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Thursday, October 2, 2014

Non solo Sorgi - tutti i politici indagati, sotto processo o condannati in Abruzzo

Mi arriva questo scritto, da parte di Franco Sbrolla di Roseto, strenuo difensore della riserva del Borsacchio, che petrolieri e speculatori vogliono far fuori per farci palazzine e petrolio.


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L’arresto di Antonio Sorgi, la Riserva naturale Borsacchio e l’istanza Villa Mazzarosa

L’arresto del superdirigente regionale, accusato di corruzione e turbativa d’asta, ha destato molto scalpore e mi ha fatto ricordare i tanti incontri-scontri, che le Associazioni ambientaliste hanno avuto con Sorgi nell’arco di un decennio.

Come direttore del settore “Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia”, il Re Sole, come veniva chiamato dai suoi sodali, è stato un paladino della riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio ed ha poi favorito, come coordinatore del Comitato di VIA, l’approvazione dell’istanza Villa Mazzarosa, per la ricerca di idrocarburi nel territorio rosetano (da Cologna al fiume Vomano e dalla battigia alla collina).

Tante sono state le istanze approvate, e già ieri il consigliere regionale Domenico Pettinari, oltre alla sospensione immediata del superdirigente, ha chiesto “di procedere ad una verifica di legittimità di tutti gli atti emanati dal Comitato di VIA”.

Sicuramente tale verifica, se attuata, scontenterà l’Amministrazione comunale di Roseto che, dopo aver approvato la riperimetrazione della nostra area protetta, “ha espresso soddisfazione” quando è stato concesso il nulla osta all’istanza Villa Mazzarosa.

Sempre a Roseto, Antonio Sorgi è stato relatore nel Convegno “Un nuovo percorso per cambiare la città: urbanistica partecipata e sostenibilità ambientale”, svoltosi il 26 ottobre 2013 al Palazzo del mare. E il sindaco Enio Pavone, soddisfatto per una così onorevole presenza, lo ringraziò pubblicamente.

Eppure, si può ben dire che l’arresto di Sorgi non è stata una sorpresa, ma un evento annunciato, in quanto molti di quelli che hanno affossato la Riserva naturale Borsacchio, allo scopo di favorire la Consorteria degli Affari, hanno poi dovuto fare i conti con la Magistratura per altri reati.

Ed ecco, a vario titolo, la lunga lista dei politici che risultano indagati, o sotto processo, o condannati:

Argirò Nicola,
Boschetti Antonio,
Castiglione Alfredo,
Catarra Valter,
Cesarone Camillo,
Chiavaroli Ricardo,
Chiodi Giovanni,
De Fanis Luigi,
De Matteis Giorgio,
Di Paolo Angelo,
Febbo Mauro,
Gatti Paolo,
Giuliante Gianfranco,
Masci Carlo,
Nasuti Emilio,
Pagano Nazario,
Petri Alessandra,
Prospero Antonio,
Rabbuffo Berardo,
Sospiri Lorenzo,
Tagliente Giuseppe,
Terra Luciano,
Venturoni Lanfranco,
Verì Nicoletta.

Certamente la maledizione del Borsacchio continuerà la sua mission senza eccezioni, e raggiungerà gli altri politici ed amministratori che hanno approvato la scellerata riperimetrazione della nostra area protetta, diventata una discarica a cielo aperto.

Il cerchio si sta chiudendo e adesso sotto a chi tocca!

Franco Sbrolla





Monday, January 27, 2014

Le truffe, le balle e le vergogne di Gianni Chiodi

Mr. and Mrs. Gianni Chiodi

Gianni Chiodi e Nazario Pagano


 Una lettera che mi toglie le parole di bocca
Non votatiamolo mai piu' questo personaggio che in 5 anni di governo
ha fatto poco e male per l'Abruzzo.

