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Wednesday, February 4, 2015

Colle dei Nidi - bocciato

Bocciata 

Finalmente e' arrivato il verdetto del TAR del Lazio sul permesso "Colle dei nidi" che ha annullato il  permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi proposto dalla Gas Plus, Medoilgas e dalla Petrore. 

Colle dei Nidi era una concessione proposta dalla Gas Plus, Medoilgas e Petrorep che interessava le citta' di Sant’Omero, Nereto, Corropoli, Tortoreto, Torano Nuovo e Controguerra, fra Teramo e Ascoli Piceno. Ci sono li colline coltivate a vigneti di Montepulciano, siamo vicini al mare, e' una zona paesaggisticamente bella. Se ne e' parlato per tanti anni: io stessa ho anche partecipato a dibattiti ed incontri sul tema per sensibilizzare le popolazioni gia' dal 2008, quando di petrolio non si parlava ancora poi tanto.

Per Colle dei Nidi il conferimento del titolo fu annunciato nel Luglio 2013 da Franco Terlizese: si approvava  un pozzo esplorativo di 3500 metri da perforare entro 36 mesi e per cui le ditte proponenti  -- Gas Plus, Medoilgas e Petrorep -- avrebbero pagato allo stato 5 euro al chilometro quadrato per un totale di 400 euro annui, visto che la concessione e' di 83 chilometri quadrati.

400 euro all'anno - una mamma dal cielo, in tempo di crisi, eh?

Si e' poi susseguito un intenso processo giuridico in cui tre comuni hanno fatto ricorso al TAR: Bellante, Campli e Mosciano Sant'Angelo assistiti dal prof. Enzo Di Salvatore e dall'avvocato Paolo Colasante. Alla fine il decreto del TAR il giorno 28 Gennaio 2015: Colle dei Nidi viene stato bocciato per "non aver consentito alle amministrazioni locali di partecipare al procedimento".

Questa notizia e' molto bella e a me lascia sperare, non solo per il pozzo Colle dei Nidi, e per quello che significhera' per il Teramano, quanto per la coscienza che diventa sempre piu diffusa che le popolazioni locali hanno il sacrosanto diritto di poter dire la loro sulle concessioni petrolifere -- e su tutte le altre opere di impatto -- sul proprio territori. 

E quindi, si torna sempre al cuore della questione: i petrolieri non riescono a spuntarla se la democrazia e' sana, se i processi decisionali funzionano e sopratutto se la gente e' bene informata delle conseguenze di cio' che gli si vorrebbe propinare.

Scivere osservazioni serve, protestare serve, conoscere i propri diritti serve.

Non avere paura serve.







Sunday, November 24, 2013

Gianni Chiodi "rammaricato" non si presenta all'incontro su Colle dei Nidi




Provate a pensare di affrontare l'inverno senza riscaldamento, 
pensate di cucinare sul camino con la legna 
o farvi la doccia con l'acqua fredda. 
Rispetto ai benefici e all'utilità che hanno per la nostra vita, 
li riteniamo assolutamente accettabili.

Dobbiamo scindere due ambiti: l'estrazione del petrolio, 
contro la quale la nostra posizione é netta 
e lo abbiamo dimostrato con i nostri atti in questi anni, e la
realizzazione di impianti per l'estrazione del gas, 
verso la quale siamo favorevoli, ma solo 
quando le condizioni ambientali sono ottimali e lo consentono.
 
Gianni Chiodi, 2013




Agli abruzzesi:
Non credete ad una sola parola di quello che dice Gianni Chiodi:
e' tutta PROPAGANDA e pure di basso livello.



Sono ormai sette anni che assieme a tante persone di buona volonta' cerco di informare gli abruzzesi sulle conseguenze delle estrazioni di petrolio e del gas, dei problemi collegati alla sismicita' indotta, alla reiniezione di materiale tossico nel sottosuolo, agli effetti nocivi di idrogeno solforato e degli altri inquinanti del petrolio, della bassa qualita' dei nostri idrocarburi, e in generale di quanto il petrolio d'Abruzzo sia poco conosono all'Abruzzo che conosciamo. 

Ieri 23 Novembre 2013, il governatore Gianni Chiodi non si e' presentato ad un incontro con la cittadinanza nel teramano dove era stato invitato per parlare di petrolio, e per -- finalmente -- dire che ne pensa lui, teramano, governatore, del petrolio e del gas di Teramo.

Non si e' presentato all'incontro, e "rammaricato" della sua assenza, ha mandato una letterina di cui sotto, in cui dice -- in sostanza -- il petrolio no - giammai! - ma state tranquilli che invece il gas, gli "idrocarburi gassosi" si possono fare.


SONO TUTTE BALLE
non lasciatevi abbindolare.

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Io la conosco bene la "storia politica" di Gianni Chiodi sul tema petrolio.

La conosco bene perche' il petrolio d'Abruzzo e' stata la mia vita degli scorsi sei anni
e ho visto e ho vissuto tutto sulla mia pelle, dal primo giorno.






La conosco abbastanza per sapere che questo e' un uomo di cui non fidarsi.

La conosco abbastanza per sapere che tutto quello che e' stato fatto e' stato fatto per merito della gente normale e di nessun politico.

Nessuno.

Il merito e' di noi, che abbiamo sempre rotto le scatole e messo pressione a chicchessia
che qui neanche l'odore delle trivelle dobbiamo sentire, che sia gas o che sia petrolio


 Capito Gianni Chiodi?
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E conosco abbastanza l'operato passato di Gianni Chiodi per sapere che la sua opinione cambia come cambia il vento, e che uno che AMA la sua terra non dice il petrolio no, il gas si.

Cosa significa il petrolio si e il gas no?
 
Gas o petrolio, sempre attivita' invasive sono, e le tecniche e i pericoli sono del tutto simili.

O che uno dice: il cancro lo voglio ai polmoni ma non al colon?
O che uno dice: voglio tenermi il braccio destro ma non il sinistro?
O che uno dice: la strictinina no, il cianuro si? 

Suvvia.

Uno che dice il petrolio si e il gas no, non si rende conto delle assurdita' che dice e non sa niente di niente di petrolio, di gas, di geologia, di fisica, di statistica, di probabilita'.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma  l'idrogeno solforato e' normalmente presente in maggiori quantita' nei giacimenti di gas naturale rispetto a quelli di petrolio.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma nel sottosuolo ci sono sempre misture di gas e petrolio assieme.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma i fluidi e i fanghi di trivellazione si usano in egual misura per il gas come per il petrolio.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma la monnezza che si produce e' uguale che sia petrolio o che sia gas.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma le attivita' di reiniezione sono pericolose uguale, che gli scarti vengano da petrolio che da gas.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma gli impianti di raffinazione sono ugualmente necessari per togliere l'idrogeno solforato dal petrolio e dal gas allo stesso modo.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma la sismicita' indotta la inducono le estrazioni di petrolio come di gas.

E poi continua con la propaganda piu' bassa che si possa fare: mettendo alla gente la paura di restare al freddo e al gelo senza il gas.

Ma crede che siamo scemi veramente?

Il gas e il petrolio d'Abruzzo non risolveranno niente di niente, dal punto di vista energetico, e le vostre bollette rimarranno tal quali. E questo perche' il gas e' poco, perche' chi lo estraerra' lo vendera' al miglior offerente a prezzo di mercato, e perche' ci vorranno almeno dieci anni per arrivare alla produzione se mai il tutto verra' realizzato. O che in Emilia Romagna il gas costa meno?  O in Basilicata la benzina e' piu' a buon mercato? No!

E quindi, non credetegli.

Mi fa ridere quando dice: noi non ci possiamo fare niente di quello che fara' la regione Marche. E invece si, caro Chiodi. Se ci tieni, vai da quelli delle Marche e GLI SPIEGHI perche' e' male tutto questo. Diventi tu stesso un attivista, fai per questa causa quello che va oltre il tuo ruolo istituzionale perche' ci credi da CITTADINO e non da calcolatore politico.

Capisci? Ti impegni veramente e questo vale per le Marche tanto quanto per Ombrina e per i ministeri romani.

Io non voglio poltrone, non voglio la vanagloria, non voglio niente di niente. Anzi, voglio solo tornare alla mia vita normale. Per me non ci sarebbe niente di piu' facile che fare finta di niente e lasciargli fare tutta questa propaganda.

E' domenica sera. E come sempre sono stanca morta e l'ultima cosa che voglio fare e' stare qui a farmi venire il sangue amaro a leggere tutte questa stupidita' ed ignoranza.

Ma non riesco a star zitta. Non ci riesco proprio a fare finta di niente di fronte ad uno che vuole venire qui a fare il lavaggio del cervello alle persone e nella mia regione.

E' piu' forte di me.

E spero solo che chi legga voglia credermi.

Gianni Chiodi dice: Dacchè io sono governatore non è stata impiantata alcuna trivella, ne sono state concesse intese per la ricerca o la coltivazione di idrocarburi liquidi. 

E' tutto vero, ma questo e' un testamento a quanto forte siano state le proteste, le azioni collettive, il nostro potere di cittadini.

Le trivelle non sono state impiantate perche' era lui il governatore.

