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Saturday, September 27, 2014

Milazzo: tuttapposto - i deliri di FederPetroli



Dunque, a Milazzo scoppia l'incendio in raffinieria e tutto quello che Federpetroli  sa dire e': tuttapposto, abbiamo le migliori raffinerie d'Europa (eh?). Pero' .. siccome non sappiamo che fare, aspettiamo che tutto il petrolio bruci da solo! Che vuoi che sia.

Ecco qui - ma e' tutta salute.







Ecco Feder Petroli:

"FederPetroli Italia sta monitorando continuamente la situazione e lo stato delle procedure messe in atto dalle disposizione di emergenza e sicurezza a seguito dell'incendio che si è verificato nella notte al sito serbatoi stoccaggio della Raffineria di Milazzo.

Da informazioni, al momento l'incedio è domato dalle forze del Vigli del Fuoco e da altre squadre di sicurezza e si procede con intervento mirato sino ad esaurimento bruciatura prodotto presente nei serbatoi.

Il Comune di Milazzo e la Prefettura di Messina ci hanno confermato che nessun operaio o tecnico è rimasto ferito nell'incidente al serbatoio 513 e non è presente alcun allarme rosso. Nonostante la nube a seguito dell'incendio, non vi sono situazioni dannose per l'ambiente e l'aria circostante.

La Raffineria di Milazzo dopo gli interventi negli anni scorsi sull'ammodernamento delle infrastrutture, risulta una delle più all'avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficenza tecnologica. FederPetroli Italia sta monitorando la situazione con gli organi preposti fino a fermo diretto e stato di sicurezza dell'incidente"

Come sempre, basta crederci, e tutto si avvera!

Saturday, December 14, 2013

Federpetroli, i giovani ed i vecchi



Mi arriva questo nuovo, ridicolo, comunicato da parte della Federpetroli, dal titolo:

PARTITO DEMOCRATICO, CON SEGRETERIA GIOVANE
DIALOGHEREMO SU BINARI PARALLELI 

Nel loro comunicato dicono di "plaudere" al nuovo segretario del PD -- Renzi, senza nominarlo -- e che siccome adesso  "l’età media è di 35 anni"  sono sicuri che con loro si potra' dialogare in modo costruttivo e che vogliono spiegare ai giovani come "procedere sul futuro energetico in Italia".

Ricordano anche loro hanno giovani in ruoli di amministratori, capi cantiere, divisioni marketing, gestori ed operatori del settore, ma che:

"Anche nel nostro settore il DNA deve essere rigenerato, parlo dell’Italia, dove vige ancora un “sistema decisionale ormai obsoleto” e, per questo molte volte in stallo. Non rottamiamo nessuno, non è nelle nostre politiche sociali, ma chi ha fatto il suo tempo è giusto che ritiri il Premio e si dedichi alla tranquillità."

Dulcis in fundo, FederPetroli Italia "chiederà alla nuova Segreteria del Partito Democratico un incontro per meglio illustrare le future politiche sul territorio nazionale in merito al settore energetico."

Che dire.

Veramente stanno su un altro pianeta.

Ma veramente pensano che i giovani siano piu' aperti alle trivelle dei vecchi?

Ma poi, come li definiscono i vecchi e i giovani?

Dall'eta' anagrafica?

Suvvia.

In questi sei-sette anni ne ho viste di tutti i colori per saper distinguere fra i veri vecchi e i veri giovani.

Qui, caro Michele Marsiglia, non si tratta di giovani o di vecchi di eta', di trentacinquenni o settantenni. Si tratta di quello che hanno nella zucca e nel cuore, di come vedono il mondo, di come sono capaci di immaginare il futuro e di come sono capaci di sperarlo questo futuro.

