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Sunday, February 1, 2015

Anadarko vs. Bussi

“If you are responsible for 85 years of poisoning the earth,
you are responsible for cleaning it up"

 U.S. Attorney Preet Bharara alla Anadarko Petroleum
per avere inquinato per 85 anni terreni ed acque
e dopo avere assegnato loro una multa da 5.15 miliardi di dollari

Alla Montedison che ha inquinato la Val Pescara 
per 50 anni nessuno mai dira
parole simili perche' non e' colpa di nessuno.


Il giorno 23 Gennaio 2015 e’ stato un giorno storico per chiunque combatta l’inquinamento ambientale.

La ditta Anadarko Petroleum – che fra l’altro possiede anche il 25% della concessione Macondo, nel golfo del Messico -- ha pagato 5.15 miliardi di dollari per il ripristino ambientale di vari siti contaminate negli USA. E’ la piu’ grande cifra mai pagata nella storia.

Inziamo dall’inzio. La Kerr-Mc Gee era una ditta chimica e petrolifera che assieme alleue sussidiarie si occupava di petrolchimici, rifiuti, trivelle, razzi, uranio, e miniere di vario genere. La stampa riporta casi di inquinamento a suo carico gia' dal 1928 che sono aumentati nel corso degli anni..

A un certo punto la ditta decise di impacchettare tutti i casi “problematici” di inquinamento in una sorta di "bad company" senza soldi, chiamata Tronox. Separata dalla Tronox, la "new" Kerr-Mc Gee era una splendente ditta di oil and gas.

Nel 2006, la Kerr-Mc Gee - con tutta la Tronox - viene acquistata dalla Anadarko Petroleum e dopo tre anni, nel 2009 la Tronox dichiara fallimento perche' – squattrinata com’e’ – e’ impossibilitata al costosissimo ripristino ambientale a suo carico. Parte una causa: il governo afferma che la Kerr-McGee ha usato il fallimento come stratagemma per evitare le responsabilita' penali ed economiche delle bonifiche a suo carico, per passarle alle comunita' locali e ai programmi federali per i cosiddetti "Superfund" sites, i siti inquinati di interesse nazionale.

Dopo anni di battaglie, finalmente il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha concluso che la Tronox, di proprieta' della Anadarko Petroleum dal 2006, e' responsabile dell'inquinamento di piu' di 2,700 siti sparsi in 47 stati e che ha causato almeno 8,000 casi di cancro durante 85 anni di inquinamento.

Multa di 5.15 miliardi di dollari.

Non c’e’ stata prescrizione, i giudici non hanno avuto pieta’ per nessuno, e qualsiasi scusante la Anadarko potesse inventarsi – non erano nostre a suo tempo ne la Kerr-Mc Gee, ne la Tronox , non lo sapevamo, e’ passato troppo tempo, avevamo logica di impresa e non di ambiente -- e’ tutto andato in fumo ed alla fine hanno pagato fino all’ultimo centesimo. Lex dura lex, sed lex e non ammette ignoranza.

Perche’ racconto tutto questo ? Perche’ con tutti I distinguo, questa storia mi ha fatto pensare al disastro ambientale della discarica di Bussi, in provincia di Pescara, dove a Dicembre 2014, tutti i vertici della Montedison sono stati assolti dall'accusa di avvelenamento delle acque, mentre per quella di disastro doloso - poi declassato in colposo - si e’ passati alla prescrizione.

Le cose che leggo sono strabilianti: l’avvocato difensore del responsabile della protezione e sicurezza ambientale di Bussi, Riccardo Villata, dice che e’ tutto legittimo perche’ fra il 1963 ed il 1971 non c’erano norme di tutela ambientale. Secondo l’ex ministro Paola Severino, anche lei difensore di altri imputati, il reato contestato ai dirigenti Montedison è inesistente perche’ si lavorava in una “logica d'impresa” e quindi gli imputati non sapevano dei pericoli ambientali, sebbene la pubblica accusa aveva argomentato del consapevole avvelenamento dell’acqua per risparmiare. La Severino dice che si poteva dare colpa ai dirigenti Montedison solo se fra gli imputati c’era la strega cattiva a porgere la mela avvelenata a Biancaneve.

E cosi, fra scusanti e prescrizioni e mele di Biancaneve, nessuno paghera’ e tutto passera’ al dimeticatoio. Per anni ed anni 700mila persone nel pescarese hanno bevuto acqua inquinata e le falde sono tuttora contaminate, ma non e’ colpa di nessuno.

Nessuno dira’ alla Montedison “if you are responsible for 50 years of poisoning the earth, you are responsible for cleaning it up”.





Friday, December 12, 2014

Eventi petroliferi inverno 2014-2015

Grazie a Mauro Vanni per la locandina!

Ecco qui il calendario aggiornato ad oggi, 31 Dicembre 2014. Purtroppo non sto tanto bene, e ho dovuto declinare gli inviti dalla Lombardia (Milano, Brescia) e poi cancellare gli eventi di Calabria e di Puglia (Rossano Calabro, Reggio Calabria, Lecce) perche' non si incastravano bene con altri impegni. Grazie a Rossella e Giulio per la compresione.


Nota:

A Senigallia si svolgera' presso
l'Hotel Mastai
Via Nicola Abbagnano 12  
(vicino al Cinema Multisala)
Senigallia (AN)



22 Dicembre 2014 - Universita' di Chieti
ore 10:00, Sala Multimediale Via dei Vestini 1, Chieti

3 Gennaio 2015 - Pantelleria
ore 18:00, Mediateca Comunale, Pantelleria

6 Gennaio 2015 - Sciacca
ore 18:00, ex Chiesa di Santa Margherita, Piazza Carmine, Sciacca

7 Gennaio 2015 - Ragusa
ore 17:30, Sala AVIS Via E Orlando 1a,  Ragusa

13 Gennaio 2015 - Tollo
 ore 20:30, Auditorium Comunale, Via Arroccanento, Tollo

16 Gennaio 2015 -  Senigallia
ore 21:00, Hotel Mastai, Via Nicola Abbagnano 12 Senigallia

17 Gennaio 2015 -  Rimini
ore 17:30,  Sala Civica Palazzo Podestà, piazza Cavour, Rimini

20 Gennaio 2015 - Ortona
ore 9:30, Palazzo Corvo, Corso Matteotti 83, Ortona





Friday, May 16, 2014

Incontro Confindustria: no all'Abruzzo al petrolio!


Lunedi' 19 Maggio - Ore 12 Pescara

Qui i progetti di Confindustria per l'Abruzzo

usare le royalties del petrolio per lo sviluppo dell'efficenza energetica e delle rinnovabili
per la salvaguardia dell'ambiente e per lo sviluppo del turismo

HA HA HA!!!

Ma come le sognano queste cose?







Incontro di Confindustria con tutti i candidati alla presidenza della Regione

Andiamo a cantargleine quattro a Paolo Primavera e al suo amico Sergio Morandi: l'Abruzzo non vuole parlare di petrolio e di trivelle e di Ombrina. L'Abruzzo vuole parlare di turismo, di agricoltura, di ambiente sano, di intelligenza, di futuro, di rinnovabili.

Gianni Chiodi: voglio vedere se hai il coraggio di dire a 
Sergio Morandi che Ombrina qui ne adesso ne mai.

Spero che ci siano in tanti a fare domande, ad esigere risposte e ad incalzare i politici
con intelligenza e senza paura.






Wednesday, January 29, 2014

L'Abruzzo, il petrolio ed il 2013



Mancano pochi giorni al pronunciamento del TAR del Lazio su Ombrina Mare.

Non sappiamo come finira'.

Onorevole Giovanni Legnini: onori e responsabilita' dell'esito del TAR saranno suoi.

A me lei ha promesso che Ombrina non si sarebbe mai realizzata e io non l'ho dimenticato.

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Il 2013, tutto sommato, e' stato un buon anno per la lotta contro l’Abruzzo petrolizzato,  specie se si pensa da dove siamo partiti tanti anni fa, con lo spettro angosciante del Centro Oli di Ortona, un mostro che sembrava impossibile da sconfiggere.
 
Da allora, molti passi in avanti sono stati fatti, nonostante la mediocre classe politica che in sei anni non e' mai riuscita a guidare l'elettorato – in tema petrolio almeno -- ma solo a rispondere alle pressioni poste dai cittadini, e spesso in extremis.
  
L'anno 2013 si era aperto in sordina, con il misterioso riversamento in mare di quello che la stessa ditta petrolifera Edison chiamava "idrocarburi", dalla piattaforma Rospo Mare al largo delle coste di Vasto. Furono fotografati gabbiani dal petto annerito  da una sostanza che pareva in tutto e per tutto petrolio.

Dopo qualche giorno, la Edison corregge il suo stesso annuncio e dichiara che si trattava solo di “erba e fango”, creando l'inquietante interrogativo:  come mai ci hanno messo quattro giorni a capire la differenza fra fango e petrolio? Una ditta il cui scopo e’ di estrarre petrolio, veramente non sa capire la differenza fra le due sostanze? Le inchieste della magistratura sono ancora aperte e probabilmente si dovra  attendere ancora per scrivere il finale di questa vicenda che ci ricorda, ancora una volta, la fragilita’ e la delicatezza delle operazioni petrolifere ed i rischi per il nostro mare.

