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Tuesday, March 10, 2015

Solar Impulse 2: il sole ed il giro del mondo

 
"So much joy. So much incredible feeling"
Andre Borschberg, pilota Solar Impulse

Ci sono riusciti!

Dopo 118 ore di fila - cinque giorni - in volo sull'Oceano Pacificio, Solar Impulse ha completato il pezzo piu' difficile della sua missione: fare il giro del mondo con un aereoplano alimentato solo dal sole.

Il pilota Andre Borschberg era partito da Nagoya, Giappone Domenica 28 Giugno ed e' arrivato Venerdi 3 Luglio alle Hawaii, isola di Oahu. E' stato il record del tempo di permanenza in cielo di un aereo senza fare rifornimento di carburante.

Cinque giorni in volo, ottomila e duecento chilometri. Senza una goccia di petrolio.

Il pilota e' dovuto star seduto per cinque giorni di fila e non dormito pochissimo, e cosi quando e' arrivato - oltre alla folla, c'era un massaggiatore ad aspettarlo. A bordo cibo e acqua per una settimana, taniche di ossigeno, paracadute e anche una zattera.  Il copilota Bertrand Piccard era alle Hawaii per accogliere il suo partner Borschberg e sara' alla guida dell'aereo per il prossimo segmento che lo portera' dalle Hawaii a Phoenix, Arizona. E poi ci sara' la traversata dell'oceano Atlantico.

L'idea iniziale era di fare il giro del mondo da Marzo 2015, partendo da Abu Dhabi e completarlo nel Luglio 2015, sfruttando il sole il piu' possibile. Ma a causa di problemi tecnici, e di clima incerto, ci sono stati vari ritardi, e cosi invece che finire a Luglio del 2015, il progetto probabilmente andra' in pausa e di riprendera' nel 2016.


Borschberg and Piccard hanno usato la loro avventura per diffondere il messaggio che un futuro alimentato dalle energia pulita si puo'. Ovviamente Solar Impulse non e'  pensato pe essere replicato in grande scala, ma e' un progetto dimostrativo con le sue 17,000 celle fotovoltaiche che lo fanno viaggiare anche di notte, ricaricandone le batterie al litio.

Da qualche parte si inizia. 














 
della traversata pacifica per il maltempo. Ma l'avventura continua. 

Erano in viaggio dalla Cina alle Hawaii - un volo non stop che doveva durare 6 giorni. 


Solar Impulse 2 - l'aereoplano solare che fa il giro del mondo 
"I am confident we have a very special aeroplane, 
and it will have to be to get us across the big oceans"

Andre Borschbeg, pilota



"I had this dream 16 years ago of flying around the world without fuel, just on solar power. 
Now, we're about to do it. 
The passion is there and I look forward so much to being in the cockpit."


Bertrand Piccard, pilota

 Si è partiti lunedì 9 Marzo: volo da Abu Dhabi sopra il golfo dell’Oman con destinazione Muscat. Prima tappa, 13 ore. Tutto bene. Oggi si parte per l’India, volo su Ahmedabad passando per il mar Arabico. Si prevede che il giro del mondo venga completato per luglio.

Solar Impulse 2 è composto di 17,000 celle solari ed è fatto con fibre di carbonio e di un materiale speciale misto fra polimeri e carta. Il tutto viene alimentato da batterie al litio. L’aviazione al sole è già in sperimentazione da vari anni ed un primo prototipo, il Solar Impulse 1, ha già attraversato gli Usa nel 2012. Ma il giro del mondo è molto più complesso e ha portato alla costruzione di un nuovo modello, più grande e sofisticato. Il Solar Impulse 2 è all’avanguardia non solo per il concetto, ma anche per il design: ha una apertura alare più grande di un “Jumbo Jet” Boeing 747 e pesa molto di meno: 2 tonnellate contro 150.

