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Monday, November 23, 2015

Giappone: il sole dappertutto



Durante l'estate del 2015 l'energia solare ha fornito al Giappone il 10% del suo fabbisogno energetico, l'equivalente di dieci centrali nucleari, con 15 giga-watt-ore durante il mese di Agosto. Il Giappone e' la terza potenza industriale del mondo.

Dopo Fukuhima nel 2011, il paese del Sol Levante ha deciso di investire fondi per incentivare la produzione di energia rinnovabile. Sono partiti nel 2012 e non si sono fermati piu': in neanche quattro anni la produzione di energia solare e' raddoppiata. Certo i reattori nucleari che sono rimasti non li spegneranno domani, ma hanno capito che occorre cambiare rotta e programmano il cambiamento.

Al summit del clima in Francia il primo ministro Naoto Kan annuncera' il nuovo obiettivo del paese: pannelli solari obbligatori su ogni nuovo edificio nipponico.

L'idea di base e' di avere una sorta di gigantesca rete integrata che connette tutti questi edifici entro il 2030 in modo da generare energia in modo interconnesso e per diminuire il piu possibile l'uso di fonti fossili.  I tetti del Giappone sono importantissimi, perche' il paese e' ad alta densita' abitativa e questo e' il modo ottimale, non solo in Giappone!, di generare energia dal sole senza consumo di suolo. Ci si aspetta che questa nuova direzione del paese generera' posti di lavoro e investimenti in tecnologia, che aiuteranno il paese a restare una delle dell'innovazione tecnologica a livello mondiale.

Da poco in Giappone hanno appena inaugurato due impianti solari in una baia che serviranno per alimentare circa mille case a Nishihira e Higashihira Ponds in Kato City. Le ditte Kyocera Corporation e Century Tokyo Leasing Corporation hanno inaugurato l'impianto fotovoltaico nel lago dopo soli sette mesi dall'avvio delle operazioni. Perche' hanno scelto il lago? Perche' in Giappone c'e' poco spazio, ma anche perche' la minor temperatura abbatte i costi di raffreddamento ed aumenta l'efficenza.

"Reservoirs are also an ideal location because the panels produce shade, which reduces water evaporation and promotes algae growth. A report by Korea Water Resources Corporation found that the lower temperatures of the floating modules mean they are 11 percent more efficient than land-based equivalents. "

Intanto in Giappone avevano un altro problema: campi da golf abbandonati. Negli anni 1980 era uno sport di lusso che evovava sciccheria e soldi. Hanno costruito troppi campi e adesso ce ne sono a decine che sono stati abbandondati. 

Che farne? 

Elementare Watson: riempirli di pannelli solari! E cosi, oltre che costruire campi solari nei laghi, la Kyocera ha deciso di trasfomare questi campi da golf abbandonati in stazioni di generazione di energia fotovoltaica. Il primo di questi generera' 26 giga-watt ore l'anno, per alimentare circa 8,100 case nei pressi di Kyoto. Ne seguira' un altro nel 2016, su un campo da golf abbandonato 30 anni fa fra Kanoya City and Osaki Town nella regione di Kagoshima. Verranno qui generati 100 giga-watt ore l'anno alimentando 30,000 case con 340,000 moduli solari. La Pacifico Energy sta invece costruendo vari impianti solari su campi da golf dismessi nella regione di Okayama.

Nel solo mese di Agosto al Giappone sono arrivati  300 milioni di dollari di investimenti energetici -- per il sole e non per fare buchi di monnezza petrolifera.

Cosa viene fuori da questa storia? Che dove lo si vuole un modo per transizionare alle rinnovabili lo si trova. Il Giappone ha usato la strada degli obblighi del sole sui tetti, del riuso di campi da golf dismessi, dei pannelli su laghi perche' questo andava bene per la loro particolare realta' geografica, sociale, economica. Non dico che tutto questo si debba importare tal quale in Italia, o altrove, ma lo spirito del volerlo, del cercare il modo ottimale per lasciar dietro le fonti fossili usando quello che abbiamo nel rispetto di quello che esiste, si che dovrebbe essere un obiettivo primario. In Italia cosa programmiamo esattamente? Le trivelle dello Sblocca Italia?

Impara Matteo Renzi, impara.

Wednesday, July 1, 2015

The Fukushima wind project - il vero nuovo






 
 il consumo di petrolio non può finire da qui a domani mattina

"Il vero nemico e' il carbone"
 Matteo Renzi

Sara'. A me pare che in Italia il vero nemico sia la politica, 
Matteo Renzi incluso.


Molte sono state le reazioni alle parole di Matteo Renzi secondo il quale il consumo di petrolio non potra' finire domattina. Sara' pure vero, ma la parola magica e': volere. Volere arrivare al giorno in cui non servira' piu' fare buchi, estrarre la melma che madre natura ha ben intrappolato nelle sue viscerere per milenni e cosi facendo immettere anidride carbonica in atmosfera e stravolgere il nostro pianeta.

