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Saturday, March 14, 2015

Assoil School - petrolio naturale, scienza in classe, turismo didattico e altre balle



Si chiama veramente cosi'!
Assoil
In inglese - il petrolio dell'asino!!!

ENI men in questo video:

Nicola Allegro
Roberta Angelini
Ruggero Gheller
Vincenzo Lisandrelli
Maria Carmela D'Elia
Dario Avagliano
Gianluca Massari



Abbiamo gia' parlato di Assoil school, la scuola di Assomineraria. E poi ho deciso di andare a vedere esattamente cosa si insegna e cosa si impara ad Assoil school. Mi viene da ridere perche' in inglese Ass-oil non e' proprio un complimento.

Ma ... cosa produce questa scuola?

Beh, intanto dei bellissimi filmati stile istituto Luce per dire che e' tuttapposto.   E infatti, uno dei video che si puo' scaricare dal sito inzia con una musica bella, accattivante che ti mette vigore ed entusiasmo.

Poi arriva la voce di uno di ... Milano? di Brescia? E parla di loro che coi loro accenti nordici vogliono portare "sviluppo" nel centro sud-Italia.

Che generosi!

E' Ruggero Gheller, al tempo responsabile del distretto meridionale dell'ENI, ora promosso in altri lidi.

Scorrono le immagini di un bellissimo edificio, tutto ristrutturato, bello, che pare un hotel. La sede del distretto meridionale. Gente intenta a studiare, a pensare, a guardare i file, a studiare, a fare ingegneria per "lo sviluppo nel centro sud Italia".

Traduci: come meglio bucare e ferire quella terra.

Poi arriva Dario Avagliano, Responsabile Geologia Operativa. Con lui un bosco, verde, non toccato da mano umana.

"E' qui che nasce la storia del petrolio in Basilicata."

Altri alberi. Altre foglie.

Secondo lui il petrolio sgorga naturalemente nei fiumi, anzi era gia' nelle sorgenti, e i locali lo usavano come prodotto di cosmesi, cicatrizzante. Era un "prodotto naturale" per usi medici.

Oh certo, se lo mangiavano pure il petrolio!

Mmh. Che balsamo.

E poi arriva il principe azzurro, per loro. E cioe' l'Agip che con i suoi pozzi e il Centro Oli viene a svegliare la bella addormentata lucana, con pozzi, progresso e trombe roboanti.

Si passa al responsabile del Centro Oli Gianluca Massari. Dice che il mostro sputafiamme serve per portare greggio e gas "alle condizioni giuste" per la vendita e per preparare l'acqua per la reiniezione
in un pozzo.

Acqua? Veramente e' solo banale acqua? E di quale pozzo di tratta? Dove? Vicino a casa di chi?

Suvvia, siamo nel 2015, cara ENI, non ci crede piu' nessuno a queste favole dell'innocente pozzo con acqua minerale. E poi se e' solo acqua, perche' la dobbiamo reiniettare sottoterra? Perche' non ce la possiamo bere? Perche' anzi, non ve la bevete voi, e non ci facciamo un qualcosa di ancora piu' sostenibile? Dal pozzo alle vostre pancie. Chilometri zero!

Forse perche' in mezzo a quell'acqua c'e' monnezza di vario genere che andate poi a riseppellire? Ma e' evidente che questo non si puo' dire perche' non fa parte della favola che si cerca di raccontare. E ovviamente non c'e' neanche una parola sull'idrogeno solforato e sui miasmi frequenti che la gente li vicino deve sopportare.

E ovviamente in base "agli accordi" del 1998 ci vogliono ancora piu' linee e pozzi.  Come se questi accordi fossero vangelo.  Ad ogni modo, questa quinta linea, secondo Nicola Allegro, responsabile operazioni del distretto meridionale, in base "agli accordi"  poteranno a nuove tecnologie che porteranno ad abbattere le "gia' basse" emissioni in atmosfera. Tutto sara' realizzato entro il 2015.

Evviva!

Poi arriva Roberta Angelini, responsabile per la salute, sicurezza e per l'ambiente che ci spiega che
Hanno reti di controllo ambientale, punti monitoriaggio, monitoraggio di aria, suoni, acque superficiali e profonde. e la microsismica. E' tutto fatto in tempo reale, e certificato dall'ARPAB e poi trasferiti all'osservatorio della Val D'Agri tramite un sito internet come ci spiega Vincenzo Lisandrelli, coordinatore ambiente. Questi dati vengono poi diffusi al pubblico della Val D'Agri.

Si, a parte quando no.

Domanda: Arpab e osservatorio Val D'Agri hanno mai riportato anomalie? E tutte le volte che anomalie ci sono state, come ammette la stessa ENI, cosa ha raccomandato, detto o fatto l'Arpab e l'osservatorio? Perche' ogni tanto le centraline sono spente?

E poi si torna alla sicurezza e all'impegno ENI in questo senso.  La sicurezza e' "una priorita'" dell'ENI: formazione ed informazione per prevenire i rischi.  Notare che mentre parla la Roberta, nel sottofondo ci sono ninfee verdeggianti e non trivelle.

Arriva un ragazzo giovane che fa anche tenerezza con il suo cappello ENI e che dice che il suo corso di formazione e' durato otto mesi, di cui sei in affiancamento ad altri operai e che ora lavora in sala controllo. per

Torna Gheller.  "ENI impiega 350 risorse" di cui circa il 60% lucani. I numeri sono in crescita, con altre 50 persone assunte nel solo 2013 "tutti giovani, tutti lucani". 

Tutti disperati.

Arriva la cosa piu vergognosa secondo me, la professoressa Maria Carmela D'Elia, insegnante di matematica e fisica del Liceo Scientifico di Marsico Nuovo.

Veramente vergognosa.

Parla del progetto "scienza in classe" del portale ENI scuola - con lezioni multimediali di fisica e di scienza in generale per i suoi studenti.

