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Saturday, January 11, 2014

A Vincenzo D'Ottavio sindaco di Ortona


Io non li sopporto proprio questi politici osceni che in campagna elettorale 
ti promettono mari e monti e poi ti regalano trivelle.

Ecco qui la sua risposta.
Se questo e' un sindaco, eh?
 

Notare che ora quello che noi tutti avevamo interpretato essere apertura alle trivelle e' ora liquidata come una "provocazione".

Si, ma se nessuno lo riprendeva, mica lui l'avrebbe precisato che era una "provocazione"?

Ma dove si e' mai visto un sindaco che invece di fare le cose giuste vuole provocare. Provare chi? E' perche'? E che c'entra Ombrina con il lavoro?

Roba che Ponzio Pilato e Don Abbondio erano cuordileone.

Roba che la Democrazia Cristiana erano estremisti.

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Siamo contrari all'impianto Ombrina mare, 
contrari, più in generale, alla petrolizzazione dell'Abruzzo. 
Siamo invece favorevoli al Parco della CostaTeatina.

In riferimento a un’intervista fatta un po' di tempo fa, era più che altro una provocazione. Dissi in quel contesto che data la crisi nera del momento e considerando la perdita di tanti di posti di lavoro: 800 in poco tempo, anche di aziende sane, sarebbe opportuno che all'interno del Pd e della mia amministrazione si facesse una riflessione seria, puntuale e precisa sul tema del lavoro. Io non ho mai parlato di Ombrina mare, era una riflessione che facevo sul questionel lavoro, priorità di questo Comune. Sui temi delle politiche energetiche nazionali, è chiaro che abbiamo gli enti sovraordinati, il Comune non può entrare su queste cose qua. Nel senso che se lo Stato decidesse un domani di approvvigionarsi di energie di questo tipo, è chiaro che noi non potremo fare molto. Ma la nostra posizione l'abbiamo già espressa con la famosa delibera in Consiglio comunale.


Occorre volerlo mio caro sindaco,
occorre volerlo.

E poi non ti ferma nessuno.

E invece siamo qui a mettere ogni sorta 
di "vorrei ma non posso"

 Non e' cosi che si governa.

Essere memorabile o essere mediocre.

Qui le provocazioni precendenti.
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Gentile Sindaco di Ortona Vincenzo D'Ottavio del Partito Democratico

le notizie che circolano su di lei e sulla sua amministrazione in questi giorni non sono delle piu' rosee, e spero che lei voglia una volta per tutte chiaramente esprimere la sua posizione sul benedetto progetto Ombrina Mare della Medoilgas.

Mi riferisco ad articoli come questo.

Noi cittadini non ne possiamo piu', ne della Medoilgas, e tantomeno di politici -- come lei purtroppo -- che tentennanno, tacciono, lasciano aperta la porta, e siedono a guardare senza fare niente di costruttivo, sperando che passi la nottata, che la gente dimentichi e che voi tutti possiate fare i vostri comodi.

Ma noi non dimentichiamo niente, e abbiamo un obiettivo ben preciso: rimandare Ombrina Mare ai suoi scellerati mittenti inglesi.

Le e' chiaro questo?

La domanda che le porgo, in caso non le fosse chiaro e' molto semplice:

Qual'e' la sua opinione da sindaco di Ortona, su Ombrina Mare?

La ripeto:

Qual'e' la sua opinione da sindaco di Ortona, su Ombrina Mare?

E questo non glielo chiedo io a titolo personale, glielo chiedo da cittadino di un paese democratico che esige trasparenza, chiarezza ed onesta' da chi lo rappresenta.

Noi tutti abbiamo il diritto di sapere quale sia la sua posizione, perche' lei e' seduto su quella poltrona anche grazie alla sua supposta contrarieta' alle trivelle in Abruzzo, in terra ed in mare.

E guardi bene, che tergiversare e nascondersi dietro "non lo so", "puo' darsi", "dipende", "ma il petrolio ci serve", "se fatto bene si puo' anche fare" o la balla del "adesso c'e' la crisi" non lo accetta nessuno.

Siamo tutti stanchi e vogliamo un si o un no, niente di piu' niente di meno.

Capisce? Si o no, senza tentennamenti.

La crisi non c'entra niente. Chieda a qualsiasi persona non affiliata con l'industria petrolifera e le diranno tutti la stessa cosa: no ad Ombrina, punto. Lo dicevano nel 2007, lo dicono nel 2014, crisi o non crisi. E aperta parentesi, Ombrina non cambiera di una virgola lo scenario occupazionale ortonese, perche' dara' lavoro a quattro gatti, tutti da fuori e distruggera' quel poco di turismo che e' rimasto.

