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Wednesday, February 27, 2019

Gli Australiani della Po Valley: abbiamo ottenuto autorizzazioni per trivellare in Emilia Romagna



15 Gennaio 2019

I petrolieri annunciano di avere avuto approvazioni 
per nuove trivelle vicino a Bologna. 











Last month, the Italian Government granted the Selva field a preliminary award for the Production Concession and Selva remains on course to begin first production in 2020.

Po Valley
Scritto il giorno 8 Febbraio 2019

Cioe' hanno ricevuto permessi preliminari a Gennaio 2019


The preliminary award of the Selva production 
licence is a key and major regulatory milestone 
in advancing our Selva project towards production. 

Selva will be generating significant cash flow for Po Valley

CEO Michael Masterman
Po Valley


Ora non e' che uno vuole infierire sul M5S o sulle loro promesse che continuano a sciogliersi sotto il sole di primavera.

Ma sono varie settimane che cerco di capire cosa succede alla concessione Podere Gallina, e al campo minerario Selva Mazzeni, in Emilia Romagna, di proprieta' della Po Valley d'Australia.

Ne avevo scritto subito dopo l'insediamento del Ministro Sergio Costa: gli Australiani avevano fatto domanda di trivelle nel Giugno 2018.  Il post e' qui. 

Ho seguito un po la vicenda nel corso dei mesi, ma nonostante mi ci sia davvero impegnata, dai siti ministeriali M5S/Lega e' impossibile capire qualsiasi cosa, perche' le pagine interattive, con la storia delle concessioni, i loro iter, e le mappe sono scomparse.

E sono scomparse da mesi.

Fosse stato il PD avremmo tutti gridato alla censura!

Cosi tutto quello che posso fare e' di leggere i comunicati agli investitori fatti ormai piu' di un mese fa dalla Po Valley Energy d'Australia e che sono alquanto inquietanti.  Si, la Po Valley, quelli che dicevano, per bocca del loro rappresentante Pierluigi Vecchia, che volevano trivellare in Emilia Romagna per motivi affettivi!

Adesso tutto questo affetto viene riversato sulla concessione Podere Gallina e sul campo Selva Malvezzi non lontano da Bologna. Il giorno 15 Gennaio 2019 quelli della Po Valley dicono di avere ricevuto una prima autorizzazione a trivellare il loro primo pozzo produttivo.

Ehhh??

Ma come... non avevamo una moratoria?

Chi ha firmato questa autorizzazione? 

Non aveva detto il Ministro Costa che non avebbe firmato trivella alcuna?
Lo sa il Ministro Costa che questa Po Valley ha avuto questa non meglio precisata autorizzazione?

Perche' nessuno ne ha parlato?

Perche' l'ho dovuto scovare io dall'altro lato del pianeta?

Come detto, dai siti ministeriali non si capisce niente perche' non c'e' niente, e io non so se siano stati censurati, oscurati, o nascosti.

Ma la stampa internazionale non offre nascondigli ed e' chiara. Il governo ha approvato. 

E si, gli ho pure scritto a quelli del ministero ma danno risposte che non sono risposte, ma del tipo: occorre aspettare. Ma aspettare cosa? E quanti mesi? E perche' non potevano tenere su le pagine vecchie che era l'unica cosa buona che funzionava sotto Galletti e Franceschini? 

Come detto, in mancanza di altre informazioni, ci atteniamo a quelle dei petrolieri.

Selva e' per il 63% della Po Valley,  il restante 20% e' della United Oil and Gas britannica e per il 17% della Prospex Oil and Gas, britannica anche lei.

La Po Valley dice che ha sottomesso i documenti al governo italiano a meta' anno 2018 (sotto il governo Lega/M5S? non e chiaro) e che dopo questa prima approvazione del Gennaio 2019 (da chi? per cosa?) le approvazioni finali arriveranno all'inizio del 2020.

Si aspettano di completare pozzo ed oleodotto entro la fine del 2020. Il CEO Micheal Masterman dice che l'approvazione di Gennaio 2019 e' una "pietra miliare" nell'avanzamento del loro progetto trivellante.

Ma cosa vogliono fare qui? Prima ispezioni sismiche in 3D, poi trivellare alla ricerca di gas.  La stima e' di circa 330 milioni di metri cubi in giacimento e ci si aspetta di estrarre 150 mila metri cubi al giorno. E siccome Selva e' vicino all'altro campo petrolifero Podere Maiar gia' trivellato nel 2017 e pure questo dentro la concessione Podere Gallina l'idea ulteriore e' di costruire un impianto per il trattamento di gas a Podere Maiar e una connessione sotterranea di un chilometro per collegare i pozzi delle due concessioni alla rete nazionale.

E non finisce qua. Dicono che si vogliono allargare con altre ispezioni sismiche perche' pensano che ci siano altri idrocarburi a Selva Est, Fondo Perino, Selva Sud,  Riccardina, Cembalina tutti dentro o vicino a Podere Gallina. Cosi, visto che ci siamo.. facciamo ispezioni sismiche dove capita capita.

Gia' prevedono che da Selva Est a 7 km da Selva Mazzeni ci sara' circa 1 miliardo di metri cubi di gas.

La concessione Podere Gallina  si estende per 330 kmq. 

Perche' fanno questo? Che domande. Ecco qui la voce della verita':


e cioe' si aspettano un "flusso significativo di denaro" da Selva e dall'Italia specie perche' in Italia i prezzi del gas, secondo loro, sono cresciuti del 50% nel 2018. 

... E come potevamo non sospettarlo, e' sempre il vile denaro!

Gli affari sono particolarmente appetibili perche' l'Italia continua ad importare il 90% del suo gas e ovviamente questi furbacchioni della Po Valley invece di dire spingiamo di piu' con le rinnovabili ci tirano ancora la panzana che dobbiamo continuare a trivellare, trivellare, trivellare per arrivare al "gas di transizione" verso l'energia pulita.

Ma quanto dura questa transizione? Ma non lo sanno questi che nel resto del pianeta in molte parti si parla e si programma per il 100% rinnovabili? Che il gas-transizione era solo una maschera per continuare con gli idrocarburi, in un modo o nell'altro?

Ma che gli importa. Andiamo avanti con i buchi, come i tossici.

La Po Valley ha rilevato diverse vecchie concessioni nel Nord Italia, quasi tutte un tempo dell'ENI e dicono che questo e' il sesto successo che ottengono, nel riportare in vita campi gia' dati per esausti.
Per esempio, Selva e' stata operata dall'ENI per 35 anni, e da qui sono stati gia' estratti circa 2 miliardi di metri cubi di gas da 15 pozzi. 

Nell'area ci sono 5000 pozzi, fra attivi e dismessi.

Sergio Costa, lei ha qualcosa da dire?

Perche' le pagine ministeriali sono scomparse?

Perche' non ci e' dato vedere cosa e' stato firmato e da chi? 

Perche' lei non ha mai sentito il bisogno di parlare alla gente di questa concessione che va in giro da giugno 2018 e di cui io stessa ho scritto otto mesi fa?

Chi lo dira' alla gente di Bologna?

Cosa puo' spiegarci lei?

Le sembra normale che debba essere un volontario dall'altro lato del pianeta a suonare l'allarme, o a seguire le vicende a mo' di giornalista investigativo per amor di patria?

E no, guardi, l'ignoranza, cioe' dire "non lo sapevo", non e' giustificabile. Se lo so io cittadino normale, lo *deve* sapere lei, ministro dell'ambiente.
 
E' bello e facile fare i proclami, ma poi occorre mantenere le promesse, spiegare alla gente e soprattutto non censurare le pagine dei siti ministeriali.  A tuttora, e ho letto tutti i comunicati possibili delle ditte in questione, non e' ancora chiaro chi ha firmato questa autorizzazione e perche'.

Potrei sbagliarmi ma il fatto resta che i siti MISE non contengono piu' informazione alcuna e che uno non sa dove deve andare a leggere - trasparenza zero.

Spero di sentire da lei e dai nostri politici che ne sara' di Podere Gallina e dei nuovi bucatori australiani.

PS: Anche le pagine del Ministero dell'Ambiente sono state oscurate. Ecco qui cosa compare
















Thursday, January 24, 2019

Lega e M5S: stop temporaneo di almeno un anno e mezzo e canoni aumentati di 25 volte


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Update: 24 Febbraio 2019

Il divieto dei 18 mesi e' entrato in vigore il giorno 13 Febbraio 2019.
Secondo i petrolieri sara' la fine del mondo!







