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Saturday, February 2, 2019

Il Petrol-Corriere della Sera e le trivelle Croate



Ormai e' ben chiaro che il Corriere della Sera in merito a trivelle e 5 stelle ha completamente perso l'obiettivita'.

Ogni tanto vengono fuori con petro-editoriali assurdi con le piu' patetiche scusanti in favore delle trivelle.

Mai uno di questi petrol-editoriali sulle sofferenze di Viggiano o di Gela, sull'inquinamento di Nigeria o di Russia, sulle petrol-democrazie malate di Venezuela o dell'Alberta, sui collegamenti fra cambiamenti climatici e trivelle, sulla pericolosita' della sismicita' indotta in un paese cosi fragile come l'Italia.

Mai uno sguardo al futuro, per esempio sulla necessita' non di aggrapparsi al petrol-lavoro come l'unica alternativa al morire di fame, quanto invece al creare una nuova forza lavoro green, al bisogno in Italia di creare una rete di elettrificazione per le automobili degna di questo nome, o al bisogno di educare la popolazione al risparmio energetico.

Mai.

Ecco allora un altro patetico editoriale di tale Michelangelo Borrillo che evidentemente non ne sa niente di storia o di economia.

Chi e' Michelangelo Borrillo?

Eccolo qui, gia' presente in questo blog - che ossequiava l'allora ministro Clini per la scelta di dire "si" alle estrazioni di petrolio in Italia, incluse alle isole Tremiti.

E poi qui, in una intervista scandalosa, a mio avviso, in cui il "giornalista" non osava fare nessuna vera domanda al ministro che fosse un po fuori lo schema yes-man. Per esempio, Clini diceva che il limite delle 12 miglia non esiste da nessuna parte in Europa se non in Italia, dimenticando di ricordare che invece in California e' 100 miglia!

Ed eccolo qui, sette anni dopo. Il nostro amico Michelangelo Borrillo parla di un paradosso.

Dice che fermare le trivelle in Adriatico da parte nostra e' proprio un paradosso perche' penalizza l'Italia mentre dall'altro lato in Croazia si va alla ricerca di petrolio; anzi, dice che i croati stanno accellerando, che ne approfittano e che addirittura pagheremo dazi!

I croati econdo Borrilo stanno cercando di bucare al largo delle isole Pelagosa, un tempo italiane e ora nel mezzo dell'Adriatico, giusto un po piu vicino a noi.

Insomma, invece che il pelo nell'uovo qui cercano le Pelagosa in Adriatico!

Non sanno piu' a cosa aggrapparsi.

Da come la vedo io il paradosso e' un altro.

Intanto caro Borrillo, evidentemente lei non sa che l'Italia e' da decenni che trivella - a Ravenna, e in Alto Adriatico, e quindi, come detto ad infinitum occorre che siamo noi non solo a fermarci per primi e a dare un segnale, ma soprattutto ad aprire un dialogo con la Croazia per un Adriatico petrolio-free.

La politica, lo spazio per editoriali non dovrebbe essere una corsa al ribasso, o a una depressione del chi fa peggio. I bambini delle elementari fanno cosi. La politica e il mestiere dell'opinionista dovrebbe essere, secondo me, il volere le cose migliori, per la propria nazione e per il pianeta, l'elevare il rettore alle cose piu' nobili.

E ad usare questo ragionamento dovremmo trivellare ovunque! Perche' non trivellare allora in Sardegna, al largo delle Tremiti, delle isole eolie, di Venezia, nel lago Maggiore?

Davvero lei pensa che il misero petrolio di Pelagosa possa cambiare di una virgola lo scenario energetico croato o italiano? La risposta e' no.

In Croazia esistono dei movimenti anti-petroliferi, ma sono gruppi isolati e soffrono del fatto di essere ancora lontani dall'industrializzazione selvaggia, e di non avere mai visto con i loro occhi cosa i petrolieri lasciano dietro di se.

Non hanno una Basilicata, povera e bucata.

Il paradosso e' dunque che una nazione che ha saputo partorire mostri come Gela e Augusta, Porto Marghera e Falconara, e appunto la Basilicata, possa volere infliggere lo stesso alla Croazia!