Le trivelle non sono state impiantate perche' NOI CITTADINI non glielo abbiamo permesso, e questo sarebbe successo a prescindere dal governatore Gianni Chiodi o Mimmo Martelli o Peppe Cacciavite.

NOI CITTADINI siamo stati.

E quindi, come popolo occorre non avere paura, occorre continuare a dire NO, sempre, ogni giorno, non lasciarci abbindolare e non accettare nessun compromesso, perche' il compromesso inizia sempre con la parola si.

E quindi, continuiamo cosi, rompiamo le scatole, mettiamogli la paura addosso di perdere le elezioni, mettiamogli pressioni. Dobbiamo solo volerlo, ed alla fine anche Colle Dei Nidi morira'.


Eccola qui la letterina di Gianni Chiodi
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Buonasera a tutti i partecipanti,
vi ringrazio per l'invito ricevuto, e mi rammarico per non poter essere con voi a questo interessante confronto che auspico, alla sua conclusione, possa servire a chiarire, una volta per tutte, la mia posizione e quella del Governo regionale, riguardo il delicatissimo tema della salvaguardia e difesa del nostro territorio dalla attività di ricerca e coltura degli idrocarburi liquidi.

Chi mi conosce, chi conosce la mia storia politica, sa quanto sia sensibile a queste problematiche. Io sono abruzzese e da abruzzese vero non vorrei mai veder violata l'integrità della mia terra con le sue enormi potenzialità naturali. Sin dal giorno del mio insediamento alla guida di questo Esecutivo regionale, e ancor prima in campagna elettorale, mi sono convintamente impegnato a “salvare” l'Abruzzo dalla minaccia delle trivelle e del Centro oli; minaccia che pure il centrosinistra locale, regionale e nazionale, aveva scientemente autorizzato attraverso 24, sottolineo 24, atti amministrativi autorizzativi.

E' stato il mio governo che, con determinazione, è riuscito a scongiurare l'insediamento del Centro oli. Di più. Per impedire in maniera definitiva qualsiasi tipo di attività estrattiva sulla terraferma, siamo stati la prima Regione, ad aver approvato una legge (LR 48/2010) che di fatto vincola tutte le aree a rischio sismico, parchi, riserve naturalistiche, suoli adibiti a coltura di prodotti di qualità (olio e vino ad esempio). Come dire, abbiamo dichiarato “intoccabile”, su questo fronte, la quasi totalità del territorio abruzzese, che rientra in questa casistica. Ma non basta ancora. Nonostante le Regioni non abbiano competenza sulle attività che si esercitano in mare, abbiamo proposto e sostenuto, con il governo di centrodestra, il decreto legislativo 128/2010 dall'allora ministro Prestigiacomo che indicava il rispetto di 12 miglia per estrazione in mare, in presenza di oasi naturalistiche. Ciò allora ci permise di bloccare il progetto “Ombrina mare 2”, poi sappiamo, purtroppo, come è andato a finire col “decreto del Fare”.

Farò tutto il possibile per difendere la nostra costa, statene certi. Mi sono da tempo attivato per portare la problematica all'attenzione della Conferenza dei Presidenti di Regione, in modo da esercitare una forza congiunta nei confronti del Governo nazionale per la tutela e la salvaguardia del Mare Adriatico. Voglio in questa importante occasione, ribadire, e suggerire, quanto siano sterile se non controproducenti, polemiche e strumentalizzazioni sull'argomento "petrolizzazione" che generano solo tanta confusione nell'opinione pubblica. E' bene che la comunità abruzzese sia informata con trasparenza, onestà intellettuale, chiarezza, e cognizione di causa.

Dobbiamo scindere due ambiti: l'estrazione del petrolio, contro la quale la nostra posizione é netta e lo abbiamo dimostrato con i nostri atti in questi anni, e la realizzazione di impianti per l'estrazione del gas, verso la quale siamo favorevoli, ma solo quando le condizioni ambientali sono ottimali e lo consentono. Solo pochi giorni fa abbiamo bocciato in commissione VIA regionale l'impianto di Bomba perché non è un semplice impianto di estrazione gas ma anche di stoccaggio e lavorazione. I piccoli pozzi di estrazione del gas esistenti ad oggi non creano nessun impatto e nessun danno al territorio e alle popolazioni che vivono nei pressi, in questi quattro anni non ho ricevuto una sola istanza in merito. Vi invito ad andare a vederli per rendervi conto di persona di cosa si parla. Gli impianti a cui siamo favorevoli non producono inquinamento bensì rappresentano la fonte di una risorsa indispensabile per tutti noi. Provate a pensare di affrontare l'inverno senza riscaldamento, pensate di cucinare sul camino con la legna o farvi la doccia con l'acqua fredda. Rispetto ai benefici e all'utilità che hanno per la nostra vita, li riteniamo assolutamente accettabili.

Allora cerchiamo di riflettere e non induciamo i cittadini in confusione, differenziamo quelle che sono le attività relative alla ricerca e coltivazione del petrolio rispetto al gas. Per l'intesa che abbiamo concesso e che ci viene criticata per le attività di ricerca in località "Colle dei Nidi", tengo a precisare che per quanto riguarda l'area del territorio ricadente in Abruzzo, la Regione ha confermato l'intesa a due condizioni: solo ricerca di GAS come specificato nella richiesta della ditta e senza interventi sul territorio (sostanzialmente si tratta di acquisto di indagini già svolte da altre ditte che vanno rinnovati con un nuovo permesso di ricerca). In regione Marche, ma questo non dipende da noi, la concessione invece riguarda anche idrocarburi liquidi, così come era la precedente intesa rilasciata dal governo di centrosinistra della nostra Regione nel 2008. Cari abruzzesi, state certi, continuerò a lavorare, senza mai perdere d'occhio la nostra mission nel dare sostegno e valorizzazione ai comparti agroalimentare e turistico che rappresentano due punti cardine della nostra economia e verso i quali convogliamo quotidianamente attenzione e risorse. I risultati ci danno ragione, se è vero che l'export dei nostri prodotti tipici è in costante crescita. Siamo convinti che il sistema industriale vada incentivato ma che esso stesso debba accettare di convivere con il primato delle eccellenze della natura. Le nostre scelte, del resto, sono sempre state lineari e coerenti. Dacchè io sono governatore non è stata impiantata alcuna trivella, ne sono state concesse intese per la ricerca o la coltivazione di idrocarburi liquidi. Per contro sono state varate importanti misure proprio a tutela del nostro patrimonio ambientale.

E questo dato di fatto la dice tutta.
Molto più di mille parole. Chi dice il contrario provi a dimostrarlo con argomenti della medesima validità. Noi la nostra bella regione l'abbiamo difesa, la difendiamo e la difenderemo, potete starne certi.


Gianni Chiodi

Thursday, October 24, 2013

Valter Catarra, Teramo - un nome da non dimenticare




Eccoli qui i nostri novelli Ponzio Pilato: sono i membri del consiglio provinciale di Teramo sotto il presidente Valter Catarra che hanno deciso di non appoggiare i comuni di Bellante, Mosciano Sant'Angelo e Campli nel ricorso al TAR contro il governo centrale riguardante l'assegnazione del permesso di ricerca di petrolio "Colle dei Nidi" nel teramano:


VALTER CATARRA 
Presidente della Provincia di Teramo

 DAVIDE CALCEDONIO DI GIACINTO 
Assessore 

GIUSEPPE DI MICHELE 
Assessore

 VINCENZO FALASCA
Assessore

ELICIO ROMANDINI 
Assessore

 EZIO VANNUCCI
Assessore

Se ne sono tutti lavati le mani della questione petrolio nella provincia di Teramo.

Oltre a loro ci sono altri tre assessori assenti al momento della delibera, la cui posizione non e' nota:  RENATO RASICCI Vice Presidente,  EVA GUARDIANI Assessore  e FRANCESCO MARCONI Assessore.

E dunque la Provincia di Teramo resta a guardare, lasciando da soli tre piccoli comuni d'Abruzzo a lottare contro il mostro del petrolio.

Proprio degli amministratori illuminati e con a cuore il benessere dei loro cittadini.

Chissa'. Magari se uno li interpella diranno: oh si, siamo assolutamente contro la petrolizzazione, ma poi nei fatti... nei fatti non gliene importa un fico secco.

Nella nota, dicono che in data 10 ottobre i tre comuni di cui sopra hanno chiesto alla provincia  

“di voler rendere manifesto l’eventuale interesse di questa Provincia a resistere o meno
all’iniziativa intrapresa dalla parte ricorrente e, all’esito, a voler relazionare in merito alle
circostanze ed argomentazioni rappresentate dai Comuni di Bellante, Mosciano S. Angelo
e Campli nel suddetto ricorso"


La provincia ha allora interpellato il settore Emergenza - Alluvione - Viabilità - Urbanistica che comunica che:

si rileva che i ricorrenti non hanno contestato atti o provvedimenti adottati dallo scrivente Settore per cui si comunica il non interesse a resistere all’iniziativa dei ricorrenti" 

Poi hanno interpellato il settore Appalti – Turismo – Agricoltura che gli dice invece che:

“per quanto di competenza di questo Settore non vi è alcun interesse a costituirsi in giudizio in questo contenzioso”;

Cioe' che visto che i comuni di cui sopra non hanno contestato atti della provincia di Teramo, e che il settore agricoltura non ha competenza in tema di petrolio, la provincia non ha interesse a partecipare.