E cosi, ci sono i vecchi di 35 anni che ancora adesso -- incluso tutti quelli di Federpetrolio, oserei dire, a prescindere dall'anno di nascita -- pensano che il petrolio sia benessere, e gioia e salute e ricchezza. E pensano questo perche' appunto sono rimasti con il cervello e con il cuore al 1960, quando mettevi la pompa e pensavi che quella robaccia nera che usciva era progresso, e che era progresso tutto cio' che la pompa portava con se - sradicamento di vigne e di uliveti, fiammate sataniche a cento metri dalle case, puzza e vampate di fumo.

Tutta salute.

E invece ci sono i giovani di 70 anni che hanno capito che quello era il passato, e che adesso tanti effetti li conosciamo e che quel modello -- applicato con "successo" a Gela, a Falconara, a Porto Marghera, a Viggiano -- non e' forse il modello migliore.

Questi giovani qui sanno che basta solo volerlo e che si puo' benissimo fare senza la poca melma petrolifera che c'e' in Italia. Questi giovani qui sanno che il futuro e' il solare, e' il vento, e' il risparmio energetico, e' l'innovazione e la ricerca. Questi giovani qui sanno che l'Italia non e' paese per trivelle, ma paese per turismo, e bellezza, e prodotti agroalimentari, e moda e manifatturiero.

Non so quanti anni abbia lei, Michele Marsiglia, ma ad occhio, io la considero un vecchio - di idee, di vedute e di amore.

PS: Ma lei lo sa che i binari paralleli non si incontrano mai?

PPS: A quanto ammontano i "premi" dei vostri vecchi?

PPPS: E perche' da Forza Italia non ci andate?









Wednesday, November 6, 2013

I deliri di Michele Marsiglia - parte seconda




La produzione a terra ed in mare
 (onshore ed offshore) in Italia
 è la cura del nostro male
sfruttiamo le nostre ingenti risorse energetiche.

Michele Marsiglia, Federpetroli


Pare L'Istituto Luce del 1950,
invece sono i deliri di un petroliere del 2013.

E come sempre: ci dia l'esempio
 e iniziamo da casa sua a curare il male, caro Michele.


C'era da aspettarselo che quelli della Federpetroli salissero sul carro del "se non trivelliamo l'Italia, resteremo al freddo e al gelo" ma che addirittura i signori del petrolio utilizzassero le richieste delle minoranze etniche in Libia per il riconoscimento dei loro diritti linguistici e culturali e' di un livello veramente schifoso.

Quelli della Federpetroli li abbiamo gia' conosciuti, con i deliri precedenti del presidente Marsiglia di qualche mese fa.

Tornano adesso alla ribalta perche' in questi giorni il gasdotto Mellitah che collega la Sicilia alla Libia e' "sotto attacco" da parte di manifestanti che chiedono che le minoranze etniche della Libia possano continuare nelle loro tradizioni e nei loro linguaggi. 

Michele Marsiglia, coglie subito la palla al balzo e delirando dice che

Bisognava intervenire già nel 2011 ai primi segnali della crisi libica, invece l’incoscienza ha fatto si che si arrivasse a quello che era già stato preventivato: blocco delle forniture petrolifere (petrolio e gas) dalla Libia per attacco ai Terminal di principale importanza per l’Italia.  L’unica ricetta da seguire nell’immediato è il dialogo con l’OPEC, la Libia è un Membro fondamentale dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio. Solo loro possono indicarci una precisa via per alleviare il male. 

Adesso è giunto il momento che chi sa, si assuma le proprie responsabilità. Non possiamo mettere a rischio più le Famiglie italiane e l’indotto industriale del nostro Paese perché sotto ricatto di alcuni paesi del Medio Oriente. E’ ora di aprire i nostri rubinetti ed iniziare a produrre i nostri idrocarburi, le Licenze e Concessioni sono già rilasciate, bisogna solo iniziare a produrre. Che il Ministero dello Sviluppo Economico organizzi un Tavolo Energetico mirato. La produzione a terra ed in mare (onshore ed offshore) in Italia è la cura del nostro male, sfruttiamo le nostre ingenti risorse energetiche. 