Passata l’emergenza Rospo Mare, in Febbraio torna l'incubo Ombrina Mare, la proposta piattaforma dell’inglese Medoilgas con cinque  pozzi di petrolio a sei chilometri dalla costa dei trabocchi  con annessa nave desolforante FPSO,  con progetti di fracking ed acidificazione. Ombrina Mare era stata gia' bocciata nel 2010 grazie all'invio di osservazioni  da parte della popolazione e grazie al decreto Prestigiacomo che poneva  una fascia di protezione di nove chilometri da riva lungo tutto il perimetro costiero italiano.
 
Il decreto Sviluppo dell’allora ministro Passera del 2012 ha poi riaperto la partita, imponendo un limite di venti chilometri, e dunque piu' stringenti dei nove della Prestigiacomo, ma solo per progetti futuri. Per quelli gia in intinere, inclusa Omrbina, si torna al far west petrolifero. La bocciatura precedente decade e la Medoilgas annuncia che i lavori andranno avanti.

La risposta degli Abruzzesi e’ stata meravigliosa. Sono scese in piazza 40,000 persone a Pescara a protestare il giorno 13 Aprile, trascinando amministratori e politici e ponendo su di loro l’onere di agire nel concreto per scongiurare la distruzione della costa teatina come la conosciamo. Gianni Chiodi, il governatore della regione, non era presente.

Probabilmente sopreso da cosi tanto attivismo, Sergio Morandi, l’amministratore delegato della Medoilgas,  intraprende una vera battaglia mediatica: scrive alla stampa nazionale sfoggiando dati e fatti secondo me distorti, compare su varie televisioni abruzzesi, se la prende con la chiesa cattolica che interviene a difesa del mare, ed apre persino un info-point ad Ortona per propagandare la bonta’ dell’operazione Ombrina Mare. Non credo che gli crederanno in molti.

Purtroppo nonostante questa grande partecipazione di massa, la concezione del bene comune in Italia non impone a chi governa di trovare soluzioni vere, durevoli, e sopratutto preventive per il futuro e per altri casi simili nel resto dello stivale.

E cosi’ invece che fare la cosa giusta  - e cioe’ includere nella fascia di protezione dei venti chilometri da riva progetti futuri ed in itinere – la politica decide di trovare escamotage ad arte. Si impone alla Medoilgas di avviare una Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) come dettato dalla comunita’ europea. Questo processo e’ lungo e oneroso per le ditte proponenti. Si parla di vari anni per completarla. L’idea di base e’ di tirarla per le lunghe: si pensa che sara’ cosi’  complicato e portera’ via cosi tanto tempo alla Medoilgas che, chissa’. magari rinuncera’ da sola o peggio ancora che la patata bollente venga passata a qualcun altro.

Tipicamente italiano, no?

La Medoilgas, appoggiata anche da Confindustria, presenta allora ricorso al TAR, chiedendo che la richiesta di AIA venga anullata. Vari comuni, incluso quellio di Vasto decidono di partecipare al giudizio, opponendosi alla Medoilgas. Il TAR probabilmente si pronuncera’ nei primi mesi del 2014.

Non sappiamo come andra’ a finire: sono battaglie lunghe e spesso giocate dietro le quinte. Tutto quello che possiamo fare e’ di continuare a mettere pressione a tutti i politici, di ogni colore, affinche’ lavorino per il bene comune. Gianni Chiodi, Fabrizio Di Stefano, Giovani Legnini devono sentire la pressione di noi tutti, e rendersi conto che non accetteremo niente di diverso se non una bocciatura completa di Ombrina e che ne va delle loro carrier politiche.

La battaglia che invece e’ finita, per ora almeno, e’ quella della raffineria di Bomba e dei cinque pozzi di gas nella concessione Monte Pallano.  Ci sono voluti quattro anni, innumerevoli dibattiti e continui smascheramenti della propaganda parte dell’americana Forest Oil di Denver che voleva convincere l’Abruzzo che trivellare in riva ad un lago in zona idrogeologicamente instabile era cosa e buona e giusta, ma alla fine tutto l’impegno profuso, specie dal Comitato di Gestione Partecipata del Territorio, guidato da Massimo Colonna e’ stato premiato. Il no finale della commissione VIA e’ stato pronunciato in Novembre, per la gioia di tutti gli abruzzesi.

A dicembre arrivano arrivano altre vittorie, entrambe a scapito della Medoilgas di Sergio Morandi:  la bocciatura finale per la proposta di trivellare il pozzo Santa Liberata a Scerni nei pressi di Vasto e la rinuncia volontaria della Medoilgas all’intera concessione Civitaquana, nel basso chietino.

Ma i guai della Medoligas non sono concentrati solo nell’Abruzzo meridionale. Forti mobilitazioni si sono infatti registrate anche nel teramano, dove la commissione VIA ha approvato i pozzi di gas nella concessione Colle dei Nidi, proposti dalla Medoilgas stessa. Gianni Chiodi, per giustificare questa decisione in un messaggio inviato alla popolazione ha ricordato che i pozzi di gas e quelli di petrolio sono diversi fra loro,
mostrando di non avere veramente a cuore il problema del petrolio in Abruzzo. Le tecniche usare per estrarre gas e petrolio, l’inquinamento associato, i rischi di sismicita’ indotta, subsidenza e scoppi sono infatti del tutto simili. Cercare quindi di creare distinguo inesistenti e’ segno di ignoranza o di malafede, entrambe inaccettabili per un governatore di regione.

Il resoconto totale per il 2013 dunque, e’ di almeno tre progetti bocciati o abbandonati (Scerni, Bomba e Civitaquana), e due in stadio avanzato (Ombrina e Colle dei Nidi). Altre concessioni ancora sono in standby oppure all’inzio dell’iter autorizzativo–  Villa Mazzarosa e Villa Carbone nell’entroterra teramano, Turchese nei mari di San Vito, Elsa in quelli del Vastese.

Il filo conduttore che lega tutte queste vicende e’ la partecipazione popolare. Ogni volta che in Abruzzo o in Italia, si creano dei movimenti di attivisti, diventa sempre piu’ difficile per I petrolieri spuntarla. Non e’ un caso che la politica abbia sempre giocato un ruolo marginale: le vittorie sono di noi tutti che ogni giorno informiamo, protestiamo, esigiamo che i nostri territori vengano rispettato. I politici mettono la firma, a magari fanno annunci portentuosi, ma la volonta’ ed il motore di tutto siamo noi che gli stiamo dietro. senza lasciargli un centimetro

Per l’Abruzzo del 2014, l’augurio e’ che si possa finalmente arrivare alla perimetrazione definitive del parco nazionale della costa teatina, che oltre ad essere uno strumento in piu’ per la difesa delle nostre coste dal petorlio, sara’ anche un valore aggiunto, in positivo e di crescita costruttiva, in termimi di qualuta’ di vita, economici e di imagine, per la nostra regione.

Per gli Abruzzesi del 2014 invece l’augurio e’ che tutti si impegnino per quel che possono, con il tempo e le competenze che si hanno per la difesa dell’ambeinte. Abbiamo tanti problemi che cercano una voce di denucnuza e di cambiamento:   nostri fiumi tutti inquinati, le reserve e i parchi che necessitano di piu’ fondi e di piu’ attenzione, il proliferare inutile di cave e discariche, il ripristino di zone Verdi nelle nostre citta’.

Lavorare per una causa giusta, senza necessariamente avere dei ritorni personali e’ stancante e difficile, ma alla fine della giornata, da ricchezza e un senso special ai nostri giorni.





Saturday, May 11, 2013

Altre balle di Confindustria - Fabio Spinosa Pingue

Fabio Spinosa Pingue
Confindustria Aquila

Arriva l'ennesimo articolo su Il Centro D'Abruzzo da parte di Confindustria Aquila in favore della petrolizzazione d'Abruzzo. La firma e' di Fabio Spinosa Pingue che titola "L'ambiente non merita un
tifo da stadio".

Non e' chiaro a cosa il signor Pingue si riferisca: in Abruzzo infatti non esiste un cieco tifo da stadio per la difesa dell'ambiente, come non esistono curve nord o sud.

In Abruzzo esiste invece una collettivita' fatta di persone mature e informate e che occupa trasversalmente tutto il nostro vivere civile - dagli studenti alla Confcommercio, dal clero alla maggior parte della classe politica - che ha valutato i pro e i contro della petrolizzazione della regione e ha deciso che quel tipo di sviluppo non si confa a noi.

Siamo qui perche' siamo informati e consci di cosa significa petrolizzare un territorio e non perche' non abbiamo niente di meglio da fare che andare allo stadio dell'ambiente la domenica.

E soprattutto questa collettivita' non ha interessi di parte, mentre invece e' la Confindustria che ne ha, e che, guarda caso, e' la sola associazione di catergoria favorevole alle trivelle.

L'ambiente non merita un tifo da stadio, come non lo meritano la politica, o la religione, o la lotta ai cambiamenti climatici, o qualsiasi altro nostro ideale. L'ambiente - e l'impegno personale di ciascuno di noi per qualsiasi causa - meritano intelligenza, analisi razionale e libera dei pro e dei contro, visione di dove le nostre posizioni ci porteranno. Ed e' proprio questo quello che esiste
adesso in Abruzzo.

Pingue parla del "professionismo della difesa dell'ambiente" o del "pontificare". Visto che gran parte dell'informazione che circola e' in qualche modo figlia del mio applicare il metodo scientifico alla
questione, dei miei scritti e del mio peregrinare in giro per l'Italia, ci tengo a precisare che in tutti questi anni e' stato mio primo obiettivo quello di spiegare, in maniera logica, razionale e priva di preconcetti il perche' del no al petrolio.

