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Thursday, January 17, 2019

Matteo Salvini: trivelli casa sua per primo


Matteo Salvini si sveglia ora petrol-favorevole, ed esordisce cosi:  “Non si può dire ‘no’ a tutto e andare in giro con le candele”.

Intanto, caro Matteo, se trivelliamo quelle candele le dovremo portare tutte al cimitero - della morte
ambientale e civile.

Seguendo stupidi luoghi comuni, il nostro ministro dell'interno dice

 “Non si può dire no al carbone, no al petrolio, no al metano, no alle trivelle, mica possiamo andare in giro con la candela e accendere i legnetti. Di tutto il resto si può discutere, ma con i soli ‘No’ non si campa”. 

E infatti io dico si!

Dico si al sole, al vento. Dico si ai trattati di Parigi. Dico si agli investimenti per il risparmio energetico. Dico si alle automobili elettriche. Dico si alla vita sana e onesta. Dico si all'energia che davvero abbiamo in Italia e non ai miraggi petroliferi che stanno solo nei petrol-sogni dell'ENI. Dico si alla democrazia sana. Dico si alle territori liberi dall'inquinamento, dalla paura del terremorto, del terreno che spronfonda o dei mari che erodono.

Dico si al futuro! 

Interessante che il nostro Matteo dica queste cose in Sardegna, teatro di tante petrol-battaglie che hanno scacciato i petrolieri da dove sono venuti.
 
Ovviamente non puo' che metterci bocca Matteo Renzi, che e' meglio che si va a nascondere per il modo osceno in cui il suo governo ha approvato quasi tutte le trivelle sottomesse al suo ministero dell'ambiente. Non c'e' stata una trivella che non gli sia piaciuta.

Meglio che taci, Renzi e che per un po, o per di piu' ancora, ti metti nel dimenticatoio che ci fai piu' bella figura, assieme a quegli altri galantuomini dell'ambiente dal nome Gianluca Galletti e Dario Franceschini.

Ma torniamo a Matteo Salvini.

Intanto, solo tre anni fa Matteo Salvini era contro le trivelle nel nostro paese. Interessante che si facesse fotografare con cotanta maglietta solo perche' al tempo era all'opposizione e la Lega in teoria. difendeva i territori.

Cosa e' successo? Si e' andati al governo ed ora la petrol-persuasione dell'ENI o i petrol-euro hanno iniziato a fare gola?

Qui occorre riconoscere un importante principio, caro Matteo Salvini. Nessuno di noi nasce come signore o signora del no.

Tutti noi attivisti, da Ravenna a Carpignano, da Arborea a Monopoli, da Ragusa a Ortona siamo persone che prima di tutto vogliamo il si all'aria pulita, alle democrazie non corrotte, ai mari puliti, alla natura vivente.

Tutti noi ci siamo messi li a studiare le carte, a rompere le scatole a tutti i politici di qualsiasi colore politico non perhce' non abbiamo niente da fare, ma perche' era importante capire, e darsi da fare *prima* che le trivelle arrivassero, in modo da non fare la fine di Viggiano o di Porto Marghera.

Siamo dunque quelli del si alla vita e non del si alla morte civile ed ambientale petrolifera.
 
Se lei vuole fare qualcosa di buono: legga le carte, ascolti parli con la gente che *deve vivere* vicino alle trivelle, e poi capira', e anzi, credo che lei sarebbe il primo a dire di no al petrolio nei mari e nelle campagne dove lei stesso vive o va al mare.

Che cosa triste vedere l'Italia governata in modo cosi approssimativo. Ho sempre pensato che a comandare ci dovesse andare gente colta, intelligente, studiosa, critica, e non sempliciotti o canne al vento.



Thursday, December 1, 2016

Incendio alla raffineria ENI di Sannazzaro de Burgondi, Pavia




Tutta la stampa d'Italia a parlare dell'incendio presso la raffineria ENI di Pavia.
Come sempre: non e' se succederanno gli incidenti, e' quando.

Come sempre, meglio non farceli venire dall'inizio.

Dopo che arrivano e' sempre troppo tardi.


Spero che ad Ortona ci si renda conto di quanto grande sia stato il pericolo scampato.

Intanto Asl, ENI e politicanti rassicurano che e' tuttapposto.

Sempre. 
Non importa cosa viene rilasciato,
cosa scoppia,
quando,
dove,
come
per quanto tempo.
 

In Italia vige il tuttapposto di regime.

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In Abruzzo volevano fare la raffineria in mezzo ai vigneti del Montepulciano DOC. Ci siamo opposti, ci siamo arrabbiati e per ora (!) non se ne e' fatto nulla. Ma quello di fare raffinerie vicino i centri abitati e in mezzo agli appezzamenti coltivati e' un vecchio vizio dell'Eni.

In provincia di Pavia, sorge dal 1963 la raffineria di Sannazzaro de Burgondi nel bel mezzo dei campi coltivati a riso. Sannazzaro e Ferrera Erbognone sono i due centri che sorgono a meno di un chilometro dalla raffineria: 6.000 e 1.200 abitanti rispettivamente. L'impianto e' visibile nella foto sopra o su Google Maps. L'indirizzo della raffineria non lascia scampo: Via Mattei.

"Nata nel 1963 con una capacità di 5 milioni di tonnellate /anno, raddoppiata nel 1975, ristrutturata tra il 1988 ed il 1992 e potenziata con interventi di miglioramento tecnologico negli ultimi anni, la Raffineria vanta oggi un livello di complessità e capacità di conversione tra i più elevati in Europa" (Fonte: Eni).

E nel 2009, quale e' la capacita' di quella raffineria?

Secondo l'Eni siamo a 10 milioni di tonnellate/anno, ma non bastano, serve di più. La proposta depositata alla regione Lombardia parla di 11 milioni di tonnellate/anno da raggiungere con un ulteriore espansione della raffineria (zona gialla della foto sopra).

Il nuovo pezzo di raffineria "rappresenta la soluzione per la conversione del "fondo del barile", consentendo da un lato un miglior sfruttamento delle risorse classiche anche in termini ambientali, dall'altro la valorizzazione di risorse a basso costo, come i greggi extra-pesanti , che nei prossimi anni svolgeranno un ruolo importante nella crescita delle forniture energetiche".