Vorrei tanto sapere quanti anni ha questo Marsiglia perche' parla come se fosse uno dell'Istituto Luce di 60 anni fa!

Ingenti risorse?

La cura del nostro male?

Ma cosa dice? 

Io spero che questo qui si renda conto delle balle che dice e della figuraccia che ci fa.

Caro Marsiglia: l'Italia NON RIUSCIRA' MAI a soddistare il suo fabbisogno nazionale di petrolio e di gas con le fonti interne. MAI. Purtroppo per noi abbiamo monnezza nel sottosuolo, e ne abbiamo poca, e importeremo sempre petrolio e gas finche' decidiamo che quello e' il nostro modello di cosiddetto progresso.

Scaroni, che e' un po piu' onesto da questo punto di vista, ricorda che dalla Libia arriva circa il 15% del nostro fabbisogno nazionale di idrocarburi. Le nostre riserve attuali - tutte in zone agricole, turistiche, paesaggistiche non coprono neanche la meta' di quella cifra.

E cosa, trivelliamo tutta l'Italia per racimolare una goccia di qua e una di la?

E poi Marsiglia rammenta che siamo stati degli incoscienti a non intervenire in Libia nel 2011.

Ma scusi, cosa dovevamo fare nel 2011? Andare li con l'esercito? Dire a tutti: no lasciamo li Gheddafi perche' a noi serve il suo petrolio?

L'incoscienza non e' nel non essere intervenuti nel 2011 nella situazione libica. 
L'incoscienza e' che continuiamo a pensare che il futuro sia il petrolio. 

Vuole Marsiglia veramente che l'Italia sia libera dagli avvenimenti politici e civili di Libia?

Bene, svincoliamoci per quanto piu' possiamo dalle fonti fossili. Inventiviamo ed investiamo di piu' nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico. 

In un paese assolato come il nostro, la vera incoscienza e' di stare ancora qui con la testa nel sacco a rincorrere il petrolio e il gas di Libia, Nigeria e Russia.




Friday, September 6, 2013

Le balle di Michele Marsiglia, Federpetroli



Perseverare e' diabolico


Non so perche' Federpetroli Italia mi abbia inserita nella sua mailing list. Pensano di potermi fare cambiare idea? Pensano di farmi paura? Non so.

Ad ogni modo, ecco qua i deliri quotidiani dei trivellanti, questa volta per bocca e penna di Michele Marsiglia, fino a ieri mai sentito nominare, e che per gentile concessione mi manda il suo comunicato.

Come sempre, sono solo loro, quelli che hanno interesse di parte a dire che trivellare va bene, quelli che abitano negli appartamenti luccicanti di Milano - o in questo caso Padova - e che non sanno neanche dove sia la Costa Teatina, la Val D'Agri, la Valle dei Templi, il Delta del Po' o lo stagno di S'Ena Arruba.

Quelli per cui trivellare equivale a soldi, soldi, soldi, e niente piu. Quelli che vedono i pozzi sulla carta, e non nei loro campi.

Quello che scrive Federpetrolio e il suo presidente Marsiglia e' semplicemente ridicolo.

Dicono:

Dopo la polemica delle ultime settimane sulla "grande disponibilita' di idrocarburi" nel sottosuolo della Basilicata, FederPetroli Italia invita "a non dimenticare tutte le zone con possibili potenziali di idrocarburi (petrolio e gas)
presenti in Italia, sia a terra che in mare (Onshore ed Offshore).

No guardi, caro Marsiglia, noi non le dimentichiamo queste zone di "alto potenziale petrolifero". Ma prima del potenziale petrolifero, ci preoccupiamo del potenziale umano. Capisce?

Lei sa distinguere queste cose? Lei lo sa meglio di me che trivellare non e' compatibile con la vita sana di nessuno - animali, cristiani, piante, acqua e terra. E siccome questa nazione e' densamente abitata, io credo che occorre decidere a chi dare la precendenza: alla vita o alla monnezza?

