.

.
Showing posts with label Vendola. Show all posts
Showing posts with label Vendola. Show all posts

Friday, December 5, 2014

Foggia: bocciato pozzo Masseria Sipari, Medoilgas di Sergio Morandi e Chicco Testa


Il pozzo Masseria Sipari 1 Dir della Medoilgas avrebbe dovuto 
sorgere a pochi chilometri dal centro di Foggia
nella concessione Torrente Celone.








Qui il ricorso di Sergio Morandi dopo la prima bocciatura.

Grazie ad Assunta per la segnalazione.


Poveri Sergio Morandi e Chicco Testa. Non gliene va bene una.

A Foggia gli hanno ri-bocciato un altro dei loro proposti pozzi esplorativi di petrolio, il Masseria Sipari 1 Dir, a causa del fatto che:

“il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

come era stato gia' confermato dal parere negativo del Comitato VIA del 19.6.2012.

Per capire la pura follia del caso, si tratta di un pozzo a circa 5 km dal centro di Foggia e a soli 2.5 dall'aereoporto!  Come ci hanno anche solo pensato ad una cosa del genere! E' tutto qui, presentato nel 2011.

Il Comitato VIA gli aveva quindi gia' detto no il 19 Giugno 2012, ma la Medoilgas aveva presentato ricorso dopo pochi giorni, il 29 Giugno 2012. Finalmente il buon senso ha prevalso ed il TAR Puglia di Bari ha decretato che no, il pozzo non si puo' fare perche' e' troppo vicino alle case.


Questo mi fa veramente piacere, perche' intanto vuol dire che inizia ad essere accettata l'idea che e' assolutamente folle trivellare cosi vicino alle case, perche' crea un precedente, e perche' porta il messaggio che non sono Chicco Testa e Sergio Morandi a comandare in Italia.

Ben fatto.

Ecco il provvedimento iniziale, del 2012:





Ecco quello del 2014








Thursday, November 29, 2012

Cantabria, Spagna: divieto fracking




Ai governatori di Sardegna, Toscana e pure di Abruzzo, Emilia Romagna e Puglia: magari prendere esempio?

Il governo autonomo della Cantabria, nel nord della Spagna, ha approvato una legge preliminare che vieta l'uso della fratturazione idraulica, il fracking, in regione.

Nell'area ci sono 5 permessi trivellanti da fracking in itinere, e si vuole fermare il tutto prima che sia troppo tardi. Se ne sono accorti, si sono dati da fare e hanno fatto le cose giuste.

Il presidente della Cantabria, Ignacio Diego Palacios ha detto che il governo vuole approvare definitivamente il testo della legge, ma che lasceranno uno spazio di qualche settimana per ascoltare commentari e proposte dei cittadini. Dopodiche ci sara' l'approvazione dell'assessorato all'ambiente e poi la legge regionale.

Ecco qui il sito con la legge - facile facile.

Articulo 1. Queda prohibido en todo el territorio de la Comunidad Autónoma de Cantabria el uso de la fractura hidráulica o fracking como técnica que por medio de la inyección de aditivos químicos es susceptible de ser utilizada para la investigación y extracción de gas de esquisto o no convencional.

Artículo 2. Las Autoridades y funcionarios públicos de la Administración de la Comunidad Autónoma de Cantabria velarán por el respeto y cumplimiento de lo dispuesto en la presente ley y adoptarán, dentro de sus respectivas competencias, las medidas oportunas para la paralización de las actividades que se realizaran contraviniendo lo dispuesto en la presente ley, así como para la reposición de la situación alterada a su estado originario.
Artículo 3. El empleo de la técnica referida en el artículo 1, al implicar un uso del suelo prohibido en el territorio de la Comunidad Autónoma de Cantabria de acuerdo con lo establecido en el artículo 1 de esta Ley, tendrá la consideración de infracción urbanística con arreglo a lo previsto en la Ley 2/2001, de 25 de Junio, de Ordenación Territorial y Régimen Urbanístico del Suelo de Cantabria.

...proprio come in Italia!

Cari Enrico Rossi (Toscana), Nichi Vendola (Puglia), Gianni Chiodi (Abruzzo), Ugo Cappellacci (Sardegna) e Vasco Errani (Emilia Romagna): basta solo prendere il traduttore google, ricopiare e voila', passerete alla storia d'Italia come la prima regione a vietare il fracking in Italia.

