.

.
Showing posts with label perforazione. Show all posts
Showing posts with label perforazione. Show all posts

Wednesday, October 17, 2018

I fanghi petroliferi, la California e il Ministro Sergio Costa




Gianluca Castaldi
Franco Ortolani
Barbara Lezzi
Gianni Girotto
Vito Petrocelli

tutti del M5S, tutti che si sono riempiti la bocca con belle parole sull'ambiente

Si puo' anche votare no.
Si puo' anche essere coerenti.




Non ci siamo.

Io non so i giochini della realpolitik che ci stanno dietro, e sinceramente non mi interessano. Quel che so e' che e' immorale innalzare di venti volte il livello di idrocarburi nei fanghi di depurazione per essere riusati in agricoltura.

E' questo infatti quello che prevede l'articolo 41 del cosiddetto decreto "Genova": innalzare il livello di idrocarburi nei fanghi spandibili nei suoli agricoli da 50 a 1000 milligrammi per chilogrammo.

Cioe'  sara' lecito spargere robaccia tossica sui campi.

Dove finira' quella robaccia? Mmh. Tiriamo ad indovinare. Sulle tavole degli italiani?

La stampa italiana scrive che questo e' una sorta di scorciatoia per chi tratta acque di scarto da depuratori industriali e civili, e che non sa cosa farne. Addirittura la regione Lombardia aveva pure pensato di innalzare i livelli oltre i 1000 milligrammi per chilogrammo, ma fu il TAR della regione a bloccarli.

Sono andata a vedere cosa facciamo qui il California.

Mi pare di capire che in questa parte del mondo il limite di oli in acqua da usare per l'agricoltura sia di 35 milligrammi per litro. Un litro equivale ad un chilogrammo di acqua, per cui in California il limite e' di 35 milligrammi per kilogrammo.

Riassunto:

In California il limite e' di 35 milligrammi per chilogrammo;
In Italia il limite era di 50 milligrammi per chilogrammo;
In Italia il limite e' ora di 1000 milligrammi per chilogrammo.

Tutta salute, eh!

E poi ci lamentiamo della mafia e degli speculatori e dei tedeschi o chi per loro che vengono a smaltire la loro monnezza in Italia. Ma se siamo noi i primi a concederglielo!

La colpa dunque, quando arriveranno i TIR dal nord europa non e' degli altri, quelli fanno solo il business, ma e' nostra, perche' gli abbiamo aperto la porta, rendendo legale un vero scempio. E quando la camorra fara' i suoi affaracci di monnezza, occorre ricordare che siamo stati noi a incoraggiarli, tacitamente.

Non so cosa sia passato per la testa di Matteo Salvini e di tutti gli stolti che hanno votato, approvato, taciuto o guardato dall'altro lato mentre questo articolo 41 veniva approvato.

So pero' che il Ministro Sergio Costa ha una enorme responsabilita' in tutto questo, e che piu' di altri avrebbe dovuto darsi da fare, con la mente e con le braccia e con le unghia e con le parole,  contro questa decisione.

Non era lui quello della terra dei fuochi?

Non ha visto cosa e' successo alle mamme campane, ai loro figli, ai loro giovani?
E solo perche' non ne parla piu' nessuno non vuol dire che non ci sia ancora sofferenza e dolore.

E come pensa che sia iniziato tutto questo? Con un po' di veleni di qua, un po' di veleni di la, e alla fine, siamo arrivati alle mozzarelle alla diossina.

Come sempre, e' la prevenzione che conta, e questo piu' di altri Sergio Costa dovrebbe saperlo. E non solo dovrebbe saperlo, dovrebbe averlo insegnato ai suoi, a Matteo Salvini, e a chiunque avesse avuto dubbi sulla logicita' di aumentare i veleni nell'acqua dei campi di venti volte.

L'Italia e' uno dei paesi d'Europa maggiormente colpiti dai tumori dell'infanzia, secondo uno studio pubblicato nel 2017 su Lancet. Su 62 paesi studiati viene fuori che l'Italia e' uno dei paesi a maggior tasso di tumori per i residenti al di sotto dei 20 anni di eta'.

E il tumore dell'infanzia e' piu' di ogni altra cosa collegato all'inquinamento vissuto dalla mamma prima, dal feto poi e dal bambino stesso.

Pensiamo di curare queste statistiche spandendo veleni nei campi?