Gianni Chiodi media solo l'oblio
per la sua pappamollezza
per la sua codardia
per le sue bugie
per il suo essere Don Abbondio e Ponzio Pilato messi assieme

Gianni Chiodi  (presidente del consiglio regionale)
Nazario Pagano (presidente del consiglio regionale)
Alfredo Castiglione (attuale vicepresidente alla Regione e assessore alle Atiività produttive),  
Paolo Gatti (assessore all'Istruzione),  
Mauro Di Dalmazio (assessore al Turismo),  
Carlo Masci (assessore al Bilancio), 
Mauro Febbo (assessore all'Agricoltura),  
Gianfranco Giuliante (assessore Protezione Civile),  
Federica Carpineta (assessore al personale),  
Luigi De Fanis (ex assessore alla Cultura),  
Angelo Di Paolo (assessore ai Lavori Pubblici), 
Lanfranco Venturoni (ex assessore alla Sanità),  
Riccardo Chiavaroli (consigliere Forza Italia),  
Giorgio De Matteis (Mpa),  
Emilio Nasuti (Forza Italia), 
Nicola Argirò (Forza Italia),  
Alessandra Petri (Fratelli d'Italia), 
Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo),  
Lorenzo Sospiri (Forza Italia),  
Giuseppe Tagliente (Forza Italia),  
Luciano Terra (Udc), 
Nicoletta Verì (gruppo misto).
Franco Caramanico (Sel),  
Cesare D'Alessandro (Idv),  
Carlo Costantini (gruppo misto).

Non so cosa dire, se non che se e' tutto vero fanno tutti schifo, pure quelli che dicono di esser contro le trivelle (perche' va di moda), perche' essere contro le trivelle ed essere marci dentro e' uno schifo uguale.

A Maggio possiamo fare di meglio di questa gente.

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Lettera aperta a Gianni Chiodi che vuole ricandidarsi per governare nuovamente l’Abruzzo

Carissimo governatore della Regione verde d’Europa, da circa un mese, quando accedo a Facebook per colloquiare con gli amici, si inserisce, tra i tanti messaggi, una locandina che riporta la tua foto e il tuo stato di famiglia, così sponsorizzati: “Nasce a Teramo il 25 aprile 1961. Si sposa nel 1989 e dal matrimonio nascono tre figlie”.

E ogni volta c’è l’invito a cliccare “Dì che ti piace questa Pagina” per gustare il tuo menù elettorale.

Purtroppo, non essendovi alcuna possibilità di commentare in tempo reale, sono costretto a scriverti per rievocare alcuni episodi accaduti durante il tuo mandato:

- L’8 marzo 2011, la tua maggioranza respinse l’O.d.G. dell’opposizione, che ti aveva chiesto di rappresentare la contrarietà all’installazione delle centrali nucleari nella nostra Regione. In un’indagine pubblicata il 18 marzo 2011 dal quotidiano Il Sole-24 Ore, tra le 17 Regioni che si erano espresse al riguardo, solo l’Abruzzo aveva aperto le porte ai reattori atomici. E così noi abruzzesi eravamo gli unici prescelti a sperimentare, sulla nostra pelle, gli effetti dei sempre possibili disastri ambientali, come quelli di Chernobyl e di Fukushima. Nel successivo Referendum del 12 e 13 giugno 2011, gli elettori della nostra Regione bocciarono le centrali nucleari con la percentuale “bulgara” del 95,7%, superiore alla media nazionale. E’ pur vero che da buon cittadino scegliesti l’astensione, ma la coerenza ti avrebbe dovuto suggerire di dimetterti all’istante.

- L’8 maggio 2012, durante il Consiglio regionale, alzasti più di 100 volte il braccio per bocciare gli emendamenti presentati da 5 consiglieri dell’opposizione, che volevano salvare l’integrità della Riserva naturale Borsacchio. A futura memoria voglio ricordarti che a votare la vergognosa riperimetrazione della nostra area protetta furono, insieme a te, il capogruppo Pdl Lanfranco Venturoni, il consigliere Berardo Rabbuffo promotore della legge, il presidente del Consiglio Nazario Pagano, il consigliere Claudio Ruffini del Pd ed altri 21 consiglieri di centrodestra. Il tuo accanimento contro la Riserva è stato ancor più riprovevole in quanto la stessa Regione Abruzzo, nell’illustrare al mondo intero le peculiarità di quella stupenda oasi, così si esprime, tuttora, nel sito istituzionale: “La Riserva del Borsacchio è ancora un giardino fiorito da scoprire lentamente, ultimo baluardo di natura incontaminata in grado di resistere al triste fenomeno dell’avanzata incontrollata e scellerata del cemento, che ha devastato la maggior parte del litorale adriatico”.

