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Thursday, June 30, 2016

Mark Frascogna ex Forest Oil: get the hell out of Italy





Grazie a Maria Paola per avermi mandato il materiale.
 
Un nuovo nemico dell'Abruzzo

Mark Frascogna, Senior Vice-President
Avanti Energy
Mr. Frascogna has been active in the international and domestic oil and gas industry for over 25 years. He has served in various management capacities throughout his career with large independents and privately held companies, including Country and Project Manager in Italy for Forest Oil, Executive Director of Compagnia Mediterranea Idrocarburi srl – a Forest subsidiary

Let it be clear, Mr Frascogna:

we don't want you here
so don't even *think* of drilling this place.

As a community of people who 
*love* 
Abruzzo
We sent ENI packing
We sent Forest Oil Corporation packing
We sent Mediterranean Oil and Gas packing
We sent Rockhopper Exploration packing
You will be no exception

We will send you back from where you came from.
Just as we have done with them.

So don't waste your precious time here.



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Non hanno un briciolo di vergogna.

Un briciolo non ce l'hanno. E' strano che dopo cosi tanti anni sono ancora qui che mi ribolle il sangue a leggere di gente senza un minimo di rispetto per gli altri, i loro ideali, i loro desideri.

Si tratta questa volta dei petrolieri della CMI Energia che arrivano (o dovrei dire tornano!) in Abruzzo.

Non hanno ancora capito che qui non ce li vogliamo.

Chi segue questo blog sa che fra le varie puntate petrolifere di questi nove anni e passa c'e' stato oltre al Centro Oli di Ortona, oltre ad Ombrina a Mare, la raffineria di Bomba della Forest Oil.

Tutte sconfitte.

Ma evidentemente le arpie di un tempo non hanno capito e pensano di potersi  riorganizzare e tornano. Come gli avvoltoi.

Ma iniziamo dall'inizio.

La CMI Energia e' una micro-ditta petrolifera con sede a Roma. CMI sta per Compagnia Mediterranea Idrocarburi. E' attualmente la sussidiaria italiana dell'americana Avanti Energy, il cui vice presidente si chiama Mark Frascogna.

Qualche anno fa era invece la sussidiaria della Forest Oil, che ora non esiste piu'. Venduta perche' gli erano finiti i soldi.

Questa CMI Energia ha appena deciso che Mark Frascogna li rappresentera' in nuove avventure italiane. Sara' il Managing Director della CMI. Assieme a lui Antonio Panebianco che invece e' stato promosso a Chief Technical Officer della CMI Energia.

E quali sono queste avventure italiane in cui si cimenteranno Frascogna e Panebianco?

Trivellare l'Abruzzo!

Per la precisione i nostri nuovi eroi torneranno sulle spoglie della Forest Oil, e sulla concessione Colle Santo, la stessa concessione, almeno in nome, che la Forest Oil aveva dato ai suoi progetti trivellanti per Bomba.

Per la precisione quello che Mr. Frascogna e i suoi compari vogliono fare e' di sfruttare pozzi a gas attorno a Bomba, realizzare una "centrale di trattamento" a Paglieta, mettere in produzione altri 2/3 nuovi pozzi attorno a Bomba e costruire un gasdotto di 21 chilometri, presumibilmente da Bomba a Paglieta.

Da come la vedo io e' un riprendere in mano il progetto Bomba, e spostarlo di qualche chilometro piu in la (appunto Paglieta!) per dire che tutti i problemi di Bomba -- fraglita' del territorio, instabilita', subsidenza, vicinanza al lago -- sono ora lontani.

Come dire: visto che a Bomba non ce lo fate fare, lo facciamo a Paglieta dove il lago e il rischio Vajont non ci sono.

I comuni interessati saranno quasi gli stessi di prima: Bomba, Roccascalegna, Paglieta, Archi, Torricella Peligna, Penna D'Omo, Villa Santa Maria, Atessa, Colledimezzo, Altino, Perano.

E siccome siamo in Abruzzo, non lontano dai boschi e dai monti e dalla natura dell'Appennino, saranno interessate anche una serie di riserve naturali: il lago di Serranella, le Colline di Guarenna, la Majella, i Monti Pizzi e i Monti Frentani e il bosco di Mozzagrogna.

Sono tutti nomi che la maggior parte degli italiani non conosce forse, ma sono tutti posti che fanno bene all'anima e che non meritano ne centrali di trattamento ne pozzi ne puzze.

Ma questo vale per quasi tutta l'Italia, da Pantelleria a Vercelli. Lo sappiamo noi tutti, non lo sa il nostro governo che continua ad accettare petrolmostri in giro per la nazione.

E perche' penso che questo progetto sia in qualche modo un reciclaggio del progetto Bomba?

Perche' questa Avanti Energy americana, di cui la CMI e' solo sussidiaria, ha a capo vari personaggi che erano proprio della Forest Oil, e perche lo stesso Mark Frascogna e' stato uno dei direttori della Forest Oil per l'Italia, nonche' executive director della CMI quando questa era sussidiaria della Forest Oil.

Cioe' sono le stesse persone, sotto altro nome!

Dicono infatti questo del loro direttivo:

John McIntyre,  Timothy Berge, Bud Knell, and Mark Frascogna, have worked together in various capacities for 14 years while at Forest Oil and later at Avanti Exploration, LLC. This team represents over 110 years of experience in the international and domestic oil and gas industries and has worked collectively in over 20 countries.

E cioe' sono colleghi da 14 anni, dai tempi della Forest Oil.

Beata ignoranza.

Mi sa che Mr. Frascogna non ha fatto i conti con 1 milione di osti d'Abruzzo. Non sa che li abbiamo gia' mandati via piu e piu volte e questa non sara' che un altra lunga battaglia per noi, ma che vinceremo, se solo continuiamo con lo stesso ardore e lo stesso amore che ci marca da quasi 10 anni.

Ultima cosa: perche' la Forest Oil non esiste piu'? Perche' aveva finito i soldi e si era venduta alla Sabine Oil, poi fallita. Per chi non se lo ricordasse, grazie all'eroica resistenza di Bomba la Forest Oil aveva perso almeno 35 milioni di dollari, come scrisse a suo tempo pure il Wall Street Journal. 

L'ho detto dal primo giorno, queste sono lotte per la vita. Finche' ci sara' petrolio, gas o altra monnezza nel sottosuolo, ci sara' sempre qualcuno che vorra' tirarlo fuori. Sta a noi persistere e trasmettere le nostre esperienze di lotta e di crescita e di amore, agli altri e alle generazioni future.

E questo, che io lo voglia o no, e nonostante i vari approfittatori e tutte le cose che non posso scrivere qui, e' anche il mio destino.

















