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Wednesday, December 9, 2015

L'ecatombe dei petrolieri - crollo di prezzi e profitti


Update 1 Febbraio 2016 



Il giorno 2 Febbraio 2016 la BP annuncera' ai propri investitori la perdita del 70% dei suoi incassi.
Passano da 2.2 miliardi di dollari nell'ultimo quadrimestre del 2014 a 730 milioni nell'ultimo quadrimestre del 2015. 

Si stima che le perdite saranno molto maggiori a causa di pagamenti nel disastro del golfo del Messico del 2010, il crollo del valore dei suoi giacimenti. Si prevedono altri tagli e perdite per il futuro prossimo.

La Shell invece annuncia perdite del 50% rispetto ad in anno fa, 
con perdite di 7 miliardi di dollari di investimenti. 

Nel solo Regno Unito sono andati in fumo 70,000 posti di lavoro.
A livello globale i posti di lavoro persi sono 250,000.

Il sole invece splende ancora, gratis.


***

Il prezzo del petrolio e' oggi 6 Gennaio 2016 a 33 dollari al barile,
il punto piu' basso da sette anni a questa parte. 


Il crollo dei prezzi del West Texas Intermediate e del Brent


Oggi 8 Dicembre 2015 il prezzo del petrolio e' arrivato a 37 dollari al barile. E' il prezzo piu' basso dal 2009. Non provo tristezza alcuna.

"My head is spinning from the past few days of declines. Sentiment is horrible. It's very bearish," dice Mike Wittner, a capo del gruppo di researca ed esplorazione presso la Societe Generale.

Perche' il crollo? Perche' guidati dall'Arabia Saudia, l' OPEC ha deciso di non tagliare la produzione di idrocarburi nonostante la sovrapproduzione mondiale.

L'OPEC e' fortemente diviso: da un lato i paesi del golfo che possono permettersi prezzi bassissimi, dall'altro paesi come Nigeria e Venezuela che invece hanno bisogno di prezzi piu alti per mantenere le loro economie. Ma a comandare e' l'Arabia Saudita, e quindi i prezzi sono rimasti bassi.

Come tutti sappiamo, in seguito all'esplosione del fracking negli USA, per non perdere mercato,  l'OPEC ha deciso di aumentare la produttivita' sperando di rendere anti-ecomiche le trivelle del fracking americano. E poi c'e' il movimento ambientale - noi! - che chiede di abbandonare le fossili.

E con il petrolio che cala, il numero di pozzi va a picco, decine di licenziati, e operazioni che vengono messe in limbo. Ad esempio, il numero di pozzi negli USA e' arrivato al minimo da 13 anni a questa parte - ci sono adesso solo 795 trivelle attive nel paese. Un anno fa erano 1930.  E' la prima volta dal 2002 che il numero di pozzi scende sotto quota 800 secondo i dati forniti dalla Baker Hughes.

Il record delle perdite spetta alla BP che registra 6.3 miliardi in rosso nel secondo quadrimestre del 2015 (Aprile-Giugno) a causa dei danni da pagare per lo scoppio del 2010, affari che sono andati a male con il caos della Libia e guai in Russia.

Negli USA la produzione e' calata da 38,000 barili al giorno a 9,100 nel giro di un anno.



Thursday, January 15, 2015

La Schlumberger a tagliare 9000 posti di lavoro, la Baker Huges altri 7000


Essendo questa la piu grande ditta petrolifera del mondo, si teme che la situazione per il settore petrolmonnezza peggiorera'. 

In totale, dalla scorsa estate quando i prezzi erano a $100 al barile
sono stati persi 100,000 posti di lavoro.

Adesso il prezzo oscilla attorno ai $50 al barile.

Nell'Ottobre 2014 c'erano circa 1500 pozzi di petrolio/gas attivi negli USA.

Nell'Aprile 2015 sono passati a 750.

La Schlumberger nel 2014 ha investito 4 miliardi di dollari.
Nel 2015 ne hanno annunciato 2.4. 

Oggi 24 Aprile anche la Baker Huges annuncia il licenziamento di altre 3500 persone
dopo aver perso quasi 590 milioni di dollari nei soli primi tre mesi del 2015.


Evviva l'industria petrolifera.





E cosi quando diranno che le trivelle portano lavoro, beh, ecco qua...

La Schlumberger, la piu grande ditta del mondo di fanghi di perforazione, con sede a Houston, taglia l'8% del suo personale. Su 120,000 persone, circa 9,000 saranno mandate a causa del basso prezzo del petrolio.

Il mondo e' sommerso da petrolio - c'e' n'e' troppo a causa dei giochini fra OPEC, Arabia Saudita e shale gas americano e cosi il WTI e' a 46 dollari al barile ed il Brent a 47. Il capo della Schlumberger, Paal Kibsgaard, commenta cosi

"In this uncertain environment, we continue to focus on what we can control. We have already taken a number of actions to restructure and resize our organization that have led us to record a number of charges in the fourth quarter. We are convinced that performance must now be driven by an accelerated change in the way we work through our transformation program."

Negli scorsi 12 mesi le azioni sono calate del 10%.

Oggi 20 Gennaio anche la Bakker Hughes annuncia il licenziamento di altri 7000. La Halliburton ne licenziera' altri 1000.