- Il 1° marzo 2013, la Confcommercio e il WWF organizzarono a Chieti un’Assemblea pubblica contro la piattaforma petrolifera Ombrina Mare. Partecipasti anche tu, ma quando cominciasti a parlare e affermasti di non aver ricevuto la lettera ministeriale, che sollecitava il parere della Regione, le contestazioni dei 400 partecipanti salirono di tono e ti impedirono di proseguire. Alcuni oratori divulgarono poi il documento smarrito e nessuno dei consiglieri regionali, deputati e senatori spesero una sola parola a tua difesa. C’era pure l’Arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, venuto a portare il conforto delle Chiese abruzzesi e molisane, tutte contrarie “a quei progetti che mirano alla spogliazione della nostra economia agricola e turistica”.

E non poteva esserci una diversa reazione, in quanto, già nell’Assemblea Ecumenica di Basilea 1989, i delegati delle Chiese Cristiane vollero inserire, nel documento finale, la seguente Affermazione Fondamentale: “Consideriamo uno scandalo e un crimine il danno irreversibile che si continua ad arrecare al Creato”.

- Il 12 luglio 2013, nonostante le tue ripetute affermazioni “di non aver mai concesso nessuna autorizzazione alle società petrolifere”, il Ministero dello Sviluppo Economico diede il nulla osta all’istanza Colle dei Nidi, per la ricerca di idrocarburi in nove Comuni della Provincia di Teramo. Guarda caso, tra gli allegati del Decreto di Conferimento, fa bella mostra la lettera della Regione Abruzzo, datata 24 gennaio 2013, che conferma il parere favorevole già enunciato nella Determinazione Dirigenziale D13/37 del 28 maggio 2008. E grazie alle mancate risposte ai solleciti ministeriali, ci sono adesso altre 4 istanze (Corropoli, Villa Mazzarosa, Villa Carbone e Cipressi) sotto la spada di Damocle dei possibili Decreti di Conferimento. In Provincia di Teramo i Comuni interessati sono 25, il territorio assoggettato è di 418,4 Kmq. e gli abitanti sono 238.688 (il 78% della popolazione residente). Un gran bel risultato da aggiungere al tuo palmares.

Carissimo governatore, la tua foto e il tuo stato di famiglia non ti daranno l’atteso supporto elettorale perché la verità sul tuo operato è venuta a galla, e il “sistema Teramo”, adottato in Regione, sta crollando così come crollò, il 17 febbraio 2006, la discarica La Torre. Un amaro ricordo di quando eri il sindaco di Teramo, e il tuo braccio destro era il vice sindaco Berardo Rabbuffo, che è stato poi condannato a 1 anno e 4 mesi oltre al risarcimento delle parti civili.

Posso anche assicurarti che la mia voce non è una quella del deserto, essendo stata amplificata dagli Organi d’informazione, dalle Associazioni ambientaliste e, buon ultimo, dal giornalista e scrittore Mariano Maugeri. Che nell’inchiesta sulla malamministrazione, pubblicata il 18 gennaio 2014, ha scritto questa frase: “La Regione Abruzzo, che peraltro va al voto tra qualche mese, brilla per la sua vacuità”, ossia per la sua inconsistenza e mancanza di valori morali.

Franco Sbrolla

P.S.: ho appreso che hai ricevuto, assieme a 24 consiglieri ed assessori regionali, un avviso di garanzia per le “spese gonfiate”. Sono disgustato, ma non commento perché, di questo ennesimo “incidente di percorso”, solo tra alcuni giorni potrò saperne molto di più.



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Caro Franco, disgustati lo siamo tutti.
Gianni Chiodi, vergognati.


Thursday, February 28, 2013

Ombrina: una semplice proposta



Grazie a tutti di essere venuti per discutere sul tema Ombrina.

La mia proposta e' molto semplice. Sono sicuramente necessari ricorsi al TAR, 
l'organizzazione di varie
manifestazioni di massa, e l'esercizio di pressione incessante su Terlizzese e Passera.