Cara Maria Carmela, la scienza e' per prima cosa indipendente. Non si asserva all'ENI, non si vende per un programma multimediale, non si piega alle cose storte.  La scienza e' una cosa sacra e pulita e non qualcosa di manipobile per farci il lavaggio del cervello alla gente.

Ma le mamme possibile che non si lamentano?

Ed ecco qui il risultato di questo brainwash: arriva un ragazzino, di quindici, sedici anni, che dichiara che e' stato tutto molto interessante perche' grazie a questi progetti lui ha potuto sapere "esattamente cosa succede realmente dentro al centro oli, tecniche ed accorgimenti che ci sono."

Sapere come funziona il centro oli fa parte del curriculum scolastico?

Evidentemente si. E' come se invitassero la Marlboro a spiegare cosa c'e' dentro le sigarette. Cosa possono dirti? Che e' tutto aromatico e salutare, no?

Infine arriva Elana Ruggieri, diretore consorzio turistico Calvello che ci informa che da anni sono impegnati con il "turismo didattico" e che cercano un riscontro tangibile su quello che fanno per far "conoscere il nostro territorio in tutti i suoi aspetti - energia immersa in un ambiente di straordinaria bellezza."

Cioe' pozzi che sputano veleni in mezzo alla natura e fiaccole sulfuree in mezzo ai vigneti.

Come per tutte le cose basta crederci.

La musica continua a scorrere con tutti i dati - lavoro e formazione, 2900 persone che lavorano con il petrolio,  1.16 miliardi di euro versati, 104 mila barili al giorno.

Arriva il tramonto rosso e fiammeggiante ed il video si chiude.

Le fiammate del centro oli non si sono viste, le carpe morte del Pertusillo nemmeno, la petrol-monnezza a Corleto Perticara neanche. Del fatto che la Basilicata e' sempre fra le top three piu poveri regioni d'Italia nemmeno.

Ruggero Gheller e' ora in Norvegia.








Sunday, September 14, 2014

I capodogli spiaggiati a Vasto, l'airgun e Matteo Renzi



Ormai abbiamo tutti letto dei capodogli spaiggiatisi al largo delle coste di Vasto. Di sette esemplari, tre sono morti, ed una era incinta.

Non e' ben chiaro perche' questi capogogli si siano spiaggiati. Il Centro D'Abruzzo riporta l'opinione di Vincenzo Olivieri del Centro Studi Cetacei Onlus secondo il quale si e' trattato di una "riemersione troppo rapida, la cui causa potrebbe essere un trauma improvviso come quelli provocati dalle attività di prospezione con tecnica air-gun.  Questo trauma porta i cetacei a una riemersione non corretta, la cui conseguenza è la permanenza di gas nei vasi sanguigni, simile a ciò che accade ai sub colpiti da embolia in seguito a una mancata decompressione".

Ora, come detto, non e' dato sapere esattamente quale sia il motivo di questo spiaggiamento.  Ma c'e' qualcuno che dice che potrebbe esserci stato l'air gun di mezzo.

L'air gun, come predicato in ogni conferenza a cui ho partecipato da sei anni a questa parte, e’ una tecnica di ispezione dei fondali marini usato dalle ditte petrolifere.  Si mandano spari ad aria compressa ad alta intensita' ogni 5 o dieci secondi (e non minuti come qualcuno ha scritto, mal copiando le mie frasi!) e dalle onde riflesse si cerca di ricostruire la geologia del sottosuolo e la possibile presenza di giacimenti. Ovviamente a causa dell'alto impatto ambientale, ci possono essere lesioni e ferite su animali malcapitati nelle vicinanze. Altra possibilita' e' che gli animali perdano l'udito e con quello il senso dell'orientamento.  Come appunto potrebbe essere successo a Vasto.

Per avere una idea di quanto forti questi spari siano - e' presto fatto. Uno sparo medio e' di circa 210 decibel, che sono un miliardo di volte piu' intensi di un tipico concerto rock. A volte si puo' arrivare a 250 decibel, devastanti per la vita acquatica.

Come detto e' forse troppo presto per dire qualsiasi cosa. Ma i tre cetacei di Vasto pongono delle domande. C'era qualcuno che faceva airgun o multibeam sonar nelle vicinanze di Vasto? Chi? A che scopo? Per quale giacimento? Per quale compagnia?  C'erano altre navi -- commerciali, militari -- a mandare segnali che avrebbero potuto impattare la vita marina?  Lo sapremo mai? Se si, saranno multati?

E ancora, visto che il nostro scellerato governo ha deciso di accellerare sul petrolio, e visto che ci sono stati altri casi di balene spiaggiatesi a causa dell'air gun in tutto il mondo, quali controlli avremo per far si che non ci siano episodi simili in futuro dovuti ai petrolieri? Esistono dei protocolli da parte del governo italiano per prevenire queste cose? Del tipo, se stai sparando in mare alla ricerca di petrolio o affini, hai l'obbligo di fermarti in caso di avvistamento cetacei? Chi controlla?

E Renzi cosa ha da dire su questo tema?  Vogliamo fare la stessa cosa davanti alle coste di Sassari e di Oristano, dove la Schlumberger ha in procinto di eseguire ispezioni sismiche con airgun su un area di 21000 chilometri quadrati a poca distanza dal santuario marino Pelagos?

Probabilmente Renzi non dira' nulla. Non gli interessa delle persone in carne in ossa che dovranno vivere vicino a pozzi, fanghi di perforazione, mari inquinati a Gela e a Viggiano, figurati che vuoi che gli interessino tre capodogli spiaggiati.

E' per tutto questo insieme di cose -- possibilita' di terremoti, di cetacei spiaggiati, di avvelenamento dell'aria e dell'acqua -- che continuo a ripetere che estrarre petrolio non e' saggio per un paese come l'Italia. E' tutto gia' successo altrove. Come puo' non succedere in Italia? Basta solo essere curiosi ed intelligenti e far tesoro degli errori degli altri, per capire che abbiamo il dovere di trovare altre strade per risolvere i problemi di questa nazione. Fare buchi non e' la risposta.