Votano all'unanimita'.   E chi si e' visto si e' visto.  Appunto, come Ponzio Pilato.

Arrangiatevi voi.  Noi non c'entriamo niente!

Agricoltura della provincia di Teramo? Il petrolio gli fara' bene!

Urbanistica? Sara' un vero spettacolo vedere camion e cisterne su e giu per le stradine di campagna, e se ci saranno riversamenti, e che vuoi che sia.

Ma perche' si sono tirati indietro? A parte tutto, ci avrebbero fatto un gran figurone dal punto di vista politico. Non che abbiano mai veramente fatto qualsiasi cosa per davvero contro le trivelle quelli che siedono alla provincia di Teramo. E ovviamente, non che abbia fatto grandi cose neanche il nostro lungimirante Gianni Chiodi.

Si sono tirati indietro per paura? Per comodita'? Per ignoranza? Per non mettere in imbarazzo il Cuor di Leone Gianni Chiodi?

Non lo so. So solo che dopo tutti questi anni e' inaccettabile una cosa di questo genere e che occorre non dimenticare e non fargliela passare liscia a questi pseudo-amministratori.

Occorre ricordarsi di questi nomi in tempo di elezioni e non votarli mai piu. Non meritano la nostra fiducia, i nostri soldi. Non meritano l'onore di rappresentare l'Abruzzo.

Meritano solo un pozzo di petrolio dritto dritto sotto le loro case.

Grazie al Prof. Enzo Di Salvatore che ha diffuso la nota che si puo' scaricare qui.




 


Wednesday, September 12, 2012

Ottobre 2012

Per ora sono qui tutti gli appuntamenti di Ottobre 2012. Grazie a tutti quelli che hanno reso questo viaggio possibile, c'e' dietro tanta organizzazione e scambio di email, e come sempre grazie a Fabrizia Arduini per la locandina.


Sunday, May 6, 2012

Nemici della riserva del Borsacchio

Berardo Rabbuffo


 Claudio Ruffini

Lanfranco Venturoni

8 Maggio 2012 - Palazzo L'Emiciclo Aquila
ore 11:00  - Consiglio Regionale
sulla riserva del Borsacchio

Ecco chi non lo vuole.
Scriviamogli:

Rabbuffo Berardo (FLI)  berardo.rabbuffo@crabruzzo.it
Ruffini Claudio (PD)  claudio.ruffini@crabruzzo.it
Venturoni Lanfranco (PDL)  lanfranco.venturoni@regione.abruzzo.it

E meglio ancora ricordiamocene alle prossime elezioni.



Il giorno 8 Maggio 2012 si riunisce ancora la commissione VIA all'Aquila per decidere altre "trasformazioni" ambientali.

Fra queste le proposte, assurde e bipartisan, di restringere o eliminare del tutto la Riserva del Borsacchio, nel Teramano. E' una riserva che sorge lungo la costa, e dunque sai quanto ci guadagni con le villette!

Protestiamo. Scriviamo ai consiglieri regionali che invece di pensare ai problemi seri dell'Abruzzo non hanno niente da fare se non pensare a distruggere la Riserva del Borsacchio:

Io direi cosi:

Caro consigliere regionale, mi chiamo XXX e sono un cittadino italiano. Pago le tasse e dunque il suo stipendio. Sono fermamente contrario alla riperimetrazione a a qualsiasi stravolgimento della Riserva del Borsacchio che va difesa e non distrutta per il beneficio di palazzinari, cementificatori e petrolieri.
la riserva e' anche uno strumento in piu' contro il proliferare di concessioni petrolifere. 

Spero che lei voglia rispettare l'opinione popolare, e soprattutto il bene comune. Chi governa lo deve fare nell'interesse generale e non a favore di speculatori edilizi.

XXX

Ma guarda tu, se con tutti i guai italici il probela deve essere una riserva!!

Monday, March 5, 2012

I politici d'Abruzzo contro la riserva del Borsacchio

Questo articolo dettagliato sulla storia della riserva del Borsacchio mi e' stato mandato da Franco Sbrolla di Roseto. Ecco chi ammazza i nostri parchi, in particolare questo travagliato fazzoletto di terra che chiede solo di poter essere lasciato in santa pace.

Grazie al signor Sbrolla per il lavoro certosino. E quando questi signori politici diranno di essere contro le trivelle, sara' un po una piccola bugia: essere contro le trivelle vuol dire essere per la natura, i parchi, e la vita tutta, anche quando fa male al portafoglio e non saltare sul carro della petrolizzazione perche' va di moda.

Agli Abruzzesi: NON VOTATELI PIU'! Questi signori NON MERITANO I VOSTRI QUATTRINI.

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Non si erano mai visti, nel selvaggio West, indiani e cow boy andare uniti all’assalto della diligenza.

Questo accade a Roseto, dove i politici, di centrosinistra e di centrodestra, vanno insieme all’assalto della Riserva naturale Borsacchio, oggetto delle brame della Consorteria degli Affari.

Mi sembra quindi doveroso riepilogare i fatti documentati ed assegnare il meritato riconoscimento ai Magnifici 15, che, più di altri, si sono prodigati nell’esercizio delle loro funzioni:

1. TOMMASO GINOBLE, deputato del Pd. Il 7 luglio 2004, quando era consigliere regionale, fu uno dei 17 promotori bipartisan che firmarono la proposta per istituire la nostra area protetta. Votò poi a favore della legge istitutiva (Art. 69 L.R. 8.2.2005 n. 6) e della legge correttiva (L.R. 3.5.2006 n. 11), approvate all’unanimità dal Consiglio Regionale.

Si pentì in seguito e, dopo aver approvato l’emendamento Boschetti-Cesarone, votò contro la L.R. 1.10.2007 n. 34, che confermò i confini della Riserva naturale Borsacchio e l’estensione di 1100 ettari.

2,3. ANTONIO BOSCHETTI, assessore del Pd, e CAMILLO CESARONE, capogruppo regionale del Pd, furono gli autori di un emendamento ad personam che fu inserito, surrettiziamente, nella L.R. 9.8.2006 n. 27. In conseguenza della variazione apportata, che rimandava ad una nuova perimetrazione l’efficacia della Legge istitutiva, sono state realizzate diverse opere non compatibili all’interno della zona di integrale conservazione del luogo e del biotipo, già vincolata con i D.ti Min.li del 1963 e del 1969.

Boschetti e Cesarone, coinvolti nella Sanitopoli abruzzese, sono stati rinviati a giudizio il 20 novembre 2010, e il 29 aprile 2011 è iniziato il processo presso il Tribunale di Pescara.


4. FRANCO DI BONAVENTURA del Pd, sindaco di Roseto dal 2001 al 2011. Alle elezioni comunali del 2006 fece la campagna elettorale a favore della Riserva naturale Borsacchio, e il 21 marzo 2006 tutti i capigruppo dei partiti di centrosinistra firmarono un documento in cui era riportato che “entro l’area della Riserva non potrà esserci incremento dei volumi già esistenti”.

Successivamente il Sindaco cambiò opinione, e il 21 ottobre 2008, pur essendo in doppio conflitto d’interessi, tentò di far approvare dal Consiglio comunale il Piano di Assetto Naturalistico che prevede una lottizzazione di oltre 50.000 metri quadrati all’interno dell’area protetta.

5. VALTER CATARRA di centrodestra, presidente della Provincia di Teramo. Sottraendosi all’obbligo istituzionale di gestire la Riserva e di nominare l’Organo di Gestione, ha impedito la concessione dei finanziamenti regionali utilizzabili per l’occupazione di disoccupati e inoccupati, come prescrive la L.R. n. 6/2005, e per mettere in sicurezza il torrente Borsacchio, che, con l’annunciata esondazione del 2 marzo 2011, arrecò notevoli danni ai cittadini residenti a Roseto nord.

6. BERNARDO RABUFFO, consigliere regionale e politico “ballerino” in quanto, eletto nel listino di Gianni Chiodi, è passato poi dal PdL a Fli, al Polo per l’Abruzzo e di nuovo a Fli. Ha presentato una proposta di legge per riperimetrare la Riserva Borsacchio, che dovrebbe diventare una specie di Orto Botanico, lasciando tutto il resto nelle mani della speculazione edilizia. Il 16 febbraio 2006 l’architetto Rabbuffo, allora vicesindaco di Teramo e responsabile della discarica comunale, continuò a rassicurare i concittadini affermando che la discarica La Torre non sarebbe mai crollata.

Crollò invece il giorno dopo, venerdì 17 febbraio, e 450.000 mc. di rifiuti precipitarono nel laghetto sottostante, mentre i liquami, incanalandosi nei fossi, finirono nel fiume Vomano che sbocca proprio a Roseto.

Memori di quella data fatidica, ancora oggi i teramani, quando vedono il consigliere regionale (soprannominato “Vradduccio jellato” per i numerosi disastri procurati), cambiano strada e fanno i rituali scongiuri.