Lei ha diritto di dire "si ad Ombrina", perche' e' una democrazia, perche' se vuole bersi le balle che le propina la Medoilgas di Londra, lei e' libero di farlo, ma noi abbiamo ugualmente il diritto di sapere la sua posizione perche' e' lei che ci rappresenta. Abbamo il diritto di sapere se lei si e' rimangiato la parola, cosi da esercitare l'opzione di non votarla piu' per mancanza di coerenza, di coraggio e di intelligenza.

Le ricordo che in campagna elettorale lei scrisse questo, e lo trascrivo parola per parola dai suoi testi:

"Non consentiremo insediamenti di attività produttive che possano compromettere un equilibrato sviluppo della nostra comunità, come il Centro Oli e ogni altra attività di trasformazione dei prodotti petroliferi. Favoriremo, invece, insediamenti di attività produttive compatibili con le vocazioni agricole, commerciali e turistiche del nostro territorio."
 
Ha forse cambiato idea? O che lei pensa che il Centro Oli era un mostro e che Ombrina sara' un balsamo per le mani? Pensa che Ombrina - con i suoi cinque pozzi, progetti di acidificazione, fracking, nave desolforante sputafiamme e duecento tonnellate di materiale di scarto tutti i santi giorni - porti ad uno "sviluppo equilibrato" di Ortona?
Par

Non sente che il suo silenzio sia piuttosto imbarazzante e che con il solo fatto di non dire niente lei sta tradendo il suo elettorato? Ma poi, le importa qualcosa del suo elettorato, e di quei 40,000 che sono andati a Pescara a protestare il giorno 13 Aprile? 

Vuole essere un sindaco memorabile o vuole andare giu' la strada dell'oblio e dell'ignobilita' che e' toccata al suo precedessore?

Bene. Pulisca Ortona, i suoi mari, le sue spiagge. Faccia le cose per la gente e non per la Medoilgas.  Le assicuro che a quelli non importa niente ne' di Ortona ne' della sua gente ne' dei suoi mari.
 Per loro noi tutti, lei incluso, non siamo niente, siamo solo un ostacolo al loro business.


Tuesday, October 30, 2012

Se anche in Cina...


Sono tornata a casa, a Los Angeles dopo un mese di incontri, avventure di vario genere, persone, storie, stanchezza, petrolieri infiltrati, mucche, laghi, citta' d'arte e mani da stringere.

Delle tante cose di cui parlare, una che mi colpisce accade in Cina. 

Ci sono stata l'anno scorso a Pechino, e prima ancora a Shangai. Il cielo di Novembre un anno fa era pesante, grigio anche quando si intravedeva un pallido sole, e l'aria si sentiva che era sporca. Ricordo un grande senso di affollamento, di martellamento mediatico, nel metro', per strada e in generale si vedevano proprio le due faccie della nazione: la voglia di progresso, di parlare e confrontarsi con gli occidentali, ma anche un disordine urbano, sociale, senza ordine. Al paragone le citta' americane sembrano bastioni di eleganza e di grazia.

Ricordo anche che quando feci il mio talk sul petrolio d'Abruzzo e d'Italia all'Universita' di Pechino, proprio un anno fa, gli studenti mi dissero che cose del genere non sarebbero mai potute succedere li: il governo centrale e' troppo forte, arrivano, decidono, e chi si e' visto si e' visto, incuranti del popolo e che per questo la gente neanche si scomoda a porseli certi problemi.

E invece... invece la protesta popolare riesce a smuovere le montagne anche in Cina.

E' notizia di queste ore infatti che nella citta' di Ningbo, non distante da Shangai, la popolazione e' insorta compatta contro l'espansione di una fabbrica petrolchimica che produce paraxylene - PX - che e' usato nella produzione di plastica e poliestere.

La ditta proponente e' la Sinopec, la grande e potente ditta di stato del petrolio in Cina. Si parlava di 8 miliardi di dollari di investimenti.

I cittadini si sono organizzati con i microblog, e tutto cio' che internet e gli smart phone hanno da offrire e - censura o non censura - sono scesi in piazza per vari giorni, protestando contro l'ampliamento. Erano 5,000 e protestavano perche' per questo ampliamento nessuno li aveva consultati. Ovviamenti sono preoccupati per l'inquinamento e per la loro salute.

A volte ci sono stati anche episodi di violenza.  Questa e' ovviamente sempre da condannare, ma la persistenza dei cinesi, ha portato al risultato: il governo centrale ha deciso di bloccare l'ampliamento della ditta petrolchimica. Non si sa come andra' a finire, ma gia' l'annuncio e' un passo in avanti.
La prima protesta per l'ambiente fu a Xiamen, e duro' per mesi. Adesso invece e' durata solo per pochi giorni: probabilmente perche' c'e' il congresso del partito comunista fra qualche giorno, inizia l'8 novembre,  e nessuno voleva intoppi di immagine dall'alto.

Ma sono sicura che senza di 5,000 niente di tutto questo sarebbe successo.