Alla gente o a Federpetroli?

Come ho detto a tutti voi - Passera, Clini, Scaroni, Vicari e compagnia: ci dica dove vive lei e se lo faccia lei il buco, e se la faccia lei la raffineria a 50 metri da casa cosi' ci da l'esempio.

In Italia c'e' petrolio - beh, meglio dire melma petrolifera - dappertutto. Quindi si offra volontario e si lasci iniettare miscele acide, tossiche e cancerogene sotto i suoi piedi e quelli dei suoi figli, e poi vediamo.

Continua:

"E' da anni che continuiamo a lottare per far capire alle regioni e a parte della popolazione che nella nostra amata terra c' e' un grande potenziale energetico con piena sostenibilita' ambientale, ancora da sfruttare. 

E' inutile continuare a lottare e polemizzare sulla Basilicata, sappiamo che ancora oggi la Regione rappresenta un grande giacimento di risorse energetiche ed ancora un numero considerevole di Progetti di Esplorazione Idrocarburi
fanno fatica a decollare". 

E quindi? Qual'e' la sua conclusione? Che i lucani che da anni lottano con l'inquinamento che gli avete mollato come se li non ci abitasse nessuno devono starsi zitti e sacrificare polmoni e budella cosi' Federpetroli puo' sfruttare il potenziale energetico con "piena sostenibilita' ambientale"?

Ma quali film guarda lei? Ma quale acido fuma lei? E si che ne avete iniettati in Basilicata. La piena sostenibilita' ambientale non esiste, capisce? In ogni angolo del pianeta - ripeto in ogni angolo del pianeta - dove siete arrivati voi petrolieri, dalla California al Congo, avete portato solo morte e distruzione. Capisce?

E quindi questo tentativo di farci dire "oh poveretti" non li lasciano trivellare a me non mi fa tenerezza alcuna.

"E' necessario prendere in considerazione in Italia gli investimenti stranieri che rischiano di essere vanificati, come l' importante Progetto ' Ombrina Mare' a largo delle coste abruzzesi, concessioni onshore ed offshore in Puglia, i progetti
in Sardegna per non parlare di altre regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche e Sicilia, mentre la Grecia, Montenegro, paradisi ambientali come le Seychelles e l' Islanda publicano gare aperte a tutte le aziende petrolifere per nuove esplorazioni"

E' necessario prendere in considerazione gli investimenti stranieri che vogliono distruggere il paese? Lei vuole l'investimento straniero Marsiglia? Bene, inziamo con le rinnovabili, il turismo, la cultura e la legalita'. Perche' dobbiamo distruggere l'Italia per il tornaconto di Federpetrolio?

Cosa crede Marisiglia che solo i petrolieri portano investimenti? Quelli non danno niente in cambio di niente, e il loro (il vostro) scopo e' solo di arricchirvi sulle pelle altrui. Capisce?

Ombrina non e' un investimento.

Ombrina e' un delitto contro le generazioni future a cui sara' dato un mare che non e' piu' mare, in cambio di niente. Capisce?

Mi sa che da Padova lei non capisce.

Si pensa sempre che trivellare ed esplorare nuovi giacimenti petroliferi sia un attentato, questo e' solo il frutto di una ignoranza in materia, dove non si da' possibilita' di spiegazione. Il danno che stiamo subendo e' impressionante,
abbiamo le aziende che hanno paura di montare un impianto di perforazione, per poi stare mesi fermi, per non parlare di tutta la parte della operativita' di un cantiere a terra o messa in mare di una piattaforma, ed i progetti restano su carta con milioni spesi e buttati al vento.