Ho tirato fuori dati, articoli, reportage, numeri, ho analizzato cosa succedeva altrove in tutto il resto del mondo al petrolio e sono andata a spiegarlo citta' per citta'. In tutti questi anni non sono riuscita a
trovare ne' un solo esempio di comunita' trivellata e sana, ne' un solo motivo perche' l'industria del petrolio fosse una cosa buona per l'Abruzzo. Uno solo non sono riuscita a trovarlo.

E Confindustria? Confindustria non ha mai saputo argomentare il perche' del si alle trivelle o smontare le tesi del no, e non sara mai nella posizione di farlo, perche' macchiata dal conflitto d'interessi e perche' motivi per il si non esistono.

Pingue si appiglia alla difficolta' del lavoro nei campi o agli introiti che il petrolio portera' o a qualche misterioso "accordo storico" fra industria e ambiente. Sono tutte pseudo-ragioni, queste si da chiacchere allo stadio. Ne abbiamo troppo poco di petrolio e fa troppo schifo per qualsiasi progresso sociale o economico, soprattutto considerato quel che le trivelle di Confindustria distruggeranno. E quindi non puo' esistere nessun compromesso. Basilicata docet, per l'ennesima volta.

Pingue parla di nuovo modello. Eccolo, per il 2013 e non per il 1960: Confidustria si faccia portavoce di un progetto per solarizzare tutti i condomini d'Abruzzo. Crea lavoro e ricchezza distribuita, fa risparmiare sulla bilancia energetica, non distrugge i campi e non avvelena nessuno.

Ma questo Confindustria non lo propone perche' deve invece fare gli interessi dei pochi che si
arricchiranno con il petrolio e non certo della collettivita'.

Il nostro non e' ideologia o fanatismo, caro Pingue. Il nostro, a differenza degli egoismi di Confindustria, e' un sincero essere preoccupati dell'aria che respiriamo e dell'acqua che beviamo tutti, e soprattutto di quello che vogliamo lasciare in eredita' a chi verra' dopo di noi.









Saturday, May 4, 2013

La manifestazione del 13 Aprile 2013



Ormai sono passate un po di settimane, ed a detta di tutti e' stato un gran successo e ne sono felice.

Diverse persone mi hanno chiesto perche' non c'ero.

E' una risposta lunga, e difficile e che fa anche male.

Non c'ero non perche' non avessi voluto esserci. Anzi, avrei fatto di tutto per vivere questa cosa in carne ed ossa -- per una volta -- e non dietro una tastiera di computer.

Non e' stata una mia scelta  -- purtroppo gli organizzatori hanno deciso una data in cui ero in India, un viaggio programmato da tempo per lavoro ed e' stato impossibile conciliare il tutto.

Perche' non hanno voluto includermi? Non lo so - gelosia? Invidia? L'essere donna? L'essere indipendente e non parte di nessun partito politico, nessuna sigla ambientalista di grido? Non lo so.

Sarebbe solo bastato dire grazie e ricordare il lavoro di questi anni - fatto prima che il petrolio diventasse di moda, e anzi, facendolo diventare di moda. Se ora tutti sanno cosa vuol dire H2S, FPSO, fanghi di perforazione, royalties basse e limiti californiani non e' certo merito di quei gran "capoccioni" dei palazzi alti che pontificano lontani dalle persone.

"Grazie, sei con noi anche se lontana" era sufficiente.

E infatti, qualcuno mi aveva scritto allora di mandare un testo di amicizia da leggere. Ma nella fretta i capoccioni si sono "dimenticati" di leggerlo e cosi lo pubblico qui in calce.

Vorrei pero' ricordare con affetto tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte, soprattutto le donne. Si sente spesso dire che in Italia noi donne abbiamo un ruolo marginale, che il machismo impera.

L'ambientalismo non e' diverso, e c'e' sempre qualche prepotente -- spesso anche incompetente -- che pensa di poter alzare la voce e fare il gallo.

E alla fine sono sempre le donne che per quieto vivere tacciono, e cercano di essere accomodanti.

Il loghi e le immagini - le cose che facciamo in Abruzzo hanno sempre una grafica eccellente, incluse le locandine della manifestazione -  quello e' perche' c'e' dentro la grazia e l'arte di Fabrizia Arduini.

A lei e a tutte le donne che hanno lavorato dietro le quinte -- e non da ieri, ma da anni, e con amore e disinteresse -- Assunta Di Florio, Ilaria Giangrande, Maria Grazia Salvatorelli, Ines Palena, Sonia, Alessia Felizzi - Grazie!

Ecco invece il mio testo che si sono "dimenticati" di leggere.

A buon intenditore poche parole.

God bless America.

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Cari amici, cari amanti dell’Abruzzo

Eccoci di nuovo tutti assieme per scrivere una nuova pagina nella difesa dell’Abruzzo dalle grinfie dei petrolieri.

Siamo tanti - tutti con dei ricordi, dei sogni, dell’affetto collegati alla costa teatina - le nuotate in acqua da bimbi, i primi amori d’estate, le passeggiate in solitaria d’inverno, il mare in tempesta, l’ondulare dei canneti, le scogliere, i tramonti.

Ciascuno di noi ha un motivo suo personale per dire forte e chiaro a Passera, a Clini, a Bersani, a Monti e a tutta la classe governante che quel mare e’ nostro e non loro, che la Mediterranean Oil Gas, Sergio Morandi e il mostro petrolifero Ombrina Mare non sono benvenuti qui e che non ce li vogliamo. Per dirgli che siamo tutti uniti, e certi, e compatti e che non c’e’ nessun compromesso possibile.

Vogliamo che il nostro mare resti cosi’ e’ com’e’ – piu’ bello, piu’ pulito, protetto dal Parco della Costa Teatina -- e non trasformato in una pattumiera petrolifera con pozzi, desolforatori galleggianti, fiamme sputa idrogeno solforato, e monnezza di vario genere ad inquinare acqua e aria. Non e’ questo che vogliamo, ne come individui ne come collettivita’.

Ormai sono sei anni che combattiamo il mostro petrolifero e sono sei anni che resistiamo. Non e’ stato facile e non lo sara’ per il resto delle nostre vite, perche’ che ci piaccia o no, finche’ ci sara’ petrolio, ci sara’ sempre qualcuno che vorra’ tirarlo fuori e specularci sopra.

Ma gli anni passati devono darci coraggio ed insegnarci la strada maestra, che e’ quella dell’impegno personale, del mettere da parte le differenze per il bene comune, del mettere pressione ai nostri troppo timidi politici, del sentirsi protagonisti tutti in prima persona, quale che sia la nostra professionalita’ o il nostro ruolo nella societa’. La democrazia funziona solo quando tutti sentiamo che la res publica e’ res mea, e la si protegge alacremente e senza paura dando quello che abbiamo, tutti a nostro modo.

Abbiamo sconfitto l’ENI ad Ortona, quando di petrolio non parlava nessuno nel resto d’Italia, e di questo dobbiamo essere orgogliosi. Possiamo farcela anche con la MOG. Basta solo non stancarsi, fare un pochettino ogni giorno e non dimenticare perche’ facciamo tutto questo.

Ai politici presenti: siamo qui anche a causa della vostra scarsa incisivita’ nel corso degli anni. A voi e’ chiesto un impegno maggiore che al cittadino normale. Da voi ci aspettiamo risposte, attivismo concreto e costante presso le autorita’ romane e non parole vuote o il dolce far niente. C’e’ un milione di persone che ve lo chiede. A Roma sono in giacenza altre concessioni petrolfiere per Vasto, Francavilla, Pineto. Non aspettate di arrivare all’ultimo minuto per fare qualcosa. Chiedete, datevi da fare, spiegateci. Fate gli interessi nostri – dei vostri elettori – e tiratelo fuori questo benedetto coraggio una volta per tutte.

Non dimenticate le concessioni in terra – con trivelle programmate per la reserve natural del Borsacchio a Teramo, ad Aglavizza nel Vastese, o la saga interminabile della Forest Oil a Bomba. Queste sono responsabiita’ concrete che avete davanti, che occorre risolvere con un netto no a livello regionale e per cui non avete scuse. Il tempo della passerella e’ passato, e ora ci vogliono i fatti veri.

Io sono in India. in questo momento e non posso essere fra voi. In questi anni ho vissuto tutte le emozioni possibili in merito al petrolio d’Abruzzo – stanchezza, rabbia, sconforto, gioia, impotenza. Questa storia mi ha cambiato la vita e non lo so perche’ me la sia presa cosi a cuore. So pero’ che tutto questo ha dato un senso speciale ai miei giorni e di essere onorata di avere potuto fare qualcosa di buono per qualcosa che fosse piu’ importante che il trantran quotidiano.

Il mare d’Abruzzo non sara’ il mare piu bello del mondo, ma e’ il nostro, non ne abbiamo altri, ed occorre volergli bene.

Un abbraccio a tutti – meno che a Sergio Morandi.

Ciao! MR









Tuesday, April 23, 2013

Approvata anche la concessione "Turchese" - Petroceltic




** Chicche di questa concessione: pageheranno 5.16 euro al kmq, per un totale di circa 2300 euro l'anno al governo italiano. Fra le prescrizioni ci sono : l'uso di binocoli e di idrofoni per capire si ci sono mammiferi marini, l'obbligo di mandare report all'ISPRA, se trovano reperti archeologici di farlo sapere al Ministero per i beni culturali. 

La cosa piu' interessante e' che loro stessi li chiamano "cannoni"

Poveri pesci.