Ma, e se invece pensassimo a come fare per migliorare la mobilita' elettrica, 
il risparmio energetico, il sole, il vento? 
Non sarebbe piu' intelligente?


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Sono sollevata.

In questo gran calderone che e' la politica italiana, pare che ci sia una intesa fra i due contendenti: il M5S e la Lega decidono che tutto sara' congelato per almeno 18 mesi.

I canoni aumenteranno di 25 volte rispetto alle tariffe attuali.

Secondo il Corriere della Sera, le commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato potranno ora proseguire i loro lavori sul decreto semplificazioni e si potrebbe arrivare anche ad un OK domani 25 Gennaio 2019.

Da come la vedo io, e' un buon passo in avanti, che ha visto approvazioni di crociere-sismiche, il toto-emendamenti, le minacce di dimissioni del ministro dell'ambiente Costa, e tutto un fior fiore di politici e giornalisti che si svegliano da un giorno all'altro pro trivelle, blabberando assurdita' sul lavoro, l'economia, i soldi e senza sapere che lavoro, soldi, economia, si possono creare anche senza ammazzare nessuno o senza distruggere l'ambiente.

Sono una persona lineare, e mi piacciono le cose fatte con logica, e questa ital-confusione e' estranea al mio modo di essere, ma sono felice lo stesso, perche' ogni passo in avanti e' un buon basso, e un anno e mezzo e' abbastanza per allontanare lo spettro trivelle.

E per tutti quelli che gridano all'assoluto, o che trovano il pelo nell'uovo, che pensano che e' stato fatto in vista delle elezioni X o Y,  che pensano che fra due anni ci sara' l'inghippo dico solo: il PD ha approvato ogni trivella che ha incontrato lungo il suo cammino, ed e' monumentale che siamo ora qui invece.

Per cui, nonostante l'armata-brancaleonaggine, e nonostante tutti i colpi di scena, occorre essere soddisfatti.

Quel che invece occorre fare e' di non mollare, continuare a metter pressione, a vigilare, a tenere alta l'attenzione pubblica, di modo che se pure ci saranno post-elezioni, o veri peli nell'uovo, saremo ancora qui a rompere le scatole e che la pressione che li ha portati qui, sara' ancora viva, e piu' forte fra 18 mesi.

E' pure importante rendersi conto che *mai* saremmo arrivati fino a qui *senza* il nostro costante impegno.  Mai. L'impegno di persone che *vogliono* una Italia che guarda al futuro, senza trivelle e senza fossili e' stato il motore di tutto questo.  Pensate davvero che ci sarebbero stati accordi o sensibilita' senza di noi? Non credo.

Il nostro opearato e' utile, e abbisogna di energia constante. Ogni giorno.
Il nostro potere e' qui: nell'opinione pubblica, nei nostri numeri, nella perseveranza.

L'ultima cosa importante e' questa.

Tre anni fa, il miraggio delle 12 miglia era veramente un miraggio, nel senso che prima del 2016 ci sono stati permessi trivellanti proposti e concessi a due chilometri da riva. Quanti anni abbiamo speso contro Ombrina, il mostro e la sua FPSO a cinque chilometri da riva?  E prima ancora, almeno noi dell'Abruzzo, quanto tempo abbiamo speso con i documenti che non erano postati in rete e quanti viaggi al Ministero in persona per avere le valutazioni di impatto ambientale?

Grazie all'attivismo di noi tutti le cose sono cambiate, ed anche i piu acerrimi sostenitori dell'Italia petrolifera hanno accettato che ci fosse informazione pubblica online, e sopratutto il limite delle 12 miglia e' ora dato per scontato.

E' infatti interessante che anche qui chi vuole le trivelle parli di "trivelle lontano dalla costa", significa che hanno accettato questa nostra conquista

Occore allora porre l'asticella ancora un po piu in alto e chiedere un giorno, un Italia libera dalle fonti fossili, un Adriatico chiuso ai petrolieri, e aria pultia e polmoni sani per tutti.

Amen brother.



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Tuesday, January 8, 2019

Le coste salentine e ioniche aperte alle "crociere sismiche" della Global Med, per 10,000 euro l'anno


Il nuovo airgun della Global Med del Colorado
come reso noto dal BUIG 

la d90 FR GM e' quella in rosso in basso a destra.
la d87 FR GP e' quella in viola scuro in basso a sinistra.
la d89 FR GM e' quella in arancio a destra


I comuni interessati sono Tricase, Gagliano del Capo, Ugento, Racale, Alessano, Castrignano del Capo, Taviano, Andrano, Diso, Otranto, Morciano di Leuca, Patu', Tiggiano, Gallipoli, Alliste, Salve, Santa Cesarea Terme, Castro, Corsano, Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro


Si e' tanto parlato in questi giorni della Global Med,  a cui il nostro beneamato governo M5S-Lega ha concesso di eseguire airgun in tre concessioni in un area di oltre 2200 chilometri quadrati di mar Ionio.

Del nostro mar Ionio, del mare degli italiani e della natura. Del mare che dovrebbe portarci vita, e bellezza, e turismo, e voglia di fare le cose buone nei pomeriggi spensierati d'estate.  E che invece ora ci porta trivelle.

Erano le ex concessioni 87 FR GM, 89 FR GM e 90 FR GM, ora ribattezzate FR 43 GM, FR 44 GM e FR 45 GM.

Di questo, dei miei sentimenti, della mia delusione, ne parleremo nel prossimo post. Ho tante cose da dire, e poco tempo in questi primi giorni del 2019.

Per ora voglio focalizzarmi sul cosa abbiamo approvato - 2200 kmq di airgun nei mari del Salento e delle coste ioniche in favore della Global Med.

Partiamo con questo articolo di Stefano Agnoli che scrive per il Corriere della Sera, che dice che  della Global Med si sa poco o che noi italiani siamo scemi a non volere le trivelle.

Intanto, si sa tanto se uno ha voglia di fare il giornalista serio, e non di sparare a casaccio in difesa dei buchi nel mare.

La sede legale della Global Med e' in Colorado presso il numero 6901 South Pierce Street, Suite 390, Littleton. Il suo domicilio e' presso lo Studio Legale Turco, Viale Gioacchino Rossini 9, Roma 00198.
 
Da Bloomberg viene fuori  che la Global Med e' una ditta privata e che agisce come parte della Global Resource Holdings una LLLP che sta per Limited Liability Limited Partnership.

Tutte queste L significano essenzialmente che la Global Med non si assume alcuna responsabilita' se le cose dovessero andare storte, cioe'  questa Global Med/Global Resource Holding e' una micro micro micro ditta che viene qui solo per sfruttare lo sfruttabile e senza vergogna alcuna.

Bastano un altro po' di click per vedere chi e' il capo di questa Global Med.

Si tratta di tale Randall C. Thompson che ha investito a suo dire circa 1.5 milioni di dollari per le trivelle "profonde" nel golfo di Taranto e nello Ionio. Dal suo sito diretto agli investitori dice che ha fatto richiesta di sei concessioni offshore e fatto cinque richieste di valutazione ambientale.

Ricorda ai suoi potenziali investori che lui e' specializzato in progetti petroliferi internazionali allo stadio iniziale e che ha avuto gia' successo in Marocco, Nuova Zelanda, Cina e Belize.

Prima era un manager della Exxon e della Amoco.

Il suo scopo e' di fare il lavoro iniziale di accertarsi che il petrolio c'e' ed e' giusto e poi di vendersi a ditte maggiori.

Essenzialmente quelli della Global Med sono dei mercenari!
Ed e' a loro che diamo il nostro mare.  

E quindi caro Stefano Agnoli, spero che lei possa concordare che e' pura follia regalare lo Ionio e il Salento a un *singolo* individuo in Colorado che viene qui solo a scopo di sfuttamento con una ditta che non ha nessuna esperienza nel settore sicurezza o infrastruttura, e del cui capitale sociale si sa (questo si) poco. Nel testo del provvedimento dello sviluppo economico c'e' scritto che fra due anni andranno a verificare la "capacità tecnica ed economica" della società richiedente. Solo questo fa capire di che ditta abbiamo davanti - microscopica, con potenzialita' di danni enormi e di cui non sappiamo neanche se potra' pagare!