Voglio vedere chi vince questa sfida.

E che ci sia o no gia' fracking nelle vostre regioni poco importa - e' sempre meglio fermare queste cose PRIMA e non piangere dopo a frittata fatta.







Friday, September 14, 2012

Clini: io applico


Corrado Clini Bari, 14 Settembre 2012
Ponzio Pilato era piu' coraggioso.

Ecco, questo e' il nostro burocrate - ministro dell'ambiente Corrado Clini, uomo senza spina dorsale che dalla sua scrivania di Roma, "approva" - dando la colpa a tutti gli altri.

La domanda e' - seppure questo suo pensiero malato fosse accettabile - :


 COSA HA FATTO LEI, CORRADO CLINI
MINISTRO DELL'AMBIENTE 
PER SPIEGARE E PER SENSIBILIZZARE I PARLAMENTARI ITALIANI
PRIMA DI QUESTO VOTO?

PERCHE' NON CI HA RESI PARTE DEL 
PROCESSO DECISIONALE PRIMA DI 
FIRMARE, 
APPROVARE, 
APPLICARE?  

COSA E' VENUTO A FARE A BARI? 
A DIRE CHE QUI COMANDA LEI? 



tra i principi fondamentali (artt. 1-12) della nostra Costituzione (principi cioe' che dovrebbero "venir prima" di ogni altro diritto individuale o di iniziativa economica) vi e' l'art. 9 che impone la "tutela del paesaggio" oltre che del patrimonio storico ed artistico della nazione.

Se per altri articoli (primo fra tutti l'art. 3) l'incostituzionalita' di moltissime leggi e provvedimenti e' stata spesso invocata ed anche accertata, sarebbe interessante sapere quante volte e' stato invocato l'art. 9 per sollevare analoghi rilievi a fronte di norme di legge e di provvedimenti che qui in Italia hanno consentito di fare di tutto e di piu', svuotando di ogni effettivo contenuto pratico un"principio fondamentale" di pari rango di quello contenuto nell'art. 3.


Cosa, queste leggi qui non le vuole "applicare"? 

Oppure si sceglie quello che e' piu' facile "applicare"?

Ma che ci ' andato a fare a Bari? Non ha ascoltato nessuno,  e' andato li solo con prepotenza e non per dialogare. 

Un Ministro dell'Ambiente a cui non importa niente dell'ambiente, e tantomeno di chi in quell'ambiente ci vive, ma solo delle trivelle!!!! 

Ministro Clini: nella vita ci vuole il testosterone. Lei si e' preso l'impegno di difendere l'ambiente italiano, nessuno glielo ha ordinato. E quando lei si e' preso questo impegno, ha implicitamente deciso che quel ruolo era piu' importante di qualsiasi altra pressione, speculazione,  miraggio economico o diktat dall'alto.

Lei deve avere il coraggio di fare le cose giuste, nonostante i deliri di Passera, le balle di Assomineraria e della Federpetroli perche' lei e' il ministro dell'ambiente e non del petrolio. Capisce?

E' questo per cui i cittadini la pagano.

Ma poi alla fine, ciascuno ha quel che merita. A suo tempo nessuno si prese la briga di leggersi le carte, di presentare osservazioni, di lavorare per tempo. E adesso ce ne sono altre di concessioni di cui ugualmente nessuno sa, nessuno si preoccupa, finche' un giorno tutto scoppiera'.

Ci vuole, come sempre, l'organizzazione, l'intelligenza e la tenacia degli adulti, per tempo e non la stizza dell'ultimo minuto dei bambini quando non c'e' piu' niente da fare.

Thursday, September 6, 2012

Ouarzazate e la solarizzazione del Marocco



 Ouarzazate stesso sito dove hanno girato Lawrence of Arabia e Gladiator
adesso e' la casa di Ouarzazate: il piu' grande impianto a concentrazione solare del mondo
nel deserto

Energia ad un milione di case entro il 2018, taglio di CO2 di 760,000 tonnellate l'anno. 

La tecnologia e' quella del concentrated solar power (CSP), piu' costosa dei pannelli solari normali che permettera' maggiore stoccaggio per la notte e per i giorni nuvolosi.