Incessante.

Sarebbe pero' ancora PIU' opportuno che tutta la classe politica d'Abruzzo, compatta e unita, 
destra e sinistra, chiedesse in modo ufficiale l'abrograzione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo, responsabile dello sbloccamento di Ombrina Mare.

Questo per una visione piu' lungimirante per l'Abruzzo e piu' generosa con il resto d'Italia 
visto che le trivelle sottocasa
non riguardano solo Ombrina o l'Abruzzo ma tutta la nazione.

Ai politici presenti: e' stata la vostra timidezza, il vostro non agire che ci ha portato fin qui.
E' arrivato il momento di darselo questo benedetto coraggio e di fare le cose giuste, in trasparenza,
senza pensare ai battibecchi politici, e senza paura.

Di nuovo, l'azione piu' concreta che si possa fare adesso e' una richiesta ufficiale
di abolizione dell'articolo 35.

Non finisce con Ombrina.
Oggi e' Ombrina.
Domani ci saranno Vasto, Pineto, Francavilla.


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In questi giorni tutti parleranno del ricorso al TAR contro Ombrina, tutti faranno i salti mortali, e i politici faranno un sacco di promesse.

Ma se uno volesse fare le cose per bene, e in modo finale e con atto di generosita' per la nazione, quello che si dovrebbe fare, dal mio punto di vista e' molto semplice.

Abroghiamo l'obbrobrioso l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera, quello che consente ai petrolieri di trivellare entro le 12 miglia marine da riva.

Non e' difficile.

Sono sicura che tutta l'Italia interessata dalle trivelle, e chiunque abbia solo sentito mai parlare di petrolio sara' favorevole.

Ci si vince tutti: un voto e si evitano lunghi ricorsi al TAR in tutta Italia, tempo risparmiato che i cittadini onesti possono usare per fare altre cose piu' costruttive, che i giudici possono usare per altri contenziosi, e soprattutto si da un messaggio ai signori del petrolio che no e' no e che non ci devono venire qui a spremere la monnezza dai nostri mari.

Lo spunto e' certo Ombrina, ma se uno guarda le carte dell'Italia al petrolio, ci si rende conto che ci siamo dentro tutti assieme.

E' questo l'obiettivo finale?

No.

E' solo l'inizio.

Se fossi io a decidere, farei una legge che e' vietato installare nuove operazioni petrolifere in tutte le acque nazionali, e farei veramente l'accordo con la ex-Yugoslavia per chiudere tutto l'Adriatico ai buchi.

Ci hanno provato i vecchi politici a Novembre, ricordate tutto il cancan mediatico a Venezia? Sono arrivati da tutta Italia, e hanno fatto qualcosa?  Non mi pare. Quello si che e' stato un circo. Alla fine e' tutto morto li.




Wednesday, January 16, 2013

Nazario Pagano, tante belle parole, ma... Ombrina?

 
"Contrasteremo ogni forma di trivellazione in Abruzzo"
Gianni Chiodi, 2010 - governatore

"L’Abruzzo dice no: non faremo come il Golfo del Messico"
 
Nazario Pagano, 2012 - presidente consiglio regionale d'Abruzzo.

E Ombrina?
Cosa volete fare oltre le chiacchere?

Il giorno 9 Novembre 2012 c'e' stata la famosa conferenza sulle trivelle in mare a Venezia. Era un incontro fatto con varie regioni, promosso dalle regioni Puglia e Veneto, in pompamagna. Cosa ne sia venuto fuori - di preciso - non lo so. Forse non ho letto bene la stampa, ma considerato che i progetti trivellanti vanno avanti, in terra come in mare - dallo Ionio alla Costa Teatina - dubito che sia servito a qualcosa nel concreto.
Si parlava di un referendum abrogativo, di una legge per fermare le concessioni in mare prima della fine della legislatura Monti, ma la legislatura Monti e' finita da un po' e non si e' visto niente. 
Chissa'. Mi sa che sono solo stati soldi sprecati.

L'Abruzzo doveva essere presente con Nazario Pagano che pero' all'ultimo minuto cancello' la sua partecipazione "per motivi di salute".