Cospargono i loro scritti con la parola ambiente ma quello che gli vogliono costruire e' il peggio del peggio dal punto i vista della salute delle persone. Agli amici di Sannazzaro che non sanno cosa sia il petrolio pesante (=amaro), il bitume, l'idrogeno solforato e un desulffuratore consiglio di informarsi. Il nuovo pezzo di raffineria serve per raffinare petrolio con basso indice API con processi molto più impattanti di quelli che hanno ora.

E le istituzioni locali dove sono ? Non sarà mica come a Ortona che l'amministrazione comunale era consenziente e qualcuno fa pure affari personali con i petrolieri l'Eni ?

Il sito del comune ha una ampia pagina dedicata alla raffineria con ampi pezzi presi col copia e incolla dal sito dell'Eni.

Ormai raffineria e paese sono tutt'uno.

Sul blog cambiasannazzaro si parla di fenomeni di neve artificiale causati dalla condensa dei vapori della raffineria, vapori che dopo l'installazione del desulfuratore arriveranno a 1000 metri cubi per ora (Fonte: qui). Chissa' quanta robaccia c'e' dentro quella neve generatasi con i vapori di una raffineria...

*** NOTA del 19/9/2009: Un commento del coautore del video mette in dubbio la connessione tra la nevicata e i vapori della raffineria. Che sia artificiale o meno, il problema non cambia, la neve e' impregnata delle sostanze chimiche rilasciate dalla raffineria. ***

Che i vapori della raffineria siano un problema lo sanno anche all'Eni (e come!). La nuova ciminiera avrà infatti una altezza di 128 metri per "una migliore dispersione dei fumi di scarico", che comporteranno "un minor impatto ambientale".

Parola di Eni.

Il veleno che spara fuori la raffineria e' finito anche su un report di Legambiente stilato per la raffineria di Taranto. Secondo lo studio di Legambiente del 2006 la rafffineria di Sannazzaro si colloca ai primissimi posti in Italia per l'emissione di sostanze altamente inquinanti, ricordiamo, a ridosso dei centri abitati e dei campi coltivati: 34.992 kg di benzene (al terzo posto dietro ILVA d Taranto e le raffienrie ERG di Priolo), 241 tonnellate di sostanze PM10 (quarto posto in classifica), 59 kg di Arsenico, 78kg di cadmio (terzo posto), 1434 kg di cromo (terzo posto).

Ma i numeri di Legambiente non contano, ingrandiamo la raffineria.

Va tutto bene.

Sunday, June 5, 2016

Los Angeles: il primo terminal marino del mondo 100% rinnovabile








"We’re going to be the proving ground to change the paradigm
of how large industrial facilities can run on clean energy.
We’re confident we can show this is absolutely attainable.”


Jeffrey Burgin, Pasha Green Omni Terminal
“With this partnership, we begin a new era for global shipping 
where we can eliminate emissions as we power our economy ahead". 
  Eric Garcetti, sindaco di Los Angeles

Si chiama San Pedro.

A suo tempo ci si erano stabiliti gli immigrati italiani, perche' era il porto di Los Angeles e ci si andava a pesca. Con il tempo e' diventato uno dei porti piu' grande del Pacifico, il piu' grande d'America, da cui arriva oggi molto del made in China che si compra negli USA. A volte ci sono anche i container blu, con scritto Italia. Li riconosci perche' sono i piu belli.

Ci abitava Charles Bukowski che spesso si incontrava qui con John Fante. E' una parte della città' lontano dal glamour dell'immaginario collettivo. Ma poi tutta Los Angeles e' cosi. Inaspettata, poetica a modo suo, curiosa. Dopo 17 anni ancora non smette di stupirmi questo posto, e ancora le voglio bene.

Il porto di Los Angeles, giu' a San Pedro, fu aperto nel 1907, occupa 30 chilometri quadrati, e ogni anno arrivano e partono piu' di 2000 navi, con 160 milioni di metri cubi di merce dal valore di 265 miliardi di dollari e con circa 430 mila passeggeri l'anno.

E da oggi, il porto di Los Angeles annuncia la sua transizione green: verra' costruito qui il primo terminal marino del mondo interamente alimentato dall'energia solare: il Pasha Green Omni Terminal. Il progetto costera' $27 milioni di dollari e sara' completato fra due anni. Occuperà 16 ettari di terreno.

I pannelli solari sui padiglioni forniranno 1 MW di energia, ci sara' una batteria capace di stoccare l'energia in eccesso, impianti di ricarica, di trattamento rifiuti e vari veicoli elettrici (camion, trattori, forklifts). Il progetto diminuira' le emissioni di CO2 dal porto, il vapori diesel prodotti, le emissioni di nitrati e di PM.

Leggo che invece in altri porti d'Italia, ad Ortona per esempio, ci si prepara ad installare invece .... depositi di GPL!

Non hanno capito niente i miseri politici di quella citta' in tutti questi anni di petrol-battaglie. Fanno solo pena perche' e' evidente che non vivono nel 2016, che non sanno cosa accade nel resto del mondo, che non sono capaci di pensare in grande, in avanti.

Vivono nel mondo che fu, 50 anni fa.

E quindi me la tengo stretta la mia città, con tutta la sua magia, la sua voglia di futuro.





Tuesday, March 17, 2015

Ombrina: i membri della Commissione VIA



La Commissione in seduta plenaria è così composta:

Presidente: Ing. Guido Monteforte Specchi - ingegneria civile
Segretario: Avv. Sandro Campilongo - avvocato