Mai sentito parlare di Temsah? Di Montara? Del pozzo Taylor? Mmh. Non credo.

Le concessioni che l'amico Randall Thompson ha ora ottenuto sono antiche.

Vennero gia' sottoposte al governo italiano nel 2013 tre concessioni per eseguire airgun in 2D nello Ionio, la 87 F.R. GM, 89 F.R. GM e 90 F.R. GM.

Ci sono state varie peripezie, cambi di governo, cambi di perimetrazione e pure la legge finanziaria del 2016 che ha tolto dei pezzettini alla d 87 FR GM perche' entrava nel limite delle 12 miglia.

Nel 2017 il duo Franceschini e Galletti diedero il loro si - a suo tempo il Ministero dell'Ambiente parlava di crociere sismiche!

E in data 7 dicembre 2018, zitti zitti mentre che ci si preparava al Natale, le concessioni sono state finalizzate sotto il governo del M5S, con Ministro dello Sviluppo economico, Luigi di Maio.

Ed ecco qui le FR 43 GM, FR  44GM e FR 45GM, nuove di zecca.

Chi avrebbe potuto mai immaginare che i decreti finali arrivassero dal governo Lega-M5S!

Ma scappo troppo in avanti. Come detto sopra,  dei pasticci del M5S al prossimo post.

Per ora voglio invece finire di commentare sul testo di questo Stefano Agnoli.

Stefano Agnoli dice che l'Adriatico si divide in due - l'Italia da un lato, dall'altro Croazia, Montenegro e Albania, e Grecia. E anzi, piu' in la ci sono pure Cipro, Egitto, Israele e Libano e dai, mettiamoci pure la Turchia.

E mentre tutti questi intelligentissimi paesi dall'altro lato dell'Adriatico hanno deciso di trivellare - accogliendo o invitando ENI, Total, BP, Rosneft e pure la Exxon, noi italiani scemi scemi ci accaniamo contro le trivelle nei nostri mari.

Si vede che vorrebbe l'Italia cone l'Albania! E anzi, sa lei che l'Albania chiede il 70% del ricavato ai suoi trivellatori?

E perche' caro Stefano non ricorda che al di qua dell'Adriatico abbiamo il Portogallo che ha detto no all'ENI che voleva trivellare il mare dell'Algarve, o della Francia che ha vietato il fracking e che non rilascera' piu' *alcun* permesso trivellante nuovo nel suo paese. O di tutti i paesi di cui sopra in cui la gente protesta contro le trivelle?

A pensare come pensa lei vuol dire allora che quando la Schlumberger voleva trivellare in Sardegna andava bene? O lo stesso per le trivelle in Sicilia o in Puglia. A Venezia?

Nel suo mare di preferenza?

Stefano poi parla del fatto che le richieste della Global Med partirono gia' dal 2010, e che quindi non c'entra solo il PD, che e' sbagliato farne una questione politica, e che addirituttura ci sono "verifche approfondite sul tanto contestato uso degli airgun, i cannoni ad aria per le ricerche."

Non sono cannoni, caro Angelo, ma come lei non ha voglia di andarsi a studiare chi e' la Global Med, cosi io non ho voglia di spiegare, per l'ennesima volta che si tratta di spari ad aria compressa.  Ma poi, quelli del precedente governo le chiamavano ... "crociere sismiche", per cui mi sa che qui e' una gara a chi usa le parole piu' comiche.

Ma piu' comico ancora e' che lei le chiama "verifiche approfondite" - ma quando mai! 

Non ho *mai* in 11 anni di lavoro, mai, mai, mai, mai letto un permesso trivellante in cui la letteratura scientifica fosse citata in modo appropriato, in cui si dicesse qualsiasi altra cosa che trivellare, o fare airgun porta ad impatti lievi-trascurabili-nulli. Solo in Italia le trivelle e l'airgun fanno bene al mare, alle persone, all'ambiente.

E infine la cigliegina di Stefano e' che che se "non avesse concluso il processo accordando il permesso", e "viste le diffide legali arrivate al ministero, il dirigente preposto dello Sviluppo economico si sarebbe esposto al rischio di pagare i danni di tasca sua".

Ci lasci capire, allora siccome X passaggi legali erano stati approvati, allora per forza dovevano essere approvati tutti gli altri Y passaggi successivi?  E allora che ce li abbiamo a fare tutti questi stadi di approvazione? Basta solo decidere che invece di avere X+Y approvazioni ne bastano solo X
se uno ha paura delle diffide che arrivano a meta' strada!

Se i passaggi Y invece sussistono, anche se e' solo una firma, vuol dire che finche' tutto l'iter non e' finito, le trivelle, l'air gun o i cannoni come li chiama lei, non sono stati approvati.

E quindi Mr. Thompson, o chi per lui nulla puo' fare, perche' nessun decreto finale e' stato rilasciato!
E dunque quelle diffide legali sono solo carta straccia, secondo me. Al massimo chi richiede di trivellare puo' esigere una rispostain  tempi brevi, ma non necessariamente un si.

E questo anche se Galletti e Franceschini avevano firmato la compatibilita' ambientale.

Non va bene fare il lavaggio alle persone che non-si-poteva-fare-altrimenti.  O che-senno-pagavamo-la-multa. Non e' vero. Finche' non arriva l'ultima firma chi ha richiesto non puo' che accettare che non-si-sa-ancora.

Nella vita c'e' sempre l'alternativa. E' il coraggio, la forza morale, l'animo nobile, il mettersi in situazioni scomode ma giuste, l'intelligenza, il volerlo che manca.

Ma queste parole sono per Sergio Costa, a cui scrivero' domani. 

Ma che delusione questo M5S; cosi diversi, cosi uguali a quelli di prima.



Friday, November 16, 2018

Spagna: 100% rinnovabile nel 2050, zero sussidi alle fossili, zero nuovi permessi petroliferi



 
Spain shows that the battle against climate change is deadly serious.
 Intanto, in Italia il M5S fa convegni al senato con i negazionisti!


Mentre che in Italia approviamo leggi spandi veleni nei terreni in nome dell'emergenza, e si invitano personaggi di dubbio valore a negare i cambiamenti climatici in Senato, ecco cosa succede in Spagna, non lontano da noi, e dai nostri politici dalla stella ambientale decadente.

La Spagna ha infatti lanciato un ambizioso programma per diventare 100% rinnovabile, e per decarbonizzarsi.

Hanno pensato a tutto, con ambizione, coraggio, lungimiranza, intelligenza.

Un esempio per tutti.

Gli ultimi dati (2014) gia' parlano di una Spagna che va al 42.8% di energia elettrica rinnovabile.
Adesso si vuole appunto arrivare al 100% su un periodo di 30 anni. I livelli di emissioni di CO2 sono programmati per calare del 90% rispetto al 1990, e nei prossimi 10 anni verranno generati 3 GW nuovi di energia elettrica solare ed eolica.

Saranno vietate tutte le nuove licenze petrolifere, di sfruttamento e di ricerca di idrocarburi con o senza fracking; e il 20% del budget nazionale sara' usato per misure che siano utili a constrastare i cambiamenti climatici. Il denaro destinato a tale scopo aumentera' a partire del 2025. Le automobili a benzina saranno vietate dal 2040.



Il programma spagnolo e' stato ampiamente lodato in tutto il mondo: Christiana Figueres del panel delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dice che l'esempio spagnolo e' un eccellente esempio di una nazione che ha aderito e si e' impegnata nel concreto dopo gli accordi di Parigi del 2015.

Laurence Tubiana che ha aiutato a scrivere i testi di Parigi, dice che e' un programma ispirazionale e rivoluzionario.

E' un programma con obiettivi a medio e lungo termine, ci sono incentivi, e si prevede transizione anche per il personale tecnico e per i lavoratori.

Per esempio ci sara' un pacchetto da circa 300 milioni di euro per la chiusura di tutte le miniere di carbone nel paese, per incentivi, pre-pensionamenti, riqualificazione del personale e per la riqualifica ambientale.

E' stata tolta la cosiddetta tassa sul sole che aveva frenato la crescita delle rinnovabili, e anzi il mandato e' che ora si arrivi al 35% dell'energia elettrica entro il 2030; e cosi pure l'efficenza energetica che dovra' migliorare del 35% pure lei entro il 2030.

Cioe' piu' energia green e piu' energia intelligente.