Il sole riscaldera' un liquido acquoso a 400 gradi. Il vapore alimentera' turbine che genereranno elettricita'. Il fabbisogno energetico del Marocco in questo momento e' per il 97% coperto da fonti fossili importate. 


La citta' di Ouarzazate ha 583,000 persone ed e' povera. L'idea e' che finalmente ci sara' elettrivita' per tutti e che sopratutto gli ospedali non debbano piu' sottostare a improvvisi tagli alla corrente.
Come segno di riconoscimento al Marocco per la pianficazione di Ouarzazate, l'ONU ha deciso di organizzare il prossimo summit sul clima il COP 22 proprio in Marocco. 








----



Morocco has emerged as an early leader in developing low carbon, 
sustainable energy on a large scale, and we are proud to support their drive.
 Lessons learned from these projects will inform efforts going forward 
in the country, region and around the world.



Developing solar power is an irreversible choice for us





E cosi, mentre "Federpetroli" se la piglia con Vendola cercando di difendere l'indifendibile, mentre Passera e Clini sotterrano il cervello nella melma petrolifera,  mentre le rinnovabili in Italia sono un mostro da esorcizzare secondo Assomineraria, ENI, e le lobby trivellanti, il resto del mondo corre, senza fermarsi, e non si tratta dei soliti noti.

Il Marocco ha deciso di puntare alla grande sul sole:  pianificano di arrivare al 42% del fabbisogno nazionale di energia dal sole entro il 2020 e di diventare "leader" del settore dell'energia rinnovabile.

E non lo dicono a casaccio. Hanno i progetti e i soldi - pubblici e stranieri - per farlo.

La banca per lo sviluppo dell'Africa - la AfDB African Development Bank - ha gia' stanziato 800 milioni di dollari per incentivare investimenti privati in Marocco, fra cui un impianto di solare concentrato in localita' Ouarzazate e un programma di elettricita' integrata fra eolico e idroelettrico per portare corrente nelle zone piu' remote del paese.

L'impianto di Ouarzazate sara' il piu' grande del mondo nel suo genere, e operera' a 500 MegaWatt a pieno regime nel 2015. Gli investimenti coinvolgono anche enti tedeschi e francesi, europei e la banca mondiale, tutti interessati ad investire in Marocco.

Il solare concentrato si basa sull'uso di pannelli parabolici per catturare maggiore quantita' di energia, come gia' in atto in varie localita' del mondo ma a scala piu' piccola. Oltre ad Ouarzazate ci saranno altre centrali a Ain Bni Mathar, Foum Al Oued, Boujdour and Sebkhat Tah.

La cosa interessante pero' e' il ragionamento che fanno alla base in Marocco: i prezzi sono alti, e per eseguire questi progetti - nuovi e ambiziosi - ci vogliono piu' soldi che per una centrale convenzionale a fonti fossili, quasi il doppio.

Ma si ricorda che questi investimenti saranno utili per fare aumentare competenze e conoscenza, che i costi saranno ridotti sul lungo termine, man mano che le tecnologie diventano diffuse. Ci si aspetta che altri piccoli e medi investitori locali seguano l'esempio. Infatti in Marocco e' gia' tutto un pullulare di piccoli impianti alimentati dal sole in tutto il paese.

In Marocco gia' nel 2007 producevano il 10% dell'energia da fonti rinnovabili e hanno deciso di lanciarcisi in maniera cosciente e decisa qualche anno fa.

Il "Solar Plan" del Marocco infatti e' un progetto ambizioso che risale alla fine del 2009 e dove si punta tutto sul sole. Il ministro dell'energia Amina Benkhadra a suo tempo disse che il governo avrebbe fatto di tutto affinche' il programma avesse successo tramite investimenti interni e capitali stranieri.

Dicono che intendono diminuire le loro importazioni di petrolio e di emissioni di anidride carbonica e che vogliono usare in Marocco le migliori e piu' avanzate tecnologie dal resto del mondo.

Per celebrare, nel giugno del 2012 il primo volo senza petrolio in Africa e' atterrato a Rabat dalla Svizzera, sponsorizzato dall'agenzia marocchina per l'energia solare. L'aereo era guidato dall'avventuriere Bertrand Piccard che dice:

We came here out of admiration for Morocco’s pioneering solar energy program. It was perhaps the most beautiful flight of my life. I have dreamed since I was a child of flying without using fuel.

Proprio come Passera e Clini, eh!