Si e' un attenato, lei mi toglie le parole di bocca. E noi pensiamo giusto.  Il danno che voi subite? Ma chi credete di essere? E chi siete voi da andare da Milano in casa altrui, in Abruzzo, in Veneto, in Sicilia, in Sardegna, a cercare di fare quello che vi pare e poi quando vi dicono no, iniziare a piangere "oh povero me mi hanno fatto un danno".

E il danno di quelli che abitano sotto al centro oli dov'e'? Il danno di chi deve emigrare dalla Lucania dov'e'? Il danno di chi si vede l'agricoltura e la viticoltura e l'allevamento morire dov'e'?

Siete un po egoisti, a guardare solo i vostri danni, eh?

Come detto, non mi fate pena, neanche un po. Perche' siete quelli che vengono nelle nostre comunita' a mentire, a sbandierare dati fasulli, a promettere cose che lo sapete bene mai sarete in grado di mantere.

Caro Marsili, forse lei farebbe bene a trovarsi una casa pubblicitaria migliore, che con queste argomentazioni lei non va da nessuna parte.

Siamo tanti, siamo arrabbiati, siamo intelligenti e a queste balle non ci crede piu' nessuno.

E se lei e' sincero con se stesso, non ci crede neanche lei.




Friday, September 7, 2012

Massachussetts: +11% occupazione in un anno grazie alle rinnovabili


“This report is proof that Massachusetts’ innovation economy is succeeding" 


In questi giorni si discute del "piano energetico nazionale" di Passera/Monti con Clini che, muto, fa la pia ancella.

Lorsignori decidono che per ridurre le importazioni estere di energia occorre raddoppiare la produzione nazionale di petrolio e gas e che dobbiamo diventare "l'hub" fisico del gas con un rigassificatore di qua' ed uno di la', sparsi lungo la penisola.

Questo neanche tanto per il gas degli italiani ma per facilitare il trasporto del gas dal Nord Africa al Nord Europa ed essere pagati per il transito. Sarebbe troppo facile fare paragoni non proprio eleganti, per cui meglio se mi autocensuro. L'idea e' che creare questi gasdotti su terra con rigassificatori e' piu' economico che mettere tubi in mare, per cui andiamo con l'Italia "autostrada" del gas per beneficio altrui.

L'aumento di estrazione di petrolio e gas servira' per garantire il 16% del fabbisogno nazionale prodotto da fonti domestiche e per creare 25mila posti di lavoro.  Il 16%. Questo significa che il rimanente 84% dovremmo continuare ad importarlo e siccome e' energia sporca, che ci sara' sicuramente, a lungo termini aumento di malattie, territori distrutti e crollo del turismo costiero.

I rigassificatori infatti li devi mettere in mare, come pure le piattaforme e non sia mai che siano incidenti!

 Coincidenza vuole che proprio in questi giorni vengono fuori dati ufficiali dello stato del Massachusetts - lo stato di Boston - uno stato neanche tanto assolato, dove si evidenzia che l'economia collegata alle sole rinnovabili e' aumentata nel giro di un anno a tassi vertiginosi grazie a politiche intelligenti.

A Luglio 2012 gli occupati in totale nel settore verde era di oltre 71,000 persone che lavorano in quasi 5,000 ditte collegate alle rinnovabili - un aumento del 11.2% rispetto all'anno prima. E' un record che supera pure la crescita del settore in Cina.

Ci si aspetta una forte crescita anche nel 2013 - in termini di occupazione e di potenza installata - e sono tutti entusiasti.

L'industria del solare e' diversificata nel Massachusetts, con imprese di construzione, manifattura e ricerca e sviluppo. Il successo e' dovuto, secondo il rapporto linkato in alto a una forza lavoro di talento, a istituzioni di ricerca di primo livello e alla visione futuristica del governatore Deval Patrick.

Il Masschussetts ha 6 milioni e mezzo di abitanti circa, e per ora le rinnovabili rappresentano quasi il 2% della forza lavoro in tutto lo stato. L'obiettivo e' di arrivare a 400 MW di solare entro il 2020.