Prof. Saverio Altieri - docente universitario in fisica nucleare e tecnica
Prof. Vittorio Amadio - docente universitario in ecologia
Dott. Renzo Baldoni - scienze agraria
Avv. Filippo Bernocchi - avvocato
Ing. Stefano Bonino - ingegneria per l'ambiente e territorio
Dott. Gaetano Bordone - geologo
Dott. Andrea Borgia - geologo
Ing. Silvio Bosetti - ingegneria civile
Ing. Stefano Calzolari - ingegneria civile
Cons. Giuseppe Caruso - magistrato
Ing. Antonio Castelgrande - ingegneria civile
Arch. Laura Cobello - architetto
Prof. Carlo Collivignarelli - ingegneria chimica ambientale
Dott. Siro Corezzi - geologo
Arch. Giuseppe Chiriatti - architetto
Contrammiraglio (CP) Dott. Federico Crescenzi - dottore in scienze politiche
Prof.ssa Avv. Barbara De Donno - docente di diritto privato comparato
Consigliere Marco De Giorgi - dottore in giurisprudenza
Ing. Di Mambro Chiara - ingegnere dell’ambiente e del territorio
Ing. Francesco Di Mino - ingegneria civile
Avv. Luca Di Raimondo - avvocato
Ing. Graziano Falappa - ingegneria meccanica
Avv. Filippo Gargallo di Castel Lentini - avvocato
Arch. Antonio Gatto - architetto
Prof. Antonio Grimaldi - docente universitario in ingegneria civile
Ing. Despoina Karniadaki - ingegneria elettrica
Dott. Andrea Lazzari - biologo
Arch. Sergio Lembo - architetto
Arch. Salvatore Lo Nardo - architetto
Arch. Bortolo Mainardi - architetto
Avv. Michele Mauceri - avvocato
Ing. Luca Montanelli - ingegneria civile
Ing. Francesco Montemagno - ingegnere ambientale
Ing. Santi Muscarà - ingegneria civile
Arch. Eleni Papaleludi Melis - architetto
Ing. Mauro Patti - ingegneria civile
Cons. Roberto Proietti - magistrato
Dott. Vincenzo Ruggiero - dottore in economia
Dott. Vincenzo Sacco - dottore in giurisprudenza
Avv. Xavier Santiapichi - avvocato
Dott. Paolo Saraceno - dottore in fisica
Dott. Franco Secchieri - geologo
Arch. Francesca Soro - architetto
Arch. Maria Fernanda Stagno d'Alcontres - architetto
Dott. Francesco Carmelo Vazzana - dottore in chimica industriale
Ing. Roberto Viviani - ingegneria civile
La Commissione in seduta plenaria è così composta:
- See more at: http://www.minambiente.it/pagina/la-commissione-seduta-plenaria#sthash.oN34uWku.dpuf
La Commissione in seduta plenaria è così composta:
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La Commissione in seduta plenaria è così composta:
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Friday, December 12, 2014

Eventi petroliferi inverno 2014-2015

Grazie a Mauro Vanni per la locandina!

Ecco qui il calendario aggiornato ad oggi, 31 Dicembre 2014. Purtroppo non sto tanto bene, e ho dovuto declinare gli inviti dalla Lombardia (Milano, Brescia) e poi cancellare gli eventi di Calabria e di Puglia (Rossano Calabro, Reggio Calabria, Lecce) perche' non si incastravano bene con altri impegni. Grazie a Rossella e Giulio per la compresione.


Nota:

A Senigallia si svolgera' presso
l'Hotel Mastai
Via Nicola Abbagnano 12  
(vicino al Cinema Multisala)
Senigallia (AN)



22 Dicembre 2014 - Universita' di Chieti
ore 10:00, Sala Multimediale Via dei Vestini 1, Chieti

3 Gennaio 2015 - Pantelleria
ore 18:00, Mediateca Comunale, Pantelleria

6 Gennaio 2015 - Sciacca
ore 18:00, ex Chiesa di Santa Margherita, Piazza Carmine, Sciacca

7 Gennaio 2015 - Ragusa
ore 17:30, Sala AVIS Via E Orlando 1a,  Ragusa

13 Gennaio 2015 - Tollo
 ore 20:30, Auditorium Comunale, Via Arroccanento, Tollo

16 Gennaio 2015 -  Senigallia
ore 21:00, Hotel Mastai, Via Nicola Abbagnano 12 Senigallia

17 Gennaio 2015 -  Rimini
ore 17:30,  Sala Civica Palazzo Podestà, piazza Cavour, Rimini

20 Gennaio 2015 - Ortona
ore 9:30, Palazzo Corvo, Corso Matteotti 83, Ortona





Friday, October 24, 2014

Fabio Spinosa Pingue vs. MR



17 Ottobre 2014






























24 Ottobre 2014






























Oggi il Centro d'Abruzzo pubblica la mia risposta a Fabio Spinosa Pingue, di Confindustria. La versione originale e' qui sotto - quella che e' comparsa su Il Centro e' una versione ridotta.

Il tutto in risposta a questo mio articolo su questo blog dove l'amico Pingue parlava di trivelle "green".

Fa ridere, se non che fa piangere!

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Gentile Presidente Pingue,

Grazie per la lettera e per avere reso noto il suo pensiero al pubblico d’Abruzzo tramite le pagine de Il Centro. Presumo che lei parli a nome di tutta la categoria che rappresenta, visto che si firma Presidente di Confindustria Gran Sasso.

Innanzitutto, non credo che qui si tratti di una gara a chi e’ piu’ verde di un altro, dopotutto, lei non sa niente della mia vita personale, come io non so niente della sua. Per cui lascerei le gare al loro posto: e’ un esercizio futile.

Quello che pero’ conosco sono i suoi scritti – e prima di lei, quelli di altri rappresentanti di Confindustria da Mauro Angeleucci a Paolo Primavera – in merito alla faccenda petrolio-ambiente e ai vostri ripetuti tentativi di far finta che e’ tuttapposto, di negare l’evidenza, di trovare dei distinguo o di colorare di verde il nero intrinseco del petrolio.

Purtroppo non ci sono ne’ parole ne’ premi che possano cambiare la realta’: il petrolio non e’ compatibile con una regione agricola, vitivinicola e con aspirazioni di turismo di qualita’. Punto. Il petrolio non e’ compatibile con la salute di campi, mari e persone. Punto. E questo non si puo’ cambiare. Non ci sono gradazioni o spiragli o metodi speciali. E’ monnezza seppellita a vari chilometri sotto la crosta terrestre da milioni di anni che vogliamo riportare in superficie. Come si puo’ pensare che sia una operazione priva di impatti? E non sono io a dirlo: la comunita’ scientifica l’ha ampiamente dimostrato e l’esperienza comune l’ha confermato, da Viggiano a Galveston, da Port Harcourt a Gela, tutte a modo loro rovinate dal petrolio.

Lei parla di rispetto delle leggi, ma sa meglio di me che in Italia le leggi di cui lei parla non garantiscono la salute di nessuno. Le leggi italiane sono scritte ad arte per i petrolieri, e lo Sblocca Italia non fara’ eccezioni. Basta confrontare l'Italia con il resto del mondo sviluppato: i valori raccomandati dall'OMS del tutto ignorati, le condanne e le multe inesistenti per chi inquina, Gela che muore avvelenata senza che nessuno muova un dito. Pensi, in quella citta’ ogni 1000 bambini cinque nascono deformi, nel silenzio generale.

