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Saturday, May 11, 2013

Altre balle di Confindustria - Fabio Spinosa Pingue

Fabio Spinosa Pingue
Confindustria Aquila

Arriva l'ennesimo articolo su Il Centro D'Abruzzo da parte di Confindustria Aquila in favore della petrolizzazione d'Abruzzo. La firma e' di Fabio Spinosa Pingue che titola "L'ambiente non merita un
tifo da stadio".

Non e' chiaro a cosa il signor Pingue si riferisca: in Abruzzo infatti non esiste un cieco tifo da stadio per la difesa dell'ambiente, come non esistono curve nord o sud.

In Abruzzo esiste invece una collettivita' fatta di persone mature e informate e che occupa trasversalmente tutto il nostro vivere civile - dagli studenti alla Confcommercio, dal clero alla maggior parte della classe politica - che ha valutato i pro e i contro della petrolizzazione della regione e ha deciso che quel tipo di sviluppo non si confa a noi.

Siamo qui perche' siamo informati e consci di cosa significa petrolizzare un territorio e non perche' non abbiamo niente di meglio da fare che andare allo stadio dell'ambiente la domenica.

E soprattutto questa collettivita' non ha interessi di parte, mentre invece e' la Confindustria che ne ha, e che, guarda caso, e' la sola associazione di catergoria favorevole alle trivelle.

L'ambiente non merita un tifo da stadio, come non lo meritano la politica, o la religione, o la lotta ai cambiamenti climatici, o qualsiasi altro nostro ideale. L'ambiente - e l'impegno personale di ciascuno di noi per qualsiasi causa - meritano intelligenza, analisi razionale e libera dei pro e dei contro, visione di dove le nostre posizioni ci porteranno. Ed e' proprio questo quello che esiste
adesso in Abruzzo.

Pingue parla del "professionismo della difesa dell'ambiente" o del "pontificare". Visto che gran parte dell'informazione che circola e' in qualche modo figlia del mio applicare il metodo scientifico alla
questione, dei miei scritti e del mio peregrinare in giro per l'Italia, ci tengo a precisare che in tutti questi anni e' stato mio primo obiettivo quello di spiegare, in maniera logica, razionale e priva di preconcetti il perche' del no al petrolio.

Ho tirato fuori dati, articoli, reportage, numeri, ho analizzato cosa succedeva altrove in tutto il resto del mondo al petrolio e sono andata a spiegarlo citta' per citta'. In tutti questi anni non sono riuscita a
trovare ne' un solo esempio di comunita' trivellata e sana, ne' un solo motivo perche' l'industria del petrolio fosse una cosa buona per l'Abruzzo. Uno solo non sono riuscita a trovarlo.

E Confindustria? Confindustria non ha mai saputo argomentare il perche' del si alle trivelle o smontare le tesi del no, e non sara mai nella posizione di farlo, perche' macchiata dal conflitto d'interessi e perche' motivi per il si non esistono.

Pingue si appiglia alla difficolta' del lavoro nei campi o agli introiti che il petrolio portera' o a qualche misterioso "accordo storico" fra industria e ambiente. Sono tutte pseudo-ragioni, queste si da chiacchere allo stadio. Ne abbiamo troppo poco di petrolio e fa troppo schifo per qualsiasi progresso sociale o economico, soprattutto considerato quel che le trivelle di Confindustria distruggeranno. E quindi non puo' esistere nessun compromesso. Basilicata docet, per l'ennesima volta.

Pingue parla di nuovo modello. Eccolo, per il 2013 e non per il 1960: Confidustria si faccia portavoce di un progetto per solarizzare tutti i condomini d'Abruzzo. Crea lavoro e ricchezza distribuita, fa risparmiare sulla bilancia energetica, non distrugge i campi e non avvelena nessuno.

Ma questo Confindustria non lo propone perche' deve invece fare gli interessi dei pochi che si
arricchiranno con il petrolio e non certo della collettivita'.

Il nostro non e' ideologia o fanatismo, caro Pingue. Il nostro, a differenza degli egoismi di Confindustria, e' un sincero essere preoccupati dell'aria che respiriamo e dell'acqua che beviamo tutti, e soprattutto di quello che vogliamo lasciare in eredita' a chi verra' dopo di noi.









Wednesday, July 4, 2012

Bocciate anche Cipressi e Santa Venere



Mi scrive un messaggio breve breve Fabrizia Arduini, la santa d'Abruzzo che da 30 anni, senza cercare clamori, visibilita', senza chiedere soldi a nessuno, senza cercare poltrone, o scrivere libri a scopo di affarismo, si dedica alle cose d'ambiente in Abruzzo.

Petrolio, cave, parco, pulizia spiaggia: qualsiasi cosa chiedi a Fabrizia e lei ti dice.