Per me e' interessante che queste esternazioni di Renzi vengano fuori proprio mentre in tutto il mondo si corre verso il vero nuovo: le rinnovabili, le idee, il pensare, la creativita'.

Fra le tante lezioni c'e' quella di Fukushima, dalle cui ceneri nasce qualcosa di nuovo. E' il Fukushima Wind Project, a dodici miglia - circa venti chilometri -  di distanza da quell'altra Fukushima che tutti gia' conosciamo.

Il governo giapponese, ascoltando le proteste dei cittadini, ha deciso di cambiare drasticamente indirizzo, e come parte della svolta green, per sopperire all'energia persa dopo l'incidente nucleare, ha iniziato ad installare turbine eoliche a mare nell'area di Fukushima gia' nel 2013, grazie ad una partnership con la Mitsubishi, la Marubeni Company e l'Universita' di Tokyo. Sono stati stanziati 405 milioni di dollari per la seconda fase del progetto, che e' stata completata proprio in questi giorni.
Ce ne sara' una terza in modo che il totale di energia generata da un complesso di tre turbine sara' di 14 MW. Se tutto va bene si arrivera' ad 80 turbine nel 2020. L'energia verra' trasportata a terra grazie a cavi sotterranei. 

L'idea di mettere le turbine a mare piace a molti, perche' non ci sono problemi di densita' abitativa in mare.  E queste sono turbine speciali: sono montate su strutture galleggianti, che possono essere installate in posti dove i fondali marini sono profondi e che si possono spostare per facilitare il passaggio di navi. Le turbine ancorate rigidamente ai fondali possono arrivare solo a trenta metri, queste non hanno limiti. Quella che stanno installando in Giappone sara' la piu' grande del mondo. Le turbine galleggianti sono gia' realta' in Norvegia ed in Portogallo. 

In Italia, nonostante ci fossero stati anche dei prototipi di eolico in mare in Puglia negli anni scorsi,  come ricorda Legambiente, tutti i progetti di eolico a mare sono fermi da anni. Perche'? 

Le trivelle si, l'eolico a mare no.  Perche'?

Se e' pericolosa per l'ambiente o e' brutta la turbina eolica a mare, a maggior ragione lo e' il pozzo di petrolio o la nave FPSO. La turbina non si incendia e non scoppia. Il pozzo si. Qual'e' la logica dietro queste decisioni, ammesso che ce ne sia una?

Intanto due professori di Stanford, Mark Jacobson e di Berkeley, Mark Delucchi presentano il loro progetto di energia rinnovabile in tutti gli stati USA, ciascuno usando uno specifico mix di risorse. Secondo i loro studi e' possibile generare il 100% di energia dalle rinnovabili in tutti gli stati americani, creando posti di lavoro, risparmiando, ed evitando di immettere in atmosfera sostanze tossiche.
 
Se si puo' fare in ogni angolo d'America si puo' fare in ogni angolo del mondo.

Non siamo il Giappone, non siamo l'Uruguay, non siamo la California e non siamo la Germania. Ma sono sicura che se ci si mettesse di impegno e di volonta', una soluzione energetica vera, innovativa ed intelligente che non include fare buchi la si puo' trovare. Bisogna solo volerlo, ma per davvero.

Caro Matteo, il vero problema non e' il carbone. Il vero problema e' la politica miope di questo paese, e dei tanti come lei, ancorati al vecchio, alle lobby, alla paura,  all'ignoranza e che non vedono il resto del mondo correre lontano.

 

Wednesday, April 15, 2015

Fukushima 4 anni dopo









E così hanno deciso di mandare un robot presso il reattore principale della centrale nucleare di Fukushima.

Un robot disegnato dalla Hitachi per conto della Tepco – la Tokyo Electric Power Company, progettato per restare in vita 10 ore sotto la radioattività. Il robot ha resistito solo tre ore, ‘ammazzato’ dalle radiazioni: a un certo punto si è incastrato, non mandava più segnali né immagini e hanno deciso di tagliare il cavo.

Si è mosso di soli dieci metri. In quelle tre ore ha registrato livelli di radioattività di 9.7 sieverts per ora che ucciderebbe un essere umano in ora sola. Almeno il robot ne ha vissute tre di ore. Era in programma una seconda missione ma è stato tutto fermato a causa dell’enorme livello di radioattività.

Il prezzo finale delle operazioni di pulizia sarà di 50 miliardi di dollari e anni e anni di tentativi di pulizia – oltre che centinaia di vite spezzate. E intanto, arrivano report di diminuzione del numero di uccelli attorno a Fukushima, cosa mai vista prima, di ischemie nei delfini anche queste mai viste prima con morie di delfini che si susseguono a grandi numeri proprio lungo le spiagge nei pressi di Fukushima. I livelli di radioattività nei tonni sono anche queste fuori da ogni norma. I livelli di radiazione sono 300 volte il normale.