Qui lo spiaggiamento di 100 balene in Madagascar -- uno dei piu' grandi spiaggiamenti al mondo dovuto a esplorazioni petrolifere da parte della ExxonMobil nel 2008.

Tuesday, August 19, 2014

Il sindaco di Ortona Vincenzo D'Ottavio muto su Ombrina. Perche'?



Ma come puo' essere che dopo tutto il dramma del Centro Oli, dopo la fine ignobile dell'altrettanto ignobile amministrazione di Nicola Fratino e Remo Di Martino, il comune di Ortona non riesce a esprimere una posizione che sia una sul petrolio?

Non risulta infatti che ne il sindaco Vincenzo D'Ottavio ne tutta la sua giunta comunale abbiano espresso pareri o resa nota la loro posizione su Ombrina Mare a nessuno, ne ai cittadini, ne - cosa che in questo caso era di importanza primaria - al ministero dell'ambiente inviando osservazioni di contrarieta'.

Magari il ministero non le ha caricate ancora, magari hanno usato mezzi diversi (quali?) ma se la provincia di Chieti si esprime contro, e la regione Abruzzo pure, perche' uno dei comuni maggiormente a rischio tace?

Non sanno che in politica devi agire per il bene della tua gente? E come puoi farlo se taci?  E se non parlano adesso, come faranno a farlo quando ci saranno pareri piu' contenziosi da espirimere? O non parlano perche' in qualche modo lo spettro di Nicola Fratino e della sua ditta gestrice del porto da cui dovranno passare le supposte petroliere ancora si aggira per Ortona?

Chi lo sa.

Ecco una lettera che mi e' stata inviata da Adriano Nasuti del Movimento 5 Stelle di Ortona. Anche io mi faccio le stesse domande.


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Oggetto: Facciamo Luce su Ombrina.

Concittadini,

Signor Sindaco,

signori assessori e signori consiglieri,

il giorno 28 luglio 2014 era l'ultimo giorno per inviare le osservazioni e la propria presa di posizione sull'impianto di estrazione e di lavorazione di petrolio a ridosso della nascente Costa dei Trabocchi, impianto che garantirà solo inquinamento a fronte di una occupazione e benefici economici irrilevanti.

Il Movimento 5 Stelle di Ortona ha inviato la propria contrarietà al progetto in questione attraverso le motivazioni scientifiche e di buon senso della dott.ssa Maria Rita D'Orsogna, della quale condivide ogni singola parola.

Ci è dispiaciuto, ma senza troppa sorpresa, constatare che né l'amministrazione né nessun partito piccolo o grande né nessuna lista civica, ha presentato alcun tipo di osservazione in merito, almeno da quello che risulta scorrendo la lista degli interventi sul sito ministeriale:

QUI

Chiediamo quindi ai consiglieri comunali ed al presidente del consiglio comunale di indire un consiglio comunale ad hoc per esprimere ai cittadini le loro vere intenzioni sull'argomento e sul perché nessuno abbia fatto niente.

Chiediamo anche ai segretari di ciascun partito o lista civica, di esprimere il parere del proprio gruppo di riferimento per iscritto ed in forma ufficiale.

Fin troppe volte abbiamo letto programmi pre elettorali e comizi fittizi e quasi mai rispettati nei contenuti.

È venuto il momento per chi siede in comune di prendersi una volta per tutte le proprie responsabilità, opposizione compresa.

Il Movimento 5 Stelle di Ortona, anche se non è ancora entrato nella macchina amministrativa, rende conto ai propri elettori e dimostra con i fatti di rispettare i propri princìpi ed il proprio programma.

Ringraziamo ancora la dott.ssa Maria Rita D'Orsogna e tutte le persone che ogni giorno si spendono contro questi veri e propri attacchi all'ambiente, per tutto l'impegno ed il lavoro speso per la salvaguardia del nostro territorio.
 

Ortona, 09.08.2014
Adriano NASUTI
Portavoce
Movimento 5 Stelle Ortona










Thursday, March 6, 2014

Vincenzo D'Andrea, la Total e la Basilicata


Antonio Nicastro, dalla Basilicata mi manda questa fotografia per conoscenza.

Succede questo: la Total invia un telegramma di auguri per la nomina a capogabinetto del neo-ministro dei beni culturali Dario Franceschini al professor Giampaolo D'Andrea. Ma si sbagliano persona e lo mandano invece al geometra regionale Vincenzo D'Andrea.
Il messaggo diventa cosi' pubblico.

Dice la Total:

Gentile Onorevole D'Andrea,

desidero esprimerle, personalmente e a nome di Total EP Italia, le piu' vive congratulazioni per la nomina a capo di gabinetto del Ministro Franceschini, un incarico importante e delicato, a conferma delle capacita' e dei risultati ottenuti in questi anni a servizio delle istituzioni.

Total EP Italia SPA
Nathalie Limet

Total EP Italia SPA
Via Cornelia 498

00166 Roma

E va bene, vediamo ora questo Giampaolo D'Andrea come si comportera' e se stara' attento ai beni culturali d'Italia o ai beni economici della Total SPA. 





Saturday, January 11, 2014

A Vincenzo D'Ottavio sindaco di Ortona


Io non li sopporto proprio questi politici osceni che in campagna elettorale 
ti promettono mari e monti e poi ti regalano trivelle.

Ecco qui la sua risposta.
Se questo e' un sindaco, eh?
 

Notare che ora quello che noi tutti avevamo interpretato essere apertura alle trivelle e' ora liquidata come una "provocazione".

Si, ma se nessuno lo riprendeva, mica lui l'avrebbe precisato che era una "provocazione"?

Ma dove si e' mai visto un sindaco che invece di fare le cose giuste vuole provocare. Provare chi? E' perche'? E che c'entra Ombrina con il lavoro?

Roba che Ponzio Pilato e Don Abbondio erano cuordileone.

Roba che la Democrazia Cristiana erano estremisti.

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Siamo contrari all'impianto Ombrina mare, 
contrari, più in generale, alla petrolizzazione dell'Abruzzo. 
Siamo invece favorevoli al Parco della CostaTeatina.