Non male per un paese del terzo mondo, no?  Ma che tristezza pensare che in anni recenti io almeno non ho sentito mai l'Italia dire di voler essere leader di niente e poi mettere un piano in programma.

Ecco invece, leggere di queste cose - dal Marocco addirittura - porta speranza. Magari non ci riusciranno a fare tutto, ma sono partiti, ci provano, ci credono. Iniziano, senza paura. Usando quello che hanno - il deserto.

E noi?  Noi no. Noi avremmo distese intere di tetti di condomini e di capannoni scoperti da riempire di pannelli solari, portando lavoro, progresso, ed energia. Ma no, noi vogliamo le trivelle e non il sole: mica siamo la Germania, mica siamo il Marocco.

A noi ci piace essere petrolizzati e non solarizzati.



Tuesday, September 4, 2012

Brian O Cathain: l'uomo che vuole trivellare le Tremiti


Brian O Cathain, capo della Petroceltic

E cosi' la storia delle trivelle alle Tremiti e delle proteste di questi giorni e' arrivata anche sulla stampa irlandese.

The Irish Times infatti riporta che ci sono "diffuse proteste" fra autorita' locali ed ambientalisti e che ben 18 sindaci del Gargano si sono incontrati per redimere un rapporto contro le trivelle esplorative nel mare adriatico.

Interessante e' che il giornale parli dell'airgiun definendoli "soundings": come se fossero suoni delicati, come le onde del mare, o il canto delle sirene. In realta' quelli sono spari violenti.

La Petroceltic non ha niente da dire, ma un mese fa, questo e' quello che disse l'amico Brian in merito al decreto trivelle di Passera:

We are very pleased that the Decree has been approved and believe that the new law removes the existing uncertainty concerning exploration, development and production activities in Italian waters. We will now commence discussions with the relevant National and Regional institutions concerning the Elsa project, which we are committed to progressing to the benefit of all stakeholders in a safe and environmentally-responsible manner”

Siamo molto compiaciuti che il decreto sia stato approvato e riteniamo che la nuova legge elimini le incertezze sull'esplorazione, lo sviluppo e le attivita' di produzione nei mari d'Italia. Adesso possiamo inziare le discussioni rilevanti con le istituzioni nazionali e regionai sul progetto Elsa, che siamo intenzionati a portare avanti per il beneficio di tutti i portatori di interesse in un modo sicuro e responsabile dal punto di vista ambientale.

Mentre lo diceva gli si allungava il naso.

Beh, a Roma si sa che Passera e Clini sono arroganti con il popolo e pappamolli con i prepotenti, ma per quanto riguarda le autorita' locali .. beh, mi sa che in Puglia caschi male caro Brian O'Cathain.
Mi sa proprio che lei non ha capito con chi ha a che fare.

Dicono pure che sono "pienamente coperti" dal pnto di vista economico fino alla fine del 2013.

Pensate voi in che mani siamo, una ditta che ha soldi fino alla fine del 2013 e dopo non si sa! 

Pero' sono ottimisti di poter trivellare entro il 2013 e rimpinguare le casse, visto che il governo e' molto bene intenzionato con loro.

Dicono che l'ENI stimava che ci fossero dai 30 ai 180 milioni di petrolio al largo della Puglia, ma che le loro stime parlano di 200 milioni di barili.

Ne consumiamo 1.5 milioni al giorno, per cui se anche le "stime" della Petroceltic fossero vere, e tutto fosse roseo, distruggiamo Tremiti e Salento per 130 giorni di petrolio.

Fanno 4 mesi e mezzo di fabbisogno nazionale - se fosse venduto in Italia - splamato in 20, 30 anni, regalato ad una ditta irlandese che non si sa bene se ha i soldi o no, e contemporaneamente distruggiamo il turismo delle Tremiti.

Menomale che la Puglia protesta tutta unita, a prescindere dai pariti e dalle poltrone.

Sindaci di Ortona, San Vito Chietino, Torino di Sangro, Vasto, Gianni Chiodi prendete esempio.

Grazie alla mia amica Annette Gurdo che mi ha mandato il link.

Sunday, September 2, 2012

Le balle di Clini sulle Tremiti e sulle trivelle





"Il limite di 12 miglia, nel Mediterraneo, c’è solo in Italia" 

Corrado Clini



In California il limite e' 100 miglia. 