Wednesday, May 6, 2015

7 Maggio e il voto UE contro il fracking - Forza Italia, PD e Lega cosa voteranno?



While recognising that the energy mix is primarily a Member State competence, acknowledges the public concerns about hydraulic fracturing and the [negative] consequences this technology might entail for the climate, environment and public health and the achievement of the EU's long term decarbonisation goal; furthermore, recognises that the limited potential of unconventional fuels to help meet the EU's future energy demand, coupled with high investment and exploitation costs and the current low global oil prices, means it is questionable whether hydraulic fracturing can be a viable technology in the European Union; believes that public concerns must be properly addressed and any hydraulic fracturing activities should comply with the highest climate, environmental and public health standards;asks those Member States which intend to pursue hydraulic fracturing to respect the 2014 European Commission recommendation on minimum principles for the exploration and production of hydrocarbons (such as shale gas) using high-volume hydraulic fracturing;

****

Il giorno 16 Settembre 2015, a Bruxelles sono finalmente stati votati gli emendamenti seguenti:


Am 107 (tabled by Guillaume Balas, S.D.):

7a. Considers that the use of hydraulic fracturing in the Union entails risks and adverse consequences for the climate, the environment and public health, and jeopardises the achievement
of the EU?s long-term decarbonisation goal; considers, further, that on account of the limited potential of unconventional fuels to help meet the EU?s future energy demand, coupled with high
investment and exploitation costs, hydraulic fracturing is not a promising technology; urges the Member States, therefore, not to authorise any new operations involving the exploration
or extraction of unconventional fuels in the EU until this is proven to be safe for the environment and the public;


Am 150 (Keith Taylor and Davor Skrlec, Greens):

10a. On the basis of the precautionary principle and on the principle that preventive action should be taken, taking into account the risks and the negative climate, environmental and
health impacts involved in hydraulic fracturing for the exploitation of unconventional fracking and the gaps identified in the EU regulatory regime for shale gas activities, urges Member
States not to authorise any new unconventional hydraulic fracturing operations in the EU;

Am 158 (Davor Skrlec, Greens):


10c. Recalls the environmental, climate and health risks and impacts related to the extraction of unconventional fossil fuels and warns against using the Energy Union context to promote
such energy sources;


AM 137 (Josu Juaristi Abaunz, GUE ):

9a. Believes that the energy security and eventual self-sufficiency of the EU, can be primarily achieved by promoting energy savings and renewable energy, which will, together with other
alternative sources of energy, such as biofuels, reduce import dependency; notes that energy security must be achieved alongside with strict rules of environmental protection and demands
from the Commission and the Member States to oppose the use of extraction of fossil fuels such as the hydraulic fracture or fracking; in particular the unconventional ones;

Purtroppo, sono sono "suggerimenti", non leggi, ma un passo alla volta, le opinioni cambiano.


***

 L'emendamento non e' passato purtroppo.
Per un solo voto.

Il voto finale e' stato 30 a favore e 30 contro.
Ma ci voleva la maggioranza.

Ci si riprovera'.


**

La Commissione Industria dell'UE e' fatta di sessantasette rappresentanti, fra cui, per l'Italia


Questa commissione il giorno 7 Maggio 2015 avra' l'onore e la responsabilita' di votare un testo sulla strategia europea in merito alla sicurezza energetica. La discussione va avanti da un po' e allo stato attuale ci sono vari emendamenti da approvare, fra cui sul fracking. Molto semplicemente l'emendamento recita:

"On the basis of the precautionary principle and on the principle that preventive action should be taken, taking into account the risks and the negative climate, environmental and health impacts involved in hydraulic fracturing for the exploitation of unconventional fracking and the gaps identified in the EU regulatory regime for shale gas activities, urges Member States not to authorise any new unconventional hydraulic fracturing operations in the EU"

E cioe'

"Sulla base del principio di precauzione e sul principio che occorre intraprendere azioni di prevenzione, e tenere conto dei rischi e degli impatti negativi sulla salute, sull'ambiente, sul clima associati alla fratturazione idraulica per la ricerca di idrocarburi non convenzionali e le lacune presenti nel regime regolatorio riguardo le attivita' di shale gas, si invitano gli Stati Membri a non autorizzare alcuna nuova operazione di fratturazione idraulica nei paesi dell'UE."

Conosco di persona sia Borrelli e Tamburrano perche' hanno organizzato eventi o partecipato ad eventi contro le trivelle e sono quasi sicura che voteranno a favore dell'inserimento di queste parole. E gli altri?

Flavio Zanonato, Gianluca Buonanno, Aldo Patriciello, Antonio Tajani, Patrizia Toia come voteranno? Saranno presenti al momento del voto?

L'evidenza scientifica e giornalistica e' schiacciante e solo chi non vuole vedere non vede. Dagli USA arrivano storie incessanti di sismicita' indotta, di inquinamento di falde acquifere, di veleni in atmosfera, di danni ad agricoltura e bestiame. La strada non e' il fracking, ma la riduzione dell'uso delle fonti fossili, il risparmio energetico, l'uso delle rinnovabili. Lo sappiamo tutti. Solo le grandi lobby del petrolio continuano ad essere possibilisti, a seminare dubbi ed improbabili convivenze fra trivelle e vita sana. Adesso sta ai nostri politici decidere se essere dalla parte della scienza e dei fatti o dalla parte delle favole petrolifere.

Si dira': oh, ma in Italia non c'e' fracking su grande scala e che ci importa. Beh, non e' cosi.

Intanto, ci sono almeno una decina di casi di fratturazione idraulica fatta o sperimentata in Italia. Il caso piu' eclatante e' quello di Ribolla, in Toscana, del 2010 che ho pazientemente cercato di mettere assieme pezzo per pezzo, e a lungo nascosto al grande pubblico. Ma ci sono anche casi di prove di fracking in altre parti d'Italia - fatto o proposto.

E se non abbiamo il fracking a grande scala in Italia e' grazie alla nostra geologia, non certo per il buon cuore o per l'intelligenza dei politici. L'emendamento europeo pero' e' piu' grande dei nostri confini nazionali: vogliamo vedere il fracking nel resto d'Europa -- UK, Romania, Polonia, Olanda -- sapendo che non portera' ne a loro, ne a noi, niente di buono?

E' questa la domanda, e' qui il voto.

Che dite cari Zanonato, Buonanno, Patriciello, Tajani, Toia?




Monday, December 8, 2014

Trivelle Repsol alle isole Canarie



 I blocchi petroliferi sono in grigio a destra.
Fuerteventura e Lanzarote - isole Canarie.

... e un po piu' in la le trivelle Australiane della Cairn Energy.
Evviva!









Proteste di Greenpeace

Antonio Brufau, il capo della Repsol - tuttapposto.



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Finalmente oggi 16 Gennaio 2015 la Repsol annuncia che le concessioni esaminate sono sterili.

Hanno dichiarato infatti che dopo due mesi di indagini, dopo essere arrivati a 3000 metri sotto il livello del mare, e con il lavoro di 750 persone, hanno trovato petrolio e gas ma che le quantita' presenti sono cosi poche che non ne vale la pena di andare avanti. 

 Adesso sigilleranno i pozzi con "i piu' severi protocolli di sicurezza"  e si sposteranno piu' a sud, nel vicino campo di Chirimoya.

La partita non e' chiusa dunque 


** 




Il 75% dei residenti delle Canarie ha detto no.


E cosi' le trivelle sono arrivate anche nei pressi delle isole Canarie. Il giorno 18 Novembre 2014 infatti sono iniziate esplorazioni petrolifere al largo di alcune delle isole vacanziere piu famose del mondo e questo nonostante le ripetute ed appassionate proteste di residenti, amanti del mare e della politica locale. Chi vive alle Canarie infatti - circa 2.2 milioni di persone - non ne vuole sentire di airgun, petrolio e rifiuti petroliferi - e a buona ragione!


La Repsol, ditta spagnola petrolifera, e' a capo del consorzio responsabile delle indagini petrolifere che continueranno per i prossimi quattro mesi al largo delle isole Lanzarote e Fuerteventura, nell'arcipelago delle Canarie. Si tratta di un area vastissima e di vari blocchi petroliferi. Oltre alla Repsol, che possiede meta' del consorzio, c'e' l'australiana Woodside, che detiene il 30% dello stesso consorzio e la tedesca RWE a cui e' intestato il rimanente 20%. In questa prima fase di ispezioni sismiche, detta operazione "Sandia", la Repsol fara' tutto da sola. Seguiranno forse altre indagini, secondo i progetti Chirimoya e Zanahoria.

