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Thursday, June 1, 2017

Cento-ottantasette sindaci USA manterranno Parigi, con o senza Trump


Update 3 Giugno 2017: Siamo arrivati a 187 sindaci
in rappresentanza di 52 milioni di persone

in rappresentanza di 47 milioni di persone

Sono queste cose che fanno questa nazione grande. Non ci si arrende, e si continua a fare le cose giuste, senza paura.

Il giorno primo giugno, appena Trump ha annunciato il suo nefasto progetto di uscire da Parigi, 68 sindaci hanno promesso di restarci dentro. Sono repubblicani e sono democratici.

Fanno parte dei sessantotto i sindaci di New York, Chicago, Seattle, Boston, Los Angeles, San Francisco, Miami. Ma anche Houston, Palm Beach, Little Rock, citta' in stati tradizionalmente repubblicani, e a volte anche culla del petrolio.

La lista si allunga.

Eccoli tutti. A loro grazie.

La lettera integrale e' qui:

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As 68 Mayors representing 38 million Americans, we will adopt, honor, and uphold the commitments to the goals enshrined in the Paris Agreement. 

We will intensify efforts to meet each of our cities’ current climate goals, push for new action to meet the 1.5 degrees Celsius target, and work together to create a 21st century clean energy economy.

We will continue to lead. 

We are increasing investments in renewable energy and energy efficiency. 

We will buy and create more demand for electric cars and trucks. 

We will increase our efforts to cut greenhouse gas emissions, create a clean energy economy, and stand for environmental justice. 

And if the President wants to break the promises made to our allies enshrined in the historic Paris Agreement, we’ll build and strengthen relationships around the world to protect the planet from devastating climate risks.

The world cannot wait — and neither will we.