In tutta sincerita' in tutti questi mesi non ho visto nessuna iniziativa vera da parte di questo Sergio Costa in tema petrolio; non ci sono stati provvedimenti di bocciatura sulle trivelle, c'e' stata invece timidezza in Basilicata e adesso il silenzio con questa storia dei fanghi. Non va bene cosi.

All'inzio uno puo' dire di dover studiare il sistema, ma dopo quattro, cinque mesi di silenzio, e peggio, di taciti assensi, si diventa complici caro Sergio Costa.

----

Addendum: un sacco di gente mi scrive dei "perche'" e dei "per come" e delle emergenze e delle scusanti su questa decisione. La verita' che una emergenza non si risolve creandone altre, da regalare alle generazioni future. Mi si dice che e' tutto temporaneo - ma sappiamo tutti come finisce la temporaneita' in Italia, finisce dopo decenni e decenni di veleni. Non esistono scuse che tengano qui. Ci deve essere un modo di smaltire fanghi senza avvelenare nessuno. 

Ciascuno deve rispondere a questa domanda: davvero pensate che la soluzione sia mangiare melanzane annaffiate con l'acqua al petrolio?



Saturday, September 15, 2018

I fluidi di perforazione radioattivi arrivano nei fiumi e nelle cozze della Pennsylvania






Recent disposal of treated conventional oil and gas 
wastewater is the source  of high radium in stream 
sediments at centralized waste treatment facility disposal sites 

E cioe' anche i rifiuti petroliferi "tradizionali" 
non collegati al fracking portano ad elevati tassi di radio, 
materiale radioattivo, nelle acque a valle dei depuratori.
Volume 52, pages 955-962 (2018)

Eccoci qui.

Le sostanze chimiche presenti nel materiale di scarto dalle operazioni petrolifere, con o senza fracking, arrivano nelle cozze e nei fiumi.

Tutto questo viene confermato da due studi eseguiti presso la Nicholas School of the Environment, della Duke University in North Carolina e presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale della Pennsylvania State University.

Facciamo un passo indietro.

A partire dal 2008 le petrol-ditte che trivellano nel Marcellus Shale hanno riversato materiale tossico nel fiume Allegheny in Pennsylvania.

La pratica e' durata per tre anni, fino al 2011. In quei tre anni di tempo piu' di 2.9 miliardi di litri di monezza liquida da fracking e' finita negli impianti di smaltimento prima, e poi nei fiumi della zona.
A quel tempo quasi tutti i depuratori della zona non erano preparati a trattare sostanze mai prima disciolte nell'acqua e quindi, essenzialmente, stronzio, radio ed altro materiale "non tradizionale" non sono mai veramente depurati perche' non c'era attrezzatura e conoscenza sufficente.

Per la maggior parte dunque radio e stronzio sono finiti in acqua tal quali al momento dell'arrivo in depuratore.

Nel 2011 hanno capito che qualcosa non andava, specie dopo un monumentale studio fatto dal New York Times in cui si mostrava che metalli pesanti e materiale radioattivo finivano nelle acque fluviali, senza essere stati trattati.

La pratica venne fermata nel 2011 ma solo per sostanze di scarto che provenivano dal fracking.

Tutte le altre attivita' trivellanti "convenzionali" (i.e. come quelle che si fanno e si vogliono fare in Italia!) shanno continuato a mandare i loro rifiuti in questi stessi impianti.

Sono quindi dieci anni di monnezza convenzionale "depurata" che arriva nel fiume Allegheny.

Oggi si scopre che i residui delle sostanze da fracking sono arrivati nelle acque dolci a valle del fiume, bioaccumulando nei gusci delle cozze, e che in generale con o senza fracking l'acqua a valle dei depuratori contiene piu' radio, radioattivo, rispetto che l'acqua a monte.

Il primo degli studi su citati ha riveltato l'elevata presenza di radio nei sedimenti a valle degli impianti di depurazione.

Nello studio sono stati raccolti sedimenti da tre impianti di depurazione che hanno ricevuto monnezza convenzionale fra il 2014 e il 2017;  sono stati analizzati vari isotopi di radio: 228Ra e 226Ra, e i loro rispettivi prodotti di decadimento, 228Th and 210Pb.

Ra sta per radio, Th per thorio e Pb per piombo. Il numeretto e' il numero di neutroni e protoni presenti nel nucleo.

Il 228Ra decade in 228Th e il 226Ra decade in 210Pb.