La Repsol da un lato stima che -- se troveranno petrolio -- questo bastera' a copire un decimo del fabbisogno nazionale spagnolo, ma allo stesso tempo, stimano che le probabilita' di successo siano fra il dodici ed il venti percento!

La questione ha creato forti tensioni fra il primo ministro Mariano Rajoy e i politici delle isole Canarie, fra cui il presidente Paulino Rivero, preoccupati per gli effetti sulla flora e sulla fauna del mare, per i pericoli di scoppi e inquinamento a lungo termine, specie visto che l'acqua che si usa alle Canarie e' desalinizzata direttaemente dal mare, e in generale dell'immagine delle loro isole nel resto del mondo.

Vari tentativi di indirre dei referendum a livello locale sono stati ripetutamente bloccati dal governo di Mariano Rajoy, e la Corte Costituzionale di Spagna ha sottoscritto il divieto.  Poi c'e' stata Greenpeace che ha cercato di fare protesta pacifica durante queste esplorazioni petrolifere e la violenta risposta della marina spagnola a creare il trambusto internazionale. Le immagini drammatiche della marina spagnola che sperona la barchetta degli attivisti, spezzando la gamba di una ventitreenne italiana, hanno infatti fatto il giro del mondo.

Ovviamente le promesse, i sogni e i miraggi dei petrolieri sono sempre gli stessi: questo petrolio portera' a investimenti multi-miliardari, si creeranno (addirittura!) 5000 posti di lavoro e che diminuiranno le importazioni dall'estero, un problema importante per la Spagna che importa il 99% del proprio fabbisogno nazionale. Dicono anche che hanno accettato di sottoscrivere un fondo da 20 milioni di euro in caso di problemi all'ambiente e di 40 millioni per responsabilita' civile se qualcosa va storto.

Dimenticano pero' che le trivelle quasi sicuramente distruggeranno il settore del turismo che rappresenta un terzo dell'economia delle Canarie, e che il turismo e' stato uno dei pochi settori della nazione a non aver sofferto la crisi, che la zona e' ricchissima di biodiversita'. Ad esempio, Oceana, nel sorvegliare le aree in cui la Repsol vuole trivellare ha scoperto ben 82 specie marine protette.

E sopratutto dimenticano di dire che la popolazione e' fortemente contraria.

Forse e' per questo che a lungo il governo ha cercato di ostacolare i referendum. Ma alla fine un voto c'e' stato. Era un voto di facciata, nel senso che non e' vincolante, perche' cosi' ha deciso la Corte Costituzionale, ma ugualmente il 23 Novembre 2014 i residenti hanno potuto dire la loro: il 75% dei votanti ha detto no alle trivelle, il 10% che non sa, e solo il 15% che e' favorevole.

Ma tutto questo alla Repsol e al suo CEO Antonio Brufau non interessa: nel caso in cui troveranno petrolio, la Repsol chiedera' di estrarlo.

Canarie o non Canarie.


Thursday, October 2, 2014

Non solo Sorgi - tutti i politici indagati, sotto processo o condannati in Abruzzo

Mi arriva questo scritto, da parte di Franco Sbrolla di Roseto, strenuo difensore della riserva del Borsacchio, che petrolieri e speculatori vogliono far fuori per farci palazzine e petrolio.


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L’arresto di Antonio Sorgi, la Riserva naturale Borsacchio e l’istanza Villa Mazzarosa

L’arresto del superdirigente regionale, accusato di corruzione e turbativa d’asta, ha destato molto scalpore e mi ha fatto ricordare i tanti incontri-scontri, che le Associazioni ambientaliste hanno avuto con Sorgi nell’arco di un decennio.

Come direttore del settore “Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia”, il Re Sole, come veniva chiamato dai suoi sodali, è stato un paladino della riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio ed ha poi favorito, come coordinatore del Comitato di VIA, l’approvazione dell’istanza Villa Mazzarosa, per la ricerca di idrocarburi nel territorio rosetano (da Cologna al fiume Vomano e dalla battigia alla collina).

Tante sono state le istanze approvate, e già ieri il consigliere regionale Domenico Pettinari, oltre alla sospensione immediata del superdirigente, ha chiesto “di procedere ad una verifica di legittimità di tutti gli atti emanati dal Comitato di VIA”.

Sicuramente tale verifica, se attuata, scontenterà l’Amministrazione comunale di Roseto che, dopo aver approvato la riperimetrazione della nostra area protetta, “ha espresso soddisfazione” quando è stato concesso il nulla osta all’istanza Villa Mazzarosa.

Sempre a Roseto, Antonio Sorgi è stato relatore nel Convegno “Un nuovo percorso per cambiare la città: urbanistica partecipata e sostenibilità ambientale”, svoltosi il 26 ottobre 2013 al Palazzo del mare. E il sindaco Enio Pavone, soddisfatto per una così onorevole presenza, lo ringraziò pubblicamente.

Eppure, si può ben dire che l’arresto di Sorgi non è stata una sorpresa, ma un evento annunciato, in quanto molti di quelli che hanno affossato la Riserva naturale Borsacchio, allo scopo di favorire la Consorteria degli Affari, hanno poi dovuto fare i conti con la Magistratura per altri reati.

Ed ecco, a vario titolo, la lunga lista dei politici che risultano indagati, o sotto processo, o condannati:

Argirò Nicola,
Boschetti Antonio,
Castiglione Alfredo,
Catarra Valter,
Cesarone Camillo,
Chiavaroli Ricardo,
Chiodi Giovanni,
De Fanis Luigi,
De Matteis Giorgio,
Di Paolo Angelo,
Febbo Mauro,
Gatti Paolo,
Giuliante Gianfranco,
Masci Carlo,
Nasuti Emilio,
Pagano Nazario,
Petri Alessandra,
Prospero Antonio,
Rabbuffo Berardo,
Sospiri Lorenzo,
Tagliente Giuseppe,
Terra Luciano,
Venturoni Lanfranco,
Verì Nicoletta.

Certamente la maledizione del Borsacchio continuerà la sua mission senza eccezioni, e raggiungerà gli altri politici ed amministratori che hanno approvato la scellerata riperimetrazione della nostra area protetta, diventata una discarica a cielo aperto.

Il cerchio si sta chiudendo e adesso sotto a chi tocca!

Franco Sbrolla





Friday, October 11, 2013

ENEL: fracking e acidi da geotermia in Lazio


Pozzo Latera 1, fraccato e acidificato nel 1985


Pozzo Latera 6, fraccato e acidificato nel 1985

Pozzo Latera 14, fraccato e acidificato nel 1985


"Stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing". 

Well stimulation in Latera Field,
Enel, 1985.

Pensavo che non ci fossero piu' altarini da scoprire, e invece...

Invece piu' indago e piu' mi rendo conto di non sapere dove andra' a finire questa matassa di bugie, di mezze verita', di tuttapposto, di far credere al popolo che e' tutto sottocontrollo.

Non e' vero niente di quello che il "sistema ufficiale" ci dice.

Quanti sono stati gli articoli di stampa, di professoroni, di esperti geologi a dirci che in Italia il fracking non si fa, non si puo' fare, non e' stato mai fatto?

Quante volte mi sono sentita dire che quello che dico non vale perche', non sono un geologo, non sono un ingegnere del petrolio, non sono un medico, ma solo un fisico? Tante, troppe volte.

So pero' leggere, e so scovare le cose, ed ecco qui, in barba a tutti i professoroni.

Un articolo del 1985 - 28 anni fa! - a firma di Antonio Barelli, Guido Cappetti, G. Manetti e A. Peano in cui si dice senza mezze parole che l'ENEL ha fatto fracking e usato acidi a Latera, in provincia di Viterbo, e al confine con la Toscana, nei campi da geotermia su almeno tre pozzi.