Ripeto queste cose da ormai sette anni e le ha capite e recepito l’intero popolo d’Abruzzo. E’ molto tardi per cercare di cambiare l’opinone pubblica con questi maldestri tentativi di screditare la mia persona – i kamikaze, la morale sulla coerenza, le barricate. E’ tardi perche quello che ho seminato dal primo giorno fino ad oggi , quando nessuno parlava di trivelle, non si puo’ fermare, neanche se io lo volessi. Il messaggio e’ arrivato, di piazza in piazza: semplice, preciso, scientifico, senza ambiguita’, ed e’ stato accolto da ogni spaccato della societa’ civile. A distanza di anni ritrovo l’eco dei miei pensieri e dei miei dati negli scritti e nelle parole della chiesa cattolica, dei centri sociali, dei politici, degli studenti.

Lei cerca il confronto adesso che l’opinone pubblica e’ tutta contraria alle trivelle. Chissa perche’ quando i petrolieri avevano i permessi in tasca e la popolazione era all'oscuro di tutto, il dialogo e il confronto non erano all'ordine del giorno. Quando mai Confindustria ha fatto conferenze informative prima del 2007? Poi ho iniziato a girare le piazze d'Abruzzo e a spiegare quello che stava per succedere ed e’ cambiato tutto - per i petrolieri e per Confindustria.

L’Abruzzo ha – io credo – visto in me una persona libera, senza conflitti di interessi, che poteva starsene a casa sua, che non cercava cariche politiche o denaro, ma che di fronte ad un scempio che stava per cadere sulla propria regione d’origine ha dato quel che aveva per evitarlo. E l’ho fatto con amore, con intelligenza, prima che diventasse di moda, ingoiando ogni sorta di insulto, facendo sentire tutti partecipi e trasformando una lotta di ambiente in una lotta di democrazia e di giustizia sociale.

La sua richiesta di confronto arriva con anni di ritardo. Le ricordo che l’ENI l’ho dibattuta in più occasioni, sia in Abruzzo che fuori regione, e con i piu’ alti dirigenti. Alla fine sono stati loro a non volere più il confronto con me: le loro argomentazioni si scioglievano come neve al sole. Dal primo giorno ad oggi non una delle informazioni che ho divulgato e’ stata smentita. Non una, anzi, e’ tutto stato confermato dai fatti. Alla fine i signori dell’ENI se ne sono anche andati da Ortona con la coda fra le gambe. Vuole farlo ora il confronto? Bene. Si curi delle spese e dell’organizzazione e verro' ancora una volta, a dibattere di petrolio, io e lei.

Quanto alla paternale sull’aereo e sulla coerenza: io non voglio smettere di prendere l'aereo, voglio continuare a volare e fare tutto quello che faccio oggi, ma voglio farlo senza energia fossile. Da persona di scienza so che un giorno questo accadrà. E in un certo senso le nostre resistenze antipetrolio sono un passo avanti verso quel giorno. Quelli che la pensano come lei invece sono convinti che non ci siano alternative, che siamo condannati. Ed e’ questa è la differenza tra me e lei: lei e’ ancorato al passato, io voglio lavorare per un futuro migliore, voglio essere ottimista e pensare che si, il mondo puo’ cambiare.

E’ per questo che le sue parole mi mettono tristezza: se questo e’ il meglio che l’imprenditoria d’Abruzzo sa esprimere vuol dire che siete uomini e donne antichi, senza il coraggio o l’entusiasmo del futuro, che e’ fatto di ricerca, di innovazione, di high-tech, e si, di rinnovabili.

Come lei mi ricorda, io non vivo piu’ in Abruzzo da quasi 25 anni, ma questo non vuol dire che le voglia meno bene. Uscire, vedere come vivono gli altri, ci fa capire cosa abbiamo e cosa potremmo avere, anche in termini economici, se sapessimo usare la bellezza e la creativita’ di questa regione invece che riempirla di raffinerie, trivelle e monnezza. Provi a farlo anche lei questo esercizio e guardi al tutto in un ottica piu’ grande. 

Vedra’ che le trivelle – nere o verdi o azzurre che siano - sono l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno.

MRD 

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Qui le parole di Spinosa Pingue

«Cara D’Orsogna, sono più green di lei»


Cara Professoressa Maria Rita D'Orsogna, non ho il piacere di conoscerla, ma voglio rispondere all'articolo pubblicato nel suo Blog.

Le parlerò con il cuore e soprattutto con le viscere. Sono un imprenditore che viene dal mondo dell'agricoltura e della pastorizia, peraltro certificata biologica da qualche lustro.
Non sono un terrorista. Come lei sogno il mondo di Heidi e Fiocco. Forse più di lei, perché io la terra la frequento veramente ogni giorno e ne conosco le virtù ma anche le crudeltà. Il caso del matapalo è un esempio concreto: un arbusto che si avvolge attorno a un albero fino a soffocarlo.

Per non parlare dei danni provocati all'atmosfera dalla flatulenza, ossia il gas emesso dai miei capi ovicaprini e dai bovini; o di quanto siano deleterie per le falde acquifere e per la terra le deiezioni dei suini. Chi ha dimestichezza con l'agricoltura sa bene che il mondo fiabesco non è mai esistito, neanche prima della rivoluzione industriale. Per questo io e Lei, pur difendendo l'ambiente partiamo da angolazioni diverse.

In questi anni mi sono impegnato con numerose iniziative - tra cui il Premio Confindustria Abruzzo Green - che tentassero di far dialogare tutti gli stakeholder del territorio, alla ricerca di un sentiero autenticamente sostenibile. Assieme ad altri rappresentanti di Confindustria ho dichiarato che ci sono imprenditori che del nostro territorio hanno fatto scempio, denunciando apertamente il disastro di Bussi e altre deplorevoli situazioni.

Mi sono impegnato nel favorire il dialogo tra associazioni ambientaliste, imprese, ricercatori e istituzioni. Ho cercato di oltrepassare i pregiudizi e gli integralismi che albergano in ogni categoria, a partire dalla mia. Dobbiamo smettere di credere che gli imprenditori siano tutti uguali e pensino solo al profitto. Dobbiamo tornare alle barricate?

Se ognuno di noi rimarrà nelle sue posizioni il territorio impoverirà e i territori poveri, si sa, sono i più esposti allo sciacallaggio ambientale.

Il decreto Sblocca Italia rappresenta una grande opportunità.