E stia tranquillo caro Borrillo che troveranno poco e niente.

E' stato cosi in ogni giacimento italiano o adriatico mai trivellato. Sono solo poche gocce di monnezza. Alla fine, con tutto questo trivellare da Ravenna a Viggiano, l'Italia importa ancora il 95% del petrolio che usa, e non saranno certo quei pochi barili dello Ionio a fare la differenza.

Vogliamo invece prendere altri esempi?

Come ripetuto pure questo ad infinitum qui in California dopo lo scoppio di Santa Barbara di 50 anni fa non sono state piazzate mai piu' trivelle in mare, in una fascia di ... 160km da riva!

Non siamo morti, e anzi, fra turismo, high tech, agricoltura siamo la quinta economia del mondo se fossimo uno stato da soli.

Ecco qui le vere cose da copiare.

Ma di questo il Petrol-Corriere della Sera non parlera' mai.

Troppo forte l'ingerenza di ENI, troppo spessi i paraocchi, troppo piccolo l'amore per l'Italia, troppo fine il sentimento di pieta' umana per lo schifo che l'ENI ha inflitto ai lucani, ai siciliani, ai nigeriani, e ovunque abbia messo piede nel mondo.

A Borrillo la stessa domanda fatta ad Agnoli: date l'esempio, e fate trivellare per prime le vostre citta', i vostri mari e sopratutto quelle dei vostri figli. 

Saturday, December 14, 2013

Federpetroli, i giovani ed i vecchi



Mi arriva questo nuovo, ridicolo, comunicato da parte della Federpetroli, dal titolo:

PARTITO DEMOCRATICO, CON SEGRETERIA GIOVANE
DIALOGHEREMO SU BINARI PARALLELI 

Nel loro comunicato dicono di "plaudere" al nuovo segretario del PD -- Renzi, senza nominarlo -- e che siccome adesso  "l’età media è di 35 anni"  sono sicuri che con loro si potra' dialogare in modo costruttivo e che vogliono spiegare ai giovani come "procedere sul futuro energetico in Italia".

Ricordano anche loro hanno giovani in ruoli di amministratori, capi cantiere, divisioni marketing, gestori ed operatori del settore, ma che:

"Anche nel nostro settore il DNA deve essere rigenerato, parlo dell’Italia, dove vige ancora un “sistema decisionale ormai obsoleto” e, per questo molte volte in stallo. Non rottamiamo nessuno, non è nelle nostre politiche sociali, ma chi ha fatto il suo tempo è giusto che ritiri il Premio e si dedichi alla tranquillità."

Dulcis in fundo, FederPetroli Italia "chiederà alla nuova Segreteria del Partito Democratico un incontro per meglio illustrare le future politiche sul territorio nazionale in merito al settore energetico."

Che dire.

Veramente stanno su un altro pianeta.

Ma veramente pensano che i giovani siano piu' aperti alle trivelle dei vecchi?

Ma poi, come li definiscono i vecchi e i giovani?

Dall'eta' anagrafica?

Suvvia.

In questi sei-sette anni ne ho viste di tutti i colori per saper distinguere fra i veri vecchi e i veri giovani.

Qui, caro Michele Marsiglia, non si tratta di giovani o di vecchi di eta', di trentacinquenni o settantenni. Si tratta di quello che hanno nella zucca e nel cuore, di come vedono il mondo, di come sono capaci di immaginare il futuro e di come sono capaci di sperarlo questo futuro.

E cosi, ci sono i vecchi di 35 anni che ancora adesso -- incluso tutti quelli di Federpetrolio, oserei dire, a prescindere dall'anno di nascita -- pensano che il petrolio sia benessere, e gioia e salute e ricchezza. E pensano questo perche' appunto sono rimasti con il cervello e con il cuore al 1960, quando mettevi la pompa e pensavi che quella robaccia nera che usciva era progresso, e che era progresso tutto cio' che la pompa portava con se - sradicamento di vigne e di uliveti, fiammate sataniche a cento metri dalle case, puzza e vampate di fumo.

Tutta salute.