Signed,

Mayor Eric Garcetti
City of Los Angeles, CA

Mayor Martin J Walsh
City of Boston, MA

Mayor Bill de Blasio
New York City, NY

Mayor Sylvester Turner
City of Houston, TX

Mayor Madeline Rogero 
City of Knoxville, TN

Mayor Rahm Emanuel
City of Chicago, IL

Mayor Ed Murray
City of Seattle, WA

Mayor Jim Kenney
City of Philadelphia, PA

Mayor Kasim Reed
City of Atlanta, GA

Mayor Lioneld Jordan
City of Fayetteville, AR

Mayor Kathy Sheehan
City of Albany, NY

Mayor Christopher Taylor
City of Ann Arbor, MI

Mayor Susan Ornelas
City of Arcata, CA

Mayor Esther Manheimer
City of Asheville, NC

Mayor Steve Skadron
City of Aspen, CO

Mayor Steve Adler
City of Austin, TX

Mayor Jesse Arreguin
City of Berkeley, CA

Mayor John Hamilton
City of Bloomington, IN

Mayor Suzanne Jones
City of Boulder, CO

Mayor Miro Weinberger
City of Burlington, VT

Mayor Jennifer Roberts
City of Charlotte, NC

Mayor Mary Casillas Salas
City of Chula Vista, CA

Mayor Stephen K Benjamin
City of Columbia, SC

Mayor Jeffrey Cooper
Culver City, CA

Mayor Michael Hancock
City of Denver, CO

Mayor Roy D Buol
City of Dubuque, IA

Mayor William V Bell
City of Durham, NC

Mayor David Kaptain
City of Elgin, IL

Mayor Lucy Vinis
City of Eugene, OR

Mayor Karen Freeman-Wilson
City of Gary, IN

Mayor Sly James
Kansas City, MO

Mayor Adam Paul
City of Lakewood, CO

Mayor Mark Stodola
City of Little Rock, AR

Mayor Robert Garcia
City of Long Beach, CA

Mayor Dennis Coombs
City of Longmont, CO

Mayor Philip Levine
City of Miami Beach, FL

Mayor Tom Barrett
City of Milwaukee, WI

Mayor Mark Gamba
City of Milwaukie, OR

Mayor Betsy Hodges
City of Minneapolis, MN

Mayor Jon Mitchell
City of New Bedford, MA

Mayor Mitch Landrieu
City of New Orleans, LA

Mayor Libby Schaaf
City of Oakland, CA

Mayor Buddy Dyer
City of Orlando, FL

Mayor Greg Scharff
City of Palo Alto, CA

Mayor Jack Thomas
Park City, UT

Mayor Greg Stanton
City of Phoenix, AZ

Mayor William Peduto
City of Pittsburgh, PA

Mayor Ted Wheeler
City of Portland, OR

Mayor Jorge O Elorza
City of Providence, RI

Mayor Hillary Schieve
City of Reno, NV

Mayor Darrell Steinberg
City of Sacramento, CA

Mayor Christopher Coleman
City of Saint Paul, MN

Mayor Jackie Biskupski
Salt Lake City, UT

Mayor Ed Lee
City of San Francisco, CA

Mayor Sam Liccardo
City of San Jose, CA

Mayor Helene Schneider
City of Santa Barbara, CA

Mayor Javier M Gonzales
City of Santa Fe, NM

Mayor Ted Winterer
City of Santa Monica, CA

Mayor Joe Curtatone
City of Somerville, MA

Mayor Scott A Saunders
City of Smithville, TX

Mayor Rick Kriseman
City of St Petersburg, FL

Mayor Stephanie A Miner
City of Syracuse, NY

Mayor Andrew Gillum
City of Tallahassee, FL

Mayor Jonathan Rothschild
City of Tucson, AZ

Mayor Muriel Bowser
City of Washington, D.C.

Mayor Jeri Muoio
City of West Palm Beach, FL

Mayor Christopher Cabaldon
City of West Sacramento, CA

Mayor Allen Joines
City of Winston Salem, NC

Updated signatories as of 4pm PT on June 1st, 2017

Friday, March 17, 2017

La chiesa si solarizza -- i cambiamenti climatici un attacco alla sacralita' della vita


Il Vaticano




Electrician Matt Fausher of Sullivan Solar Power installs solar panels on the roof of a classroom building at Saint John the Evangelist School in Encinitas on Dec. 1, 2016.
Saint John the Evangelist School, Encinitas, CA 



Townsville, Queensland, Australia
31 scuole cattoliche al sole, risparmio di 250mila dollari l'anno 



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Non sono belle queste foto? 
 Che uno sia credente o no, e' bello vedere persone che fanno cose buone
con il loro tempo, i loro soldi, la loro energia


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If we want to leave our children an inhabitable earth, 
if we have a responsibility to the unborn, 
we have a responsibly to act on climate



We are depleting the resources of the created order at such a rate 
that humanity won’t be able to survive 
unless we change the patterns that we’ve been engaged in

 Robert McElroy, vescovo di San Diego









We’re talking about hundreds of millions going to be impacted, particularly the innocent. 
That’s where it becomes a religious issue.
Veerabhadran Ramanathan, 
Scripps Institute San Diego



Tutti sappiamo, nel bene e nel male, quanto importante sia per la chiesa cattolica opporsi all'aborto e alla pena di morte. E questo perche' secondo il credo cristiano la vita e' sacra, sempre. 

E i cambiamenti climatici? Quelli non sono un attacco alla sacralita' della vita del creato, inteso nel senso piu' ampio della parola - l'uomo, le specie animali e vegetali?

E' una domanda che si sono posti anche i vescovi americani che pian piano, da San Diego ad Atlanta,  iniziano a diffondere il messaggio che i cambiamenti climatici sono un si, un vero e proprio attacco alla sacralita' della vita.  I fedeli vengono chiamati ad abbassare i propri livelli di consumismo,  mangiare meno carne, guidare di meno, installare apparecchi salva-energia, pannelli solari e mettere pressione ai propri leader politici, spinti dall'enciclica Laudato Si di Papa Francesco di un anno fa.

C'e' anche una componente di giustizia sociale: spesso sono i piu' poveri a soffrire di piu' per carestie e alluvioni causate dai cambiamenti climatici, gente che non ha causato i disastri e che meno possono permettersi di resistere, perche' economicamente svantaggiati. 

Sarah Spengeman e' la direttrice di Catholic Climate Covenant, una non-profit creata nel 2006 per sensibilizzare il clero a fare di piu. Lei dice senza indugio che certamente i cambiamenti sono un assalto alla vita e che la gente muore per colpa di siccita' alluvioni, tempeste portate dal clima non-naturale.

