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Saturday, September 15, 2018

I fluidi di perforazione radioattivi arrivano nei fiumi e nelle cozze della Pennsylvania






Recent disposal of treated conventional oil and gas 
wastewater is the source  of high radium in stream 
sediments at centralized waste treatment facility disposal sites 

E cioe' anche i rifiuti petroliferi "tradizionali" 
non collegati al fracking portano ad elevati tassi di radio, 
materiale radioattivo, nelle acque a valle dei depuratori.
Volume 52, pages 955-962 (2018)

Eccoci qui.

Le sostanze chimiche presenti nel materiale di scarto dalle operazioni petrolifere, con o senza fracking, arrivano nelle cozze e nei fiumi.

Tutto questo viene confermato da due studi eseguiti presso la Nicholas School of the Environment, della Duke University in North Carolina e presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale della Pennsylvania State University.

Facciamo un passo indietro.

A partire dal 2008 le petrol-ditte che trivellano nel Marcellus Shale hanno riversato materiale tossico nel fiume Allegheny in Pennsylvania.

La pratica e' durata per tre anni, fino al 2011. In quei tre anni di tempo piu' di 2.9 miliardi di litri di monezza liquida da fracking e' finita negli impianti di smaltimento prima, e poi nei fiumi della zona.
A quel tempo quasi tutti i depuratori della zona non erano preparati a trattare sostanze mai prima disciolte nell'acqua e quindi, essenzialmente, stronzio, radio ed altro materiale "non tradizionale" non sono mai veramente depurati perche' non c'era attrezzatura e conoscenza sufficente.

Per la maggior parte dunque radio e stronzio sono finiti in acqua tal quali al momento dell'arrivo in depuratore.

Nel 2011 hanno capito che qualcosa non andava, specie dopo un monumentale studio fatto dal New York Times in cui si mostrava che metalli pesanti e materiale radioattivo finivano nelle acque fluviali, senza essere stati trattati.

La pratica venne fermata nel 2011 ma solo per sostanze di scarto che provenivano dal fracking.

Tutte le altre attivita' trivellanti "convenzionali" (i.e. come quelle che si fanno e si vogliono fare in Italia!) shanno continuato a mandare i loro rifiuti in questi stessi impianti.

Sono quindi dieci anni di monnezza convenzionale "depurata" che arriva nel fiume Allegheny.

Oggi si scopre che i residui delle sostanze da fracking sono arrivati nelle acque dolci a valle del fiume, bioaccumulando nei gusci delle cozze, e che in generale con o senza fracking l'acqua a valle dei depuratori contiene piu' radio, radioattivo, rispetto che l'acqua a monte.

Il primo degli studi su citati ha riveltato l'elevata presenza di radio nei sedimenti a valle degli impianti di depurazione.

Nello studio sono stati raccolti sedimenti da tre impianti di depurazione che hanno ricevuto monnezza convenzionale fra il 2014 e il 2017;  sono stati analizzati vari isotopi di radio: 228Ra e 226Ra, e i loro rispettivi prodotti di decadimento, 228Th and 210Pb.

Ra sta per radio, Th per thorio e Pb per piombo. Il numeretto e' il numero di neutroni e protoni presenti nel nucleo.

Il 228Ra decade in 228Th e il 226Ra decade in 210Pb.

Questi decadimenti accadono con l'emissione di particelle alpha (il nucleo di un atomo di elio), 
particelle beta (elettroni o positroni) o di neutrini (una particella subatomica senza carica). A volte questi decadimenti da un elemento all'altro, se non monitorati, possono causare danni e mutazioni al DNA e l'insorgere di tumori.

L'unita' di misura della radioattivita' e' il Becquerel dal nome di Henri Becquerel che assieme ai coniugi Curie scopri' la radioattivita' nel 1903. Un Becquerel significa che c'e' decadimento di un nucleo per secondo. Spesso si usa anche per Becquerel per chilogrammo che indica quanti nuclei per secondo decadono da un chilo di materiale. Piu' grande e' il numero di Becquerel (Bq) o di Becquerel per chilogrammo (Bq/kg)  maggiore e' dunque l'attivita' di radioattivita'.

I ricercatori hanno confermato elevata attivita' di radio a valle degli impianti, rispetto all'attivita' a monte.  Anzi: nel caso degli impianti di depurazione della Pennsylvania si passa da un massimo di 80 Bq/kg a monte fino a...  25,000 Bq/kg a valle degli impianti!

Un aumento di un fattore 300.
Per monnezza "convenzionale".

La presenza di 228Th (prodotto di decadimento) e' molto bassa rispetto al 228Ra (prodotto di origine), questo significa che non c'e' stato tempo per il decadimento di essere completato. A sua volta questo significa che il materiale di origine, 228Ra, e' di origine recente.

E siccome *solo* materiale di scarto da materiale convenzionale, non da fracking e' stato accettato in depuratore in questi anni, i risultati sono la prova che la radioattivita' arriva da fluidi di perforazione per trivelle convenzionali.

Questo deve farci riflettere anche in Italia.
Dove finisce la monnezza delle trivelle lucane?
Qualcuno ha mai analizzato la radioattivita' conseguente a monte e a valle dei depuratori?

Anche il secondo studio e' stato pubblicato in Environmental Science and Technology e mostra che ci sono elevate concentrazioni di stronzio nelle cozze a Warren, Pennsylvania. Siamo a 140 miglia a sud da un sito di smaltimento di acque di scarto da fracking questo in uso fino al 2011.

L' isotopo osservato di stronzio non e' radioattivo, ma causa problemi alle ossa, specie nei bambini.
Puo' anche causare tumore ai polmoni. Non e' ben chiaro quale sia l'impatto di questo inquinamento ai gusci delle cozze a lungo termine ma il fatto che sia entrato nell'ecosistema in cosi pochi anni e' significativo.

Cioe' in pochi anni la monnezza ha trovato modo di entrare nella catena alimentare, bioaccumulando.

La domanda e': dove altro ancora?

E fra altri dieci anni?

Le cozze sono importanti, perche' restando fisse nell'ambiente sono un ottimo indicatore della qualita' dell'acqua in cui vivono, specie i loro gusci.

Lo studio e' molto chiaro: i dati mostrano l'aumento sproporzionato delle concentrazioni di stronzio nelle cozze in corrispondenza dell'inizio delle attivita' di fracking nel Marcellus Shale e dei riversamenti nell'Allegheny River.  L'inizio di queste attivita' e' stato dieci anni fa e proprio dieci anni fa il picco di stronzio.

Anche questo studio e' stato comparativo, cioe'  oltre alle cozze prese a Warren, hanno anche analizzato le cozze a monte dell'impianto di smaltimento dei fluidi e in altri due fiumi della Pennsylvania, il Juniata il Delaware, dove l'industria petrolifera non opera e non scarica.
Come detto, i dati parlano chiaro, i picchi si sono visti solo nelle cozze di Warren.

E come poteva essere altrimenti?

Anche qui pero' la cosa interessante e' che dopo il 2011 le cose non sono poi cosi cambiate, nel senso che i tassi di stronzio nei gusci delle cozze e' solo leggermente diminuito nel corso degli anno.

L'idea e' che non solo le cozze hanno bioaccumulato, ma anche i sedimenti dove le cozze vivono, cosicche anche se non riversiamo piu' stronzio o altro materiale, i sedimenti li conservano a lungo e le cozza continuano a nutrirsene.