Questo è quello che accade quando pensiamo di saperne di più di madre natura.



Thursday, March 12, 2015

Tutto il nucleare degli americani per il vento della Cina

La Cina genera adesso piu' energia eolica che tutte le centrali nucleari americane: 115mila megawatt contro i 98mila degli atomi made in the USA. I 115mila sono il massimo che si possono generare a pieno ritmo, per cui potrebbe essere che la cifra gionaliera di energia eolica cambi, e sia minore, ma lo stesso sono cifre impressionanti. 

Il governo vuole arrivare a 200mila megawatt entro il 2020, e pare che ci riusciranno. Ovviamente sono obiettivi urgenti, visto l'enorme inquinamento della Cina, la necessita' di abbassare le proprie emissioni di CO2 e in generale l'essere piu green.
E cosi, nonostante il 2014 sia stato caratterizzato da scarsa ventosita', l'eolico e' incrementato del 16%, dando elettricita' a 110mila famiglie. E nonostante ci siano in costruzione circa 25 centrali nucleari, il vento finora e da tre o quattro anni a questa parte, genera piu energia del nucleare.
All'inizio, verso la meta' degli anni 2000, l'infrastruttura eolica non riusciva a tenere il passo. A volte dovevano fermare le turbine perche' semplicemente c'era troppa energia, e non si sapeva cone conservarla. Con il tempo le cose sono migliorate, e la Cina sta adesso costruendo il piu grande sistema di trasmissione elettirica che riesca a connettere il nord, ricco di vento, alle zone centro-orientali, ricche di persone.  '
Nello stesso tempo, il governo cerca di incentivare la produzione di energia eolica anche in zone piu vicine ai centri abitati.

D'altro canto la produzione di piu energia nucleare ha molti ostacoli, primo fra tutti lo spettro di 
Fukushima che porto' ad una moratoria temporanea nel 2012 e che rende un sacco di persone contrarie al nucleare nelle loro vite. E poi il nucleare ha bisogno di tempi molto piu lunghi e di siti speciali, grandi e vicino a corsi d'acqua o di oceani. Un altro motivo per dire no, oltre al timore di incidenti, scoppi, terremoti.  Il risultato di tutti questi ostacoli al nucleare e' che molti dei reattori prgrammati o in via di costruizione sono indietro con i tempi.

E il carbone? Beh, nel 2014 l'uso di questo materiale e' calato del 3% rispetto al 2013.


Dulcis in fundo, il solare. La Cina sta quasi per superare la Germania in termini di energia fotovoltaica: 28 gigawatts alla fine del 2014 e altre 15 previste per il 2015.

Morale della favola: e' molto piu facile passare per le rinnovabili. E se anche in Cina puntano su sole e vento, veramente non c'e' nessun motivo per cui si fossilizzi a trivellare l'Italia.

Thursday, November 7, 2013

Il dopo Fukushima in Giappone: la piu' grande centrale solare offshore



Dopo il disastro di Fukushima piano piano ci si rende conto anche in Giappone che il futuro non e' nel nucleare, e lunedi' 4 Novembre la ditta Kyocera ha aperto la piu' grande centrale solare del paese nella citta' di Kagoshima City. Offshore.

Si chiama Nanatsujima Mega Solar Plant e  si estende per 1.27 millioni di metri quadrati con quasi 300,000 pannelli solari. Generera' 70 megawatt di potenza, abbastanza per fornire elettricita' a circa 22,000 famiglie.

In questo momento in Giappone molte delle centrali nucleari sono "mothballed", cioe' in uno stato di sospensione, a causa di ispezioni sulla sicurezza e di contrarieta' dei residenti.

Ad un certo punto, delle 54 che ne avevano, solo due erano funzionanti.

Sebbene negli scorsi decenni il Giappone fosse fra le piu' avanzate con l'energia nucleare, la popolazione adesso ripetutamente chiede cambiamenti nella politica energetica del paese.

Ad esempio qui la situazione di Ohi come riporta il New York Times, dove la centrale nucleare non ha avuto problemi, ma e' stata chiusa per precauzione dopo Fukushima e non e' stata mai piu' aperta a causa dei timori dei residenti.

Ci sono ripetute proteste in tutta la nazione al ritmo di "Sayonara Nuclear Power" e anche il vescovo di Osaka,  Micheal Goro si e' espresso contro il nucleare ed in favore di energia rinnovabile.

Tutto questo per un paese come il Giappone, dove ci sono poche proteste politiche, e dove la popolazione non e' abituata a fare sentire la propria voce, e' qualcosa di profondo e fondamentale. Il New York Times parla di una perdita nazionale di fiducia nel nucleare che un tempo era il fiore all'occhiello della tecnologia nipponica:

"nothing short of a nationwide loss of faith, not only in Japan’s once-vaunted nuclear technology but also in the government, which many blame for allowing the accident to happen"



E quindi adesso c'e' la corsa alle rinnovabili, con il governo che annuncia incentivi e facilitazioni.  Si parla di triplicare la produzione di energia dal vento, con investimenti nelle linee di trasmissione e con l'identificazione di aree adeguate. Un terzo di tutte le prefetture del Giappone hanno annunciato massicci investimenti nel solare e dell'eolico. 