Nell'autunno del 2016 la conferenza episcopale dei vescovi cattolici americani e Catholic Climate Covenant hanno formalizzato un programma di mobilitazione per agire dopo l'enciclica del papa.
Negli USA ci sono 195 vescovi e 19000 preti. 

E sono partiti.

Hanno deciso di dare piu' spazio nei bollettini della chiesa a iniziative green e di dover parlare di piu' di cambiamenti climatici e di ambiente durante le prediche, negli incontri dove si parla di bibbia, e in generale in tutti i mezzi di comunicazione della chiesa.

Fra le arcidiocesi piu' attive, quella di Chicago dove le parrocchie cambiano: installano sistemi di risparmio energetico e mettono pannelli solari sui tetti di scuole e chiese.

A San Diego gia' 24 chiese hanno i tetti al sole ed entro pochi anni tutte le 99 chiese della diocesi avranno installato pannelli fotovoltaici.

La parrocchia detta "Our Mother of Confidence" di San Diego, e' passata al solare, usa lampadine LED e hanno pure messo dei speciali filtri ai vetri in modo da ridurre il consumo di aria condizionata. Ogni anno fanno 30,000 dollari di meno di costi per l'elettricita'.

Iniziative simili arrivano da Atlanta, Iowa, New Mexico, e in verita' da tutto il mondo. 

La chiesa cattolica ha il maggior numero di aderenti di qualsiasi altra religione qui negli USA. Il fatto che sia cosi impeganata contro i cambiamenti climatici e' utile perche' da l'esempio agli altri gruppi. E certo aiuta che il Papa abbia una cosi grande visbilita' a livello mondiale e che sia stato cosi chiaro sull'urgenza di agire contro le fonti fossili e in favore dell'ambiente.

Non tutti sono cosi progressisti. Alcuni professori cattolici, come Jay Richards della Catholic University of America a Washington, dice che i cambiamenti climatici non sono necessariamente immorali.

Il vescovo di San Diego, Robert McElroy dice che occorre che la chiesa faccia di piu' per dare l'esempio ai fedeli, e che occorrre un dialogo maggiore fra gente di chiesa, di scienza e della vita normale. 

E' quasi ironico che l'arrivo di Trump e il suo negazionismo, la sua contrarieta' agli accordi di Parigi,  abbiano maggiormente galvanizzato le persone, e anzi c'e' una sorta di partnership fra le parrocchie e gli scienziati, con lo scopo comune di proteggere il pianeta,  e questo grazie anche al carisma di papa Francesco.

E non ci sono gli USA: tutte le 31 scuole relogiose di Townsville in Queensland, Australia si sono solarizzate con un risparmio di 250mila dollari. Chiese al sole ci sono anche in Germania, Canada, e credo in mille altri posti. Spesso sono i fedeli che fanno le raccolte fondi per installare il fotovoltaico sui tetti. Speriamo che queste cose arrivino, prima o poi, e mutatis mutandis, anche in Italia.

A dire il vero, da questo punto di vista abbiamo gia' il record di solare del mondo: e' il Vaticano, dove un investimento da $660 millioni di dollari su un impianto fotovoltaico di 100MW ha fatto del Vaticano la prima nazione del mondo per le rinnovabili.

Siamo a 200watt a test. Seconda, per fare un paragone, e' la Germania con 80 watt a testa.  Anche se piccolo, il Vaticano genera sufficente energua elettrica per alimentare le sue 40,000 famiglie.

Un caro saluto a Carmine Miccoli, che so che ha fatto del messaggio di salvaguardare la terra un vero impegno, e anche ai tre vescovi d'Abruzzo che nel 2008 si fecero promotori del no al centro oli di Ortona, Carlo Ghidelli, Bruno Forte e Tommaso Valentinetti.



Friday, March 3, 2017

La Shell nel 1991 - il clima cambia come mai prima dell'era glaciale




Region by region analysis of world temperature records shows a small but significant warming trend over the century with a marked increase in the 1980s. What the computer modellers are looking at is the possibility of change at a rate faster than at any time since the end of the ice age – change too fast perhaps for life to adapt, without severe dislocation

Global warming calls for a global response

Shell, 1991 
Climate of concern


Eccoci qui.