Non e' la prima volta che il depuratore di Warren viene indicato come ammazzatore di cozze. Gia' nel 2015 venne notato che i tassi di sopravvivenza per le cozze nel raggio di 500 metri da tale sito variavano fra il 20 e il 50% nel corso di un anno nel 2012; mentre per cozze che stavano a due chilometri il tasso di sopravvivenza era fra l'80 ed il 100%.

Cioe' le cozze piu' vicine all'impianto di Warren morivano prima.

Uno dei ricercatori coinvolti, Nathaniel Warner dice che in generale per le cozze si apre un periodo di estinzione di massa, e questo a causa di tutti i cambiamenti alla qualita' dell'acqua.

Negli USA circa 35 delle 297 specie di cozze note sono andate estinte dal 1900 ad oggi. Il fiume Allegheny contiene 49 di quelle rimaste e molte sono in via di estinzione.

E dice che non e' che perche' abbiamo fermato la depurazione di monnezza da fracking che le cose migliorereanno.

Che sia monnezza da fracking o da fluidi tradizionali, le cozze non lo sanno.
Loro sanno solo che l'acqua non e' pulita e non e' sana.

Tuesday, September 26, 2017

Nature Energy: sole e vento migliorano la salute, fanno risparmiare sui costi medici, evitano le morti premature





Il sole e il vento diminuiscono le emissioni di CO2 in atmosfera, rallentano la corsa verso i cambiamenti climatici e migliorano qualita' di aria, acqua e ambiente e della lunghezza e qualita' della vita.

Tutte queste cose, piu o meno, le sappiamo gi'a.

Ma adesso c'e' un nuovo studio a confermare l'ultimo punto e quantificarlo.

Lo studio in questione arriva dal Lawrence Berkeley National Laboratory, in California, ed e' stato condotto da Dev Millstein e due colleghi. Negli USA, l'abbandono delle fossili a ritmi attuali ha portato ad evitare fra le 3,000 e le 12,700 morti premature in un arco di nove anni, facendo risparmiare fra i $30 e $113 miliardi di dollari in costi medici.

Secondo l'Istituto Mondiale della Sanita' circa sette milioni di persone muoiono ogni anno per colpa della cattiva qualita' dell'aria, per colpa di malattie come cancro, problemi respiratori e circolatori.

Lo studio su citato si basa negli USA dove circa 200mila morti prematuri l'anno sono da attribuirsi all'inquinamento dovuto a eccessiva anidride carbonica, ai composti a base di zolfo, specie SO2, nitrati e particelle fini (SO2, NOx, PM2.5 e CO2).

Nello stesso periodo di tempo, fra il 2007 e il 2015 negli USA le emissioni di CO2 sono calate del 20%, quelle di SO2 di circa il 72% quelle di ossidi di azoto del 50%. Le emissioni di PM2.5 sono invece calate del 46%.

Negli USA il solare e' passato da 4 GW installati nel 2007 a 40 GW installati nel 2016.  Assieme, sole e vento sono passate da10 GW nel 200 a circa 100 GW nel 2015.

Il tasso di crescita e' stato di 35mila GW-ore per anno nel 2007 a 227,000 GW-ore per anno nel 2015.

Sono numeri importanti ed impressionanati: il calo dell'inquinamento e' collegato dunque alla (lenta) riconversione dell'economia verso le rinnovabili,  ma anche grazie a regolamentazioni piu stringenti, con maggiori divieti e limiti di emissione in atmosfera piu' bassi per gli impianti fossili.

Anzi, a volte e' stata proprio l'esistenza di limiti piu' stringenti a causare l'abbandono di fonti energetiche antiquate, perche' non piu' convenienti.

In aggiunta, la maggior produzione di energia rinnovabile ha portato a benefici cumulativi stamabili fra i $5 miliardi e i and $107 miliardi con miglioramento della produzione agricola, grazie al minor tasso di inquinamento, allagamenti, e altre cause imputabili ai cambiamenti climatici.

L'articolo e' qui su Nature Energy


Friday, March 24, 2017

La corte di appello del Colorado: il diritto alla salute e all'ambiente sano viene prima delle trivelle



Ecco, non potevo non raccontare questa storia.

La Corte di appello del Colorado da ragione ad un gruppo di ragazzini che chiedevano che il loro diritto alla salute, all'aria e all'acqua pulita venissero prima delle trivelle.

E hanno vinto. La corte ha detto proprio questo, che la salute viene prima dei buchi sottoterra, nonostane l'enorme lobby da parte dei petrolieri di Denver.

Tutto questo avra' forti ripercussioni nello stato, perche' finora la cosiddetta Colorado Oil and Gas Conservation Commission, detto COGCC, una specie di UNMIG del Colorado, aveva per missione quello semplicemente di "bilanciare" gli interessi dei petrolieri e dell'ambiente.

Come dire, prima c'era solo da essere "equilibristi" fra salute e trivelle. Adesso la salute viene prima.
Non e' una cosa da niente, ed e' per questo che i petrolieri hanno cercato in tutti i modi di fermare questa decisione.

Nello stato del Colorado ci sono gia' 50,000 pozzi, che nascono un po dappertutto, anche vicino a Denver, tutti supervisonati da questo ente, il COGCC  che doveva portare avanti lo sviluppo responsabile e bilanciato di oil and gas in modo che fosse protetta la salute pubblica, l'ambiente,la flora e la fauna.

Poi nel 2013, l'allora 13-enne Xiuhtezcatl Martinez, classe 2000 di Boulder assieme ai suoi amici
chiese a questo COGCC di cambiare le regole.

Chiesero una moratoria allo stato del Colorado finche'

la migliore scienza disponibile non dimostri, e un ente indipendente terzo non confermi, che trivellare puo' succedere in un modo che non vada ad impattare in modo cumulativo o con altre azioni l'atmosfera, l'acqua, la fauna, le risorse territoriali del Colorado e che non influenzi in maniera negativa la salute umana e che non contribuisca ai cambiamenti climatici

unless the best available science demonstrates, and an independent third party organization confirms, that drilling can occur in a manner that does not cumulatively, with other actions, impair Colorado’s atmosphere, water, wildlife, and land resources, does not adversely impact human health and does not contribute to climate change

E cosi' nel 2014 questo COGCC dovette tenere una riunione sul tema. Dismisero la richiesta di moratoria perche' diceva che era oltre l'autorita' e la missione del COGCC stesso.

Xiuhtezcatl Martinez e i suoi amici, assieme ad altri gruppi ambientali del Colorado, fecero ricorso.

La corte di Denver diede ragione al COGCC.

Xiuhtezcatl Martinez e i suoi amici fecero appello di nuovo.

Questa volta dissero che i giudici non avevano bene interpretato la missione del COGCC e che bilanciare non era sufficente.

E cosi, il giorno 23 Marzo 2017 la corte suprema cambia verdetto.

Il compito di questo COGCC non e' di far passare un test di equilibrio, quanto che tutto il settore di oil and gas venga eseguito con la protezione di salute pubblica, benessere, sicurezza, e questo delle persone, dell'ambiente, e della fauna.

Cosa succedera' adesso?

Succedera' che la proposta di moratoria tornera' indietro alle corti precedenti, che dovranno rigiudicare la proposta di moratoria. Non significa che la moratoria passa, quanto che le corti dovranno riesaminare la proposta tenendo conto del nuovo contesto. Si trivella non piu' se ce un bilancio, quanto se la salute e l'ambiente sono pienamente rispettati.

Tocchera' alle corti inferiori ora esprimere un giudizio. 