Il 26 febbraio 2009, Berardo Rabbuffo è stato rinviato a giudizio per reati che vanno dal crollo colposo alla deturpazione delle bellezze naturali. Il processo è tuttora in corso presso il Tribunale di Teramo.

7. PAOLO TANCREDI senatore e coordinatore del PdL della Provincia di Teramo. Il 18 giugno 2010 presentò al Senato, come primo firmatario, tre emendamenti alla “manovra finanziaria” (condono edilizio, diritto di prelazione e condono fiscale tombale), al fine di sanare gli abusi perpetrati nelle aree protette ed i conseguenti sequestri ordinati dalla Magistratura.

Quando gli emendamenti vennero ritirati a furor di popolo, il senatore Tancredi così si espresse nell’intervista concessa al giornalista Mario Sensini, pubblicata il 22 giugno 2010 dal Corriere della Sera:

“...Ma io, anzi noi, neanche li abbiamo letti gli emendamenti, perché non c’è stato il tempo
materiale. Li abbiamo solo firmati. Io sono un ambientalista, sono abruzzese e amo la montagna e il Gran Sasso che sta in un parco nazionale. Mai e poi mai mi sarei sognato di proporre un condono edilizio. Dentro ai Parchi e alle aree protette, poi...”.

Coinvolto nella Rifiutopoli d’Abruzzo, il 15 aprile 2011 la Procura della Repubblica di Pescara ha chiesto il suo rinvio a giudizio. Il 25 ottobre 2011 il GUP ha deciso che per competenza territoriale il Senatore sarà giudicato dal Tribunale di Teramo.

8. LANFRANCO VENTURONI, capogruppo regionale del Pdl. Dopo l’accordo in Consiglio Regionale per rinviare il disegno di legge Rabbuffo alla II Commissione consiliare, ha presentato, il 14 aprile 2011, una proposta molto concisa e molto espressiva: “Art. 1 (abrogazione art. 69 L.R. n. 6/2005)”.

Guarda caso, il giorno dopo, 15 aprile 2011, la Procura della Repubblica di Pescara ha chiesto il suo rinvio a giudizio, in quanto coinvolto nella Rifiutopoli d’Abruzzo quando era assessore regionale alla Sanità. La prossima udienza si terrà il 31 maggio 2012 presso il Tribunale di Pescara.

9,10,11,12,13,14. D’Alessandro, Ruffini, Di Luca, D’Amico, Di Pangrazio e Sclocco, consiglieri del Pd. Il 10 maggio 2011 hanno presentato un progetto di riperimetrazione dell’area protetta, con l’identico fine di favorire i responsabili degli abusi, già processati e condannati dal Tribunale di Teramo.

15. ENIO PAVONE. E’ stato Assessore socialista fino all’agosto 2008 e il suo partito si è sempre schierato contro la riperimetrazione. Diventato Sindaco liberalsocialista, ha fatto approvare dalla maggioranza del Consiglio comunale una proposta da Premio Attila, e ripete, pedissequamente, la parola riperimetrazione, ereditata dall’ex sindaco Franco Di Bonaventura.

L’approvazione di una qualsiasi delle proposte faciliterebbe anche il nulla osta all’istanza Villa Mazzarosa, e le trivellazioni, e i pozzi petroliferi, si aggiungerebbero alle cementificazioni.


Nel contempo dovrebbe essere oscurato il sito web istituzionale, in quanto, nell’illustrare al mondo intero le peculiarità della nostra area protetta, la Regione Abruzzo così si esprime:

“...la Riserva del Borsacchio è ancora un giardino fiorito da scoprire lentamente, ultimo baluardo di natura incontaminata in grado di resistere al triste fenomeno dell’avanzata incontrollata e scellerata del cemento, che ha devastato la maggior parte del litorale adriatico…”.

E mentre continuo a pubblicare “La storia di Roseto e della Riserva naturale Borsacchio”, che evidenzia il degrado della politica nella Regione Verde del Governatore Gianni Chiodi, mi tornano in mente le parole del filosofo Dario Antiseri, vincitore del Premio Internazionale alla Libertà:

“... I politici, o meglio, la gran parte di essi vengono considerati, oltre che con distacco, con disprezzo e sono sempre più percepiti come un ceto trasversale di privilegiati che stanno lì a recitare una parte scritta da altri... E’ così che, se si seguiterà ad andare per questa strada i cittadini si allontaneranno sempre più dalla vita dei partiti, crescerà la sfiducia nelle istituzioni.

E senza regole accettate, condivise e difese la democrazia deperisce, la società si trasforma in una giungla dove bande di predoni attrezzati e i loro servi del momento la faranno da padroni”.

Profezia diventata purtroppo realtà!

Friday, January 27, 2012

Chiodi: il governatore meno amato d'Italia



Secondo i sondaggi del Sole 24 Gianni Chiodi e' il governatore meno gradito di tutta Italia. In realta' gode di questo onore assieme al suo collega sardo Ugo Cappellacci, se proprio vogliamo essere precisi e se e' vero che mal comune e' mezzo gaudio.

Interessante che qualche settimana fa invece la stampa d'Abruzzo riportava che Chiodi spendera' 50 mila euro per curare la sua "comunicazione".

Ma.. comunicazione di che? Del vuoto del suo governo? E chi la paga questa "comunicazione"? Di chi sono quei soldi? Pubblici o privati?

Diceva Chiodi che vuole promuovere "le buone notizie" che vengono dalla regione e che la Facoltà di Scienze della Comunicazione creera' un “Progetto di comunicazione e informazione ai cittadini abruzzesi”.

Ma fa ridere, anche il titolo sa di indottrinamento e propaganda sovietica!

Ad ogni modo, peggio di ultimo e' difficile. Speriamo che il prossimo anno questo investimento gli valga almeno il peunultimo posto presso la classifica del Sole 24 ore!

Non so perche' nessuno ami questo Chiodi, ma posso dire perche' non piace a me: non ha coraggio.

Promette ma non fa. Non gliene importa niente. Parla ma non agisce. E anzi, adesso neanche piu' parla. Chiama gli esperti della comunicazione a parlare per lui!

Se vuole fare qualcosa di buono, invece si sprecare 50,000 euro a vanvera, puo' iniziare a fare cose concrete e coraggiose, anche piccole. E vedra' che tutti gli vorranno bene.

Un esempio? Nella foto in alto le sue vuote parole di qualche mese fa: Contrasterermo ogni forma di trivellazioni in Abruzzo.

Ah si? E come?

Non ha niente da dire sulle trivelle neanche a Teramo, la sua citta', non ha partecipato a nessun evento anti-petrolifero, non ha voluto ne informare la sua gente, ne informare se stesso. Non ha sprecato una parola che sia una in supporto della gente, della riserva del Borsacchio, dei movimenti anti petroliferi.

Dal punto di vista piu' formale, non ha mai mandato un documento che sia uno ai ministeri romani contro le trivelle: ne per Elsa della Petroceltic, ne per Ombrina Mare: sebbene l'avesse anche mezzo promesso. Infatti dagli atti risulta che "sebbene ripetutamente sollecitata la regione Abruzzo non ha mandato pareri". Ponzio Pilato ci faceva piu' bella figura.

Ne lui ne il suo braccio destro Antonio Sorgi, riescono a prendere decisioni sul lago di Bomba, nonstante tutto l'Abruzzo si sia espresso contro questa raffineria sotto una diga a rischio a Vajont. Cosa aspettano? No, non ce ne andiamo mica caro Chiodi.

Gianni Chiodi non sa rapprensentare i nostri diritti a Roma. Non lo sa fare, non gli interessa, e' troppo molle, ha troppa paura.

La cigliegina sulla torta e' la legge regionale "anti trivelle", che serve solo come fumo negli occhi: dico gas invece che petrolio, cosi' posso fare lo stesso quello che voglio. E infatti si vede, le concessioni fioccano nonostante il suo "contrasto" e le sue leggi.

Visto come lo fanno in Veneto? Interdendo trivellazioni petrolifere e di gas.

"Contrasteremo ogni forma di trivellazione": si, intanto la Medoilgas si porta avanti e chiede di trivellare in un parco regionale fra i vigneti, vicino alla riva e a due passi da casa sua.

Vogliamo parlare dei numeri tirati fuori dal cappello in quella stessa intervista, del 51% di energia rinnovabile entro il 2015? La promessa era del 2010. Siamo al 2012, a un terzo di tempo dall'obiettivo. Che piano abbiamo per raggiungerlo? A che quota siamo adesso?
Ma lo sa anche lui che erano solo parole vuote.

Evviva Gianni Chiodi, evviva Antonio Sorgi. Ma non andranno lontani, e lo sanno anche loro. Alal fine sono 2 contro migliaia. Dobbiamo solo portare pazienza e continuare a rompere le scatole.

Thursday, December 15, 2011

Il Borsacchio vs. il sindaco Mastromauro, Giulianova


Il Sindaco Mastromauro ed il Consiglio Comunale di Giulianova nei mesi scorsi hanno gia' chiesto alla Regione la riperimetrazione della Riserva e domani 15 Dicembre ci sara' un consiglio comunale a Roseto in cui si discutera' nuovamente per eliminare dalla Riserva aree di grande importanza naturalistica.

Ma questi amministratori si rendono conto che chiudendo la porta alla
riserva, aprono un portone alle ricerca di idrocarburi sui loro territori??