Ovviamente nessuna di queste nuove cose arriva senza portare con se altre questioni, di consumo del suolo, di pericoli per gli uccelli, ma certo e' che il paradigma e' cambiato, che da qualche parte si deve iniziare, e che con tutti i problemi che potranno mai avere, vento e sole non porteranno mai a disastri alla Fukushima.

La Toshiba e' stata fra le prime ad entrare nella produzione di energia elettrica da solare e da eolico ed iniziera' presto ad operare due campi eolici con in previsione altri quattro. La Mitsui - che viene a trivellare in Italia! - annuncia l'apertura di un complesso di energia solare da 111 megawatt nella provincia dell'Hokkaido, da cui si prevede di fornire elettricita' per 300,000 case. Similmnente la Sharp, la Suntech Power Japan e la stessa Kyocera anunciano che produrranno pannelli solari per uso residenziale e commerciale.


Si stima che il Giappone potrebbe diventare il secondo piu' grande mercato per l'energia solare dopo la Cina e superando Germania ed USA. Gia' nel 2013 il Giappone e' diventato parte del club dei magnifici cinque: Germania, Italia, USA, Cina e Giappone con la produzione di almeno 10 gigawatt di potenza.

E qui un piccolo fiore per l'Italia: nonostante tutti i nostri guai, siamo stati la seconda nazione in tutto il mondo ad arrivare al traguardo dei 10 gigawatt di potenza installata. Secondi solo alla Germania e arrivandoci prima degli USA! 

Se solo potessimo avere una classe politica degna di questo nome, di potrebbero fare grandi cose in questa nazione ed averne orgoglio. 

Decidiamo di essere i primi del mondo ad arrivare al traguardo dei 20 gigawatt? 

Friday, November 16, 2012

Bocciate le ispezioni sismiche al largo delle coste di California



 



sul perche' no delle ispezioni sismiche in mare


Non e' questa una storia di ispezioni sismiche per petrolio, ma di ispezioni sismiche per nucleare, visto che le trivelle in mare in California non ce le mettiamo piu' dal 1969.

La ditta Pacific Gas and Electric Company e' la proprietaria dell'ultimo reattore nucleare ancora funzionante in Calfiornia - si chiama Diablo Canyon Nuclear Power Plant, ed e' a meta' strada fra Los Angeles e Santa Barbara.

E' stata costruita lungo la spiaggia nel 1973, per usare l'acqua del Pacifico per raffreddare le unita' e le operazioni sono incominciate nel 1985. 

E' brutta ovviamente, ma chissa', nel 1973 non ci si pensava.

Il nucleare e' stato messo fuori legge nel 1976 quando si decise che siccome non si sapeva dove stoccare il materiale di scarto della fissione nucleare, sarebbe stato inopportuno continuare a produrre materiale radioattivo. 

Dopo quella decisone sono rimaste in piedi le quattro centrali nucleari gia' in funzione, che pian piano, a parte la Diablo,  sono state tutte spente, per vari motivi, economici in primis.

Cioe' per adeguarsi agli standard ambientali e alle norme antisismiche avrebbero dovuto pagare cosi tante migliorie che e' stato meglio chiuderle. In altri casi ci sono stati dei refendum. Alcune vecchie centrali sono gia' state smantellate, altre sono in via di demolizione.

Adesso succede che a causa dell'usura, e imparando anche dal disastro di Fukushima, ci si e' resi conto che questa ultima Diablo di centrale non era piu' tanto sicura e che occorre valutarne rischi e capire che interventi fare in modo che sia piu' resistente a terremoti e a possibili tsunami.

Fra l'altro c'era una legge che gielo imponeva da prima di Fukushima.

E allora la ditta proprietaria di Mr. Diablo hanno deciso di eseguire delle ispezioni sismiche al largo della costa, davanti alla centrale per indagare sulla possibile presenza di faglie sismiche. La stessa Pacific Gas and Electric diceva che queste ispezioni sismiche sarebbero state dannose alla vita marina, ma che non ci sarebbero stati effetti a lungo termine.

Volevano fare: 18 navi air gun, spari sonici ogni 10-20 secondi,  17 giorni, 130 miglia quadrate di mare attorno a Morro Bay, nove miglia di profondita' sotto l'oceano.

Proprio come quelle che si fanno per cercare il petrolio.

Nell'area c'e' un santuario marino e ci sono pesci, delfini, foche e leoni di mare. Hanno fatto un calcolo di circa 7000 mammiferi di mare, 5 milioni di pesci, numeri incalcolabili di uova e larve che sarebbero state impattate da 250 decibel di rumore, causando spiaggiamenti e possible morte.