In Florida 125 miglia.


Dedicato a Michelangelo Borrillo "giornalista"



E chi l'avrebbe mai detto che avremmo rimpianto la Prestigiacomo?

Corrado Clini, supposto ministro dell'ambiente, rilascia una lunga intervista in difesa dell'approvazione delle trivelle presso le isole Tremiti. 

Intervista che posso solo definire Ponzio Pilatesca.

Lui non sa, non decide, lui applica.
Lui non ha coscienza, morale, lui applica.
Lui non ha opinioni, rispetto per i cittadini, lui applica.
Lui non ascolta, lui applica.

Un perfetto automa che se ne lava la mani.

Clini dice che lui applica solo quello che c'e' da applicare, e non si pone domande, non lotta per quello che e' giusto, e neanche se lo chiede secondo me cosa sia giusto.

Che importa quello che vogliono turisti e residenti -  di Puglia in questo caso, ma che e' lo stesso che chiedono da Novara fino a Trapani: di lasciare la monnezza petrolifera che esiste in Italia dove Dio e dove la natura l'hanno messa: SOTTOTERRA.

Clini dice che "abbiamo solo applicato la legge" e che "vogliamo solo sapere cosa c'e' nel mare" e che e' tutto sicuro perche' siamo oltre le 12 miglia.

E a quante miglia siamo? Mmh. Chissa' perche' i giornalisti non fanno mai le domande difficili.

A TREDICI!

Una beffa proprio - alle Tremiti siamo ad un miglio in piu di queste pseudoleggi che fanno solo ridere i polli e secondo lui siamo apposto.

Voglio solo sapere perche' nessuno di questi altrettanto pseudogiornalisti italici non fa mai la domanda da centomila dollari che sono cinque anni che vorrei fare a tutti i politici d'Italia:

Secondo lei quelli della Florida e della California sono scemi ad avere il mare chiuso alle trivelle a 200 da riva il primo e a 160 il secondo stato? 

Mistero.

Poi dice "non vince chi strilla di piu'."

Vince chi e' piu' prepotente, allora?

Nella fattispecie lui e Passera?

E secondo lui cosa dovremmo fare?

Stare zitti e dirgli: ma certo caro, vieni qui e trivella pure le isole Tremiti che non aspettiamo altro.

Abbiamo chiesto, scritto, aperto pagine facebook, manifestato. I nostri rappresentani in maniera bipartisan hanno detto no alle trivelle ed in tutti i modi. Io sono andata pure a perdere una giornata intera al senato italiano a spiegare le nostre ragioni.

Niente da fare,  lui ed il suo compare Passera pensano che siccome hanno in mano il potere possono fare quello che vogliono e noi dobbiamo pure stare zitti.

Caro Clini: lei e' il ministro dell'ambiente e non della distruzione.

Lei sta li per fare gli interessi dell'Italia e non di Assomineraria, della Petroceltic, dell'ENI e compagnia.

Continua ad insistere che lui solo applica la legge - come se la legge fosse il Vangelo scritto nella roccia: tesoro mio, le leggi sono fatte da uomini e si possono cambiare e non c'e' scritto da nessuna parte che devi dire si per forza appena sei a 12.1 miglia.

Poi dice che non e' compito suo cambiare le leggi in materia.
Ah si?

Se non e' compito di questo governo cambiare le leggi in materia, e allora perche' non avete tenuto la legge Prestigiacomo? Perche' lui e Passera l'hanno cambiata a favore dei petrolieri? 

Ovviamente il giornalista non ha coraggio di fare neanche qui le domande difficili.

Il giornalista poi dice "prendere in considerazione non vuol dire dare l'OK".

Ma sono tutti folli: prendere in considerazione AUTORIZZANDO l'airgun, significa INIZIARE l'iter. Ma questi hanno mai studiato Manzoni? La storia della monaca di Monza non gli ricorda niente?
Che passettino dopo passettino quella e' arrivata alla clausura.

Identico qui. Passettino dopo passettino arriveremo al pozzo e a tutte le sue infrastrutture. E ci dicono pure di stare zitti! Come diceva Eduardo De Filippo: a forza di dire e' cosa da niente, alla fine siamo diventati cosa da niente pure noi.

La domanda e' A MONTE caro Clini: vuoi tu, ministro dell'ambiente, che le isole Tremiti - e Venezia, e l'Abruzzo, e il canale di Sicilia e l'Emilia Romagna e il Delta del Po -  diventino distretti minerari?