In riferimento a un’intervista fatta un po' di tempo fa, era più che altro una provocazione. Dissi in quel contesto che data la crisi nera del momento e considerando la perdita di tanti di posti di lavoro: 800 in poco tempo, anche di aziende sane, sarebbe opportuno che all'interno del Pd e della mia amministrazione si facesse una riflessione seria, puntuale e precisa sul tema del lavoro. Io non ho mai parlato di Ombrina mare, era una riflessione che facevo sul questionel lavoro, priorità di questo Comune. Sui temi delle politiche energetiche nazionali, è chiaro che abbiamo gli enti sovraordinati, il Comune non può entrare su queste cose qua. Nel senso che se lo Stato decidesse un domani di approvvigionarsi di energie di questo tipo, è chiaro che noi non potremo fare molto. Ma la nostra posizione l'abbiamo già espressa con la famosa delibera in Consiglio comunale.


Occorre volerlo mio caro sindaco,
occorre volerlo.

E poi non ti ferma nessuno.

E invece siamo qui a mettere ogni sorta 
di "vorrei ma non posso"

 Non e' cosi che si governa.

Essere memorabile o essere mediocre.

Qui le provocazioni precendenti.
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Gentile Sindaco di Ortona Vincenzo D'Ottavio del Partito Democratico

le notizie che circolano su di lei e sulla sua amministrazione in questi giorni non sono delle piu' rosee, e spero che lei voglia una volta per tutte chiaramente esprimere la sua posizione sul benedetto progetto Ombrina Mare della Medoilgas.

Mi riferisco ad articoli come questo.

Noi cittadini non ne possiamo piu', ne della Medoilgas, e tantomeno di politici -- come lei purtroppo -- che tentennanno, tacciono, lasciano aperta la porta, e siedono a guardare senza fare niente di costruttivo, sperando che passi la nottata, che la gente dimentichi e che voi tutti possiate fare i vostri comodi.

Ma noi non dimentichiamo niente, e abbiamo un obiettivo ben preciso: rimandare Ombrina Mare ai suoi scellerati mittenti inglesi.

Le e' chiaro questo?

La domanda che le porgo, in caso non le fosse chiaro e' molto semplice:

Qual'e' la sua opinione da sindaco di Ortona, su Ombrina Mare?

La ripeto:

Qual'e' la sua opinione da sindaco di Ortona, su Ombrina Mare?

E questo non glielo chiedo io a titolo personale, glielo chiedo da cittadino di un paese democratico che esige trasparenza, chiarezza ed onesta' da chi lo rappresenta.

Noi tutti abbiamo il diritto di sapere quale sia la sua posizione, perche' lei e' seduto su quella poltrona anche grazie alla sua supposta contrarieta' alle trivelle in Abruzzo, in terra ed in mare.

E guardi bene, che tergiversare e nascondersi dietro "non lo so", "puo' darsi", "dipende", "ma il petrolio ci serve", "se fatto bene si puo' anche fare" o la balla del "adesso c'e' la crisi" non lo accetta nessuno.

Siamo tutti stanchi e vogliamo un si o un no, niente di piu' niente di meno.

Capisce? Si o no, senza tentennamenti.

La crisi non c'entra niente. Chieda a qualsiasi persona non affiliata con l'industria petrolifera e le diranno tutti la stessa cosa: no ad Ombrina, punto. Lo dicevano nel 2007, lo dicono nel 2014, crisi o non crisi. E aperta parentesi, Ombrina non cambiera di una virgola lo scenario occupazionale ortonese, perche' dara' lavoro a quattro gatti, tutti da fuori e distruggera' quel poco di turismo che e' rimasto.

Lei ha diritto di dire "si ad Ombrina", perche' e' una democrazia, perche' se vuole bersi le balle che le propina la Medoilgas di Londra, lei e' libero di farlo, ma noi abbiamo ugualmente il diritto di sapere la sua posizione perche' e' lei che ci rappresenta. Abbamo il diritto di sapere se lei si e' rimangiato la parola, cosi da esercitare l'opzione di non votarla piu' per mancanza di coerenza, di coraggio e di intelligenza.

Le ricordo che in campagna elettorale lei scrisse questo, e lo trascrivo parola per parola dai suoi testi:

"Non consentiremo insediamenti di attività produttive che possano compromettere un equilibrato sviluppo della nostra comunità, come il Centro Oli e ogni altra attività di trasformazione dei prodotti petroliferi. Favoriremo, invece, insediamenti di attività produttive compatibili con le vocazioni agricole, commerciali e turistiche del nostro territorio."
 
Ha forse cambiato idea? O che lei pensa che il Centro Oli era un mostro e che Ombrina sara' un balsamo per le mani? Pensa che Ombrina - con i suoi cinque pozzi, progetti di acidificazione, fracking, nave desolforante sputafiamme e duecento tonnellate di materiale di scarto tutti i santi giorni - porti ad uno "sviluppo equilibrato" di Ortona?
Par

Non sente che il suo silenzio sia piuttosto imbarazzante e che con il solo fatto di non dire niente lei sta tradendo il suo elettorato? Ma poi, le importa qualcosa del suo elettorato, e di quei 40,000 che sono andati a Pescara a protestare il giorno 13 Aprile? 

Vuole essere un sindaco memorabile o vuole andare giu' la strada dell'oblio e dell'ignobilita' che e' toccata al suo precedessore?

Bene. Pulisca Ortona, i suoi mari, le sue spiagge. Faccia le cose per la gente e non per la Medoilgas.  Le assicuro che a quelli non importa niente ne' di Ortona ne' della sua gente ne' dei suoi mari.
 Per loro noi tutti, lei incluso, non siamo niente, siamo solo un ostacolo al loro business.