Dante Caserta, Comunicato stampa del WWF


Caro sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro,

nella vita occorre coerenza e moralita' e una volta decise quali sono le cose importanti, occorre focalizzare, occorre crederci davvero, senza mai perdere di vista l'obiettivo e non avere paura di pestare i piedi o di rompere le scatole a nessuno per difenderle.

Sono anni che cerchiamo di salvare l'Abruzzo dalle trivelle: il comune di Giulianova in passato ha partecipato a vari eventi, e sebbene l'iniziativa sia quasi sempre partita dalla gente, lei e' stato presente e di supporto, e per questo le sono grata.

Ma la sua idea adesso di rimpicciolire una riserva naturale - per cementificarla? - e' in netto contrasto con l'idea di impedire l'Abruzzo petrolifero.

Perche' non vuole questa riserva? Cosa c'e' di meglio che un parco per la citta' di Giulianova? Che ci dobbiamo fare con altri condomini, altra speculazione edilizia, altro cemento, altra "riqualificazione"? Non eravamo la regione dei parchi? Cosa gli lasciamo alle generazioni future? Altro cemento? e un po di spazi aperti, un po di vista sul mare, un po di poesia no?

Mi sento veramente presa in giro dalla maggior parte della classe politica d'Abruzzo. Io e la gente normale abbiamo difeso questa regione giorno per giorno, centimetro per centimetro, anche per voi, e voi continuate ciecamente a darci pugnalate su pugnalate.

Sono veramente scioccata che una citta' come Giulianova che, in teoria, dovrebbe essere una citta' di turismo, vuole annullare quella che potrebbe essere la punta di diamante di un esperienza di vacanze.

Ma in che epoca vivete?

Non lo sapete che la gente e' stanca di cemento e palazzi e cerca il mare e il verde per le vacanze?

Come detto sopra, uno deve essere coerente. Se lei e' contro le trivelle, e' anche per la riserva del Borsacchio. Perche' vede, le due cose vanno insieme: salvare l'Abruzzo dalle trivelle e volere l'Abruzzo verde non puo' essere svincolato dal voler conservarne le aree protette.

E questo perche' trivelle o cemento, poco cambia: sono sempre speculatori, palazzinari o petrolieri che siano, che vogliono venire ad abusare di beni comuni lasciando le briciole alla collettivita'.

Io non voglio sprecare il mio tempo a sensibilizzare la gente, a coordinare osservazioni, a scriverle, a venire a parlare durante le mie vacanze per regalare l'orizzonte limpido ai cementificatori. Non voglio.

E' una presa in giro.

A volte mi pento di essermi spaccata in quattro per Ombrina Mare per poi vedere che i sindaci senza scrupoli di Torino di Sangro o di San Vito sono follemente opposti al Parco della Costa Teatina e in favore di ecomostri e di cementificazione selvaggia.

Non e' giusto, ed e' uno schiaffo che continua a bruciarmi ogni volta che ci penso.

Se uno ci crede all'Abruzzo spetrolizzato e sano ci deve credere fino in fondo, conservando le riserve che esistono, migliorandole, usandole come strumento per favorire l'occupazione, il turismo e contro le trivelle.

Queste riserve non sono zavorra per speculatori edilizi, ma hanno il potenziale di essere balsami per l'anima e se uno ci sa fare, per il portafoglio di tutti. Le dobbiamo amare queste riserve, con cura e passione, cercandone dentro e coltivandone la bellezza, per regalarla a chi verra' dopo di noi.

Sindaco Mastromauro: la lasci in pace quella riserva, e piuttosto dica a Chiodi e a Sorgi di bocciare le trivelle nel teramano.

Ecco un articolo sulle posizioni del sindaco di Giulianova sulla riserva del Borsacchio: deve essere "riperimetrata" - cioe' impicciolita - per farci opere di "riqualificazione"


Eccone un altro sul vero significato della "riqualificazione": edilizia residenziale e turistica. Cioe' villette.


Grazie a Dante Caserta

Tuesday, December 6, 2011

L'ignoranza di Mauro Angelucci, presidente di Confindustria Abruzzo


"All'interno dell'istanza per conferimento di Permesso di Ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi "Villa Mazzarosa" non sono istuite aree naturali protette di nessun ordine e grado" (SIC, ZPS, Parchi Regionali o Nazionali)"

Permesso Villa Mazzarosa, Novembre 2011,
pagina 54, Medoilgas.


La Medoilgas e la Societa' Adriatica Idrocarburi non hanno presentato richieste di concessioni per l’estrazione di gas bensì istanze
di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi.

Non estrazione quindi ma esplorazione di gas
.

Mauro Angelucci, Confindustria, Dicembre 2011.


La MOG dice una cosa, la Confindustria il contrario.
Non c'e' da fidarsi di questa gente.
Non sanno nemmeno loro di cosa parlano!

E comunque dentro a Mazzarosa c'e' la riserva del Borsacchio!


Sto morendo dalle risate. Il sito di Confinustria riprende le mie parole e scrive, con un banner continuo, come se fossero le feste di Settembre, "la legge regionale non e' stata raggirata". Che ridicoli!

Ci credono solo loro!

Il sito cita Mauro Angelucci, il presidente di Confindustria: oggi e' lui a farci fare altre risate e a venire fuori con altre balle petrolifere, che mostrano tutta l'ignoranza di Angelucci e della sua cricca di Confindustria.

Questo Angelucci manda infatti una precisazione a nome di Medoilgas e di Adriatica idrocarburi: l'una e' quella che sta dietro a Ombrina Mare, l'altra e' quella che sta dietro al Centro Oli. Infatti l'Adriatica Idrocarburi altro non e' che l'ENI sotto nuove spoglie.

E cosa dicono lorsignori della Confindustria dalla bocca profumata di Mauro Angelucci? Dicono che non si tratta di "estrazione di gas" ma di "istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi".

Ha ha ha.

Ma sanno leggere l'italiano lorisgnori? Anche io pensavo all'inizio che si trattasse di gas, perche' sono bravi a fare propaganda, e poi mi sono letti i testi, e cosa scopro?

Scopro che sono pieni di aggettivi del tipo "petroliferi, petrolio", "idrocarburi liquidi e gassosi" e accanto a questo parole come "pozzi, 3000 metri, fanghi, torri".

Cioe' vogliono scavare alla ricerca di quel che c'e' c'e' - gas o petrolio, ma sempre monnezza satura di idrogeno solforato - e fare il buco.

Infatti come la fai la ricerca se non con il buco? E' da quello stesso buco che poi tirerai fuori la monnezza che sta nel sottosuolo. Dunque approvare questa "ricerca di idrocarburi" gassosi o liquidi che siano, altro non significa che fare 3/4 dell'opera!

Dunque, non si tratta di ricerca di gas fatta con i tarocchi, o con i pennarelli su carta, si tratta di perforazioni vere - fino a 3000 metri come dice la MOG - alla ricerca di petrolio e gas con strutture che potrebbero restare permanenti.

Se aveste letto i testi, caro Angelucci, lo sapreste, visto che e' la MOG stessa a dirlo. Siete dunque voi, cari petrolieri, cara Confindustria, a dovere dimostrare perche' dovete essere esenti dalle leggi regionali e soprattutto dalla volonta' popolare.

Ma poi gas o petrolio che sia, non vi ci vogliamo qui, lo capite l'Italiano?

Do you understand? Capisc?

E no, non c'e' niente di ideologico. Che ideologia dovrei avere? Quella di volere salvare i polmoni della gente e' una ideologia? Piuttosto, io parlerei del vostro portafoglio, altro che ideologia.

Ma poi chi e' questo Mauro Angelucci? Da dove sbuca? Che credenziali ha lui?

E poi, suvvia, lo sapete anche voi che sottoterra c'e' di tutto - c'e' petrolio, c'e' gas, c'e' idrogeno solforato! Smettelela di prendere in giro la gente, ci fate solo una figura meschina.

La gente non vi ci vuole, mettetevela via che siete stati sconfitti e AMEN!

E poi tirare in ballo le centraline della Forest Oil. Ma vi rendete conto che siete ridicoli? Non sapete piu' a cosa altro aggrapparvi, vero? E i polmoni della gente no, quelli non sono importanti, no? E la terra che sprofonda non e' importante nemmeno quella, vero? E le balle che avete raccontato alla gente? E "i sondaggi a pagamento"?

MAURO ANGELUCCI:

queste balle valle a raccontare ad altri che qui siamo piu' intelligenti di te e
delle manipolazioni di Confindustria.

All'ENI, alla MOG:
Andate a trivellare a casa vostra!

Monday, November 28, 2011

Osservazioni - Villa Mazzarosa


Qui le osservazioni brevi e qui quelle brevissime per Villa Mazzarosa.
Qui tutta la documentazione della Medoilgas per Villa Mazzarosa.
Grazie a Enrico Gagliano per averle raccolte e distribuite.
Come sempre mandare una copia a me che le mettiamo nel raccoglitore comune.

