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Sunday, February 24, 2019

Claudio Descalzi: 400 tonnellate di petrolio ENI nelle falde della Val D'Agri. Vuole dire qualcosa di sensato?


Claudo Descalzi







 Claudio Descalzi a promettere aria fresca a Pertamina, ditta Indonesiana

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Viggiano, dove l'aria fresca e' merce rara



 
 L'operato dell'ENI in Basilicata, dove le tabelle sono color vergogna:
tutti i valori in rosso sono fuori da ogni limite. 

Qui in Val D'Agri alle loro promesse non ci crede piu' nessuno!

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Ogni tanto vado a leggere le iniziative "green" dell'ENI.

Un po per ridere, un po per vedere cosa si inventano i nostri petrol-amici per giustificare gli schifi che vanno facendo all'ambiente e alle democrazie nel mondo.

Iniziamo dalla raccolta di oli usati da cottura per farci biocarburanti.

Pare che l'ENI abbia creato una partnership con la RenOils per il riutilizzo di oli vegetali in Italia, e che questi saranno processati a Porto Marghera, alla raffineria un tempo black, ora "green" davanti a Venezia. Nel 2018 hanno raccolto 75mila tonnellate di oli, che sono solo il 25% degli scarti annuali del nostro paese.

RenOils con i suoi 254 centri associati vuole incrementare questa percentuale, e sta lavorando con l'Universita' Tor Vergata per creare biocarburanti nuovi.

E' certo una bella cosa, se non che Porto Marghera e' stata essenzialmente sacrificata ai profitti ENI decenni fa, e green o black, e' sempre un area ambientalmente infelice.

Bella cosa e' all'apparenza anche il Clean Beach project che la nostra beneamata ha promosso in Ghana. E' un progetto per ripulire le spiagge di Sanzule, Bakanta, Krisan e Eikwe, nella parte occidentale del Ghana, dalla monnezza.

Hanno pure promosso un “Clean Beach” day il 31 Gennaio 2019 alla presenza di politici, e altri petrolieri. Hanno raccolto 500 chilogrammi di plastica e in generale 11mila chilogrammi di immondizia di vario genere che e' stata trattata secondo i parametri dell'ENI e del Ghana.

Hanno poi, bonta' loro, regalato materiale di pulizia, ramazze e sapone, alla comunita per aiutare a creare una cultura del rispetto del mare.

Che generosi, eh?

Notare che Sanzule, Bakanta, Krisan e Eikwe sono tutte nei pressi della OCTP’s Onshore Receiving Facility, da dove arriva il gas del cosiddetto Sankofa field e che l'ENI opera qui dal 2009.

Certo, organizzare un giorno di pulizia al mare non e' niente per l'ENI, considerata la montagna di profitti che portera' via da qui qui, e di altro tipo di monnezza in aria e in mare che lascera' dietro di se in Ghana. 
 
Vedi Nigeria.

Di recente la nostra amica ha anche firmato accordi con una ditta Indonesiana, la Pertamina, la petroditta nazionale dell'Indonesia per creare non meglio specificate opportunita' di "economia circolare" e "biocarburanti a basso impatto ambientale" con le sue due sussidiarie Syndial (ambiente) e Versalis (chimica). Hanno anche paralto di reciclaggio, riutilizzo e eco-design. Ovviamente non poteva mancare la costruzione di una ... bioraffineria in Indonesia!!

Mmmh.

Mi domando dove sia tutto questo eco-desgin, economia circolare, e amore di pianeta a Viggiano, Val D'Agri, Basilicata, Italia.

Chissa' perche' allora queste cose non mi convincono per niente, e chissa perche' mi paiono solo futili tentativi di ricrearsi una immagine ambientale in paesi e localita' che hanno gia' rovinato, Porto Marghera, o che stanno rovinando, il Ghana, o che rovineranno, l'Indonesia.

Soprattuto non mi convince perche' intanto, qui in Italia, ogni giorno ne vengono fuori delle belle sul modo malsano in cui l'ENI ha trattato ambiente e persone in Basilicata e che mostra che ENI ed ambiente sono incompatibili, nonostante tutte le balle e tutta la petrol-propaganda.