Se solo i territori si mostrassero capaci di dialogare costruttivamente con la politica nazionale e i settori produttivi, si potrebbero ottenere più garanzie da parte dei primi e più benefici da parte di quelle imprese serie (e mi creda esistono anche nel mondo petrolchimico, peraltro lontano dalle mie attività) che non vogliono calare dall'alto il proprio volere, ma desiderano lavorare nel rispetto delle leggi.

Se poi lei ritiene che io sia un inquinatore, perché mi illudo di far dialogare due mondi che in tantissime parti del mondo riescono a convivere in maniera virtuosa, mi aspetto che lei, in questo preciso istante, rinunci a cinque cose: auto, telefono, viaggi aerei, gas ed elettricità in casa, oltre ad ogni derivato della plastica.

Perché mi confermerebbe al 100% che lei è coerente fino in fondo. Una di quelle, insomma, che non è disposta a fare il kamikaze con il corpo degli altri. Fossi in lei, inoltre, proverei ad accettare il dialogo anche con chi ha idee diverse dalle sue, perché rifiutarlo è sempre prova di debolezza, e a riconoscere la dignità di tante imprese impegnate nella tutela dell'ambiente, ognuna nel proprio settore.

Un'ultima cosa: complimenti per la sua nomina ad Ambasciatrice d'Abruzzo, un riconoscimento prestigioso che però spero porti il dovere di rappresentare anche quella fondamentale componente industriosa e produttiva della nostra amata Regione e non solo le praterie di Heidi e Fiocco. Qui siamo nel mondo reale.

Un caro saluto. * allevatore, agricoltore, imprenditore alimentare Presidente di Confindustria Gran Sasso














Tuesday, August 19, 2014

Il sindaco di Ortona Vincenzo D'Ottavio muto su Ombrina. Perche'?



Ma come puo' essere che dopo tutto il dramma del Centro Oli, dopo la fine ignobile dell'altrettanto ignobile amministrazione di Nicola Fratino e Remo Di Martino, il comune di Ortona non riesce a esprimere una posizione che sia una sul petrolio?

Non risulta infatti che ne il sindaco Vincenzo D'Ottavio ne tutta la sua giunta comunale abbiano espresso pareri o resa nota la loro posizione su Ombrina Mare a nessuno, ne ai cittadini, ne - cosa che in questo caso era di importanza primaria - al ministero dell'ambiente inviando osservazioni di contrarieta'.

Magari il ministero non le ha caricate ancora, magari hanno usato mezzi diversi (quali?) ma se la provincia di Chieti si esprime contro, e la regione Abruzzo pure, perche' uno dei comuni maggiormente a rischio tace?

Non sanno che in politica devi agire per il bene della tua gente? E come puoi farlo se taci?  E se non parlano adesso, come faranno a farlo quando ci saranno pareri piu' contenziosi da espirimere? O non parlano perche' in qualche modo lo spettro di Nicola Fratino e della sua ditta gestrice del porto da cui dovranno passare le supposte petroliere ancora si aggira per Ortona?

Chi lo sa.

Ecco una lettera che mi e' stata inviata da Adriano Nasuti del Movimento 5 Stelle di Ortona. Anche io mi faccio le stesse domande.


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Oggetto: Facciamo Luce su Ombrina.

Concittadini,

Signor Sindaco,

signori assessori e signori consiglieri,

il giorno 28 luglio 2014 era l'ultimo giorno per inviare le osservazioni e la propria presa di posizione sull'impianto di estrazione e di lavorazione di petrolio a ridosso della nascente Costa dei Trabocchi, impianto che garantirà solo inquinamento a fronte di una occupazione e benefici economici irrilevanti.

Il Movimento 5 Stelle di Ortona ha inviato la propria contrarietà al progetto in questione attraverso le motivazioni scientifiche e di buon senso della dott.ssa Maria Rita D'Orsogna, della quale condivide ogni singola parola.

Ci è dispiaciuto, ma senza troppa sorpresa, constatare che né l'amministrazione né nessun partito piccolo o grande né nessuna lista civica, ha presentato alcun tipo di osservazione in merito, almeno da quello che risulta scorrendo la lista degli interventi sul sito ministeriale:

QUI

Chiediamo quindi ai consiglieri comunali ed al presidente del consiglio comunale di indire un consiglio comunale ad hoc per esprimere ai cittadini le loro vere intenzioni sull'argomento e sul perché nessuno abbia fatto niente.

Chiediamo anche ai segretari di ciascun partito o lista civica, di esprimere il parere del proprio gruppo di riferimento per iscritto ed in forma ufficiale.

Fin troppe volte abbiamo letto programmi pre elettorali e comizi fittizi e quasi mai rispettati nei contenuti.

È venuto il momento per chi siede in comune di prendersi una volta per tutte le proprie responsabilità, opposizione compresa.

Il Movimento 5 Stelle di Ortona, anche se non è ancora entrato nella macchina amministrativa, rende conto ai propri elettori e dimostra con i fatti di rispettare i propri princìpi ed il proprio programma.

Ringraziamo ancora la dott.ssa Maria Rita D'Orsogna e tutte le persone che ogni giorno si spendono contro questi veri e propri attacchi all'ambiente, per tutto l'impegno ed il lavoro speso per la salvaguardia del nostro territorio.
 

Ortona, 09.08.2014
Adriano NASUTI
Portavoce
Movimento 5 Stelle Ortona










Friday, July 4, 2014

Ombrina: Sergio Morandi guadagna 250mila euro l'anno per petrolizzarci




Lo so, ha un po il sapore di un pettegolezzo, ma e' la verita'.

La Medoilgas ha reso noto ai suoi azionisti i dettagli del piano di cessione alla Rockhopper ed il futuro ruolo degli attuali dirigenti. Nella nota ci sono anche tutte le dichiarazioni sulle attuali compensazioni dei dirigenti della Medoilgas stessa.

E quindi possiamo sapere cosa faranno Sergio Morandi e Chicco Testa ora che la Medoilgas passa alla Rockhopper.

Intnato, in questo momento il direttivo della Medoilgas e' composto da Keith Nicholas Henry, William George (Bill) Higgs, Peter McIntosh Jackson, Christopher David Kelsall, Sergio Morandi ed Enrico Testa.

Sergio Morandi occupa il ruolo di Chief Operating Officer, ed Enrico (Chicco) Testa quello di Non-executive director.

I dirigenti della Medoilgas sono dunque in sei. 