E invece ci sono i giovani di 70 anni che hanno capito che quello era il passato, e che adesso tanti effetti li conosciamo e che quel modello -- applicato con "successo" a Gela, a Falconara, a Porto Marghera, a Viggiano -- non e' forse il modello migliore.

Questi giovani qui sanno che basta solo volerlo e che si puo' benissimo fare senza la poca melma petrolifera che c'e' in Italia. Questi giovani qui sanno che il futuro e' il solare, e' il vento, e' il risparmio energetico, e' l'innovazione e la ricerca. Questi giovani qui sanno che l'Italia non e' paese per trivelle, ma paese per turismo, e bellezza, e prodotti agroalimentari, e moda e manifatturiero.

Non so quanti anni abbia lei, Michele Marsiglia, ma ad occhio, io la considero un vecchio - di idee, di vedute e di amore.

PS: Ma lei lo sa che i binari paralleli non si incontrano mai?

PPS: A quanto ammontano i "premi" dei vostri vecchi?

PPPS: E perche' da Forza Italia non ci andate?









Sunday, December 8, 2013

Pungesti, Romania: la Chevron al tira e molla













Le balle della Chevron a Pungesti, Romania.

E quale legge considerato che la Chevron e politici corrotti hanno fatto tutto il loro comodo in Romania dal primo giorno che sono arrivati?



Non se ne puo' piu'.

Dopo proteste di due mesi, e finalmente ieri 7 Dicembre l'annuncio della fine dei lavori, ecco che i nostri beniamini della Chevron tornano a trivellare a Pungesti, in Romania, con "metodi convenzionali".

Ma chi gli crede? Ma veramente questi sigonorotti arroganti della Chevron pensano che possono fare quel che vogliono? Uno scandalo.

Vorrei proprio sapere che ne pensano Letta e Scaroni e Michele Marsiglia di questo shale gas in "Europa" e se e' questo che vogliono per l'Italia e per tutto il resto del continente.

Ecco qui il comunicato degli attivisti di Romania, scritto da Maria Olteanu, che e' li a Pungesti.

La traduzione e' nei commenti. Grazie a chi me l'ha mandata.
Non ho avuto tempo....


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SOS Romania! We desperately need your help!

Terror in Pungesti and whole Romania due to Fracking operations of Chevron! Chevron has started a real war against the Romanian people, backed by the Romanian government, while using the heavy and brutal arm of the militarised police, the Riot Police.

In a country where the property rights are blatantly breached, the freedom to express is abusively prohibited, the right to free movement is restricted, we desperately need international solidarity!

Yesterday, the 7th of December, was a war day little covered and debated in Romania in the media, as expected.

In the first round, people, who have gathered there to send out a message to Chevron and to the Romanian Government, who has done everything to impose Chevron's fracking project, pulled down the fence surrounding the land where Chevron abusively and illegally and despite the huge opposition of the local community, started erecting its first rig on Romanian territory. 20 people were arrested, others injured in the fights after, mainly to release the arrested ones.

The camp was fully evecuated and destroyed by the Riot Police for the reason of insalubrity! They accused the people of possession of white weapons (totally false) and flamable materials! In the camp, they only kept the gas for the generator used to fuel the camp with energy!

The Riot Police waited for the night to fall and sent out troops to the houses of the locals to look for guests (no real activists, whatsoever, mostly citizens who came there out of solidarity with the abused people of Pungesti), beat them up in their own yards, broke inside the homes and fined the people hosting non-local protesters and beat them up, while people were hiding fearful in their homes, with the lights switched off and whispering in the dark. Prior to this, the Riot Police made look like the protesters have thrown stones at one of their trucks, so that they intervene in force once again. This time, they have came to the local shop where the evicted people gathered and took away and brutally beat up some of the newly arrived leaders of the the political and environmental awakening movement in Romania. They were detained and beaten up brutally, the camera of one of them was broken. Some 11 more people were arrested. Penal files will be made for many of them and some of them will be arrested with a 29-detention mandate for researches (unlike until so far), like real criminals! The leaders of the camp are targeted!

In the mean time, in Bucharest, hundreds took to the street in solidarity with Pungesti! They were fined by the Riot Police right away and they tried to remove people from there using violence. No means are there for people to protest anymore! All types of protest are being denied to the people of
Romania and the resistance is brutally abused!