Mando' pero' la sua bella relazioncina dove si diceva in altrettanta pompamagna che l'incontro di Venezia aveva

E siccome, per Pagano il rischio per l’ambiente è troppo alto occorreva - a Novembre - agire perche'

L’Adriatico è un bacino chiuso, con una larghezza massima tra la sponda orientale e quella occidentale che non raggiunge i 150 chilometri (poco più di 80 miglia marine) con tratti di costa unici e una fortissima antropizzazione, soprattutto sul versante italiano. Viene da chiedersi quali sarebbero potute essere le conseguenze se, un incidente come quello avvenuto nel giugno 2010 nel Golfo del Messico, fosse accaduto in Adriatico.

Non mancano ovviamente tutte le auto-celebrazioni sull'Abruzzo che ha fatto la legge anti petrolio per prima di tutte - e che ha fatto le richieste contro le trivelle in mare per prima di tutti. 
Robe da politici insomma.

Perche' tiro fuori questa storia vecchia di qualche mese? Perche' come per tutto il resto, e' solo fumo e niente arrosto. 

Pagano vantava che l'Abruzzo ha una legge anti petrolio che pero' non ha impedito alle concessioni Mazzarosa e Cipressi di essere approvate!
Pagano vanta l'operato contro le trivelle in mare ma dimentica che su Ombrina - ed Elsa e tutte le altre - la regione Abruzzo non ha mai espresso pareri.

A Venezia parla di agire.

Ma chi deve agire? E come agire?

Beh, c'e' una concessione petrolifera che si chiama Ombrina Mare e che nel 2008 fu l'incubo di vacanzieri e di residenti e che e' li in fase di discussione.

Vogliono lorsignori politici - Chiodi, Pagano e tutta la banda bassotti che siede al consiglio regionale - dire a Roma che questa concessione, completa di nave desolforante e di fiamma e di monnezza e di riserva di pesca a poche centinaia di metri non s'ha da approvare?

Lo vogliono fare si o no?

Io veramente non li capisco - i politici ma soprattutto non capisco voi gente normale.

Ma perche' dormite? Perche' non c'e' sollevazione per Ombrina, per Mazzarosa, per il Borsacchio?

Perche' vi lasciate prendere in giro in questa maniera? Che uno puo' promettere e poi non c'e' il dovere di rispettare le promesse? Perche' non state li con il fiato al collo sui vostri politici?

Davvero il vostro mare vale cosi poco? Davvero i vostri boschi valgono cosi poco? 

Non vi rendete conto che con queste elezioni tutti sono a raccattare voti ed e' questo il momento di far sentire la propria voce. Se anche Berlusconi apre agli omosessuali, vuol dire che veramente e' il tempo di osare e di agire e di chiedere e di esigere.

Invece qui si dorme ed Ombrina, Mazzarosa non interessano piu a nessuno.

Me lo ricordo il 2008. C'era gente che mi scriveva disperata - aiuto dalla mia finestra vedo la piattaforma! 

Ma non e' quello il tempo di agire, all'ora X.

Il tempo di agire e' adesso quando la piattaforma e' sulla carta e c'e' lo spazio e il tempo per fermarle le cose, non quando saranno li con i martelli in mano.
L'ho detto mille volte. Sono battaglie per la vita, e per persone con la spina dorsale dritta.

Tuesday, November 27, 2012

Mauro Febbo e gli ignoranti politici d'Abruzzo

"Con questa maggioranza il parco non si fara' mai"

Mauro Febbo

Si faranno invece piattaforme, raffinerie e pozzi 
nonostante le balle di Chiodi?  

Non votiamoli mai piu'. 
Questa gente non se lo merita.
 
Dedicato a:

Gianni Chiodi
Nicola Argiro
Alfredo Castiglione
Ricardo Chiavaroli
Luigi De Fanis
Walter Di Bastiano
Mauro Di Dalmazio
Emiliano Di Matteo
Mauro Febbo
Paolo Gatti
Gianfranco Giuliante
Emilio Iampieri
Antonio Menna
Giandonato Morra
Emilio Nasuti
Nazario Pagano
Alessandra Petri
Berardo Rabuffo
Luca Ricciuti
Lorenzo Sospiri
Daniela Stati
Giuseppe Tagliente
Luciano Terra
Lanfranco Venturoni
Nicoletta Veri' 


 Avete detto no al Parco Nazionale della Costa Teatina

VERGOGNATEVI.