Si tratta dei pozzi L1, L6, L14, di cui i primi due sterili.

Il fracking serviva per spaccare la roccia in modo da poter usare i pozzi dismessi come pozzi per reiniezione, aumentando l'area fratturata, e quindi di pompaggio/stoccaggio di materiale reiniettato sottoterra.

Dicono cosi

...stimulation was performed on wells L1, L6 and L14 in the Latera geothermal field (northern Latium, Italy) with the aim of increasing injectivity. In wells L1 and L6 water was injected at high rates to hydraulically fracture the formation. Wells acid injection was also carried out. The operations considerably increased short-term injectivity (days); for longer periods (weeks -months) no significant improvements were observed on wells L1 and L6. 

La beffa e' che - per loro stessa ammissione, l'iniettivita' dei pozzi L1 e L6 e' aumentata solo per qualche giorno e che non ci sono stati miglioramenti su periodi medio lunghi. Solo il pozzo L16 ha tratto beneficio dal fracking e dagli acidi, e solo qui si e' potuto reiniettare sottoterra piu' materiale di prima.







Il campo Ladera e' stato trivellato nel 1978 per la prima volta.

Siamo dentro una caldera e nel 1983 c'erano gia' 5 pozzi produttivi e 3 sterili con fluidi a circa 210-230 gradi centigradi.

I signori dell'ENEL hanno iniettato fluidi da fracking nelle viscere della terra facendo esperimenti prima sul pozzo L2, e poi sui pozzi L1 ed L6 che erano fra quelli sterili ed infine sul pozzo L16.

E non ci si puo' sbagliare perche' lo dicono piu' e piu' volte

On the basis of Enel's past experience, stimulation was done by means of hydraulic fracturing and acidizing. Owing to the characteristics of the reservoir, hydraulic fracturing, accompanied by one or more acid jobs, produces self-propping effects in the fractures. 


Per spaccare la roccia hanno usato fanghi, acidi, e fratturazione idraulica in varie combiazioni.

E' un test dopotutto no?

Dicono che per il pozzo Latera 1, a 1860 metri di profondita', hanno ripetuto le inieizioni di materiale da fracking a tassi di 70-95 metri cubi di fluido all'ora per 100 ore e che questo ha portato ad un "incremento significativo" dell'area fratturata.



Fanno  almeno 7000 metri cubi di materiale pompati su un arco di quattro giorni.

Fanno 7,000,000 sette milioni di litri di monnezza pompata sottoterra.

Ci credo che sono riusciti a spaccare la roccia!

Poi fanno altri esperimenti con tassi di 110, 220 e 340 metri cubi l'ora ma per sole "poche ore" e gli si e' aperta solo meta' dell'area che si era aperta prima.

Quindi meglio pompare con un po meno intensita' ma a lungo.

Poi provano con un "massive hydraulic fracturing injection" di 310 metri cubi all'ora per 17 ore e mezza.

In questo caso parliamo di altri 5 milioni e mezzo di fluidi iniettati nella roccia. E qui si arriva invece ad aumentare l'area fratturata di quattro volte, rispetto al test iniziale.

E siccome non basta, aggiungiamo acidi! 40 metri cubi di HCl al 30%, cioe' 40,000 litri e cosi' si aumenta l'area fratturata di un altro fattore 1.4.

Lo stesso pozzo e' stato poi riusato per la reinizione, non si sa se di gas, o di materiale di scarto.

Qui tutti i test sul pozzo Latera 1


Alla fine di tutto pero' le fratture restano aperte per poco tempo, appunto giorni, e si torna alle condizioni iniziali. Il volume disponibile sottoterra rimane lo stesso, acidi o non acidi, fracking o non fracking.

Much ado about nothing.

Passiamo al pozzo Latera 6, a 1720 metri di profondita'. Anche qui hanno fratturato ed acidizzato senza gran progressi.

Gli autori dell'articolo dicono che il mancato aumento dei volumi di reiniezione sottoterra e' dovuto al fatto che la rete sotterranea naturale di fessure non era ben connessa alle spaccature artificiali fatte con gli acidi e con il fracking.

Appunto, much ado about nothing.

E infine il pozzo Latera 14, dove con 34,000 litri di HCl al 30% sono riusciti a diminuire la resistenza della roccia, e quindi sono stati contenti dell'operazione riuscita.

Tutto questo accadeva nel 1985.

28 anni fa.

Ci sono state conseguenze per il sottosuolo?  Quante altre volte e' successo? Cosa ne e' dei pozzi Latera 1, Latera 6 e Latera 14 oggi? Perche' nessuno ne sa niente del fracking di 28 anni fa?

I nostri politici le sanno queste cose?
Gliene importa qualcosa?


Misteri.












Thursday, December 6, 2012

Approvate le istanze petrolifere Villa Mazzarosa e Villa Carbone

E cosi, nonostante mi sia spaccata in quattro durante le vacanze di Natale l'anno scorso, la Commissione VIA d'Abruzzo di Chiodi, Sorgi e Scoccia in Abruzzo ha approvato le trivelle presso Villa Mazzarosa e Villa Carbone.

Entrambe le concessioni sono nel teramano, la concessione Mazzarosa e' all'interno della riserva del Borsacchio e sono per gas e petrolio - lo dicono gli stessi della MOG nella loro relazione VIA.

Per la precisione la VIA della MOG e' passata con prescrizioni e quindi, la
MOG potra' procedere con le ispezioni sismiche e poi, in caso vogliano fare i propri e veri buchi, dovranno presentare delle "integrazioni" all'attuale progetto.  A quanto pare, la MOG ha anche presentato delle controdeduzioni alle nostre osservazioni di cui pero' non si conosce il contenuto.

Questo vuol dire diverse cose, ai miei occhi almeno:

1. La legge regionale di Gianni Chiodi e' un grande bluff e non serve a niente.

2. I politici d'Abruzzo fanno piangere.

3. Ma la cosa che mi fa piu rabbia e' l'apatia della gente comune.

Io vivo in un altro continente.

Come puo' essere che gli Abruzzesi dormano? Cosa hanno fatto i residenti, i giornalisti, gli accademici, gli studenti, di Teramo, Roseto, Pineto, Alba Adriatica e cosi via? Perche' questa cosa me la sono presa piu' a cuore io di tutti loro messi assieme?

Si, a parole siamo tutti contrari, ma poi nella pratica dei fatti, non c'e' nessuno veramente che vuole dedicarcisi a queste cose, con intelligenza, e sprito di gruppo. Ci sono persone che si svegliano, fanno un gran fuoco per tre mesi e poi scompaiono. Invece no, ci vuole perseveranza, ci vuole umilta', ci vuole il sapere far sentire tutti partecipi, il sapere dove sono i propri limiti e accettare di chiedere a chi ne sa piu' di te. Significa ingoiare rospi qualche volta e ricordare che siamo qui con uno scopo ben preciso e che tutto passa in secondo piano rispetto all'importanza di salvare il territorio.

Sono battaglie per la vita.

E invece pare che a chi ci vive vicino, il Borsacchio e quelle colline coltivate siano niente e che non sia affare loro. E va bene.

E Ombrina?

Io mi sono spaccata in quattro anche li. I giochi sono stati riaperti, c'e' tempo fino al 9 dicembre di presentare le proprie osservazioni. Io non ne sapevo niente fino a 10 minuti fa. Nessuno me l'ha detto.

E' tardi per fare qualsiasi cosa, and so be it.
Anche la mia resistenza ha un limite. 

I gave all that I had.