Questi decadimenti accadono con l'emissione di particelle alpha (il nucleo di un atomo di elio), 
particelle beta (elettroni o positroni) o di neutrini (una particella subatomica senza carica). A volte questi decadimenti da un elemento all'altro, se non monitorati, possono causare danni e mutazioni al DNA e l'insorgere di tumori.

L'unita' di misura della radioattivita' e' il Becquerel dal nome di Henri Becquerel che assieme ai coniugi Curie scopri' la radioattivita' nel 1903. Un Becquerel significa che c'e' decadimento di un nucleo per secondo. Spesso si usa anche per Becquerel per chilogrammo che indica quanti nuclei per secondo decadono da un chilo di materiale. Piu' grande e' il numero di Becquerel (Bq) o di Becquerel per chilogrammo (Bq/kg)  maggiore e' dunque l'attivita' di radioattivita'.

I ricercatori hanno confermato elevata attivita' di radio a valle degli impianti, rispetto all'attivita' a monte.  Anzi: nel caso degli impianti di depurazione della Pennsylvania si passa da un massimo di 80 Bq/kg a monte fino a...  25,000 Bq/kg a valle degli impianti!

Un aumento di un fattore 300.
Per monnezza "convenzionale".

La presenza di 228Th (prodotto di decadimento) e' molto bassa rispetto al 228Ra (prodotto di origine), questo significa che non c'e' stato tempo per il decadimento di essere completato. A sua volta questo significa che il materiale di origine, 228Ra, e' di origine recente.

E siccome *solo* materiale di scarto da materiale convenzionale, non da fracking e' stato accettato in depuratore in questi anni, i risultati sono la prova che la radioattivita' arriva da fluidi di perforazione per trivelle convenzionali.

Questo deve farci riflettere anche in Italia.
Dove finisce la monnezza delle trivelle lucane?
Qualcuno ha mai analizzato la radioattivita' conseguente a monte e a valle dei depuratori?

Anche il secondo studio e' stato pubblicato in Environmental Science and Technology e mostra che ci sono elevate concentrazioni di stronzio nelle cozze a Warren, Pennsylvania. Siamo a 140 miglia a sud da un sito di smaltimento di acque di scarto da fracking questo in uso fino al 2011.

L' isotopo osservato di stronzio non e' radioattivo, ma causa problemi alle ossa, specie nei bambini.
Puo' anche causare tumore ai polmoni. Non e' ben chiaro quale sia l'impatto di questo inquinamento ai gusci delle cozze a lungo termine ma il fatto che sia entrato nell'ecosistema in cosi pochi anni e' significativo.

Cioe' in pochi anni la monnezza ha trovato modo di entrare nella catena alimentare, bioaccumulando.

La domanda e': dove altro ancora?

E fra altri dieci anni?

Le cozze sono importanti, perche' restando fisse nell'ambiente sono un ottimo indicatore della qualita' dell'acqua in cui vivono, specie i loro gusci.

Lo studio e' molto chiaro: i dati mostrano l'aumento sproporzionato delle concentrazioni di stronzio nelle cozze in corrispondenza dell'inizio delle attivita' di fracking nel Marcellus Shale e dei riversamenti nell'Allegheny River.  L'inizio di queste attivita' e' stato dieci anni fa e proprio dieci anni fa il picco di stronzio.

Anche questo studio e' stato comparativo, cioe'  oltre alle cozze prese a Warren, hanno anche analizzato le cozze a monte dell'impianto di smaltimento dei fluidi e in altri due fiumi della Pennsylvania, il Juniata il Delaware, dove l'industria petrolifera non opera e non scarica.
Come detto, i dati parlano chiaro, i picchi si sono visti solo nelle cozze di Warren.

E come poteva essere altrimenti?

Anche qui pero' la cosa interessante e' che dopo il 2011 le cose non sono poi cosi cambiate, nel senso che i tassi di stronzio nei gusci delle cozze e' solo leggermente diminuito nel corso degli anno.

L'idea e' che non solo le cozze hanno bioaccumulato, ma anche i sedimenti dove le cozze vivono, cosicche anche se non riversiamo piu' stronzio o altro materiale, i sedimenti li conservano a lungo e le cozza continuano a nutrirsene.

Non e' la prima volta che il depuratore di Warren viene indicato come ammazzatore di cozze. Gia' nel 2015 venne notato che i tassi di sopravvivenza per le cozze nel raggio di 500 metri da tale sito variavano fra il 20 e il 50% nel corso di un anno nel 2012; mentre per cozze che stavano a due chilometri il tasso di sopravvivenza era fra l'80 ed il 100%.