**


La notizia data agli investitori per l'approvazione dell'esplorazione petrolifera fra Pescara ed Ortona, e' del 4 Aprile 2013. Il sito Rigzone infatti riporta che la concessione BR 272 EL e' stata assegnata dal governo centrale alla Petroceltic. La Petroceltic, dal canto suo, descrive questa approvazione come un "importante passo in avanti".

Il permesso e' vasto e copre circa 475 chilometri quadrati di mare. Sono contenti perche' e' vicina ad Elsa. All'interno di questa concessione, c'e' un progetto nuovo chiamato Turchese.

Il programma e' di iniziare con l'esplorazione sismica - con navi airgun - nei prossimi mesi.

Evviva l'Abruzzo verde, evviva le bandiere blu.

La concessione era gia' nota come la d507 Elsa, sempre della Petroceltic.

Il CEO della Petroceltic - Brian O Cathain - dichiara alla stampa petrolifera - mica agli abruzzesi! - che

"Permit B.R.272.EL brings significant additional potential to our Adriatic portfolio directly adjoining and on trend with the Elsa oil discovery. We look forward to working with the relevant Ministries to enable the commencement of seismic operations in this highly prospective region.

Il permsso BR 272 EL da del valore aggiunto al nostro portafoglio in Adriatico, visto che e' direttamente adiacente ed ha le stesse caratteristiche del giacimento Elsa. Siamo interessati a lavorare con i Ministeri addetti per iniziare le operazioni sismiche in questa zona di alta potenzialita'.

E poi la beffa finale: 


"Petroceltic is fully committed to operating in an environmentally sensitive manner in all its operations and will continue to work with all partners and stakeholders to support the National Energy Strategy's objective of doubling Italian oil and gas production by 2020."

La Petroceltic e' pienamente impegnata ad operare in un modo rispettoso dell'ambiente in tutte le sue operazioni e continuera' a lavorare con tutti i suoi partners e portatori di interesse per dare supporto alla Strategia Energetica Nazionale con l'obiettivo di raddoppiare la produzione di gas e di petrolio in Italia entro il 2020.

Cioe' fanno pure finta che ci stanno facendo un piacere! In verita, il suo obiettivo non e' ne l'ambiente, ne la Strategia Energetica Nazionale, quanto invece il vile denaro e lo sappiamo tutti.

Non c'e menzione alcuna della regione Abruzzo - muti, muti. Compare invece la Capitaneria di Porto di Ortona, che approva. Amen.

Chiodi, quanto purgatorio dovrai farti...

Passerai alla storia come il presidente di regione che ha regalato questa regione ai petrolieri. 

Ma la colpa non e' solo di Chiodi - questi permessi giacciono da anni, io stessa ne parlavo qui nel 2011, e poi ancora qui, ma tutti hanno dormito, da Giovanni Legnini a Enrico Di Giuseppantonio, da Guerino Testa a Fabrizio Di Stefano, da Remo Di Martino a Mauro Febbo, che infatti sono sempre gli ultimi a sapere, e i superultimi ad agire.

Ho dato tutto quello che avevo - osservazioni, divulgazioni, insulti da parte di petrolieri, politici e presuntuosi di vario genere, ora sta a chi vive li darsi da fare, una volta per tutte.










Tuesday, November 20, 2012

Marinella Sclocco, PD Abruzzo: si cavi dalla testa di essere rieletta


Ecco i nostri eroi:

Marinella Sclocco -- marinella.sclocco@crabruzzo.it
Berardo Rabuffo -- berardo.rabbuffo@crabruzzo.it


Come sempre, odio essere presa in giro.

Non mi paga nessuno, e per star qui appresso ai petrolieri occorre che io rinunci a mille altre cose.

E tutto accetto, ma non i politici che fanno finta di essere pro-ambiente e che poi invece nelle loro stanze segrete tramano su come distruggere questa nazione.

Non lo sopporto.

Mi sento presa in giro da un punto di vista personale. E nessuno deve e puo' pensare di potermi usare per conti politici o per farsi belli.

Ho incontrato Marinella Sclocco a Gennaio, a Pescara - in occasione del premio "Arcolaio d'Argento".

Dopo la cerimonia, abbiamo parlato e mi disse di essere "tanto sensibile" al problema petrolio, che voleva far qualcosa, che dovevamo organizzare una conferenza al piu' presto eccetera eccetera.

Ovviamente non l'avevo mai sentita nominare prima, segno che cosi sensibile non era mica senno no aspettava 5 anni per parlarmi, e senno' avrebbe fatto qualcosa di concreto sul problema trivelle.

Chiesi sia a lei che alla sua collega Alessandra Petri -  anche lei tanto materna - di dire a Chiodi che sarebbe stato opportuno rivisitare la legge 148 del 2010 per aggiungere due parole: In Abruzzo sono vietate le estrazioni di idrocarburi liquidi E GASSOSI.

Tutte carine, premurose, sorridenti.
Ma erano tutte promesse di marinaio.

Ovviamente della conferenza della Sclocco non se n'e' piu' fatto niente.
E la legge e rimasta tal quale.

Parola di politici, eh!
 
E poi, cosa succede? Che la Sclocco, cosi preoccupata per il petrolio decide di votare a favore di uno scellerata "Operazione Cave Selvagge" per continuare a distruggere le montagne d'Abruzzo.

Infatti, prima di questa approvazione c'era una moratoria che imponeva lo stop a nuove autorizzazioni per le cave finche' non fosse stato completato un piano per le attivita' estrattive.

La Regione doveva approvare questo piano cave dal 1983, si da trenta anni!

E cosi' invece di fare il piano cave, fanno le cave selvaggie.

Come dice Maurizio Acerbo:

La maggioranza e settori dell'opposizione dimostrano di essere asserviti a lobbies e incapaci di portare avanti un progetto di futuro per la nostra regione. Tutta Europa coniuga ambiente ed economia. In Abruzzo regna ancora la vecchia logica da far west. Dopo 30 anni in cui in Abruzzo si cava senza piano questi signori festeggiano l'abolizione della moratoria!

Il piano e' stato approvato il 13 novembre. L'ha votata compatta tutta la maggioranza di centrodestra, ma anche lei la Sclocco, del PD, quella che era tanto sensibile al petrolio.

In Abruzzo ci sono gia' ben 500 cave, senza regole e senza controlli.

Molte di queste cave diventano poi discariche abusive a aumentare il numero di siti contaminati in questa regione, che sono ben 2274 in totale.

Al consiglio regionale erano tutti cosi preoccupati delle cave, e nessuno che magari pensava di fare qualcosa sui siti contamianti, a partire da quella bomba ambientale che si chiama Solvay a Bussi e che non e' affare di nessuno, ne della Sclocco, ne degli altri.

Ma perche' me la prendo con la Sclocco, e non gli altri? 

Perche' lei, piu' degli altri, mi si e' proposta come difenditrice dell'ambiente.

Perche' e' lei che ha, nella mia interpretazione dei fatti, abusato della mia buona fede. Come detto a me non mi paga nessuno, a lei si.

Cosa, cara Marinella, le cave non vanno di moda e si possono fare ed il petrolio, che invece e' diventato - grazie alla sottoscritta, non certo grazie a lei o agli altri politici! - il lupus in fabula, no?

Ma se uno ci crede all'ambiente, deve salvare il territorio SEMPRE non solo perche' una cosa va di moda e perche' sarebbe un suicidio politico non farlo.

Capisce cara Sclocco?

Siccome non c'e' nessuno che va in giro per le piazze a cercare di salvare le montagne dalla furia dei cavatori, questo non vuol dire che non vadano protette.

Anzi, se lei e i suoi colleghi avessero un pochettino a cuore questa regione, sareste voi ad andare in giro per le piazze a spiegare perche' cave, trivelle, inceneritori, nucleare, e in generale consumo scellerato di territorio non siano cose intelligenti per l'Abruzzo e perche' invece sarebbe opportuno procedere con il Parco della Costa Teatina, per la difesa del Borsacchio e delle mille altre bellezze ambietali della regione.

Sareste voi a fare quel che faccio io, invece che star li ad assecondare speculatori di ogni genere.

Assieme alla Sclocco, c'e' anche Berardo Rabuffo, il cui amore per l'ambiente si estende anche alla riserva naturale del Borsacchio che vuole "riperimetrare", cioe' leggi rimpicciolirlo - chissa' per regalarne parte a speculatori e palazzinari? 

Ecco cosa dice Rabuffo:

 ''Con il provvedimento approvato e' stato finalmente sbloccato il settore delle cave, comparto fondamentale per l'economia regionale soprattutto nella fase di grave crisi attuale''. 

''E' un risultato importante raggiunto attraverso la condivisione con i Consiglieri dimaggioranza ed e' frutto di una mediazione, resasi necessaria, per superare lo stallo e la paralisi che la precedente norma aveva determinato. Era una situazione paradossale, dove le responsabilita' della politica, incapace di approvare un piano per quasi trent'anni, venivano scaricate su tutte le imprese operanti nel settore estrattivo. E' grazie alla presenza determinate di Fli in aula, e al nostro voto favorevole, che il provvedimento e' stato approvato''.

Cave aperte in Abruzzo dunque!
 
Di tutti i politici che prendono le decisioni in Abruzzo di questi anni, i veri instancabili operatori per l'ambiente sono stati Maurzio Acerbo e Walter Caporale.

Agli altri no so se gliene importa poi piu di tanto,  la Sclocco, Nasuti, Febbo, la Petri, Rabuffo, non li ho mai veramente sentiti nominare per il progresso sul fronte ambiente - e che sia regolarizzare le cave, la caccia, il parco della costa teatina, non cambia molto..


Adesso ci saranno le elezioni.