Ma non succedera' niente, perche' nessuno ne ha voglia - e perche' nessuno si rende conto veramente che significa una nave FPSO a 9km da riva, che non hanno neanche nel golfo del Messico.

Se penso che siamo dovuti arrivare al punto di non ritorno a Taranto affinche' la gente si scandalizzasse, e allora capisco tutto il modo di fare di questa nazione, irrazionale ed emotiva, e che non sa agire per tempo. Tiriamo egoisticamente a campare, invochiamo la provvidenza, e non ci pensiamo. La parola prevenzione non esiste.

Ora sta ai comuni di San Vito, Fossacesia,Torino Di Sangro, Lanciano e Ortona fare la loro parte. Sta a Enrico di Giuseppantonio, sta a Gianni Chiodi darsi da fare. Sta al popolo darsi da fare.

Ma se questi signori politici pensano che sia sufficente mandare una letterina, in modo da ripulirsi la coscienza davanti agli elettori, ammesso che agli elettori importi qualcosa, non basta quello.

Occorre far partecipare la gente, occorre lo scandalo, occorre che di queste cose si parli giorno e notte, occorre che la gente pretenda che il loro mare e i loro parchi siano rispettati. Occorre la democrazia in una parola. E per fare tutto questo ci deve essere una enorme ed intelligente forza di volonta' dietro che non e' da tutti e che e' stancante.

E' questo che ha insegnato il Centro Oli ed e' questo quello che manca.

E' brutto dirlo, ma gli italiani meritano tutto quello che hanno e finche' non ci si rende conto che la democrazia significa agire e non dormire crogiolandosi nel proprio orticello, non faremo molti progressi in questa nazione.

Friday, September 28, 2012

Santa Fabrizia alla Commissione VIA

Ieri 28 Settembre 2012 la Commissione d'Abruzzo di Antonio Sorgi si e' riunita per discutere ancora una volta delle trivelle in Abruzzo.

Fra i progetti, in teoria, almeno, Scerni e Villa Mazzarosa, opere proposte dalla Medoilgas, la nostra amica che voleva trivellare petrolio da Ombrina Mare, e che adesso invece passa al "gas" - anche se a Villa Mazzarosa avevano fatto confusione e parlavano a volte di gas, a volte di petrolio, idrocarburi che non si sapevano se fossero liquidi o gassosi.

La differenza e' importante, perche' in Abruzzo - in teoria - esiste una legge regionale la 48 del 2010 che vieta le estrazioni di petrolio, ma non di gas. E' una legge che fa un po' ridere perche' nessuno puo' davvero sapere cosa c'e' nel sottosuolo e in genere ci sono sempre misture delle due cose, petrolio e gas, ma che pur sempre esiste.

E fa ancora piu' ridere l'atteggiamento della Medoilgas che da un lato non sapeva neanche che dentro il suo proposto sito di ricerca petrolifera o gassosa che fosse Villa Mazzarosa ci fosse una riserva regionale - il Borsacchio - e che a suo tempo non sapeva dell'esistenza di una riserva di pesca dell'UE dentro la sua proposta concessione estrattiva di Ombrina Mare.

Come possiamo fidarci di una ditta del genere?

Come sempre la riunione della Commissione VIA di Antonio Sorgi si e' svolta nei canoni della democrazia "Abruzzo style": non si sa chi puo' assistere a cosa, non si sa chi puo' parlare su cosa, non si sa cosa verra' e cosa non verra' discusso. 

A casaccio. 

Per fortuna che c'e' sempre un gruppo di persone che stoicamente continua ad andare, a chiedere, a scrivere, a rompere le scatole.

Fra questi Fabrizia Arduini del WWF, che se l'e' viste e sentite tutte: Bomba, il Centro Oli, il petcoke ad Ortona, Villa Carbone e Cipressi e mille altri. 

Non ha importanza dove questi progetti siano localizzati in Abruzzo, Fabrizia prende e va.

Una vera santa secondo me, a cui tutti i residenti d'Abruzzo dovrebbero essere grati.

Ecco allora cosa racconta Fabrizia dell'incontro di ieri, 27 Settembre:

"Ieri è stata un'altra giornata massacrante al comitato V.I.A. Valutazione Impatto Ambientale.
Dovevano essere discussi i progetti "Pozzo S.Liberata Medoil Gas Civita" a Scerni e Villa Mazzarosa nel Teramano.

Alla Medoilgas sono state chieste pesanti integrazioni dal punto di vista geotecnico, idrogeologico, geomorfologico, emissioni in atmosfera, utilizzazioni delle migliori tecnologie possibilie valutazioni del rischio sul intero progetto.

Il comune di Scerni era rappresentato dal suo sindaco che ha evidenziato che la strada di accesso è
prettamente agricola e che il passaggio dei mezzi pesanti e' praticamente impossibile.

Era presente anche il geologo di Legambiente, Angelo Di Matteo, che ha fatto tutte le pulci al progetto Medoilgas - la quale Ã¨ andata via molto contrariata.

Villa Mazzarosa invece non è stata discussa, era troppo tardi e mancava il numero legale, toccherà tornare un altra volta - ore ed ore di attesa per senza niente
."

Vedremo come va a finire - per ora la presenza del sindaco di Scerni e' stato un segnale forte, ed ha fatto capire alla Medoilgas - se ce ne fosse ancora bisogno - che qui non ce li vuole nessuno.

Come sempre, tutte queste persone, come Fabrizia ed Angelo, ma anche Lorenzo Luciano che assieme a Fabrizia e' andato a spiegare la faccenda al sindaco di Scerni, ed Augusto De Sanctis del WWF e altri volontari fanno tutto questo a gratis e per amore. 

Spero che questo esempio sproni anche altri che hanno del tempo a darsi da fare e a collaborare in modo intelligente ed attivo, per il petrolio e per altro ed in maniera preventiva, prima che sia troppo tardi e quando tutti i permessi sono stati gia' firmati.

Grazie anche a tutti gli osservanti, un piccolo gesto che serve se non altro a mettere pressione psicologica a chi deve decidere.

Questi incontri non fanno troppo rumore, ma e' solo la perseveranza di questo gruppo di persone che ha fatto si che dal 2007 ad oggi, che io sappia, l'Abruzzo non e' stata sfiorata neanche dall'ombra di una trivella nuova, sebbene la meta' del suo territorio sia coperto da permessi estrattivi.

Fabrizia e' mia amica e anche l'artista grafica che fa tutte le locandine anti-petrolifere per l'Abruzzo e anche per la manifestazione di Termoli di Maggio.

Ciao Fabrizia, l'Abruzzo ti ringrazia! 

Wednesday, July 4, 2012

Bocciate anche Cipressi e Santa Venere



Mi scrive un messaggio breve breve Fabrizia Arduini, la santa d'Abruzzo che da 30 anni, senza cercare clamori, visibilita', senza chiedere soldi a nessuno, senza cercare poltrone, o scrivere libri a scopo di affarismo, si dedica alle cose d'ambiente in Abruzzo.

Petrolio, cave, parco, pulizia spiaggia: qualsiasi cosa chiedi a Fabrizia e lei ti dice.

Senza Fabrizia non sarei riuscita a fare meta' delle cose che ho fatto per l'Abruzzo, e qualunque attivista d'Abruzzo lo sa che c'e' sempre il suo zampino nelle proteste, nell'organizzazione, nel leggersi le carte, nel lavorare in silenzio.

Quello che le fa piu' onore, secondo me, e' che fa tutto questo lavoro anche per localita' che non riguardano esattamente il suo orticello.

E infatti, ieri 3 luglio per il maxi incontro della VIA a L'Aquila, Fabrizia e' andata a difendere i territori fra le province di Teramo e di Pescara dalle trivelle dell'ENI - che ora si chiama Adriatica Idrocarburi, ma che sempre ENI e', e che distano oltre 50 chilometri da dove lei vive, Ortona.