Cioe' le cozze piu' vicine all'impianto di Warren morivano prima.

Uno dei ricercatori coinvolti, Nathaniel Warner dice che in generale per le cozze si apre un periodo di estinzione di massa, e questo a causa di tutti i cambiamenti alla qualita' dell'acqua.

Negli USA circa 35 delle 297 specie di cozze note sono andate estinte dal 1900 ad oggi. Il fiume Allegheny contiene 49 di quelle rimaste e molte sono in via di estinzione.

E dice che non e' che perche' abbiamo fermato la depurazione di monnezza da fracking che le cose migliorereanno.

Che sia monnezza da fracking o da fluidi tradizionali, le cozze non lo sanno.
Loro sanno solo che l'acqua non e' pulita e non e' sana.

Monday, February 27, 2017

I materiali radioattivi e altra monnezza usata nei pozzi di petrolio e di gas

Cosa sono? Sorgenti radiattive usate nelle miscele trivellanti petrolifere. Non sempre, non tutte allo stesso momento, ma tutte queste sostanze, in modi e in tempi e in pozzi diversi, sono usati dai signori delle trivelle.

Cosa ci fanno?

Beh, i petrolieri li usano per misurare tutto cio' che e' collegato alle caratteristiche fisiche del petrolio, dalla densita' dei fluidi, alla loro mobilita'.  In un certo senso aiutano a "visualizzare" il petrolio grazie al decadimento temporale della radioattivita' che e' collegato alle caratteristiche del petrolio.

Ad esempio le sorgenti di cesio 137 una volta iniettate rilasciano raggi gamma ad alta energia. La loro attenuazione dipende dalla densita' del materiale in cui sono rilasciati, e quindi il modo in cui questi segnali radioattivi si smorzano nel petrolio da una idea di quanto denso sia il petrolio stesso.

Siccome la densita' del petrolio e' collegata alla sua qualita', ecco che i materiali radioattivi diventano utili per capire se il petrolio e buono o fa schifo.

Il cesio 137 e' usato nell industria del petrolio e del gas dal 1965, cioe' non da ieri. 

Miscele di americio-berillio invece sono usate dal 1950 per valutare la porosita' della roccia. E poi ci sono materiali in polvere e in forma granulare che servono per tracciare il movimento delle masse petrolifere. Lasciano delle scie mentre si muovono.

Circa il 15% delle miscele petrolifere usate negli USA per stimolare pozzi vecchi contiene materiale radioattivo.

In teoria per usare queste sostanze ci vuole personale specializzato e tutta una serie di permessi per il trasporto e l'accesso a queste miscele radioattive perche' sono pericolose. Ovviamente l'idea e' che se usate correttamente -- e cioe' sigillati durante il trasporto e rilasciati a dosi minime solo durante le fasi di ricerca e di estrazione di petrolio, a centinaia o migliaia di metri sotto la crosta terrestre --  non dovrebbero esserci rischi per la popolazione o per i giacimenti di acqua sotterranei.

Se usate correttamente.

Oltre a queste sostanze usate dall'uomo e iniettate sottoterra, ci sono i materiali radioattivi naturalmente presenti sottoterra e che vengono riportati in superficie. Fra questi: l'uranio, il thorio, il radio, alcuni isotopi di potassio e di piombo e i loro sottoprodotti di decadimento.

Non lo dice la D'Orsogna. Lo dice l'Ente di Protezione Ambientale degli USA, l'EPA.

Questo materiale radioattivo che la natura ha cosi ben pensato di tenere sottoterra, e' spesso disciolto nell'acqua di scarto -- l'acqua di produzione --  che naturalmente e' presente nei giacimenti di petrolio.  E quindi, uno tira su il petrolio e nolente o volente tira su anche acqua di produzione e la radioattivita' naturalmente disciolta. A volte ce n'e' di piu', a volte di meno.

Anzi, siccome il processo estrattivo concentra la radioattivita' naturale sottoterra e li riporta in superficie questa monnezza ha un suo nome proprio: Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Material -- TENORM.

Negli USA uno studio del 2000 mostrava che i petrolieri avevano prodotto 150mila metri cubi l'anno di monnezza da attivita' convenzionale - di cui il 30% circa contaminato dalla radioattivita'. In generale per ogni barile di petorlio prodotto in modo convenzionale ce ne sono dieci di monnezza per i pozzi convenzionali.