E infatti viene fuori che l'ENI ha inquinato i terreni attorno alla Val D'Agri in modo spettacolare fra l'Agosto ed il Novembre del 2016.

Quattrocento tonnellate di petrolio finiti in ambiente per la precisione dal serbatoio D del Centro Oli di Viggiano su 6mila metri quadrati, con contaminazione di falda e "contaminazione anche esterna al perimetro".

A suo tempo l'ENI disse che un piu' della meta' del petrolio era stato recuperato e che .... tuttapposto. 
 
E' sempre tuttapposto. 
 
L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l'Agenzia Regionale per il Territorio e l'Ambiente (ARTA) della regione Basilicata andarono invece a fare controlli di quelle stesse acque sotterranee nel 2017.

Come si puo' vedere dalle tabelle sopra .. e' tutto rosso!

Cioe' i valori misurati da ARPA e da ISPRA di inquinanti nelle faglie attorno al serbatoio D del Centro Oli sono tutti oltre le soglie legali.

Nelle falde lucane attorno al Centro Oli c'e' dunque un po di tutto - ferro, manganese, idrocarburi policiclici aromatici: benzo(a)antracene, benzo(a)pirene, benzo(b + k)fluoranten, benzo(g,h,i)perilene, crisene, dibenzo (a,h)antracene, indeno (1,2,3-c,d)pirene, pirene, idrocarburi, composti organici aromatici.

Tutta salute, eh!

L'ENI dice che tutto questo ferro e manganese e' un “fondo naturale” ma a Gennaio del 2019 l'ISPRA presenta una sua relazione completa e parla di analisi incomplete nei monitoraggi dell'ENI
 
Per di piu' l'ISPRA nota come alcuni piezometri dell'ENI sono stati messi male, ovviamente in modo da avvantaggiare l'ENI stessa e cioe' da non intercettare le falde!

I piezometri servono per misurare le pressioni dei liquidi, per prendere campioni d'acqua da cui si risale poi alla concentrazione di inquinanti. 

Uno direbbe: ma questi campioni dell'ambiente e delle best available techonologies che trivellano in mezzo mondo, sapranno pure posizionare un tubicino nel posto giusto, no?  E invece no, i piezometri non sono la loro specialita'!

La conclusione di tutto cio' e' che la regione Basilicata, finalmente sveglia dopo un lungo petrol-torpore, denuncia l'ENI per l'inquinamento subito e per i mancati versamenti delle royalties durante tutti i mesi in cui il Centro Oli di Viggiano e' stato chiuso per rimediare il danno.

Mi chiedo quanto piu' importante il secondo fattore sia stato rispetto al primo!

La seconda conclusione sono le parole assurde di Claudio Descalzi che dice:

Sulle trivelle ed in generale io penso che la crescita debba essere fatta minimizzando rischi ed emissioni. Bisogna avere regole, essere rigorosi e trasparenti, facendo partecipare istituzioni e comunità. È giusto che ci sia un dibattito, si aprano le porte come abbiamo fatto in Val D’Agri e a Ravenna. Poi le soluzioni si trovano.
Che significa tutto cio' in Italiano normale?

400 tonnellate sono rischi minimizzati?

Di quali soluzioni si parla?

Quando le vedremo queste soluzioni?

Dove sta questa trasparenza?

Dove sta la partecipazione della comunita' a cui per mesi non e' stato detto niente?
 
Quante altre volte e in quanti altri luoghi gli alti valori di ferro e manganese e tutta quella robaccia impronunciabile e' stata fatta passare per valori di fondo naturale?

Chiedere scusa?

Compensare?

Contemplare che il dibattito possa portare a smettere di trivellare perche' nessuno vi ci vuole?

Come e' ben chiaro allora da tutta questa storia, pulire le spiagge per mezza giornata e regalare le scope e' un atto di pura propadanda, facile da fare in Ghana, e cosi pure raccattare gli oli esausti con ditte ad-hoc o fare promesse roboanti sull'ecologia in Indonesia.
 