Ovvaiemente siccume questo COGCC e' un covo di petrolieri e loro amici (come l'UNMIG!) il COGCC pensa di fare ricorso.

Vedremo come va a finire. Tutte queste diatribe non sono nuove in Colorado.  Alcune citta' avevano passato delle leggi locali per vietare oil and gas nelle loro comunita', in alcuni casi queste leggi sono state giudicate non ammissibili e quindi c' molto subbuglio fra residenti, legislatori, trivellatori.

Ma la cosa che a me piu' intriga e' la storia del 17-enne dal nome esotico, questo Xiuhtezcatl Martinez che ha fatto delle cose meravigliose, con coraggio.

Onore a lui. Ce ne vorrebbero tanti di idealisti cosi.



Sunday, August 14, 2016

Il Venezuela ai tempo della petrolcrisi: e' finito anche il cibo


Pane, frutta, pesce, zucchero e carne. Non ce n'e' piu'. La crisi umanitaria del paese si e' aggravata e con questa i casi di furti, violenza, confusione e caos sociale. Grazie alla pioggia dei petrodollari negli anni di vacche grasse, nono stati capaci o non hanno voluto creare una economia sana in parallelo al petrolio e tutto viene importato dai paesi vicini: principalmente Brasile, Colombia, Ecuador, Cile e USA. Pure il pane importavano. Secondo CNN, dal 1 Gennaio 2016 ad oggi:

1. L'importazione di pane e' diminuita del 94%
2. L'importazione di carne e' diminuita del 63%
3. L'importazione di frutta - banane e fragole in primis - e' diminuita del 99%
4. L'importazione di pesce e' diminuita dell'87%
5. Limportazione di zucchero e' diminita dell 34%.

Quello che resta sono cereali, perche' importarli costa di meno.

I bambini malnutriti svengono in classe, e sono arrivate anche le prime morti per malnutrizione. Il 20% dei bimbi e' ora malnutrito secondo i medici. Cose che non si vedevano da 40 anni.

Nove famiglie su dieci non riescono a garantire sufficente cibo ai proprio membri. Si mangia due volte al giorno, se tutto va bene.  Oltre al cibo c'e' anche carenza di medicine, cosi se uno si ammala e' piu' difficile star meglio. E cosi aumentano casi di malaria e di malattie infettive che si pensava fossero state eradicate anni fa.

Perche' tutto questo? Perche' il crollo della moneta locale ha fatto che si che importare merce dall'estero e' diventato proibitivamente costoso. Non e' che il Brasile non vuole piu' vendere cibo al Venezuela. E' che il Venezuela non ne ha i soldi.

Come gia' detto - la crisi e' iniziata prima della petrol-crisi, quando Chavez decise di aumentare il controllo governativo sulla produzione domestica di tutto - o quasi - compomettendone la produttivita'. Le regole erano troppe, le scelte non sempre intelligenti, e cosi tutta l'industria domenstica divento' obsoleta ed inutile. E cosi sono aumentate le importazioni dall'estero, pagate con i petrodollari.

E' solo che oggi i petroldollari non piu quelli di una volta. Ci vogliono almeno 500 milioni di dollari al mese per sfamare il paese. E non ci sono.

In totale le importazioni di cibo sono calate del 40-45% dal 1 Gennaio ad oggi.  Impossibile del tutto trovare uova e carta igienica.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il Venezuela in questo momento e' la peggiore economia del mondo. 

Peggio dei paesi poveri dell'Africa! E con il petrolio sottoterra - fra le riserve piu' copiose al mondo.

L'attivita' economica si contrarra' del 10% quest'anno e l'inflazione arrivera' al 700%.

La cosa triste e' che il Venezuela nonostante questa catastrofe, ha rifiutato aiuto da parte di gruppi umanitari da parte di Amnesty International o delle Nazioni Unite perche' "pare brutto" per il governo accettare aiuti esterni.

Nel frattempo,  la ditta nazionale petrolifera - PDVSA e' al collasso e potrebbe presto fallire. Anzi, la Schlumberger ha appena annunciato che le fornira' minor materiale e servizi trivellanti perche' ha le bollette in arretrato. E quindi si pompera' di meno. In Venezuela adesso ai minimi di produzione da 13 anni a questa parte.

Non solo non solo i petroldollari valgono di meno per il crollo dei prezzi, ma ce ne sono proprio di meno da spendere.

Il preseidente Nicolas Maduro non puo' fare altri che chiedere alla gente di coltivarsi l'orto a casa, e anzi, se proprio vogliono nelle aziende agricole nazionali per un periodo di almeno due mesi.

Se vogliono mangiare.

Tuesday, March 18, 2014

I pozzi di gas e i difetti alla nascita










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Vediamo adesso cosa hanno da dire i negazionisti.

Le operazioni petrolifere, di qualsiasi genere, sono associate ad agenti dannosi alla salute perche' inquinanti - i composti organici volatitli, il benzene, i nitrati, gli idrocarburi policiclici aromatici.
Queste cose, si sanno da decenni, sono dannose alla salute. La stessa American Petroleum Institute nel 1948 concluse che la concentrazione giusta di benzene in atmosfera per garantire la salute umana e' esattamente zero.

Bene, adesso un gruppo di ricercatori della Colorado School of Public Health, guidato da Lisa McKenzie,  ha analizzato 124,842 nascite fra il 1996 and 2009 in zone rurali del Colorado e ha messo in relazioni le nascite di bambini con difetti e pozzi dove si estrae gas naturale.

Il risultato?

Beh, se sei incinta, forse e' meglio vivere altrove che vicino a pozzi di metano.


Le mamme che vivevano vicino a posti in cui c'erano pozzi di metano avevano le probabilita' doppie di avere un bambino con un difetto ai tubi neurali, rispetto alle mamme che vivevano a dieci miglia da pozzi di gas. 

I Neural Tube Defects (NTD) sono malattie congenite dovute ad aperture nel cervello o nel midollo spinale durante la fase di sviluppo embrionale. Fra i Neural Tube Defects: anencefalia, encefaloceles, hydranencephaly, iniencephaly, schizencephaly, e la spina bifida.

Allo stesso modo, le mamme che vivevano vicino a pozzi di gas avevano la probabilita' del 30% in piu' di avere figli con difetti al cuore, principale causa della mortalita' infantile.

Non e' ben chiaro quale esattamente sia il meccanismo che porti a questi problemi (aria contaminata? acqua contaminata?) ma il risultato e' certo: chi vive vicino a questi pozzi da fracking ha maggiori probabilita' di avere figli con difetti alla nascita.

A Gennaio 2014 ci fu uno studio simile in Pennsylvania, condotto da Janet Currie (Princeton University), Katherine Meckel (Columbia University) e John Deutch e Michael Greenstone (Massachusetts Institute of Technology), dove invece si studiarono le nascite dal 2004 al 2011 per studiare lo stato di salute dei bambini nati in un raggio di 2.5 chilometri da pozzi da fracking.  Trovarono che vivere vicino a pozzi di gas naturale aumentava le probabilita' di basso peso alla nascita, molto probabilmente a causa dell'inquinamento dell'aria.


I petrolieri dissero che i bambini si ammalano di piu vicino ai pozzi perche' il fracking cambia la distribuzione demografica nei dintorni dei pozzi e le madri che scelgono di vivere li vicino sono gia' malate per conto loro.

E poi gli asini volano.