Per quanto riguarda la monnezza da trivelle non-convenzionali -- il fracking, quando occore "idraulicamente" fratturare la roccia, la monnezza prodotta e' di 2 miliardi di metri cubi l'anno. 
Queste sono cifre dei petrolieri stessi, visto che le fornisce l' American Petroleum Institute. 
Qui la maggior parte della radioattivita' arriva dal radio fra cui il radio-226 e il radio-228. 

La radioattivita', e le altre componenti radioattive variano da stato a stato, perche' le geologie possono essere diverse. Ad esempio, in Mississippi il 90% dei pozzi ha radioattivita' instrinseca. In Colorado quasi nessuno. Alte le concentrazioni in Texas e Louisiana. Basse in Calfiornia e Kansas.

E dove finisce questa radioattivita'?

Buona domanda.

Negli USA gli impianti di depurazione non sono obbligati a fare test di radioattivita'.

Il New York Times nel 2011 misuro' livelli di radio oltre mille volte il limite consentito nell'acqua vicino ai pozzi di gas. 

"Overview of Exploration and Production: Waste Volumes and Waste Management Practices in the United States" prepared for The American Petroleum Institute by ICF Consulting, May 2000.

Thursday, January 15, 2015

La Schlumberger a tagliare 9000 posti di lavoro, la Baker Huges altri 7000


Essendo questa la piu grande ditta petrolifera del mondo, si teme che la situazione per il settore petrolmonnezza peggiorera'. 

In totale, dalla scorsa estate quando i prezzi erano a $100 al barile
sono stati persi 100,000 posti di lavoro.

Adesso il prezzo oscilla attorno ai $50 al barile.

Nell'Ottobre 2014 c'erano circa 1500 pozzi di petrolio/gas attivi negli USA.

Nell'Aprile 2015 sono passati a 750.

La Schlumberger nel 2014 ha investito 4 miliardi di dollari.
Nel 2015 ne hanno annunciato 2.4. 

Oggi 24 Aprile anche la Baker Huges annuncia il licenziamento di altre 3500 persone
dopo aver perso quasi 590 milioni di dollari nei soli primi tre mesi del 2015.


Evviva l'industria petrolifera.





E cosi quando diranno che le trivelle portano lavoro, beh, ecco qua...

La Schlumberger, la piu grande ditta del mondo di fanghi di perforazione, con sede a Houston, taglia l'8% del suo personale. Su 120,000 persone, circa 9,000 saranno mandate a causa del basso prezzo del petrolio.

Il mondo e' sommerso da petrolio - c'e' n'e' troppo a causa dei giochini fra OPEC, Arabia Saudita e shale gas americano e cosi il WTI e' a 46 dollari al barile ed il Brent a 47. Il capo della Schlumberger, Paal Kibsgaard, commenta cosi

"In this uncertain environment, we continue to focus on what we can control. We have already taken a number of actions to restructure and resize our organization that have led us to record a number of charges in the fourth quarter. We are convinced that performance must now be driven by an accelerated change in the way we work through our transformation program."

Negli scorsi 12 mesi le azioni sono calate del 10%.

Oggi 20 Gennaio anche la Bakker Hughes annuncia il licenziamento di altri 7000. La Halliburton ne licenziera' altri 1000.







Wednesday, March 12, 2014

Trivelle da fracking fermate in Ohio a causa di terremoti

** 

In Ohio ci sono circa 188 pozzi di reinizezione di materiale di scarto dell'industria estrattiva di petrolio e di gas. Nel 2011 la Pennsylvania vieto' lo scarico di materiale di scarto nei fiumi e cosi i signori del petrolio e del gas decisero di usare come accetta-rifiuti lo stato confinante dell'Ohio.

Queste le conseguenze. 

**

---




Siamo a Mahoning County nel nordest dell' Ohio.

Il giorno 11 Marzo 2014 le autorita' hanno bloccato le operazioni di fracking in zona a causa dei terremoti che si sono registrati negli scorsi giorni nelle localita' di Poland Township e Lowellville. Una delle scosse e' stata di intensita' 3.0 Richter, l'altro di intensita' 2.6 Richter. In zona ci sono sette pozzi da fracking, di cui uno e' gia' in produzione.

I circa 1100 residenti di Lowelville hanno avvertito le scosse, e cosi' le autorita' in un eccesso di precauzione hanno fermato le trivelle.