Lo sapevano, lo dicevano.
E poi se ne sono dimenticati.
O hanno fatto finta di dimenticarsene.

Succedeva 26 anni fa.

Il film in cui la Royal Dutch Shell, ditta di petrolieri olandesi, ammetteva che i cambiamenti climatici sono piu' rapidi che mai andando indietro da qui fino alle ere gliaciali e' del 1991 e si chiama Climate of Concern. Fu preparato con l'aiuto di vari scienziati dell'epoca fra cui Tom Wigley che a suo tempo lavorava presso il  Climate Research Unit alla University of East Anglia. 

Non c'e' spazio all'ambiguita' nel film: il messaggio era chiaro. Il mondo cambia a causa dei cambiamenti climaitici e i questi cambaimenti potrebbero essere troppo veloci perche' la vita cosi come la conosciamo possa adattarsi in tempo.

Dicevano tutto chiarissimamente:

isole tropicali che sarebbero diventate inospitali, sommerse dalle onde;
zone costiere sommerse di inquinamento;
profughi dovuti ad un clima sempre piu' ostile;
aumento dei livelli degli oceani; 
siccita', tempeste ed allagamenti fuori dal normale;
temperature piu' elevate;

Lo dicevano nel 1991!

Dicevano pure che tutti i modelli e gli scenari che avevano cercato di presentare nei loro modelli computazionali puntavano tutti alla stessa conclusione, chi piu' chi meno rapidamente: il mondo cambiera' drasticamente a causa dei cambi del clima.

Il film aggiungeva anche di essere d'accordo con il report presentato alle Nazioni Unite nel 1990 -- 27 anni fa! -- da un gruppo di scienziati sulla necessita' di agire per rallentare tali cambiamenti climatici.
"Climate of concern" termina con questa frase:

“Whether or not the threat of global warming proves as grave as the scientists predict, is it too much to hope as it might act as the stimulus – the catalyst – to a new era of technical and economic cooperation? Our numbers are many, and infinitely diverse. But the problems and dilemmas of climatic change concern us all.” 

Per vari anni il film fu proiettato nelle universita' e nelle scuole. Ma poi passo' di moda. Eppure ci avevano azzeccato su tutto.

Parlavano di sole, di efficenza energetica, di carbon taxes, dello spreco di CO2 che finisce in ambiente, di sovrappopolazione, dell'energia che i paesi in via di sviluppo avrebbero presto chiesto ed usato. Parlavano della necessita' di risparmiare: l'energia che usa una lampadina era per il 95% calore disperso nell'ambiente.

Quello su cui invece non hanno azzeccato e' la resistenza dei petrolieri stessi e la mancanza immediata di presa di coscienza fra il grande pubblico.

 Nel film si parla di azione collettiva, con un pizzico di ottimismo. Il mondo veniva dalla lotta globale contro la sostanza che stava distruggendo il buco dell'ozono, i CFC.  Tutti insieme si era cercato di risolvere il problema, e credo che quelli del video della Shell pensavano che lo stesso potesse applicarsi al petrolio.

Non fu cosi. La Shell per prima, negli anni a venire avrebbe negato l'evidenza, mentre continuava a trivellare, a estrarre monnezza sempre piu' monnezza nelle Tar Sands del Canada, nei fondali piu' profondi del mare, e con metodi sempre piu' aggressivi. E con i loro dinieghi, e con il loro seminare dubbi, non c'e' stata ne una veloce accettazione del problema da parte del pubblico, ne tantomeno azione.

I critici della Shell sono tanti, per avere predicato bene 25 anni fa e per avere poi fatto finta di niente, alla ricerca di denaro facile. Fra questi Jeremy Leggett, ex geologo del petrolio, ora diventato imprenditore del solare. Dice

"I honestly feel that this company is guilty of a modern form of crime against humanity. They will point out that they have behaved no differently than their peers, BP, Exxon and Chevron. For people like me, of which there are many, that is no defense.”