Wednesday, July 3, 2013

L'ENI e la salute del policlinico Gemelli



Che dire. Non sanno piu' dove andare a parare per pulirsi la reputazione. Dopo avere inquinato a piu' non posso, e dopo avere scomodato Jovanotti, Rocco Papaleoe pure Caravaggio, ora l'ENI passa al Policlinico Gemelli di Roma.

Infatti, la nostra beneamata e' una delle partners di Gemelli Insieme, un progetto "outdoor", cioe' all'aria aperta, che e' dedicato ai Romani per "la prevenzione alla salute".

Della serie: venite da noi che respiriamo aria buona!!!

Dicono infatti, quelli dell'ENI, che la salute e la sicurezza dei loro dipendendenti e della collettivita' sono "obiettivi primari" per loro, durante lo svolgimento delle loro attivita'. Mah, io, a naso direi che il loro obiettivo primario e' il portafoglio, e che tutto il resto sono dettagli.

Dicono anche che "l'azienda adotta propri programmi per evitare e diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrita' dell'ambiente esterno".

Ma.. per ambiente esterno si includono i siti inquinati di interesse nazionale che portano la firma ENI o loro filiali?? Per ambiente di esterno si intende l'aria fetida del centro oli di Viggiano?

Secondo la pubblicita' ogni azione dell'ENI e' "caratterizzata dal forte impegno per lo sviluppo sostenibile, valorizzare le persone, contributire allo sviluppo e al benessere delle comunita' nelle quali opera, rispettare l'ambiente, investire nell'innovazione tecnica, perseguire l'efficenza energetica e mitigare i rischi del cambiamento climatico."

Mmh. Gli manca solo l'aureola! Che andassero a dire queste cose a Gela, Porto Torres, Marghera, Manfredonia, Priolo, Viggiano, eh?

Dicono anche che faranno 5 tappe tematiche di prevenzione medica in altrettanti municipi del Comune di Roma e che il tutto durera' un anno con gran finale niente di meno che in Vaticano, alle presenza delle maggiori istituzioni governative e locali con un concerto in Sala Nervi e una cena di gala negli spazi dei Musei Vaticani.

L'ENI ed il Gemelli inoltre,  faranno "il punto sui risultati della ricerca medica" con iniziative e convegni scientifici promossi con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica.

Parleranno anche dei danni alla salute collegati agli idrocarburi?  Parleranno dei bimbi che nascono deformi a Gela? Di quelli con i danni al DNA a Sarroch?

Caro Scaroni: di sostenbile nel fossile non c'e' niente di niente, e tutta la propaganda di cui sopra fa veramente ridere. Capisce che e' il suo core business, proprio alla radice, ad essere sbagliato  e non c'e' propaganda che cambiera' tutto questo perche' vi chiamate idrocarburi, e non margherite.



Tuesday, February 5, 2013

"List of the harmed" - 800 famiglie colpite dal mal di fracking


Acqua e Aria da fracking

Erano 800 un anno fa. 
Adesso sono 6000.


In Italia si e' giustamente preoccupati per le conseguenze di trivelle e fracking sulla stabilita' del sottosuolo, sui terremoti. Ma come detto tante volte, ci sono altri effetti di fracking e trivelle molto piu' quotidiani dei terremoti e si chiamano acqua inquinata, aria malsana e malattie a persone ed animali.

Il gruppo "Pennsylvania Alliance for Clean Water and Air" ha allora messo su una lista che si chiama "List of the Harmed" dove ciascuna famiglia puo' raccontare in poche righe quel che gli e' capitato e allegare eventuali link di stampa locale che documenta cio' che dicono.

Pare un bollettino di guerra.

Finora ci sono 800 di segnalazione volontaria. Ecco un po di esempi:


1. Pam Judy
Location:
Carmichaels, PA
Gas Facility:
Compressor station 780 feet away
Exposure:
Air
Symptoms:
Headaches, fatigue, dizziness, nausea, nosebleeds, blood test show exposure to benzene and other chemicals


Pam Judy:Mal di testa, affaticamento, svenimenti, nausea, sangue dal naso, esami del sangue mostrano esposizione al benzene e ad altre sostanza tossiche. Qui la sua storia

2. Darrell Smitsky
Location:
Hickory, PA
Gas Facility:
Range Resources Well, less than 1,000 ft
Exposure:
Water – toluene, acrylonitrile, strontium, barium, manganese
Symptoms:
Rashes on legs from showering.
Symptoms (animal):
Eight healthy goats dead; fish in pond showing abnormal scales; another neighbor comments anonymously


Darrell-Smitsky: Otto capre sane morte, pesci nei laghi con le squame anormali.

3. Jerry and Denise Gee and family
Location:
Tioga County, Charleston Township, PA
Gas Facility:
Shell Appalachia natural gas well
Exposure:
Water – methane
Symptoms:
Pond contaminated


Jerry e Denise Gee: Metano nell'acqua potabile e nel lago

4. Stacey Haney
Location:
Washington County, PA
Gas Facility:
Range Resources gas well and 7 acre waste impoundment
Exposure:
Water – glycol and arsenic
Symptoms:
Son – stomach, (liver and kidney) pain, nausea, fatigue and mouth ulcers; daughter – similar symptoms
Symptoms (animal):
Dogs – death; goat – death; horse – sick


Stacey Haney: problemi allo stomaco, fegato e reni, dolori, nausea, fatica, ulcere. Morte di cani, capre e cavallo malato. Esposizione all'arsenico e al gycol. Qui la sua storia.

5. Phyllis Carr and family
Location:
Lake Lynn, PA
Gas Facility:
Three natural gas compressors operated by Williams and a dehydrator
Exposure:
Air pollution
Symptoms:
Headaches, sore throats, sinus congestion, rashes, blisters, lesions, respiratory distress, and hearing difficulties; blood contains phenol and benzene


Phyllis Carr e famiglia: inquinamento aria, mal di testa, mal di gola, congestione e sinusite, pruriti, vesciche, lesioni, problemi respiratori e all'udito, il sangue contiene fenoli e benzene.

6. Julie Kuhne
Location:
Clearville, PA
Gas facility
: Well blowout
Exposure
: Water toluene.”…My water test came back contaminated with toluene. So did my neighbors.
Symptoms:
Unknown, replacement water or relocated


Julie Kuhne: Esposizione al toluene nell'acqua.


7. Joe A. & Sandra K. McDaniel
Location:
Clearville, PA
Gas Facility:
Steckman Ridge gas storage, wells 1000 ft from pond
Exposure:
Water- MBAS in spring fed fish pond
Symptoms:
Unknown, replacement water or relocated


Joe e Sandra McDaniel: acqua inquinata. 

8. Terry Greenwood
Location:
Washington County. PA
Gas Facility:
Dominion Resources Appalachian and Consol gas wells and impoundment
Exposure:
Water (waste pit overflowed into pond)
Symptoms (animal):
Cows – ten dead


Terry Greenwood: dieci mucche morte dopo lo sversamento di materiale di risulta da fracking sui suoi terreni

9. Carol and Don Johnson
Location:
Tioga County, PA
Gas Facility:
East resources waste impoundment
Exposure:
Water (waste pit overflowed into field) – chloride, iron, sulfate, barium, magnesium, manganese, potassium, sodium, strontium and calcium.
Symptoms (animal):
Stillborn calves, quarantined cows


Carol e Don Johnson: 
Vitelli morti e mucche in quarantena dopo lo sversamento di materiale tossico nei loro campi - con cloro, ferro, solfati, bario,magnesio, manganese, potassio, sodio, stronzio e calcio.