We underline, this is no local situation, the whole country is backing Pungesti! What the Romanian dictatorship wanted to do in Pungesti was to have a showcase of repression, so that it opens the way for the rest of the projects countrywide! The Romanian people will not give up the fight, but we
need any type of international solidarity!


Pungesti camp needs to resist and it will resist! Please help us to make it resist! Spread out the message worldwide that Romanians are resisting fracking and they want to inspire everyone to do so!

Today, massive protests throughout Romania will be held. Huge repression from the Riot Police will try to block our protest, just as they have doneit before. It's just that this time, it got worse and they are desperate to silence us!

The war goes on and we need people to come down here to help us!!! The situation is desperate!

No gazaran!!!

And a last minute update, to sum up the real offensive of Chevron here after having announced at around 2 PM yesterday that it will temporarily stop the works, in a today's press release at 8. AM, Chevron said that it resumed the works!!!

It is war! People from all over Romania will go there and to the streets and I fear the worst! You can easily cite me and proclaim the death of the feeble Romanian democracy!

Corporatocracy and heavy corruption of the local elected has killed it!

Wednesday, November 6, 2013

I deliri di Michele Marsiglia - parte seconda




La produzione a terra ed in mare
 (onshore ed offshore) in Italia
 è la cura del nostro male
sfruttiamo le nostre ingenti risorse energetiche.

Michele Marsiglia, Federpetroli


Pare L'Istituto Luce del 1950,
invece sono i deliri di un petroliere del 2013.

E come sempre: ci dia l'esempio
 e iniziamo da casa sua a curare il male, caro Michele.


C'era da aspettarselo che quelli della Federpetroli salissero sul carro del "se non trivelliamo l'Italia, resteremo al freddo e al gelo" ma che addirittura i signori del petrolio utilizzassero le richieste delle minoranze etniche in Libia per il riconoscimento dei loro diritti linguistici e culturali e' di un livello veramente schifoso.

Quelli della Federpetroli li abbiamo gia' conosciuti, con i deliri precedenti del presidente Marsiglia di qualche mese fa.

Tornano adesso alla ribalta perche' in questi giorni il gasdotto Mellitah che collega la Sicilia alla Libia e' "sotto attacco" da parte di manifestanti che chiedono che le minoranze etniche della Libia possano continuare nelle loro tradizioni e nei loro linguaggi. 

Michele Marsiglia, coglie subito la palla al balzo e delirando dice che

Bisognava intervenire già nel 2011 ai primi segnali della crisi libica, invece l’incoscienza ha fatto si che si arrivasse a quello che era già stato preventivato: blocco delle forniture petrolifere (petrolio e gas) dalla Libia per attacco ai Terminal di principale importanza per l’Italia.  L’unica ricetta da seguire nell’immediato è il dialogo con l’OPEC, la Libia è un Membro fondamentale dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio. Solo loro possono indicarci una precisa via per alleviare il male. 

Adesso è giunto il momento che chi sa, si assuma le proprie responsabilità. Non possiamo mettere a rischio più le Famiglie italiane e l’indotto industriale del nostro Paese perché sotto ricatto di alcuni paesi del Medio Oriente. E’ ora di aprire i nostri rubinetti ed iniziare a produrre i nostri idrocarburi, le Licenze e Concessioni sono già rilasciate, bisogna solo iniziare a produrre. Che il Ministero dello Sviluppo Economico organizzi un Tavolo Energetico mirato. La produzione a terra ed in mare (onshore ed offshore) in Italia è la cura del nostro male, sfruttiamo le nostre ingenti risorse energetiche. 

Vorrei tanto sapere quanti anni ha questo Marsiglia perche' parla come se fosse uno dell'Istituto Luce di 60 anni fa!

Ingenti risorse?

La cura del nostro male?

Ma cosa dice? 

Io spero che questo qui si renda conto delle balle che dice e della figuraccia che ci fa.

Caro Marsiglia: l'Italia NON RIUSCIRA' MAI a soddistare il suo fabbisogno nazionale di petrolio e di gas con le fonti interne. MAI. Purtroppo per noi abbiamo monnezza nel sottosuolo, e ne abbiamo poca, e importeremo sempre petrolio e gas finche' decidiamo che quello e' il nostro modello di cosiddetto progresso.