Tutto e' partito nel 2001, ma nel 2007 il governatore decise di andare avanti con un programma aggressivo di incentivi e facilitazioni. Il loro effetto e' stato di dimuniure i costi di installazione del solare fotovoltaico. E' tutto racchiuso nel Green Communities Act del 2007.

Questo "Act" fra l'altro calcola gli incentivi sulla base del valore della tua casa, sul tuo stipendio,  se i pannelli che compri sono made in Massachusetts o made in China, e puo' arrivare ad un massimo di $20,000 di incentivi.

E' stato un gran successo.

Il governatore Deval Patrick dice

"I have said from the beginning of this Administration that, if we get clean energy right, the world will be our customer. This past year’s 11.2 percent increase in clean energy jobs means that we are getting it right and the world knows it."

"L'ho detto dall'inizio di questa amministrazione che se facciamo le cose per bene con l'energia pulita, il mondo sara' il nostro cliente. Il fatto che in un anno l'occupazione nell'energia verde e' aumentata dell'11.2% significa che stiamo facendo per bene e che il resto del mondo lo sa.

 “Investing in our nation-leading clean energy agenda is the right thing to do for our environment, our energy independence, our public health and our economic vitality. We owe it to our future to keep this momentum going strong."

"Investire in un piano di energia pulita come leader di questa nazione e' la cosa giusta da fare per il nostro ambiente, la nostra indipendenza energetica, la nostra salute pubblica e la nostra vitalita' economica. Lo dobbiamo al nostro futuro, di mantenere forte questo impulso".

Amen, caro Governatore Patrick. Amen.

Notare che il governatore non parla di trivellare ma di visione, futuro, investimenti.

Parole sempre piu' rare dal vocabolario italiano.

Clini e Passera: imparate a guardare oltre le fandonie che vi propinano Assomineraria e Federpetroli e ENI e tutta la cricca trivellante.

Imparate a farci sognare per il futuro e a trasformare questi sogni in realta' e non a star qui a cercare melma puzzolente sottoterra.

Thursday, September 6, 2012

Ouarzazate e la solarizzazione del Marocco



 Ouarzazate stesso sito dove hanno girato Lawrence of Arabia e Gladiator
adesso e' la casa di Ouarzazate: il piu' grande impianto a concentrazione solare del mondo
nel deserto

Energia ad un milione di case entro il 2018, taglio di CO2 di 760,000 tonnellate l'anno. 

La tecnologia e' quella del concentrated solar power (CSP), piu' costosa dei pannelli solari normali che permettera' maggiore stoccaggio per la notte e per i giorni nuvolosi.

Il sole riscaldera' un liquido acquoso a 400 gradi. Il vapore alimentera' turbine che genereranno elettricita'. Il fabbisogno energetico del Marocco in questo momento e' per il 97% coperto da fonti fossili importate. 


La citta' di Ouarzazate ha 583,000 persone ed e' povera. L'idea e' che finalmente ci sara' elettrivita' per tutti e che sopratutto gli ospedali non debbano piu' sottostare a improvvisi tagli alla corrente.
Come segno di riconoscimento al Marocco per la pianficazione di Ouarzazate, l'ONU ha deciso di organizzare il prossimo summit sul clima il COP 22 proprio in Marocco. 








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Morocco has emerged as an early leader in developing low carbon, 
sustainable energy on a large scale, and we are proud to support their drive.
 Lessons learned from these projects will inform efforts going forward 
in the country, region and around the world.



Developing solar power is an irreversible choice for us





E cosi, mentre "Federpetroli" se la piglia con Vendola cercando di difendere l'indifendibile, mentre Passera e Clini sotterrano il cervello nella melma petrolifera,  mentre le rinnovabili in Italia sono un mostro da esorcizzare secondo Assomineraria, ENI, e le lobby trivellanti, il resto del mondo corre, senza fermarsi, e non si tratta dei soliti noti.