10. Mary McConnell
Location:
Bedford County,PA
Gas Facility:
Columbia Gas storage field
Exposure:
Air – methane in blood
Symptoms:
Headaches, breathing difficulties, sore muscles and other health issues


Mary Mc Connell: 
metano nel sangue, mal di testa, difficolta' a respirare, muscoli tesi e altri problemi. Qui la sua storia.

11. Wayne and Angel Smith
Location:
Bedford County, PA
Gas Facility:
SpectraEnergy Steckman Ridge storage field, pipelines, compressor stations
Exposure:
Air, water – arsenic
Symptoms:
Various health ailments
Symptoms (animal):
Death – 5 cows, 3 dogs, 12 chickens and 4 cats


Wayne e Angel Smith: Esposizione all'arsenico nell'acqua. Morte 5 mucche, 3 cani, 12 galline e 4 gatti.

12. Steve and Jacki Schilke
Location:
Williston Basin, ND
Gas Facility:
Oasis gas wells
Exposure:
Water- magnesium, manganese, boron and strontium and sulfates; air – benzene, methane, chloroform, butane, propane, toluene and zylene
Symptoms:
Lightheadedness, dizzy and trouble breathing, can’t walk
Symptoms (animal):
Dogs and cows sick, death


Steve e Jacki Schilke: mal di testa, giramenti di testa, difficolta' a camminare, morte di cani e mucche. Esposizione al manganese, boro, stronzio, solfati, benzene, metano, cloroformio, butano, propano, toluene e zylene.

13. Mark and Sandy Mangan
Location:
Medina County, Ohio
Gas Facility:
Gas well
Exposure:
Air; water – salts, methane and cement
Symptoms:
Unknown,replacement water or relocated

 
Mark e Sandy Mangan: inquinamento di aria, acqua con sali, metano e cemento

14. William and Stephanie Boggs (Stephanie deceased, age 47)
Location:
Medina County, Ohio
Gas Facility:
Landmark 4 LLC gas well
Exposure:
Water, land, air
Symptoms:
Unknown,replacement water or relocated


William e Stephanie Boggs (morta a 47 anni): inquinamento di acqua, aria e terra

15. Susan Wallace Babbs
Location
: Parachute, CO
Gas Facility:
Gas wells
Exposure:
Air- benzene, tetrachloroetheneand 1,4-dichlorobenzene
Symptoms:
Vomiting, diarrhea, lesions, pain, elevated heart rate


Susan Wallace Babbs: vomito, diarrea, lesioni, dolori e alto battito cardiaco.

18. Beth Voyles
Location:
Washington County, PA
Gas Facility:
 Range Resources frack waste impoundment and gas wells
Symptoms:
Rashes, blisters, inability to concentrate, light-headedness, nose bleeds, lethargy; benzene, toluene and arsenic in blood and urine
Symptoms (animal):
Farm animals and dogs suddenly died, other dogs aborted pregnancies, stillborn offspring


Beth Voyles: Pruriti, vesciche, incapacita' di concentrarsi, mal di testa, sangue dal naso, stanchezza, benzene, toluene e arsenico nel sangue e nelle urine.

248. Jerry and wife
Location: Little Rock, Arkansas
Gas Facility: Southwestern Energy gas wells, waste ponds, buried liners
Exposure:
Water
Symptoms:
Kidney tumors, growth on gall bladder


Jerry e sua moglie: tumori ai reni, crescita sulla vescica.


350. David L. Andre
Location:
Caddo Parish, LA
Gas Facility:
Exco well
Exposure:
Water
Symptoms:
Had to evacuate  home and were advised by public health officials that the water represented a continuing health and safety hazard so severe it could not even be used for washing clothing or bathing. Government officials have also warned the residents against smoking or having any kind of open fire near water systems that obtain water from the Carrizo-Wilcox aquifer.


David Andre: Evacuazione della propria casa, l'acqia era diventata un rischio alla salute cosi' elevato che non poteva essere usata per lavare i panni o per farci il bagno. Non si poteva ne fumare ne avere qualsiasi altro tipo di fiamma accesa vicino ai sistemi idrici collegati all acquifero Carrizo-Wilcox.


665-689. Dick Bilodeau, Deb Thomas and 24 other families
Location:
Clark, WY
 
Gas Facility: Windsor Energy gas wells  
Exposure: Air – 5 million to 7 million cubic feet of gas was discharged into the air during the 58-hour incident; water- benzene, acetone, carbon disulfide and others  
Symptoms: 25 homes were evacuated, Fort Union bedrock aquifer polluted, the blowout resulted in a 10 million cubic foot plume of groundwater contamination, or more than 100 Olympic- size swimming pools worth

Dick Bilodeau, Deb Thomas e altre 24 famgilie: scoppio di pozzo, evacuazione di 25 case, inquinamento di falda acquifera, scarico di acqua contaminata da benzene, acetone e disolfato di carbone.

Connee Robertson
March 3, 2012 10:45 pm

I live in Cleburne County, Arkansas.They have been fracking all over this county for a few years now..our wells have either run dry or gone bad. Animals have gotten sick… I lost a horse when they began fracking on the property that I have them on. I forced them to fence off the water pit they put in. They are ruining what was once one of the prettiest areas of the Ozarks and they want to frack under our lake here… where we get all of our drinking water from.This is a nightmare. I was the only one who stood up against them when they came into our county. Now, everyone wants them gone. Nightmare!! We had the best drinking water in the whole country at one time… not now.

Vivo a Cleburne County, Arkansas. Stanno facendo fracking in tutta la contea per anni ... tutti i nostri pozzi sono andati a secco o male. Gli animali si sono ammalati. Il mio cavallo e' morto quando hanno iniziato a fare fracking sul mio terreno. Gli ho fatto mettere un recinto attorno alla pozza di acqua di risulta che hanno creato. Stanno rovinando una delle zone piu belle dell'Ozarks e vogliono anche fare fracking attorno al nostro lago, da dove arriva tutta la nostra acqua potabile. Questo e' un incubo. Io sono stata l'unica persona a dire no quando sono arrivati nella nostra contea. Ora tutti vogliono che se ne vadano. E' un incubo. Avevamo l'acqua migliore del paese un tempo, ora non piu'.

La lista continua ed e' qui.

Grazie Francoise per la segnalazione

 

Saturday, December 22, 2012

Fracking in europa: un questionario


I frack job dell'ENI - ce n'e' uno anche in Italia.



Il link del questionario sul fracking in Europa e' qui.

Il fracking: la Francia e la Bulgaria l'hanno vietato e cosi pure altre regioni d'Europa - come la Cantabria di Spagna o il Lussemburgo.  In Italia, checche' ne dicano i malpensanti, il fracking e' stato gia' eseguito in Toscana dalla Independent Resources e se nessuno fa niente, ci si portera' avanti con questa tecnica.  Come detto, si vuole fare fracking anche in Sardegna e attorno a Siena. In cima invece una slide dell'ENI del 2007 circa, scovata da Betta Sala, con un evento di fratturazione idraulica gia' eseguito, non si sa esattamente dove, ma in Italia.

Sara' la Basilicata? E chi lo sa.

Intanto, l'Europa ora ci riprova e vuole "sentire" la nostra voce.

Diciamo che non sono molto soddisfatta di questo questionario, perche' e' un po come la "Strategia Energetica Nazionale" di Passera. Tante domande, ma il messaggio di fondo e' : cerchiamo di capire come fare per convincere la gente che se ci sono le regole giusto si puo' fare fracking in Europa.