Piu' difficile fare le cose giuste, chiedere scusa ai lucani per il pessimo modo in cui ambiente e democrazia sono state trattate qui da 20 anni a questa parte, ed ammettere che e' il proprio modello di business che e' incompatibile con la vita e l'ambiente sano.

Quale che sia la propaganda.
 
Come sempre: occorre non farcela venire dall'inizio questa gente a cui importa solo denaro e speculazione. 
 
Mi viene schifo solo a scriverne. 





Saturday, December 14, 2013

Federpetroli, i giovani ed i vecchi



Mi arriva questo nuovo, ridicolo, comunicato da parte della Federpetroli, dal titolo:

PARTITO DEMOCRATICO, CON SEGRETERIA GIOVANE
DIALOGHEREMO SU BINARI PARALLELI 

Nel loro comunicato dicono di "plaudere" al nuovo segretario del PD -- Renzi, senza nominarlo -- e che siccome adesso  "l’età media è di 35 anni"  sono sicuri che con loro si potra' dialogare in modo costruttivo e che vogliono spiegare ai giovani come "procedere sul futuro energetico in Italia".

Ricordano anche loro hanno giovani in ruoli di amministratori, capi cantiere, divisioni marketing, gestori ed operatori del settore, ma che:

"Anche nel nostro settore il DNA deve essere rigenerato, parlo dell’Italia, dove vige ancora un “sistema decisionale ormai obsoleto” e, per questo molte volte in stallo. Non rottamiamo nessuno, non è nelle nostre politiche sociali, ma chi ha fatto il suo tempo è giusto che ritiri il Premio e si dedichi alla tranquillità."

Dulcis in fundo, FederPetroli Italia "chiederà alla nuova Segreteria del Partito Democratico un incontro per meglio illustrare le future politiche sul territorio nazionale in merito al settore energetico."

Che dire.

Veramente stanno su un altro pianeta.

Ma veramente pensano che i giovani siano piu' aperti alle trivelle dei vecchi?

Ma poi, come li definiscono i vecchi e i giovani?

Dall'eta' anagrafica?

Suvvia.

In questi sei-sette anni ne ho viste di tutti i colori per saper distinguere fra i veri vecchi e i veri giovani.

Qui, caro Michele Marsiglia, non si tratta di giovani o di vecchi di eta', di trentacinquenni o settantenni. Si tratta di quello che hanno nella zucca e nel cuore, di come vedono il mondo, di come sono capaci di immaginare il futuro e di come sono capaci di sperarlo questo futuro.

E cosi, ci sono i vecchi di 35 anni che ancora adesso -- incluso tutti quelli di Federpetrolio, oserei dire, a prescindere dall'anno di nascita -- pensano che il petrolio sia benessere, e gioia e salute e ricchezza. E pensano questo perche' appunto sono rimasti con il cervello e con il cuore al 1960, quando mettevi la pompa e pensavi che quella robaccia nera che usciva era progresso, e che era progresso tutto cio' che la pompa portava con se - sradicamento di vigne e di uliveti, fiammate sataniche a cento metri dalle case, puzza e vampate di fumo.

Tutta salute.

E invece ci sono i giovani di 70 anni che hanno capito che quello era il passato, e che adesso tanti effetti li conosciamo e che quel modello -- applicato con "successo" a Gela, a Falconara, a Porto Marghera, a Viggiano -- non e' forse il modello migliore.

Questi giovani qui sanno che basta solo volerlo e che si puo' benissimo fare senza la poca melma petrolifera che c'e' in Italia. Questi giovani qui sanno che il futuro e' il solare, e' il vento, e' il risparmio energetico, e' l'innovazione e la ricerca. Questi giovani qui sanno che l'Italia non e' paese per trivelle, ma paese per turismo, e bellezza, e prodotti agroalimentari, e moda e manifatturiero.

Non so quanti anni abbia lei, Michele Marsiglia, ma ad occhio, io la considero un vecchio - di idee, di vedute e di amore.