Non votatelo l'establishment.

Questi sono per la maggior parte incapaci, miopi, ciechi, si e' visto da ogni decisone che abbiano mai preso, dal primo giorno fino ad adesso.

Il segreto per vincerle secondo me?

Essere sinceri e coerenti, in tutto.

La gente lo sa, se ne accorge, si sente, si vede.



Monday, October 31, 2011

Roberto Petri - l'uomo ENI venuto dal nulla



Come ci ricorda il blog di Emergenza Ambiente Abruzzo, l'altro giorno arriva in TV tale Roberto Petri dell'ENI a insinuare che trivellare e' cosa buona e santa e che l'ENI vuole tornare per "mantenere gli impegni presi" con la popolazione.

E di grazia con chi? Con la Buonefra di Nicola Fratino e di Calogero Marrollo a cui l'ENI ha dato almeno 1 milione e centomila euro, in una sorta di do ut des - tu mi dai i permessi, io ti do gli appalti - e secondo tabelle della stessa ENI?

Le notizie sono vaghe e non dicono cosa vogliono trivellare, cosa vogliono fare - e come potrebbe essere altrimenti: la gente se li mangerebbe se solo osassero pronunciare le parole "Centro Oli"? E altrettettanto vaghi sono i misteriosi enti che secondo loro vorrebbero il petrolio.

A parte quel galantuomo di Paolo Primavera della Confindustria-Assomineraria che hanno ovviamente interessi di ogni tipo, io non ne vedo. Ricordiamo invece a Petri - che non ne sa niente di petrolio, di Abruzzo e di vino, che nel corso degli anni si sono espressi contro le trivelle:

1. Gianni Chiodi, presidente della regione Abruzzo
2. L'intera conferenza episcopale d'Abruzzo e di Molise
3. Le cantine del vino
4. Le province di Chieti, Pescara e Teramo
5. Almeno 40 comuni della costa Abruzzese
6. La Confcommercio
7. Assoturismo
8. La cosa piu' importante di tutte: i cittadini da ogni parte d'Abruzzo, con associazioni, comitati, manifestazioni, mostre d'arte, scolaresche, tutti, tutti. Ipochi che hanno detto no avevano interessi personali o parenti in ENI.

Ricordiamo anche a Petri - a Chiodi - che esiste una legge che vieta le trivelle sul suolo Abruzzese. A suo tempo fu fortemente criticata per le sue enormi lacune. Siamo cosi alla prova del nove: vediamo ora se Chiodi ci azzecca a scrivere le leggi o no.

ROBERTO PETRI: NON VI CI VOGLIAMO QUI!
SE NE VADA!

AVETE GIA' DISTRUTTO MEZZA ITALIA
NON VI LASCEREMO DISTRUGGERE L'ABRUZZO



La cosa piu' buffa e' quando dice al telegiornale che si mettera' d'accordo con la gente per convincerci che trivellare va bene. Ma chi? Ma dove? Ma ci ha preso per gente che crede alle frottole dell'ENI?

Ma poi chi e' costui? Chi l'ha mai sentito prima? Si e' mai distinto per qualcosa di buono nella vita?

Dalle pagine ENI: e' consigliere ENI dal 2011 ed e' capo della segreteria del Ministero della difesa. Ha lavorato per anni alla Banca Nazionale del Lavoro.
E' nato a Pescara, e forse l'ENI pensa che mettendoci uno di Pescara gli sara' piu' facile trivellare.

Petri: tranquillo, manderemo all'aceto pure i suoi tentativi, come abbiamo mandato all'aceto quelli di tutti gli sciacalli venuti prima di lei. L'Abruzzo non si tocca e non ce ne andiamo da qui.

Ai politici di Ortona, avete qualcosa da dire?

Tuesday, October 11, 2011

Accademici per il Parco


Don't try to be different.
Just be good.
To be good is different enough.


A. Freed

Sono stanca perche' sono tante le cose che bollono in pentola. Ma un po' felice che siamo riusciti a mettere assieme 75 accademici d'Abruzzo e da fuori regione a favore di un parco intelligente, dalla perimetrazione complete e non del parco a macchia di leopardo come proposto da Mauro Febbo.

Spero vivamente che il Commissario faccia la cosa giusta.

Il testo della petizione e' di Francesco Stoppa, io l'ho aiutato a raccogliere firme. Grazie anche a Fabrizia per avere orchestrato la conferenza stampa e a tutti i presenti.

Grazie a tutti i 75 accademici che hanno voluto firmare e spero che si possa fare lo stesso per altre iniziative ambientali a venire.

Spero anche che le altre categorie - i pescatori, le scuole del teatino, i gruppi sportivi, le cantine, possano fare altrettanto a favore del Parco e dell'ambiente.

Ad majora.

Sunday, September 18, 2011

Ortona e Pescara: arriva l'airgun Petroceltic, e la politica tace




Cosi' mentre Febbo, Di Stefano, Sorgi e Chiodi discutono sul parco, la Petroceltic si porta avanti. Come sempre, la politica dorme e a scoprirlo siamo noi persone normali.

In Puglia e a Vasto a suo tempo hanno fatto ricorso al TAR.

E in Abruzzo?

Qui i testi della d492 e qui della d507.

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In data 13 Settembre 2011 il Ministero dell'Ambiente ha dato parere positivo "con prescrizioni" a nuove operazioni petrolifere al largo delle coste abruzzesi.

Sono state approvate le concessioni d507 e d492 al largo di Ortona e Pescara, dove la ditta irlandese Petroceltic e' ora autorizzata ad eseguire ispezioni sismiche con la tecnica dell'airgun.

Queste consistono nell'utilizzo di violenti spari di aria compressa dai cui segnali riflessi e' possibile ottenere informazioni sui giacimenti petroliferi. L'air gun e' dannoso alle specie marine che a causa dei forti rumori ripetuti nel tempo possono perdere l'orientamento, essere lesionate e spiaggiare. Negli scorsi mesi sono stati frequenti gli avvistamenti di delfini in varie localita' abruzzesi, per i quali siamo fortemente preoccupati. L'air gun e' il primo passo verso la trivellazione dei fondali d'Abruzzo a cui seguiranno perforazioni di pozzi esplorativi e permanenti per cui la Petroceltic ha gia' richiesto l'autorizzazione.

La d492 e la d507 giungono sulla scia della d505 approvata in primavera per il vastese e per le isole Tremiti, sempre per conto della Petroceltic. Questa ditta irlandese e dal basso capitale d'investimento ha cosi' ottenuto di poter sondare l'Adriatico da Pescara fino al Gargano.

Per le concessioni d507 e d492, il Ministero dell'Ambiente indica che non sono giunti pareri da parte della regione Abruzzo e Molise, come anche per la d505. A Gianni Chiodi, come sempre, non importa che l'Abruzzo venga petrolizzato e sebbene sia il governatore di questa regione, non si degna neppure di manifestare la sua opinione: e' come se governasse altrove.

Per la concessione d492 invece il ministero elenca tutte le osservazioni giunte dai cittadini, incluse quelle della provincia di Chieti, senza affermare che sono tutte di contrarieta'. Non risultano invece atti trasmessi ne dalla provincia ne dal comune di Pescara.

Si affema anche che le concessioni sono autorizzate in quanto non sussistono vincoli ambientali lungo la costa ortonese e pescarese.

I cittadini hanno fatto sforzi immensi in questi ultimi anni contro le trivellazioni in Abruzzo. E' ora che anche la politica si svegli. Siamo stanchi di questa mollezza e di questo tergiversare. Non e' tollerabile che chi governa non abbia a cuore il nostro territorio. Ci vuole coraggio a far politica e occorre che si tutelino per davvero i diritti dei cittadini di oggi e del futuro. L'Abruzzo ha una immagine vincente di territorio sano e verde e chiediamo che venga difeso nei fatti e non a chiacchere.

La perimetrazione del parco della costa teatina avrebbe portato ad un ulteriore strumento di difesa contro le trivelle, invece siamo ancora qui impantanati in inutili discussioni.

Chiediamo al presidente della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio e ai suoi assessori all'ambiente e al turismo Eugenio Caporella e Remo Di Martino, al presidente della provincia di Pescara Guerino Testa e al sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia di essere piu' attivi nella difesa del nostro mare, senza paura, senza stupidi calcoli politici, e nell'interesse generale. Chiediamo a Mauro Febbo di opporsi con vigore contro le trivellazioni invece che contro il parco.

E' possibile presentare ricorsi al TAR contro le autorizzazioni d507 e d492, prendendo esempio dal sindaco di Vasto, Luciano La Penna, che ha depositato ricorso contro la concessione d505 assieme ai comuni di Vieste, Peschici e assieme alla regione Puglia.

Ci auguriamo che simili ricorsi al TAR vengano presentati anche ad Ortona e a Pescara. Ci sono sessanta giorni di tempo per farlo.

Infine, l'approvazione di queste concessioni mostra ancora una volta quanto importante sia il coivolgimento delle persone. Poiche' la nostra classe politica continua a mostrarsi del tutto incompetente e' necessario che ciascun cittadino vigili maggiormente e sia piu' attivo nella difesa del territorio, scandalizzandosi e esigendo che chi governa lo faccia nel nostro interesse e non per avvantaggiare il business della Petroceltic.

Maria R. D'Orsogna, California State Unviersity Northridge

Dante Caserta, WWF Italia

Fabrizia Arduini, Emergenza Ambiente Abruzzo

Guido Pietroluongo, Italia Anti-Whaling events

Wednesday, June 8, 2011

Luigi Albore Mascia e le trivelle a Pescara - dolce dormire


La Petroceltic ad Ortona

In questi ultimi anni del petrolio, la citta' di Pescara ha piuttosto dormito sul tema delle trivelle.

