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Monday, February 27, 2017

I materiali radioattivi e altra monnezza usata nei pozzi di petrolio e di gas

Cosa sono? Sorgenti radiattive usate nelle miscele trivellanti petrolifere. Non sempre, non tutte allo stesso momento, ma tutte queste sostanze, in modi e in tempi e in pozzi diversi, sono usati dai signori delle trivelle.

Cosa ci fanno?

Beh, i petrolieri li usano per misurare tutto cio' che e' collegato alle caratteristiche fisiche del petrolio, dalla densita' dei fluidi, alla loro mobilita'.  In un certo senso aiutano a "visualizzare" il petrolio grazie al decadimento temporale della radioattivita' che e' collegato alle caratteristiche del petrolio.

Ad esempio le sorgenti di cesio 137 una volta iniettate rilasciano raggi gamma ad alta energia. La loro attenuazione dipende dalla densita' del materiale in cui sono rilasciati, e quindi il modo in cui questi segnali radioattivi si smorzano nel petrolio da una idea di quanto denso sia il petrolio stesso.

Siccome la densita' del petrolio e' collegata alla sua qualita', ecco che i materiali radioattivi diventano utili per capire se il petrolio e buono o fa schifo.

Il cesio 137 e' usato nell industria del petrolio e del gas dal 1965, cioe' non da ieri. 

Miscele di americio-berillio invece sono usate dal 1950 per valutare la porosita' della roccia. E poi ci sono materiali in polvere e in forma granulare che servono per tracciare il movimento delle masse petrolifere. Lasciano delle scie mentre si muovono.

Circa il 15% delle miscele petrolifere usate negli USA per stimolare pozzi vecchi contiene materiale radioattivo.

In teoria per usare queste sostanze ci vuole personale specializzato e tutta una serie di permessi per il trasporto e l'accesso a queste miscele radioattive perche' sono pericolose. Ovviamente l'idea e' che se usate correttamente -- e cioe' sigillati durante il trasporto e rilasciati a dosi minime solo durante le fasi di ricerca e di estrazione di petrolio, a centinaia o migliaia di metri sotto la crosta terrestre --  non dovrebbero esserci rischi per la popolazione o per i giacimenti di acqua sotterranei.

Se usate correttamente.

Oltre a queste sostanze usate dall'uomo e iniettate sottoterra, ci sono i materiali radioattivi naturalmente presenti sottoterra e che vengono riportati in superficie. Fra questi: l'uranio, il thorio, il radio, alcuni isotopi di potassio e di piombo e i loro sottoprodotti di decadimento.

Non lo dice la D'Orsogna. Lo dice l'Ente di Protezione Ambientale degli USA, l'EPA.

Questo materiale radioattivo che la natura ha cosi ben pensato di tenere sottoterra, e' spesso disciolto nell'acqua di scarto -- l'acqua di produzione --  che naturalmente e' presente nei giacimenti di petrolio.  E quindi, uno tira su il petrolio e nolente o volente tira su anche acqua di produzione e la radioattivita' naturalmente disciolta. A volte ce n'e' di piu', a volte di meno.

Anzi, siccome il processo estrattivo concentra la radioattivita' naturale sottoterra e li riporta in superficie questa monnezza ha un suo nome proprio: Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Material -- TENORM.

Negli USA uno studio del 2000 mostrava che i petrolieri avevano prodotto 150mila metri cubi l'anno di monnezza da attivita' convenzionale - di cui il 30% circa contaminato dalla radioattivita'. In generale per ogni barile di petorlio prodotto in modo convenzionale ce ne sono dieci di monnezza per i pozzi convenzionali.

Per quanto riguarda la monnezza da trivelle non-convenzionali -- il fracking, quando occore "idraulicamente" fratturare la roccia, la monnezza prodotta e' di 2 miliardi di metri cubi l'anno. 
Queste sono cifre dei petrolieri stessi, visto che le fornisce l' American Petroleum Institute. 
Qui la maggior parte della radioattivita' arriva dal radio fra cui il radio-226 e il radio-228. 

La radioattivita', e le altre componenti radioattive variano da stato a stato, perche' le geologie possono essere diverse. Ad esempio, in Mississippi il 90% dei pozzi ha radioattivita' instrinseca. In Colorado quasi nessuno. Alte le concentrazioni in Texas e Louisiana. Basse in Calfiornia e Kansas.

E dove finisce questa radioattivita'?

Buona domanda.

Negli USA gli impianti di depurazione non sono obbligati a fare test di radioattivita'.

Il New York Times nel 2011 misuro' livelli di radio oltre mille volte il limite consentito nell'acqua vicino ai pozzi di gas. 

"Overview of Exploration and Production: Waste Volumes and Waste Management Practices in the United States" prepared for The American Petroleum Institute by ICF Consulting, May 2000.