PS: Ma lei lo sa che i binari paralleli non si incontrano mai?

PPS: A quanto ammontano i "premi" dei vostri vecchi?

PPPS: E perche' da Forza Italia non ci andate?









Sunday, August 5, 2012

I criminal proceedings dell'ENI per il 2011



Eni men and women 
have a passion for challenges, continuous 
improvement, excellence and particularly 
value people, the environment and integrity.

Rapporto ENI, 2011

Esepcially when it comes to polluting the air, 
the water, the food and the hopes of people worldwide.

Sindaco Luciano Lapenna: si vergogni,
ecco cosa avete accolto oggi a Vasto.


Come tutti gli anni, la SEC americana rende noti i profili legali e finanziari delle ditte quotate a Wall Street. Come tutti gli anni l'ENI manda il suo testo.

Visto che Scaroni arriva ora a Vasto e' bene ricordare agli abruzzesi di cosa l'ENI -- questa ditta di morte, corruzione e propaganda -- e' responsabile in giro per il mondo.

Ecco qui i principali disastri dell'ENI e delle sue consociate per cui ci sono procedimenti criminali - certificato dall'ENI stessa: sono pagine e pagine fitte fitte di schifi - e non ci sono altre parole per dirlo - incendi, imbrogli, mancati pagamenti, antitrust, bimbi nati deformi, avvelenamento di acqua e cibo, danni all'ambiente, alla bellezza, frode, tangenti, inciuci di varia natura.

Angola, Priolo, Libia, Marghera, Lago Maggiore, Pineto, Tortoreto, Falconara Marittima, Pedaso, Algeria, Iraq, Crotone, Kazakhstan, Argentina, Molfetta, Porto Torres, c'e' n'e' per tutti.

Occorre leggere per bene il file per capire la vera portata dell'impronta di morte e di anti-democrazia di questa "vera grande azienda corrotta italiana", come dice Julian Assange, di Wikileaks:


1) Causa sulla qualita' dell'acqua inquinata nel sottosuolo - Gela. raggiunta la prescrizione in un caso, ENI condannata al pagamento di costi e a risarcire le vittime.

2) Accusa di incendio negligente - Priolo. ENI vs. Ministero Ambiente, incendio 30 Aprile e 1-2 Maggio 2006

3) Investigazione della magistratura sulla qualita' dell'acqua inquinata nel sottosuolo - Gela

4) Incidente fatale con 4 morti - Molfetta

5) Sequestro di terreno inquinati da scarti industriali collegabili alla Pertusola Sud - Cassano allo Jonio, Cerchiara di Calabria

6) Investigazione della magistratura su malattie tumorali di impiegati alla Marlane - Praia a Mare.
Manslaughter, culpable injuries, environmental disaster, negligent conduct.

7) Investigazione della magistratura su gestione illegale di rifiuti - Crotone
Environmental disaster, poisoning of substances used in the food chain

8) Investigazione della magistratura su gestione di raffineria ed inquinamento - Porto Torres
Environmental damage, poisoning of water and crops

9) Investigazione della magistatura sull'inquinamento prodotto da impianti petrolchimici - Mantova
Environmental damage

10) Investigazione della magistratura sull'inquinamento della laguna di Venezia - Porto Marghera
Environmental damage

11) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato dalla Pertusola Sud - Crotone
discariche sul lungo mare 800 milioni di euro di danni ambientali

12) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato dal DDT sul Lago Maggiore - Pieve Vergonte danni all'ambiente da 1.8 milioni di euro

13) Accusa di danni all'ambiente per l'inquinamento causato da impianti petrolchimici - Avena, MAssa Carrara. Unavoidable environmental damage, 139 milioni di euro, damage to the natural beauty of this site, 80 milioni di euro, loss of profit and property, 19 milioni di euro.

14) Accusa da parte del Ministero dell'Ambiente per le forti concentrazioni di mercurio nel mare - porto di Augusta.

15) Richiesta di recupero fondi da parte di Volare Group

16) Richiesta di dati per indagare la relazione di causalita' fra inquinamento dalla raffineria di Gela e la nascita di 18 bambini nati malformati a Gela.