L'idea di questo air gun del Diablo era di capire se nel sottosuolo ci fosse non petrolio, ma faglie sismiche.

Anche qui c'e' stato attivismo, da parte di studenti, ambientalisti, residenti e anche delle tribu indiane del Northern Chumash.

Gia' il giorno 6 Novembre un primo voto da parte della California Coastal Commission - l'ente indipendente, non politicizzato che decide queste cose - era stato negativo, ma la parola finale l'avrebbero data solo oggi.

Ed e' stata no.

Addirittura i membri della Commissione si sono posti una domanda piu filosofica, dicendo che e' ora di chiudere questa centrale, visto che e' sulla costa, e che e' molto meglio investire in fonti di energia pulita.

Che fine fara' la centrale Diablo, sconfitta dai delfini?

E' presto per dirlo, ma quando scadra' il suo permesso di operare, nel 2024, probabilmente la fine delle altre tre prima di lei - all'aceto.

Ciao Diablo!



Thursday, June 9, 2011

L'Italia e le scorie tossiche nucleari

 

 


 

Questo blog parla di petrolio. 

Il prossimo fine settimana pero' si vota per l'acqua pubblica, affinche' tutti siano uguali davanti alla legge, e contro il nucleare. Spero che tutti votino si a tutti e quattro i referendum.

Voglio allora parlare di una storia di qualche anno fa che non e' mai comparsa sulla stampa italiana - o almeno di cui io non ho mai letto - e in cui mi sono imbattuta per caso sulla stampa americana. 

 

Siamo tutti preoccupati di Fukushima e di Chernobyl e di Three Mile Island, e degli scoppi, ma un altro risvolto del tema nucleare sono le scorie, che nessuno sa dove mettere e che nessuno vuole. 

L'Italia non sa ancora che farsene di quelle vecchie - di quelle di prima del 1987 - quando il nucleare venne fermato dai referendum, quelli stessi che non capisco perche' non siano piu' validi. 

E' un problema che non abbiamo mai risolto e cosi' cerchiamo di mandare le scorie tossiche un po di qua' e di la' in giro per il mondo nella speranza che se le pigli qualcuno. 

Nel 2008 allora il nostro governo' penso' bene di mollare un po di scorie tossiche italiane allo stato dello Utah. Negli USA tutti i centri di stoccaggio di materiale radioattivo sono temporanei, e sono tutti governativi, ad eccezione di quello della ditta EnergySolutions che ha varie sedi negli Stati Uniti per l'incerimento e per lo stocaggio di materiale radioattivo e che' una azienda for profit, fatta da privati. 

Ogni tanto qualcuno parla di seppelire scorie tossiche nucleari sotto la Yucca Mountain del Nevada, ma la proposta non e' stata mai attuata per le proteste dei cittadini e Obama l'ha definitivamente bocciata. 

L'Italia allora voleva mollare a questa EnergySolutions 20 mila tonnellate di scorie nucleari a "bassa radioattivita'". Queste sarebbero state prima incendiate nel Tennessee e poi 1,600 tonnellate di cenere radioattiva sarebbero state depositate nello Utah, uno stato grande, poco densamente abitato e desertico.

Sarebbe stato il piu' grande quantitativo di monnezza nucleare mai importata negli USA. 

Ovviamente, a parte quelli della ditta speculatrice EnergySolutions, nessuno nello Utah si sognava di volere scorie nucleari degli altri. 

Ci sono state proteste, e preoccupazioni, con la gente e anche i politici che si chiedevano: mica lo Utah puo' diventare la pattumiera nucleare del mondo? 

Se accettiamo scorie tossiche dall'Italia, poi arriveranno altri paesi e altra monnezza tossica? 

Soprattutto dove mettiamo quelle nostre? 

 La ditta proponente diceva che nello Utah hanno spazio per i prossimi 20 anni, anche accettando le scorie italiane e che il carico dall'Italia avrebbe rappresentato solo l'1% della loro immondizia nucleare annuale. Hanno anche detto che se il primo carico andava in porto, potevano arrivare dall'Italia altri carichi nucleari di gran lunga piu' tossici di quelli iniziali e aumentare il loro business. 

La storia e' durata un paio di anni, e finalmente nel 2010 il governo dello Utah gli ha detto di no. Storia chiusa dunque, ma che apre varie domande. 

Perche' la EnergySolutions voleva prendersi la monnezza nucleare italiana? Intanto dicevano che per disporre delle scorie italiane il loro business sarebbe stato di 3 miliardi di dollari per dieci anni. 

Due miliardi di euro per monnezza tossica pre 1987, presumo pagati dal contribuente italiano. 

Soprattutto - e qui sta il bello - la EnergySolutions ammetteva candidamente che era tutta una strategia per il lungo termine. 