Sunday, October 12, 2014

Le renne radioattive di Norvegia




La scorsa settimana il Norwegian Radiation Protection Authority ha reso pubblico il suo State of the Environment, un rapporto annuale sullo stato dell'ambiente. Il governo ha trovato alti livelli di cesio-137 nelle renne selvatiche che vivono nel Jotunheimen National Park del paese.
 
Il cesio-137 e' un isotopo che in buona parte deriva dalle reazioni che si usano nelle centrali nucleari.  Chernobyl in questo caso.

E infatti quasi trenta anni fa, l'esplosione della centrale nucleare sovietica rilascio' cesio-137 in atmosfera che in qualche modo arrivo' in Norvegia, fu assorbito nel sottosuolo ed eccoci qui, e' arrivato nel corpo delle renne.

Inger Margrethe H Eikelmann, una delle scienziate coinvolte nello studio ricorda che in realta' la Norvegia fu relativamente fortunata in quanto non fu molta la radioattivita' giunta nel paese a causa di Chenobyl. Ci sono pero' delle specie che sono piu' sensibili alla radioattivita', in particolare i funghi
della specie Cortinarius caperatus che concentrano il cesio-137 dal terreno al loro interno.

E infatti subito dopo il disastro nucleare il commercio e il consumo di questo tipo di funghi fu vietato fino al 2002.

Chi mangia questi funghi oltre all'uomo? Le renne di Norvegia. E ovviamente piu' funghi mangiano, maggiore e' la radioattivita', e quindi le concentrazioni di cesio-137 fluttuano con le annate e con l'abbondanza di funghi.

Nel 2014 ce ne sono stati tanti - una caratteristica delle estati umide e lunghe, come quella di quest'anno, quando la temperatura media per un po di tempo e' arrivata a 30 gradi anche in Norvegia.

L'unita' di misura della radioattivita' e' il becquerel.  A Settembre di quest'anno la media di cesio-137 nelle renne fu di  8,200 becquerel per chilogrammo, mentre due anni fa il tasso era 1,500 becquerel per chilogrammo.

Tutto questo non ha sorpreso i ricercatori perche' e' noto che le renne amano questo tipo di funghi. 

I livelli di radioattivita' sono “extremi” dice Lavrans Skuterud, un altro scienziato coinvolto nelle misure.  E non ci sono solo le renne, ma anche le pecore. Per loro il livello considerato sano di radioattivita' e' di 600 becquerel per chilogrammo. In quelle catturate nella stessa zona delle renne, il livello era di 4500 becquerel per chilogrammo.

Che fare?

Beh, una delle soluzioni e' di non portare renne al macello per il consumo di carne fino a Novembre, quando i livelli di radioattivita' scenderanno e nel frattempo fargli mangiare cibo senza radioattivita'.
Piu' di questo non sanno pensare, perche' cosa altro puoi fare? 

Non e' ben chiaro quali siano gli effetti alla salute delle renne radioattive, che in generale appaiono sane, ne su chi mangia quelle carni - in particolare la popolazione Sami della Norvegia settentrionale.

Il cesio-137 di Chernobyl arrivera' al suo "half-life" nel 2016, quando la radioattivita' sara' meta' di quella originale, ma per far scomparire il resto, ci vorra' molto, moltissimo tempo.

Nelle parole di Inger Eikelmann “It will never be zero.”

Questo per ricordare che come per il petrolio, come per il nucleare, basta un solo incidente a cambiare la nostre vite - e quelle delle renne -  per sempre, o comunque per molto tempo e in modi che non possiamo prevedere.


Gypsy mushrooms are a favourite food of reindeer.

Sunday, March 13, 2011

NYT: Il rilascio di sostanze radioattive potrebbe durare mesi


Even under the best scenarios, this isn’t going to end anytime soon.

Anche se tutto dovesse andare per il meglio, non ne usciremo tanto presto.

Tecnico giapponese specializzato in operazioni nucleari


Dal New York Times - 1 minuto fa:

La crisi nucleare non si ferma. Si continua a pompare acqua di mare mista a boro per evitare lo scoppio totale di due reattori nucleari presso la stazione Fukushima.

Anche una terza centrale e' scoppiata, proprio mentre scrivo.


Lo scoppio ad ora e' considerato "parziale", ma intanto a 60 miglia, circa 90 km dalla stazione si iniziano a registrare dosi piccole, ma non nulle e superiori al rumore di fondo, di cesio.

Quello che succede e' che l'acqua di mare che si getta sull'impianto per raffreddarlo rilascia vapori bollenti che, siccome non si sa cosa altro fare, si lascia poi evaporare, con tutte le sostanze radioattive dentro.

Queste vanno dove le porta il vento, e madre natura.

Decine di persone non potranno tornare a casa per lungo tempo. Se le direzioni dei venti cambiano, queste sostanze tossiche potrebbero dirigersi verso le citta' e non piu' in mare aperto.