Friday, November 22, 2013

Le balle elettorali di Vincenzo D'Ottavio e Roberto Serafini

Dopo Fratino e Di Martino
ecco i nuovi pro-petrolieri d'Abruzzo

Vincenzo D'Ottavio (PD)
Roberto Serafini (PD)

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Partito Democratico


"Non consentiremo insediamenti di attività produttive
che possano compromettere un equilibrato sviluppo 
della nostra comunità, come il Centro
Oli e ogni altra attività di trasformazione dei prodotti petroliferi
Favoriremo, invece, insediamenti di attività produttive compatibili con le vocazioni agricole, commerciali e
turistiche del nostro territorio."


Erano tutte balle elettorali!


Il sindaco di Ortona si chiama Vincenzo d'Ottavio, e' del Partito Democratico.

Vincenzo d'Ottavio fu eletto nella primavera del 2012, dopo la ignobile fine del suo precedessore, Nicola Fratino che coi petrolieri ci andava a colazione, a pranzo e a cena. Fratino infatti era uber favorevole alla costruzione del Centro Oli della zona, visti anche i suoi personali affari che ne avrebbero tratto vantaggio.

Arrivate le elezioni, sarebbe stato chiarissimo che il petrolio avrebbe giocato un ruolo importante, e cosi' D'Ottavio e Serafini hanno scritto le frasi di cui sopra nel loro bel programma elettorale.

Io sono sempre stata un po scettica di gente che si sveglia alla mattina e che si improvvisa no-oli: questi due qui infatti io non li avevo mai sentiti nominare prima, segno che proprio attivisti, o persone preoccupate del petrolio non erano.

Solo che suonava bene in campagna elettorale, dire di essere contro le trivelle e a favore dell'agricoltura-vino-turismo-mare.

Ma sono i fatti che contano e non le chiacchere.

Ed infatti, una volta votati, d'Ottavio e Serafini si sono improvvisamente ammutoliti.

Sotto d'Ottavio e Serafini, il comune di Ortona, nonostante sia il cuore di diversi progetti petroliferi -- centro oli, stoccaggio di petcoke, Ombrina Mare -- non ha mai organizzato dibattiti o manifestazioni, e non ha mai portato avanti iniziative per diffondere informazione sulla questione petrolio in Abruzzo.

Mai.

Sotto d'Ottavio e Serafini, il comune di Ortona non ha mai contribuito a ricorsi al TAR, o alla stesura di osservazioni o a chiedere di intervenire presso i ministeri romani per dire la loro su Ombrina.

Mai.

In una parola, sul tema petrolio il sindaco d'Ottavio e il vicesindaco Sabatini sono stati dei Ponzio Pilati, dei pappemolli come ce ne sono tanti in Abruzzo.

E adesso, adesso cambiano registro!

Vanno infatti in TV tutti belli e sorridenti a dire di essere "possibilisti" verso Ombrina Mare e che si potrebbe anche fare perche'

"Il punto principale e' la crisi"

Excuse me?

La crisi?

Ma questi non hanno capito niente!

Che c'entra la crisi con Ombrina?

O pensano che Ombrina Mare risolvera' la crisi?

E come, di grazia?

Con 20 milioni di barili cha bastano all'Italia - se dovessero essere regalati all'Italia - per una settimana?

Con 10 posti di lavoro creati?

Con la distruzione dell'agricoltura cosi possiamo farci altri campi di petrolio e magari resuscitare il Centro Oli?

Dopotutto se e' crisi, e crisi non solo in mare, ma anche in terraferma no?

E allora, torniamo indietro e che D'Ottavio e Serafini aprissero anche sul Centro oli, no?

Che differenza c'e' fra il Centro Oli ed Ombrina? 

Come vorrei essere stata la giornalista a fargli le domande difficili a questi due qui.

E ancora, la crisi c'era anche l'anno scorso o un mese fa.

Perche' vengono fuori con questo possibilismo adesso?

Proprio adesso?

Perche' vanno in televisione adesso a dire queste cose? 
 
Le affermazioni di D'Ottavio e di Serafini hanno qualcosa a che vedere con il fatto che la Medoil ha aperto un ufficio in citta' proprio adesso?

C'e' lo zampino di Sergio Morandi in tutto questo?

Io non so cosa dire, se non che il tutto mi fa veramente schifo e che non capisco con quale faccia fresca riescano a cambiare registro dopo un anno dalle elezioni.

Sono anche poco intelligenti secondo me. Cosa sperano di ottenere dicendo cose cosi' odiate dall'opinione pubblica? Pensano davvero di fare accettare alla gente il mostro Ombrina?

Ma alla fine, sono politici e questo sottolinea ancora una volta che non c'e da fidarsi di nessuno che siede nei gran palazzi.

Nessuno.

Vincenzo D'Ottavio e Roberto Serafini: non andrete troppo lontano.






Thursday, October 24, 2013

Valter Catarra, Teramo - un nome da non dimenticare




Eccoli qui i nostri novelli Ponzio Pilato: sono i membri del consiglio provinciale di Teramo sotto il presidente Valter Catarra che hanno deciso di non appoggiare i comuni di Bellante, Mosciano Sant'Angelo e Campli nel ricorso al TAR contro il governo centrale riguardante l'assegnazione del permesso di ricerca di petrolio "Colle dei Nidi" nel teramano:


VALTER CATARRA 
Presidente della Provincia di Teramo

 DAVIDE CALCEDONIO DI GIACINTO 
Assessore 

GIUSEPPE DI MICHELE 
Assessore

 VINCENZO FALASCA
Assessore

ELICIO ROMANDINI 
Assessore

 EZIO VANNUCCI
Assessore

Se ne sono tutti lavati le mani della questione petrolio nella provincia di Teramo.

Oltre a loro ci sono altri tre assessori assenti al momento della delibera, la cui posizione non e' nota:  RENATO RASICCI Vice Presidente,  EVA GUARDIANI Assessore  e FRANCESCO MARCONI Assessore.

E dunque la Provincia di Teramo resta a guardare, lasciando da soli tre piccoli comuni d'Abruzzo a lottare contro il mostro del petrolio.

Proprio degli amministratori illuminati e con a cuore il benessere dei loro cittadini.