L'operatore del sito e' la ditta texana Hilcorp Energy che manda un comunicato in cui dice che non si sa se la colpa sia del fracking o no e che "e' troppo presto" per giungere a conclusioni di qualsiasi genere. Per quanto ne sanno loro non ci sono prove che terremoti e trivelle siano correlati.  Dicono anche che molti sono stati i pozzi trivellati in passato senza problemi ma che il "public safety" e' la loro prima priorita'.

Non e' la prima volta che attivita' di fracking causano terremoti avvertiti dalle popolazioni in Ohio.

Nel 2011 ci fu una serie di terrmoti inaspettati a Youngstown: sebbene all'inizio autorita' e petrolieri ripetessero il mantra che trivelle e terremoti non fossero correlati,  dopo varie indagini e vari anni si giunse alla conclusione che furono proprio le attivita' di renieizione di rifiuti tossici da fracking a causare i terremoti in una zona non particolarmente sismica. Furono vietate attivita' di reinizione per un raggio di cinque miglia, circa otto chilometri, attorno ai pozzi di Youngstown.

Oltre ai terremoti, in Ohio ci sono stati oltre 150 segnalazioni di acqua di falda inquinata con sostanze di scarto dell'attivita' petrolifere.

Qui la storia in dettaglio di Youngstown.

Ad oggi 12 Marzo sono 11 i terremoti registrati in zona.


Thursday, July 11, 2013

La sismicita' indotta da eventi remoti



The fluids are driving the faults to their tipping point. 
The remote triggering by big earthquakes is an indication 
the area is critically stressed.

Science July 2013



L'idea e' sempre stata che gli eventi umani che portano ai terremoti siano su scala locale. E cioe' che se io trivello in un certo posto, l'eventuale sismicita' indotta comparira' nelle sue strette vicinanze.

Adesso pero' arriva questo articolo su Science, a firma di Nicholas J. van der Elst,  Heather M. Savage, Katie M. Keranen, Geoffrey A. Abers, pubblicato il 12 Luglio 2013 a dire che non e' poi necessariamente cosi vero.

Gli autori infatti affermano che eventi sismici di alta magnitudine possono generare onde sismiche alle lunghe distanze che poi possono scatenare terremoti secondari, in zone anche a migliaia di chilometri in distanza, specialmente in luoghi gia' di per conto loro interessati ad accumulo di pressione, squilibri, instabilita' e tensioni.

Fra queste, guarda caso, le zone dove si pratica la reiniezione di fluidi di perforazione petrolifera.

In pratica: la reiniezione di fluidi porta a scompensi nel sottosuolo, a pressioni sulle faglie sotterranee cosicche' quando arriva l'onda sismica dai terremoti piu' distanti, e' piu' facile che si scatenino altri terremoti, perche' il terreno e' gia' sotto stress per conto suo.

Lo dice chiaramente uno degli autori, Nicholas Van Der Elst:

"The fluids are driving the faults to their tipping point. The remote triggering by big earthquakes is an indication the area is critically stressed."

"I fluidi portano le faglie al punto di rottura. Il fatto che i grandi terremoti li attivino da lontano, e' un indicatore che la zona e' sotto stress critico."

Ora per tutti i ben pensanti, questo non lo dico io, lo dice Science, che e' una delle riviste piu' prestigiose del mondo.

Gli autori portano il caso del terremoto del Cile del 27 Febbraio 2010 di intensita' 8.8 Richter che causo' una serie di terremoti di assestamento in tutta la zona attorno a Conception e che secondo gli autori, e' stato lo stesso che ha portato allo sciame sismico attorno a Prague, Oklahoma.

Infatti solo 16 ore dopo l'evento del Cile ci fu il primo terremoto a Prague, Oklahoma, di intensita' 4.1 Richter. Lo sciame sismico continuo' per altri mesi, fino all'evento piu' grande, di intensita' 5.7 Richter, il 6 Novembre 2011.

L'Oklahoma era territorio non sismico. O almeno lo era prima della reiniezione.

Lo stesso terremoto del Cile, secondo gli autori, ha anche scatenato terremoti al confine fra il Colorado ed il New Mexico, anche qui in prossimita' di pozzi di reinizione di materiale di scarto da
fracking. Qui il terremoto di intensita' maggiore e' stato il giorno 22 Agosto 2011 di magnitudine 5.3 Richter.