La Shell sapeva dei cambiamenti climatici anche prima del 1991. Gia' nel 1986 infatti un "report confidenziale" parlava di cambiamenti "veloci e drammatici" che "avrebbero avuto impatti nefasti sull'ambiente, sugli standard di vita futuri, sull'approvvigionamento di cibo e che potrebbero avere enormi conseguenze politic, sociali ed economiche.

E cosi, gia' nel 1989 la Shell si era costruita una mega piattaforma per essere al riparo dall'innalzamento dei livelli del mare. La Troll A e' in alto: e' la piattaforma piu' mostruosa del mondo.

Poi, quello stesso anno, le grandi amiche del petrolio formarono la Global Climate Coalition (GCC), per trovare scusanti e per decretare il tuttapposto. La Shell per lotte interne usci' da questo consorzio per incompatibilita' con le altre ed entro' in un altro gruppo con lo stesso scopo, la American Legislative Exchange Council. Rimase qui fino al 2015. Oggi invece fa parte del Business Roundtable e dell'American Petroleum Institute,che fanno gli interessi dei petrolieri e che sono stati fra i principali oppositori di tutte le leggi green varate da Obama e dall'Unione Europea.

Uno direbbe, ma perche' nel 1991 fecero e diffusero questo film?

Probabilmente perche' quando si rese conto di cosa stava accadendo, lo shock fu cosi grande che tutti -- petrolieri compresi -- ci si rese conto che occorreva agire, presto e in modo planetario, pure da parte dei signori trivellatori.

E poi il denaro prese il sopravvento.

Sapevano che le loro azioni avrebbero distrutto l'Artico, gli equilibri climatici mondiali, la vita sul pianeta come lo consociamo.

Non dissero mica, beh, reinventiamoci come ditta di rinnovabili, di sole, di vento, di conservazione energetica.

No. Propagandarono il tuttapposto, e fecero piani per continuare a trivellare, costi quel che costi ovunque e comunque e dovunque. Artico compreso.

Ad oggi la Shell ha ancora in ballo investimenti per 75 miliardi di dollari in petrol-progetti, sebbene sanno dal 1986 che saranno deleteri per il mondo.

Wednesday, July 25, 2012

Il fracking e i neonati


Protesta nazionale davanti al Congresso USA, Sabato 28 Luglio 2012



Ogni tanto vengono fuori altri dati sul perche' il fracking, fra i mille motivi, non porti niente di buono alle comunita' interessate.

 Elaine Hill dell'Universita' di Cornell, nel New York State ha deciso di esaminare la correlazione fra
la salute dei neonati e l'esposizione delle mamme ai gas tossici collegati al fracking.

Analizzando il registro nascite fra il 2003 ed il 2010, e le distanze dal luogo di residenza delle mamme dai centri di fracking e' riuscita a trovare che

1. Le madri che vivevano a circa 1.5 miglia dai pozzi di gas o meno, avevano figli con il 25% di probabilita' in piu' di essere sottopeso;

2. Le madri che vivevano a circa 1.5 miglia dai pozzi di gas o meno, avevano il 17% di probabilita' in piu' di avere figli con problemi di apprendimento, difficolta' visive e problemi respiratori come l'asma.

Elaine Hill ha discusso questi suoi risultati nell'articolo che dal titolo "Unconventional Natural Gas Development and Infant Health; Evidence from Pennsylvania" che sta finendo di scrivere.

Ma i motivi sul perche' dire no al fracking sono tanti : l' acqua, aria inquinati sono ncivi per tutti non solo per i neonati.

Allora, il 28 Luglio 2012 ci sara' una protesta nazionale anti-fracking a Washington DC con varie persone coinvolte nel movimento USA anti-fracking.

Ci saranno Josh Fox di Gasland, ci sara' Bill McKibben, quello di 350.org.

Ci saranno Mark Ruffalo, attore, Margot Kidder, la fidanzata di Superman nei film degli anni '80.

Ci saranno 130 organizzazioni nazionali che chiederanno al governo di vietare questa pratica al Congresso, e alle potenti lobby dell'American National Gas Alliance e all'American Petroleum Institute, che guarda caso, hanno i loro uffici proprio davanti al Congresso - per "convincerli" meglio.