Chissa'. Magari se uno li interpella diranno: oh si, siamo assolutamente contro la petrolizzazione, ma poi nei fatti... nei fatti non gliene importa un fico secco.

Nella nota, dicono che in data 10 ottobre i tre comuni di cui sopra hanno chiesto alla provincia  

“di voler rendere manifesto l’eventuale interesse di questa Provincia a resistere o meno
all’iniziativa intrapresa dalla parte ricorrente e, all’esito, a voler relazionare in merito alle
circostanze ed argomentazioni rappresentate dai Comuni di Bellante, Mosciano S. Angelo
e Campli nel suddetto ricorso"


La provincia ha allora interpellato il settore Emergenza - Alluvione - Viabilità - Urbanistica che comunica che:

si rileva che i ricorrenti non hanno contestato atti o provvedimenti adottati dallo scrivente Settore per cui si comunica il non interesse a resistere all’iniziativa dei ricorrenti" 

Poi hanno interpellato il settore Appalti – Turismo – Agricoltura che gli dice invece che:

“per quanto di competenza di questo Settore non vi è alcun interesse a costituirsi in giudizio in questo contenzioso”;

Cioe' che visto che i comuni di cui sopra non hanno contestato atti della provincia di Teramo, e che il settore agricoltura non ha competenza in tema di petrolio, la provincia non ha interesse a partecipare.

Votano all'unanimita'.   E chi si e' visto si e' visto.  Appunto, come Ponzio Pilato.

Arrangiatevi voi.  Noi non c'entriamo niente!

Agricoltura della provincia di Teramo? Il petrolio gli fara' bene!

Urbanistica? Sara' un vero spettacolo vedere camion e cisterne su e giu per le stradine di campagna, e se ci saranno riversamenti, e che vuoi che sia.

Ma perche' si sono tirati indietro? A parte tutto, ci avrebbero fatto un gran figurone dal punto di vista politico. Non che abbiano mai veramente fatto qualsiasi cosa per davvero contro le trivelle quelli che siedono alla provincia di Teramo. E ovviamente, non che abbia fatto grandi cose neanche il nostro lungimirante Gianni Chiodi.

Si sono tirati indietro per paura? Per comodita'? Per ignoranza? Per non mettere in imbarazzo il Cuor di Leone Gianni Chiodi?

Non lo so. So solo che dopo tutti questi anni e' inaccettabile una cosa di questo genere e che occorre non dimenticare e non fargliela passare liscia a questi pseudo-amministratori.

Occorre ricordarsi di questi nomi in tempo di elezioni e non votarli mai piu. Non meritano la nostra fiducia, i nostri soldi. Non meritano l'onore di rappresentare l'Abruzzo.

Meritano solo un pozzo di petrolio dritto dritto sotto le loro case.

Grazie al Prof. Enzo Di Salvatore che ha diffuso la nota che si puo' scaricare qui.




 


Friday, March 9, 2012

Lettera ai vescovi di Basilicata - parte prima


Cronistoria: il primo invio di lettere in forma cartacea da parte mia verso i 5 vescovi di Basilicata - Agostino Superbo, Vincenzo Orofino, Giovanni Ricchiuti, Gianfranco Todisco, Salvatore Ligorio- e' stato verso la meta' di Aprile del 2011.



Non ho ricevuto risposta alcuna.

In seguito ho mandato ai vescovi di Basilicata questo email che ora rendo pubblico, in Giugno 2011. Mi rispose solo uno di loro.

La prossima puntata sara' la lettera finale, di questi giorni.

Come gia' detto, non sono nessuno ma non posso accettare che la chiesa stia zitta di fronte a questo scellerato raddoppio lucano e alla devastazione ENI, Total e ora anche Shell.

Questo e' il mio tentativo di ricordare loro che hanno delle responsabilita' morali e che il silenzio non e' accettabile.

Il cristianesimo - quello che hanno insegnato a me almeno - e' per i deboli, e' per la vita, e' per la giustizia. Non e' per i prepotenti, per la paura e per il silenzio.

E no, non sono anticlericale. Sono solo una che vuole che la parole vadano di pari passo con i fatti. Altrimenti il vangelo e' solo una favola.

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Los Angeles, 7 Giugno 2011

Gentile Vescovo,

Mi chiamo Maria Rita D'Orsogna, sono un fisico, ho 38 anni e sono professore associato in matematica applicata in una Universita' Californiana. Da vari anni mi adopero per evitare che l'Abruzzo e per quanto mi e' possibile altre regioni d'Italia si trasformino in un enorme campo di petrolio, come purtroppo gia' accaduto in Basilicata.

Le ho scritto circa un mese fa via posta cartacea per chiederle un intervento della chiesa di Basilicata sul tema delle estrazioni petrolifere nella sua regione.

Saro' molto schietta. Io trovo che sia semplicemente inaccettabile che la Chiesa di Basilicata non abbia nulla da dire riguardo alla questione petrolio, quando ogni santo giorno ci sono notizie di incidenti, sversamenti, proposte di raddoppiare le estrazioni, campi inquinati, persone che si sentono male, aumenti di malattie, laghi inquinati, pesci morti e sorgenti chiuse.

Da cattolica praticante sono letteralmente scandalizzata e mi vergogno profondamente di questo silenzio assordante che nulla ha a che fare con lo spirito piu' autentico del Vangelo, che e' fatto di impegno, di voglia di difendere gli indifesi, di mercanti scacciati dal tempio, di posizioni prese anche quando sono scomode.

Qui non si tratta di ambientalismo fine a se stesso, di posizioni ideologiche, di destra o di sinistra.

Qui si tratta della vita delle persone, quella stessa vita di cui la chiesa, a parole, dice di essere difenditrice. Ma la vita non e' solo la lotta all'aborto o all'eutanasia o alla pillola anticoncezionale.

La vita e' anche tutto quello che c'e' in mezzo il nascere e il morire. La vita e' fatta di aria che si respira, di cibo che si mangia, di acqua che si beve, di speranze per un futuro migliore, di giustizia sociale per tutti.