Qui numeri utili di fax

ARTA ABRUZZO - 085.4500201
PINETO 085.9492930
ROSETO 085.89453670
PROV TERAMO 0861.331263
REGIONE ABRUZZO UFFICIO VIA 0862.363486
REGIONE ASSESSORATO POLITICHE AGRICOLE 085.7672939



Mentre i politici dormono, i petrolieri si fanno avanti e propongono le loro nuove concessioni. In questo caso si sono fatti scrivere i testi da questi intelligentoni della Geomap SRL, ditta di Firenze che - nella mia opinione - scrive balle per conto dei petrolieri e che in questo caso si arroga il diritto di dire che si puo' trivellare fra Roseto e Pineto perche' li "non ci sono aree di pregio".

Pero' si dimenticano di dire che dentro la loro concessione c'e' la riserva naturale del Borsacchio!

E chi c'e' dietro questa Geomap di Firenze che dell'Abruzzo non sa niente, se non che la Medoilgas gli da un contratto e dunque $$$$? Eccoli qui i nostri eroi: Carlo Conedera, Pietro Dainelli, Alessandro Ercoli, Paolo Facibeni.

Ignoranza o malafade non cambia niente: non c'e' da fidarsi e il loro studio e' fatto coi piedi, secondo me.

Questa volta sono 4 le osservazioni da mandare - oltre a Villa Mazzarosa ci sara' Cipressi, Santa Venere, Villa Carbone. Sara' un gran lavoro di coordinazione, con Fabrizia, Ilaria, Ludovica, Guido, Enrico che ringrazio gia' da adesso. Soprattutto grazie a Ilaria Giangrande per l'aiuto nella stesura di questi testi. Per oggi iniziamo con Mazzarosa.

La scadenza di Mazzarosa e' attorno al 20 dicembre.

Fabrizia Arduini e mi dice che le lettere si devono mandare o via raccomandata a ricevuta di ritorno agli indirizzi nel testo o VIA FAX a uno di questi numeri:

0862/363486
0862/363475

La commissione VIA della regione Abruzzo, mi pare di capire e' rimasta all'eta' della pietra e non ha (o non vuole avere?) la PEC, per cui si puo' usare questa:

urp@pec.regione.abruzzo.it

con in CC Sorgi cosi' e' sicuro che la legge:

antonio.sorgi@regione.abruzzo.it

Mano che arrivano altre lettere, o che preparo altri testi li metto sul blog. Come sempre questi testi non sono perfetti, ma questo e' il tempo che ho, ciascuno puo' modificarli come crede.

Ci vorrebbe solo qualche avvocato che si decida a rompere le scatole a Chiodi/Febbo/Sorgi e si impunti a far valere le leggi europee ed italiane che dicono che la volonta' popolare va rispettata.

Infine, c'e' sempre bisogno di persone di buona volonta' che mandino testi, per cui chi vuole aiutare con i fax e' sempre benvenuto.

Friday, November 25, 2011

Comunicato stampa: la legge di Chiodi fa acqua da tutte le parti





La legge regionale approvata dal Consiglio Regionale di Gianni Chiodi nel gennaio del 2010 e che vieta in zone sensibili abruzzesi le estrazioni di "idrocarburi liquidi" mostra tutta la sua inadeguatezza e l'ignoranza di base di chi l'ha redatta.

La legge infatti lascia campo aperto agli "idrocarburi gassosi" per i quali non ci sono vincoli di alcun genere.

Ma i principi della geologia sono semplici: sottoterra ci sono spesso miscele di gas e di petrolio e non e' sempre possibile distinguere fra i due.

I petrolieri allora ci riprovano e invece di far riferimento alla possibilita' di estrarre petrolio, parlano di estrazione di gas naturale. Sono di questi giorni infatti le richieste per ben 4 autorizzazioni a procedere per l'estrazione di "gas" dal Teramano e nel Pescarese.

Le concessioni sono quelle di Villa Mazzarosa e Villa Carbone, in provincia di Teramo, per conto della Mediterranean Oil and Gas - la stessa di Ombrina Mare - e quelle di Santa Venere e Cipressi in provincia di Pescara, per conto dell'Adriatica Idrocarburi, che fa capo all'ENI.

Le localita' interessate sono Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore, Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Elice, Montefino, Penne, Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco, Bellante.

Anche se i petrolieri lo chiamano ora "gas", le tecniche utilizzate, i rifiuti prodotti, la presenza di idrogeno solforato, sono talquali per il gas che per il petrolio. Basti pensare che presso il lago di Bomba le estrazioni di gas avranno bisogno di un desolforatore i cui principi sono del tutto simili al Centro Oli di Ortona.

A suo tempo tutte le associazioni ambientali, docenti universitari indipendenti e non al soldo di ENI o Assomineraria, avevano denunciato la possibilita' da parte delle ditte trivellanti di utilizzare il gas naturale come cavallo di Troia per bucare il territorio, e sottolineato la necessita' di vietare anche l'estrazione di gas dall'Abruzzo.

Il governo regionale non ha voluto dare ascolto al parere degli esperti, e cosi' il ritorno dei petrolieri si e' concretizzato.

A prendere decisioni su queste 4 concessioni sara' ancora una volta la VIA regionale di Antonio Sorgi, che dopo due anni ancora non riesce a dire il suo no definitivo alle estrazioni di gas a Bomba da parte della Forest Oil, sebbene tutto
l'Abruzzo civile e libero abbia espresso in mille modi il suo no.

Ci aspettano altre battaglie e chiediamo ai presidenti di provincia di Pescara, Guerino Testa e di Teramo, Valter Catarra e soprattutto ai cittadini di prendere informazioni, di indignarsi e di attivarsi contro questi nuovi attacchi. Chiediamo altresi alla dirigenza regionale di rispettare la volonta' popolare e di dire una volta per tutte no all'Abruzzo minerario, senza prese in giro e senza altri stratagemmi volti solo ad ingannare la gente.

Gianni Chiodi, oltre ad essere stato sordo di fronte alle argomentazioni di esperti veri, e testardamente ancorato alle sua scarsa consoscenza scientifica, ancora una volta si mostra incurante della sua terra, della sua gente, e finanche della sua citta',
Teramo.

Queste le concessioni:

A) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Santa Venere”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.

B) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Cipressi”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.

Province di Teramo e Pescara. Comuni di Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant'Angelo, Elice, Montefino, Penne






C) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Carbone”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.

Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.

Provincia di Teramo. Comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante.


D) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Mazzarosa”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.




MRD
Francesco Stoppa, Universita' di Chieti

Friday, November 11, 2011

La Mediterranean Oil and Gas ci riprova a Teramo


Ma uno va a Roseto a vedere i pozzi di gas o al mare?

A Sergio Morandi non e' bastata la lezione di Ombrina Mare


Di ritorno dalla Cina avrei voluto scrivere qualcosa sul mio viaggio li, ma sono un po' stanca e devo ancora processare tutte le cose viste e sentite e cosi, eccoci qui con l'ultimo attacco petrolifero, da parte di Sergio Morandi della Mediterranean Oil and Gas, a Teramo che mi segnala Augusto de Sanctis del WWF.

Vogliono trivellare i comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante, secondo la concessione "Villa Carbone" e quelli di Roseto e Pineto secondo la concessione "Villa Mazzarosa".

Per ora parlano di ispezioni sismiche, ma gia' lo sappiamo che questo e' solo il
primo passo verso lo scopo vero della MOG e di tutte le sue amiche che vogliono solo riempire l'Abruzzo (e l'Italia!) di pozzi di petrolio, senza rispetto alcuno per nessuno.

Notare che dicono:

Si evidenzia che il rilascio di un permesso di ricerca su un’area geografica vasta non comporta necessariamente azioni dirette su tutta la superficie richiesta. Zone protette o soggette a vincoli paesaggistici possono rientrare nell’area richiesta per una continuità dei limiti del permesso di ricerca ma esse non saranno interessate da attività di perforazione e/o registrazione sismica.

E quindi lo sanno pure loro che vogliono trivellare dove non si puo'. E che significa? Che la trivella la metti dieci metri dalla zona protetta? E poi, dovrebbe essere la zona protetta ad estendersi per continuita' e non il permesso petrolifero!

Altri sciacalli - Sergio Morandi non ha ancora capito con chi ha a che fare, e si vede che la lezione di Ombrina Mare non gli e' ancora servita.

Ecco qui cosa hanno combinato in Basilicata quei gran signori della MOG in un post di qualche tempo fa, ed ecco come li trattano i vincoli ambientali: trivellandoci dentro senza chiedere niente a nessuno!

La Magistratura parlo' di OCCULTAMENTO DI RIFIUTI DI NATURA INDUSTRIALE. E noi vogliamo dare a questi qui l'opportunita' di fare lo stesso in Abruzzo?

Vediamo che ha da dire quel galantuomo di Gianni Chiodi. Notare che la sua supposta legge in difesa dell'Abruzzo non e' servita a niente, perche' ora invece di chiamarlo petrolio lo chiamano gas.

Ci sono 45 giorni per le osservazioni.

Le decisioni finali vengono prese tutte solo ed esclusivamente dalla regione Abruzzo e dal capo della Commissione VIA Antonio Sorgi.

Altro giro altra corsa.


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Ecco gli annunci:

1. VILLA CARBONE

AVVISO AL PUBBLICO
Art. 20 del D.lgs 4/2008 e s. m. ed. i.