La cosa interessante e' che all'inizio della protesta ci sara' anche una cerimonia religiosa di varie fedi, ebrei, cristiani, musulmani incluse "the Shalom Center" e the "Interfaith Moral Action on Climate", rabbini, iman e suore, tutti a chiedere che il fracking venga bannato.

Infine esiste un gruppo detto "Artists against fracking" a supporto di questa e di mille altre inziative contro il fracking, che include:

Paul Mc Cartney
Hugh Jackman
Yoko Ono
Liv Tyler
Salman Rushdie
Uma Thurman
Tim Robbins
Julianne Moore
Lady Gaga
Jeff Koons
Rosario Dawson

e altri artisti piu' o meno noti in Italia che hanno deciso di usare la propria notorieta' per qualcosa di buono. Con buona pace di Rocco Papaleo, che, piccolo piccolo, invece e' seduto a casa a contarsi i quattrini dell'ENI.



Friday, December 5, 2008

L'Italia: primi al modo per vergogna ambientale


In questi giorni si svolge la conferenza mondiale sul clima in Polonia, nella citta' di Poznan. Una commissione di 400 organizzazioni non governative, chiamata Climate Action Network (CAN) ha appena assegnato il Fossile del giorno al paese che di piu' si e' distinto per azioni di disturbo e sabotaggio al processo di mitigazione dei cambiamenti del clima.

E chi e' questo vincitore? Gli USA che non firmano Kyoto? L'inquinatissima Cina? No, siccome ci ostiniamo a basare la nostra economia con i combustibili fossili, il vincitore siamo noi!
All'Italia il fossile del giorno

Il ministro dell'ambiente italiano Stefania Prestigiamo, in particolare, è accusata dai rappresentanti del CAN di SABOTARE il pacchetto su clima e energia in discussione alla UE, affermando che gli obiettivi del 20% entro il 2020 (riduzione delle emissioni, aumento dell' efficienza e delle rinnovabili) sarebbero irrealistici e costosi.

"L'Italia è convinta di riuscire a minare alle basi la conferenza di Poznan con i suoi complotti, tanto che i suoi ministri affermano che prima della prossima conferenza di Copenhagen tutti gli obiettivi dovranno essere ridefiniti. L'Italia è molto intelligente, ma il CAN ha occhi dappertutto. E così, Fossili per voi!"

"Il Fossile del giorno è un segnale. L'Italia con le sue posizioni, è rimasta sola in Europa. Finanche il ministro dell'Ambiente polacco ha dichiarato che il suo Paese perseguirà il taglio del 30% delle emissioni."


Io vorrei dedicare questo premio alla nostra classe politica che ci ha portato fin qui senza un minimo di programmazione concertata e visionaria per il futuro. Dove eravamo noi 30 anni fa quando la Danimarca decideva di lanciarsi nell'energia eolica? Dove eravamo 10 anni fa quando firmammo Kyoto?

Spero che quella attuale si svegli dal suo torpore e affronti la situazione con coraggio, leggendo, chiedendo a gente piu esperta e con l'umilta' di riconoscere che la situazione e' grave e che invece di proteggere l'ENI occorre proteggere il pianeta. Stefania Prestigiacomo .. che dire, cerca di diventare competente al piu' presto di temi ambientali! Non si e' nemmeno presentata a ritirare il premio.

Spero anche che questa storia faccia riflettere i vari politici locali Abruzzesi, l'ignoranza dei quali ci ha portato ad un passo dalle trivelle, senza chiedere niente a nessuno, e con assolutamente nessuna coscienza delle conseguenze nefaste della loro codardia *prima* che arrivasse il popolo.

La nuova classe politica DEVE essere piu' onesta, piu' innamorata della terra e della sua gente. Deve non mettere piu' i bastoni fra le ruote a tutti quelli che vogliono impegnarsi con le energie alternative, e che anzi le incentivino con l'ESEMPIO senza pensare a chi ci dovra' mangiare sopra.

LEGGETE, VIAGGIATE ED APRITE GLI OCCHI: LE ENERGIE ALTERNATIVE SONO ATTUABILI DA ADESSO. IL PETROLIO NON CI SERVE!