Allo stesso modo gli autori indicano che i terremoti al largo delle coste del Giappone di magnitudine 9.0 Richter il giorno 11 Marzo 2011 ha portato allo sciame sismico attorno a Snyder, Texas sei mesi dopo, dove gia' si erano registrate scosse sismiche collegate all' estrazione di petrolio e dove l'intensita' massima raggiunta e' stata 4.5 Richter.

In realta' per strano che possa apparire, non e' la prima volta che si parla della possibilita' che gli sciami sismici possano essere generati da eventi lontani.

Gia' nel 1992, il terremoto 7.3 Richter a Landers, nel deserto del Mojave di California ha portato ad eventi sismici di magntiudo 5.6 in Nevada, a 150 miglia di distanza.

Nel 2002, si era concluso che un terremoto in Alaska di intensita' 7.9 Richter avesse innsescato ua serie di terremoti presso il parco Yellowstone a 2,000 miglia di distanza come riportato in questo articolo del 2004 study esegiuto da Stephen Husen, geologo svizzero.

Lo stesso evento dell'Alaska causo' tremori anche attorno ad altre faglie californiane fra cui quelle di San Andreas, San Jacinto e Calaveras secondo un altro studio del 2008 eseguito dal geofisico dell'USGS Joan Gomber.

Con molta chiarezza, uno degli autori dell'articolo attuale, Goeffry Abers, dice che e' da 20 anni che si sa che eventi sismici di grande magnitudine possono scatenarne di altri in posto distanti, specie dove le pressioni sotterranee sono elevate.

Semplicemente adesso la connessione include i posti dove le pressioni sotterranee sono elevate a causa dell'opera umana e del seppellimento di monnezza tossica al alta pressione.

Negli Stati Uniti centrali, ci sono stati 21 terremoti l'anno dal 1960 al 2000.

Nel 2011 il numero e' salito a 188. 

Wednesday, September 7, 2011

Le bugie dell''ENI a Crotone e il mistero delle trivelle di Santa Cesarea Terme

** Nota: Il fatto che l'ENI volesse trivellare e non aggiornare i suoi impianti a Hera Lacinia l'ha scovato la sottoscritta e poi mandato a NewsCrotone24. Da qui la notizia si e' diffusa sulla stampa di Calabria. Basta guardare le date di pubblicazione di tutti gli articoli e di questo post (ricordando che qui siamo a -9h di fuso) per rendersene conto. Evviva il giornalismo italiano! **





Via a Eni per nuovo pozzo a Crotone

Dal Sito della Staffetta Quotidiana


La perforazione del pozzo avverra' per tratti
di 60 metri fino a 1810 metri

Dal sito di VIA del governo italiano su Hera Lacinia a Crotone


Interventi manutentivi, che non comporteranno la perforazione di nuovi pozzi, effettuati periodicamente necessari per garantire la
continuità della sicurezza delle installazioni.

Dai comunicati ENI alla stampa di Crotone


Qui c'e' qualcuno che non la racconta giusta!


Antefatto: in questi giorni tutta la stampa e i cittadini di Puglia sono in subbuglio per quella che pare una piattaforma mobile, stazionata per qualche giorno davanti a Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce. Nessuno sa cosa sia.

L'avvocato Tamborini di Lecce ha allora scritto a quelli del Ministero chiedendo lumi. Ecco parte della risposta:

Dagli Uffici competenti ho appreso che la piattaforma in questione è una piattaforma di perforazione di tipo jack up, al momento in cui è stata fotografata in transito, non destinata ad operare nei mari a largo del Salento dove non vi sono attualmente specifici programmi di perforazione né autorizzazioni rilasciate.

Intanto non e' vero che non ci sono programmi di perforazione, la Northern Petroleum gia' parla di permessi ricevuti per le ispezioni sismiche che sono solo il preludio delle trivelle.

Ma a parte tutto cio', apprendiamo che si tratta di una piattaforma di tipo Jack-up, una piattaforma di perforazione mobile i cui piedi si appoggiano al fondale marino.

Ma dove va? Perche' andava in giro per il basso Adriatico?

Allora vado a guardare i permessi di VIA concessi negli ultimi tempi e nel silenzio generale si scopre che l'ENI ha avuto il permesso di allargarsi e di trivellare ulteriormente il mare di Crotone, praticamente attaccato alla riva.

La concessione si chiama Hera Lacinia, e' in produzione dal 1987 e il suo nome tecnico e' DC 4 AG.

Con questa nuova istanza, chiedevano al governo di allargarsi. Il governo gli ha detto si e il tutto e' stato reso noto il 18 Luglio 2011. Praticamente trivelleranno un nuovo pozzo in mare, ma dalla stessa piattaforma sovrastante.