Si avvisa che è stato trasmesso alla Regione Abruzzo - Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia - Servizio Tutela, Valorizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambientali – Ufficio Valutazione Impatto Ambientale, Via Leonardo da Vinci (Palazzo Silone), 67100 - L’Aquila, il progetto di seguito specificato:

OGGETTO

Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Carbone”. Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.

PROPONENTE

Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Intervento di cui alla lettera g). punto 2) dell’allegato IV al D. Lvo n° 4/2008 ovvero “Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma”.

LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO

Provincia di Teramo. Comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

Svolgimento di studi geologici e interpretazione di linee sismiche (eventuale acquisizione sul terreno di nuove linee sismiche per circa 20/30km) volti a determinare l’ubicazione di un prospetto a gas nel sottosuolo. L’area interessata dal progetto di ricerca di idrocarburi copre una superficie di 68,12 km2. Il progetto prevede inizialmente una fase riconoscitiva con acquisto e reinterpretazione di linee sismiche già esistenti nell’area e, se necessario, l’acquisizione di nuove linee sismiche mediante un’apposita campagna geofisica. Si evidenzia che il rilascio di un permesso di ricerca su un’area geografica vasta non comporta necessariamente azioni dirette su tutta la superficie richiesta. Zone protette o soggette a vincoli paesaggistici possono rientrare nell’area richiesta per una continuità dei limiti del permesso di ricerca ma esse non saranno interessate da attività di perforazione e/o registrazione sismica.

UFFICIO REGIONALE COMPETENTE

Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia – Servizio Tutela, Valorizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambientali – Ufficio Valutazione Impatto Ambientale.

Dalla data di pubblicazione del presente avviso sul B.U.R.A., decorrono i 45 giorni entro i quali chiunque (associazioni, Enti, privati cittadini e portatori di interesse) in conformità alle leggi vigenti, può presentare, in forma scritta, al predetto Servizio, istanze, osservazioni o pareri sull’opera.

Ditta Medoilgas Italia S.p.A.

Via Cornelia, 498
00166 Roma


2) VILLA MAZZAROSA
AVVISO AL PUBBLICO
Art. 20 del D.lgs 4/2008 e s. m. ed. i.

Si avvisa che è stato trasmesso alla Regione Abruzzo - Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia - Servizio Tutela, Valorizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambientali – Ufficio Valutazione Impatto Ambientale, Via Leonardo da Vinci (Palazzo Silone), 67100 - L’Aquila, il progetto di seguito specificato:

OGGETTO

Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Mazzarosa”. Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.

PROPONENTE

Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Intervento di cui alla lettera g). punto 2) dell’allegato IV al D. Lvo n° 4/2008 ovvero “Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma”.

LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO

Provincia di Teramo. Comuni di Roseto degli Abruzzi e Pineto.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

Svolgimento di studi geologici e interpretazione di linee sismiche (eventuale acquisizione sul terreno di nuove linee sismiche per circa 20/30km) volti a determinare l’ubicazione di un prospetto a gas nel sottosuolo. L’area interessata dal progetto di ricerca di idrocarburi copre una superficie di 13,40 km2. Il progetto prevede inizialmente una fase riconoscitiva con acquisto e reinterpretazione di linee sismiche già esistenti nell’area e, se necessario, l’acquisizione di nuove linee sismiche mediante un’apposita campagna geofisica. Si evidenzia che il rilascio di un permesso di ricerca su un’area geografica vasta non comporta necessariamente azioni dirette su tutta la superficie richiesta. Zone protette o soggette a vincoli paesaggistici possono rientrare nell’area richiesta per una continuità dei limiti del permesso di ricerca ma esse non saranno interessate da attività di perforazione e/o registrazione sismica.

UFFICIO REGIONALE COMPETENTE

Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia – Servizio Tutela, Valorizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambientali – Ufficio Valutazione Impatto Ambientale.

Dalla data di pubblicazione del presente avviso sul B.U.R.A., decorrono i 45 giorni entro i quali chiunque (associazioni, Enti, privati cittadini e portatori di interesse) in conformità alle leggi vigenti, può presentare, in forma scritta, al predetto Servizio, istanze, osservazioni o pareri sull’opera.

Ditta Medoilgas Italia S.p.A.

Via Cornelia, 498
00166 Roma

Amministratore Delegato

Dott. Sergio Morandi

Monday, March 21, 2011

Gianni Chiodi - la vogliamo fare questa riserva o no?

Putroppo non ho il tempo materiale di occuparmi di tante altre cose che meriterebbero attenzione. Questo e' un comunicato del WWF indirizzato a Gianni Chiodi, per invitarlo a creare una riserva naturale detta del Borsacchio, e sottrarre territorio ai palazzinari di turno nei pressi di Roseto degli Abruzzi.

Siccome non posso fare altro, posso solo dirlo a tutti che e' il 5a volta che i consiglieri d'Abruzzo si riuniscono per decidere su questa riserva e che non riescono a mettersi d'accordo perche' qualcuno vuole farci i palazzi.

La regione verde d'Abruzzo - cementificata. Evviva!

Gianni Chiodi, hai qui una occasione per redimerti. Per una volta, provaci a fare la cosa giusta.


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A Gianni Chiodi e a tutti i consiglieri della regione Abruzzo:

Oggi sarete chiamati a pronunciarvi sull’ennesima proposta di riperimetrazione della Riserva Naturale Regionale Guidata del Borsacchio. E ragionevolmente temiamo che questa di oggi possa essere una decisione senza ritorno.

È la quinta volta che il Consiglio Regionale torna ad occuparsi dell’area naturale protetta del Borsacchio, sul cui perimetro si è finora pronunciato ben quattro volte, senza mai apportarvi sostanziali modifiche, avendone sempre riconosciuto logicità e ragionevolezza sia in termini tecnici che in termini scientifici.

La Riserva del Borsacchio nacque, infatti, con legge regionale 8 febbraio 2005 n. 6, al termine di un iter lungo e travagliato. Con successiva legge 3 maggio 2006 n. 11, la Regione Abruzzo corresse il refuso presente nella legge istitutiva. Con legge 9 agosto 2007 n. 27, il Consiglio Regionale approvò un emendamento a firma dei consiglieri regionali Boschetti e Cesaroni, che consentiva, nelle more dell’approvazione del PAN, la realizzazione di tutti quegli interventi previsti dagli strumenti urbanistici vigenti e, in particolar modo, di un megavillaggio turistico all’interno della Riserva. Con la legge 1° ottobre 2007 n. 34, l’emendamento Boschetti-Cesaroni venne giustamente superato ed i confini della Riserva ricevettero la quarta conferma legislativa.

Al lodevole “interventismo normativo” del Consiglio Regionale non ha finora fatto riscontro un eguale impegno di coloro che alle leggi regionali istitutive della Riserva avrebbero dovuto garantire applicazione. I Comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzi, infatti, nei cui territori la Riserva ricade, nonostante i ristretti termini normativi (90 giorni), non hanno fatto nulla di quanto avrebbero dovuto e cioè:

* non hanno provveduto alla tabellazione dell’area;
* non hanno prediposto il piano di sviluppo sociale ed economico dell’area attraverso il progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati;
* non hanno nominato l’organo di gestione.

L’unica cosa che il Comune di Roseto degli Abruzzi è riuscito a fare è stata la predisposizione di un Piano di Assetto Naturalistico della Riserva, costato ben 230.000 euro (cifra mai pagata per nessun altro piano delle riserve abruzzesi, quasi cinque volte di più delle tariffe ordinarie), contenente la possibilità di realizzare nuovi insediamenti abitativi su una superficie di 50.000 metri quadrati: una previsione assolutamente illegittima ed insensata, tanto che lo stesso Comune non è riuscito a far adottare il progetto di PAN in consiglio comunale.

Di fronte all’inerzia delle amministrazioni dei due Comuni, la Regione Abruzzo, il 27 novembre 2008, su richiesta del Comitato Cittadino per la Riserva Naturale Regionale del Borsacchio e delle Associazioni ambientaliste, ha commissariato le amministrazioni dei due comuni assegnandone i compiti all’Amministrazione Provinciale di Teramo.

Ma la situazione non è purtroppo cambiata: dal mese di novembre 2008, la Provincia di Teramo non ha fatto proprio nulla e la Riserva Naturale è rimasta in una situazione di stallo che le ha impedito di diventare, come tante altre aree protette regionali, strumento di sviluppo economico, sociale e turistico oltre che di conservazione ambientale.

La Riserva del Borsacchio tutela, come meglio specificato nell’allegata relazione del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università degli Studi dell’Aquila, uno degli ambienti più aggrediti d’Abruzzo ed in particolare del teramano: quello costiero. Tra Martinsicuro e Silvi sono ormai pochissime le aree rimaste prive di costruzioni. Le Istituzioni abruzzesi non sono state finora in grado di tutelare la natura del nostro litorale, ad esclusione di piccolissimi tratti che sono sfuggiti alla cementificazione. Tra questi vi è quello della Riserva Naturale del Borsacchio.

Di fronte a questa situazione, cosa ci si aspetterebbe dal Consiglio Regionale che decise anni fa di istituire l’area naturale protetta? Cosa dovrebbe aspettarsi la Collettività abruzzese che ha visto, anche recentemente, i danni provocati da un’urbanizzazione selvaggia che non sembra risparmiare nessun’area rimasta libera?