Ci riusciranno, non ci riusciranno? Non lo sappiamo. Ma il punto e' che osano, che ambiscono, che non si nascondono dietro foglie di fico, che ci provano. Non si fanno mettere in paralisi da quelli della Repsol o da altre petrolditte.

Io posso solo dire che dopo quasi sei mesi di governo, i ministri e i senatori italiani in tema di ambiente hanno veramente fatto cadere le braccia, e ancor di piu' visto tutto il bel parlare degli anni passati.

Perche' quelli del M5S non sono stati capaci di convincere, parlare, spiegare, coinvolgere la gente e gli altri politici della Lega su quanto importante sia proteggere l'ambiente?  Dove e' stato lo sforzo *vero* di tutti quelli che si sono riempiti la bocca su ILVA, TAP, petrolio, natura? Perche' sono capitolati senza neanche davvero provarci?

Davvero la poltrona era gia' cosi comoda, subito subito?

Personalmente sono del parere che tutto si puo' se lo si vuole, e sui temi di cui sopra non lo si e' voluto abbastanza.

Caro Sergio Costa, dove sei?

Invece di fare convegni con i negazionisti del clima, perche' non fare le leggi per eliminare il piu' possibile le fonti fossili dalla nostra nazione?  Non si sa. 

Ah, il nobile coraggio della coerenza e della convizione;
questa sconosciuta.





Monday, November 12, 2018

La Audax torna all'assalto di Pantelleria con Nilde, Naila e Norma -- Sergio Costa, che fare?





FPSO - originariamente proposta per il Banco dell'Avventura
dalla microditta Australiana Audax

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The transaction is conditional upon the Italian Licensing Authorities ratifying the License. 

Cioe' sta a noi, sta a Sergio Costa dire di no a questa mostruosita'
e fermare gli avvoltoi della Audax,  che dall'Australia
vogliono venire a trivellare
Sicilia, Pantelleria e il Banco dell'Avventura

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Ai giornalisti: si prega di citare le fonti.

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Torna in Sicilia la beneamata Audax Energy, la sussidiaria italiana della ADX energy,  una microditta dalle macroambizioni che dall'Australia vuole venire a trivellare Pantelleria e dintorni.

Si tratta del permesso D363 CR-AX gia' sede di tante battaglie ambientali che contiene i giacimenti Nilde, Norma e Naila nel bel mezzo del banco dell'Avventura e del banco di Talbot. Queste aree marine sono ricchissime di biodiversita', pesci di ogni genere, e amate dai sub di tutto il mondo, fra cui il mio amico Guido Picchetti.

La Audax annuncia infatti di avere firmato degli accordi con la SDP Services Limited per spartirsi la concessione al 50%. In cambio della cessione di meta' concessione, la SDP eseguira' i lavori fino ad un massimo di 20.82 milioni di euro.

L'asino casca qui:

I nostri amici australiani dicono che "la transazione e' subordinata all'approvazione della concessione da parte del governo italiano".

Cioe' sta a noi decidere se affidare il banco dell'Avventura e di Talbot a questi predatori australiani che hanno gia' fatto tutti i loro conti in tasca.

Non e' ben chiaro cosa stia facendo il Ministro Sergio Costa in temi di petrolio.

Quantomeno sarebbe utile far sapere a questi soggetti che il governo italiano non intende rilasciare tale concessione, di modo che tutti si mettano il cuore in pace.

Anche una qualche parola dal Ministro del Sud, Barbara Lezzi, non ci starebbe male.

Una delle tante cose che ci sono state dette in questi mesi sulla TAP per esempio, e' che non si puo' rescindere il permesso a causa di accordi prestabiliti.

Bene, qui gli accordi non ancora ci sono, e quindi *prima* il governo dice a questi che non vogliamo trivelle nel mari di Pantelleria, *meno* investimenti, inciuci, accordi e meno devastazione dei nostri mari ci saranno.

Lo sanno Barbara Lezzi e Sergio Costa di questi intenti della Audax?
Se si, cosa hanno da dire ai siciliani, ai sub, agli italiani?
Cosa hanno detto o fatto finora?

Io ho letto tutte queste cose dai comunicati agli investitori di questi ultimi giorni.

Torniamo ai nostri lupi in fabula.

Se il governo approva, la Audax cedera' il 50% dei suoi interessi alla SDP che gestira' la concessione; la SDP potra' pure prendersi il 5% di profitti futuri in aggiunta.

Ma perche' poi la Audax si va ad accoppiare con questa SDP?
Perche' non se la trivella da sola Pantelleria?

Perche' gia' a Gennaio 2018, il governo italiano fece sapere alla Audax che non aveva sufficienti fondi per trivellare, e di qui la ricerca di un partner.

Mmh. A Gennaio 2018 il Ministro dell'Ambiente era Gianluca Galletti. E' stato lui a dire queste cose alla Audax? Il Ministro dell'Economia era Pier Carlo Padoan. E' stato lui?

Chi lo sa.

La SDP e' privata e ha sede a Londra. A quanto pare e' carica di contanti. Hanno pure a disposizione trivelle, apparecchiature per le ispezioni sismiche, e' esperta di fracking e ha pure attrezzature specifiche per il soggiorno dei lavoratori a mare.

E infatti in capo della Audax d'Australia Ian Tchacos dice che spera che grazie all'accordo con la SDP tutto si risolvera' e che possano presto concretizzare.

Nilde si trova a 100 metri di profondita' nel canale di Sicilia, a 60 chilometri da Pantelleria.

Gia' durante gli anni 1980 erano estratti 20 milioni di barili, e le stime della Audax sono di altri 34 milioni di barili che attendono di essere riportati in superficie.

Si stima invece che Norma e Naila abbiano fra i 2 e 16 milioni di barili di petrolio.

Come sempre e' petrolio-monnezza, come quasi tutto quello italiano, e quindi c'e' bisogno di operazioni in loco per eliminare le inpurita', per la maggior parte sulfuree.

E questo e' strabiliante:

*avevano inizialmente proposto di ancorare una FPSO nel banco dell'Avventura e di Talbot*

Ora per uno che non legge questo blog, forse la gravita' delle righe di cui sopra non e' chiaro, ma chiunque abbia seguito le mie tribolazioni in Abruzzo, sapra' che una FPSO e' una "Floating Production and Storage Offtake" unit, una nave raffineria ancorata vicino al punto di estrazione il cui solo scopo e' quello di eliminare lo zolfo e di rilasciare fumi tossici in ambiente.

Cioe' sara' una nave-raffineria sputa veleni e sputa zolfo. 
24 ore su 24.
365 giorni l'anno.

Un mostro insomma.

Gli squattrinati della Audax pero' dicono che hanno pensato ad una alternativa "veloce" dove si usa la flessibilita' degli "alberi secchi" (non sto scherzando!) e non meglio specificati macchinari in affitto.

Infatti dicono:

ADX’s fast-track, technically robust and low capex development concept involves using the flexibility of dry trees and leased equipment, as opposed to its original option of a floating production and storage offtake facility.

Chi dovra' fornire questo "concetto veloce" e' la Calm Oceans Pte, di Singapore, specializzata in FPSO.

Pantelleria caput mundi delle trivelle allora - Australia, Singapore, UK tutti qui.

Questa Audax non e' nuova ai mari italiani: e' la titolare di altre concessioni fra Italia e Tunisia, fra cui il  Dougga gas condensate e il Lambouka gas discovery.  Ha altre concessioni pure in Romania.

Ai suoi investitori la Audax dice che gia' nel Maggio 2014 aveva proposto di sfruttare la concessione d 363 CR AX, dove si prevedevano ipsezioni sismiche per un costo di lavori preliminari di 300mila euro; di altri 520mila euro per poi eseguirle queste ispezioni sismiche, e poi la bellezza di 20 milioni di euro per trivellare il pozzo. La Audax ha gia' speso in questi anni 950mila euro, sfondando le previsioni e quindi vorrebbe accellerare i tempi.

Ora: a noi italiani non ce ne deve importare una trivella secca dei costi della Audax.

Se ne devono tornare a casa loro, e lasciare i nostri mari cosi come sono. Non vogliamo ne FPSO, ne alberi secchi, ne contratti con partner o con ditte terze.

Io vorrei solo poter gridare a gran voce a questi politici italiani che e' tempo di agire, di non essere passivi, e di dire alla Audax il prima possibile: Adios.