Hera Lacinia e' anche il nome di un tempio dell'eta' greco-romana che sorge a Crotone. In Abruzzo li chiamano con i nomi di pesci - Ombrina e Rospo Mare - a Crotone con i nomi di templi per prenderci meglio in giro.

Negli atti ufficiali dicono cosi:

Coltivazione di idrocarburi D.C.4AG sviluppo giacimento Hera Lacina in località Capocolonna in comune di Crotone (KR) - Positivo con prescrizioni.

Che significa questo? Intanto che si tratta di "coltivazione": questo vuol dire, in italiano onesto, che il nuovo pozzo e' li per tirare fuori idrocarburi.

Poi se si leggono i decreti dicono:

Preso atto che non risultano pervenuti osservazioni da parte del pubblico, ne particolari misure cautelative da parte della D.G. per la protezione della Natura...

Non so cosa vuol dire D.G. ma so che il resto significa che nessuno ha osato dire niente - regione, provincia, comune, cittadini. Nada. L'ENI fa quello che vuole.

Interessante che dopo qualche rigo invece si dica che si sono un "po allontanati" dal sito di interesse comunitario Capo Colonna per evitare fenomeni erosivi e che la subisdenza ci sara' ma e' compatibile coi valori "naturali."

Che carini! Aggiungono:

Valutato che l'ENI SpA, essendo certificata ISO 14001 e' impegnata in un miglioramento continuo nella protezione dell'ambiente e, grazie al suo sistema di Gestione Integrata di porre in essere tutte le migliori strategie per la gestione ottimale anche degli aspetti di Salute e Sicurezza.

Vaglielo a dire in Basilicata!

In riassunto: questa concessione e' vicina ad un sito protetto dall'Europa sotto il profilo ambientale, ma va tutto bene perche' l'ENI e' certificata e c'ha un "sistema di gestione integrato" che ha "solo" portato alla devastazione della Basilicata!

Il progetto trova pieno riscontro nel quadro della politica di possibile riduzione di approvigionamenti esteri e consequenziale incremento di produzione interne di idrocarburi che pertanto risulta coerente con la pianificazione e programmazione energetica europea nazionale e regionale.

Ma come ci pensano che una piattaforma piazzata li in piena stagione turistica possa farci crescere economicamente? E tutto il turismo - o il potenziale turismo - di Crotone e della vera Hera Lacinia, che fine fanno?

La piattaforma prevede operazioni di supporto su terraferma per definire una "area living", fanghi perforanti e rifiuti petroliferi che dovranno essere smaltiti a terra.

Cioe' nuovo pozzo, nuova monnezza, nuovi problemi per lo smaltimento - e solo loro ci credono che tutto verra' fatto nel rispetto del mare. Ma cos'e' questa area living? E chi e' che vuole stare in un'area "living" vicino alla monnezza petrolifera, tossica, cancerogena e qualche volta radioattiva?

Infine il permesso e' con prescrizioni, questo vuol dire che ci sono degli obblighi. E quali sono?

Che l'ENI deve inserire anche Hera Lacinia - quella petrolifera non quella vera dell'eta' antica - sotto il suo certificato ISO, che l'ARPA deve controllare che tutto funzioni e che devono indagare monnezza prodotta e subsidenza.

Seguono firme su firme.

La chicca e' che il Ministero dei Beni Culturali lo chiami "hoff shore". Con l'h. Sara' pure un errore di battitura, ma quello e' un Ministero...

Ora che e' tutto stato approvato pero' l'ENI decide di mandare un innocente comunicato alla citta' di Crotone - dicendo loro che effettueranno solo interventi di manutenzione su pozzi esistenti.

Mmh. La VIA e la stafetta quotidiana dicono tutt'altro. Com'e' possibile?

Puo' essere che il Jack-up visto a Santa Cesarea Terme fosse destinato ai mari di Crotone? Chi lo sa. A Crotone il mostro e' arrivato nella notte fra il 4 e il 5 Settembre 2011. La foto di Santa Cesarea Terme e' del 3 Settembre 2011. E' lo stesso jack-up?

Ovviamente neanche a Crotone nessuno sa niente.

Restiamo a guardare, sudditi e non cittadini, sebbene siano nostri quei mari e quelle spiagge. Tutt'apposto allora. Evviva l'Italia.



Fonti: Crotone 24 news,
Il Corriere della Calabria