Il loro ragionamento era il seguente: Se noi nello Utah ci prendiamo un po di monnezza tossica italiana "a bassa radioattivita'" allora possiamo sviluppare relazioni diplomatiche e commerciali con l'Italia, e far vedere agli Italiani che non e' poi cosi male avere monnezza radioattiva in casa. 

Magari possiamo poi aprire altri centri di stoccaggio di monnezza radioattiva in ... Italia!

 Cioe' per loro era una mossa strategica. Io ne prendo un po di scorie italiane e uso questo gesto per venire a costruire depositi di scorie nucleari in Italia. 

Peccato che l'Italia e' un paese densamente abitato e non e' proprio come il deserto dello Utah! 

Qui in California di centrali ne abbiamo due, degli anni '80. Altre 5 sono state chiuse definitivamente.  

La costruzione di nuove centrali e' vietata per legge proprio perche' non si sanno dove smaltire le scorie tossiche. E in Italia? 

Dove le mettiamo le scorie nucleari post 2011 se non sappiamo ancora dove mettere quelle pre 1987? In tutto questo scenario arriva - un po cadendo dalle nuvole Stefano Saglia che dice, non si sa se a vanvera o per davvero che in Italia assolutamente si devono trovare siti di stoccaggio permanenti entro il 2015. Non ci e' ancora riuscito nel mondo, ora ci riesce lui.

 Un vero mago.

Sunday, March 13, 2011

NYT: Il rilascio di sostanze radioattive potrebbe durare mesi


Even under the best scenarios, this isn’t going to end anytime soon.

Anche se tutto dovesse andare per il meglio, non ne usciremo tanto presto.

Tecnico giapponese specializzato in operazioni nucleari


Dal New York Times - 1 minuto fa:

La crisi nucleare non si ferma. Si continua a pompare acqua di mare mista a boro per evitare lo scoppio totale di due reattori nucleari presso la stazione Fukushima.

Anche una terza centrale e' scoppiata, proprio mentre scrivo.


Lo scoppio ad ora e' considerato "parziale", ma intanto a 60 miglia, circa 90 km dalla stazione si iniziano a registrare dosi piccole, ma non nulle e superiori al rumore di fondo, di cesio.

Quello che succede e' che l'acqua di mare che si getta sull'impianto per raffreddarlo rilascia vapori bollenti che, siccome non si sa cosa altro fare, si lascia poi evaporare, con tutte le sostanze radioattive dentro.

Queste vanno dove le porta il vento, e madre natura.

Decine di persone non potranno tornare a casa per lungo tempo. Se le direzioni dei venti cambiano, queste sostanze tossiche potrebbero dirigersi verso le citta' e non piu' in mare aperto.

Sorge qui una domanda etica. I sistemi di raffreddamento automatici nella centrale sono stati tutti danneggiati nel terremoto. Per riattivarli occorre mandare operai e tecnici in una zona in cui i livelli di radioattivita' sono centinaia se non migliaia di volte superiori a quanto considerato salutare.

Cosa fare?

I tecnici sono preoccupati, perche qui si tratta di almeno tre reattori, non uno come successe a Three Mile Island negli USA nel 1979 o a Chernobyl in Bielorussia nel 1986.

C'e' anche preoccuopazione perche' i reattori hanno anche componenti a base di plutionio (pure quelli Francesi ce li hanno) che sono piu' dannosi del cesio.

Comunque vada, la vita di questa centrale nucleare e' finita. Anche se non scoppia, a causa delle corrosione dovuta all'acqua di mare che le hanno gettato sopra, non potra' essere piu usata.

Ha vinto la natura, non l'uomo.

Come per la nube islandese, come per le alluvioni, come per gli incendi, e' sempre lei a vincere. Dovremmo solo essere meno arroganti, capire i nostri limiti e fermarci dove e' prudente, sano e logico e ascoltare i suoi ritmi e le sue leggi.

Questo e' il Giappone, dove tutto e' fatto a regola d'arte. Non oso immaginare cosa sarebbe successo in Italia, il paese delle scorciatorie.

Saturday, March 12, 2011

La crisi nucleare si intensifica in Giappone

Queste sono le ultime notizie che riporta la stampa americana.

L'Italia sarebbe pronta?

1. Circa 200,000 persone sono state evacuate attorno al reattore nucleare di Fukushima, 150 miglia a nord di Tokyo. La centrale e' stata costruita 40 anni fa.

2. La crisi si e' intensificata perche' 3 dei 6 reattori nucleari hanno problemi di raffreddamento. Uno degli edifici che occupa il reattore e' parzialmente scoppiato, causando il crollo di un muro esterno e di un tetto. Il contenitore di acciaio del reattore e' ancora integro.

3. Stanno cercando di raffreddare il reattore vero e proprio prima che scoppi, con l'acqua del mare. E' considerata una mossa disperata, visto che non sanno cos'altro fare.