Caro Sergio Costa, Cara Barbara Lezzi, qualsiasi cosa stiate facendo, non c'e' tempo da perdere.

 

Wednesday, October 17, 2018

I fanghi petroliferi, la California e il Ministro Sergio Costa




Gianluca Castaldi
Franco Ortolani
Barbara Lezzi
Gianni Girotto
Vito Petrocelli

tutti del M5S, tutti che si sono riempiti la bocca con belle parole sull'ambiente

Si puo' anche votare no.
Si puo' anche essere coerenti.




Non ci siamo.

Io non so i giochini della realpolitik che ci stanno dietro, e sinceramente non mi interessano. Quel che so e' che e' immorale innalzare di venti volte il livello di idrocarburi nei fanghi di depurazione per essere riusati in agricoltura.

E' questo infatti quello che prevede l'articolo 41 del cosiddetto decreto "Genova": innalzare il livello di idrocarburi nei fanghi spandibili nei suoli agricoli da 50 a 1000 milligrammi per chilogrammo.

Cioe'  sara' lecito spargere robaccia tossica sui campi.

Dove finira' quella robaccia? Mmh. Tiriamo ad indovinare. Sulle tavole degli italiani?

La stampa italiana scrive che questo e' una sorta di scorciatoia per chi tratta acque di scarto da depuratori industriali e civili, e che non sa cosa farne. Addirittura la regione Lombardia aveva pure pensato di innalzare i livelli oltre i 1000 milligrammi per chilogrammo, ma fu il TAR della regione a bloccarli.

Sono andata a vedere cosa facciamo qui il California.

Mi pare di capire che in questa parte del mondo il limite di oli in acqua da usare per l'agricoltura sia di 35 milligrammi per litro. Un litro equivale ad un chilogrammo di acqua, per cui in California il limite e' di 35 milligrammi per kilogrammo.

Riassunto:

In California il limite e' di 35 milligrammi per chilogrammo;
In Italia il limite era di 50 milligrammi per chilogrammo;
In Italia il limite e' ora di 1000 milligrammi per chilogrammo.

Tutta salute, eh!

E poi ci lamentiamo della mafia e degli speculatori e dei tedeschi o chi per loro che vengono a smaltire la loro monnezza in Italia. Ma se siamo noi i primi a concederglielo!

La colpa dunque, quando arriveranno i TIR dal nord europa non e' degli altri, quelli fanno solo il business, ma e' nostra, perche' gli abbiamo aperto la porta, rendendo legale un vero scempio. E quando la camorra fara' i suoi affaracci di monnezza, occorre ricordare che siamo stati noi a incoraggiarli, tacitamente.

Non so cosa sia passato per la testa di Matteo Salvini e di tutti gli stolti che hanno votato, approvato, taciuto o guardato dall'altro lato mentre questo articolo 41 veniva approvato.

So pero' che il Ministro Sergio Costa ha una enorme responsabilita' in tutto questo, e che piu' di altri avrebbe dovuto darsi da fare, con la mente e con le braccia e con le unghia e con le parole,  contro questa decisione.

Non era lui quello della terra dei fuochi?

Non ha visto cosa e' successo alle mamme campane, ai loro figli, ai loro giovani?
E solo perche' non ne parla piu' nessuno non vuol dire che non ci sia ancora sofferenza e dolore.

E come pensa che sia iniziato tutto questo? Con un po' di veleni di qua, un po' di veleni di la, e alla fine, siamo arrivati alle mozzarelle alla diossina.

Come sempre, e' la prevenzione che conta, e questo piu' di altri Sergio Costa dovrebbe saperlo. E non solo dovrebbe saperlo, dovrebbe averlo insegnato ai suoi, a Matteo Salvini, e a chiunque avesse avuto dubbi sulla logicita' di aumentare i veleni nell'acqua dei campi di venti volte.

L'Italia e' uno dei paesi d'Europa maggiormente colpiti dai tumori dell'infanzia, secondo uno studio pubblicato nel 2017 su Lancet. Su 62 paesi studiati viene fuori che l'Italia e' uno dei paesi a maggior tasso di tumori per i residenti al di sotto dei 20 anni di eta'.

E il tumore dell'infanzia e' piu' di ogni altra cosa collegato all'inquinamento vissuto dalla mamma prima, dal feto poi e dal bambino stesso.

Pensiamo di curare queste statistiche spandendo veleni nei campi?

In tutta sincerita' in tutti questi mesi non ho visto nessuna iniziativa vera da parte di questo Sergio Costa in tema petrolio; non ci sono stati provvedimenti di bocciatura sulle trivelle, c'e' stata invece timidezza in Basilicata e adesso il silenzio con questa storia dei fanghi. Non va bene cosi.

All'inzio uno puo' dire di dover studiare il sistema, ma dopo quattro, cinque mesi di silenzio, e peggio, di taciti assensi, si diventa complici caro Sergio Costa.

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Addendum: un sacco di gente mi scrive dei "perche'" e dei "per come" e delle emergenze e delle scusanti su questa decisione. La verita' che una emergenza non si risolve creandone altre, da regalare alle generazioni future. Mi si dice che e' tutto temporaneo - ma sappiamo tutti come finisce la temporaneita' in Italia, finisce dopo decenni e decenni di veleni. Non esistono scuse che tengano qui. Ci deve essere un modo di smaltire fanghi senza avvelenare nessuno. 

Ciascuno deve rispondere a questa domanda: davvero pensate che la soluzione sia mangiare melanzane annaffiate con l'acqua al petrolio?



Sunday, July 22, 2018

La Northern Petroleum ci riprova con airgun in 3D in Puglia per Ottobre 2018




I mari di Puglia visti dalla Northern Petroleum



Le due concessioni vecchie che la Northern Petroleum vuole modificare
senza fare una nuova Valutazione di Impatto Ambientale




La nuova concessione su cui la Northern Petroleum non vuole fare Valutazione di Impatto Ambientale

Lo studio di cetacei nell'area su cui fare airgun fra Gennaio e Marzo 2018 



La presenza di mammiferi marini accertata in zona fra Gennaio e Marzo 2018



La nuova area su cui eseguire airgun in tre dimensioni


Il contesto in cui fare airgun. Notare che in zona ci sono almeno altre nove concessioni

SI PREGA DI CITARE E DI NON SCOPIAZZARE.
E' DA MALEDUCATI.

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Il monitoraggio ha confermato la presenza "abituale ed omogenea" di cetacei nell'area.

Dallo Studio Preliminare Ambientale 
della Northern Petroleum in Puglia 

Pero' vogliono sparare con "airgun o esplosivo" lo stesso.
Chiedono di farlo ad Ottobre/Novembre 2018

Ministro Sergio Costa, ecco qui la sua chance 
per fare qualcosa di buono.


La Northern Petroleum non abbandona i mari di Puglia, ma persiste.

Siamo lungo le spiagge antistanti le cittadine di Monopoli, Ostuni, Brindisi, Carovigno.  Le concessioni in ballo sono due: la FR 39 NP e la FR 40 NP, entrambe approvate il giorno 8 Giugno 2015 dall'allora Ministro dell'Ambiente Dario Franceschini.

A suo tempo, tre anni fa, alla Northern Petroleum era stato concesso di eseguire "rilievi geofisici attraverso la tecnica dell'"airgun o esplosivo" in tre dimensioni in un area di circa 400 chilometri quadrati attorno al pozzo Rovesti 1, già trivellato dall'AGIP nel 1978, e poi in un area adiacente di circa 470 chilometri quadrati attorno ai due pozzi Medusa 1 e Giove 1 e 2 già' trivellati dalla Enterprise Oil nel 1996 e 1998, rispettivamente.

Il tutto per un area di circa 860 chilometri quadrati.

La Enterprise Oil era una ditta di trivelle britannica acquistata dalla Shell nel 2002. 

L'approvazione del 2015 fu alquanto travagliata. Ne abbiamo parlato già in questo post in cui si sono maggiori dettagli sull'iter delle delle due concessioni della Northern Petroleum. 

Ma finalmente sono partiti.

Nei primi mesi del 2018, da Gennaio a Marzo, hanno eseguito il monitoraggio "visivo ed acustico" della cetofauna della zona, prima di eseguire airgun.  E questo perché' il Ministero aveva ordinato loro di studiare l'ambiente: come dire, prima di sparare vediamo cosa c'e' nel mare.