E cosi ci chiedono: se i trivellatori obbediscono a regole che vanno dalla pubblicazione "volontaria" di cosa spareranno nel sottosuolo, fino a programmare un certo numero di metri fra un pozzo all'altro, o se fanno i test sulle cementificazioni o sui rischi geologi, o se minimizzano l'uso di acqua e di sostanze tossiche che inietteranno nel terrreno, o se controllano il rumore e le emissioni in atmosfera, allora saresti favorevole al fracking?

E' una domanda fuorviante, perche' lo sappiamo tutti che quelle cose citate lassu' in alto, nessuno le fara' mai, ammesso che sia possibile farlo.

E poi, che significa minimizzare la monnezza che si mette nel sottosuolo? Quanta monnezza e' accettabile nella tua acqua potabile? Che significa mettere 10, 20, 50 metri fra un pozzo e l'altro, l'aria mica si ferma? E che significa chiedere ai petrolieri di fare una dichiarazione volontaria di cosa spareranno nel sottosuolo? Come insegna la Gabanelli, quelli non sono mica gentiluomini, e a loro interessa una sola cosa: soldi, soldi, soldi. Gli fa un baffo la dichiarazione "volontaria".

E poi ti chiedono: pensi che con il fracking riusciremo a creare lavoro, ad abbassare le bollette, e che ci fara' risparmiare con il gas che arriva dall'estero? Si certo, sulla pelle di tutto l'altro lavoro che invece sara' distrutto, e con i prezzi delle malattie e del paesaggio trivellato.

Come sempre, l'esperienza degli altri dovrebbe essere la migliore maestra: basta solo guardare a cosa e' successo negli USA con il fracking - terremoti, falde inquinate, danni alla salute, all'agricoltura, agli animali, ad intere comunita'.

Come per il pertrolio "normale" ovunque sono arrivati i petrolieri hanno solo lasciato deserto e distruzione e morte dietro, e con il fracking sara' esattamente la stessa cosa.

Spero che ciascuno possa rispondere al questionario sottolineando che non ci servono regole, ci serve un divieto integrale.

Tuesday, April 24, 2012

BP: 40,000 persone da analizzare, pesca chiusa sine die

It's terrible.
Disaster is an understatement for what they have done.
They have destroyed my industry, my livelihood
and they also destroyed the way we did life.

Brad Robin, pescatore


Dopo vari report di pesci deformi le autorita' hanno deciso di chiudere alla pesca alcune zone del delta Mississippi per studiare meglio cosa stia succedendo.

Non si sa quando saranno riaperti.

La pesca della Louisiana e' stata decimata. I pescatori dicono che in alcune zone si pescano 30 sacchi di vongole al giorno, mentre prima erano 1000. Altri parlano di 200 chilogrammi di gamberi pescati senza occhi.

Come detto piu' e piu volte, se il mare e' malato, sono malati i pesci, sono malate le persone.

Dopo due anni dallo scoppio, e dopo avere parlato spesso di danni a tutto l'ecosistema, ecco notizie sugli umani.

La signora Lorrie Williams, suo marito Bud Waltman e il loro figlio Noah sono tutti risultati positivi alla presenza di composti chimici petroliferi nel loro sangue. Hanno tutti problemi di respiro, mal di testa, debolezza, congiuntiviti, sangue dal naso.

Come loro tutti i loro vicini, che vivono a pochi chilometri dal mare.

Finora sono dozzine le persone che si sono sottoposte ai test specifici per studiare la presenza di sostanze tossiche nel sangue, e dozzine sono le persone che sono risutate positive.

E cosa hanno nei loro corpi?

Ethylbenzene, m,p-Xylene e hexane, sostanze chimiche presenti nel petrolio. Gli effetti sono, guarda caso, irritazione alla gola, al naso, tosse, irritazione ai polmoni, mal di testa, vertigini, nausea e vomito.

Per noi sono parole, per loro e' la vita.

Come si risarscisce uno a cui la BP ha messo veleni in corpo?  Quanto vale la vita di una persona? E' giusto che questa gente debba soffrire queste cose?

Il governo federale intanto sta facendo delle indagini approfondite sui danni a chi viveva in Louisiana per guardare agli effetti a lungo termine del petrolio, del Corexit e di altra monnezza finita in mare. Sara' un percorso lungo.

A capo di questa indagine c'e' la dottoressa Dale Sandler, con il National Institute of Enviornmental Heatlh Sciences che finora ha registrato 19,000 partecipanti. Ne vogliono 40,000 per cui c'e' spazio per altre ventimila persone.

Le indagini sono fisiche, ma anche mentali, per vedere come gli abitanti hanno risposto allo stess emotivo della marea nera, allora e dei danni, paura, disoccupazione, incertezze di adesso.

Il dottor Sandler dice che da tutti prenderanno le analisi del sangue, misureranno la pressione e capacita' polmonare, oltre che fare un questionario sulla salute generale.  Il tutto verra' messo in un registro e le cartelle cliniche saranno costantemente aggiornate per vedere appunto lo stato di salute della popolazione nel presente e a lungo termine.

Si calcola che circa 150,000 persone siano state in qualche modo toccate dallo scoppio del golfo del Messico.

Questo studio e' il piu' grande del suo genere mai eseguito finora.

Ma intanto che questo studio va avanti,si continua a soffrire e la BP continua a fare propaganda.


Ecco altre storie di pesci morti, e pesca decimata, di vite spezzate.





Wednesday, April 18, 2012

Le balene e i delfini alla riscossa


Vedere i delfini lungo le nostre coste e' sempre motivo di curiosita' e di benvolere. La stampa locale, in Abruzzo, in Puglia, in Sicilia ne fa sempre degli articoli con foto spettacolari.

E allo stesso modo ogni volta che vediamo morie di delfini, cetacei ed altri animali marini ci restiamo tutti un po sgomenti, perche' sono creature belle, grandi, affascinanti, che appunto si fanno volere bene.

E come per tutti gli essere viventi, incluso l'uomo, la salute di questi animali dipende dal loro ecosistema.

I ripetuti spiaggiamenti e le morie di delfini e balene che si verificano anche in Italia, significano che non e' sano il loro mare, che non e' sano il nostro mare.

L'ammirazione per i delfini deve andare di pari passo con la difesa della loro casa, il mare.

Forse chi segue tutti i nostri blog sul petrolio sa che fra le cause degli spiaggiamenti ci sono anche le ispezioni sismiche, spari violenti di aria compressa, e strumento che i petrolieri usano per cercare i giacimenti di petrolio nel fondale marino.

Chissa' se lo sanno i politici e chi prende le decisioni!

L'air gun causa confusione, disturbi al sistema uditivo, di orientamento, di accoppiamento dei delfini e delle balene, lesioni ai loro corpi, e a volte anche la morte.

Anche l'attività estrattiva vera e propria da una piattaforma permanete e' dannosa per gli animali, con sversamento a mare e in atmosfera di inquinanti che finiscono dritti dritti nella pancia delle creature del mare.

I cetacei - delfini e balene - occupano il vertice della catena alimentare e rappresentano una specie di sentinella della salute del mare. Bioaccumulano e magnificano gli inquinanti e concentrano nei loro tessuti tutte le schifezze che noi, teoricamente creature superiori, rigettiamo nel mare senza pensarci troppo.

E allora che si deve fare?