Lo si vede anche dagli ultimi sviluppi della Petroceltic, cone le sue due concessioni, la d505 alle Tremiti/Vasto e la d507 di fronte a Pescara/Montesilvano/Francavilla.

Le concessioni sono praticamente indentiche e riguardano l'esplorazione sismica con le tecniche di air gun, come primo passo verso le trivellazioni permanenti, se il petrolio c'e' e se i signori d'Irlanda reputeranno conveniente estrarlo.

Quello che cambia pero' e' il diverso modo che la cittadinanza ha avuto nell'attivarsi contro le trivelle.

Contro la d505 si e' attivata mezza Puglia. Lucio Dalla ha gia' partecipato alla manifestazione del 7 Maggio e si presentera' con Asia Argento e Renato Zero al concerto del 30 giugno contro le trivelle al largo delle Tremiti.

Hanno deciso di fare ricorso al tar del Lazio, contro la Petroceltic:

Regione Puglia
Comune Manfredonia
Comune Vieste
Comune Rodi Garganico
Comune Vico del Gargano
Comune Peschici
Comune Vasto
Comune Termoli
Legambiente
WWF
Italia Nostra

E per Pescara? Silenzio tombale.

Nessuna persona famosa o meno famosa ha ben pensato di scandalizzarsi.

Nessun sindaco ha deciso di prendersi la briga di capire veramente cosa si puo' e non si puo' fare.

Nessun albergatore, nessun ristoratore ha espresso preoccupazione.

Non sono un legale ma questo e' quello pero' che mi dice uno degli avvocati che cura la faccenda per la d505 delle Tremiti/Vasto:

Gli Enti territoriali hanno legittimazione ad impugnare il decreto 505 e quindi possono presentare direttamente un ricorso davanti al TAR del Lazio.

E i legali della Puglia lo sanno di cosa parlano perche' hanno gia' scacciato un altro pozzo al largo di Monopoli-Otranto, oltre un anno fa, esattamente con un ricorso al TAR.

Per chi volesse contattare il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e dirgli di darsi una mossa il suo email e' qui:

sindaco@comune.pescara.it



Quello di Francavilla:

Antonio Luciani
sindaco@comune.francavilla.ch.it


Quello di Montesilvano:

Pasquale Cordoma
sindaco@comune.montesilvano.pe.it

Monday, April 11, 2011

d507: altre trivelle a Pescara-Montesilvano-Francavilla

In data 28 Febbraio 2011 il Ministero dell'Ambiente ha concesso alla Petroceltic - sempre lei - l'esito positivo per proseguimento alla VIA per "esplorare" il mare davanti a Pescara, Francavilla, Montesilvano.

La Petroceltic puo' ora iniziare il suo iter presso il Ministero dell'Ambiente con la finalita' di trivellare il mare davanti Pescara. L'iter e' sempre lo stesso. Inziano con l'air gun, e con gli spari di aria compressa, poi con il pozzo esplorativo, e poi con il pozzo permanente per i prossimi 20 o 30 anni.

La concessione e' di quasi 500 chilometri quadrati. Le prime carte per questa nuova istanza furono presentate al ministero circa un anno fa, in data 9 Marzo 2010 e poi pubblicate sul Bollettino Ufficiale della ricerca degli Idrocarburi e della Geotermia - il BUIG - in data 12 Marzo 2010.

Non ci hanno perso tempo! A noi, nessuno ci ha detto niente.

Si dice che "l'istanza interferisce con area sensibile per 0.52 chilometri quadrati".

Non si spiega quale sia questa area sensibile.

Prepariamoci ad un altro round di osservazioni e soprattutto a mettere pressione ai politici della zona. Le osservazioni sono il nostro unico strumento ufficiale, oltre che a protestare in massa e a svergognare la Petroceltic. Non abbiamo niente altro e dobbiamo fare tutto da noi.

Guerino Testa, presidente della provincia di Pescara, ora tocca a lei.

Thursday, October 21, 2010

Alla corte di Los Angeles


Sono tornata da poco dalla corte, dove ho fatto parte del processo di selezione della giuria popolare per un processo criminale, e poi da un dibattito petrolifero, sulla Prop. 23. Ero parte del pubblico, ma il 30 ottobre mi hanno invitata per parlare della nostra storia d'Abruzzo a Santa Monica. Sono tutti esterrefatti che siamo riusciti a mandare in bancarotta la MOG!
Ne parleremo fra un po. Sono stanca e allora ecco qui l'intervista che mi ha fatto qualche giorno fa Melania Barone per ilPescara. it. Grazie Melania.

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Professoressa D'Orsogna, come ha accolto la notizia della bocciatura del progetto di Ombrina Mare?


Sono contenta e fiera del popolo abruzzese che ha risposto con vigore a tutte le azioni promosse contro Ombrina Mare - l'invio di osservazioni, le manifestazioni, le pressioni sulla classe politica. E' stato molto bello il coinvolgimento degli studenti, in particolare del comprensorio Gabriele d'Annunzio di San Vito Marina e dell'istituto Cesare de Titta di Lanciano. Personalmente, ancora adesso ci sono degli istanti silenziosi in cui mi commuovo nel ripensare alle cose strordinarie che siamo riusciti a fare in questi tre anni.

Crede che questa sia una vittoria? Non c'è il rischio che il progetto rimanga e cambi veste?

E' una vittoria, ma come sempre occorre restare vigili e non pensare che il ruolo di custodi del nostro territorio finisca qui o che non ci siano altre battaglie da combattere. In realtà attivismo e partecipazione non dovrebbero finire mai in una società adulta. Il petrolio e' ancora presente nei nostri mari, e certo, potrebbe anche succedere che la MOG o altri possano ripresentarsi o cercare di trovare scorciatoie per rovesciare le decisioni del governo. Sta a noi impedirglielo.

Come si è arrivati alla bocciatura del progetto?

E' stato un duro lavoro inziato gia' nell'autunno del 2009 quando presentammo le prime osservazioni per i pozzi Elsa2 della Petroceltic e che si e' ripetuto poi per Ombrina, Bomba, Vasto. E' una tecnica che stanno ora usando anche in Basilicata e in Veneto su esempio dell'Abruzzo.

Per molto tempo ho cercato un dialogo con le istituzioni regionali, sapendo che difficilmente sarei stata ascoltata. Ho deciso allora di coinvolgere direttamente la popolazione. Il trattato di Aarhus, approvato dall'Italia, consente ai residenti di esprimere il proprio parere quando si tratta di decisioni importanti per la collettività e ho voluto applicarlo al nostro caso. Non sapevo se sarebbe stato utile o no, ma ci ho voluto credere e così le nostre osservazioni sono state sempre più numerose e ricche di contenuti.

Con il tempo anche la provincia di Chieti ha ritenuto opportuno lavorare con i cittadini ed abbiamo potuto contare anche sul loro supporto istituzionale per il quale siamo grati a Enrico Di Giuseppantonio e alla sua amministrazine provinciale. Ma tutto e' partito dalla gente ed e' stato della gente fino alla fine.

Nel corso dei mesi abbiamo tenuto alta la guardia presso il ministero, telefonando, mandando email, controllando i siti ministeriali, ricordandogli che attendavamo risposte e che secondo Aarhus la nostra opinione era importante. Ci sono stati poi reportage dalla Francia, dall'Inghilterra dagli Stati Uniti sul tema trivelle in mare in Abruzzo.

Io credo che senza le nostre osservazioni il Ministero avrebbe approvato Ombrina molto tempo prima dello scoppio in Louisiana. Un alto funzionario del Ministero mi ha detto in una telefonata, che non gli era mai capitato prima di essere sommersi di così tante osservazioni e che era chiarissimo come la pensavamo.


Dopo questa battaglia da Lei condotta e fiancheggiata dai cittadini, siamo liberi anche dalla possibilità di impianti di raffinazione?


Purtroppo no. Ci sono ancora altri progetti sul territorio - penso soprattutto a quello di Bomba dove la Forest Oil Corporation vuole costruire una raffineria accanto ai pozzi di idrocarburi e ai piedi della diga. Finchè c'è petrolio nel nostro sottosuolo non saremo mai liberi dallo spettro di impianti insalubri, ed e' per questo che occorre inculcare nelle generazioni piu giovani un senso di rispetto dell'ambiente, cosicche fra 20, 30 anni le multinazionali del petrolio - se ci riprovano - troveranno la stessa tenacia di adesso nel dire no.


Come vede oggi la politica abruzzese relativamente all'attenzione per i danni ambientali provocati dall'estrazione e lavorazione di petrolio?


L'Abruzzo ha bisogno di una legge ferrea che vieti le estrazioni su terraferma, di petrolio e di gas. Se lo può fare la Toscana, lo può fare anche l'Abruzzo. La costa teatina ha bisogno di un parco perimetrato e non di elettrodotti dal Montenegro, di centrali nucleari o di inceneritori a Punta Penna. L'Abruzzo ha bisogno di incentivare le piccole e medie imprese che vogliono puntare sul nostro ambiente come forma di sviluppo economico. Bisogna che parchi, incentivi e divieti siano eseguiti per davvero e non solo che se ne parli.

Chiodi qualche mese fa annunciò che in Abruzzo entro il 2014 arriveremo a produrre il 51% di energia da fonti solari. Dove sono gli investimenti in tal senso? Dove sono gli incentivi? Come si arriverà a questo numero? Era vero o era propaganda?