In Basilicata, in Val d'Agri, l'ENI ha distrutto tutte queste cose e non ci sono mezze parole per dirlo.

La chiesa d'Abruzzo ha avuto il coraggio di pronunciarsi contro le estrazioni petrolifere, per via dell'intera Conferenza Episcopale d'Abruzzo e di Molise, ed e' stata da sempre al fianco dei cittadini nella lotta al petrolio e alla costruzione di un Centro Oli del tutto simile a quello di Viggiano. Anche la diocesi di Termoli e di Larino si e' espressa contro le trivellazioni nel mare Adriatico.

Perche' invece la chiesa lucana tace da 15 anni a questa parte?

Di cosa si ha paura? Sono i petrolieri, gli affaristi e i politici collusi che dovrebbero avere paura, e non la chiesa.

La gente ha fame di una chiesa attiva, che si sporchi le mani con i loro problemi reali, calati nel concreto, proprio come Gesu, che prima di predicare dava da mangiare alla gente e li curava dalle malattie.

Ecco, mi auguro che la chiesa di Basilicata possa finalmente prendere posizioni nette e schierarsi contro l'ulteriore distruzione della regione perche' sono in arrivo altri pozzi, altri centri oli, altri parchi violati nell'assenso apatico della quasi totalita' della classe politica di Lucania.

Mi auguro che la Chiesa di Basilicata possa lavorare in difesa della vita vera e al fianco di tutti quelli che da anni si adoperano per una Basilicata migliore, finora lasciati troppo soli.

Ecco qui la chiesa d'Abruzzo e di Molise:

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MRD

Monday, August 2, 2010

Daniela Stati

E come poteva interessarsi al petrolio, se non le importava nemmeno del sangue versato dalla sua gente? La cosa fa veramente pieta'. Non se ne salva uno. Una cosa schifosa.

Il vero nome dei termovalorizzatori e' inceneritore. All'Abruzzo non servono. Siamo un milione di persone, con una densita' abitativa bassa. Se solo sapessimo impostare raccolta differenziata, riuso, vuoto a rendere in maniera intelligente, staremmo qui a discutere di altre cose, piu' serie, piu' volte al futuro.

Invece no ci devono qui fare affari e speculazioni su tutto. Sulla monnezza, sul sangue degli aquilani, sul petrolio, sui parchi. Non si puo' andare avanti cosi. Possibile che non ci sia nulla di sacro? La tua gente muore e tu stai li a pensare ai regalini da dare ad amici e parenti?

Ma poi e' questa la gente che ci comanda. Ovviamente, la vergogna e' anche per Gianni Chiodi che l'ha scelta, sebbene suo padre fosse gia' implicato in questioni di illegalita' da prima. Ma poi, lo stesso Gianni Chiodi ha avuto guai con la monnezza di Teramo.

Daniela Stati. Arrestato suo padre, il suo compagno, l'ex amministratore di Telespazio, dove Daniela Stati lavorava.

Una vergogna infinita.

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TANGENTI: ARRESTATI ABRUZZO VOLEVANO SPECULARE SU TERREMOTO LO AFFERMA PROCURATORE L'AQUILA ROSSINI

L'AQUILA, 2 AGO - L'assessore regionale alla protezione civile, ambiente, rifiuti, Daniela Stati - destinataria della misura cautelare interdittiva dalla carica
- e le quattro persone arrestate stamani sarebbero implicate in un'attivita' illecita ''al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009''.

Lo afferma il Procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, chiarendo che non si tratterebbe di un'inchiesta legata al termovalorizzatore. La Procura della repubblica dell'Aquila - si afferma in una nota - all'esito delle indagini svolte dalla Squadra mobile di Pescara, ha chiesto alcune misure cautelari
personali a carico di cinque persone, tra cui l'assessore regionale alla Protezione Civile e all'Ambiente, Daniela Stati, per episodi di corruzione''.

Gli altri quattro coinvolti nell'inchiesta sono il padre, Ezio, e il compagno della Stati, Marco Buzzelli, l'ex deputato di Fi, Vincenzo Angeloni, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e attuale amministratore delegato di Selex service management, societa' di Finmeccanica.

ANSA 2010-08-02 13:24
TANGENTI: ARRESTI ABRUZZO; SI DIMETTE ASSESSORE STATI L'AQUILA, 2 AGO -

Daniela Stati si è dimessa da assessore regionale alla Protezione civile, rifiuti e ambiente. Lo si è appreso da fonti regionali. La decisione e' conseguente al
provvedimento della magistratura che l'ha interdetta dai pubblici uffici nell'ambito
dell'inchiesta per corruzione su presunti favoritismi nella ricostruzione post sisma. La vicenda giudiziaria ha determinato un terremoto politico nella Regione
Abruzzo. Il presidente, Gianni Chiodi, dovrà procedere a un mini rimpasto forzato,
sostituendo la Stati con un'altra donna, visto che lo statuto regionale impone la
presenza di due donne nell'esecutivo. In tal senso, si apre una corsa all'assessorato alla quale non sarà estranea L'Aquila, che rivendica una rappresentanza in Giunta. Della vicenda giudiziaria si sta parlando nel corso della riunione della Giunta regionale, in corso a Pescara, e alla quale, naturalmente, non sta partecipando l'assessore Stati. Da fonti regionali si apprende che sono imminenti dichiarazioni del presidente Chiodi.

Friday, January 30, 2009

I misteri dell' Acqua dell'Abete



All'interno del parco nazionale dell'appennino lucano della Val D'Agri c'e' una area attrezzata che si chiama Acqua dell'Abete. Poco distante, sempre all'interno del parco (!!), c'e' il pozzo detto Cerro-Falcone dell'ENI.

Il 20 Novembre 2008, il Corpo Forestale dello Stato ha dovuto sequestrare la zona, che fa parte del comune di Calvello (PZ), a causa del ritrovamento di non meglio specificate sostanze tossiche vicino alla fontana in un area picnic. Data la vicinanza dell'area, boschiva e naturale, al pozzo di petrolio, non mi pare molto difficile collegare le misteriose sostanze tossiche dell'area sotto sequestro alla presenza del pozzo ENI, tanto piu' che si sentono pure i rumori delle trivelle dall'area picnic.