17) Mancato rispetto dei tempi di costruzione di linea ferroviaria da Milano a Bologna in ditte a maggioranza Saipem- ENI. Levitazione dei costi da 800 milioni di euro a 1,770 milioni di euro.

18) Contenziosi sulla costruzione di linee ferroviarie da Milano a Verona da un consorzio a maggioranza Saipem- ENI

19) Contenzioso con la ditta francese Fos Caveau - Parigi da un consorzio al 50% Saipem-ENI. 264 milioni di euro per danni. Fraudulent and serious culpable behaviors.

20) Accuse di posizione dominante della Snam per il trasporto e la distribuzione del gas in Italia. 2 milioni di euro di danni.

21) Accuse di antitrust nel settore del gas naturale per il trasporto del gas dalla Russia

22) Accuse di comportamento anti-concorrenziale nel trasporto del gas

23) Accuse di concorrenza sleale nel mercato dei prezzi del gas e dell'energia

24) Accuse di accordi anti-competitivi nel commercio di elastomeri (gomma artificiale)

25) Accuse di imborgli nel convertire i volumi reali di gas venduti dal gestore che fa capo all'ENI e poi acquistati dai cittadini - Argentina

26) Investigazione da parte dell'Authority dell Elettricita' e del Gas per non trasparenza nella gestione delle bollette per i cittadini. ENI paga 722 mila euro.

27) Investigazioni su pagamenti illeciti. 9 persons were guility for the above mentioned crimes. Payment of all damages.

28) Investigazione su ENI "managers who were allegedly bribed" in transazioni petrolifer

29) Consorzio TSKJ, indagine su tangenti date in Nigeria. 240 + 125 milioni di danni = 365 milioni di euro multa USA, in Italia non si sa. La piu' grande multa mai data dal governo USA sotto il FCPA - Foreign Corrupt Practices Act.

30) Accusa di uso improprio di strumenti per misurare il gas, pagamento e modo di mandare le bollette ai clienti. Violations pertaining to recognition and payment of the excise on natural gas amounting to 20

31) Investigazione per frode in contratti petroliferi.

32) Investigazone in Kazashstan per irregolarita' nella gestione di campi petroliferi nel progetto  Kashgan e nell'impianto Karachganack. International corruption.

33) International corruption in Algeria

34) Certain "illicit payments to Libyan officials" - paganenti illegali a ufficial del governo libico -  in violazione della stessa FCPA gia' violata in Nigeria.

35) Criminal conspiracy and corruption in Iraq con ENI Zubair.

36) Non pagamento di tasse municipali in relazione al trivellamento di piattaforam petrolifere a Pineto (Teramo). 17 milioni di euro. Simili richieste presentate da Falconara Marittina, Tortoreto e Pedaso.

37) Non pagamento di tasse in Kazakhstan. 32 milioni di euro.

38) Deduzioni fiscali improprie contro il governo dell'Angola.


Ecco cosa Vasto sta premiando.
Auguri, e buone tangenti e buon inquinamento a tutti.

























Monday, June 18, 2012

Clini: vuole dire qualcosa su fracking-stoccaggio-trivelle?



Come sempre, se vuoi sapere qualcosa devi leggere i comunicati agli investitori. 

Corrado Clini, il nostro ministero all'ambiente, secondo me, neanche lo sa cosa sia il fracking!

Ma lo sa bene la Independent Resources - la ditta che vuole fare fracking a Ribolla e che ha anche in mano in progetto dello stoccaggio di gas di Rivara - che annuncia proprio in questi giorni che andra' avanti in Italia, con stoccaggio e fracking.

Caro governo italiano, ma cosa state facendo? Possibile che sappiate solo lavorare di rilancio?

Ma non sarebbe utile *decidere* prima che loro vengano in Italia se questo fracking si possa fare o no? Non sarebbe utile *sospendere* tutte le operazioni di questa Independent Resources, cercando di capire se le sue attivita' in Emilia siano state chiare e trasparenti e *prima* che accadano altri guai?