4. Il segretario alla difesa, Yukio Edano, ha detto che una delle centrali e' esplosa e che anche l'esplosione di una seconda potrebbe seguire. L'evento attorno alle 3:30 del pomeriggio di Sabato a causa di un accumulo di idrogeno nel sistema di raffreddamento.

5. Fra le 70 e 160 persone persone sono state esposte ad alti livelli di radiazioni. Le autorita' cercano di rassicurare i cittadini, ma intanto alti livelli di cesio, sottoprodotto dell'opera di fissione nucleare, sono stati registrati attorno alla centrale.

6. L'ente internazionale di energia atomica - IAEA - sta distribuendo iodio ai residenti. Lo iodio aiuta ed evitare il tumore nelle persone esposte alle radiazioni, specie il tumore alla tiroide.

7. I livelli di radiazione attorno al sito inquinato sono di 1,200 microsieverts per ora. E' due volte piu' del limite legale del Giappone. Sebbene sia alto, non e' disastroso, ancora. A Chernobyl e' stato di 33,000 microsieverts per ora.

8. Dentro l'impianto, pare che si arrivati a livelli di 1000 volte superiori ai limiti legali.

9. Alla gente e' stato detto di chiudere finestre e porte, di mettersi un'asciugamano bagnato sul naso e sulla bocca e di coprirsi il piu' possibile.

10. Il Giappone ha 54 centrali nucleari.

11. Molte centrali sono state chiuse per precauzione. Poiche' il 30% dell'elettricita' in Giappone viene dalle centrali nucleari, alla gente' e' stato chiesto di conservare e di limitare i consumi.

12. La magnitudine del terremoto e' stata revisionata, ed e' ora valutato a 9.0 Richter. Alcune delle scosse di assestamento sono arrivate anche 6.7 gradi della scala Richter.

13. La difesa militare ha messo in azione 50,000 persone. Hanno paura di mancanza di cibo, acqua, energia. 200 aerei e 45 navi sono state mandate sulla zona del disastro.
Si stima che 6 milioni di case siano senza elettricita' e 1 milione senza acqua.

14. Il numero di morti accertati e' di 687. Altre 200-300 corpi sono ancora da identificare, e sono morti dovuti allo tsunami di Sendai.

15. Hanno razionato la benzina a 10 litri a macchina, nella zona vicino all'esplosione.

16. Nonostante il Giappone abbia l'architettura antisismica piu' avanzata del mondo, circa 3,500 edifici sono crollati.

17. Hanno chiuso gli stabilimenti Nissan e Honda, Disneyland Tokyo, e diverse autostrade.

18. Gia' nel 2007 un altro reattore nucleare ebbe danni strutturali a causa di un altro terremoto.

Fonti: New York Times, LA Times, LA Times 2

Nucleare, terremoti e Giappone

Spero che qualcuno organizzi una raccolta fondi - anche simbolica - dall'Abruzzo per il Giappone. Da quel poco che ho avuto tempo di leggere, sono stati fra i pochi a promettere per il terremto dell'Abruzzo e a eseguire nei tempi promessi.

Intanto, di fronte al collasso della centrale nucleare giaponese Fukushima,
i pro-nucleari Lanfranco Venturoni, assessore alla salute della regione Abruzzo, Gianni Chiodi presidente della regione Abruzzo e Gianfranco Giuliante, assessore alla protezione civile dell'Abruzzo, cosa hanno da dire?

Questo cosa accade in Giappone:

Japanese authorities have extended the evacuation zone around the Fukushima Daiichi plant to a 20-kilometre radius from the previous 10 kilometres. At the nearby Fukushima Daini nuclear power plant, the evacuation zone has been extended to a 10-kilometre radius from the previous three kilometres.

Evacuazioni nel raggio di 20 chilometri.


The authorities also say they are making preparations to distribute iodine to residents in the area of both the plants.


Distribuzione di iodio ai residenti.


Intanto ecco un comunicato del WWF in merito:


Disastro nucleare in Giappone, ora cosa dice la maggioranza al Consiglio Regionale abruzzese a 5 giorni dal loro voto pro-nucleare?


Il WWF: l'unico nucleare sicuro è quello che non c'è: ora voto in massa al referendum!

Oggi più che mai anche l'Abruzzo non ha bisogno degli enormi rischi nucleari.

Dal referendum del 1987 il rischio nucleare non è cambiato, mentre il mondo sta già andando verso le rinnovabili, ormai una certezza per il futuro.

Il WWF è vicino alla popolazione giapponese che, dopo il catastrofico sisma e lo tsunami, deve ora affrontare la tragedia della probabile fusione del nocciolo di una centrale e di una vasta esplosione.

La prima emergenza è assicurare un’informazione completa e veritiera alla popolazione e fornire assistenza adeguata. C’è anche l’assoluta urgenza di intervento di squadre specializzate per contenere i danni. A Chernobyl molti tecnici e volontari sono stati contaminati e hanno perso la vita per essere intervenuti "a mani nude" nel tentativo di limitare i danni.