Scaroni, che e' un po piu' onesto da questo punto di vista, ricorda che dalla Libia arriva circa il 15% del nostro fabbisogno nazionale di idrocarburi. Le nostre riserve attuali - tutte in zone agricole, turistiche, paesaggistiche non coprono neanche la meta' di quella cifra.

E cosa, trivelliamo tutta l'Italia per racimolare una goccia di qua e una di la?

E poi Marsiglia rammenta che siamo stati degli incoscienti a non intervenire in Libia nel 2011.

Ma scusi, cosa dovevamo fare nel 2011? Andare li con l'esercito? Dire a tutti: no lasciamo li Gheddafi perche' a noi serve il suo petrolio?

L'incoscienza non e' nel non essere intervenuti nel 2011 nella situazione libica. 
L'incoscienza e' che continuiamo a pensare che il futuro sia il petrolio. 

Vuole Marsiglia veramente che l'Italia sia libera dagli avvenimenti politici e civili di Libia?

Bene, svincoliamoci per quanto piu' possiamo dalle fonti fossili. Inventiviamo ed investiamo di piu' nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico. 

In un paese assolato come il nostro, la vera incoscienza e' di stare ancora qui con la testa nel sacco a rincorrere il petrolio e il gas di Libia, Nigeria e Russia.




Thursday, October 24, 2013

Valter Catarra, Teramo - un nome da non dimenticare




Eccoli qui i nostri novelli Ponzio Pilato: sono i membri del consiglio provinciale di Teramo sotto il presidente Valter Catarra che hanno deciso di non appoggiare i comuni di Bellante, Mosciano Sant'Angelo e Campli nel ricorso al TAR contro il governo centrale riguardante l'assegnazione del permesso di ricerca di petrolio "Colle dei Nidi" nel teramano:


VALTER CATARRA 
Presidente della Provincia di Teramo

 DAVIDE CALCEDONIO DI GIACINTO 
Assessore 

GIUSEPPE DI MICHELE 
Assessore

 VINCENZO FALASCA
Assessore

ELICIO ROMANDINI 
Assessore

 EZIO VANNUCCI
Assessore

Se ne sono tutti lavati le mani della questione petrolio nella provincia di Teramo.

Oltre a loro ci sono altri tre assessori assenti al momento della delibera, la cui posizione non e' nota:  RENATO RASICCI Vice Presidente,  EVA GUARDIANI Assessore  e FRANCESCO MARCONI Assessore.

E dunque la Provincia di Teramo resta a guardare, lasciando da soli tre piccoli comuni d'Abruzzo a lottare contro il mostro del petrolio.

Proprio degli amministratori illuminati e con a cuore il benessere dei loro cittadini.

Chissa'. Magari se uno li interpella diranno: oh si, siamo assolutamente contro la petrolizzazione, ma poi nei fatti... nei fatti non gliene importa un fico secco.

Nella nota, dicono che in data 10 ottobre i tre comuni di cui sopra hanno chiesto alla provincia  

“di voler rendere manifesto l’eventuale interesse di questa Provincia a resistere o meno
all’iniziativa intrapresa dalla parte ricorrente e, all’esito, a voler relazionare in merito alle
circostanze ed argomentazioni rappresentate dai Comuni di Bellante, Mosciano S. Angelo
e Campli nel suddetto ricorso"


La provincia ha allora interpellato il settore Emergenza - Alluvione - Viabilità - Urbanistica che comunica che:

si rileva che i ricorrenti non hanno contestato atti o provvedimenti adottati dallo scrivente Settore per cui si comunica il non interesse a resistere all’iniziativa dei ricorrenti" 

Poi hanno interpellato il settore Appalti – Turismo – Agricoltura che gli dice invece che:

“per quanto di competenza di questo Settore non vi è alcun interesse a costituirsi in giudizio in questo contenzioso”;

Cioe' che visto che i comuni di cui sopra non hanno contestato atti della provincia di Teramo, e che il settore agricoltura non ha competenza in tema di petrolio, la provincia non ha interesse a partecipare.