Il loro intento successivo era di eseguire airgun in 3D in entrambe le concessioni immediatamente dopo il monitoraggio, verso Marzo o l'Aprile del 2018.

A un certo punto pero' decidono che gran parte della concessione FR 39 NP non la volevano più'.

Dicono che non e' di interesse minerario.

Scoprono che invece gli interessa di più la FR 40 NP che vorrebbero fosse ampliata, da 470 chilometri quadrati fino a 670 chilometri quadrati. In questo caso vogliono meglio studiare l'area attorno al campo Aquila, detto FC 2 AG, e di proprietà' dell'ENI.

E così ad Aprile 2018 invece che partire con l'airgun, i nostri amici della Northern Petroleum hanno chiesto all'ufficio dell' UNMIG di Napoli di modificare l'autorizzazione ricevuta nel 2015 per le due concessioni e di adeguarla a questo nuovo tratto di mare.  Ne vogliono una più' grande, invece che due, e dicono che gli studi già fatti possono essere unificati.

Non vogliono dunque rifare la Valutazione di Impatto Ambientale, perché ovviamente significa ricominciare daccapo, e vogliono tenersi il permesso già accordato ma modificato alle loro nuove esigenze.

Nella richiesta al Ministero dicono che i cetacei "hanno presenza abituale ed omogenea" nell'area trivellanda. Pero' se i mammiferi marini stanno a più di 988 metri dai loro spari non dovrebbero esserci danni.

Per le tartarughe il limite dei danni e' di 223 metri.

Cioe' bisogna dire ai delfini di stare almeno a 989 metri e alle tartarughe almeno 224 metri dagli spari dell'airgun della Northern Petroleum!

E che gli diamo un metro per misurare?

Che cosa ridicola.

Notare poi, che l'array dell'airgun e' sempre in movimento e che ci sono vari spari eseguiti allo stesso tempo da più' sorgenti. Nella fattispecie si tratta di otto assi lunghi 6 chilometri a distanza da 75 metri l'uno dall'altro.

Cosa significano in questo contesto 988 o 233 metri? Come faranno mai le specie marine a capire dove andare con questa pioggia di spari?

Aggiungono che se usano varie "misure di mitigazione" i mammiferi possono stare sempre più' vicini alla sorgente dell'airgun a seconda della specie. Addirittura alcuni tipi di cetacei, fra cui i delfini, possono stare fino a 49 metri di distanza dalla sorgente dello sparo dell'airgun.

Cosa sono queste misure di mitigazione? Osservare l'orizzonte per capire se siano presenti specie marine nell'area immediata, e spegnere gli spari nel caso ve ne siano di presenti.

Mmh. Veramente tutto questo sara' sufficiente a evitare danni?

Veramente li vedranno tutti, tutti? Specie considerato che, per loro stesso dire, la presenza di cetacei e' abituale ed omogenea in tutta l'area?

Veramente, considerato che i suoni dell'airgun sono potentissimi, più' di 200 decibel?

Veramente, considerato che in acqua i suoni dell'airgun possono diffondere e causare disturbi ad alcune specie animali fino a 70km dal punto di emissione? 

Notare che aggiungono pure che potrebbero esserci danni fisiologici o disturbi comportamentali, dovuti o al picco dello sparo oppure a causa di effetti cumulati, a seconda della distanza delle specie marine dall'airgun. Lo dicono loro.

Le tartarughe sono più' sfortunate e per loro non ci sono misure di mitigazione.

E che dire della pesca? Nei nostri mari non ci sono solo specie protette, delfini e targarughe, ma anche i pesci che mangiamo normalmente e che danno lavoro a decine di famiglie.

A loro chi ci pensa? L'airgun porta disturbi anche alla pesca, e l'airgun in 3D e' ancora piu' problematico perche' essendo la visuale piu' precisa, la presa dati e' piu' intensa. Qui c'e' la pagina dei pescatori professionisti italiani che praticano una pesca selettiva per la difesa dell'ambiente in modo da evitare il sovrasfruttamento delle risorse ittiche, come anche richiesto dall'Unione Europea. Perche' loro devono sottostare a vari vincoli per proteggere il mare, e poi puo' arrivare Northern Petroleum a sparare a casaccio? Ai pescatori chi li tutela?

Non e' meglio lasciare pesci, delfini e tutti gli altri abitanti del mare in santa pace?

Ovviamente i nostri amici della Northern Petroleum dicono che e' tutto dagli effetti bassi perché la densità di mammiferi in zona e' bassa. Ma come, non erano presenti in maniera "abituale ed omogenea"?

Dicono pure che in due mesi, dal 14 Gennaio al 14 Marzo hanno avvistato 11 strenelle striate, un grampo e due specie non identificate. Cioè fanno 14 esemplari.  Dicono che non possono escludere la presenza di zifi e capidogli. Notare pure che siamo in periodo di non riproduttivo per le specie, e che se fossimo stati in estate sarebbe stato più probabile incontrare nuovi nati.

Quattordici esemplari sono tanti, sono pochi?

E quanti pesci hanno incontrato? E quanti pescatori? A loro chi li tiene nel conto?

Ciascuno puo' rispondere a queste domande come vuole, ma il punto e' sempre che questo airgun e' solo l'inizio di un processo irreversibile di Puglia petrolizzata, di turismo violentato, di pesca malata.

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Ora con questa nuova richiesta della Northern Petroleum che cosa cambia nello specifico?

La prima cosa che balza agli occhi e' che ovviamente l'estensione territoriale passa da 860 chilometri quadrati a 670 chilometri quadrati.

Dunque l'area in cui fare airgun e' più piccola.

Ovviamente questa non e' una vittoria per nessuno, nel senso che quale che sia l'estensione territoriale sempre di airgun si parla. Per di più, se uno si pone in una veduta di maggior orizzonte, ci si rende conto che l'obiettivo a lungo termine e' di trivellare, installare infrastruttura petrolifera a terra e a mare, e alla fine cambiare in modo irreversibile l'assetto odierno della zona.

Non piu' turismo e pesca ma trivelle.

E' questo l'obiettivo finale della Northern Petroleum e che inizino da 860 o da 670 chilometri quadrati di mare di Puglia non fa differenza alcuna.

Quello che pero' e' cambiato e' chi siede dietro quelle sedie del Ministero.

Abbiamo adesso un nuovo Ministro, Sergio Costa, che a quanto mi pare di capire non ha ancora pronunciato molte parole su airgun e trivelle.

Ecco qui la sua opportunità', una delle tante per lui in questi mesi: obblighi la Northern Petroleum a rifare si tutto il suo Processo di Valutazione Ambientale daccapo e poi ci si metta veramente a studiare le carte di tutti questi signori trivellatori e sparatori nel Mare Adriatico, a differenza del suo predecessore Dario Franceschini.

E se lo farà in modo libero e indipendente si rendera' conto che non esiste un solo motivo per bucare o per sparare a questi mari. Non uno.

Le parole della Northern Petroleum sono come i loro airgun, sparate di aria compressa.

A loro non importa niente di delfini, tartarughe, pesca, della Puglia o del mare.

E' solo e sempre il vile denaro che rincorrono.






Saturday, July 14, 2018

L'Irlanda diveste da tutte le fonti fossili - e' la prima nazione del mondo a farlo






Eccoci qui.

L'Italia detiene ancora il 30% delle azioni dell'ENI ed e' ancora inguaiata con il petrolio. Noi non lo sappiamo, ma sono sicura che quel 30% condiziona molte delle nostre scelte a livello di nazione, delle nostre politiche, del coraggio (o mancanza di coraggio) dei nostri politici.

Questa melassa politica-petrolio era evidente sotto il governo Renzi, e di tutti i governi prima di lui, con i ministri di ogni colore che hanno per lo piu' approvato tutte le trivelle possibili, a meno che non ci siano state eroiche resistenze e scandali popolari fra la gente.

Per il governo attuale e' ancora presto da dire, ma il fatto che il Ministro Sergio Costa non abbia, che mi risulta, detto ancora una parola sulle trivelle, mi preoccupa non poco e mostra che davvero si fa bene a temere che l'ENI strangola la nostra democrazia. 

Invece dalla piccola Irlanda una grande bella notizia.

Una legge che fa si che piu di 300 milioni di euro in azioni di 150 ditte di petrolio, gas e carbone saranno vendute il piu' presto possibile.