Di questi sei, quattro, secondo il comunicato agli investitori mandato il 20 Giugno 2014, termineranno i propri rapporti con la Medoilgas e non ne avvieranno di nuovi ne con la Rockhopper ne con le sue sussidiarie. Si tratta di Bill Higgs, Keith Henry, Peter Jackson e David Kelsall che
non ne vogliono sapere piu niente della Medoilgas.

Invece, guarda caso sia Sergio Morandi che Chicco Testa resteranno a collaborare direttamente o indirettamente con la Rockhopper

Dal documento emergono anche alcuni interessanti particolari, come le compensazioni dei vari manager.

E che pensiamo che Sergio Morandi fa tutto quello che fa a gratis? O che lo fa a gratis Chicco Testa?

No.

Il contratto di impiego fra Sergio Morandi e la Medoilgas Italia e' stato stipulato il 16 Agosto 2007. Il salario di Morandi e' fissato a di 250 mila euro l'anno. In piu' Sergio Morandi ha diritto, da contratto, ad una Audi A5 TD, anche per uso privato e per membri della sua famiglia e  ad assicurazioni private sulla salute e sulla vita per se stesso e per i suoi familiari.  Ha diritto ad avere opzioni per comprare le azioni della ditta, e a bonus a discrezione.

Secondo la circolare della Medoilgas Sergio Morandi molto probabilmente passera' a lavorare per la Rockhopper. Gli spettera' un bonus variable fra i 95 e i 120 mila euro.

Enrico Testa viene pagato 37.500 euro all'anno in qualita' di consulente della Medoilgas e molto  diventera' non-executive director di una delle sussidiarie della Rockhopper.

A noi abruzzesi nessuna di quelle cifre verra' mai in tasca.

Ma la soddisfazione di non dargliela per vinta a questi speculatori del mare, e di continuare a viverlo il nostro mare blu, e di fargliela vedere a questi qui chi e cosa e' la gente d'Abruzzo, non ha prezzo.

Saturday, January 11, 2014

A Vincenzo D'Ottavio sindaco di Ortona


Io non li sopporto proprio questi politici osceni che in campagna elettorale 
ti promettono mari e monti e poi ti regalano trivelle.

Ecco qui la sua risposta.
Se questo e' un sindaco, eh?
 

Notare che ora quello che noi tutti avevamo interpretato essere apertura alle trivelle e' ora liquidata come una "provocazione".

Si, ma se nessuno lo riprendeva, mica lui l'avrebbe precisato che era una "provocazione"?

Ma dove si e' mai visto un sindaco che invece di fare le cose giuste vuole provocare. Provare chi? E' perche'? E che c'entra Ombrina con il lavoro?

Roba che Ponzio Pilato e Don Abbondio erano cuordileone.

Roba che la Democrazia Cristiana erano estremisti.

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Siamo contrari all'impianto Ombrina mare, 
contrari, più in generale, alla petrolizzazione dell'Abruzzo. 
Siamo invece favorevoli al Parco della CostaTeatina.

In riferimento a un’intervista fatta un po' di tempo fa, era più che altro una provocazione. Dissi in quel contesto che data la crisi nera del momento e considerando la perdita di tanti di posti di lavoro: 800 in poco tempo, anche di aziende sane, sarebbe opportuno che all'interno del Pd e della mia amministrazione si facesse una riflessione seria, puntuale e precisa sul tema del lavoro. Io non ho mai parlato di Ombrina mare, era una riflessione che facevo sul questionel lavoro, priorità di questo Comune. Sui temi delle politiche energetiche nazionali, è chiaro che abbiamo gli enti sovraordinati, il Comune non può entrare su queste cose qua. Nel senso che se lo Stato decidesse un domani di approvvigionarsi di energie di questo tipo, è chiaro che noi non potremo fare molto. Ma la nostra posizione l'abbiamo già espressa con la famosa delibera in Consiglio comunale.


Occorre volerlo mio caro sindaco,
occorre volerlo.

E poi non ti ferma nessuno.

E invece siamo qui a mettere ogni sorta 
di "vorrei ma non posso"

 Non e' cosi che si governa.

Essere memorabile o essere mediocre.

Qui le provocazioni precendenti.
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Gentile Sindaco di Ortona Vincenzo D'Ottavio del Partito Democratico

le notizie che circolano su di lei e sulla sua amministrazione in questi giorni non sono delle piu' rosee, e spero che lei voglia una volta per tutte chiaramente esprimere la sua posizione sul benedetto progetto Ombrina Mare della Medoilgas.

Mi riferisco ad articoli come questo.

Noi cittadini non ne possiamo piu', ne della Medoilgas, e tantomeno di politici -- come lei purtroppo -- che tentennanno, tacciono, lasciano aperta la porta, e siedono a guardare senza fare niente di costruttivo, sperando che passi la nottata, che la gente dimentichi e che voi tutti possiate fare i vostri comodi.

Ma noi non dimentichiamo niente, e abbiamo un obiettivo ben preciso: rimandare Ombrina Mare ai suoi scellerati mittenti inglesi.

Le e' chiaro questo?

La domanda che le porgo, in caso non le fosse chiaro e' molto semplice:

Qual'e' la sua opinione da sindaco di Ortona, su Ombrina Mare?

La ripeto:

Qual'e' la sua opinione da sindaco di Ortona, su Ombrina Mare?

E questo non glielo chiedo io a titolo personale, glielo chiedo da cittadino di un paese democratico che esige trasparenza, chiarezza ed onesta' da chi lo rappresenta.

Noi tutti abbiamo il diritto di sapere quale sia la sua posizione, perche' lei e' seduto su quella poltrona anche grazie alla sua supposta contrarieta' alle trivelle in Abruzzo, in terra ed in mare.

E guardi bene, che tergiversare e nascondersi dietro "non lo so", "puo' darsi", "dipende", "ma il petrolio ci serve", "se fatto bene si puo' anche fare" o la balla del "adesso c'e' la crisi" non lo accetta nessuno.

Siamo tutti stanchi e vogliamo un si o un no, niente di piu' niente di meno.

Capisce? Si o no, senza tentennamenti.

La crisi non c'entra niente. Chieda a qualsiasi persona non affiliata con l'industria petrolifera e le diranno tutti la stessa cosa: no ad Ombrina, punto. Lo dicevano nel 2007, lo dicono nel 2014, crisi o non crisi. E aperta parentesi, Ombrina non cambiera di una virgola lo scenario occupazionale ortonese, perche' dara' lavoro a quattro gatti, tutti da fuori e distruggera' quel poco di turismo che e' rimasto.