Direttamente dai comunicati del 18 Giugno 2012 della Independent Resources:

On its Ribolla shale gas project in Tuscany, it is still considering how it would fit into the overall corporate development programme. At this point, however, it is likely that the resource will be unlocked by Independent’s own team.


Sul suo progetto di gas da scisti in Toscana, stanno ancora esaminando come il tutto potra' far parte del suo programma di sviluppo aziendale. A questo punto, comunque, e' probaile che la risorsa sara' sfruttata dalla squadra interna della Independent.

Quindi: riassumendo, hanno fatto le prove, hanno visto che il gas da scisti c'e' e stanno cercando di capire se estrarlo da soli o con altri.  Pare che lo faranno da soli, mentre Clini e compari dormono sonni tranquilli.

Cosa aspettiamo per vietare questo fracking in Italia? Quando lo vietiamo?

Dopo che hanno gia' sperimentato in Toscana?

Dopo che hanno gia' inquinato le falde idriche? Dopo che hanno gia' costruito le vasche a cielo aperto per metterci la monnezza?

Ditemi.

Ma non c'e' solo Ribolla o Rivara nei piani della Independent Resources - c'e' pure il piano "Sibilla" di cui la Independent Resources e' entusiasta e da cui si aspettano un appetitoso "cash flow".

Cash flow =  denaro - se qualcuno dubitasse ancora quale sia lo scopo di tutto questo trivellare, fraccare, stoccare e bucare.

Dicono che all' inizio dell'anno il governo gli ha dato l'opportunita' di fare domanda per stoccare anidride carbonica nel campo Sibilla ed adesso pare che questo progetto verra' fato loro in esclusiva.

Independent Resources (LON:IRG) expects a government decision in 
Italy next month that could lead to short-tem cashflow from a 
marginal gas field and said it has secured exclusivity for its 
Sibilla carbon dioxide storage project in the Adriatic. 






Regarding the Sibilla project, the group said it involves a very 
large offshore fractured carbonate aquifer and it is associated 
with a multi-client business plan to permanently store a minimum 
400 million tonnes of CO2 over its lifetime. 




Sibilla si trova a cavallo fra Marche ed Emilia Romagna ed e' un vecchio campo dismesso dell'ENI
dal nome Santa Maria.

Secondo il sito "Zero Emissions" dell'UE, dal campo di Santa Maria si vogliono estrarre ulterirori 6 milioni di barili di petrolio nel corso di 10 anni e soprattutto si vuole iniettare nel terreno CO2 per stoccaggio derivanti dagli impianti di Marghera e da Falconara.

Si dice che i siti di stoccaggio saranno identificati sia su terraferma che in mare e che ci si aspetta di stoccare 550 tonnellate al giorno per un massimo di 1000 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Si dice anche che questi saranno i primi esperimenti su larga scala di stoccaggio geologico di anidride carbonica.

In Italia, i primi esperimenti di stoccaggio geologico di anidride carbonica, da parte di una minuscola ditta che non si sa bene se e come sia collegata ai terremoti dell'Emilia e in una nazione che non sa neanche costruire capannoni che reggano?

Sulla possibilie sismicita' indotta esattamente 10 parole e uno slash:

Seismotectonic/degassing risk studies will be done for each site.

Evviva.

Saturday, November 8, 2008

L'ENI a Mantova - il grande camino e i tumori





Su questo blog abbiamo gia' parlato del petrolchimico di Mantova e dell'impressionante tasso di tumori dei suoi abitanti, dentro e fuori la fabbrica Enichem, del gruppo ENI.

Alla fine degli anni novanta iniziarono delle indagini quasi eroiche di due medici che hanno iniziato a studiare cosa succedeva agli abitanti di Mantova, quelli che lavoravano all'Enichem e quelli che vivevano vicino al grande camino, l'inceneritore petrolchimico di Mantova e che si trova nelle frazioncine di Frassino e Virgiliana.

