni della Allenco siano rispettose dei contratti stipulati.

Io penso che sia troppo poco, e che nel 2014 non e' accettabile che la chiesa cattolica affitti terreni ai petrolieri per spremere tutto lo spremibile dal sottosuolo e facendo ammalare i bambini. Il papa aveva detto che chi ha posizioni di potere deve usarlo anche per il rispetto dell'ambiente.

Spero vivissimamente che in qualche modo questa storia arrivi a chi di dovere in Vaticano e che magari con pressioni da Roma, l'Arcidiocesi di Los Angeles decida di rescindere il suo contratto con la Allenco. Affittare un terreno a dei petrolieri, vicino alle case di persone non abbienti, non e' cosa saggia, non e' cosa morale per nessuna religione.

Spero che la voce di Nalleli sia ascoltata e che invece di pozzi sorga presto un parco.

A Papa Francesco: yes you can.