E la cosa interessante e' che le proteste persistono anche dopo l'annuncio dal governo centrale che l'impianto del petrolchimico non si fara'. Si vuole infatti mettere il governo alle strette e che no sia no e che non invece diventi si, appena le acque siano calme.


E non e' neanche la prima volta: impianti simili per la produzione di PX sono stati fermati a Xiamen e a Dalian, e hanno fermato anche una conduttura di acque di scarto da una ditta di carta attraverso la cittadina di Qidong, per paura che ci potessero essere rotture o scoppi in una zona soggetta ad uragani.
A Shifang hanno invece fermato la costriuzione di un impianto per il trattamento del rame e di molibenio per timori di aumento dei tumori.

Per quel che so io dei cinesi, sono un popolo pragmatico, che specie adesso, e' molto proiettato verso il buisness, il successo, la "modernita'". Sono sempre i piu' affamati - di imparare a scuola, di crescere nei loro buisness e badano poco al sottile.

E allora se anche dalla Cina capiscono che l'ambiente va protetto, e non per sport o perche' va di moda, ma perche' l'ambiente sei tu, e allora forse non e' troppo tardi.







Thursday, July 15, 2010

E' arrivata la politica



Petrolio a San Vito, causato dalle piattaforme esplorative, aprile 2008. Dov'era Franco Caramanico allora, assessore all'ambiente della regione Abruzzo?

Lettere per d493/d505
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Mi pare di capire ora che il partito democratico organizza un evento contro il petrolio a Lentella, il giorno 17 luglio.

Ci saranno fra gli altri Franco Caramanico, del PD.

La cosa mi risulta alquanto bizzarra, a dire il minimo, visto che ERA FRANCO CARAMANICO L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE PER LA REGIONE ABRUZZO AI TEMPI DEL CENTRO OLI, visto che a suo tempo fece ben poco per fermarlo il centro oli, e visto che addirittura Franco Caramanico affermo' a suo tempo, sempre sul centro oli:

“noi abbiamo provveduto a rilasciare un nulla osta che riguardava la compatibilita paesaggistica”

Almeno Daniela Stati tace, questo invece dava i nulla osta! Ditemi voi se una raffineria di petrolio puo' essere ‘paesaggisticamente’ compatibile con i nostri vigneti.

In seguito, Paglieta nel 2008, quando gli chiesi davanti a tutti perche' non avesse ritenuto opportuno informare la popolazione, mi disse che per informare la gente occorreva avere risposte e lui non ce le aveva. Disse che tutto quello a cui aveva detto "si" era un atto dovuto.

Un atto dovuto!!! Non capisco e non capiro' mai questo modo di far politica, senza spina dorsale. Se il petrolio fa male, fa male sempre, e una persona onesta per davvero e che opera in coscienza, prende posisioni con o senza il consenso popolare. Anzi, si attiva per crearselo il consenso popolare, e non perche' porta voti, ma perche' e' giusto cosi.

Questa manifestazione Caramanico la doveva fare il 17 luglio del 2007, non il 17 luglio del 2010.

Cosa e' cambiato da allora? La risposta e' semplice, la gente sa, e non solo e' un suicidio politico dire di essere favorevoli al petrolio, ma ce da guadagnarci a dire di essere contrari.

Dove era Caramanico a fare la manifestazioni, ad organizziare eventi PRIMA che sulla scena giungesse la sottoscritta?
Quasi tutto quello che sanno, lo sanno perche' c'e' stata la sottoscritta a
regalargli prensentazioni power point, a fare il lavoro, a farsi il giro d'Abruzzo, ad andare a paralre con gli esperti nelle universita' americane, a coordinare le lettere al Ministero. Il tutto gratis, e rubando piu tempo di quanto dovrei alla mia vita normale.

Ma si sa in Italia, tutti cambiano giacchetta come cambiano le stagioni. E' troppo facile saltare adesso sul carro dell'opinione pubblica e mi fa veramente schifo vedere con quanta sfacciataggine lo si faccia. Certo nulla puo' superare Remo Di Martino che dice di essere sempre stato contrario al petrolio ad Ortona di fronte ad una platea imbalsamata, ma anche questa mi fa senso. Purtroppo vivo negli USA e queste cose qui non sarebbero tollerate in nessuna maniera.

Inutile dire che di tutti i personaggi di cui sopra NESSUNO ha mandato osservazioni contro d493 e d505. Inutile dire che a telefonare ai ministeri non c'e' Franco Caramanico ma Giosue'.

Attendo Franco Caramanico ai convegni informativi sul nucleare, sull'elettrodotto, sugli inceneritori, sulla bonfica di Bussi, sull'amianto. I veleni nell'acqua dei Pescaresi sono meglio dei veleni nelle vigne? Lo sa Caramanico che negli USA l'amianto e' stato tutto tolto negli anni '70? Ci scommetto che ci sara' il silenzio su questi temi, perche' li si deve lavorare per davvero ed incominciare da zero.

As pure as can be - Maria