A nostro parere il Consiglio Regionale dovrebbe assumersi la responsabilità di chiarire una volta per tutte che quest’area va tutelata. E dovrebbe confermare quanto ha già espresso, all’unanimità o con larghe maggioranze sempre bipartisan, nei precedenti interventi legislativi.

E invece, Ecc.mi Consiglieri Regionali, vi trovate oggi a discutere, per l’ennesima volta, su pressione di pochi interessi particolari, di modifiche al perimetro dell’oasi naturale, per escluderne quelle aree di maggiore interesse edificatorio, proponendosi in contropartita porzioni di territorio caratterizzate da calanchi sui quali, come è noto, è impossibile costruire alcunché.

Si sostiene, da parte di chi propone la riperimetrazione, che essa servirebbe a garantire la realizzazione del contratto di quartiere dell’Annunziata nel Comune di Giulianova.

È falso! Lo stesso Piano di Assetto Naturalistico, predisposto come detto al costo di 230.00 euro e mai adottato, nelle sue norme tecniche di attuazione, fa salvi gli strumenti urbanistici vigenti, ed espressamente il contratto di quartiere dell’Annunziata. Invece di riperimetrare la Riserva sarebbe sufficiente apportare pochissime modifiche al progetto di PAN, stralciandone quella parte illegittima che pretenderebbe di realizzare nuovi insediamenti abitativi su 50.000 metri quadrati di superficie, approvandone poi tutto il resto.

Ci vediamo costretti pertanto a ribadire quanto espresso nel corso dell’audizione tenutasi presso la Seconda Commissione Consiliare Permanente sull’inaccettabilità di modifiche ai confini della Riserva, invitando gli Ecc.mi Consiglieri Regionali Abruzzesi a votare NO alla proposta odierna, inerente l’area protetta del Borsacchio, perché tale proposta:

* escluderebbe le aree di maggior pregio naturalistico che hanno costituito la ragione stessa dell’istituzione della riserva;

* escluderebbe aree sulle quali è in atto presso il Tribunale di Teramo un procedimento penale (n. 4588/08) per abusivismo edilizio, intervenendo ed interferendo con l’attività giudiziaria in corso;

* butterebbe via i 230.000 euro della Collettività spesi per il Piano di Assetto Naturalistico, in quanto sarebbe necessario procedere alla predisposizione di un nuovo progetto, venendosi a modificare il perimetro della Riserva in maniera sostanziale;
*

escluderebbe la foce del Fiume Tordino che deve essere invece tutelata e salvaguardata;
*

escluderebbe la foce del torrente Borsacchio, col risultato di creare la prima area protetta al mondo che non contiene al suo interno l’oggetto della sua tutela;
*

continuerebbe a differire la concreta applicazione di leggi che il Consiglio stesso ha approvato e la cittadinanza attende;


* aprirebbe la strada ad ulteriori modifiche del perimetro della Riserva perché, se ottenessero soddisfazione le ingiuste e pretestuose richieste di qualcuno, ciò costituirebbe un pericolosissimo precedente per tutti ed imporrebbe ulteriori concessioni con l’ineluttabile cancellazione dell’area naturale protetta.


L’intera Collettività Abruzzese attende con speranza e preoccupazione di conoscere le Vostre odierne decisioni. Le generazioni future le giudicheranno.

Italia Nostra,
WWF,
Comitato Riserva Naturale Borracchio

Sunday, November 1, 2009

Franco de Angelis ed il Qualunquismo


Le dichiarazioni di Franco de Angelis del 18 ottobre 2009 sulla petrolizzazione e sul centro petrolifero di Ortona mi erano sfuggite. Il De Angelis e' un esponente della lega Nord Abruzzo (anche se l'Abruzzo fa parte del centro sud), sezione di Teramo.

Come riportato da Giulianova news il de Angelis ha dichiarato:

La Lega nord Abruzzo non si schiera con i qualunquisti che hanno bocciato il progetto del centro olii senza neanche chiedere di conoscere i progetti. Le lobbies verdi e quelle dei pochi che sfruttano con il turismo le nostre coste (albergatori, balneatori , pizzaioli etc.). realizzando alti guadagni che non ridistribuiscono neanche sottoforma di occupazione stagionale hanno deciso in nome e per conto di un’intera regione, l’Abruzzo, di schierarsi “contro” neanche fossero tornati i , per loro, “bei tempi” del No al terzo traforo. Prima di dire di no al Centro olii bisognerebbe informarsi. Informarsi bene. Basta slogan dice la Lega nord. Confrontiamoci con l’Eni e con i fatti e lasciamo perdere le ideologie antisviluppo. Cerchiamo di vedere cosa si può ottenere per gli abruzzesi e come realizzare al meglio ciò che l’Eni si propone, salvaguardare l’Abruzzo e concepire uno sviluppo in cui non abbia più spazio la cultura “nimby” (not in my back yard : non nel mio giardino).

Non so da dove iniziare. Il vero qualunquismo e' in queste dichiarazioni insensate che arrivano dopo due anni e mezzo che l'intero Abruzzo parla del petrolio e dei suoi danni mentre il De Angelis chissa dov'era.

Vorrei informare il signor de Angelis, di cui non si conoscono le credenziali scientifiche, tecniche o mediche, che la sottoscritta ha visto ed ha letto il progetto. La sottoscritta si e' informata. Si e' informata bene. Si e' informata da persona libera, preparata e titolata. E una volta che si e' informata ha sentito il dovere di dirlo a tutti gli altri, al meglio che poteva e sebbene neanche vivesse in Abruzzo. Cosa faceva nel frattempo il de Angelis? Dov'era? Se i documenti sono arrivati a me, potevano anche arrivare anche a lui.

Dopo due anni si sveglia e dice: dialoghiamo con l'ENI!!! E nel frattempo dormiva?

La sottoscritta ha confrontato l'ENI per ben due volte e con dati alla mano, la prima volta quasi due anni fa e la seconda un annetto fa. E per ben due volte l'ENI non ha potuto battere ciglio sui dati veri. Non ha potuto dire niente in contrapposizione al fatto che l'ENI e' sotto processo per inquinamento ambientale in mezza Italia, che in Italia i limiti legali sono da terzo mondo, che il capo dell'ENI Scaroni e' stato condannato per inquinamento ambientale.

La sottoscritta ha speso ore ed ore a leggere, ha visitato Viggiano, si e' letta di tutti gli schifi che l'ENI fa - tangenti, morti, bugie, malformazioni e tumori a Crotone, Porto Marghera, Porto Torres, Nigeria, Congo, Viggiano, Gela, Priolo, Trecate, Manfredonia e in Maremma e chi piu' ne ha piu' ne metta. Dovunque l'ENI sia andata ha lasciato dietro di se solo morti e lacrime amare.

"Realizzare al meglio cio' che l'ENI si propone"? E perche' mai? Chi e' l'ENI che puo' venire qui a fare il cavolo che gli pare? L'Abruzzo e' degli Abruzzesi. Non e' ne dell'ENI e nemmeno dell'acuto De Angelis, o del lungimirante Gianni Chiodi o della coraggiosa Daniela Stati. L'Abruzzo e' degli Abruzzesi e di l 75% della popolazione ha gia' detto di essere contrario.

Da parte mia, io non so piu' in che lingua dirlo: l'Abruzzo petrolfiero NON E' COMPATIBILE con l'Abruzzo verde. Non ricordo chi mi disse questa frase ma e' proprio cosi': non e' possibile avere la botte piena, la moglie ubriaca e l'uva appesa nella vigna. Non si puo'.

Lo capisce signor De Angelis? Non si puo' avere Abruzzo sano se andiamo a coprire il 50% del territorio con pozzi, oleodotti e raffinerie. Non si puo'. Tutto il resto, quello si che e' qualunquismo. Uno deve decidere cosa vuole. L'Abruzzo nero ma verde allo stesso tempo non si puo' fare. Punto e basta. Si deve scegliere da che parte stare e per una volta nella vita avere coraggio.

E poi, una domanda. Ma Franco De Angelis lo sa che la Lega e' stata fra le piu' ferventi opponenti del progetto di trivellare il parco del Curone, a Milano?

Quando io sento queste persone di "politica" parlare a vanvera cosi', ci rimango veramente male.
Un po' perche' questa gente che io ritengo ignorante, in teoria dovrebbe rappresentarci (!!) e poi perche' invece di fare i conti con la propria limitatezza, ed invece di mettersi a cercare la verita', questi "politici" con le loro sparate cercano di sminuire tutto il lavoro di sensibilizzazione che abbiamo pazientemente cercato di fare in giro per l'Abruzzo.

Ma da dove sbuca questo De Angelis? Non ha ancora capito che dire qualsiasi cosa a favore del centro petrolio e' un suicidio politico? E poi, esattamente cosa vuole il De Angelis? Proposta: costruiamogli il centro oli nel suo giardino. Vedra' che significa avercelo un centro oli a casa sua per davvero.

Franco De Angelis della lega Nord: colto, preparato, soprattutto non qualunquista.

Fonti: Giulianova News