Lei è stata una figura centrale per lo studio e la divulgazione dei danni provocati dal petrolio. Chi vorrebbe ringraziare? Chi è stato dalla sua parte sin dall'inizio?

Vorrei ringraziare tutti quelli che si sono attivati contro Ombrina, anche dai gesti più piccoli, da Sara di Ortona che ha inseguito i politici con una telecamera, a Guido del gruppo podistico il Quercione di Lanciano che ha annunciato la raccolta di osservazioni da un altoparlante in giro per la città. Abbiamo vinto tutti e a tutti sono grata.

In modo speciale, vorrei ringraziare Fabrizia Arduini che è da 30 anni che si occupa di protezione dell'ambiente in Abruzzo e che è stata il mio braccio destro in tutti questi mesi. E poi voglio ringraziare tutti i miei compagni di Emergenza Petrolio Abruzzo fra cui Giosuè Guidone, Pasquale Cacciacarne, Assunta di Florio e Lulù Santarelli che hanno cercato di raccogliere quante più adesioni possibili fra la gente. Infine, i miei genitori Nicoletta e Filippo per avermi aiutata a coordinare tutto, per avermi incoraggiata e fatto ridere quando ero stanca e mi chiedevo "ma chi me lo fa fare?".

Cosa l'ha spinta a condurre questa difficile battaglia?

Al di là dell'ambientalismo, un forte senso di giustizia sociale. Non e' giusto che le compagnie petrolifere loro possano pensare di andare in una comunita' che non conoscono, metterla a soqquadro, fare quello che vogliono senza che nessuno dica niente. Io ho voluto fare quello che potevo per impedirglielo. Mi dispiace solo di non poter far di più per la Basilicata, alla quale dobbiamo essere tutti solidali.

Pensa che sia finito per l'Abruzzo l'incubo della petrolizzazione della Regione? Oppure ci sono altre sorprese in vista?

I progetti petroliferi sono tanti e c'e spazio ancora per l'attivismo petrolifero. Più in generale c'è spazio per l'attivismo ambientale e sociale. Ciascuno può e deve fare la sua parte. Superman non viene a salvarci, dobbiamo salvarci da soli. Dobbiamo instillare nei nostri figli il senso della moralità, della giustizia, del bene comune, dell'incorruttibilità. L'ambiente è solo un corollario di questi ideali. Solo così eviteremo tutte le altre "sorprese" ai danni della collettività, petrolio o qualunque altro sia il nome del malaffare.

Saturday, July 4, 2009

PESCARA 18 LUGLIO 2009


Ci siamo, finalmente il 18 luglio ci vediamo tutti a Pescara per manifestare contro l'Abruzzo petrolifero in spiaggia.

Ci si vede alle 10:30 davanti alla statua di Cascella, in riva al mare.

Siamo tutti invitati: cittadini, movimenti, sindaci, associazioni, agricoltori, produttori, esercenti, artigiani, operatori turistici, pescatori e tutti quelli che amano l'Abruzzo.

GIANNI CHIODI e DANIELA STATI DEVONO PRENDERE UNA POSIZIONE CHIARA PER SALVARE LA NOSTRA TERRA

L'ABRUZZO CHIEDE IL BLOCCO TOTALE DELL' ATTIVITA' PETROLIFERA PER ALMENO 30 ANNI NELLA NOSTRA REGIONE

In questi giorni sono in Sardegna ad un meeting sul petrolio in varie parti del mondo. E' sconvolgente ascoltare quello che succede, anche per me che credevo di avere letto e sentito tutto. In Nigeria, in Ecuador, nel Canada, fa veramente male vedere ed ascoltare di prima persona quello che succede alle popolazioni locali, dei paesi del primo e del terzo mondo in ugual misura, ogni volta che arriva il dio petrolio.

Malattie, terreni devastati, acqua mista a petrolio, pesci morti, foreste disboscate. L'ENI, come la Shell, la Total e le loro amiche piu o meno grandi, non risparmiano niente, figuriamoci se andranno con i guanti bianchi in Abruzzo.

In questo meeting c'era anche il giornalista che ha realizzato il servizio di Report sulla Nigeria per Milena Gabanelli, nonche' uno dei principali attivisti pacifici per la Nigeria: Nnimmo Bassey, presidente di Oilwatch Africa e di Friends of the Earth Africa, un architetto diventato attivista, arrestato varie volte nel suo paese e che predica metodi non violenti per liberare la Nigeria da pratiche disumane come il gas flaring.

Praticamente, in Nigeria non gli fanno nemmeno il "centro oli": il gas di risulta e gli scarti sulfurei li bruciano direttamente in aria, al 100%. Vicino a questi tubi sputa fuoco e' sempre giorno. Parlare con il signor Bassey mi ha fatto sentire piccola, perche' noi qui abbiamo tutte le comodita' del primo mondo e dovremmo non solo rispedire i petrolieri a casa loro senza mezze misure ma denunciare tutte le schifezze che ENi e compagnia bella vanno facendo in giro per il mondo ai popoli piu' vunerabili. Naturalemente da Americana, paese che divora il petrolio come fosse acqua in rispetto agli altri paesi del mondo, mi sento particolarmente colpevole dell'orrore laggiu'.

C'erano anche alcuni rappresentanti del Congo, dove l'ENI andra' ben presto a trivellare sabbie bituminose, il petrolio piu' schifoso del mondo in assoluto. Avrei tanto voluto poter far per loro la stessa cosa che stiamo facendo in Abruzzo: spiegare alla gente di che si tratta, e dopo aver imparato, dirgli di arrabiarsi e di lottare con le armi della parola, dell'intelligenza, della democrazia, ma purtroppo non posso fare piu battaglie di quanta energia io abbia.

In Abruzzo, dobbiamo lottare e vincere: per noi, per i nostri figli e anche per mostrare al resto del mondo che i petrolieri non sempre la spuntano e che si puo' sconfiggere questa banda di criminali che anche se veste con i vestiti di lino, e va in giro con il sorriso finto e le risposte prestampate, sempre criminali sono.

Thursday, June 25, 2009

Impressioni


Come potete notare la frequenza di scrittura di questo blog nelle scorse settimane e' un po diminuita. Ho veramente tantissime cose da fare, email da scrivere, posti da visitare, persone da convincere e un pochino la mia famiglia che mi reclama. Ringrazio pubblicamente Fabrizia che tanto si sta spendendo per coordinare i vari incontri e tutte le persone che finora sono state d'aiuto per i spostamenti e per l'organizzazione nei vari comuni. Grazie - senza di voi tutto sarebbe impossibile.

Intanto, qui sotto, l'elenco completo delle manifestazioni per ora. Questa sera sono a Casoli, alle 9 di sera, come da invito degli amministratori della citta'. Di tutti gli eventi, quello che piu' mi sta a cuore e' la manifestazione in spiaggia che tentativamente e' fissata per il 18 luglio a Pescara. Spero che davvero ci sia tanta gente e che sia una forte manifestazione di amore per la nostra terra e per il nostro mare.

L'impressione principale che porto via da questi primi giorni di Abruzzo e' che non si sente ancora l'urgenza dei tempi. Il primo gennaio 2010 e' dietro le porte e da allora non avremo piu' alcuno strumento utile che potra' difenderci. In questi giorni ho incontrato sia il senatore Legnini, esponente del PD che il presidente della provincia di Chieti, Di Giuseppantonio di centro-destra.

Sono stati entrambi gentili e disponibili con me, ma poi nei fatti, l'onere di portare avanti la battaglia l'hanno lasciato a me. Mi e' sembrato come se il petrolio in Abruzzo fosse un problema mio - una volontaria - e non loro - pagati profutamente per trovare le soluzioni. Come se fosse una cosa fra le tante a cui devono pensare, magari nei ritagli di tempo.

Legnini mi ha detto di pensare a cosa voglio e poi di scrivergli. Di Giuseppantonio ha promesso che sarebbe venuto a Chieti ieri e poi non si e' fatto vivo. Cosa devo pensare? Non sono mica Mandrake! Perche' chi e' preposto a trovare soluzioni sembra essere cosi' lontano dall'averne una volonta' vera? Per me la vita e' semplice: c'e' un obiettivo, si lavora per raggiungerlo.

Cosa voglio io? Che i petrolieri non vengano in Abruzzo. Semplice. Non credo di dover essere io a trovare lo strumento legislativo giusto, non sono un politico, ne' un avvocato o cose di questo genere. Non lo so come si fa, ma qualcosa deve essere fatto, nero su bianco. Qualcosa mi inventero'. Sopratutto non demordero' - sono cosi convinta della giustezza delle mie argomentazioni che continuero' a rompere le scatole a tutti. Che altro posso fare?

Intanto, da Gianni Chiodi e Daniela Stati ancora il mutismo piu' totale sul tema petrolio in Abruzzo. Che governanti inutili.

Una cosa positiva pero' ci e' stata detta dal senatore Legnini: che i motivi secondo i quali l'ENI ha deciso (temporaneamente) di non portare avanti il progetto della raffineria di Ortona sono tre: il prezzo del petrolio, le proteste del popolo e l'opposizione dei vescovi. Anche se non sappiamo la proporzione di questi tre elementi, due su tre sono dovuti al nostro impegno di cittadini. Sono sicurissima che senza tutto l'operato di noi persone e dei vari comitati locali, la raffineria sarebbe gia li a sputare veleni. Dunque occorre continuare, a lottare, a firmare, ad arrabbiarsi.