Il Marocco ha deciso di puntare alla grande sul sole:  pianificano di arrivare al 42% del fabbisogno nazionale di energia dal sole entro il 2020 e di diventare "leader" del settore dell'energia rinnovabile.

E non lo dicono a casaccio. Hanno i progetti e i soldi - pubblici e stranieri - per farlo.

La banca per lo sviluppo dell'Africa - la AfDB African Development Bank - ha gia' stanziato 800 milioni di dollari per incentivare investimenti privati in Marocco, fra cui un impianto di solare concentrato in localita' Ouarzazate e un programma di elettricita' integrata fra eolico e idroelettrico per portare corrente nelle zone piu' remote del paese.

L'impianto di Ouarzazate sara' il piu' grande del mondo nel suo genere, e operera' a 500 MegaWatt a pieno regime nel 2015. Gli investimenti coinvolgono anche enti tedeschi e francesi, europei e la banca mondiale, tutti interessati ad investire in Marocco.

Il solare concentrato si basa sull'uso di pannelli parabolici per catturare maggiore quantita' di energia, come gia' in atto in varie localita' del mondo ma a scala piu' piccola. Oltre ad Ouarzazate ci saranno altre centrali a Ain Bni Mathar, Foum Al Oued, Boujdour and Sebkhat Tah.

La cosa interessante pero' e' il ragionamento che fanno alla base in Marocco: i prezzi sono alti, e per eseguire questi progetti - nuovi e ambiziosi - ci vogliono piu' soldi che per una centrale convenzionale a fonti fossili, quasi il doppio.

Ma si ricorda che questi investimenti saranno utili per fare aumentare competenze e conoscenza, che i costi saranno ridotti sul lungo termine, man mano che le tecnologie diventano diffuse. Ci si aspetta che altri piccoli e medi investitori locali seguano l'esempio. Infatti in Marocco e' gia' tutto un pullulare di piccoli impianti alimentati dal sole in tutto il paese.

In Marocco gia' nel 2007 producevano il 10% dell'energia da fonti rinnovabili e hanno deciso di lanciarcisi in maniera cosciente e decisa qualche anno fa.

Il "Solar Plan" del Marocco infatti e' un progetto ambizioso che risale alla fine del 2009 e dove si punta tutto sul sole. Il ministro dell'energia Amina Benkhadra a suo tempo disse che il governo avrebbe fatto di tutto affinche' il programma avesse successo tramite investimenti interni e capitali stranieri.

Dicono che intendono diminuire le loro importazioni di petrolio e di emissioni di anidride carbonica e che vogliono usare in Marocco le migliori e piu' avanzate tecnologie dal resto del mondo.

Per celebrare, nel giugno del 2012 il primo volo senza petrolio in Africa e' atterrato a Rabat dalla Svizzera, sponsorizzato dall'agenzia marocchina per l'energia solare. L'aereo era guidato dall'avventuriere Bertrand Piccard che dice:

We came here out of admiration for Morocco’s pioneering solar energy program. It was perhaps the most beautiful flight of my life. I have dreamed since I was a child of flying without using fuel.

Proprio come Passera e Clini, eh!

Non male per un paese del terzo mondo, no?  Ma che tristezza pensare che in anni recenti io almeno non ho sentito mai l'Italia dire di voler essere leader di niente e poi mettere un piano in programma.

Ecco invece, leggere di queste cose - dal Marocco addirittura - porta speranza. Magari non ci riusciranno a fare tutto, ma sono partiti, ci provano, ci credono. Iniziano, senza paura. Usando quello che hanno - il deserto.

E noi?  Noi no. Noi avremmo distese intere di tetti di condomini e di capannoni scoperti da riempire di pannelli solari, portando lavoro, progresso, ed energia. Ma no, noi vogliamo le trivelle e non il sole: mica siamo la Germania, mica siamo il Marocco.

A noi ci piace essere petrolizzati e non solarizzati.