Se dici si, e allora puoi fare tutto.

Ma se dici no, e allora non devi neanche iniziare.

Che senso ha "esplorare per sapere"?  O che la Petroceltic spende quei quattrini per amore delle geologia? Suvvia, siamo tutti grandi e alle favole abbiamo smesso molto tempo fa di credere.

Poi parla di coinvolgere Croazia e Slovenia nella corsa alle trivelle.

Parla come se fosse il ministro delle trivellazioni e non dell'ambiente!

Caro Clini: Croazia e Slovenia le devi coinvolgere per CHIUDERE l'Adriatico alle trivelle! E' un mare piccolo, chiuso, gia' inquinato di per conto suo e con forti problemi ambientali. Possibile che lei non riesca a vedere la realta' per quella che e'?

E poi cosa, vuole coinvolgere Croazia e Slovenia ma non Puglia e Sicilia e Molise ed Abruzzo?
Ma chi e' lei? Chi le da questo diritto?

C'e' anche da notare la faccenda del giornalista che non riesce a far ordine con le date e Clini ancora di meno. La destra non sa cosa fa la sinistra! Il 7 Agosto e' la data un cui il ministro Clini e Ornaghi hanno dato l'ok definitivo. 


CLINI: Noti la data del timbro - 7 Agosto 2012






Ma perche' queste cose le so io e non chi e' pagato per fare giornalismo?

Leggetelo il New York Times qualche volta, ed imparate come si fa il giornalismo vero.
Veramente penoso, politici e giornalisti.

Clini, ministro dell'ambiente, finisce con il dire che se "c’è il petrolio, occorre capire se la prospettiva dello sfruttamento è di breve durata e se c’è il rischio che i costi superino la valorizzazione della risorsa. Bisogna pesare vantaggi e svantaggi e decidere."

E di grazia, quali sarebbero questi vantaggi? Una settimana in piu' di petrolio qua e la spalmati su 20 anni di tempo, la distruzione dell'industria turistica, rischi di scoppi e  mari inquinati?

Questo e' il petrolio che c'e' nei mari d'Italia: poco, scadente, difficile da estrarre e pieno di impurita'.

Corrado Clini, lei non merita di essere il ministro dell'ambiente di una nazione che di ambiente potrebbere vivere, e vivere in maniera magnificente.










Thursday, August 30, 2012

Il parere favorevole alla concessione d494 Petroceltic alle isole Tremiti


Come sempre: per stampa bloggers ed affini ci e' voluto tempo per racogliere e trovare tutte queste cose per cui si prega di citare. 


Ora, anche se non e' stato possibile leggere dalla stampa il nome esatto della concessione acordata alle tremiti, credo che ci si riferisca, alla d494 della Petroceltic ed approvata il 7 Agosto 2012 per eseguire air gun nei mari fra Termoli e le isole Tremiti.

Siamo infatti a 13 miglia nautiche dalle Tremiti e dalla riva molisana, non troppo lontano dal campo Rospo Mare e a cavallo fra l'Abruzzo, il Molise e la Puglia.

La dicitura e' sempre la stessa: considerato che e' tutt'apposto, si puo' fare airgun con buona pace di tutti, abitanti, pesci, turisti. Qui dobbiamo fare il PIL, che credete che ci interessi qualcosa del mare?

Intanto c'e' da notare che hanno presentato parere sfavorevole

La regione Puglia

e

La regione Molise

ma figurati che gli importa.

Mentre invece ha detto si, comodamente seduti da Roma, il Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali

Qui una prima istruttoria, nel Giugno 2011 con parere positivo; 

Qui una seconda nel Novembre del 2011 in cui confermano il parere positivo nonostante i vari pareri negativi. Dicono che le obiezioni sollevate dal Molise non sono valide per airgun, ma solo per pozzi veri e propri - come se uno facesse airgun per sport e perche' gli piace sparare ai pesci!

Qui l'ultima del Marzo 2012 in cui addirittura il governo presenta delle "contrdeduzioni alla regione Puglia". Della serie: ne sappiamo piu' noi da Roma che voi ci abitate in Puglia.