Senza Fabrizia non sarei riuscita a fare meta' delle cose che ho fatto per l'Abruzzo, e qualunque attivista d'Abruzzo lo sa che c'e' sempre il suo zampino nelle proteste, nell'organizzazione, nel leggersi le carte, nel lavorare in silenzio.

Quello che le fa piu' onore, secondo me, e' che fa tutto questo lavoro anche per localita' che non riguardano esattamente il suo orticello.

E infatti, ieri 3 luglio per il maxi incontro della VIA a L'Aquila, Fabrizia e' andata a difendere i territori fra le province di Teramo e di Pescara dalle trivelle dell'ENI - che ora si chiama Adriatica Idrocarburi, ma che sempre ENI e', e che distano oltre 50 chilometri da dove lei vive, Ortona.

Ecco cosa mi scrive Fabrizia:
Dunque non si sa bene perche' e per come, ma la Commissione VIA ha bocciato anche Cipressi e Santa Venere.

Un'altra piccola vittoria di noi tutti.

Nei prossimi giorni ci saranno altre notizie, e commenteremo a tempo dovuto. Bomba invece e' stata rimandata al 10 luglio. Per adesso va bene cosi.

Le concessioni riguardavano le citta' di: Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant’Angelo, Elice, Montefino e Penne, Cappelle sul Tavo, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella e Spoltore.

C'era qualcuno di questi sindaci a difendere il territorio A parte Moscufo, no.

Non c'era nessuno di loro.

Grazie sindaco, Alberico Ambrosini.
Grazie Fabrizia.

E ancora una volta, grazie a tutti per avere scritto le osservazioni su entrambi questi progetti - sono sicura che hanno avuto il loro peso, considerato che alcuni membri della VIA erano veramente stizziti dall'avere di fronte, ancora una volta, centinaia e centinaia di testi di contrarieta' secondo quanto stipulato dal trattato di Aarhus, e dove venivano messe in evidenza tutte le incongruenze del progetto
dell'Adriatica Idrocarburi - ENI.

Sono sempre convinta che Sorgi, Scoccia, Chiodi e compari abbiamo veramente paura della volonta' popolare.

Occorre quindi continuare a rompere le scatole incessantemente, nella certezza che il principio di partecipazione e di rispetto della democrazia e' nostro, e' sacro, e che loro sono a dover avere paura di noi, e non il contrario.

La nostra voce ha un peso come collettivita', ed occorre usare la nostra voce forte ed in maniera intelligente, senza puntare ai massimi sistemi, ma iniziando con le cose concrete, i passi che si possono fare, uno alla volta e farli, senza tentennare.

Chi l'avrebbe mai detto che dal 2007 ad oggi non uno dei progetti di morte dell'ENI e delle sue amiche e' stato completato?

E questo grazie a tutti noi, la Chiesa cattolica, la Confcommercio, le tante associazioni, l'impegno di tutti.

Non siamo diventati la Basilicata anche se volevano provarci, e questo deve darci coraggio di continuare, piu' numerosi, piu agguerriti, piu' consci dei nostri dirtti, del nostro potere.

Nella festa del 4 luglio, seduta in un albergo di Miami, e nonostante i mille soprusi fatti al mio lavoro e le mille cattiverie perpetrate verso di me in questi anni, sono soddisfatta.

Usciro' adesso a godermi il mare cristallino di South Bay, i fuochi d'artificio, e decidero' che ne e' valsa la pena.

God bless.

Saturday, October 10, 2009

Lettera a Daniela Stati


Caro Assessore all'Ambiente Daniela Stati,

mi chiamo Maria Rita D'Orsogna e probabilmente lei avra' sentito parlare di me nell'ambito della questione petrolio in Abruzzo. Le ho gia' scritto diverse volte in passato, senza che lei abbia mai risposto ai miei email.

Io sono letteralmente allibita di fronte al suo silenzio. Com'e' possibile che un assessore all'ambiente - responsabile di una intera regione, e madre di due bambini - taccia di fronte a un problema, quello petrolifero, che minaccia meta' della regione Abruzzo e che preoccupa molti Abruzzesi, per la salute del loro ambiente e dei loro figli?

Com'e' possibile che da un lato la Provincia di Chieti, Confcommercio, Assoturismo, la Federazione di Balneari, le Cantine del Vino, i Comuni della costa Teatina, Teramana e Pescarese, oltre che svariate associazioni e comitati cittadini sorti apposta, sono preoccupati dalle imminenti estrazioni di petrolio e lei no?

Due sono le cose: o lei non sa, oppure non le interessa. Entrambe queste possibilita' sono inaccettabili da parte di una persona che e' stata eletta e che e' pagata dal contribuente abruzzese per proteggere la nostra regione.