Il pezzo più difficile sarà il volo sul Pacifico: si prevedono cinque giorni e cinque notti di volo. Non sarà facile: l’aereo è piccolo, gli spazi angusti, non si dormirà molto. Ma se il tutto verrà completato sarà la prima volta in assoluto che si riesce a fare il giro del mondo su un aereo al sole.

I piloti sono Andre Borschbeg e Bertrand Piccard, uomini d’affari ed avventurieri svizzeri con il pallino delle rinnovabili. Mentre loro voleranno, l’aereo sarà controllato da una stazione a terra nel principato di Monaco. Il volo si può seguire su internet. La loro idea è di fermarsi in vari angoli del pianeta durante questi cinque mesi per testimoniare che “yes we can” e che la transizione verso energia diversa da quella fossile è possibile, se lo si vuole.

Cosa diranno i due di tappa in tappa?

Che il mondo ed il sole vanno a avanti e non ci sono petrolieri che tengono.

Che si è partiti con forti sussidi governativi che hanno attratto investimenti e innovazione che hanno fatto crescere l’energia solare in modo spettacolare. Diranno che secondo l’Iea, International Energy Agency, il sole sarà la fonte primaria di energia nel mondo intero a partire dal 2050. Che il costo dei pannelli fotovoltaici è calato del 70% negli scorsi anni e ci si aspettano ulteriori abbassamenti dei prezzi, man mano che la produzione e la richiesta aumentano. La Deutsche Bank addirittura conferma che se i prezzi del petrolio restano cosi bassi, entro il 2020 l’energia elettrica da solare costerà meno di quella prodotta dal gas. Negli Usa i posti di lavoro da solare sono già di più quelli dell’industria del carbone.

Sono sicura che gli amici petrolieri avranno un sacco di distinguo da aggiungere: anche se ci riescono non si può fare su grande scala, è un esercizio di due ricchi che non hanno niente da fare, il petrolio ci serve ancora. Sarà. Per me, l’avventura di Piccard e Broschbeg è un bellissimo segnale di speranza per il futuro e di ciò che l’uomo, e il suo ingegno, e il suo volere, possono fare, se lo vogliamo.


Non siamo condannati a fare buchi sottoterra. Il sole è lassù.

Thursday, September 6, 2012

Ouarzazate e la solarizzazione del Marocco



 Ouarzazate stesso sito dove hanno girato Lawrence of Arabia e Gladiator
adesso e' la casa di Ouarzazate: il piu' grande impianto a concentrazione solare del mondo
nel deserto

Energia ad un milione di case entro il 2018, taglio di CO2 di 760,000 tonnellate l'anno. 

La tecnologia e' quella del concentrated solar power (CSP), piu' costosa dei pannelli solari normali che permettera' maggiore stoccaggio per la notte e per i giorni nuvolosi.

Il sole riscaldera' un liquido acquoso a 400 gradi. Il vapore alimentera' turbine che genereranno elettricita'. Il fabbisogno energetico del Marocco in questo momento e' per il 97% coperto da fonti fossili importate. 


La citta' di Ouarzazate ha 583,000 persone ed e' povera. L'idea e' che finalmente ci sara' elettrivita' per tutti e che sopratutto gli ospedali non debbano piu' sottostare a improvvisi tagli alla corrente.
Come segno di riconoscimento al Marocco per la pianficazione di Ouarzazate, l'ONU ha deciso di organizzare il prossimo summit sul clima il COP 22 proprio in Marocco. 








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Morocco has emerged as an early leader in developing low carbon, 
sustainable energy on a large scale, and we are proud to support their drive.
 Lessons learned from these projects will inform efforts going forward 
in the country, region and around the world.



Developing solar power is an irreversible choice for us





E cosi, mentre "Federpetroli" se la piglia con Vendola cercando di difendere l'indifendibile, mentre Passera e Clini sotterrano il cervello nella melma petrolifera,  mentre le rinnovabili in Italia sono un mostro da esorcizzare secondo Assomineraria, ENI, e le lobby trivellanti, il resto del mondo corre, senza fermarsi, e non si tratta dei soliti noti.