E quindi qui la benedizione finale, 7 Agosto 2012: cara Petroceltic, tuttapposto, potete andare ad ammazzare altri delfini, a sparare in mare, a prepare le isole Tremiti alle trivellazioni, a distruggere il turismo e chi si e' visto si e' visto.

Puglia e Molise? Attaccatevi.

------

Chicca finale secondo il Decreto Legge 3 aprile 2006 152 gia' in vigore da tanti anni: quando trivelli, se non sai dove mettere la monnezza, sei autorizzato a gettarla in mare!

Articolo 104 - Scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee

5. Per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi o gassosi in mare, lo scarico delle acque diretto in mare avviene secondo le modalità previste dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio con proprio decreto, purche' la concentrazione di olii minerali sia inferiore a 40 mg/l. Lo scarico diretto a mare e' progressivamente sostituito dalla iniezione o reiniezione in unità geologiche profonde, non appena disponibili pozzi non più produttivi ed idonei all'iniezione o reiniezione, e deve avvenire comunque nel rispetto di quanto previsto dai commi 2 e 3. 

6. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, in sede di autorizzazione allo scarico in unità geologiche profonde di cui al comma 3, autorizza anche lo scarico diretto a mare, secondo le modalità previste dai commi 5 e 7, per i seguenti casi:

a) per la frazione di acqua eccedente, qualora la capacità del pozzo iniettore o reiniettore non sia sufficiente a garantire la ricezione di tutta l'acqua risultante dall'estrazione di idrocarburi;

b) per il tempo necessario allo svolgimento della manutenzione, ordinaria e straordinaria, volta a garantire la corretta funzionalità e sicurezza del sistema costituito dal pozzo e dall'impianto di iniezione o di reiniezione.

7. Lo scarico diretto in mare delle acque di cui ai commi 5 e 6 e' autorizzato previa presentazione di un piano di monitoraggio volto a verificare l'assenza di pericoli per le acque e per gli ecosistemi acquatici.

-----

E chi mai andra' a controllare tutto questo - concentrazioni, piani di monitoraggio, assenza di pericoli?  Mistero.

Ma se trivellano le Tremiti, vuol dire che non c'e' niente piu' di sacro in questo paese.

Tuesday, April 19, 2011

Si e' svegliato Nazario Pagano - col piede storto!




Il presidente del consiglio regionale d'Abruzzo Nazario Pagano - dopo dieci giorni che se ne parla sulla stampa - finalmente si pronuncia sulla questione trivelle nel mare Adriatico.

Ma invece che chiedere scusa per essere stato essenzialmente inerte di fronte al proliferare di concessioni petrolifere da 3 anni a questa parte, accusa il governatore di Puglia, Nichi Vendola, di demagogia. Pagano afferma che:

"Il Consiglio regionale abruzzese ha dimostrato invece profonda sensibilità e maturità verso questo delicato argomento, approvando, circa un anno fa, una proposta di legge alle Camere, presentata dal gruppo consiliare di Italia dei Valori, con la quale si è chiesto al Parlamento nazionale di vietare qualsiasi iniziativa di ricerca o estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico.
In qualità di componente della Conferenza delle Assemblee regionali d’Italia ho trasmesso la proposta di legge ai Presidenti delle Regioni italiane che si affacciano sull’adriatico affinché si attivino attraverso l’adozione di interventi di analogo contenuto".

Resta il fatto che

1. Sui documenti di VIA per la d505 e' scritto chairamente che non e' arrivato *nessun* documento da parte della regione Abruzzo.

2. Ho scritto piu' e piu' volte a Gianni Chiodi e a Daniela Stati e a tutti i politici d'Abruzzo, personalmente e tramite comunicati stampa, implorandoli di darsi da fare, solo per essere ogni volta ignorata, o addirittura schernita. A Cupello, durante l'estate del 2009, Gianni Chiodi affermava che noi attivisti "millantavamo" una situazione falsa e che il mare non sarebbe stato trivellato. Purtroppo non c'era niente di falso.

3. L'azione di monitoraggio, di informazione, di denuncia, di opposizione, di sensibilizzazione, e' merito dei cittadini, e non certo dei politici d'Abruzzo, pagati apposta per fare i nostri interessi.

4. Resta ancora aperto il mistero Ombrina Mare. In una interrogazione parlamentare presentata da Walter Caporale, Chiodi affermava di avere mandato testi di contrarieta' al Ministero. Quando ho chiamato il Ministero, il direttore responsabile per l'attivita' estrattiva mi confermo' che dall'Abruzzo non era arrivato niente. I conti non tornano.