Beh, Guido Pietroluongo ha fatto una cosa bellissima. E' un laureando in veterinaria ed ha pensato di scrivere un documento illustrativo proprio su questo tema: la difesa dei cetacei in tempo di esplorazione ed estrazione di petrolio e piu' in generale sugli impatti delle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi nel Mar Mediterraneo.

Ha bussato e gli hanno risposto ben 15 associazioni di livello nazionale ed europeo, fra cui

ENPA, Animalisti Italiani, LIDA, Comitato Parchi Italia, Federazione Nazionale Pro Natura e Pro Natura Mare Nostrum, Centro Studi Cetacei, Ketos, Aeolian Dolphin Research, Centro Ricerca Cetacei, Bottlenose Dolphin Research Institute, Istituto per gli Studi sul Mare, Oceana,
Sea Shepherd Conservation Society e The Black Fish.

Da questo fronte comune è nato il documento che si puo' scaricare in alto.

Il testo mostra anche che gli Studi di Impatto Ambientale delle società petrolifere rarissimamente trattano il tema della sicurezza dei loro impianti ed attivita' per i cetacei in maniera soddisfacente.

Assieme, queste associazioni denunciano l'assenza della trasparenza negli Studi di Impatto Ambientale, l'assenza della cronologia delle operazioni, l'assenza di una attenta e approfondita valutazione di tutti gli impatti ambientali - chimico, atmosferico, acustico - l'assenza di studi approfonditi sulla presenza di Cetacei nelle aree oggetto dei progetti di ricerca, l'assenza della valutazione di tutta la regolamentazione che tutela e protegge l'ecosistema marino e i Cetacei.

Insomma: ai petrolieri importa poco di delfini e balene - e come potevamo pensare altrimenti?

E dove e' finito questo testo?

E' stato inviato ai Ministeri della Repubblica Italiana e ai principali Enti preposti al monitoraggio e al controllo di queste attività e dei loro impatti (ISPRA, ARPA, Comando Generale delle Capitanerie di Porto etc. etc.), per richiedere di valutare attentamente e di analizzare con accuratezza questi aspetti prima di rilasciare i permessi di ricerca ed estrazione.

La tutela del mare non e' solo per le balene. La tutela del mare e' anche per difendere turismo e pesca, fulcri dell'economia marittima italiana, e naturalmente la difesa della salute pubblica.

In quei mari inquinati ci andiamo noi a fare il bagno!

Questo e' un piccolo passo verso un reale e concreto impegno per chiedere alle istituzioni e alle autorità di proteggere l'ecosistema marino spesso tutelato solo sulla carta. Anche se spesso neanche lo sappiamo, in Italia abbiamo un patrimonio naturalistico UNICO, che deve essere conservato e salvaguardato come risorsa inestimabile di vita, salute e sviluppo ecosostenibile.

Se qualche Associazione volesse unirsi nel firmare il documento e nel partecipare a questa
campagna, in linea con le tematiche sopra descritte, può comunicarlo mettendosi in contatto a
questo indirizzo mail:

docdolittle CHIOCCIOLA hotmail PUNTO it

Grazie Guido, grazie alle 15 associazioni!

Thursday, March 29, 2012

Sarroch: l'idrogeno solforato, questo sconosciuto


Provo dei sentimenti strani.

Sono anni, anni, che vado predicando sull'idrogeno solforato, e ogni volta che leggo la stampa italiana su questi strani "gas", "vapori", "miasmi", mi sento un po sconfitta.

Oggi e' la volta di Sarroch, dove la Saras ha una raffineria di petrolio, che ne ha combinate di tutti i colori nel corso degli anni - morti, inquinamento in aria, in acqua, nei polmoni della gente, strani tentativi di fermare la liberta' di parola e di espressione.

Forse ha anche inquinato il modo di pensare del popolo, convincendoli piano piano che o si muore di fame o si muore di cancro.

A Sarroch pero' dovrebbero saperlo bene cos'e' l'idrogeno solforato, visto che e' uno dei principali prodotti di scarto delle raffinerie - quelle torce che si vedono hanno lo scopo esclusivo di bruciarne i residui, a Sarroch, a Viggiano, e in tutte le altre raffinerie del mondo.

Invece la stampa parla di "puzza insopportabile di uova marce", come se fosse un rapporto del 1800.

I medici dicono che hanno dovuto chiudere gli ambulatori per colpa della "puzza".

La gente ha le congiuntiviti per colpa della "puzza".

La Saras dice che "la puzza" non c'e' ed e' tutto normale ma - e qui casca l'asino - che ci sono stati "convogliamenti verso le torce della raffineria di vapori di idrocarburi"

Veramente il 1800.

Perche' non ci si chiede COSA sia quella puzza? Perche' non lo chiede il giornalista, la gente, il sindaco, i medici?

Come possono accettare che ci sia un misterioso gas killer, senza porsi altre domande?

Se sa di uova marce, se ci sono stati dei convogliamenti in torcia, non puo' che essere H2S.

Perche' allora non si spiega alla gente che quella roba si chiama IDROGENO SOLFORATO, e' tossico, ed e' provato che comporta mali respiratori, mal di testa, nausea, problemi alla vista, problemi circolatori, aborti spontanei, tumori?

Che e' lo stesso gas killer che ha ucciso gente nelle cisterne di Molfetta, Catania e che ogni tanto lascia morti anche alla raffineria dei fratelli Moratti?

La puzza e' veramente solo la punta dell'iceberg.

Non e' a caso che la gente parla di bronchiti e di congiuntiviti. E' tutto scritto, da anni, si sa.

E se la puzza c'e' oggi, e porta a vomito e mal di testa oggi, cosa puo' succedere al corpo umano dopo anni e anni che si respira quella roba che esce incessantemente dalle raffinerie, oggi un po di piu' magari, ma la cui presenza e' costante?

Non credo che ci voglia un mago dell'epidemiologia per arrivare ad una conclusione.

E la cosa piu' insopportabile, per me almeno, e' che in Italia gli impianti petroliferi sono autorizzati a rilasciare circa 30 ppm di H2S, a fronte di un limite di 10ppm per altri tipi di impianti industriali.

E cosa vuol dire 30ppm? Beh, basta guardare in giro.

Qual'e' il limite raccomandato dall'organizzazione mondiale della sanita' per le concentrazioni in aria? 0.005 ppm.

Qual'e' il limite legale per le concentrazioni in aria di H2S in Massachussetts? 0.00065 ppm.

In Italia le raffinerie dunque sono autorizzate ad emettere valori di idrogeno solforato fattori migliaia e migliaia di volte superiori a quanto salutare.

Migliaia. 30 ppm contro 0.005 ppm! Un vero scandalo.

La Saras non se ne andra' tanto presto da Sarroch. Ma quel che si puo' fare e' di almeno sapere cosa succede per magari evitare che ce ne siano altre di Sarroch - ad Arborea, ad Ortona, a Lecco, a Bomba.

Ai cittadini di Arborea: non lasciateli venire nel vostro paese. Il pozzo "esplorativo" di gas Eleonora 1 che cercano di far passare come innocente buchetto nel terreno, e' solo l'inizio. Si allargheranno, e prima o poi vorranno mettere una raffineria anche da voi. E' l'iter normale, ed e' stato cosi' in Basilicata, e volevano fare lo stesso in Abruzzo.

Grazie a Manuela Pintus e a Davide Rullo.