Lei ha diritto di dire "si ad Ombrina", perche' e' una democrazia, perche' se vuole bersi le balle che le propina la Medoilgas di Londra, lei e' libero di farlo, ma noi abbiamo ugualmente il diritto di sapere la sua posizione perche' e' lei che ci rappresenta. Abbamo il diritto di sapere se lei si e' rimangiato la parola, cosi da esercitare l'opzione di non votarla piu' per mancanza di coerenza, di coraggio e di intelligenza.

Le ricordo che in campagna elettorale lei scrisse questo, e lo trascrivo parola per parola dai suoi testi:

"Non consentiremo insediamenti di attività produttive che possano compromettere un equilibrato sviluppo della nostra comunità, come il Centro Oli e ogni altra attività di trasformazione dei prodotti petroliferi. Favoriremo, invece, insediamenti di attività produttive compatibili con le vocazioni agricole, commerciali e turistiche del nostro territorio."
 
Ha forse cambiato idea? O che lei pensa che il Centro Oli era un mostro e che Ombrina sara' un balsamo per le mani? Pensa che Ombrina - con i suoi cinque pozzi, progetti di acidificazione, fracking, nave desolforante sputafiamme e duecento tonnellate di materiale di scarto tutti i santi giorni - porti ad uno "sviluppo equilibrato" di Ortona?
Par

Non sente che il suo silenzio sia piuttosto imbarazzante e che con il solo fatto di non dire niente lei sta tradendo il suo elettorato? Ma poi, le importa qualcosa del suo elettorato, e di quei 40,000 che sono andati a Pescara a protestare il giorno 13 Aprile? 

Vuole essere un sindaco memorabile o vuole andare giu' la strada dell'oblio e dell'ignobilita' che e' toccata al suo precedessore?

Bene. Pulisca Ortona, i suoi mari, le sue spiagge. Faccia le cose per la gente e non per la Medoilgas.  Le assicuro che a quelli non importa niente ne' di Ortona ne' della sua gente ne' dei suoi mari.
 Per loro noi tutti, lei incluso, non siamo niente, siamo solo un ostacolo al loro business.


Thursday, December 19, 2013

La Medoilgas, i sindacati e i misteriosi incidenti su Ombrina


"The initial production rate of 37 scm/d (237 stb/d) was subsequently increased to 67 scm/d (428 stb/d) during an extended test, after acidizing the well"

"The Company intends to investigate a range of possible development options for the field.
These include possible gas lift, extended horizontal wells, as used in the Rombo Mare Field,
electric submersible pumps (ESPs) as well as stimulation options such as fracturing and
acidizing to increase flow.
"

Production test: stabilized flow after acification: 900 to 1000 bo/d 


FPSO, idrogeno solforato, acidificazione, fratturazione

Dal 2008: 
macchie di idrocarburi lungo la costa teatina.

Dal 2012: 
misteriosi incidenti su Ombrina.


Dopo un lungo sonno, Cgil, Cisl, Uil e Ugl  
"hanno apprezzato lo sforzo di Medoilgas Italia nel fornire spiegazioni complete e trasparenti".

Ha ha ha.

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Qualcuno deve spiegarmi bene qual'e' il ruolo dei sindacati in Italia. 

Infatti, in questi giorni si svolge in Abruzzo l'ennesimo incontro farsa ad Ortona, dove la Medoilgas ci riprova con i suoi teatrini-lavaggio di cervello a cui solo gli stolti possono credere.

Nel suddetto incontro, la Cgil, la Cisl, la Uil e Ugl hanno incontrato i capoccioni della Medoligas che gli ha "illustrato le caratteristiche del progetto" con una "particolare attenzione alle tematiche ambientali e alle prospettive di sviluppo occupazionale".


Suono di trombe.
Suono di violini.
Suono di cori angelici.

Siete pronti?

Colpo di scena.

La Medoilgas portera' almeno 200 posti di lavoro ad Ortona.

Come? Dove? Quando?

Non si sa.

Fine delle trombe, dei violini e dei cori angelici.

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Da come la vedo io, sono numeri sparati, come sempre, a casaccio, visto che nel corso degli anni questi numeri sono cambiati da 30 a 3000 posti di lavoro e senza mai veramente avere un alcunche' di scientifico.

Quello che invece resta sono i fatti.

E i signori della Cgil, Cisl, Uil e Ugl farebbero bene a leggersi le carte della Medoligas che circolano da cinque anni a questa parte, invece che cadere dal pero come se fosse la prima volta che sentissero parlare di Ombrina.

Signori miei, nel 2008, dopo solo tre mesi di permanenza della piattaforma esplorativa, ci furono perdite di petrolio in spiaggia, e l'inquinamento e la torbdita' dell'acqua nei pressi del pozzo esplorativo come certificato dall'ARTA d'Abruzzo divento' "media" mentre invece lontano dalla piattaforma era ancora "bassa".

Dopo solo tre mesi!

Questo e' un fatto.

Come sono fatti tutti gli incidenti in giro per il mondo con le FPSO, e i riversamenti in mare di monnezza, e l'acidificazione di Ombrina peraltro gia' eseguita e che andra' avanti alla grande se li lasciamo fare.

E ci siamo dimenticati che Morandi vuole fare fracking nei nostri mari?

Beh, evidentemente i signori della Cgil, Cisl, Uil e Ugl vivono su un altro pianeta perche' vanno a sentire dall'oste se il vino e' buono o no, e ci credono pure.

Mi fa troppo ridere Confindustria che dice che vi e' "una ricca filiera di operatori specializzati" e che in Abruzzo non e' in corso alcuna petrolizzazione "in quanto i numeri dimostrano esattamente il contrario, ovvero che stiamo vivendo una fase  di vera e propria de-petrolizzazione, dovuta in parte al declino dei giacimenti in produzione e in gran parte al blocco di quasi tutti i nuovi progetti".

Queste sono le vere trombe, cara Confindustria, di cui essere fieri.

Ma la cosa piu' vergognosa e' che la Medoilgas continua nei suoi intenti diabolici, dicendo che

"occorre comprendere e capire caso per caso le implicazioni e le opportunità dei singoli progetti, superando le contrapposizioni di principio e sforzandosi di migliorare i progetti, adottando le migliori tecnologie disponibili e non lesinando gli investimenti per la sicurezza"

Le solite paranoie dell'eccezionalita' e del particolarismo e del compromesso.

Tutte balle mastodontiche.

No, non funziona cosi proprio per niente. Non ci sono singoli progetti o principi o sforzi da fare. 