Votano all'unanimita'.   E chi si e' visto si e' visto.  Appunto, come Ponzio Pilato.

Arrangiatevi voi.  Noi non c'entriamo niente!

Agricoltura della provincia di Teramo? Il petrolio gli fara' bene!

Urbanistica? Sara' un vero spettacolo vedere camion e cisterne su e giu per le stradine di campagna, e se ci saranno riversamenti, e che vuoi che sia.

Ma perche' si sono tirati indietro? A parte tutto, ci avrebbero fatto un gran figurone dal punto di vista politico. Non che abbiano mai veramente fatto qualsiasi cosa per davvero contro le trivelle quelli che siedono alla provincia di Teramo. E ovviamente, non che abbia fatto grandi cose neanche il nostro lungimirante Gianni Chiodi.

Si sono tirati indietro per paura? Per comodita'? Per ignoranza? Per non mettere in imbarazzo il Cuor di Leone Gianni Chiodi?

Non lo so. So solo che dopo tutti questi anni e' inaccettabile una cosa di questo genere e che occorre non dimenticare e non fargliela passare liscia a questi pseudo-amministratori.

Occorre ricordarsi di questi nomi in tempo di elezioni e non votarli mai piu. Non meritano la nostra fiducia, i nostri soldi. Non meritano l'onore di rappresentare l'Abruzzo.

Meritano solo un pozzo di petrolio dritto dritto sotto le loro case.

Grazie al Prof. Enzo Di Salvatore che ha diffuso la nota che si puo' scaricare qui.




 


Friday, September 6, 2013

Le balle di Michele Marsiglia, Federpetroli



Perseverare e' diabolico


Non so perche' Federpetroli Italia mi abbia inserita nella sua mailing list. Pensano di potermi fare cambiare idea? Pensano di farmi paura? Non so.

Ad ogni modo, ecco qua i deliri quotidiani dei trivellanti, questa volta per bocca e penna di Michele Marsiglia, fino a ieri mai sentito nominare, e che per gentile concessione mi manda il suo comunicato.

Come sempre, sono solo loro, quelli che hanno interesse di parte a dire che trivellare va bene, quelli che abitano negli appartamenti luccicanti di Milano - o in questo caso Padova - e che non sanno neanche dove sia la Costa Teatina, la Val D'Agri, la Valle dei Templi, il Delta del Po' o lo stagno di S'Ena Arruba.

Quelli per cui trivellare equivale a soldi, soldi, soldi, e niente piu. Quelli che vedono i pozzi sulla carta, e non nei loro campi.

Quello che scrive Federpetrolio e il suo presidente Marsiglia e' semplicemente ridicolo.

Dicono:

Dopo la polemica delle ultime settimane sulla "grande disponibilita' di idrocarburi" nel sottosuolo della Basilicata, FederPetroli Italia invita "a non dimenticare tutte le zone con possibili potenziali di idrocarburi (petrolio e gas)
presenti in Italia, sia a terra che in mare (Onshore ed Offshore).

No guardi, caro Marsiglia, noi non le dimentichiamo queste zone di "alto potenziale petrolifero". Ma prima del potenziale petrolifero, ci preoccupiamo del potenziale umano. Capisce?

Lei sa distinguere queste cose? Lei lo sa meglio di me che trivellare non e' compatibile con la vita sana di nessuno - animali, cristiani, piante, acqua e terra. E siccome questa nazione e' densamente abitata, io credo che occorre decidere a chi dare la precendenza: alla vita o alla monnezza?

Alla gente o a Federpetroli?

Come ho detto a tutti voi - Passera, Clini, Scaroni, Vicari e compagnia: ci dica dove vive lei e se lo faccia lei il buco, e se la faccia lei la raffineria a 50 metri da casa cosi' ci da l'esempio.

In Italia c'e' petrolio - beh, meglio dire melma petrolifera - dappertutto. Quindi si offra volontario e si lasci iniettare miscele acide, tossiche e cancerogene sotto i suoi piedi e quelli dei suoi figli, e poi vediamo.

Continua:

"E' da anni che continuiamo a lottare per far capire alle regioni e a parte della popolazione che nella nostra amata terra c' e' un grande potenziale energetico con piena sostenibilita' ambientale, ancora da sfruttare. 