Non siete nemmeno capaci di partorire un progetto che i cittadini aspettano da 11 anni.

11 anni persi, insieme a milioni di euro di finanziamenti.

Mentre le fabbriche chiudono, voi chiudete la possibilità di puntare su una economia sana che non può essere delocalizzata, quella che i più grandi economisti chiamano la risorsa del futuro.

Albergatori, bed and breakfast, agricoltori, commercianti, giovani laureati, imprenditori del futuro, privati da un manipolo di "pseudo-amministratori" asserviti a lobby di vario ordine e grado, di una importante risorsa: il Parco Nazionale della Costa Teatina.

Il Parco che l'assessore Febbo cerca di spacciare come il peggiore spettro possibile, propagandando falsita' e bugie.
 
Sapete cosa sta partorendo il ministro Passera?

Ne avete la più pallida idea?

VERGOGNATEVI.

Vi riempite la bocca di aver fermato i petrolieri, senza avere fatto NULLA.
Siete stati capaci solo di vantarvi del lavoro onesto di comitati associazioni e cittadini, che a GRATIS ci hanno perso mesi e mesi, giorni e notti, producendo osservazioni, organizzando manifestazioni, conferenze, informando il cittadino comune.

VERGOGNATEVI.

Ci state dando in pasto ai petrolieri.

La costa teatina è la parte di territorio in Abruzzo più interessata da progetti petroliferi.

Cambiate mestiere, fate altro perche' siete degli incapaci.

Lasciate governare chi ha capacità di benevolenza, lungimiranza, intelligenza, umanità, senso democratico.  

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Qualcuno dovra' pur dirgli che in una democrazia uno che e' stato eletto non e' un despota ma un servitore dei suoi concittadini.

Parliamo di Mauro Febbo, uno dei tanti politici d'Abruzzo che non merita di governare questa regione per il semplice fatto che, da come la vedo io almeno, tutte le sue azioni non sono tese a migliorarla, quanto invece ad accontentare palazzinari e speculatori.

Febbo era quello che voleva il "parco a macchia di leopardo" e cioe' speculazione edilizia punzecchiata di qua e di la da qualche piccola riserva. Era anche quello che diceva che dentro il parco si devono abbattere i frantoi. Sono tutte cose folli e false.

La cosa interessante e' che anche il Ministero gli ha detto che il parco a macchia di leopardo fa ridere.

Ecco allora l'ultima in questa saga pluri-annuale sul Parco della Costa Teatina come raccontato da Maurzio Acerbo.

Il giorno 26 Novembre, i consiglieri regionali Walter Caporale e lo stesso Acerbo presentano una risoluzione in cui semplicemente si chiedeva di informare gli enti locali del fatto che entro il 31 dicembre 2012 la regione deve esprimersi sulla proposta perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina.

Tutto il centro destra ha votato compatto contro questa risoluzione, inclusi quelli della provincia di Chieti, e tutto felice Mauro Febbo ha gridato: "Con questa maggioranza il parco non si fara' mai!"

Si faranno invece cementficazione e lottizzazione, come degli ebeti.

Soprattutto Febbo e compari hanno ancora una volta perso l'occasione di fare un gesto a favore dell'Abruzzo libero dalle trivelle: un parco e' sempre un cuscinetto in piu' a favore delle popolazioni, e un ostacolo maggiore ai petrolieri.

Oltre Febbo, hanno votato contro il parco l'allegra lista in alto.

Alcuni di quei personaggi li ho conosciuti di persona e non potevo capacitarmi della loro
ignoranza, altezzosita', arroganza e del loro sprezzo verso il cittadino medio di questa regione.

Sono veramente squallidi.

L'Abruzzo e' regione verde anche grazie alle 7 riserve regionali, e ai 6 SIC-Siti di Importanza Comunitaria che sono disseminati lungo la costa teatina.