E poi, in questi giorni di pioggia intrammisto a sereno l'Abruzzo diventa piu bello. La luce e' diversa, il verde e' piu fresco, piu intenso. L'aria e' rarefatta, si vede la montagna ed il mare sembra piu' blu. In un qualsiasi altro posto del mondo questo immenso giardino in cui viviamo sarebbe protetto, amato, pubblicizzato, valorizzato, esteso.

Invece qui duole vedere le troppe schifezze dell'operato umano. Dall'immondizia gettata a casaccio ai bordi della strada, o che affiora in riva al mare, fino alla costa teatina che inizia a riempirsi di pozzi di petrolio nel mare, di cartelli "vendesi appartamenti con vista mare" o a quello scempio del porto di Ortona che mostruosamente invade il mare in un tentacolo di morte. Per non parlare di costruzioni inutilizzate e lasciate languire senza scopo, come il relitto ENI di Ortona fra le colline. Perche' nessuno pensa che lo sviluppo possa consisitere nel trasformare il costruito esistente in qualcosa di utile, di buono o magari di abbattere lo schifo inutilizzato?

Pare tutto fatto a casaccio, senza un piano, senza una linea di sviluppo, senza un progetto grande, duraturo nel tempo e fatto per il bene della gente e non di petrolieri, cementificatori, o corruttori di vario genere. Soprattutto fatto per amore, del popolo, della terra, del futuro.

E' un po cosi' in tutte le cose italiche di questi tempi, ed e' triste vedere le potenzialita' di questa nazione, di questa regione buttate al vento cosi'.


25 Giugno - Casoli ore 21 nella sede del Comune

26 Roccamontepiano - cena Emergenza Abruzzo per l'Aquila

28 Lettomanoppello ore 18.30 presso gli impianti sportivi comunali
"I Campetti" Via Collerotondo (PE)

1- 4 Luglio Sardegna Iglesias - Campagna Riforma Banca Mondiale

5 Luglio Torino di Sangro Sala Priori, ore 19-20

6 Luglio Fossacesia presso la sede del comune

8 Luglio Bucchianico conferenza 18.30 chiesetta di Sant'Antonio nel centro
storico di Bucchianico (dietro la chiesa grande di S.Urbano)

11 Luglio Basilicata

14 Luglio Mosciano, organizzata dal comune

15 Luglio Vasto

16 Luglio Fara Filiorum Petri ore 21, organizzata dal comune

18 Luglio Manifestazione in spiaggia a Pescara

Tuesday, December 16, 2008

La grande abbuffata


Piove sul bagnato. Oggi altre belle pagine di "politica" abruzzese, e in parallelo di "politica" petrolfiera in Basilicata. Entrambe collegate da fortissimi sospetti di tangenti, inciuci, scambi, concussioni, affari privati. Il tutto ai nostri danni.

Oltre all'indagato Luciano D'Alfonso che tiene un bel crocifisso nel suo studio per fare scena c'e' tutto il jet-set pescarese in questa storia di ruberie varie. Non ci hanno lasciato nulla.

Il segretario di d'Alfonso, Guido Desio, teneva un fascicolo con tutti i pagamenti fatti dalle varie entita' imprenditoriali e politiche. C'era l'elenco imprenditori, l'elenco partiti, l'elenco della 'Margherita'. E poi i nomi delle persone con una b che stava per pagamento in bianco, cioe' regolare, e con una n che stava per pagamento in nero.

Tutti quei pagamenti fanno parte della categoria t: truffati al cittadino normale, che e' sempre alla fine quello che paga. La gente normale, quella che paga le tasse che in Italia sono fra le piu' alte del mondo occidentale, la gente normale che non arriva alla fine del mese e che vede schizzare in alto i prezzi della pasta, dei voli aerei, delle medicine.

Non ho scelto queste categorie a caso:

Il figlio di Carlo Toto, Alfonso Toto, versa soldi a D'Alfonso-Desio in cambio di laute cene, viaggi gratis in tutto il mondo su Air One per il sindaco e per la sua famiglia. Pare che gli piacesse in particolar modo New York. Toto padre e' stato il testimone di nozze di D'Alfonso. Nonostante cio' pare che questi regali servissero per cementificare la loro amicizia. Peccato che le altre cose che hanno cementificato assieme hanno fatto piuttosto uno schifio per la collettivita'.

Avete presente quando arrivi a Pescara e la prima cosa che vedi e' quello scempio dell'area di risulta, con bancarelle da terzo mondo, parcheggi senza righe, buche dappertutto e viuzze dove non ci si entra con due macchine che si incrociano? Mi sono sempre chiesta se non si potesse costruire un moderno parcheggio (bello, largo e funzionante, non come quelli alla meno peggio di Fiumicino) e usare il resto della zona per farci un parco cittadino. Mi sono sempre chiesta, ma perche' non fanno una gara di appalto seria e non invitano qualcuno di creativo a pensare a come usare quel pezzo di terra nel cuore della citta' in un modo elegante?

Beh, ora si capisce tutto. Perche' la concorrenza non c'era, perche' non hanno dovuto vincere le gare per creativita', per bellezza, per darci qualcosa di architettonicamente intrigante. Erano partiti bene con un bando europeo nel 2006 sotto l'amministrazione di D'Alfonso, poi hanno fatto rettifiche e confusione per cui alla fine si e' presentato solo un concorrente. E chi era costui? Carlo Toto! Ma come puo' essere che si presenta solo lui? E con quale progetto? In circa 30 anni si stima che quel pezzo di terra dove ha dovuto pagare solo l'asfalto e due alberi di ulivo gli fruttera' 400 milioni di euro. 400 milioni di euro dei nostri soldi per parcheggiare li e a costo praticamente zero per lui.

Il tizio che ha scritto il bando per l'appalto dell'area di risulta, Giampiero Leombroni, e' poi finito a lavorare per Toto. Coincindenze? Coincidenza pure che la magistratura e' riuscita a trovare 150 mila euro dati da Toto a D'Alfonso? Gli pagava l'autista, la benzina, le vacanze, gli dava degi aerei che poteva usare gratis per voli privati. D'Alfonso si fece con la sua famiglia Pescara-Malta-Venezia gratis per circa 25,000 euro. Lo stipendio medio di un insegnante in Italia all'anno. Il sindaco pero', da gran gentiluomo, e con la croce nel suo ufficio, nega e dice che e' tutta colpa del suo segretario Desio cha faceva tutto per conto suo. Forse che Dezio obbligava D'Alfonso ad andare in vacanza con l'aereo personale!

Ora, mi si dira' che D'Alfonso si anche adoperato contro il centro petroli. Lo so, e' venuto anche a sentirmi a Pescara. Arrivo' tardi, io avevo gia' finito di parlare e mi hanno *fatto ripetere il discorso daccapo* apposta per lui. Gianni Belcaro si arrabbio' ed ando' via. Io, allibita e scioccata, rifeci il mio discorso, lui ascolto' e poi se ne ando'.

Ad ogni modo, da come la vedo io, non e' che siccome si e' fatta una cosa buona, allora tutto il resto ce lo scordiamo. Se queste accuse sono vere, D'Alfonso, come Del Turco, merita ogni punizione possibile. La politica e' una responsabilita' seria e non puo' essere assolutamente usata per tornaconti personali. Come Del Turco, D'Alfonso e' giuridicamente innocente fino alla fine dei lunghissimi processi italiani, ma visto che e' tutto circostanziato da agendine, ricevute e assegni vari, l'onere di spiegare tutto e' su di lui.

Ci sono delle prove fisiche che secondo me rendono queste persone moralmente colpevoli, anche se e' tutto legale.

Ma andiamo avanti, pure il gruppo Filippo de Cecco, della pasta della Fara, ha versato 10 mila euro a D'Alfonso-Desio, in modo "regolare". Da oggi avranno un cliente in meno, la sottoscritta.

L'imprenditore Luigi Pierangeli, titolare di una casa di cura di Pescara e' coinvolto pure lui. In passato aveva querelato Bruno Vespa e Ottaviano del Turco per diffamazione. In quel tempo gli erano stati attributi "comportamenti scorretti e non veritieri" e per questo li aveva denunciati.
Beh, in questi giorni Pierangeli e' accusato di ben altri comportamenti illeciti. Anche lui ha versato circa ottomila euro a Desio-D'Alfonso che poi magicamente gli commissiona la trasformazine dell'ex fonderia Camplone in un centro regionale dirigenziale, detto le tre Torri.

Ma come potranno persone del genere mai rappresentare gli interessi della collettivita'? E se Toto o Pierangeli stavano nella Buonefra o nella CIA (il consorzio nato apposta per dare "servizi" all'ENI di cui fa parte anche Fratino), il sindaco di Pescara avrebbe detto lo stesso il suo timido no al centro petrolfiero? E se si presentava l'ENI o la MOG o la Petroceltic, con altrettanti 'omaggi' il nostro sindaco lo stesso avrebbe detto no al centro petrolifero?

Quante decisioni ha preso D'Alfonso pensando a quella croce che tiene appesa nel suo uffico e quante altre pensando ai suoi amici e al suo portafoglio?

Chissa come prendono queste notizie Fratino e Di Martino, attendo con ansia di leggere il blog di Mauro Vanni...

Non so spiegare il mio senso di schifo. E' tutto cosi' sporco, cosi' ammuffato, cosi' viscido. Mi fa vergognare di essere abruzzese. Dove sono i veri statisti? Dove sono le persone che fanno il proprio mestiere di amministratori per amore? E' vergognoso.

Fonti: Primadanoi 1,Primadanoi 2, Primandanoi 3, Primandanoi 4