Chi può fornire aiuto tecnico specializzato, lo faccia adesso, soprattutto quei paesi (Francia, USA, etc) e quelle ditte (AREVA, Westinghouse, etc) che sul nucleare e sulle promesse di assoluta sicurezza hanno costruito i loro guadagni. Ecco una buona occasione per dimostrarci la loro capacità di intervento in caso di disastro nucleare.
Se non si interviene subito, le conseguenze potrebbero essere ancora più
disastrose anche oltre i confini del Giappone.

Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF “Nei mesi scorsi avevamo fatto appello ripetutamente al Presidente Chiodi di schierarsi con le altre regioni contro la scelta nuclearista del Governo Berlusconi. Tutto senza successo. Pochi giorni fa la maggioranza al Consiglio Regionale ha votato contro un ordine del giorno specifico.
Peraltro le dichiarazioni di autorevoli membri della maggioranza dimostrano il livello di approfondimento delle questioni energetiche e dell'incolumità del territorio in caso di incidente nucleare.

Giuliante ha dichiarato che la mozione era inutile perchè l'Abruzzo è sismico e non può ospitare centrali. Il tutto sorvolando sul fatto che avere una centrale nucleare in un'altra regione, magari a 200 km di distanza, possa essere confortante e tranquillizzante. La nube di Chernobyl contaminò mezza Europa.

Dovrebbe chiedere ai cittadini di Tokyo, posta a oltre 200 km di distanza dalla centrale esplosa, se ora stanno avendo paura o meno. Il capogruppo Venturoni, in ogni caso, si è schierato apertamente per il nucleare, ennesima prova di tempismo e lungimiranza della classe dirigente abruzzese a dimostrazione che il disastro di
Chernobyl non ha insegnato nulla.

In ogni caso ora più che mai invitiamo i cittadini abruzzesi a votare in massa al Dovrebbe chiedere ai cittadini di Tokyo, posta a oltre 200 km di distanza dalla centrale esplosa, se ora stanno avendo paura o meno.

Il capogruppo Venturoni, in ogni caso, si è schierato apertamente per il nucleare, ennesima prova di tempismo e lungimiranza della classe dirigente abruzzese a dimostrazione che il disastro di Chernobyl non ha insegnato nulla. In ogni caso ora più che mai invitiamo i cittadini abruzzesi a votare in massa al referendum sul nucleare che si terrà a breve.”.

Il WWF sottolinea che uno dei reattori coinvolti dall’emergenza di Fukushima ha una età di 40 anni. La tendenza odierna è di prolungare l'età dei reattori nucleari in esercizio per "passare" al governo successivo la patata bollente degli enormi costi dello smantellamento e delle scorie.

“Ancora una volta succede qualcosa che era stato dato per assolutamente inimmaginabile dagli "esperti" – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia - Anche un evento definito a bassissima probabilità, puo' verificarsi, soprattutto in concomitanza con altri effetti scatenanti (terremoto e distruzione della diga di Fukushima).

L'evento di Fukushima non va incluso nella categoria dei disastri naturali. Non spetta alla natura adeguarsi alle pretese dell'economia, bensì il contrario. Il principio di precauzione deve diventare la linea guida dell'economia e delle politiche energetiche ed ambientali: quando un evento potenzialmente disastroso connesso a una tecnologia ha una probabilità sia pur minima di verificarsi, bisogna astenersi dall'uso di questa
tecnologia. Non c'è altra soluzione nè mediazione possibile”.

“Il nucleare non è cambiato, ma il mondo sì e oggi le alternative non solo ci sono, ma sono una realtà economica e occupazionale in rapidissima ascesa, a differenza del nucleare. Energia rinnovabile, quella che nell’87 da qualcuno veniva definita un’utopia è oggi il futuro del Pianeta e dell’economia.

L’Italia si appresta a tenere un referendum sul nucleare per abrogare la legislazione pro-nucleare approntata da un Governo che non ha tenuto conto del verdetto popolare
del 1987 – continua Leoni - Siamo anche noi un paese ad elevato rischio sismico. La tecnologia nucleare non è cambiata, nonostante le promesse di inesistenti reattori intrinsecamente sicuri di terza e quarta generazione e nonostante l'enorme flusso di denaro a supporto di ricerca e tecnologia. Quello che invece è cambiato è il contesto delle altre fonti energetiche, con efficienza e risparmio energetico e le fonti
rinnovabili, pulite e davvero sicure”.

Auspichiamo anche che non vi siano pressioni di alcun tipo sull’informazione italiana e che si garantisca la massima trasparenza circa le drammatiche notizie che arrivano dall’incidente del Giappone, un disastro ‘ecologico’ che aggiunge altro dolore e sofferenze alle popolazioni colpite oltre ai danni diretti provocati dal terremoto e
dello tsunami.