Thursday, October 2, 2008

Il petrolchimico a Genova


Oggi pomeriggio, su Rai tre, dalle 4 alle 5pm il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo rispondera' a delle domande relative alla petrolizzazione dell'Abruzzo che le saranno poste dal senatore Giovanni Legnini, abruzzese anche lui. Spero che qualcuno possa registrarlo e metterlo su youtube cosi potranno vederlo anche quelli che come me vivono lontano.

Intanto, qualche tempo fa mi ha contattato un comitato cittadino di Busalla, in provincia di Genova, affinche' andassi da loro a parlargli dell'idrogeno solforato. La loro raffineria si chiama Iplom e ne abbiamo gia parlato su questo blog. E' la stessa che gli ha inquinato i fiumi e che qualche settimana fa e' incendiata. La raffineria gli ha causato puzze, rumori, crollo del mercato immobiliare, falde acquifere inquinate, malattie. Tutte cose che gia' sappiamo, ma che qui tocchiamo con mano, perche' come a Viggiano, come a Falconara, sono cose gia' successe e non dette in astratto da una che abita dall'altra parte del mondo.

Ecco com'e' ridotta la qualita' di vita a Busalla, nelle parole di Monica Colombara, del Comitato Salute Pubblica e come riportato da un giornale locale il Valle Scrivia del luglio 2008 a pagina 2:

"Sul piatto - dicevo - metterei una qualità della vita fortemente compromessa da un’industria insalubre le cui lavorazioni comportano la presenza di sostanze cancerogene e/o tossiche e/o altamente infiammabili (greggio, virgin nafta, idrogeno, idrogeno solforato, additivi, chemicals, catalizzatori, ecc.), il tutto in mezzo ad un centro abitato. Miasmi quasi quotidiani e rumori insanabili, perché la stretta prossimità con le case rende strutturalmente inefficaci le barriere acustiche davanti a parti di impianto attive giorno e notte. Metterei le centinaia di autocisterne che transitano per le vie congestionate del paese (di queste non si parla mai, sembra che il traffico di mezzi pesanti riguardi solo la Val Seminella…). Metterei i dati rilevati nei pozzi di emungimento che rivelano lo stato delle acque di falda sotto lo stabilimento: la presenza di idrocarburi è talvolta cento volte superiore al limite consentito (!). Metterei l’impatto visivo devastante, che condiziona l’attrazione turistica e quindi commerciale di un posto che alloggia l’orribile manufatto. Metterei il deprezzamento delle case di proprietà (un impianto a rischio è un fattore peggiorativo, che pesa di un buon 20% sul loro valore immobiliare): pensiamo sempre alla ricchezza che entra (poca e non diffusa), mai a quella possibile o a quella che ci viene sottratta. "

Verso la fine degli anni '80 e inizio degli anni '90, decisero che la raffineria di Busalla avesse bisogno di un centro di desolforazione. Nel 1990 l'allora sindaco Claudio Ferralasco interpello' un professore dell'unversita' di Genova, il professor Umberto Bianchi, dell'istituto di Chimica Industriale. Il professor Bianchi presento' un report dove si scongiurava la realizzazione dell'impianto di desolforazione, tanto piu' che si parlava di diffusione di H2S su un "intorno comunque vasto" del territorio della citta' e che cio' "pare allo scrivente ... del tutto inaccettabile". Il suo report e' facile da capire e piu' o meno dice le stesse cose che vado predicando da tempo. Lo si puo' trovare qui.

Il sindaco della citta' segui' i consigli di Bianchi e nel 1993 il piano regolatore comunale stabili' che, data la gia' disastrosa condizione ambientale della citta' di Busalla, il petrolchimico non potesse ampliarsi piu'. Niente desolforizzazione dunque. Ecco qui uno stralcio del documento del comune:

“Le industrie petrolchimiche che si trovano in questa zona [zona D, industriale artigianale o assimilata, in Sarissola], data la vicinanza ai centri abitati e le caratteristiche di impatto ambientale, legato al tipo di produzione occupano UNA LOCALIZZAZIONE IMPROPRIA peraltro non consentita dalla normativa del Piano Regolatore Generale."

"Sono consentiti esclusivamente interventi volti al miglioramento tecnologico che abbiano come risultato la riduzione del carico inquinante con particolare riferimento alle immissioni atmosferiche. NON SONO ALTRESÃŒ CONSENTITE OPERE DI AMPLIAMENTO SIA DELLA PRODUZIONE CHE DEGLI IMPIANTI DI DEPOSITO”.

Storia finita? No, perche' l'Iplom veramente lo voleva questo desolforatore e allora cosa fa? In barba alle decisioni comunali, invece di spiegare ai cittadini cosa avrebbe rappresentato per loro il desolforatore, iniziano ad usare nomi ingannevoli, puliti e romantici, non si parla di desolforatore, quanto invece di "Progetto qualita'". Proprio come noi, non una "raffineria", ma un delicato centro oli di dodici ettari di terra.

I cittadini proposero dei referendum per chiedere alla gente che ne pensasse, raccolsero le firme, tutto a norma di legge, ma il sindaco, non piu' il prudente Ferralasco, quanto invece il piu' leggero Loris Maieron, glieli boccio'. Dunque, popolo o non popolo, risoluzioni comunali o no, nel 1997 Busalla si ritrovo' il suo bel centro di desolforazione, che nel corso degli anni gli ha dato incendi, fumi ed ha peggiorato le loro vite.

Ma non sono ancora contenti alla Iplom, ora lo vogliono RADDOPPIARE il desolforatore di Busalla. Non gli importa niente che gli hanno inquinato i fiumi e dato malattie, no. Dal loro sito la Iplom dice che sono attivi sul territorio e fanno manifestazioni "Noi e voi" cioe' gli organizzano i tornei di calcetto e un po di muraglie attorno agli stabilimenti per evitare rilasci accidentali di robaccia nei fiumi. Vi pare una roba seria? Ma se il fiume Scrivia e' tutto inquinato? Mi sa che la muraglia cosi bene non gli ha funzionato. Per quanto riguarda il torneo di calcetto.. la ci bastava l'oratorio dei salesiani, non vi pare?

Cosa dire? La vittoria piccola piccola dell'altro giorno per noi Abruzzesi, con il rinnovo della moratoria, non deve ASSOLUTAMENTE portarci ad adagiarci. A Busalla hanno aspettato sette anni i petrolieri per farla: dobbiamo vigiliare su un lunghissimo arco di tempo. La partita non e' affatto finita e occorre contiuare a lottare, uniti e numerosi. E poi, NON DOBBIAMO CREDERE MAI ALLE BALLE dei petrolieri. A loro non interessa niente del popolo. Agli abruzzesi non servono i tornei di calcetto, serve invece l'aria e l'acqua pulita e magari qualche politico intelliegente che sappia programmare per il nostro sviluppo turistico, investendo e migliorando la qualita' dell'ambiente, dell'offerta e della pubblicita'.

A Monica, come agli abitanti di tutte le citta' petrolizzate d'Italia non posso che chiedere scusa, da Italiana e prometterle di fare del mio meglio per venire a visitare Busalla. Grazie per avermi fornito il materiale. Il sito del comitato di Busalla e' qui.

Ricordo, Sabato a Pescara dalle 7 alle 8 in piazza Salotto per il sit in contro il petrolio in Abruzzo. I contributi per acquistare i terreni del Feudo e liberare i contadini dal fardello ENI si possono invece dare cosi':

Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

per evitare invece le spese bancarie:
a Ortona, Fabrizia: 329/1574549
a Lanciano, Diana: 335/5392058
a San Vito: Assunta 329/9763038