Ecco cosa mi scrive Fabrizia:
Dunque non si sa bene perche' e per come, ma la Commissione VIA ha bocciato anche Cipressi e Santa Venere.

Un'altra piccola vittoria di noi tutti.

Nei prossimi giorni ci saranno altre notizie, e commenteremo a tempo dovuto. Bomba invece e' stata rimandata al 10 luglio. Per adesso va bene cosi.

Le concessioni riguardavano le citta' di: Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant’Angelo, Elice, Montefino e Penne, Cappelle sul Tavo, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella e Spoltore.

C'era qualcuno di questi sindaci a difendere il territorio A parte Moscufo, no.

Non c'era nessuno di loro.

Grazie sindaco, Alberico Ambrosini.
Grazie Fabrizia.

E ancora una volta, grazie a tutti per avere scritto le osservazioni su entrambi questi progetti - sono sicura che hanno avuto il loro peso, considerato che alcuni membri della VIA erano veramente stizziti dall'avere di fronte, ancora una volta, centinaia e centinaia di testi di contrarieta' secondo quanto stipulato dal trattato di Aarhus, e dove venivano messe in evidenza tutte le incongruenze del progetto
dell'Adriatica Idrocarburi - ENI.

Sono sempre convinta che Sorgi, Scoccia, Chiodi e compari abbiamo veramente paura della volonta' popolare.

Occorre quindi continuare a rompere le scatole incessantemente, nella certezza che il principio di partecipazione e di rispetto della democrazia e' nostro, e' sacro, e che loro sono a dover avere paura di noi, e non il contrario.

La nostra voce ha un peso come collettivita', ed occorre usare la nostra voce forte ed in maniera intelligente, senza puntare ai massimi sistemi, ma iniziando con le cose concrete, i passi che si possono fare, uno alla volta e farli, senza tentennare.

Chi l'avrebbe mai detto che dal 2007 ad oggi non uno dei progetti di morte dell'ENI e delle sue amiche e' stato completato?

E questo grazie a tutti noi, la Chiesa cattolica, la Confcommercio, le tante associazioni, l'impegno di tutti.

Non siamo diventati la Basilicata anche se volevano provarci, e questo deve darci coraggio di continuare, piu' numerosi, piu agguerriti, piu' consci dei nostri dirtti, del nostro potere.

Nella festa del 4 luglio, seduta in un albergo di Miami, e nonostante i mille soprusi fatti al mio lavoro e le mille cattiverie perpetrate verso di me in questi anni, sono soddisfatta.

Usciro' adesso a godermi il mare cristallino di South Bay, i fuochi d'artificio, e decidero' che ne e' valsa la pena.

God bless.

Saturday, April 14, 2012

Bomba, su Google News


Ecco qui vari siti in inglese che hanno riportato la storia di Bomba e della Forest Oil:

888 Press Release

Virtual Strategy

Vero Beach Tattoo

Silo Breaker

Il testo in inglese e' qui - grazie a Sammy, Paul e Randi per averlo diffuso su Google News.

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The people of Abruzzo, Italy have once again scored a giant victory in their David versus Goliath fight against Denver-based oil giant Forest Oil Corporation, in their quest to protect one of Europe's most biodiverse regions.

On April 10th, 2012, the Commission for Environmental Impact Evaluation in Abruzzo, headed by Mr. Antonio Sorgi, unanimously rejected gas drilling and refining plans as proposed by the Forest Oil Corporation, headed by CEO Craig Clark, after a prolonged awareness campaign involving residents and activists.
According to public documents, the American oil giant had begun considering drilling a first cluster of five gas wells, a refinery, and multiple waste pits back in 2008. The company had anticipated extracting a total of at least 50 billion cubic feet of natural gas containing high levels of hydrogen sulfide to be refined 200 meters from the nearest residence in Bomba, Abruzzo, population 900.

Bomba sits along the banks of a popular recreational lake by the Parco Nazionale della Majella, a scenic national park that draws local and international visitors due its pristine environment and breathtaking views. Its economy is largely driven by agriculture and tourism.

Residents reacted strongly to drilling plans and uncovered Forest Oil Corporation's reports, according to which drilling could pose severe hydro-geological risks to a highly unstable, seismic area prone to subsidence and landslides. The project also called for the emission of pollutants from the refinery exceeding Italian legal limits, which would permeate the town center.
Official statements in opposition to drilling by the Forest Oil Corporation were filed by nineteen municipalities in the area, the Province of Chieti, the Catholic Church, the World Wildlife Federation, the Union of Merchants and Tourist Operators, and dozens of local organizations as well as the heirs of American author John Fante.

In a last-ditch effort to gather public support, executives from the Forest Oil Corporation visited Bomba in August 2011. They were confronted with incensed residents, who asked cogent questions that the Forest Oil executives were incapable of addressing. Later, the company stated that it was the first time in their 95-year history that they had received such informed and firm opposition from a local population.

The campaign to save Bomba is part of an ongoing effort to save Abruzzo, Europe's green heart, from turning into a giant oil field. The campaign has been largely coordinated by Professor Maria R. D'Orsogna, a California resident with origins in Abruzzo. In the past five years, this international activism has led to the rejection of another oil field and refinery in Ortona, sponsored by Italian oil giant ENI, and of the Ombrina Mare oil rig proposed by Mediterranean Oil and Gas of London.

In a brazen act of defiance against Italian officials and the unanimous will of local population, the Forest Oil Corporation of Denver plans to appeal.

Friday, April 6, 2012

Martedi di Pasqua all'Aquila, per l'Abruzzo, per la democrazia


Autobus per l'Aquila, Martedi' 10 Aprile. Telefonare al 338 1808840.


Martedì 10, e Mercoledì 11 aprile, il comitato di Valutazione di Impatto Ambientale, con a testa Antonio Sorgi, discutera' ben 64 progetti - uno piu' deleteri dell'altro fra cui la proposta della Forest Oil di trivellare il lago di Bomba.

Come possono fare tutto questo è un mistero, 64 progetti in due giorni, dopo Pasqua! Di certo una mole di questa portata comporta una superficialità
di fatto.

Cosa fare:

C'è un autobus che parte da Bomba il 10 aprile, alle 6,00 di mattina e fa una fermata al casello di Val di Sangro alle 6,20.

Per prenotare il numero è 338 1808840.

Per chi è impossibilitato, ma vuole dire la sua, si puo' scrivere a:

stampa@giannichiodi.com

tf.autambientale@regione.abruzzo.it

webmaster@regione.abruzzo.it

angela.sette@crabruzzo.it

info@difensorecivicoabruzzo.it

o andare qui e scrivete al assessore Ambiente Giuliante

Testo della bozza per chi non ha tempo


"Martedì 10, e Mercoledì 11 aprile 2012, saranno discussi 64 progetti
dal comitato di Valutazione di Impatto Ambientale V.I.A.

Ci auguriamo che tutte le decisioni vengano democrativamente prese per il bene comune, tenendo conto delle osservazioni inviate e del sentimento popolare, manifestato piu' e piu' volte in difesa dell'Abruzzo verde.

Visto il vostro modus operandi fino a questo punto, come cittadini e associazioni, non ci sentiamo affatto tutelati da voi, e anzi, continuiamo ad avvertire il ripetuto dispregio del piu' semplice buon senso nei confronti di chi abita territori, e paga pure i vostri lauti e sicuri stipendi.

Non e' questa la democrazia.

Infine, ricordiamo che il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia obbliga gli aministratori a tenere conto della volonta' popolare e impone che quest'ultima sia vincolante.