Se lei non conosce il problema, la sua ignoranza e' molto grave, visto che sono due anni che i cittadini ne parlano e che le informazioni viaggiano. Se a lei invece non il problema non interessa o pensa che non sia grave, e' altettanto grave che lei non condivida il suo pensiero con tutti gli Abruzzesi. Ci rassicuri che il problema non sussiste se e' cosi, ma con dati alla mano, con fatti certi, non con semplici parole.

Quando uno ha una posizione di potere, a mio avviso, ha anche il dovere morale di usare tale posizione per il bene comune. Avere paura, scappare, mettere la testa sottoterra, stare zitti non sono delle scusanti, sa?

C'e' anche un'altra possibilita': che lei abbia paura di avere una opinione e dire qualsiasi cosa perche' schiacciata da personalita' superiori, o da ordini dall'alto. Inutile dire, anche qui, che questo non e' accettabile quando si ha la responsabilita' di gestire il benessere ambientale dell'Abruzzo. Abbia coraggio e faccia la cosa giusta. Ci faccia sapere cosa ne pensa lei
delle trivelle in Abruzzo.

Quando lei ha accettato il suo incarico la prima responsabilita' che lei ha preso e' stata verso l'Abruzzo e gli Abruzzesi e non verso partiti, o schemi politici. E' a noi cittadini che lei deve rispondere per prima, e non ai giochi di potere.

La legge che blocca le estrazioni petrolifere in Abruzzo scade il 31 dicembre 2009. Cosa intende fare lei a proposito? Ce lo spieghi, qualunque sia il suo progetto, anche se e' il non fare nulla. Abbiamo il diritto di sapere.

In questa nazione, in questa regione, e' il tempo di avere coraggio e di fare le cose giuste, a prescindere da qualsiasi altro calcolo, di qualsiasi altra natura.
La vita delle persone viene prima della sua paura e se lei il coraggio non ce l'ha e' l'ora che se lo dia. Non ci servono altri don Abbondio, ma piuttusto persone con la spina dorsale ben salda.

Grazie.

MRD

Per chi volesse scriverle l'indirizzo e' daniela.stati@regione.abruzzo.it, oppure a questo link

Friday, October 2, 2009

Manifesti della Confcommercio


Fra qualche giorno l'intera provincia di Chieti sara' invasa da manifesti di contrarieta' alle trivelle petrolifere nella nostra regione.

E' una cosa bellissima e sono veramente grata al presidente della Confcommercio, Angelo Allegrino, per avere accolto il mio invito a creare queste locandine ed a farle diffondere il giro per la provincia. Ovviamente dietro questa nuova iniziativa c'e' il lavoro di varie altre persone, prime fra tutte Giosue' e poi Fabrizia che si sono adoperati per disegnare e far stampare queste locandine. Grazie!

Io penso che non ci sia cosa piu' bella dell'operare insieme alla gente, di renderla partecipe, di far sentire a ciascuno che ogni passo e' importante, anche se non ci sembra. Abbiamo veramente fatto tanta strada insieme, tanta altra ce n'e' ancora da fare. Nessuna cosa sara' un passo lunare, ma ognuno si costruira' sui tanti gia' fatti. Tutti ci porteranno alla meta finale: no alle trivelle in Abruzzo.

Ogni tanto mi arrivano email con proposte grandiose, che occorre andare a parlare con Di Pietro, con Santoro, con Berlusconi, con Fini. E si, sarebbe bellissimo che ciascuno di questi personaggi volesse dire e fare la loro, ma intanto che aspettiamo Godot che ci salvi, e' bello che siamo noi persone normali a darci da fare, inventandoci qualcosa ogni santo giorno.

In questo senso, tutto e' stato utile, dal pubblico di Cupello che incalza Chiodi, dal video amatoriale fatto a EdG dove gli si chiede: ma come fai a fare il turismo con le piattaforme? Dai messaggi su Facebook a EdG alle lettere e ai filmati a Chiodi. E' stato grazie a tutto questo movimento di persone che abbiamo avuto la moratoria del 2008, la partecipazione della provincia contro Elsa2, il ritiro della legge Febbo-Chiodi per spartirsi le royalties e messa all'ordine del giorno, "per sbaglio", da Emilio Nasuti.

Sono queste le nostre armi, e occorre continuare a martellare, con la trasparenza e l'operato paziente di tutti. Nessuno di noi legifera, per cui dobbiamo solo fare affidamento nei nostri numeri, nella nostra impazienza di popolo. Continuano ad arrivarmi email di vario genere, di ammirazione, di ringraziamento, di voglia di fare. Andiamo avanti cosi, ogni giorno un passo in piu'.

La strada e' ancora lunga, ma in qualche modo ce la faremo.