Il Marocco ha deciso di puntare alla grande sul sole:  pianificano di arrivare al 42% del fabbisogno nazionale di energia dal sole entro il 2020 e di diventare "leader" del settore dell'energia rinnovabile.

E non lo dicono a casaccio. Hanno i progetti e i soldi - pubblici e stranieri - per farlo.

La banca per lo sviluppo dell'Africa - la AfDB African Development Bank - ha gia' stanziato 800 milioni di dollari per incentivare investimenti privati in Marocco, fra cui un impianto di solare concentrato in localita' Ouarzazate e un programma di elettricita' integrata fra eolico e idroelettrico per portare corrente nelle zone piu' remote del paese.

L'impianto di Ouarzazate sara' il piu' grande del mondo nel suo genere, e operera' a 500 MegaWatt a pieno regime nel 2015. Gli investimenti coinvolgono anche enti tedeschi e francesi, europei e la banca mondiale, tutti interessati ad investire in Marocco.

Il solare concentrato si basa sull'uso di pannelli parabolici per catturare maggiore quantita' di energia, come gia' in atto in varie localita' del mondo ma a scala piu' piccola. Oltre ad Ouarzazate ci saranno altre centrali a Ain Bni Mathar, Foum Al Oued, Boujdour and Sebkhat Tah.

La cosa interessante pero' e' il ragionamento che fanno alla base in Marocco: i prezzi sono alti, e per eseguire questi progetti - nuovi e ambiziosi - ci vogliono piu' soldi che per una centrale convenzionale a fonti fossili, quasi il doppio.

Ma si ricorda che questi investimenti saranno utili per fare aumentare competenze e conoscenza, che i costi saranno ridotti sul lungo termine, man mano che le tecnologie diventano diffuse. Ci si aspetta che altri piccoli e medi investitori locali seguano l'esempio. Infatti in Marocco e' gia' tutto un pullulare di piccoli impianti alimentati dal sole in tutto il paese.

In Marocco gia' nel 2007 producevano il 10% dell'energia da fonti rinnovabili e hanno deciso di lanciarcisi in maniera cosciente e decisa qualche anno fa.

Il "Solar Plan" del Marocco infatti e' un progetto ambizioso che risale alla fine del 2009 e dove si punta tutto sul sole. Il ministro dell'energia Amina Benkhadra a suo tempo disse che il governo avrebbe fatto di tutto affinche' il programma avesse successo tramite investimenti interni e capitali stranieri.

Dicono che intendono diminuire le loro importazioni di petrolio e di emissioni di anidride carbonica e che vogliono usare in Marocco le migliori e piu' avanzate tecnologie dal resto del mondo.

Per celebrare, nel giugno del 2012 il primo volo senza petrolio in Africa e' atterrato a Rabat dalla Svizzera, sponsorizzato dall'agenzia marocchina per l'energia solare. L'aereo era guidato dall'avventuriere Bertrand Piccard che dice:

We came here out of admiration for Morocco’s pioneering solar energy program. It was perhaps the most beautiful flight of my life. I have dreamed since I was a child of flying without using fuel.

Proprio come Passera e Clini, eh!

Non male per un paese del terzo mondo, no?  Ma che tristezza pensare che in anni recenti io almeno non ho sentito mai l'Italia dire di voler essere leader di niente e poi mettere un piano in programma.

Ecco invece, leggere di queste cose - dal Marocco addirittura - porta speranza. Magari non ci riusciranno a fare tutto, ma sono partiti, ci provano, ci credono. Iniziano, senza paura. Usando quello che hanno - il deserto.

E noi?  Noi no. Noi avremmo distese intere di tetti di condomini e di capannoni scoperti da riempire di pannelli solari, portando lavoro, progresso, ed energia. Ma no, noi vogliamo le trivelle e non il sole: mica siamo la Germania, mica siamo il Marocco.

A noi ci piace essere petrolizzati e non solarizzati.