Non ne possiamo piu' di questo modo di fare."

Grazie a Fabrizia Arduini e al Comitato Partecipazione Gestione del Territorio per l'organizzazinone.

Wednesday, April 4, 2012

Lettera all'UE: verificate se Sorgi rispetta la democrazia in Abruzzo


Quelli della Commissione VIA, con a capo Antonio Sorgi, sono gli stessi che hanno approvato, zitti zitti, a suo tempo il centro oli di Ortona. Tutti ce la siamo presi con Fratino, Del Turco e Caramanico, ma il vero autorizzatore finale e' stata la Commissione VIA del nostro amico Antonio Sorgi.

Questa volta pero' non ci colgono impreparati.

Non e' accettabile scondo me, che Antonio Sorgi e suoi uomini pensino di poter fare il bello ed il cattivo tempo in Abruzzo. E' questa la democrazia e spero che il Segretariato della Convenzione di Aarhus faccia luce su questo pietoso caso.

Abbiamo mandato 200 lettere di opposizione e testi scientifici piu di due anni fa. Si e' espressa contro la Confcommercio, Assoturismo e decine di altre associazioni. Ad ogni tentativo di farci il lavaggio del cervello, i comitati locali, specie il Comitato Gestione Partecipata del Territorio di Bomba, ha mostrato di saperne piu' di tutti i capoccioni della Forest Oil messi assieme. Pure i figli di John Fante hanno detto che e' una follia.

Ci sono stati 19 comuni e l'intera provincia di Chieti a dire no e la Commissione VIA non ha potuto dire una sola parola?

Ma che ci stanno a fare?

Interessante che Sorgi abbia gia' firmato un nulla osta, come direttore degli Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni Ambientali, Energia, ma che invece non abbia potuto dire una parola in qualita' di Presidente della Commissione VIA, guarda caso l'ente a cui tutte le osservazioni di contrarieta' sono giunte e di cui, per legge, deve tenere conto.


Inaccettabile.

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In data 3 Aprile 2012 decine di cittadini, rappresentanti del mondo ecclesiale, docenti universitari e associazioni di categoria, ambientali e culturali hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Segretariato della Convenzione di Aarhus chiedendo che le procedure ed i metodi della commissione VIA d'Abruzzo, presieduta da
Antonio Sorgi, vengano esaminati in dettaglio per assicurare trasparenza e la democraticita' dei processi decisionali in Abruzzo.

Fra i firmatari la Confcommercio, il WWF, Assoturismo, i rappresentanti della
diocesi di Lanciano-Ortona e decine di associazioni che da anni lottano contro le trivelle in Abruzzo.

Antonio Sorgi era anche il direttore regionale che firmo' nell'Aprile del 2007, l'autorizzazione a favore del Centro Oli di Ortona.

Cinque anni dopo, il caso sottoposto al Segretariato presieduto dal Prof. Jonass Ebbesson, Preside e Docente di Diritto Ambientale presso l'universita' di Stoccolma, e' centrato sulla proposta raffineria ed estrazione di gas dal giacimento di Bomba.

La proposta formale di trivellare e di costruire una centrale per il trattamento di gas ad alta concentrazione di idrogeno solforato, fu avanzata dalla ditta americana Forest Oil Corporation, guidata in Italia da Giorgio Mazzenga, e da John Klein a
Denver, gia' nel 2009.

I sottoscriventi chiedono al Segretariato della Convenzione di Aarhus di indagare perche' la commissione VIA non si sia pronunciata in merito alla questione, dopo ben due anni dal deposito di oltre 200 osservazioni da parte della comunita', e dopo che ben 19 comuni e l'intera provincia di Chieti si siano espresse in maniera negativa.

Tutto questo alla luce del fatto che la Forest Oil si sia gia' apprestata ad assumere personale dichiarando di avere avuto alcuni permessi autorizzativi gia' nel dicembre 2010, fra cui il nulla osta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti, e dei Beni e delle Attivita' Culturali.

Soprattutto ai sottoscriventi appare inconciliabile che Antonio Sorgi abbia rilasciato l'autorizzazione a procedere in qualita' di direttore degli Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni Ambientali, Energia, ma che invece non abbia potuto esprimersi sul tema in qualita' di Presidente della Commissione VIA, a cui tutte le osservazioni di contrarieta' sono giunte e di cui, per legge, deve tenere conto.

Si chiede altresi al Segretariato della Commissione di Arrhus di indagare sui presunti viaggi effettuati da funzionari della regione, fra cui Domenico Scoccia, per conto della Forest Oil in Olanda e di verificare che non vi siano conflitti di interesse.

Al Segretariato si denuncia altresi che in questi anni e' stato difficilissimo comunicare con la Commissione VIA, essere da loro informati tempestivamente, reperire materiale online ed avere indirizzi email funzionali e soprattutto avere la certezza che l'opinione popolare sia democraticamente rispettata.

Infine, visto che la stessa Commissione VIA dovra' pronunciarsi su questioni simili, come l'autorizzazione di trivellazioni nella riserva del Borsacchio secondo la concessione Mazzarosa da parte della MOG, si chiede al Segretariato di accertarsi che vi siano responsi in tempi ragionevoli, che la volonta' popolare sia rispettata e che le nostre voci siano ascoltate, come obbligano le leggi Italiane ed Europee.

Chiediamo che a prevalere sia il bene comune e non gli interessi di pochi.


Maria R D'Orsogna, PhD
Associate Professor
Department of Mathematics
Institute for Sustainability
California State University at Northridge
18111 Nordhoff Ave.
Los Angeles, CA 91330
www.csun.edu/~dorsogna
1 818 677 2703

Francesco Stoppa, PhD
Professore Ordinario
Dipartimento di Scienze della Terra,
Universita' d'Annunzio,
Campus Madonna delle Piane,
66013-Chieti, Italy
www.unich.it/geo8
fstoppa@unich.it
0039- 871 3556418

Monday, March 5, 2012

Gianni Chiodi e Antonio Sorgi: cancellare la democrazia?


Tutti all'Aquila, 6 Marzo 2012.

Grazie a Maurizio Acerbo

Non sanno piu' cosa inventarsi alla regione Abruzzo. Gli fanno troppa paura le osservazioni, la partecipazione della gente, la voglia di salvare i parchi, il territorio e l'ambiente.

Gli fa paura la democrazia in una parola.

In realta', la difesa del bene comune e' qualcosa per cui, in linea di principio, i nostri politici sarebbero pagati da noi, e sarebbero pagati per farlo in nostro nome e nel nostro interesse.

E questo a partire da Antonio Sorgi e Gianni Chiodi e dai loro salari faraonici. Invece siamo alla democrazia alla rovescia.

L'ultima? Introdurre nuove norme sulla Valutazione d'Impatto Ambientale, per rendere il tutto piu' difficile al cittadino medio - invece che facilitare la partecipazione della gente qui si cerca di mettergli il bastone fra le ruote.

In piu' si discutera' delle seguenti cose, come ricorda Lulu' Santarelli:

1. Tentativo di abolire la moratoria sulle cave, in modo che tutti possano ottenere di aprire cave ovunque perché mancano le regole e un PIANO Cave da 28 anni.

2. Tentativo di sabotare totalmente la riserva di Borsacchio - eliminadola del tutto, presumibilmente per cementificarla.

3. Parco Costa Teatina e il suo futuro.

4. Cava di Valle Cupa di Lanciano per mancato ripristino dopo sfruttamento.

5. Discarica di Amianto a Oricola.


Bello eh? La regione verde d'Europa, eh?