5. La proposta a cui si riferisce Pagano risale ad un anno fa, e non era nemmeno farina del suo sacco. E nel frattempo? Cosa ha fatto di concreto? Senza Vendola che lo metteva in corner, senza me che denunciavo il tutto, senza Introna che faceva proposte, Pagano se ne sarebbe anche solo accorto della d505? Per una volta sa guidare, invece che andare al traino e puntare il dito agli altri? Sa fare qualcosa che non sia il passacarte? Puo' impegnarsi a fare meglio?

Interessante che l'allarme sulla d505 e' partito dall'Abruzzo, nel piu' totale silenzio delle autorita' abruzzesi. Solo quando sono arrivate la giuste e dure parole di Vendola, dalla Puglia Pagano si e' svegliato.

Alla luce di tutto cio', la sottoscritta - che non fa parte di nessun partito politico - non crede affatto che la regione Abruzzo abbia mostrato sensibilita' o maturita'. Tutto il contrario.

Prima di accusare Vendola di demagogia, Pagano farebbe bene a farsi l'esame di coscienza
e spiegarci cosa fara' per le altre concessioni dei mari d'Abruzzo, ammesso che ne sappia l'esistenza.

Per la cronaca: non sono comunista, ma un cittadino libero che vede e respira la democrazia
americana, imperfetta certo, ma di gran lunga piu' trasparente e sincera di quella abruzzese.

Tuesday, September 21, 2010

Viaggio a Rodi


Pescara, Luglio 2009. L'ENI (il cane) e l'Abruzzo (la signorina). Chi potra' mai dimeticare quella scenetta? Il cane e' Daniele, abruzese di Barcellona la cui storia e' finita su MTV

In questi giorni sono per lo piu' lontana dal computer perche' sono ad un convegno di lavoro sul'isola di Rodi - che per 35 anni e fino alla seconda guerra mondiale e' stata italiana.

Ne approfitto per un po di notizie random.

Sulla strada del ritorno a Los Angeles mi fermo per un paio di giorni a Rovigo, per un altro convegno sul petrolio in Veneto. nel basso Veneto infatti c'e' un altra concessione petrolifera che la Aleanna Resources vorrebbe sfruttare per cercare petrolio. Questa Aleanna Resources e' un altra micro-ditta con sede centrale nel Texas e che aveva gia' pensato di trivellare la Murgia, in Puglia e il nord della Basilicata.

Gia' in estate, grazie a Cosimo Forina, abbiamo fatto un altro incontro nella citta' di Spinazzola, c'era anche Carlo Vulpio del Corriere della Sera e sono contenta di poter dire che proprio qualche giorno fa la Aleanna resources ha annunciato che si ritira dalla Murgia, ma non dalla Basilicata.

Perche' se ne sono andati dalla Puglia e non dalla Basilicata? Perche' Niki Vendola non e' Vito de Filippo? Perche' i pugliesi hanno protestato? Perche' Angelo Zambrino e' lucano e non pugliese? Un po tutte queste cose messe insieme? Ad ogni modo e' un altro passo in avanti e mostra ancora una volta quando importante sia l'informazione e la pressione popolare.

Altre notizie sono che Vasto Domani ha deciso di pubblicare la pagina di giornale che con tanta pazienza abbiamo curato durante l'estate e il cui testo e' stato preparato dalla sottoscritta. Anche Chissidicie, una rivista del Bombese, curata da Antonio Piccoli la pubblichera' fra poco.

Domani esce un articolo sul Corsera a firma di Dacia Maraini sulla questione petrolio in Abruzzo, e per presentare un libro sulla questione petrolio da un punto di vista legale.

Infine, se ricordate il cane a sei zampe della manifestazione del Luglio 2009, quello era Daniele, un ragazzo di Alba Adriatica che ora vive a Barcellona. La sua storia e' finita su MTV nel video qui.

La semplicita' delle cose che dice, le cose a cui aspira, la dignita' dei suoi progetti, rendono la sua storia poetica e disarmante. Mi ricorda mio padre per tanti versi - partito povero e per avventura e a cui l'America ha dato opportunita' e soddisfazioni.

L'Italia - perche' siamo ridotti cosi?