La legge definisce una ditta "fossile" se il 20% dell suo introito arriva dall'esplorazione, sfruttaemento o raffinamento di fonti fossili; se una di queste ditte inverte il suo focus e cade sotto questo limite del 20% gli investimenti possono continuare.

L'Iralanda cosi' diventa la prima nazione del mondo a divestire dalle fonti fossili secondo una legge passata con il supporto di tutti i partiti.

Tutti i partiti.

Tutti i partiti.

La nazione nel suo complesso ha circa 8 miliardi di euro in fondi di investimento nazionale, e la legge da 5 anni di tempo per completare la vendita.

La Norvegia ha fatto lo stesso, divestendo il suo fondo pensionistico dalle fonti fossili, ma solo con il carbone. Non sanno ancora cosa fare con le azioni che detengono di petrolio e del gas. E come potrebbe essere altrimenti, visto che lo stesso fondo di investimenti pensionistici e' figlio del petrolio!

E cosi quello che sembrava un micro movimento ha preso piede e sono tanti i piccoli e grandi enti che hanno aderito, chiese, scuole, cittadine. E ora il governo d'Irlanda.

E anzi, Thomas Pringle il parlamentare irlandese che ha introdotto la legge dice che il movimento di divestimento mostra al mondo intere che occorre agire e pensare il grande per fermare la catastroficita' dei cambiamenti climatici. Dice che occorre guardare al dila' dei ritorni economici a breve tempo del mercato.

Dovremmo tutti seguire l'esempio dell'Irlanda, e fare molto di piu' per questo martoriato pianeta.

Io sarei contenta gia' se Costa annunciasse che l'Italia non rilascera' piu' nessun tipo di licenza petrolifera sul suolo, sottosuolo o nei mari d'Italia.

Non e' difficile, basta solo volerlo.

Friday, July 13, 2018

A Sergio Costa: ispezioni sismiche ENI con dinamite in Sicilia, cosa facciamo?











I proprietari dei terreni interessati dalle attività 
verranno personalmente 
contattati e informati sulle operazioni da effettuare.

ENI – permesso di ricerca Friddani/Passo di Piazza


Ai comuni di Gela, Niscemi, Mazzarino, Piazza Armerina,
Aidone, Caltagirone, Grammichele,
Mineo, Ramacca, San Michele di Ganzaria,
San Cono, Mirabella Imbaccari

Ditegli: no grazie. Di Gela ce ne basta una sola.


A Sergio Costa: a lei l'onore e
la responsabilita' della scelta.

Il silenzio pero' e' da Ponzio Pilato.


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Diverse sono le concessioni in giro per l’Italia in uno stato di limbo, nel senso che sono state proposte sotto la precendente amministrazione del duetto Gianluca Galletti e Dario Franceschini, rispettivamente ministri dell’ambiente e dei beni culturali fino al 2018 e di cui non conosciamo il fato.

Che ne sara’ di queste concessioni?

Cosa fara’ il neo ministro Sergio Costa?

Io le boccerei tutte, per il semplice motivo che non sono i buchi che porteranno a migliorare ne' l’economia ne' la salute degli italiani, e che non c’e’ stato buco in Italia, o nel mondo se e' per questo, che nella complessivita’ delle cose sia stato buono per le comunita’ locali.

Certo, qualcuno si sara’ arricchito (=petrolieri e affini), ma il prezzo da pagare e’ sempre stato inquinamento, deserto di qualsiasi altra opportunita’ economica, emigrazione, sismicita’ indotta, poverta’ diffusa.

E allora eccone una di concessioni su cui Sergio Costa e Alberto Bonisoli, ministri di ambiente e cultura rispettivamente,  dovranno pronuniciarsi: la concessione dell’ENI Med di Friddani e Passo di Piazza nelle province di Caltanissetta, Catania, Enna e Ragusa, in Sicilia.

Eh si, perche' l'ENI non felice di avere distrutto Gela, passa al resto della regione.

Si tratta dell’esecuzione di ispezioni sismiche in due siti adiacenti, appunto Friddani e Passo di Piazza, in un un area complessiva di circa 1400kmq che si estende dal cuore della Sicilia, fino al mare.

Il tutto se approvato durera’ per 6-7 mesi e che si estende dalla piana di Gela per circa 50 km fino a Ramacca in provincia di Catania. 

Prima di entrare nei dettagli, una cosa e’ importante: l’ENI dovra’ prendere accordi, come primo passo, con i proprietari dei terreni per entrarci e fare queste operazioni, che includono scoppi con esplosivi.

Io mi auguro che ci sia qualche anima pia e oculata che gli dica di no, e che rifiuti il denaro che l’ENI gli offrira'. Sono soldi che puzzano di morte, ed e’ una prova di civilta’, di amore per l’ambiente e per le generazioni future, rifiutarli.

Di Gela ne basta una.

Nello specifico vogliono prendere dati lungo un tracciato complessivo di 332 km, usando esplosivo, vibroseis e massa battente.

Esplosivi? Si, esplosivi. Con dinamite. Fino a 10 kg a botta.

In qualche modo occorre perturbare il sottosuolo in modo che la risposta possa dare indicazioni su cosa ci si nasconda dentro (petrolio? gas? niente? tutte e due? poco? tanto?), e il modo piu’ semplice e’ quello piu’ brutale: facciamo esplodere cariche di dinamite in vari “punti di scoppio” in modo da perturbare il sottosuolo per bene e vediamo che succede.

Le camionette vibroseis (o qualsiasi altro metodo di "massa battente") usano lo stesso principio, solo che invece che mandare esplosivi si mandano camioncini, o altre masse inserite in apposite pozzetti, a scuotere il terreno da sopra, con le camionette vibroseis,  o fino a 100 metri di profondita’ con le masse vibranti, e poi si studia la risposta del terreno stesso.

Insomma una specie di airgun sottoterra.

L'ENI preo' ci tiene a rassicurare tutti.

Ma nessuna preoccupazione: la dinamite sara’ usata "solo" nel 20% dei lavori e solo in zone collinari.

Ora, notare che l’obiettivo di sempre dei petrolieri e’ di trivellare e di estrarre e di monetizzare, per i prossimi 30 anni, non di fare solo ispezioni sismiche o di usare esplosivi per sei-sette mesi. Quindi per me, dire si alle ispezioni sismiche con o senza esplosivi significa in essenza dire di si alle trivelle venture.

Come ho detto mille volte, la monaca di Monza si ritrovo’ tale perche’ non seppe mai dire di no, e prima lo dici il tuo no, meglio e’. Questo vale anche per le trivelle, dove il no va detto subito, prima che si possano intessere perverse tele di affari, interessi e scambi di vario genere.

Torniamo allora a Friddani e Passo di Piazza: la descrizione che ne fa l’ENI, come sempre e’ di un territorio desolato, dove non c’e’ niente e dove stiamo qui ad aspettare la manna petrolifera che scende dal cielo: campi coltivati, colture di "modesto pregio", strade carraie, aree naturali, masserie sparse, “spesso non abitate o utilizzate come ricovero per animali”, e “alcuni” centri urbani.

Quali centri urbani non si sa, forse per non fare spaventare nessuno.

Niente paura pero’, le linee sismiche saranno tracciate lontano da tali innominabili centri urbani, quindi … tuttapposto.

Questo uno stralcio dell'ENI sul "degrado dell'area"

Lo sfruttamento agrario e il pascolo hanno innescato fenomeni di degrado quali l’erosione, il dissesto idrogeologico e l’impoverimento del suolo. Il paesaggio vegetale naturale ridotto a poche aree è stato profondamente alterato dai rimboschimenti che hanno introdotto essenze non autoctone. 

E quindi, questo supposto "degrado" e' una scusa per trivellare? 

Cioe' siccome ci sono le piante non autoctone possiamo metterci trivelle non autoctone? 

Ovviamente e’ tutto fatto sotto la benevola ombra della “Strategia Energetica Nazionale” del 2013 che ha per obiettivo quello di trivellare-trivellare-trivellare in nome della riduzione dei costi e della sicurezza energetica, e questa e’ bella, del “pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale”.

Cioe’ l’Europa ci dice di emettere meno CO2, firmiamo pure gli accordi di Parigi e noi pensiamo che trivellando addirittura supereremo gli obiettivi europei sull’ambiente!