E se solo lo sapessero fare ed avessero un po' di sale in zucca, potremmo veramente trasformare tutta questa bellezza in occasione di benessere economico per tutti. Ma devono farci le palazzine.

La Catalogna d'Italia di Enrico di Giuseppantonio non esistera' mai, perche' era solo uno slogan elettorale.

Ecco qui l'interessante commentario dell'assessore all'ambiente del comune di Fossacesia, Andrea Natale.



Tuesday, April 19, 2011

Si e' svegliato Nazario Pagano - col piede storto!




Il presidente del consiglio regionale d'Abruzzo Nazario Pagano - dopo dieci giorni che se ne parla sulla stampa - finalmente si pronuncia sulla questione trivelle nel mare Adriatico.

Ma invece che chiedere scusa per essere stato essenzialmente inerte di fronte al proliferare di concessioni petrolifere da 3 anni a questa parte, accusa il governatore di Puglia, Nichi Vendola, di demagogia. Pagano afferma che:

"Il Consiglio regionale abruzzese ha dimostrato invece profonda sensibilità e maturità verso questo delicato argomento, approvando, circa un anno fa, una proposta di legge alle Camere, presentata dal gruppo consiliare di Italia dei Valori, con la quale si è chiesto al Parlamento nazionale di vietare qualsiasi iniziativa di ricerca o estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico.
In qualità di componente della Conferenza delle Assemblee regionali d’Italia ho trasmesso la proposta di legge ai Presidenti delle Regioni italiane che si affacciano sull’adriatico affinché si attivino attraverso l’adozione di interventi di analogo contenuto".

Resta il fatto che

1. Sui documenti di VIA per la d505 e' scritto chairamente che non e' arrivato *nessun* documento da parte della regione Abruzzo.

2. Ho scritto piu' e piu' volte a Gianni Chiodi e a Daniela Stati e a tutti i politici d'Abruzzo, personalmente e tramite comunicati stampa, implorandoli di darsi da fare, solo per essere ogni volta ignorata, o addirittura schernita. A Cupello, durante l'estate del 2009, Gianni Chiodi affermava che noi attivisti "millantavamo" una situazione falsa e che il mare non sarebbe stato trivellato. Purtroppo non c'era niente di falso.

3. L'azione di monitoraggio, di informazione, di denuncia, di opposizione, di sensibilizzazione, e' merito dei cittadini, e non certo dei politici d'Abruzzo, pagati apposta per fare i nostri interessi.

4. Resta ancora aperto il mistero Ombrina Mare. In una interrogazione parlamentare presentata da Walter Caporale, Chiodi affermava di avere mandato testi di contrarieta' al Ministero. Quando ho chiamato il Ministero, il direttore responsabile per l'attivita' estrattiva mi confermo' che dall'Abruzzo non era arrivato niente. I conti non tornano.

5. La proposta a cui si riferisce Pagano risale ad un anno fa, e non era nemmeno farina del suo sacco. E nel frattempo? Cosa ha fatto di concreto? Senza Vendola che lo metteva in corner, senza me che denunciavo il tutto, senza Introna che faceva proposte, Pagano se ne sarebbe anche solo accorto della d505? Per una volta sa guidare, invece che andare al traino e puntare il dito agli altri? Sa fare qualcosa che non sia il passacarte? Puo' impegnarsi a fare meglio?

Interessante che l'allarme sulla d505 e' partito dall'Abruzzo, nel piu' totale silenzio delle autorita' abruzzesi. Solo quando sono arrivate la giuste e dure parole di Vendola, dalla Puglia Pagano si e' svegliato.

Alla luce di tutto cio', la sottoscritta - che non fa parte di nessun partito politico - non crede affatto che la regione Abruzzo abbia mostrato sensibilita' o maturita'. Tutto il contrario.

Prima di accusare Vendola di demagogia, Pagano farebbe bene a farsi l'esame di coscienza
e spiegarci cosa fara' per le altre concessioni dei mari d'Abruzzo, ammesso che ne sappia l'esistenza.

Per la cronaca: non sono comunista, ma un cittadino libero che vede e respira la democrazia
americana, imperfetta certo, ma di gran lunga piu' trasparente e sincera di quella abruzzese.