Gia' nel 2004 si erano scoperti riversamenti di liquami rossastri oleosi e di idrocarburi. I carabinieri ed il NOE (nucleo operativo ecologico) fecero la loro parte, denunciando il tutto alla Procura di Potenza, ma poi nessuno fece piu' nulla. In Italia, purtroppo, la precauzione non e' una virtu' ed oggi la situazione si ripete. Intanto per quattro anni centinaia di turisti, abitanti e bimbi, hanno bevuto l'acqua di quella fonte inquinata.

Si pensa che tutto l'inquinamento sia dovuto a sversamenti di sostanze tossiche durante l'estrazione del petrolio, com'e' gia' accaduto tante volte in passato. La zona e' stata classificata dal CNR e dall'Universita' della Basilicata ad alta vulnerabilita' per le falde acquifere. Nel 2000 avevano anche trovato dei pozzi dove l'acqua da bere era "frammista a greggio". Il sindaco di Viggiano aveva vietato di usarla. Poco lontano, un altra sorgente naturale detta 'Acqua sulfurea' risulta inquinata da sostanze non presenti in natura. Si pensa che siano fanghi di scarto delle trivelle.

Quello che fa scandalo e' che dopo due mesi dal sequestro i lucani non sanno nulla dei motivi, dei perche' dei responsabili. NESSUNA AUTORITA' GLIELO HA MAI DETTO, nonostante le richieste di cittadini e comitati. Nessuno ha mai risposto, ne adesso ne in passato a nessuna domanda. Cosa c'e' nel terreno a contaminarlo? Quanto c'e' n'e'? Cosa e' stato fatto per salvare la salute pubblica, quella degli animali e della vegetazione locale? Che tipo di monitoraggio ambientale viene fatto ora e quale sara' quella fatta dopo il sequestro? Di chi e' la colpa ufficiale? Chi paghera' i danni? Chi ripristinera l'area? Chi chiedera' scusa alla gente per un nuovo ennesimo attacco alla salute, a cio' che gli appartiene: il proprio territorio?

Intanto i comitati invitano la gente a non bere l'acqua delle fontanelle nel parco e di non far abbeverare gli animali nelle varie vasche della zona. Hanno scritto al "ministro dell'ambiente" Stefania Prestigiacomo e pure al direttore generale nazionale della protezione della natura, Aldo Cosentino. Chissa' se avranno la decenza di rispondere.

Dall'assessore all'ambiente della regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, neanche una parola, ne' di scusa, ne' di spiegazione, ne' di informazione. I lucani ne chiedono le dimissioni, giustamente. Dall'ENI non si e' sentita nemmeno una mosca volare, infatti le hanno uccise tutte con i loro fumi tossici di H2S.

E' scandaloso che nel 2009 ci si senta in diritto di maltrattare in questa maniera i cittadini. Dell ' ENI sappiamo tanti malaffari. Vorrei non scandalizzarmi piu'. Eppure ogni volta mi arrabbio. Ai miei occhi questo e' un ente sporco, indegno di avere nella sua sigla la dicitura 'nazionale' perche' non rappresenta l'Italia. Sono solo una banda di opportunisti: purtroppo questo caso e' l'ennesimo di sfruttammento, inganno e disumanita'.

Non va bene.

Fonti: OLA, Aqaa news, Il giornale di Calvello

Saturday, March 1, 2008

Del Turco indagato con tutta la giunta


Voleva aggiustare la sanita' abruzzese ed il conto con la Deutche Bank coi soldi dell'ENI, e intanto li regalava ai suoi amici. Vergogna!


Pecara - Bufera sanità sulla giunta di centrosinistra dell'Abruzzo. La magistratura di Pescara ha inviato informazioni di garanzia al presidente della Regione Ottaviano Del Turco e a sette assessori. Si ipotizza il reato di abuso d’ufficio in relazione a una delibera con cui si autorizzava un atto di transazione di 14 mln euro alla Deutsche Bank, la quale aveva a sua volta versato la cifra al gruppo sanitario che fa capo all’imprenditore Vincenzo Angelini. "È una cosa che si chiarirà in brevissimo tempo" commenta Del Turco.

Provvedimenti Gli assessori indagati sono: Bernardo Mazzocca (Sanità), Marco Verticelli, Giovanni D’Amico, Tommaso Ginoble, Franco Caramanico, Mimmo Srour e Fernando Fabbiani. Non risultato, invece, destinatari di informazioni di garanzia gli assessori Enrico Paolini ( Vicepresidente), Elisabetta Mura e Valentina Bianchi, assenti al momento dell’adozione della delibera. Gli avvisi di garanzia sono stati recapitati questa mattina da parte del pool di magistrati pescarese, Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio. In particolare l’avviso di garanzia riguarda l’adozione della delibera n.58 del 29 gennaio 2008 con la quale la giunta disponeva il pagamento a favore della Deutsche Bank di circa 14 milioni di euro relativi a un credito che l’imprenditore Angelini, titolare della clinica privata Villa Pini, aveva ceduto all’istituto di credito. La Deutsche Bank, poichè la somma non è stata ancora erogata ed il contratto di cessione di credito e scaduto nell’aprile dello scorso anno, ha chiesto alla Regione Abruzzo interessi per circa un milione di euro. L’inchiesta della magistratura aveva preso l’avvio di una interrogazione di Rifondazione Comunista che sosteneva che le somme non fossero dovute alla clinica privata.

Sanità: Del Turco indagato in Abruzzo
16.02: Indagati per concorso in abuso di ufficio il presidente della giunta regionale abruzzese, Ottaviano Del Turco, e sette assessori. I provvedimenti nell'ambito di un'inchiesta su una delibera con cui si autorizzava una transazione di 14 milioni di euro ad una clinica privata.