Spiccano pure le parole "sviluppo sostenibile delle risorse nazionali", come se ci fosse qualcosa di sostenibilile nelle fonti fossili.

Ridicoli.

Cara ENI: l’ambiente difeso con le trivelle non si e’ visto mai. Meno che meno con le trivelle targate ENI.

Ora, anche se loro parlano di un territorio quasi morente, essendo cosi’ grandi, le due concessioni hanno al loro interno varie aree sotto vincoli, con laghi, fiumi, boschi, foreste, siti archeologici, protezione ambientale.

Ma che vuoi che sia, le trivelle sostenibili salveranno tutto. E infacci ci sono pure calcoli pindarici per fare vedere che si, sara’ davvero tuttapposto.

In alcune delle aree trivellande si mostra che gia’ adesso sono superati i limiti di presenza in atmosfera di PM10, piombo, CO, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, e sopratutto benzene, un potente carcinogenico.

Trivellare migliorera’ la situazione? Ma certo che no, anche se loro dicono che ci saranno “idonee campagne di misurazione”.

Come dire, continuo a produrlo, ma adesso lo certifico l’inquinamento!

Ma non erano queste zone di campagna, con casolari abbandondati? Come fa ad esserci cotanto inquinamento da … benzene?

Mistero dell’ENI.

Andiamo avanti allora, e vediamo che l’area e’ caratterizzata, da alti valori di pericolosita’ e rischio geomorfologico, nonche’ di pericolosita’ idraulica ad esondazione.

Anche qui, niente paura. Non ci sara’ perturbazione alcuna.

Arriva poi la politica del carciofo (esiste davvero questa parola. Il concetto, fu usato dalla Germania Nazista per indicare il prendersi l’obiettivo un pezzetto alla volta, come dire, un pezzettino esterno del carciofo fino pian piano ad arrivarne al cuore).

E infatti dicono che siccome sono solo ipsezioni sismiche non ci sara’ alcuna interferenza con i bacini idrici, che non ci saranno scarichi sottoterra, nei laghi, nei fiumi o in altri bacini locali.

Dicono che l’acqua che gli servira’ per le ispezioni sismiche arrivera’ da autobotte.

Si, certo, Ma il discorso e’ quando arrivano le trivelle vere! Allora si che ci saranno scarichi e tutti sappiamo cosa vuol dire ENI+trivelle+scarichi in Sicilia. Significa Gela, dove ancora adesso l’acqua non e’ potabile a causa dell’inquinamento delle falde acquifere dovute proprio alle operazioni dell’ENI.

La gente ancora adesso deve bere l’acqua da autobotte, e da decenni, altro che l;’autobotte delle ispezioni sismiche temporanee.

Per di piu’ le attivita’ dell’ENI interferiscono, a loro stesso dire, con aree protette che includono: Siti rete Natura 2000, Important Bird Areas (IBA), e zone umide di importanza internazionale, Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS), territori costieri, parchi, riserve nazionali o regionali, territori di protezione esterna dei parchi, foreste, boschi, terreni sottiposti a vincolo di rimboschimento e vincoli idrogeologici.

Un po di tutto.

Fra le aree protette le seguenti:

EUAP 1155 “Bosco di San Pietro”;

EUAP 1131 “Riserva Naturale Regionale Sughereta di Niscemi”

EUAP 1154 "Riserva naturale orientata Rossomanno - Grottascura - Bellia".

ZPS ITA 050012 “Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela”,

IBA 166 “Biviere e Piana di Gela”

SIC ITA 050001 “Biviere e Macconi di Gela”;

SIC/ZSC ITA070005 “Bosco San Pietro”;

SIC/ZSC ITA 050007 “Sughereta di Niscemi”;

SIC/ZSC ITA 060001 “Lago Ogliastro”.

SIC/ZSC ITA 060010 “Vallone Rossomanno”;

SIC/ZSC ITA 060012 “Bosco di Piazza Armerina”.

Se addirituttura possono essere trivellate, che le proteggiamo a fare?

L’ENI non dice “meglio evitare”, dicono solo, beh: abbiamo aggiunto altri capitoli alla fine di queste pagine, andatevele a leggerle e … tuttapposto!

Ancora, la maggior parte delle due concessioni e’ classificata zona sismica 2, cioe’ il secondo piu’ grave di pericolosita’.

Sono loro stessi a fare l'elenco di terremoti piu' o meno gravi che hanno colpito l'area: il terremoto del 4 febbraio 1169, il terremoto del 10 dicembre 1542, il periodo sismico fra il  9-11 gennaio 1693 e il
terremoto del 2002. Tutti questi eventi si sono sentiti nelle aree trivellande, per la stessa ammissione dell'ENI stessa.

Non ci sono commenti da parte loro. Cioe' fanno l'elenco dei terremoti e non dicono niente di cosa e come le loro attivita' impatteranno il sottosuolo.

... Usiamo qui esplosivi, eh?

Nella fattispecie questi esplosivi vengono detonati in pozzetti di profondita’ variabie fra i 9 e 30 metri, con fino a 10kg di dinamite. Alla fine saranno messi dei tubi di plastica che saranno poi riempiti di “materiale inerte” o “detriti di perforazione”.

E poi un tappo.

Non voglio essere maliziosa per cui lascio all’immaginazione del lettore elaborare cosa ci sia dentro questo materiale inerte, dentro a questi detriti di perforazione e sopratutto chi controllera’ cosa ci sia dentro davvero.

Quelli delll’ENI saranno pero’ cosi bravi da portare via involucri ed imballi dell'esplosivo, nastri e picchetti e ogni altro oggetto lasciato impropriamente sul terreno.

Eh gia’, l’aveva detto Descalzi che loro erano campioni del reciclaggio!

E poi compaiono un po di righe silenziose:

gli oli non più riutilizzabili vengono smaltiti da una società specializzata e autorizzata ai sensi della vigente normativa.

automezzo per trasporto materiali equipaggiato con motogeneratore di corrente e miscelatore di fluidi di perforazione e cementi

Mmh. Quali oli? Quali fluidi di perforazione? Per farci cosa? Quale societa’ specializzata? Sono tossici? Radioattivi? Cosa c’e’ dentro questi oli e questi fluidi? Resteranno residui nel terreno?

Non e’ dato sapere.

C’e tutta la descrizione del clima, della demografia e della viabilita' della Sicilia, non c’e’ la composizione chimica di questi oli e di questi fluidi.

Certo, perche' e' meglio lasciare tutti nell'ignoranza e che tutti pensino che sia acqua Ferrarelle.

Aggoungono ancora che le attività di prospezione sismica "non necessitano" di risorse vere e proprie.

Pero' useranno acqua tramite autobotte (non si sa da dove arrivera'!), useranno suolo agricolo con colture di "modesto pregio" e di pascoli (non hanno mai sentito parlare dell'eccessivo consumo di suolo in Italia?) e solo piccole superfici di suolo (si ma con dinamite!).

Addirittura dicono che staranno attenti con gli scoppi e le camionette vibroseis quando saranno in
"prossimità di edifici, di elementi di interesse storico, architettonico e archeologico".

Quindi vuol dire che si preparano a bombardare pure edifici di interesse storico!
Ma ... non eravamo fra colture di modesto pregio? E, di nuovo, perche' non dirci in che citta' siamo?

Tutto avvolto nel silenzio.

Il punto vero pero', come sempre, non e' la dinamite di oggi, sono le trivelle, l'acqua inquinata, l'aria avvelenata dei prossimi trenta anni di cui questa dinamite e' soltanto il preludio.

Gela e' iniziata cosi, e se nessuno fa niente, anche qui ci sara' una nuova Gela.

Il tutto si conclude con un grande taralluccio e un bicchiere di marsala.

L'ENI dice che tutti gli impatti saranno nulli o bassi, ad eccetto che quello socio-economico che invece sara' di una "modesta ricaduta economica". In totale il concetto gli impatti saranno nulli o trascurabii appare 15 volte.

Cioe' gioia e profumi per tutti.

Ultima chicca:  

Tutte le attività previste saranno condotte da EniMed S.p.A. sulla base dell’esperienza maturata relativamente al corretto sfruttamento delle risorse minerarie, nel massimo rispetto e tutela
dell’ambiente e del territorio.


Si certo, andatelo a dire alle mamme di Gela, e poi vergognatevi.

Ministro Costa, lei non puo' in coscienza sua approvare altra morte ed altra distruzione per la Sicilia.