E' inutile continuare a lottare e polemizzare sulla Basilicata, sappiamo che ancora oggi la Regione rappresenta un grande giacimento di risorse energetiche ed ancora un numero considerevole di Progetti di Esplorazione Idrocarburi
fanno fatica a decollare". 

E quindi? Qual'e' la sua conclusione? Che i lucani che da anni lottano con l'inquinamento che gli avete mollato come se li non ci abitasse nessuno devono starsi zitti e sacrificare polmoni e budella cosi' Federpetroli puo' sfruttare il potenziale energetico con "piena sostenibilita' ambientale"?

Ma quali film guarda lei? Ma quale acido fuma lei? E si che ne avete iniettati in Basilicata. La piena sostenibilita' ambientale non esiste, capisce? In ogni angolo del pianeta - ripeto in ogni angolo del pianeta - dove siete arrivati voi petrolieri, dalla California al Congo, avete portato solo morte e distruzione. Capisce?

E quindi questo tentativo di farci dire "oh poveretti" non li lasciano trivellare a me non mi fa tenerezza alcuna.

"E' necessario prendere in considerazione in Italia gli investimenti stranieri che rischiano di essere vanificati, come l' importante Progetto ' Ombrina Mare' a largo delle coste abruzzesi, concessioni onshore ed offshore in Puglia, i progetti
in Sardegna per non parlare di altre regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche e Sicilia, mentre la Grecia, Montenegro, paradisi ambientali come le Seychelles e l' Islanda publicano gare aperte a tutte le aziende petrolifere per nuove esplorazioni"

E' necessario prendere in considerazione gli investimenti stranieri che vogliono distruggere il paese? Lei vuole l'investimento straniero Marsiglia? Bene, inziamo con le rinnovabili, il turismo, la cultura e la legalita'. Perche' dobbiamo distruggere l'Italia per il tornaconto di Federpetrolio?

Cosa crede Marisiglia che solo i petrolieri portano investimenti? Quelli non danno niente in cambio di niente, e il loro (il vostro) scopo e' solo di arricchirvi sulle pelle altrui. Capisce?

Ombrina non e' un investimento.

Ombrina e' un delitto contro le generazioni future a cui sara' dato un mare che non e' piu' mare, in cambio di niente. Capisce?

Mi sa che da Padova lei non capisce.

Si pensa sempre che trivellare ed esplorare nuovi giacimenti petroliferi sia un attentato, questo e' solo il frutto di una ignoranza in materia, dove non si da' possibilita' di spiegazione. Il danno che stiamo subendo e' impressionante,
abbiamo le aziende che hanno paura di montare un impianto di perforazione, per poi stare mesi fermi, per non parlare di tutta la parte della operativita' di un cantiere a terra o messa in mare di una piattaforma, ed i progetti restano su carta con milioni spesi e buttati al vento.

Si e' un attenato, lei mi toglie le parole di bocca. E noi pensiamo giusto.  Il danno che voi subite? Ma chi credete di essere? E chi siete voi da andare da Milano in casa altrui, in Abruzzo, in Veneto, in Sicilia, in Sardegna, a cercare di fare quello che vi pare e poi quando vi dicono no, iniziare a piangere "oh povero me mi hanno fatto un danno".

E il danno di quelli che abitano sotto al centro oli dov'e'? Il danno di chi deve emigrare dalla Lucania dov'e'? Il danno di chi si vede l'agricoltura e la viticoltura e l'allevamento morire dov'e'?

Siete un po egoisti, a guardare solo i vostri danni, eh?

Come detto, non mi fate pena, neanche un po. Perche' siete quelli che vengono nelle nostre comunita' a mentire, a sbandierare dati fasulli, a promettere cose che lo sapete bene mai sarete in grado di mantere.

Caro Marsili, forse lei farebbe bene a trovarsi una casa pubblicitaria migliore, che con queste argomentazioni lei non va da nessuna parte.

Siamo tanti, siamo arrabbiati, siamo intelligenti e a queste balle non ci crede piu' nessuno.

E se lei e' sincero con se stesso, non ci crede neanche lei.