Sorge qui una domanda etica. I sistemi di raffreddamento automatici nella centrale sono stati tutti danneggiati nel terremoto. Per riattivarli occorre mandare operai e tecnici in una zona in cui i livelli di radioattivita' sono centinaia se non migliaia di volte superiori a quanto considerato salutare.

Cosa fare?

I tecnici sono preoccupati, perche qui si tratta di almeno tre reattori, non uno come successe a Three Mile Island negli USA nel 1979 o a Chernobyl in Bielorussia nel 1986.

C'e' anche preoccuopazione perche' i reattori hanno anche componenti a base di plutionio (pure quelli Francesi ce li hanno) che sono piu' dannosi del cesio.

Comunque vada, la vita di questa centrale nucleare e' finita. Anche se non scoppia, a causa delle corrosione dovuta all'acqua di mare che le hanno gettato sopra, non potra' essere piu usata.

Ha vinto la natura, non l'uomo.

Come per la nube islandese, come per le alluvioni, come per gli incendi, e' sempre lei a vincere. Dovremmo solo essere meno arroganti, capire i nostri limiti e fermarci dove e' prudente, sano e logico e ascoltare i suoi ritmi e le sue leggi.

Questo e' il Giappone, dove tutto e' fatto a regola d'arte. Non oso immaginare cosa sarebbe successo in Italia, il paese delle scorciatorie.

Saturday, March 12, 2011

La crisi nucleare si intensifica in Giappone

Queste sono le ultime notizie che riporta la stampa americana.

L'Italia sarebbe pronta?

1. Circa 200,000 persone sono state evacuate attorno al reattore nucleare di Fukushima, 150 miglia a nord di Tokyo. La centrale e' stata costruita 40 anni fa.

2. La crisi si e' intensificata perche' 3 dei 6 reattori nucleari hanno problemi di raffreddamento. Uno degli edifici che occupa il reattore e' parzialmente scoppiato, causando il crollo di un muro esterno e di un tetto. Il contenitore di acciaio del reattore e' ancora integro.

3. Stanno cercando di raffreddare il reattore vero e proprio prima che scoppi, con l'acqua del mare. E' considerata una mossa disperata, visto che non sanno cos'altro fare.

4. Il segretario alla difesa, Yukio Edano, ha detto che una delle centrali e' esplosa e che anche l'esplosione di una seconda potrebbe seguire. L'evento attorno alle 3:30 del pomeriggio di Sabato a causa di un accumulo di idrogeno nel sistema di raffreddamento.

5. Fra le 70 e 160 persone persone sono state esposte ad alti livelli di radiazioni. Le autorita' cercano di rassicurare i cittadini, ma intanto alti livelli di cesio, sottoprodotto dell'opera di fissione nucleare, sono stati registrati attorno alla centrale.

6. L'ente internazionale di energia atomica - IAEA - sta distribuendo iodio ai residenti. Lo iodio aiuta ed evitare il tumore nelle persone esposte alle radiazioni, specie il tumore alla tiroide.

7. I livelli di radiazione attorno al sito inquinato sono di 1,200 microsieverts per ora. E' due volte piu' del limite legale del Giappone. Sebbene sia alto, non e' disastroso, ancora. A Chernobyl e' stato di 33,000 microsieverts per ora.

8. Dentro l'impianto, pare che si arrivati a livelli di 1000 volte superiori ai limiti legali.

9. Alla gente e' stato detto di chiudere finestre e porte, di mettersi un'asciugamano bagnato sul naso e sulla bocca e di coprirsi il piu' possibile.

10. Il Giappone ha 54 centrali nucleari.

11. Molte centrali sono state chiuse per precauzione. Poiche' il 30% dell'elettricita' in Giappone viene dalle centrali nucleari, alla gente' e' stato chiesto di conservare e di limitare i consumi.

12. La magnitudine del terremoto e' stata revisionata, ed e' ora valutato a 9.0 Richter. Alcune delle scosse di assestamento sono arrivate anche 6.7 gradi della scala Richter.

13. La difesa militare ha messo in azione 50,000 persone. Hanno paura di mancanza di cibo, acqua, energia. 200 aerei e 45 navi sono state mandate sulla zona del disastro.
Si stima che 6 milioni di case siano senza elettricita' e 1 milione senza acqua.

14. Il numero di morti accertati e' di 687. Altre 200-300 corpi sono ancora da identificare, e sono morti dovuti allo tsunami di Sendai.

15. Hanno razionato la benzina a 10 litri a macchina, nella zona vicino all'esplosione.

16. Nonostante il Giappone abbia l'architettura antisismica piu' avanzata del mondo, circa 3,500 edifici sono crollati.

17. Hanno chiuso gli stabilimenti Nissan e Honda, Disneyland Tokyo, e diverse autostrade.

18. Gia' nel 2007 un altro reattore nucleare ebbe danni strutturali a causa di un altro terremoto.

Fonti: New York Times, LA Times, LA Times 2