TUTTI I POZZI E TUTTE LE FPSO IN MARE SONO PERICOLOSE ED INQUINANTI, 
SPECIE SE A 5 KM DA RIVA.

FINE DEL FILM.


E torniamo ai sindacati che "hanno apprezzato lo sforzo di Medoilgas Italia nel fornire spiegazioni complete e trasparenti".

Ah la stoltezza.

Se avessero letto i documenti della Medoilgas avrebbero scovato questo bel grafico proprio sulla sicurezza per la quale "non occorre lesinare investimenti".

Ecco qui:






E se non sanno l'inglese basta leggere l'ultima riga.

Un incidente di lavoro sulla piattaforma Ombrina il 24 Febbraio 2012.

Cosa e' successo? Dove erano i sindacati? Chi si e' fatto male? Perche' nessuno ha saputo niente? Che indagini hanno fatto?

Questo e' un pozzo non funzionante, e hanno gia' incidenti di lavoro?

E figuriamoci quando il pozzo sara' in funzione che cosa succedera'!

Dove sono i sindacati qui a proteggere i lavoratori ed a indagare cosa sia successo???

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LTIG significa il numero di ore perse/numero di ore lavorate moltiplicato per un  milione. Quindi, il valore 500 significa che nella prima meta' dell'anno, per ogni milione di ore lavorate, ne hanno perse 500 per mancanza di sicurezza.

Se sia tanto o poco, non lo so. So solo che l'ultimo incidente e' successo su Ombrina Mare il 24 Febbraio del 2012 e che nessuno ha saputo niente.

Evviva la trasparenza, la sicurezza e il dialogo.

Friday, November 22, 2013

Le balle elettorali di Vincenzo D'Ottavio e Roberto Serafini

Dopo Fratino e Di Martino
ecco i nuovi pro-petrolieri d'Abruzzo

Vincenzo D'Ottavio (PD)
Roberto Serafini (PD)

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Partito Democratico


"Non consentiremo insediamenti di attività produttive
che possano compromettere un equilibrato sviluppo 
della nostra comunità, come il Centro
Oli e ogni altra attività di trasformazione dei prodotti petroliferi
Favoriremo, invece, insediamenti di attività produttive compatibili con le vocazioni agricole, commerciali e
turistiche del nostro territorio."


Erano tutte balle elettorali!


Il sindaco di Ortona si chiama Vincenzo d'Ottavio, e' del Partito Democratico.

Vincenzo d'Ottavio fu eletto nella primavera del 2012, dopo la ignobile fine del suo precedessore, Nicola Fratino che coi petrolieri ci andava a colazione, a pranzo e a cena. Fratino infatti era uber favorevole alla costruzione del Centro Oli della zona, visti anche i suoi personali affari che ne avrebbero tratto vantaggio.

Arrivate le elezioni, sarebbe stato chiarissimo che il petrolio avrebbe giocato un ruolo importante, e cosi' D'Ottavio e Serafini hanno scritto le frasi di cui sopra nel loro bel programma elettorale.

Io sono sempre stata un po scettica di gente che si sveglia alla mattina e che si improvvisa no-oli: questi due qui infatti io non li avevo mai sentiti nominare prima, segno che proprio attivisti, o persone preoccupate del petrolio non erano.

Solo che suonava bene in campagna elettorale, dire di essere contro le trivelle e a favore dell'agricoltura-vino-turismo-mare.

Ma sono i fatti che contano e non le chiacchere.

Ed infatti, una volta votati, d'Ottavio e Serafini si sono improvvisamente ammutoliti.

Sotto d'Ottavio e Serafini, il comune di Ortona, nonostante sia il cuore di diversi progetti petroliferi -- centro oli, stoccaggio di petcoke, Ombrina Mare -- non ha mai organizzato dibattiti o manifestazioni, e non ha mai portato avanti iniziative per diffondere informazione sulla questione petrolio in Abruzzo.

Mai.

Sotto d'Ottavio e Serafini, il comune di Ortona non ha mai contribuito a ricorsi al TAR, o alla stesura di osservazioni o a chiedere di intervenire presso i ministeri romani per dire la loro su Ombrina.

Mai.

In una parola, sul tema petrolio il sindaco d'Ottavio e il vicesindaco Sabatini sono stati dei Ponzio Pilati, dei pappemolli come ce ne sono tanti in Abruzzo.

E adesso, adesso cambiano registro!

Vanno infatti in TV tutti belli e sorridenti a dire di essere "possibilisti" verso Ombrina Mare e che si potrebbe anche fare perche'

"Il punto principale e' la crisi"

Excuse me?

La crisi?

Ma questi non hanno capito niente!

Che c'entra la crisi con Ombrina?

O pensano che Ombrina Mare risolvera' la crisi?

E come, di grazia?

Con 20 milioni di barili cha bastano all'Italia - se dovessero essere regalati all'Italia - per una settimana?

Con 10 posti di lavoro creati?

Con la distruzione dell'agricoltura cosi possiamo farci altri campi di petrolio e magari resuscitare il Centro Oli?

Dopotutto se e' crisi, e crisi non solo in mare, ma anche in terraferma no?

E allora, torniamo indietro e che D'Ottavio e Serafini aprissero anche sul Centro oli, no?

Che differenza c'e' fra il Centro Oli ed Ombrina? 

Come vorrei essere stata la giornalista a fargli le domande difficili a questi due qui.

E ancora, la crisi c'era anche l'anno scorso o un mese fa.

Perche' vengono fuori con questo possibilismo adesso?

Proprio adesso?

Perche' vanno in televisione adesso a dire queste cose? 
 
Le affermazioni di D'Ottavio e di Serafini hanno qualcosa a che vedere con il fatto che la Medoil ha aperto un ufficio in citta' proprio adesso?

C'e' lo zampino di Sergio Morandi in tutto questo?

Io non so cosa dire, se non che il tutto mi fa veramente schifo e che non capisco con quale faccia fresca riescano a cambiare registro dopo un anno dalle elezioni.

Sono anche poco intelligenti secondo me. Cosa sperano di ottenere dicendo cose cosi' odiate dall'opinione pubblica? Pensano davvero di fare accettare alla gente il mostro Ombrina?

Ma alla fine, sono politici e questo sottolinea ancora una volta che non c'e da fidarsi di nessuno che siede nei gran palazzi.

Nessuno.

Vincenzo D'Ottavio e Roberto Serafini: non andrete troppo lontano.