Tutta questa voglia di segretezza mi ricorda quando il caro Mauro Angelucci diceva che non e' possibile che tutto sia fatto su internet e che ci vogliono solo "esperti" a decidere sulle cose di ambiente.

No, miei cari, non funziona cosi, la cosa pubblica e' di tutti, anche dell'ultimo arrivato e tutto deve essere trasparente e chiaro.

Lo so che alla regione non ci sono abituati e pensano che tutto sia dovuto loro, e che possono spradoneggiare come vogliono, facendo il bello e il cattivo tempo.

Occorre invece mettersi nell'ottica che e' arrivato il tempo di *spiegare* all'ultimo arrivato quello che si vuole fare, che si deve argomentare, e mettersi al livello della gente "normale", che spesso ne sa di piu' ed e' piu' saggia di tutti questi "presidenti" e che e' arivato il tempo di rendere tutti partecipi.

Di andare paese per paese a parlare con chi ti paga lo stipendio, ascoltarli e fare la volonta' popolare, nel pieno rispetto della democrazia vera, non quella cosa amorfa che regna nei palazzi aquilani.

E se lo fanno a Los Angeles, lo possono fare anche a Lanciano.

Occorre mettersi nell'ottica che solo cosi si cresce, si porta il progresso vero - nella societa', nella testa delle persone.

Ma poi chi credono di essere questi? Chi sono loro per decidere per noi? Chi conferisce a Antonio Sorgi il potere di decidere cosa si fa o non si fa a Bomba, a Mazzarosa, ad Ortona?

Uno che per tutta la carriera e' rimasto nell'ombra, e che a suo tempo era favorevole al centro oli, nelle parole e nei fatti.

Noi vogliamo il Parco della Costa Teatina, la riserva del Borsacchio e del Silente-Velino. Vogliamo un ambiente migliore, vogliamo una qualita' della vita migliore. Non vogliamo le trivelle, non vogliamo le cave, non vogliamo gli inceneritori. Vogliamo pannelli solari sui tetti delle case e delle fabbriche. Vogliamo il risparmio energetico.

Vogliamo PARTECIPARE e non essere succubi di tutti gli inciuci di palazzo. Vogliamo il lago di Bomba e non la raffineria di Bomba. Vogliamo il Montepulciano d'Abruzzo e non gli idrocarburi liquidi e gassosi.

Vorremo infine tanto liberarci di tutta la commissione VIA, da Antonio Sorgi in giu', e rimpiazzarli con gente competente, innamorata dell'Abruzzo e del suo popolo, dal piu' "raffinato", dal piu' "esperto" fino all'ultimo degli ultimi.

La democrazia e' di tutti.

Tuesday, January 3, 2012

Osservazioni Cipressi e Santa Venere


Purtroppo sono in giro per l'Italia, e non ho tempo di respirare. Ci sono da mandare testi per la concessione Santa Venere e per Cipressi, nel teramano e nel pescarese.

come sempre, mandare a me il testo riadattato con nomi e cognomi propri e poi lo faccio forwardare a chi di dovere.

Ma, Antonio Sorgi e Gianni Chiodi non avevano detto che non ci sarebbero state piu' trivellazioni in Abruzzo con la loro magica legge? E perche' siamo ancora qui?


"La nuova versione della legge, di recente varo, pone molti limiti all’attività estrattiva sul territorio, coprendone la gran parte. Molte aree sono ora del tutto off limits alle perforazioni, in tante altre queste attività saranno soggette a forti limitazioni; nella valutazione del merito varranno infine regole rigide di tutela di realtà peculiari e rilevanti, come ad esempio l’agricoltura di pregio. Questa legge, relativa solo all’estrazione di idrocarburi liquidi come il petrolio, sarà vincolante sull’intesa Regione-Ministero che deve essere raggiunta per permettere alle compagnie di avviare una attività estrattiva sul territorio abruzzese"

Quattro concessioni in un mese in riserve naturali, vicino a zone dove si fa Vino DOCG, vicino ala gente, vicino al mare: ma Antonio Sorgi sognava o era desto? O diceva tutte quelle cose solo per rabbonirci?

Friday, November 25, 2011

Comunicato stampa: la legge di Chiodi fa acqua da tutte le parti





La legge regionale approvata dal Consiglio Regionale di Gianni Chiodi nel gennaio del 2010 e che vieta in zone sensibili abruzzesi le estrazioni di "idrocarburi liquidi" mostra tutta la sua inadeguatezza e l'ignoranza di base di chi l'ha redatta.

La legge infatti lascia campo aperto agli "idrocarburi gassosi" per i quali non ci sono vincoli di alcun genere.

Ma i principi della geologia sono semplici: sottoterra ci sono spesso miscele di gas e di petrolio e non e' sempre possibile distinguere fra i due.

I petrolieri allora ci riprovano e invece di far riferimento alla possibilita' di estrarre petrolio, parlano di estrazione di gas naturale. Sono di questi giorni infatti le richieste per ben 4 autorizzazioni a procedere per l'estrazione di "gas" dal Teramano e nel Pescarese.

Le concessioni sono quelle di Villa Mazzarosa e Villa Carbone, in provincia di Teramo, per conto della Mediterranean Oil and Gas - la stessa di Ombrina Mare - e quelle di Santa Venere e Cipressi in provincia di Pescara, per conto dell'Adriatica Idrocarburi, che fa capo all'ENI.

Le localita' interessate sono Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore, Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Elice, Montefino, Penne, Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco, Bellante.

Anche se i petrolieri lo chiamano ora "gas", le tecniche utilizzate, i rifiuti prodotti, la presenza di idrogeno solforato, sono talquali per il gas che per il petrolio. Basti pensare che presso il lago di Bomba le estrazioni di gas avranno bisogno di un desolforatore i cui principi sono del tutto simili al Centro Oli di Ortona.

A suo tempo tutte le associazioni ambientali, docenti universitari indipendenti e non al soldo di ENI o Assomineraria, avevano denunciato la possibilita' da parte delle ditte trivellanti di utilizzare il gas naturale come cavallo di Troia per bucare il territorio, e sottolineato la necessita' di vietare anche l'estrazione di gas dall'Abruzzo.

Il governo regionale non ha voluto dare ascolto al parere degli esperti, e cosi' il ritorno dei petrolieri si e' concretizzato.

A prendere decisioni su queste 4 concessioni sara' ancora una volta la VIA regionale di Antonio Sorgi, che dopo due anni ancora non riesce a dire il suo no definitivo alle estrazioni di gas a Bomba da parte della Forest Oil, sebbene tutto
l'Abruzzo civile e libero abbia espresso in mille modi il suo no.

Ci aspettano altre battaglie e chiediamo ai presidenti di provincia di Pescara, Guerino Testa e di Teramo, Valter Catarra e soprattutto ai cittadini di prendere informazioni, di indignarsi e di attivarsi contro questi nuovi attacchi. Chiediamo altresi alla dirigenza regionale di rispettare la volonta' popolare e di dire una volta per tutte no all'Abruzzo minerario, senza prese in giro e senza altri stratagemmi volti solo ad ingannare la gente.

Gianni Chiodi, oltre ad essere stato sordo di fronte alle argomentazioni di esperti veri, e testardamente ancorato alle sua scarsa consoscenza scientifica, ancora una volta si mostra incurante della sua terra, della sua gente, e finanche della sua citta',
Teramo.

Queste le concessioni:

A) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Santa Venere”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.

B) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Cipressi”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.

Province di Teramo e Pescara. Comuni di Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant'Angelo, Elice, Montefino, Penne






C) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Carbone”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.

Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.

Provincia di Teramo. Comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante.


D) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Mazzarosa”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.




MRD
Francesco Stoppa, Universita' di Chieti