Il grande camino spillava 350,000 tonnellate di benzene ogni anno. Si prevede che questo prodotto di scarto verra' emesso anche dalla raffineria di Ortona. Il benzene, un noto cancerogeno, fa parte del gruppo dei composti organici volatili, noti anche come COV in Italia o VOC in inglese: volatile organic compounds. Oltre al benzene ci sono toluene, xylene, idrocarburi policiclici aromatici, butadiene e cosi via. La loro caratteristica comune e' di essere a base di carbonio e di volatilizzarsi a temperatura ambiente, e la maggior parte di esse e' cancerogena.

Nel 1997 nello studio della dottoressa Gloria Costani di Mantova si presentarono tre pensionati del petrolchimico e due donne, con il sarcoma dei tessuti molli, al fegato, all'utero, alle budella. Il sarcoma e' una forma di tumore, generalmente raro, che colpisce i tessuti elastici, come i muscoli, i tessuti connettivi e adiposi, e le ossa. All'inizio la malattia e' difficile da diagnosticare, perche' il tumore cresce in tessuti relativamente poco resistenti, appunto molli, e ci si accorge della malattia solo quando il tumore diventa sufficientemente grande da infiammare i nervi. Spesso sorgono bubboni e lividi e occorre amputare gambe o braccia.

La dottoressa Costani non riusciva a capire perche avesse un numero cosi' grande di pazienti malati di sarcoma, considerato che le frazioni non erano molto popolate e considerato che il sarcoma e' un tumore generalmente raro. Nel 1998 scrisse un articolo scientifico sul tema dei cinque tumori rari che venne all'attenzione di un medico veneto, Paolo Ricci che aveva gia' fatto degli studi sugli impiegati del petrolchimico e che aveva scoperto che fra i lavoratori del centro di Mantova c'era un numero esorbitante di morti di tumore, specie di linfomi. Il medico aveva anche scoperto che nel centro di Mantova c'erano anche dei depositi segreti di amianto, altra sostanza cancerogena. La possibilita' di prendere il tumore da operaio del petrolchimico era otto volte superiore alla norma. Ricci trovo' altri casi di sarcomi nelle frazioni di Mantova. Nel 2001 si apri' un inchiesta, voluta dall'allora ministro Veronesi.

Intanto lo stabilimento Enichem si vantava di essere uno dei piu' sicuri a livello nazionale, con un monitoraggio elettronico ventiquattr' ore su ventiquattro su tutto: acqua, terra e aria. Si parlava di prevenzione, aggiornamento delle risorse umane, manutenzione preventiva e organizzazione per abbattere qualsiasi rischio. Insomma loro si presentano come dei santi, praticamente.

Finalmente ieri qualcuno ha osato essere contrario. Dopo quasi otto anni, sono finite le indagini condotte dai pm Giulio Tamburini e Marco Mantani. La procura di Mantova ha mandato diciassette avvisi di garanzia, a presidenti e amministratori della Enichem e dell'allora Montedison, per tutti le accuse sono di omicidio colposo e di omissione di cautele per prevenire gli infortuni sul lavoro. Fra gli accusati: l'ex rettore della Bocconi Luigi Guatri, l' ex presidente di Federchimica Giorgio Porta e l' ex presidente Eni Alberto Grandi che e' stato già condannato a un anno e sei mesi nel processo sul Petrolchimico di Marghera.

Le accuse sono di omicidio colposo aggravato da colpa cosciente per aver agito con previsione dell' evento, e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Il procuratore capo di Mantova, Antonio Condorelli dice la cosa piu' agghiacciante: "Gli strumenti per evitare quelle morti c' erano".

Fonti: Corriere della Sera 1, Corriere della sera 2

Monday, September 15, 2008

Petrolizzazione Abruzzo


Cari consigileri regionali,

mi chiamo Maria Rita D'Orsogna e molti di voi avranno sentito parlare di me in relazione alla questione centro oli di Ortona e petrolizzazione d'Abruzzo.

Vi scrivo per ESORTARVI a svegliarvi ed a discutere ed approvare al PIU' presto una legge per bloccare le trivelle sul suolo abruzzese dopo il 31 dicembre e sopratutto per bloccare le trivelle nel mare Adriatico. La riunione del 23 Settembre e' un buon momento per farlo.

NON C'E' PIU TEMPO DA PERDERE.
Le regione Veneto ha in vigore una legge regionale che OBBLIGA le piattaforme ad essere costruite almeno a 30 km dal litorale. Nel chietino la MOG, la Petroceltic e l'ENI stanno installando piattaforme marine ad una manciata di chilometri dalla spiaggia. Spiaggia che APPARTIENE agli abruzzesi e non ai petrolieri.

NON E' ACCETTABILE che voi avvalliate il furto del mare per darlo in pasto ai petrolieri. Non e' accettabile.

La scienza e chiara, le piattaforme nel mare distruggono gli equilibri marini, inquinano pesci, fondali e acqua e se non fate niente alla fine anche voi vi
ritroverete mercurio, cadmio, piombo, bario toluene e benzene nei vostri brodetti, e in quello dei vostri figli. CAPITE? La salute e' un bene di tutti. Anche la chiesa cattolica ha preso posizioni contrarie alla petrolizzazione della regione.

In Norvegia il limite delle piattaforme in mare e' di 50 chilometri, negli USA addirittura di 160 chilometri perche' quella roba INQUINA e fa male. E loro hanno l'oceano profondo e aperto e non il mare Adriatico dai fondali bassi e chiuso.

AVETE LA RESPONSABILITA' MORALE DI METTERVI D'ACCORDO E DI EVITARE LO SCEMPIO.

Se siamo giunti a questo punto e' ANCHE colpa vostra, dall'ex presidente del Turco, fervente sostenitore del centro oli e della petrolizzazione dell'Abruzzo (gran conoscitore di scienza dall'alto del suo diploma di terza media), passando per l'assessore Franco Caramanico che firma i documenti a favore dei petrolieri ''perche' e' un atto dovuto'', parole testuali dette a me a Paglieta nel luglio del 2008 davanti al pubblico. Ma non sono meno colpevoli gli altri di voi che per superficialita o per scarsa voglia non si sono adoperati a sufficienza per fermare questa futura catastrofe ambientale prima che si giungesse all'emergenza.

Avete firmato la legge del 4 Marzo proposta da Fabrizio di Stefano, spinti dalla pressione popolare e posso assicurarvi che stando con e lavorando per la gente la tensione e' alta e il popolo inzia a spazientirsi. Ci vogliono leggi chiare, e forti SUBITO.

Non ha importanza che questo e' un governo transitorio ed in attesa di elezioni. Siete ancora voi a decidere per noi, e dunque vi prego di fare cio' che e' moralmente e' piu' giusto e di lavorare con impegno per non farci fare la fine dei Gela, Viggiano, Falconara, Porto Marghera, Sarroch, e Cremona dove scoppiamo tumori e malattie.

A presto questa questione diventera di risalto nazionale - mi hanno gia' contatto varie riviste e canali televisivi nazionali, ed occorre lavorare seriamente se non volete fare figure non proprio esaltanti davanti al resto d'Italia. Intanto qui c'e' il mio blog letto ogni giorno da varie centinaia di abruzzesi: www.dorsogna.blogspot.com

Non ho paura di dire la verita' perche' sono una persona libera e andro' avanti fino alla fine.

Grazie,

MRD

Intanto oggi pomeriggio sono in diretta su Rai 3, al telegiornale regionale delle 2.
Inutile dire che ho il batticuore, ma andro' li senza paura e forte delle mie convinzioni. Scrivetegli anche voi ai consiglieri regionali. Ecco un po di email che ho raccattato in giro:

gruppomisto@regione.abruzzo.it,
gruppo.ppedc@crabruzzo.it,
gruppoudc@regione.abruzzo.it,
info@marioamicone.it,
mrlamorgia@hotmail.com,
cantiereabruzzo@gmail.com,
araen@regione.abruzzo.it,
presgpe@regione.abruzzo.it,
paolopalomba@virgilio.it,
augusto.distanislao@regione.abruzzo.it,
carlocostantini@email.com